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In 8°, brossura editoriale illustrata con alette, pp. 215, collana "Cultura politica e sociale", invio autografo dell'A. alla poetessa Raffaella Carrisi Martini, buon esemplare. (bibl 022) (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
San Giovanni Rotondo, Ed. La Casa Sollievo della Sofferenza, 1976, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 69 con 14 figure nel testo
Milano, Feltrinelli, 1989, 8vo brossura editoriale, pp. 300 con figure nel testo.
In 8, pp. X + 345 + (3b). Firma di possesso al p. ant. Dedica autogr. dell'A. alla prima c. di sguardia. Lievi mancanze al d. Br. ed. Fa parte della Collana 'Biblioteca Antropologico-giuridica', serie I, vol. V. Ed. orig. di questo studio completo e sistematico dei nuovi criteri giuridici con cui andavano considerati l'aborto e l'infanticidio. L'A., avvocato, dopo un iniziale inquadramento storico relativo a tali pratiche nell'antichita', passa in rassegna le principali posizioni in materia (Pessina, Puglia, Carrara), per poi esporre il testo del progetto di riforma dell'ultimo Codice penale. L'A., in particolare, ritiene necessario mitigare le pene per l'infanticidio perche' si tratta della 'soppressione di una esistenza che e' cosi' minacciata e nello stesso tempo minacciosa: minacciata per la frequenza dei nati-morti illegittimi e per la mortalita' che colpisce piu' tardi il trovatello ed in genere il fanciullo non allevato dalla propria madre'.
In-16 (Cm 20,5 x 12), pp. 71, br. ed. Ordinari segni del tempo. OTTIMO
In 8°, brossura editoriale, pp. 108, 4, ottimo esemplare. (bibl 022/d) (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
No marks or inscriptions. No creasing to covers. A very clean very tight copy with bright unmarked boards, slightly foxed spine and no bumping to corners. 28pp. A discussion within the Labour Movement about abortion and the 1967 Abortion Act. Scarce.
br. Di aborto non si parla quasi mai. Quando succede si abbassa lo sguardo e il tono della voce. A meno che non ci si trovi di fronte a un dibattito politico e allora i toni sono infuocati e i termini apocalittici: strage degli innocenti, genocidio legalizzato, donne assassine. Anche chi è a favore della legalità dell'aborto e della possibilità di scelta della donna difficilmente è a proprio agio. Spesso ci si affretta a compilare un elenco di attenuanti per giustificare la scelta di abortire, per poi aggiungere: "Tutti sanno che è un trauma". Ma lo è davvero? E lo è necessariamente? Chi sceglie di abortire subisce, nella maggioranza dei casi, un giudizio morale negativo. Abortire è sempre sbagliato. Il non soffrire, poi, è inconcepibile: sarebbe una forma di negazione e di rifiuto per un dolore troppo grande da essere intollerabile. È stata perfino inventata una nuova patologia per questa sofferenza: la sindrome post-abortiva (SPA) che colpirebbe tutte le donne che decidono di interrompere la gravidanza. "A" racconta come la vergogna, il silenzio, la paura intorno all'aborto vengano quotidianamente costruiti attraverso un potente sistema culturale e con la complicità della religione, del cinema e della tv. Se il dolore dell'aborto è esasperato, la depressione post-partum, il rifiuto nei confronti di un figlio o i vissuti conflittuali materni sono spesso taciuti, nascosti dietro a una retorica della maternità concentrata unicamente sul miracolo della riproduzione.
Milano, Centro Studi Sociali, 1965, in-8, tela edit. con sovraccoperta, pp. 677, [3]. “Problemi morali di vita moderna”, vol. I.
308 pages. The thrilling account of the triumphs of God's grace through the ministries of "The Way" Inn, national headquarters of Choose Life Canada, since 1985, providing the choice of life for Mothers with crisis pregnancies and the fundamental right to be born for their babies. Clean with light wear. Moderate quantity of library markings. Solid copy in illustrated covers. Book
br. Cosa si nasconde dietro la scelta di non diventare madri? Quali parole possono arricchire di sfumature e dare nuovi significati all'esperienza dell'aborto? Nella consapevolezza che intorno a questo tema ci sia ancora un grosso tabù, alimentato anche da un sistema sanitario che spesso colpevolizza la scelta di autodeterminazione della donna, l'autrice ha deciso di andare a raccogliere le voci di chi decide di interrompere volontariamente una gravidanza. Perché, come diceva Karen Blixen, "tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia, o se si può raccontare una storia su di essi". Diciannove storie, diciannove testimonianze, per cercare di comprendere la complessità di una scelta che non è mai senza ambivalenza; per dare voce finalmente alle donne, astenendosi dal giudizio ma con il semplice obiettivo di lasciare che le loro parole si alzino dal silenzio.
(Collana : Biblioteca di protesta laica - n. 4) (23e).