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L’arbitraria amministrazione della giustizia praticata con lo scopo di incrementare le entrate del ducato sforzesco, le limitazioni imposte alle antiche magistrature collegiali delegate a rendere giustizia, la nomina di singoli funzionari prescelti dal du L’arbitraria amministrazione della giustizia praticata con lo scopo di incrementare le entrate del ducato sforzesco, le limitazioni imposte alle <br/> TITOLO: «Governare a modo e stillo de'Signori». Osservazioni in margine all’amministrazione della giustizia al tempo di Galeazzo Maria Sforza duca di Milano (1466-76). <br/> AUTORE: Leverotti,Franca.<br/> EDITORE: Olschki Ed.<br/> DATA ED.: 1994,<br/> EAN: 9788822250261
brossura Questo libro non vuole proporne una nuova, astratta, definizione, e neppure disegnare un atlante della morfologia storica dei generi letterari, corredato dalla illustrazione dei caratteri distintivi assunti da ciascuno di essi nel corso dei secoli. Esso intende ripercorrere il discorso sui generi (della "genericità", appunto) privilegiandone i capitoli più rilevanti, senza alcuna pretesa di completezza (pretesa peraltro irragionevole, se soltanto si considera l'ampiezza dell'arco temporale preso in esame: da Platone ai giorni nostri) e in una prospettiva insieme sincronica e diacronica, capace cioè di riassumere gli sviluppi della riflessione sull'argomento, e di far risaltare l'interazione fra essa e le trasformazioni del sistema culturale.
<br/> STATO: NUOVO.<br/> TITOLO: «From our Italian Correspondent». Luigi Einaudi’s articles in «The economist» (1908-1946). Vol.II:1925-1946. In questi articoli Luigi Einaudi da notizia degli eventi italiani in campo economico, finanziario e politico, dal governo Giolitti al regime fascista, e analizza criticamente, con ottica liberale, le azioni dei protagonisti della scena economica e politica i
In questi articoli Luigi Einaudi da notizia degli eventi italiani in campo economico, finanziario e politico, dal governo Giolitti al regime fascista, e analizza criticamente, con ottica liberale, le azioni dei protagonisti della scena economica e politic In these articles Luigi Einaudi chronicled the economic, financial and political events of Italy, from the government of Giolitti to the Fascist 2 tomi <br/> TITOLO: «From our Italian Correspondent». Luigi Einaudi’s articles in «The economist» (1908-1946). Tomo I: 1908-1924. Tomo II: 1925-1946.<br/> AUTORE: Einaudi,Luigi.<br/> CURATORE: Edited by R. Marchionatti.<br/> EDITORE: Olschki Ed.<br/> DATA ED.: 2000,<br/> COLLANA: Coll.Fondazione Luigi Einaudi. Studi,36.<br/> EAN: 9788822248596
bross. edit. con titoli - prima edizione
br. Gli studi sulla metafora sono diventati sempre più raffinati: si è abbandonata definitivamente la posizione aristotelica e classicistica che vedeva nella metafora un semplice tropo ornamentale e sostitutivo, e si è iniziato a studiarla dal punto di vista cognitivo, come forma di interpretazione del reale, e non come semplice panneggio o finzione (più o meno mimetica) di esso. Proprio sulle potenzialità gnoseologiche e sul grado di conoscibilità veicolato dalla metafora è in corso uno dei dibattiti più interessanti, che coinvolge svariate discipline, molteplice essendo la prospettiva da intraprendere, linguistica, semiotica, storico-linguistica. Un discorso particolarmente fruttuoso fornisce lo studio della metafora religiosa, nella quale si affrontano dialetticamente i problemi della dicibilità, dei limiti "ontologici" della effabilità, e i problemi di una possibile conoscenza determinata dal mezzo metaforico - in modo particolare lo studio della metafora religiosa in ambito medievale, in una cultura sensibile alla riflessione teologica e morale, tesa a esplorare i nessi tra realtà ed espressione, e convinta che le parole possano incidere direttamente sulle cose, sulla storia.
ril. Il rientro in Italia dei reduci della seconda guerra mondiale costituisce un problema rilevante per la classe dirigente democratica, tanto sul piano politico quanto su quello sociale. Per un verso, il timore di possibili rivendicazioni in quanto ex combattenti inibisce la possibilità di affrontare la questione in modo non conflittuale, così molti di loro, avendo lunghi anni di assenza alle spalle, finiscono per sentirsi estranei in un paese che non riconoscono e dal quale non si sentono riconosciuti. Per altro verso, la necessità del loro reinserimento sociale mediante il lavoro assume i contorni di un problema spesso drammatico, dovendo fare i conti con le devastazioni causate dalla guerra e con la pesante esperienza del fascismo alle spalle. Negli anni della ricostruzione, le politiche di formazione e assistenza ai reduci riflettono in modo significativo il dibattito che matura tra le forze dell'antifascismo, offrendo una chiave di lettura che può essere utile per interpretare il difficile percorso che il paese compie verso la democrazia.
Fernanda Sorelli a cura di «Ego quirina». Testamenti di veneziane e forestiere (1200-1261). Documenti trascritti da Laura Zamboni e Laura Levantino. Roma, Viella 2015, In 8, pp. XCIV+239. Brossura. Collana Testi / Deputazione di storia patria per le Venezie ; 1 Perfetto (Mint) Testi / Deputazione di storia patria per le Venezie ; 1. <br> <br> <br> 978-8867285181
ril. Esito di un convegno di studi in memoria di Gian Mario Bravo (1934-2020), questo volume è qualcosa di più di una tradizionale raccolta degli atti di un simposio accademico. Tutti i saggi contribuiscono in maniera originale alla ricostruzione degli itinerari di ricerca di uno dei maggiori storici del pensiero politico del secondo Novecento e sviluppano i risultati delle ricerche di Bravo nel campo delle dottrine politiche e in particolare del socialismo, del marxismo e dell'anarchismo. Si presentano pertanto inedite piste di ricerca in confronto critico col dibattito internazionale contemporaneo. L'ampia sezione di ricordi e testimonianze sulla vita e l'impegno civile e politico di Bravo costituisce, inoltre, una raccolta di fonti, configurandosi come un tentativo, implicito ma autentico, di gettare lo sguardo individuale su alcuni processi storici, di diversa portata, che hanno caratterizzato i decenni a cavallo tra XX e XXI secolo.
br. "Quando una persona si aggira per Bolzano, sia un bighellone perdigiorno o un iperattivo pieno di appuntamenti fissi, presto o tardi, voglia o non voglia, finisce regolarmente per imbattersi in uno degli svariati palazzi della Provincia. Non so quanti siano. Ma sono tanti. Sono imponenti. Sono onnipresenti. La Provincia, a Bolzano, non è irrilevante, non è indifferente, ossia, fuor di litote e fuori dai denti: è pressoché onnipotente. E come quelli che hanno già molto, o moltissimo, anche la Provincia vorrebbe sempre di più, cioè ancora più competenze, oltre a quelle che le spettano in base allo Statuto di Autonomia e relative Norme d'Attuazione. Vai in Provincia, chiedi alla Provincia, fai domanda in Provincia, sono tutte espressioni correntemente in uso presso i bolzanini, i meranesi, i brissiniesi, i brunicensi, i venostani, i pusteresi, i gardenesi e badioti e tutti gli altri indigeni, oltre che presso i forestieri avventizi o stabili o stabilizzandi": ma cosa vuol dire vivere da provinciale a Bolzano o dintorni? Lo racconta Alessandro Banda, trattando diffusamente della biografia dell'unico altoatesino (o sudtirolese) che egli conosca davvero bene, e cioè se stesso. Un'insolita guida agli aspetti, noti e meno noti, che caratterizzano Bolzano, Merano, Bressanone e le altre località dell'Alto Adige, scritta con l'occhio di un perenne outsider che registra i paradossi delle invasioni turistiche, delle passeggiate panoramiche, dei luoghi comuni delle guide.
ill. Un verso tratto dall'"Adone" di Giambattista Marino dà il titolo a questo volume che raccoglie i risultati di un'ampia ricerca che l'autore ha da tempo avviato sugli aspetti allusivi e metaforici del colorito "bestiario" presente nella nostra tradizione culturale e sul tema dell'antico, affascinante rapporto tra forme letterarie, storia delle idee e arti figurative. Il viaggio nel mondo della natura e della letteratura prende le mosse dalla fortuna del Canzoniere petrarchesco nella trattatistica delle imprese e degli emblemi per finire tra cervi, cicogne e mosche, fra Rinascimento e Illuminismo, nella Puglia "arsa dal sole". In una regione che - si legge nell'ultimo capitolo del volume - deve quasi paradossalmente una parte importante della sua "fortuna" letteraria oltre i propri confini alla tarantola: inquieta e inquietante protagonista di opere in versi e in prosa di letterati e naturalisti, filosofi e viaggiatori sospesi fra antichi e moderni, fra tradizione e realtà, fra scienza e magia di fronte al "velenoso" morso del ragno e all'unico rimedio possibile offerto dalla musica di pifferi, tamburelli e cornamuse.
ill., br. «Le Marche costituiscono per Pellegrino Tibaldi uno snodo fondamentale della sua carriera, che segna il passaggio dalla giovinezza alla maturità, dalla pittura alla pratica dell'architettura, aprendo le porte alla stagione lombarda al servizio di Carlo Borromeo. Questo volume raccoglie i saggi di specialisti di differenti discipline e diversa provenienza e offre un approfondimento sulle opere e sul contesto marchigiano in cui Tibaldi è attivo, mettendo in luce la rete di scambi che si configura tra Roma, Bologna, Loreto e Ancona».
Dell’ingente raccolta libraria del card. Silvio Antoniano (1540-1603) – da lui donata per lascito testamentario alla Congregazione dell’Oratorio di Roma, poi confluita nel patrimonio della Biblioteca Vallicelliana – viene esaminato l’inventario manoscritto del quale, fornite le principali chiavi di lettura alla luce del contesto culturale post-tridentino nel quale si inserisce l’ecclesiastico roma <br/> TITOLO: «Del congiungere le gemme de' gentili con la sapientia de' christiani». La biblioteca del card. Silvio Antoniano tra studia humanitatis e cultura ecclesiastica. <br/> AUTORE: Patrizi, Elisabetta.<br/> EDITORE: Olschki<br/> DATA ED.: 2011,<br/> COLLANA: Biblioteca di bibliografia italiana,193.<br/> EAN: 9788822260987
br. Il richiamo alla "crociata" è prepotentemente riemerso nel dibattito politico e culturale dell'Occidente in seguito al terrorismo islamista. Perché, da tempo finite le spedizioni militari per la liberazione della Terrasanta, ritorna questa categoria? Per alcuni la sacralizzazione della violenza è elemento costitutivo della nostra civiltà. Per altri ogni "crociata" ha caratteri determinati dalle specifiche e irripetibili contingenze in cui si produce. Il libro fornisce una risposta diversa. La suggerisce una puntuale ricostruzione delle tappe che dalla Rivoluzione francese a papa Francesco hanno posto il richiamo alla crociata al centro dei momenti nodali della storia contemporanea. Dipanando il vario intreccio della politicizzazione del religioso con la sacralizzazione del politico che caratterizza quelle vicende, si coglie infatti come i profondi mutamenti semantici nell'uso della categoria si inseriscono all'interno di una continuità di cui la cultura cattolica, almeno fino a Bergoglio, si è fatta garante.
br. Cosa facevano un barone illuminista che scriveva lavori scientifici lasciandoli nel cassetto, una ex-modista parigina appassionata di nautili e altri molluschi marini, un botanico alle prime armi scambiato per un medico, un raccoglitore di lumache scambiato per untore, un figlio di esuli mazziniani che voleva unire idealmente l'Italia in un'inchiesta ornitologica, uno scrittore inglese con il pallino delle lucertole e di Darwin, e altri interessanti personaggi in giro per le Eolie durante il XIX secolo? Le esploravano per documentarne la flora e la fauna, e magari scoprirvi nuove specie. Questa semplice constatazione stride con il principale motivo di attrazione di molti viaggiatori naturalisti che si recavano nell'arcipelago, ovvero i suoi vulcani; Lazzaro Spallanzani, sul finire del Settecento, lo scrive espressamente, parlando di isole "figlie tutte quante del fuoco". Ma il secolo successivo è quello delle grandi intuizioni - la selezione naturale e l'evoluzione - che rivoluzioneranno la biologia e il pensiero scientifico, e che molto devono proprio allo studio delle isole e dei loro organismi vegetali e animali. Sebbene l'eco delle Galapagos sia ancora lontana, all'ombra dei vulcani eoliani si intrecciano intriganti vicende - scientifiche, ma anche umane - che avranno come protagonisti una moltitudine di scienziati, raccoglitori e dilettanti, impegnati nell'esplorazione della storia naturale dell'arcipelago, e che ci raccontano un'epoca e un territorio.
br. In pieno positivismo fa la sua ricomparsa il diavolo, un dispositivo complesso in grado di riattivare impulsi in ambito sociale che la secolarizzazione e la scienza sembravano aver posto al riparo da superstizioni e credenze. Désirée Lejeune, indemoniata, giungeva a Parigi negli anni in cui Jean-Martin Charcot consacrava i suoi studi all'isteria. Non si incontrarono. Il suo esorcista e direttore di coscienza, del tutto assorbito nel ruolo che ricopre e che abbraccia come una missione contro le nuove teorie mediche sull'isteria, rinomina l'intera esperienza della donna fissandola nel personaggio della posseduta. La vicenda, esaminata nel volume, rappresenta un osservatorio peculiare da cui indagare il processo di naturalizzazione e de-moralizzazione della malattia e la conseguente ridefinizione delle prerogative della scienza e della religione.
in 16°, bross. edit. ill., minima abrasione al piede del dorso - prima edizione
br. Nel volume vengono ripercorsi alcuni momenti significativi della storia dei partiti nell'Italia repubblicana osservando dibattiti interni e pubblici, congressi, vita di correnti, leader e base territoriale discutere, elaborare ed operare scelte politiche decisive: la destra del secondo dopoguerra misurarsi col tema del regionalismo , la sinistra comunista affrontare il pericolo di una svolta autoritaria della Dc a Roma e nel Paese, l'emergere di una nuova classe dirigente democristiana al termine dell'età degasperiana, la difficile gestazione del centrosinistra agli albori della stagione morotea , l'affermarsi nel partito cattolico della corrente sindacale e del suo principale rappresentante ed infine la cronaca politica della tormentata scissione del Partito popolare italiano a metà degli anni Novanta. La nostra Costituzione (art. 49) stabilisce che "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale"; rileggendo la stagione politica repubblicana del Novecento e paragonandola a quella presente, viene da chiedersi quanto sia ancora attuale oggi questo articolo.
ill., br. Definiti di recente "per tutti" in ragione della larga diffusione e destinazione, i libretti di più lunga durata e dai molteplici usi e riusi erano quelli fabbricati in economia con materiali di scarsa qualità e particolari accorgimenti editoriali. In questo studio, si propone un approfondimento della produzione, vendita e distribuzione di questi prodotti tipografici dal XVII al XVIII secolo nella Repubblica di Venezia. L'analisi delle norme e delle contraffazioni, ricostruite attraverso le fonti documentarie e bibliografiche dell'epoca, ha permesso di esaminare quali prassi editoriali erano condivise da queste stampe, quali libri giungevano tra le mani delle persone meno istruite o alle orecchie degli analfabeti e quali caratteristiche materiali, formali e contenutistiche guidavano ed influenzavano la ricezione. Banchettisti, cestisti, ciechi, saltimbanchi e persino fruttivendoli contribuirono in età moderna a rendere la stampa parte dell'ordinaria quotidianità.
brossura Il volume offre una sintesi delle vicende politiche e diplomatiche che hanno portato l'Italia giolittiana ad intraprendere e condurre quella che il maggiore storico italiano, Gioacchino Volpe, definì l'Impresa di Tripoli, assegnando ad essa una importanza decisiva nel lento farsi nazione dell'Italia liberale. Il titolo del volume riprende quello di un'opera di Gaetano Salvemini, fervido oppositore della guerra libica, il quale raccolse in volume una serie di suoi scritti e lavori dai quali sarebbero emerse in modo nitido tutte le falsificazioni e mistificazioni della campagna interventista sia dal punto di vista politico, che economico e militare: il giudizio dello storico di Molfetta fu perentorio: "Sia il quando, sia il perché, sia il come della impresa libica non si spiegano, se non tenendo presenti la incultura, la leggerezza, la facile suggestionabilità, il fatuo pappagallismo delle classi dirigenti italiane".
ill., br. La delimitazione geografica e cronologica di questo lavoro - i secoli XVII-XVIII in Italia - vuole cogliere il segmento temporale nel quale la "moda", il lusso e le leggi suntuarie sussumono un ruolo più specifico in un confronto non solo fra i sempre più autonomi stati nazionali, ma anche con mondi lontani solo da poco scoperti. L'abbigliamento è sempre esistito, in quanto risponde a un istinto primario, quello del coprirsi, e quindi del vestirsi, e con esso anche il lusso, come anche le leggi suntuarie che indicavano i limiti, soprattutto etici, del vestirsi. Ma è l'entrata "Mode", nella sezione arts dell'Encyclopédie che ne delinea il nuovo ruolo e l'ormai già avvenuto processo storico. La grande attenzione dedicata alle tematiche culturali e ai nuovi fenomeni di diffusione dell'abbigliamento al di fuori delle corti e dei palazzi ha insieme prodotto forme di repressione dell'ostentazione di abiti di lusso. In questo, snodo fondamentale è stato il Seicento, preludio della modernità, che ha contrassegnato un'epoca di profonde trasformazioni culturali, ideologiche e scientifiche: è questo il secolo di Galilei, Bacon e Cartesio tra gli altri. Nello spazio lasciato aperto tra le sempre più massicce importazioni estere e le conseguenti leggi a sostegno della produzione italiana, tra l'imitazione dei modelli stranieri e la volontà di manifestare la propria creatività, in generale in ambito culturale e in quello artistico in particolare, tra la tendenza a seguire le norme e il desiderio di evasione, si dispiegano le pagine di questo lavoro.