367 357 résultats
Gentile, Emilio «La nostra sfida alle stelle». Futuristi in politica. Roma Bari, 2009, I Robinson Letture cm 21 147 p. 147 p., 21 cm (0000000055324)
Sellerio 1989, nel volume sono proposte le copertine dei primi 200 titoli della Memoria, la collana più nota e diffusa della casa editrice siciliana, il volume è in belle condizioni
ill. Il tema del carnevalesco e del carnevale nella letteratura italiana, nelle parole e nelle immagini dei libri. L'autore, con uno sguardo alla festa di piazza e di strada e l'altro alle opere di poeti e narratori, esamina la dimensione più propriamente allusiva e allegorica delle maschere, soprattutto quelle zoomorfe come l'asino, il porco e alcune specie cornute che hanno animato la nostra tradizione letteraria. Oggetto di indagine e riflessione sono anche rapporti e intrecci, apparentemente improbabili, tra eventi e temi diversi come il Carnevale, la Quaresima e la peste, nonché le testimonianze di scrittori che hanno vissuto e raccontato la festa: in alcuni casi prendendo viva parte ai riti carnevaleschi, in altri limitandosi ad assistervi con curiosità e indifferenza, in altri ancora attendendo con ansia la fine della "mattana" e i giorni del silenzio, della riflessione e della scrittura. Una colorita "galleria" di poeti e narratori incuriositi, soprattutto nei periodi "canonici" del calendario, dai miti e dalle "regole" del mondo alla rovescia, e sempre pronti, nel corso dell'intero anno, a ricorrere ai mascheramenti delle parole e alle allegorie della finzione letteraria.
Einaudi 1971, Pbe-166, I edizione, pagine 330, sottolineature in alcune pagine, comunque buon volume
Einaudi 1971, I ed., PBE 166, brossura ed., pp. 330. Buon volume, con rare e ordinate sottolineature a biro, su alcune pagine.
ill., br. «Eravamo sotto il Popera, sepolti nella neve, che cadeva fitta fitta. Un silenzio minaccioso ovunque. Sopra di noi, a mala pena riparati in fragili baracche, più di mille soldati, soli, tagliati fuori dal mondo. Guasta la teleferica. Travolte le linee telefoniche. Impraticabile il sentiero attraverso il nevaio basso per il rovinio delle valanghe.» Quando si arruola nel 1915, pochi giorni prima della dichiarazione di guerra, Guido Ranzoli è già un uomo adulto, di estrazione borghese, medico affermato. Le sue lettere dal fronte, dove è ufficiale medico, responsabile degli ospedali da campo, coprono un arco temporale che va dal suo arruolamento fino alla disfatta di Caporetto e si diradano progressivamente lungo l'ultimo anno di guerra. Racconta la vita nelle retrovie, poi in trincea e il suo è lo sguardo di un intellettuale borghese contrassegnato da un forte senso del dovere e da un grande attaccamento alla Patria, oltre che da un'intensa devozione alla famiglia e ai propri cari. Seguiamo in questo carteggio la parabola di un uomo che sprofonda nella guerra cercando di mantenere alti i propri valori e gli affetti. (Con inserto fotografico)
ill., br. La fase iniziale del ducato di Rinaldo d'Este, dalla successione a Francesco II alla celebrazione del funerale della consorte, morta in conseguenza di un parto (1694-1711), è fra i periodi meno studiati della storia estense. Rinaldo è per lo più ricordato come un duca rigido e bigotto, che avrebbe imposto alla corte di Modena abitudini e costumi vicini a quelli della sua precedente vita ecclesiastica. La prima fase del suo ducato è però caratterizzata da un'intensa attività mecenatesca, promossa nonostante la difficile fase politica e storica vissuta da Modena. In questo volume, Sonia Cavicchioli indaga in primo luogo sul Palazzo Ducale di Modena, a cui Rinaldo si dedica intraprendendo la decorazione degli ambienti principali, il salone d'onore e la prima camera dell'appartamento di facciata, e definendo gli ornati dei due ambienti successivi: lavori la cui portata simbolica lo induce a misurarsi con la tradizione di famiglia. La ricerca, attraverso una prospettiva di lunga durata, evidenzia la continuità dinastica nell'adozione di temi e pattern decorativi, facendo luce su alcuni momenti fondamentali del Seicento estense, finora lasciati in ombra dagli studi. Analogamente, il seguito del libro si orienta sullo studio dei rituali celebrativi e delle "allegrezze", i festeggiamenti a cui i signori di antico regime affidavano essenziali compiti di promozione, se non di propaganda in senso moderno. Si tratta del secondo ambito di interesse di Rinaldo, che di nuovo lo lega al passato dinastico...
Milano, Giuffrè, 1967, in-8, brossura editoriale. Estratto di 8 pp. dagli “Scritti in memoria di Antonino Giuffrè”.
Napoli, Jovene, 1974, in-8, brossura editoriale. Estratto di 6 pp. da “Labeo - Rassegna di Diritto romano”.
brossura Il turismo costituisce un fenomeno che nel corso del Novecento ha assunto una dimensione globalizzante, richiamando nel nostro paese soltanto negli ultimi decenni l'attenzione degli storici interessati soprattutto alla ricostruzione dei caratteri dello sviluppo economico e dell'evoluzione dei consumi nell'età contemporanea, più raramente agli aspetti istituzionali delle politiche turistiche che durante il fascismo trasformarono questo settore in un'arma non secondaria per la ricerca del consenso all'interno e in una vetrina delle realizzazioni del regime sul piano internazionale. Di fronte all'emergere della società di massa, il fascismo cercò di dirigere e orientare la nuova disponibilità di tempo libero dei lavoratori verso forme di uso collettivo e familiare con i treni popolari, le gite domenicali al mare e in montagna in autobus o in bicicletta, le colonie estive per i bambini, le crociere nei territori oltremare e i viaggi patriottici sui campi di battaglia e nelle province ottenute alla fine della Prima guerra mondiale, abituando gli italiani alle vacanze e contribuendo, pur nel condizionamento ideologico, a modificarne l'orizzonte culturale e geografico. Modificazioni nei mezzi di trasporto, trasformazioni degli stili di vita e diversificazioni delle strutture dell'accoglienza si accompagnarono alla diffusione di pratiche turistiche sviluppatesi tra gli anni Venti e Trenta fra fasce di popolazione più ampie rispetto al periodo antebellico, sia con il supporto delle tradizionali organizzazioni turistiche nate in età liberale, sia con le organizzazioni di massa del regime. Durante gli anni Trenta il turismo divenne un comparto dello Stato imperniato su un'organizzazione istituzionale a forma piramidale, che rifletteva la chiara funzione politica attribuita al settore dal fascismo e finalizzata allo sviluppo, all'incremento e al sostegno ai viaggi e alle gite di quei segmenti sociali più ampi, soprattutto i ceti urbani e quello alto-borghese, che nell'età liberale aveva incarnato la facies del turista italiano.
ill., br. Il volume è un'introduzione alla pittura etrusca dalle sue origini, dal VII sec. a.C. fino alle sue ultime testimonianze del III sec. a.C. In questo lungo percorso, gli autori, attraverso la pittura, affrontano varie tematiche dandoci la possibilità di conoscere anche i molteplici aspetti della cultura di questo straordinario popolo. Inoltre, attraverso il patrimonio di immagini che la pittura ci restituisce, emergono le formidabili interazioni tra mondo greco, italico e romano e le loro diverse culture che hanno permesso la nascita e lo sviluppo di questo patrimonio che è la pittura funeraria etrusca.
br. In questo volume, oltre all'autobiografia di James Strachey Barnes fino al 1939, sono raccolte alcune importanti interviste che l'Autore ebbe con Benito Mussolini, utili ad arricchire il quadro dei rapporti storici tra Italia e Inghilterra tra le due guerre mondiali. Introduzione di Luca Gallesi.
br. Dissertazione filosofica-teologica su un'opera d'Arte. Null'altro che sia la vita di ognuno: Tra alti e bassi, tra una ciacola con un'amico e il saper accettare tutta la propria Vita, qualsiasi essa sia stata, sia e sarà.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. INTONSO. Descrizione bibliografica Titolo: «In officina Erasmi». L’apparato autografo di Erasmo per l’edizione 1528 degli «Adagia» e un nuovo manoscritto del «Compendium Vitae» Autore: Luigi Michelini Tocci Editore: Roma: Edizioni di Storia e Letteratura, 1989 Lunghezza: 126 pagine; 24 cm; 27 Tavv. ill. ISBN: 8884986834, 9788884986832 Collana: Volume 20 di Note e Discussioni Erudite a cura di Augusto Campana Soggetti: Scienze documentarie, Storia del libro, Erasmo da Rotterdam, Archivistica, Storia, Ricerca, Erudizione, Polidoro Vergili, Manoscritti, Libri vintage, Cultura, Biblioteche, Bibliografia, Latin, Greek, Ancient, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Don Giuseppe De Luca, Compendium vitae, Erasmus, Desiderius, Autographs, Adagia, Manuscripts, Facsimiles, Opus Epistolarum, Opere, Adages, Vaticano Chigiano, Antologia, Sapere, Apparato autografo, Niccolò Cannio, Indici, Scritti inediti, Famulus, Biografie, Chiliade, Biblioteconomia, Umanisti, Vita, Motti, Proverbi, Aforismi, Latino, Documentary Sciences, History of the Book, Erasmus of Rotterdam, Archivistics, History, Research, Erudition, Polidoro Vergili, Manuscripts, Vintage Books, Culture, Libraries, Bibliography, Works, Vatican Chigiano, Anthology, Knowledge, Autograph Apparatus, Indexes, Unpublished Writings, Biographies, Librarianship, Humanists, Life, Mottos, Proverbs, Aphorisms Parole e frasi comuni Abydum aggiunte di Erasmo Alcmena alcune aldina Amsterdam Atheneum Artemon assegna correzione autem autografe di Erasmo Basilea Bastet Biblioteca cancellato Chigiana cicada citazioni greche Compendium vitae copia corretto correzione adagio Deventer edizioni seguenti Erasmus esemplare degli Adagia famulus fogli Francesco Barberini Froben fuisse Gropper haec Holstenio huius hunc idem indicat Indice adagio aggiunta apparato autografo edizione legatura Leida lettera libro Lord Mountjoy Lovanio mano manoscritti margine adagio Massalia Merula mihi 1528 Indice Niccolò Cannio note di Erasmo numero pagina papa Alessandro VII parole prouerbium proverbi quid riferisce righe scheda perduta scritto scrivere segno richiamo sibi stampa Suidas sunt tamen tipografia aggiunta Warneking
br. "Gli scritti che qui presento raccolti sono stati composti sparsamente nel corso di molti decenni, con impostazioni e modi di scrittura differenti. Ma rileggendoli ora mi è sembrato che pur nella diversità dei tempi e degli argomenti vi si percepisca una sostanziale unità, quali parti, fra loro idealmente coordinate, di un'unica, organica indagine sulla cultura, sull'umanità e sulla poesia del Petrarca, condotta con metodo coerente e quasi sempre in presenza e con l'aiuto della letteratura latina soprattutto antica (ma anche medievale). Nel rivederli, 'cum ira' talvolta per le antiche mie insufficienze ma sempre 'sine studio', ho giudicato che non troppo avrei da mutarvi, e che, quali contributi all'esegesi e alla critica petrarchesca, nemmeno i più vecchi tra loro abbiano in tutto perduto d'efficacia e d'attualità. Del resto, ove mi sia sembrato più necessario un qualche restauro, vi ho provveduto con le modifiche e le aggiunte opportune. In nessun caso, però, ho rinunciato alla impostazione didascalica e discorsiva originariamente richiesta dalle occasioni (lezioni magistrali e lecture Petrarce) per le quali li avevo in buona parte redatti". (Nota dell'autore)
Da tempo, l'Italia è attraversata da una preoccupante disaffezione verso la politica. Le nuove generazioni ne sono costantemente lontane, in quanto ritengono i politici d'oggi una "casta" per mantenere sul campo alcuni privilegi. In tale scenario, per certi versi inquietante, è salutare rievocare la straordinaria figura di Sandro Pertini, l'uomo che rese se stesso "il primo impiegato dello Stato" <br/> STATO: USATO, COME NUOVO.<br/> TITOLO: «Il viaggio». Sandro Pertini fra i giovani e il popolo. Ricordi incontri testimonianze, l'Italia di oggi. <br/> AUTORE: Cuccodoro,Enrico.<br/> CURATORE: Con Alessandro Nardelli, Raffaele Marzo, Giovanni Pizzoleo.<br/> EDITORE: Edizioni Esperidi<br/> DATA ED.: 2015,<br/> EAN: 9788897895541
al front.: Saggio per l'omonima mostra, tenutasi nel Palazzo del Popolo di Orvieto dal 24 aprile al 22 maggio 1994 - bross. edit. ill., residuo di etichetta in quarta di cop. - con dedica autografa dell'autore - prima edizione - illustrazioni in b.n. nel testo
br. Per quale ragione si legge ancora Machiavelli? Secondo Gaetano Mosca, «perché quest'uomo che pretese di insegnare ai suoi simili le arti dell'inganno, fu come scrittore uno dei più sinceri che mai siano stati al mondo. Quella che è l'onestà professionale dello scrittore, la quale consiste nell'esporre al lettore il vero pensiero di colui che scrive senza curarsi del successo o dell'insuccesso del libro, egli la possedette in grado eccezionale. E questa volta la sincerità ebbe fortuna, perché molto contribuì a far gustare il contenuto del Principe. Mosca, ci restituisce un Machiavelli, poco machiavellico, soprattutto quando sottolinea, che se egli «fosse stato davvero un furbo ed un arrivista avrebbe, dato il suo ingegno, fatto una carriera assai più brillante, non sarebbe morto povero e si sarebbe ben guardato dallo scrivere il Principe. Giacché i veri furbi di tutti i tempi e di tutti i paesi sanno benissimo che la prima regola della loro arte consiste nel non rivelare agli altri i segreti del proprio giuoco»
<br/> STATO: USATO, COME NUOVO.<br/> TITOLO: «Il Ponte» di Calamandrei Vol.I: e Vol.II (1945-1956). <br/> AUTORE: Rossi,Marcello (a cura di).<br/> CURATORE: Con CD Rom allegato.<br/> EDITORE: Il Ponte Ed.<br/> DATA ED.: 2007,<br/>
Questo libro ricostruisce le vicende del «Ponte», la rivista fiorentina che Piero Calamandrei diresse dal 1945 al 1956. Fallito rapidamente il progetto di unità nel mondo della cultura a causa del clima della guerra fredda, la rivista si avviò rapidamente A reconstruction of the vicissitudes of the Florentine periodical «Il Ponte» run by Piero Calamandrei from 1945 to 1956. With the rapid failure <br/> TITOLO: «Il Ponte» di Calamandrei (1945-1956). <br/> AUTORE: Polese Remaggi,Luca.<br/> EDITORE: Olschki Ed.<br/> DATA ED.: 2001,<br/> COLLANA: Coll.Biblioteca di Storia Toscana Moderna e Contemporanea, Studi e Documenti,49.<br/> EAN: 9788822250407
br. L'opera si propone di indagare il rapporto che lega Francesco Petrarca al suo più grande predecessore: Dante. Il tutto prendendo in considerazione un aspetto per lo più trascurato dagli studiosi: il rapporto tra i "Rerum vulgarium fragmenta" e la "Vita Nuova". Dopo una trattazione introduttiva che permette di centrare il tema d'indagine, partendo dal peso centrale dello stilnovismo dantesco e dei passi teorici della "Vita Nuova" che ne costituiscono il fondamento, la dissertazione si apre con un'analisi dell'ipotesto di "Donne ch'avete" e della prosa che la circonda in virtù della loro doppia funzione di manifesto poetologico e di prima esemplare messa in atto del nuovo stile. Nel terzo capitolo l'autrice si sofferma sui singoli componimenti dei "Rerum vulgarium fragmenta", alla vicenda amorosa che trova il suo epilogo nella morte della donna, tema centrale del quarto capitolo. Il dolore per la perdita dell'amata, Laura e Beatrice, non sancisce però la fine dell'attività poetica, proprium esclusivo delle due opere a confronto; all'analisi degli esiti letterari dei "Rerum vulgarium fragmenta" e della "Vita Nuova" è dedicato il quinto capitolo con cui il volume si chiude.
in 16°, bross. edit. ill., fioriture ai tagli e alle prime ed ultime pagine, lievi bruniture in cop., residuo di etichetta in quarta di cop.
br. Scovata in un mercatino dell'usato, malconcia, una stampa del 1796 fa riemergere una commedia singolare: si intravede il titolo, non il nome dell'autore, e la trama risulta ispirata a una vicenda scabrosa dell'Europa dei lumi. Si tratta del celebre affaire Spallanzani, in cui invidie brucianti e livorose ripicche tra scienziati di chiara fama diedero luogo a uno "spettacolo", comico e inquietante al tempo stesso, che metteva a nudo le inconfessabili miserie della Repubblica delle Lettere. Non una commedia qualsiasi, forse non un autore qualsiasi: il carattere dei personaggi, alcune situazioni, l'abilità con cui è svolta la vicenda, la fisionomia stessa dell'edizione fanno pensare a Goldoni...
<br/> STATO: COME NUOVO.<br/> TITOLO: «Il Domani d'Italia». <br/> AUTORE: Ferrari,Francesco Luigi.<br/> CURATORE: Con una prefaz.di Luigi Sturzo. A cura di Giampietro Dore.<br/> EDITORE: Ediz.di Storia e Letteratura<br/> DATA ED.: 1958,<br/> COLLANA: Coll.Politica e Storia, Raccolta di Studi e Testi,5.<br/> EAN: 9788884987280
brossura I quarantacinque anni di storia del «Bagno Brunella» di San Vincenzo, dal 1950 al 1994, raccontano una vicenda familiare per molti tratti comune ad altri imprenditori locali, che grazie alla loro lungimiranza hanno aperto un nuovo capitolo di storia sociale ed economica nella comunità di appartenenza.