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br. Perché il Dromedario ha la gobba? E l'Elefante, perché ha la proboscide? Per soddisfare la curiosità di Josephine, la figlia maggiore, Rudyard Kipling scrisse e illustrò queste favole: apprendiamo così anche noi, insieme a lei, come siano venute le macchie al Leopardo, e facciamo conoscenza con il misterioso, enigmatico Gatto che cammina da solo. In queste pagine, introdotte da Alberto Mattioli, prende vita un mondo fantastico, popolato di animali parlanti: un mondo che, «con un retrogusto surreale alla Lewis Carroll», promette di divertire, oltre ai bambini, anche la sterminata popolazione di quanti venerano i felini di ogni taglia. Prefazione di Alberto Mattioli.
ril. Nato in India da genitori irlandesi, Kimball O'Hara ha imparato a vivere di espedienti per le strade di Lahore come ogni bambino indiano, anche se le sue origini fanno di lui un sahib, un privilegiato. Quando conosce il vecchio asceta tibetano Teshu, decide di diventare suo discepolo e di accompagnarlo nel suo pellegrinaggio alla ricerca di un mitico fiume purificatore, le cui acque redimono dalla Ruota della Vita. Ma presto è richiamato ai suoi doveri di "bianco" e viene travolto dal Grande Gioco dell'imperialismo, un mondo affascinante e avventuroso che però lo allontanerà dagli antichi valori della cultura indiana appresi nel corso della sua intensa amicizia con Teshu. Kim ci offre così il racconto dello strenuo tentativo di riconciliare due culture quanto mai opposte, ma anche la celebrazione di un'amicizia. Introduzione di Gianluigi Melega.
ill., br. Il romanzo racconta le vicende di Connie, una giovane donna romantica e anticonformista, sposata con il ricco Clifford, un uomo freddo e molto diverso da lei. Quando il marito ritorna paralizzato dalla guerra, la distanza tra i due coniugi diventa incolmabile e Connie viene attratta dalla virilità e dalla sensualità del guardiacaccia Mellors. Tra i due nasce così una grande passione, che destò scandalo all'epoca della pubblicazione del volume, tanto che il libro venne messo al bando in tutta Europa per i suoi riferimenti espliciti e le descrizioni dettagliate. Ma L'amante di Lady Chatterley non è semplicemente un romanzo erotico: è molto di più. Lawrence presenta infatti ai lettori un nuovo possibile equilibrio nelle relazioni amorose tra uomo e donna e affronta temi importanti e delicati, quali il tramonto della nobiltà inglese e la presa di coscienza della cosiddetta working class, il femminismo, il divorzio, la sterilità, la malattia. E Connie è un personaggio rivoluzionario che, riconosciuti lo squallore e l'aridità della propria esistenza, si ribella alle convenzioni sociali e al potere maschile, rivendica la sua libertà e la sua emancipazione, alla ricerca di una vita migliore, maturando come donna e riuscendo a cambiare per sempre il suo destino.
ril. "Il richiamo della foresta", unanimemente considerato il capolavoro di Jack London, è una delle opere letterarie più lette e conosciute al mondo. London lo scrisse di getto alla fine del 1902 e riuscì a farlo pubblicare l'anno successivo sul "Saturday Evening Post". In questo breve e densissimo romanzo, la descrizione del mondo degli uomini attraverso lo sguardo del cane si fonde con l'esaltante e tesa rappresentazione della ricerca di amore e libertà. "Zanna Bianca", pubblicato cinque anni dopo, ripropone, a un livello più armonico e ragionato, tutti i temi cari a London: la lotta per la vita, le grandi solitudini del Nord, la legge dura e inflessibile della sopravvivenza che accomuna e lega esseri umani e animali. Tutto ciò si esprime, come negli altri racconti dedicati ai cani, in scene di indimenticabile potenza. Premesse di Goffredo Fofi e Mario Picchi.
br. Racconta una leggenda politica e civile che Ernesto "Che" Guevara debba il suo nome di battesimo a Ernest Everhard, epico protagonista de "Il Tallone di ferro". È un romanzo di fantapolitica: sette secoli dopo la sconfitta definitiva dell'opprimente sistema oligarchico (il "Tallone di ferro" del titolo, che schiaccia ogni velleità di giustizia sociale), viene ritrovato il manoscritto di Avis Cunningham. Figlia di un professore liberale, Avis è dapprima sorda alle idee rivoluzionarie di Ernest, poi ne è sedotta e conquistata, al punto da mettersi al suo fianco nel sostegno del nascente Partito Socialista Americano, al punto da combattere le battaglie degli oppressi, operai, metalmeccanici, studenti, contro le ingiustizie imposte dall'alto. Tanto più eroica e strenua è la battaglia, tanto più sarà drammatica la sconfitta da parte delle forze capitalistiche. L'espediente narrativo consente a London di esprimere fuori dai denti le proprie simpatie politiche, evitando al contempo ogni eventuale accusa di populismo facile e scontato, in virtù di una perizia del raccontare che alterna efficacemente l'azione romanzesca e l'istanza saggistica. «La Rivoluzione assomigliava sempre di più a una religione. Noi ci prostravamo di fronte all'altare della Rivoluzione, che era l'altare della libertà. Il suo spirito divino ci illuminava. Uomini e donne consacravano la loro vita alla Causa e destinavano i loro nuovi nati alla Causa come un tempo si destinavano i figli al servizio di Dio. Eravamo gli adoratori dell'Umanità». Saggio introduttivo sull'autore di Mario Picchi. Introduzione all'opera di Walter Mauro.
br. Nel 1907 Jack London si imbarca per i mari del Sud: da questo viaggio trae il racconto "The Heathen" (1908), centrato sull'amicizia fra Charley, mercante di perle americano, e Otoo, indigeno di Bora Bora, unico pagano rimasto fra i suoi compaesani più o meno violentemente evangelizzati. I due solidarizzano durante il naufragio di una goletta: solo Charley e Otoo riusciranno ad arrivare a riva, e per diciassette anni non si separeranno mai. Sebbene Charley decida di associare alle sue lucrose attività Otoo, questi continuerà a chiamarlo "padrone", senza nulla chiedere e dando sempre tutto, fino al sacrificio estremo. L'altro racconto qui presentato è "The Mexican" (1911), scritto in presa diretta sullo scoppio della rivoluzione messicana: in quello stesso anno, infatti, Francisco Madera rovescia la dittatura di Porfirio Diaz, dando inizio a un turbine di guerre civili protrattosi fino al 1924. London è dalla parte della Junta dei cospiratori e le fornisce un eroe narrativo: Felipe Rivera, un diciottenne coperto di miseri stracci, che svolge le mansioni più umili pur di sostenere la rivoluzione. Ma il ragazzo, all'insaputa dei suoi capi, tira di boxe ed è anche piuttosto bravo: devolve cosi tutti i suoi guadagni alla Junta, e sebbene il suo comportamento desti molti sospetti, i rivoluzionari hanno troppo bisogno di soldi per guardare per il sottile.
br. In questa raccolta di racconti di Lovecraft citiamo: "Sotto le piramidi", commissionato dal Mago Houdini a Lovecraft per un racconto che doveva figurare come un episodio realmente vissuto e narrato in prima persona dal celebre mago. Lovecraft rispose scrivendo una delle sue storie migliori, nella quale è riecheggiata tutta la sua passione, un po' ingenua, per l'esotismo, e il fascino esercitato su di lui, nei primi anni della carriera di scrittore, dai "misteri orientali". "Lui" è uno dei più singolari e poetici racconti di Lovecraft, segnato da due delle sue tematiche caratteristiche: l'amore per il Settecento e l'avversione per ogni tipo di "modernismo". "Il modello di Pickman", basato sul tema del ghoul, la creatura immonda divoratrice di cadaveri che compare nelle Mille e una notte, un libro al quale Lovecraft era particolarmente affezionato, e che rappresentò una delle sue prime letture. "La strana casa nella nebbia" Lovecraft lo considera uno dei suoi r acconti migliori, perché fonde in un amalgama efficace i due ingredienti dell'esistenza che maggiormente lo affascinavano, cioè "il bizzarro e l'antico".
ril. Nell'ottobre del 1963, Nelson Mandela viene accusato di alto tradimento e terrorismo dalla corte di giustizia sudafricana. La sua unica colpa è quella di essersi battuto contro il disumano e terribile regime dell'apartheid che schiavizza la popolazione nera del paese. Ma nel corso del durissimo processo di Rivonia, Mandela sfida i suoi accusatori e la pena di morte con lo straordinario discorso che dà il titolo a questo libro, dichiarandosi pronto a morire pur di continuare la sua battaglia per la pace e l'uguaglianza. L'anno successivo viene condannato all'ergastolo ma la sua lotta non si interrompe: dopo ventisei anni di carcere durissimo, nel giorno della sua liberazione, davanti a una folla festante, Mandela ripeterà le stesse identiche frasi pronunciate nell'aula di tribunale. Sarà l'inizio di un nuovo viaggio che lo porterà a divenire il primo presidente democraticamente eletto della Repubblica Sudafricana. "Un ideale per cui sono pronto a morire" ci consente di rivivere la storia di quei momenti in presa diretta attraverso le parole alte e coraggiose di uno dei grandi eroi civili del nostro tempo.
ril. È la storia dell'ascesa e del declino di una famiglia della borghesia mercantile del sec. XIX, titolare a Lubecca di una ditta di cereali, fondata nel 1768. La vicenda si intreccia intorno alla vita dei primogeniti di quattro generazioni: Johann senior, Johann-Jean junior, Thomas e Hanno. Il romanzo si apre con un pranzo dato dal vecchio Johann per inaugurare la nuova sede della ditta. Le fortune della famiglia aumentano, Johann junior diventa console dei Paesi Bassi, Thomas senatore. Thomas acquista una nuova sede ancora più prestigiosa dell'altra, ma i germi della decadenza diventano sempre più evidenti. Christian, fratello minore di Thomas, muore in sanatorio; la sorella Tony passa da un matrimonio all'altro, l'ultimo erede Hanno muore infine di tifo. Introduzione di Italo Alighiero Chiusano.
ril. È qui raccolta l'intera produzione narrativa della scrittrice neozelandese. Con la sua capacità di ritrarre il mondo femminile con rara sensibilità e delicatezza, Katherine Mansfield proietta e trasforma l'eredità del naturalismo francese - raccolta da Henry James e dall'amato Cechov - in direzione tutta novecentesca, sottilmente legata al clima modernista della più avanzata letteratura londinese ed europea degli anni Dieci e Venti del Novecento (da Proust alla Woolf, a Joyce e a Lawrence). Con raffinato humour e con una accesa visività dai risvolti simbolici, sperimentò strumenti psicologico-formali innovativi, divenendo una delle voci narrative più nuove e vigorose del suo tempo. Esordì nel 1911 con il volume "Una pensione tedesca", cui seguirono "Beatitudine" (1922) e, postumi, "Il nido delle colombe" (1923) e "Qualcosa di infantile ma di molto naturale" (1924).
ril. La storia di Renzo e Lucia, don Abbondio e padre Cristoforo, don Rodrigo e l'Innominato ha appassionato generazioni di lettori e occupa ancora oggi un posto del tutto speciale nelle biblioteche degli italiani. "Storia milanese del XVII secolo scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni" era il sottotitolo con cui l'autore presentava "I promessi sposi", uno dei capolavori della nostra letteratura, affresco storico e romanzo in cui si fondono mirabilmente immagini forti e poetiche, pietas per un'umanità ingenua e dolente, ironia. Questa edizione si avvale di un'ampia premessa e di un rigoroso corredo di note, utilissimi strumenti per comprendere pienamente i molteplici livelli e aspetti della narrazione. Introduzione di Arnaldo Colasanti.
ril. Anna non aveva mai neppure pensato alla possibilità che il matrimonio con Max potesse naufragare, fino al giorno in cui ha scoperto che lui l'ha tradita. Troppo sconvolta per un confronto, decide di seguire il padre, recentemente rimasto vedovo, in un viaggio nella piccola isola dell'Egeo dove è nato. Una volta arrivata sull'isola, la cordialità dei familiari e la bellezza del mare la travolgono, facendole riassaporare il fascino delle proprie origini che per tutta la vita aveva trascurato. Ma una scoperta casuale all'interno di un vecchio baule rivelerà ad Anna segreti di famiglia tenuti nascosti per oltre sessant'anni, un fiume di eventi dimenticati avvenuti durante la seconda guerra mondiale. Di fronte alle verità sepolte di famiglia, le vite di padre e figlia si capovolgeranno, e Anna comincerà a capire che, se vuole scendere a patti con il presente, deve innanzitutto comprendere il passato...
br. Un quarantenne parigino di origini maghrebine, con un passato di fervente islamista, diventa direttore di banca. Belloccio e benestante, decide che è giunto il momento di affittarsi una garçonnière in pieno Saint-Germain-des-Prés, il quartiere più intellettuale e raffinato di Parigi. Basta con i couscous della domenica a casa di mamma nella banlieue di Saint-Ouen, basta con le riunioni di famiglia, basta dover fare da esempio di devozione e cultura religiosa per il fratello minore! È giunto il momento di avere una vita sessuale emancipata, di prendersi l'aperitivo ai Deux Magots o al Café de flore, di fare shopping negli eleganti negozi del centro. Le avventure iniziano, le ragazze non mancano... Peccato che il nostro eroe sia schiacciato dall'invadenza della madre. Peccato soprattutto (per lui) che le sue disavventure sentimentali siano raccontate da una donna (la scrittrice stessa), interessata più a creare una galleria di personaggi femminili (che ci raccontano altrettanto bene le difficoltà ma anche le sorprese delle giovani donne arabe di oggi) che a impietosirsi sul caso del nostro maschietto... Con questa implacabile autopsia dell'universo di un uomo a cavallo tra due culture, condizionato dalla religione, dalla famiglia e da una madre-padrona, Marouane, scrittrice algerina che vive in Francia, si afferma come romanziera originale e capace di raccontare le inibizioni e i tabù sessuali.
br. Georges Duroy, reduce della guerra in Algeria, si trasferisce a Parigi, dove trova impiego alle ferrovie, qui trova un suo vecchio commilitone, Charles Forestier, caporedattore politico de La Vie Française che gli propone di far parte della redazione. Dopo le prime difficoltà Duroy si fa notare come ottimo reporter, appoggiato anche dalla moglie di Forestier, Madeleine. Duroy si fa conoscere presto per le avventure amorose, conosce Clotilde de Marelle, amica di Madeleine, di cui avrà un burrascoso rapporto di amante...
br. Un divertente catalogo di cattiverie, astuzie e sapienze femminili per conquistare e sottomettere i maschi, sbaragliare la concorrenza e difendersi dall'emarginazione. A Smirne, città cosmopolita sulle coste della Turchia, tra il XIX e il XX secolo, un gruppo di donne tesse trame diaboliche, intrighi e inganni, in un mondo duro di subalternità femminile, fame e conflitti tra etnie. La strega turca Attarte è la 'madre', colei che 'vede', decide e cambia i destini. Sotto la sua guida le greche Eftalia e la figlia Katina compiranno un'ascesa sociale strepitosa, sollevandosi dalla miseria per arrivare al controllo della città attraverso i successivi matrimoni di Katina con magnati del cotone e del tabacco, armatori e pascià.
br. Il giovane Bartleby lavora come scrivano per un avvocato di Wall Street e, osserva Emanuele Trevi nella prefazione, è «il più strano degli esseri umani». Non ha passato né famiglia, non ha casa, non mangia quasi nulla, non esce mai a prendere una boccata d'aria, non spende soldi, non manifesta sentimenti, non parla, non spiega. Soprattutto, è uno «scrivano che preferisce non scrivere». «Preferireidi no» è il rifiuto che invariabilmente oppone alle richieste che gli vengono rivolte: una frase che non è mossa da alcuno spirito di ribellione, una frase che non significa nulla e accompagnerà Bartleby in una inarrestabile spirale di autoannientamento. Proprio da questa insignificanza, che ha «il rigore di una legge di natura e di una necessità estetica, discende tutta intera l'abbagliante bellezza del racconto di Melville». Prefazione Emanuele Trevi.
ril. Ambientato in un collegio militare ai confini orientali dell'impero austroungarico, "Il giovane Törless" è il romanzo che consacrò come grande scrittore il venticinquenne Robert Musil. Nell'universo repressivo di un convitto - dietro cui si riconosce l'accademia militare realmente frequentata dall'autore e definita da Rilke «l'ABC dell'orrore» -, la forzata convivenza, la solitudine e l'ottusa disciplina si accompagnano allo stabilirsi di un rapporto di dipendenza del piccolo Basini verso tre cadetti più grandi, tra cui Törless, che trascolora in una sopraffazione sadica e omosessuale. La messa a nudo del fondo ambiguo e irrazionale che è in ognuno di noi si presenta in un contrasto solo apparente con le ardite meditazioni svolte da Törless sui numeri immaginari, un tema che il Musil maturo rappresenterà nel rapporto tra "anima" e "esattezza". «Vi è in me qualcosa di oscuro», dice Törless, «sotto a tutti i pensieri, qualcosa che non posso misurare con i pensieri, una vita che non si esprime in parole e che pure è la mia vita». Introduzione di Italo Alighiero Chiusano.
ril. La narrativa di Némirovsky, come quella dei maestri che ammirava, Cechov e Maupassant, ha la capacità di dipingere con semplici pennellate interi mondi (interiori ed esteriori), e intanto scavare dentro i destini individuali, trascinati o travolti dalle correnti della Storia. Questa raccolta si apre con "L'affare Kurilov": Leon M., infiltratosi sotto mentite spoglie nella casa del potente ministro che deve eliminare, conoscerà le miserie umane della sua vita, il suo amore per la seconda moglie, per la quale è disposto a mettere a rischio la carriera politica, e soprattutto i tanti, troppi dubbi che non traspaiono dal suo agire con pugno di ferro. "Film parlato" è un racconto scritto quasi come una sceneggiatura, in cui dialoghi e didascalie essenziali portano avanti la vicenda con un risultato di grande nitore e vividezza. "La moglie di don Giovanni" è il diario di una tragedia coniugale, della quale veniamo a scoprire il terribile segreto. "L'Orchessa", infine, è la storia di una donna che non vuole rinunciare alla bellezza, al fascino e al potere di un tempo. Introduzione di Maria Nadotti.
ril. «Suite francese», ultimo capolavoro di Irène Némirovsky, incompiuto, fu pubblicato in Francia solo nel 2004 e ha permesso al grande pubblico internazionale di conoscere una donna straordinaria e una grande scrittrice rimasta in ombra per molto tempo. Nelle intenzioni dell'autrice, «Suite française» doveva essere una "sinfonia in cinque movimenti" sull'epopea vissuta dal popolo francese sotto l'occupazione tedesca. Purtroppo, i "movimenti" furono solo due: «Tempesta in giugno» e «Dolce», due romanzi che raccontano l'uno, la fuga dei parigini mentre in città stanno per arrivare i tedeschi; l'altro, il drammatico rapporto tra una donna francese e un ufficiale tedesco. L'arresto e la deportazione ad Auschwitz impedirono alla Némirovsky di completare la sua sinfonia. A «Suite francese» è legato anche un piccolo mistero: come ha potuto salvarsi dalla furia nazista che volle, con la solita precisione e meticolosità, distruggere tutto quello che apparteneva a Irène e alla sua famiglia?
brossura
br. Opera più conosciuta di Silvio Pellico (1789-1854), "Le mie prigioni" (pubblicata nel 1832) è un libro di memorie in cui l'autore racconta gli anni della sua detenzione (1820-1830), a seguito della propria adesione ai moti carbonari. Nel raccontare di questo decennio amaro, l'autore dimostra come, anche nelle avversità, si possa rimanere ancorati all'ideale di bene, di umanità e di Dio, non dimenticandosi mai di sé, perché: "le miserie della vita sono grandi, è vero; ma chi le sopporta con nobiltà d'animo e con umiltà, ci guadagna sempre vivendo".
br. Mattia Pascal è un uomo profondamente infelice. La difficile situazione familiare in cui si trova ma soprattutto la morte dei due figli e della sua amatissima madre provocano in lui una crisi profonda. Si reca all'insaputa di tutti a Montecarlo, attratto dal gioco d'azzardo, e riesce a vincere un'enorme somma di denaro. Mentre pensa a come utilizzare al meglio questa inattesa ricchezza, scorge per caso sul giornale la sconvolgente notizia della propria morte. La moglie e la suocera hanno infatti riconosciuto nel cadavere di un uomo ritrovato nella gora di un mulino proprio il corpo di Mattia. Quell'incredibile notizia fa nascere in lui la volontà di iniziare una nuova vita, rompendo ogni legame con il passato. Assume quindi l'identità di Adriano Meis e inizia a viaggiare godendosi il denaro. Tuttavia la costante solitudine che lo accompagna, il non volersi o potersi mai legare a nessuno e a niente e l'impossibilità di vivere il suo amore per Adriana, conosciuta durante il soggiorno a Roma, lo portano a considerare assurda la sua condizione, tanto che decide di porre fi ne alla vita di Adriano Meis inscenando il suo suicidio. Tornato ad essere di nuovo Mattia Pascal si rende però conto che nulla è ormai come prima e che la vita passata non gli appartiene più.
ril. "Il fu Mattia Pascal", il più famoso dei romanzi pirandelliani, riveste un'importanza fondamentale nella letteratura italiana del Novecento. Grottesco antieroe, Mattia Pascal è uomo senza certezze e senza vocazioni. Creduto morto dopo una fuga da casa, pensa di approfittarne per cambiare vita, ma il desiderio di spezzare le catene delle convenzioni sociali, lo slancio verso la riconquista di un'originaria purezza e autenticità falliscono: perché la vita deve comunque darsi una forma, e la fatica che bisogna affrontare per crearne una nuova è talora così grande che ci costringe a rientrare precipitosamente nella vecchia. La quale, pur con i suoi originari limiti e le sue falsità, rende possibile l'esistenza, allontanando il rischio della disgregazione, impedendoci di essere altro da noi, inchiodandoci a una realtà fittizia, ma inalienabile.
ril. Sorpresa dal marito a leggere la lettera di un uomo, le cui profferte amorose aveva in realtà sempre respinto, Marta Ajala, la protagonista di questo romanzo, il primo scritto da Pirandello, è cacciata da casa, innocente. Esclusa dalla società in cui vive per avere perso il ruolo che le era stato assegnato, un ruolo di moglie sottomessa e annoiata nel quale viveva a disagio ma che la rendeva rispettabile di fronte alla gente, vi sarà, paradossalmente, riammessa solo dopo aver commesso quella colpa di cui era stata ingiustamente accusata. Alla fine, dunque, Marta si rassegna a essere di nuovo succube del marito per quella assurda, inesorabile legge che decide i destini degli esseri umani, senza tenere conto della loro volontà.
br. Il sedicenne Petr Grinev viene inviato dal padre a prestare il servizio militare a Orenburg, insieme al suo servitore Savelfi. Durante il viaggio sono sorpresi da una tormenta e salvati da un uomo che li conduce a una locanda. I due riescono poi a raggiungere la fortezza di Belogorsk, dove fanno la conoscenza del comandante Kuzfimi, di sua moglie, della loro figlia Mar'ja e del giovane ufficiale Vabrin. Tra Petr e quest'ultimo sorge subito una forte antipatia, in quanto entrambi sono innamorati di Mar'ja, e si sfidano a duello. Petr rimane ferito e, durante la sua convalescenza, la ragazza gli confessa di amarlo, nonostante suo padre sia contrario al loro matrimonio. La fortezza viene poi assediata dai cosacchi ribelli guidati dal terribile e sanguinario Pugaev, nel quale Savelfi riconoscerà l'uomo che li aveva salvati dalla tormenta... Nel capolavoro di Puskin, scritto nel 1836 e divenuto un classico della letteratura russa dell'Ottocento, si assiste alla crescita e alla maturazione del giovane Petr Andreevi. Un romanzo ricco di azione e colpi di scena, ma allo stesso tempo un libro romantico, che rievoca antiche atmosfere e tutto il fascino della Russia di Caterina la Grande.