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La Haye, chez Pierre Paupie, 1741, piena pelle coeva, dorso a snodi con titolo inciso, cm. 15,4 x 10, pp. 350. Strappo alla cuffia sup.
brossura Spigolando lungo i sentieri della kabbalah. Non si può imparare a leggere se non si conoscono le lettere dell'alfabeto con i loro suoni, e i loro segni. Segno e suono sono, infatti, all'origine di ogni scrittura e di ogni sapere. Anche nella kabbalah le lettere costituiscono i primi sacri rudimenti, che ci aprono il varco verso la conoscenza del Sublime. In questo nostro umano esistere, senza la conoscenza di questi archetipi, non possiamo aprire la nostra mente ed il nostro cuore al mondo spirituale. Il testo, attraverso un sapere basilare, pone la pietra angolare sulla quale costruire la nostra conoscenza, al fine di trovare quell'antica scintilla divina che è in noi.
In-8 (cm. 21.20), brossura illustrata, velina protettiva, pp. 298, (4), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Lettre-préface et index de Christiane Buisset. Texte en français. Mancanza alla velina, peraltro volume in buono stato.
Paris, Payot, 1960, in-8, brossura editoriale, pp. 432. Con bibliografia. Ottime condizioni.
Torino, Libreria Scientifico-Letteraria S. Lattes & Co., Editori, 1898, in-8, br., pp. 216. Privo della cop. ant. e con minime mancanze al dorso.
brossura La mistica ebraica è fiorita - talvolta brillantemente, talvolta oscuramente nel corso di cinquemila anni. In "Le vie della Kabbalah" Perle Epstein offre una vivida ed accessibile introduzione ai metodi, alle scuole e ai praticanti di questo mondo affascinante. L'autrice traccia la storia della Cabala attraverso le vite dei suoi illustri studiosi e santi, e sbroglia la rete delle antiche tradizioni celate in testi quali il Sefer Yetzirah e lo Zohar. Queste pagine sono attraversate dalle parole di cabalisti e mistici straordinari - tra cui Simeon Bar Yohai, Isaac Luria, Abramo Abulafia e il Baal Shem Tov - i quali impartiscono istruzioni su pratiche che vanno dalla contemplazione degli insegnamenti segreti della Bibbia al rito, alla preghiera estatica e alla meditazione intensiva.
MED077M1998 / 467 pages. poche Editions Albin Michel Collection Espaces Libres
In 8°. Pagine 552; 808. Rarissimo testo di magia del celebre esoterista francese Stanislas De Guaita, ricco di illustrazioni e splendidamente conservato. Bella e pregiata legatura coeva in mezza pergamena con titoli su tasselli in oro al dorso. All'interno annotazioni di antica mano anche in lingua ebraica. Introvabile.
pp. 131, cm 21x15, brossura. Nuovo.
brossura
<p>22 cm, rilegatura editoriale in simil pelle rossa, sovracoperta editoriale illustrata, p. XV, 603.</p>
br. Il problema delle origini della Kabbalà, forma della mistica e della teosofia ebraica che sembra sorgere a un tratto nel secolo XIII, è uno dei più complessi e importanti nella storia religiosa dell'ebraismo dopo la distruzione del Tempio. Il volume sintetizza i risultati di oltre quarant'anni di lavoro. Le accurate e sistematiche ricerche compiute dall'autore sui manoscritti del periodo arcaico non solo dissipano diffidenze troppo a lungo diffuse per pregiudizio razionalistico o entusiasmo romantico, ma rinnovano completamente gli studi sul movimento. L'approfondito lavoro filologico e storico-critico condotto sulle fonti ha consentito di rilevare che il "Séfer Bahir" - testo fondamentale della Kabbalà prima dello "Zòhar" (fine del XIII secolo) - è redatto su materiali più antichi, tutti con caratteristiche gnostiche. Proprio attraverso il "Bahir", il pensiero gnostico mitopoietico ha fatto la sua ricomparsa all'interno del giudaismo e ha caratterizzato per secoli quella che oggi, grazie agli studi di Scholem, può essere definita, religiosamente e culturalmente, la corrente più vitale e originale del giudaismo. In antitesi a studi precedenti, l'autore sottolinea inoltre che la Kabbalà è nata da bisogni religiosi interni al giudaismo e non da apporti culturali esterni. In questo senso è espressione genuina e profonda dell'anima ebraica e differisce in modo sostanziale dalla filosofia, nella quale l'apporto greco e arabo è stato invece determinante.
br. Quest'opera, apparsa per la prima volta a New York nel 1944, ha avuto ampia fortuna per la scrupolosa cura con cui l'autore ha esaminato le fonti, manoscritte e a stampa, dell'importante movimento speculativo della Cabala cristiana. Blau definisce l'evoluzione della dottrina fiorita nell'Europa occidentale alla fine del XV secolo, dai suoi primi stadi ancora fortemente radicati nel pensiero cabbalistico ebraico medievale e contemporaneo fino alle opere ormai pienamente autonome degli inizi del XVII secolo. La ricostruzione filologica qui fornita restituisce alla disciplina il ruolo di potente strumento alla base della ricerca intellettuale del Rinascimento europeo, la sua funzione significativa per il rinnovamento dell'ermeneutica testuale moderna e per la formulazione di nuovi criteri di accesso alla conoscenza universale.
pp. 120, cm 24x15, brossura.
In 8°, brossura editoriale con alette, pp. 171,(5); copia molto buona. (ZE5) coll. 'Les Dix Paroles'. (ZE5)
br. Frutto di un'approfondita ricerca tra le fonti della Cabbalà, compresi testi difficilmente accessibili e mai tradotti, questo nuovo libro di Yarona Pinhas si presenta come una raccolta di insegnamenti e suggestioni legati alla tradizione spirituale che ruota attorno all'alfabeto ebraico. Citando Gershom Scholem, le lettere ebraiche sono nella tradizione mistica le configurazioni della forza creatrice di Dio e non esiste un mondo spirituale se non a partire dal linguaggio e dai segni potenti che gli danno voce. La comprensione della Creazione e delle sue energie passa necessariamente dai misteri che si celano nelle lettere; al tempo stesso la nostra presenza nel mondo, il saper vivere pienamente ed eticamente passa dalla consapevolezza della forza insita nella singola lettera e dell'importanza di un uso corretto del linguaggio. Questo libro vuole essere uno strumento per lo studioso di Cabbalà ma anche una porta d'ingresso, fatta di allusioni e fascinazioni, per chiunque percepisca il richiamo della mistica e la potenza delle lettere con cui l'universo è stato creato.
pp. 387, cm 21x15, brossura.
(Alchimia - Filosofia ermetica - Esoterismo - Cabala) Due volumi in 8°, brossure editoriali con bandelle illustrate a colori, copertine di Giulia Marini, custodia rigida in tela e cartone con illustrazioni a colori, pp. 269,(3) ; 236,(4), con complessive XLV tavole con immagini fotografiche in bianco e nero fuori testo ed una in antiporta nel primo volume. Terza edizione ampliata con tre prefazioni di Eugène Canseliet, F. C. H. , titolo originale dell'opera "Les Demeures philosophales", traduzione dal francese di Ferruccio Ledvinka. Volumi e custodia ben conservati.
In 8°, br. edit. ill., pp. (2),171,(5); copia molto buona. (zb9) Isbn 2864320215. (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (zb9)
br. La Tradizione Segreta di Israele, conosciuta con il nome di Cabala, insegna che le 22 lettere dell'alfabeto ebraico, oltre a rappresentare suoni e consonanti, simboleggiano degli Archetipi, le Sefirot, preesistenti agli esseri umani e alla creazione. Il mondo antico ha spesso antropomorfizzato queste Potenze, identificandole con Dei o Numi. La struttura di questo manuale è articolata in brevi capitoli, ognuno dedicato al simbolismo delle 22 lettere dell'alfabeto ebraico. Per ogni lettera viene analizzata la forma grafica che spesso ne racconta il significato occulto ed esoterico, la sua pronuncia antica e moderna, il valore numerico e il simbolismo geometrico-matematico delle figure e delle cifre ad essa associati. Ogni capitolo è corredato da esempi e tavole finalizzati all'acquisizione sia della scrittura grafica, sia della memorizzazione dei principali significati di una lettera. La conoscenza di tali elementi va considerata propedeutica ad un successivo studio della Cabala.
br. La Tradizione Segreta di Israele, conosciuta con il nome di Cabala, insegna che le 22 lettere dell'alfabeto ebraico, oltre a rappresentare suoni e consonanti, simboleggiano degli Archetipi, le Sefirot, preesistenti agli esseri umani e alla creazione. Il mondo antico ha spesso antropomorfizzato queste Potenze, identificandole con Dei o Numi. La struttura di questo manuale è articolata in brevi capitoli, ognuno dedicato al simbolismo delle 22 lettere dell'alfabeto ebraico. Per ogni lettera viene analizzata la forma grafica che spesso ne racconta il significato occulto ed esoterico, la sua pronuncia antica e moderna, il valore numerico e il simbolismo geometrico-matematico delle figure e delle cifre ad essa associati. Ogni capitolo è corredato da esempi e tavole finalizzati all'acquisizione sia della scrittura grafica, sia della memorizzazione dei principali significati di una lettera. La conoscenza di tali elementi va considerata propedeutica ad un successivo studio della Cabala.
brossura Per la Bioermeneutica® di Georges Lahy tutto ciò che ha un nome è simile a un libro che può essere aperto e interpretato a qualsiasi livello conoscitivo. Il nome di ogni parte anatomica è carico di misteri che la lingua ebraica sa rivelare e definire, e l'arte cabbalistica della trasposizione delle lettere (Tseruf) ne fa vibrare la sostanza più intima e aiuta ad attribuire ad ogni male le relative parole chiavi, che diventeranno la via di accesso alla guarigione. La trasposizione delle tecniche di lettura della Qabalah viene applicata al corpo e alla sua storia, svelando un'antica arte terapeutica iniziatica di grande valore anche per il pubblico moderno.
brossura
br. Questo libro non è un saggio sulla Qabbalah né uno studio storico sulle sue origini, ma una presentazione sintetica, sotto forma di aforismi-sutra, per poter "comprendere" e "realizzare" l'insegnamento in essa contenuto. L'espressione 'Ehjeh 'Aser 'Ehjeh, che significa "Io sono Colui che è", rappresenta la conoscenza di identità; quindi la Qabbalah, come ogni altra dottrina tradizionale, non costituisce semplice conoscenza eruditiva ma esperienza di vita. Ogni verità ha senso se viene integrata coscienzialmente ed espressa con un'adeguata modalità vitale; ogni "filosofia" ha la sua ragion d'essere se viene assimilata e vissuta. La Qabbalah ha come simbolo l'Albero Sephirotico in cui sono compendiate le indefinite possibilità espressive (Sephiroth) del micro e del macrocosmo, di là dal quale si trova la sfera di Ain Soph Aur (Assoluto) che corrisponde all'Uno-senza-secondo (advaita), al Brahman inqualificato (nirguna) della dottrina vedanta. Così, per far comprendere come la "visione" tradizionale è 'una' con differenti adattamenti spazio-temporali, nel testo vi sono frequenti accostamenti tra il Vedanta advaita e la Qabbalah. Raphael, tenendo conto che la Qabbalah rappresenta un insegnamento completo, ne mette in evidenza soprattutto la sfera metafisica (Ain Soph Aur) e il sentiero che a essa conduce: la "Via del Fuoco". Questa è la "Via" che ogni discepolo, a qualunque Ramo tradizionale appartenga, deve percorrere per realizzare l'identità con la propria Essenza.