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br.
ril. Justine e Juliette, figlie adolescenti di un ricco banchiere parigino, educate in collegio, si trovano improvvisamente sole, in seguito alla rovina finanziaria della famiglia e alla morte dei genitori. Justine, fedele ai principi morali dell'educazione ricevuta, dovrà affrontare un terribile viaggio nell'inferno della Francia dell'ancien régime, tra giudici corrotti e frati libertini, aristocratici viziosi e borghesi delinquenti. Vittima di violenze e umiliazioni inaudite, la sventurata è destinata a una fine agghiacciante, mentre la sorella si è conquistata, attraverso l'accettazione del vizio, un'esistenza libera, ricca e serena. Saggio introduttivo di Gianni Nicoletti.
br. Tra il 1910 e il 1944 Antoine de Saint-Exupéry scrive alla madre numerose lettere che sono la testimonianza di un legame intenso e imprescindibile. Da bambino e poi ragazzo, tutto compreso nello studio e nella vita scolastica, lo vediamo farsi adulto, ottenere il brevetto di aviatore e costruirsi una propria matura visione del mondo. Delle sue conquiste e dei suoi fallimenti, dei «giorni affascinanti» della sua vita e della «tristezza» che spesso vi si insinua, la madre è interlocutrice costante e confidente prediletta. In pagine colme di tenerezza, Sei la parte migliore di me alza il velo sui pensieri e sulle fragilità di un uomo in grado di osservare con stupore quanto «possa essere commovente un semplice prato» e «struggente un fonografo», offrendoci il senso profondo di quello speciale, unico e indissolubile rapporto che unisce una madre e un figlio.
br. Durante l'abbordaggio di una nave inglese Yanez incontra Kammamuri e Ada, mentre stavano andando a liberare Tremal Naik, prigioniero degli inglesi a Sarawak. Yanez scopre che Ada è la cugina di Marianna, morta di colera poco tempo dopo il matrimonio con Sandokan. Yanez e "La Tigre della Malesia" partono per Sarawak per tentare di liberare Tremal Naik ma giunti nel porto vengono sopraffatti dalle navi inglesi e sono costretti alla fuga. Sandokan e i tigrotti di Mompracem trovano rifugio nella foresta, mentre Yanez, fingendosi un lord scozzese, si reca al palazzo del rajah James Brooke, diventa amico del rajah conquistandone la fiducia. Riesce così a liberare Tremal Naik ma riconosciuto da un suo vecchio nemico, smascherato, viene fatto prigioniero. Dopo un lungo assedio James Brooke sconfigge Sandokan e lo costringe alla resa: Yanez e "La Tigre della Malesia" vengono caricati su una nave di forzati verso un penitenziario, ma riescono a impadronirs i della nave e liberarsi. Infine con l'aiuto del suocero di Sandokan, Yanez e i suoi fidi malesi riusciranno a rovesciare il trono del rajah James Brooke.
ill., br. Pubblicato nel 1904, "I figli dell'aria" è un romanzo di avventura semi-realistico con alcune componenti fantascientifiche. Ambientato nell'Asia di quei tempi, offre uno spaccato della situazione dei paesi in cui le vicende prendono atto; Cina, Tibet e il Butan, infatti, sono alcune delle località che vengono illustrate da Salgari nei loro usi e costumi caratteristici. La storia inizia con l'avventura commerciale di due amici a Pechino: Fedoro (tenente della cavalleria Russa) e Rokoff (arcigno Cosacco). Loro malgrado, sono coinvolti e accusati di un omicidio frutto delle macchinazioni di una setta cinese e, proprio quando sembrano essere spacciati, giunge in loro aiuto l'enigmatico "Capitano" dello "Sparviero", una prodigiosa macchina volante a forma di rapace... Sarà l'inizio di fantastiche avventure. La presente edizione è stata revisionata nei termini di una lieve rettifica delle forme cadute in disuso. Con segnalibro.
ril. "Ivanhoe" è considerato il prototipo del romanzo storico, misto di "fiction" e di "history". La sua influenza è stata enorme, e non solo in Inghilterra ma un po' dovunque in Europa. È stato - ed è tuttora - un autentico best-seller che ha ispirato numerose versioni cinematografiche e televisive. La lotta fra Giovanni Senzaterra e Riccardo Cuor di Leone per il trono d'Inghilterra, l'antagonismo fra sassoni e normanni, i valori della cavalleria, l'"allegra brigata" degli arcieri di Robin Hood costituiscono momenti appassionanti e indimenticabili di una narrazione sospesa tra romanticismo e realismo. Malgrado le apparenze, "Ivanhoe" non è soltanto un semplice romanzo di avventure, un libro di puro intrattenimento. La forma gradevole e spesso divertente e la magia del "colore locale" non gli impediscono di rappresentare una monografia romanzesca sul policromo, ma anche spietato, mondo medievale inglese. Introduzione di Mario Moretti.
br. Fin dalle prime pagine il lettore è coinvolto in una situazione drammatica: una giovane donna, accorsa a casa della madre malata per assisterla, la uccide con un gesto in cui si mescolano pietà, insostenibilità per la sofferenza della madre, odio, vecchi rancori. È un gesto tragico, apparentemente inspiegabile, tremendo, a partire dal quale si dipana una doppia trama: da una parte si svolge il racconto del tentativo della protagonista di nascondere l'omicidio, di ostacolare l'indagine di polizia, di fuggire e nascondersi. D'altra parte il lettore assiste a un commovente viaggio all'indietro nel tempo nei segreti famigliari, nella storia del rapporto tra madre e figlia, ma anche nella storia del rapporto con il padre e poi con le stesse figlie della protagonista. Un viaggio nei segreti, nei dolori e nelle gioie della famiglia.
ril. La mappa di un'isola sperduta nell'oceano, il miraggio di un tesoro nascosto, indimenticabili figure di crudeli pirati e soprattutto il ragazzo protagonista, il coraggioso Jim Hawkins. E poi ancora ammutinamenti, i pericoli dell'oceano in tempesta, spargimenti di sangue... Se esiste un racconto dell'avventura questo è "L'isola del tesoro": ecco perché sin dalla sua pubblicazione ha catturato e continua a catturare l'immaginazione dei ragazzi di ogni continente e di tante generazioni. Stevenson scrisse l'avvincente romanzo per il figlio, non suo, della donna che aveva sposato. Era un modo per essergli vicino, per dimostrargli un affetto che voleva essere forte quanto quello paterno. Forse anche per questo Jim Hawkins, che s'imbarca come mozzo sulla goletta Hispaniola alla ricerca del tesoro, riunisce in sé simpatia, audacia, sincerità e intraprendenza. E forse per questo ogni adolescente ama riconoscersi in Jim e sogna di vivere avventure altrettanto emozionanti. Introduzione di Gianluigi Melega.
br. Tutto ha inizio con una freccia nera, scagliata in una mite giornata di primavera... Il protagonista, Richard Shelton detto Dick, scopre chi è il responsabile della morte di suo padre e decide di vendicarsi, unendosi alla banda di fuorilegge detta appunto "della Freccia Nera", che lotta contro i tiranni che da tempo vessano la gente del luogo, tentando di fare giustizia. Regalando al lettore un'atmosfera medievale alla "Robin Hood", con i banditi nascosti nelle foreste, i frati, i castelli e i cavalieri, La freccia nera offre anche una descrizione storica dell'Inghilterra sotto il regno di Enrico VI: un paese insanguinato da una terribile guerra civile, dove i poveri e i deboli erano vittime dei ricchi e dei potenti e dove soprusi e ingiustizie si susseguivano in continuazione. In questo clima di terrore Dick combatte la sua personale battaglia, lottando per amore della donna che ama: la bellissima Joanna Sedley, rapita dall'assassino di suo padre per essere data in sposa a un altro uomo. Tra fughe, intrighi e tradimenti, Dick diventerà un uomo coraggioso e un condottiero valoroso.
br. Il protagonista del romanzo di Italo Svevo, Emilio Brentani, conduce la sua modesta vita in un appartamento condiviso con la sorella Amalia che lo accudisce. Un giorno Emilio conosce Angiolina, di cui si innamora, tuttavia la donna si dimostra meno coinvolta dalla relazione, anzi è attratta da diversi uomini tra cui l'amico di Emilio, Stefano Balli, di cui è innamorata anche la sorella Amalia. Il legame tra Emilio e Angiolina che doveva essere senza impegni diventa più complesso in quanto la donna, opportunista e infedele, può controllare i sentimenti di Emilio. Questo, geloso della presenza del Balli in casa sua, lo allontana e Amalia, a causa di abuso di etere, muore. Emilio interrompe la relazione con Angiolina, pur amandola. Verrà poi a sapere che la donna è fuggita con un cassiere di una banca a Vienna. Emilio tornerà a vivere la propria vita inetta ricordando le due donne amate, l'aspetto dell'una col carattere dell'altra.
ril. Rimasto incompreso per lungo tempo, "La coscienza di Zeno" è il più importante romanzo di Svevo e uno dei capolavori della letteratura italiana contemporanea. È il resoconto di un viaggio nell'oscurità della psiche, nella quale si riflettono complessi e vizi della società borghese dei primi del Novecento, le sue ipocrisie, i suoi conformismi e insieme la sua nascosta, tortuosa, ambigua voglia di vivere. L'inettitudine ad aderire alla vita, l'eros come evasione e trasgressione, il confine incerto tra salute e malattia divengono i temi centrali su cui si interroga Zeno Cosini in queste pagine bellissime che segnarono l'inizio di un modo nuovo di intendere la narrativa. Primo romanzo "psicoanalitico" della nostra letteratura, quest'opera rivoluzionaria seppe interpretare magistralmente le ansie, i timori e gli interrogativi più profondi di una società in cambiamento.
ril. "Una vita" è il primo passaggio obbligato per entrare in quella sorta di "presa di coscienza", individuale e collettiva, della crisi della cultura e dei valori dell'uomo europeo, che i romanzi di Svevo in qualche modo rappresentano. Nel racconto di un'esistenza che si svolge tutta all'insegna del non vivere, si scontrano la poetica del verismo e del naturalismo, l'oggettività con cui vengono descritti ambienti e tematiche sociali con la tensione, tutta nuova, dell'introspezione psicologica e autobiografica. La parabola esistenziale di un sognatore, implacabile analizzatore di se stesso, negato all'azione e quindi destinato all'inevitabile fallimento.
ril. Cavalli che parlano e ragionano, giganti dalle proporzioni smisurate, nani così piccoli da poter essere tenuti in una tasca, filosofi che popolano isole volanti: sono solo alcune delle creature straordinarie che il capitano Lemuel Gulliver incontra nel corso dei suoi viaggi avventurosi, tra mille peripezie e innumerevoli pericoli. Pubblicato nel 1726, è oggi noto soprattutto come un classico della narrativa per ragazzi, ma rappresenta anche un capolavoro del fantastico e della satira. Dietro la favolosa descrizione delle immaginarie popolazioni di Lilliput, Brobdingnag, Laputa e Huyhnhnmlandia, la sferzante penna di Swift ritrae le assurdità e i difetti dell'Europa settecentesca. Introduzione di Fabio Giovannini.
br. Racconto paradigmatico dell'arte e della morale tolstojana, "Padre Sergij" (pubblicato nel 1912), racconta la vita del nobile principe Stepan Kasatskij, sin dalla nascita destinato a un avvenire di grande successo. Ferito nell'orgoglio, a pochi passi dall'ambita meta, il giovane decide di ritirarsi a vita monastica, sotto il nome di Sergij. È l'inizio di un agone tra Dio e uomo, tra ascesi e tentazioni, cui solo un cammino di progressive privazioni riuscirà a dare sereno compimento.
ril. Qual è il segreto dell'infanzia? E perché, una volta che è passata, siamo disposti più a rimpiangerla che a capirla? Tom Sawyer, il protagonista del capolavoro di Mark Twain, è un ragazzo che conosce questo segreto, e perciò la vita per lui è come una fontana sempre viva e zampillante. Non cede alla noia, rifiuta la logica repressiva della realtà costruita dagli adulti, disegna un cerchio magico in cui invita il lettore a entrare. Non ha fretta di crescere, e si muove giocando nel tempo eterno dell'immaginazione creativa. Eroe di vicende che conducono al successo e alla fama, Tom Sawyer è insieme una metafora dell'America della frontiera, l'America selvaggia dei coloni e degli avventurieri, degli sterminati spazi e delle grandi opportunità. "Le avventure di Tom Sawyer" è un classico che conserva tutta la sua freschezza, opera dello scrittore non a caso salutato da Ernest Hemingway come l'iniziatore dell'autentica letteratura americana. Introduzione di Sergio Campailla.
brossura
br. In "The £1,000,000 Bank-note" (1893) il giovane Henry Adams, sbarcato a Londra con gli abiti laceri e senza un soldo, viene invitato da un distinto signore a partecipare a una bizzarra scommessa: sopravvivere per almeno trenta giorni senza finire in prigione avendo in tasca solo una banconota da un milione di sterline. In "At the Appetite Cure" (1898) l'io narrante si rivolge a una clinica specializzata per recuperare l'appetito. Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, gli vengono sottoposti menù orripilanti; ma col passare delle ore all'iniziale disgusto subentra una vera e propria acquolina in bocca e l'uomo si decide a ordinare un piatto della lista, ma la prova non è ancora superata. In "A Dog's Tale" (1903) a parlare è una cagnolina, nata da una collie molto pretenziosa, capace di stupire il suo auditorio canino con paroloni sentiti dai padroni e da lei ripetuti nella pervicace ignoranza del loro significato. Educata secondo austere norme etiche, quando la cagnetta viene acquistata da una coppia con due bambini si dedica anima e corpo alla sua nuova casa, soprattutto alla guardia del più piccolo. Una notte nella camera del bimbo si sviluppa un incendio: coraggiosamente la cagnetta salva il piccolo da morte certa. Ma il padrone, eminente scienziato privo di scrupoli, pur di dimostrare una sua teoria scientifica segnerà per sempre le sorti dell'ignara cagnetta.
ril. Una bizzarra coincidenza, una prodigiosa rassomiglianza, uno scambio di vestiti fatto per gioco da due ragazzi... Su tali semplici elementi è costruito questo celebre libro di Mark Twain, che attinge a un motivo ricorrente della narrativa universale: lo scambio di ruoli. È quanto fanno Edward, erede al trono d'Inghilterra, e il piccolo vagabondo Tom Canty, rischiando, senza volere, di non poter più tornare indietro, vittime di loschi trafficanti o di funzionari ottusi. Tom e Edward (il futuro Edoardo VI, figlio di Enrico VIII, che passerà alla storia come uno dei sovrani più illuminati) vivranno innumerevoli avventure, e quindi la "favola con morale" troverà il suo lieto fine. Twain conduce la narrazione con grande perizia e con il suo consueto humour, nonché con una salutare dose di antidoto democratico alle romantiche idealizzazioni di un passato che l'America aveva abiurato.
ril. "Tutta la letteratura americana moderna viene da un libro di Mark Twain che si intitola "Huckleberry Finn". È il miglior libro che possediamo. Non c'era niente prima. E non c'è stato niente di altrettanto buono, dopo". Tale la perentoria, concisa affermazione di Ernest Hemingway, che riconosce allo scrittore il merito di segnare con estrema forza e chiarezza - proprio attraverso la straordinaria logorrea gergale del protagonista di questo romanzo sarcastico, irriverente e tenero al tempo stesso - il passaggio dalla cultura semi-coloniale della Nuova Inghilterra a una nuova, autonoma cultura americana, influenzando intere generazioni di scrittori. Questa nuova traduzione del capolavoro di Twain ricrea in italiano il linguaggio affabulatorio e coloritissimo, irto di espressioni gergali del protagonista. Accuratamente integrale, è stata condotta sull'edizione americana del romanzo e non su quella inglese (apparsa un anno prima), monca di alcuni episodi, fra cui quello, magistrale, del barile fantasma che galleggia sul Mississippi.
br. Età di lettura: da 10 anni.
ril. Un romanzo come "I Malavoglia" - notò Capuana - non si può riassumere: la storia di questa famiglia di pescatori di Aci Trezza, paesino in provincia di Catania, è ormai considerata una sorta di manifesto del verismo italiano e un classico della nostra letteratura. L'umanità dei vinti di Verga, immancabilmente falciati da un destino crudele e implacabile, si muove corale con quieto e desolato lirismo, sostenuta da quella fede nella provvidenza che rimane l'unica consolazione di fronte all'immutabilità del ciclo della vita e allo sgomento con cui si assiste all'avvento di un progresso che pare voler stravolgere i vecchi ordini e le consuetudini di una civiltà arcaica.
ril. Scritto nel 1869 e pubblicato in volume nel 1871, questo primo romanzo di Verga ha goduto di una grande fortuna. Scritto in forma epistolare, è tratto da un'esperienza autobiografica. Le lettere che la giovane Maria, costretta dal padre alla vita del convento senza vocazione, scrive all'amica Marianna durante un breve soggiorno con la famiglia in campagna, testimoniano del suo turbamento di giovane novizia che al di fuori della vita monacale riscopre nuovi orizzonti, e soprattutto l'esistenza dell'amore che, osteggiato da tutti, crescerà in lei assumendo una tensione parossistica.
ril. Parte fondamentale della narrativa di Verga, le novelle segnano tutto l'arco della complessa evoluzione artistica e civile del grande scrittore siciliano. Ora come anticipazione della svolta veristica ("Nedda"), ora come accompagnamento e pendant dei romanzi della compiuta maturità (le raccolte di "Vita dei campi" e le "Novelle rusticane"), oppure come espressione e rielaborazione del tormentato periodo di vita milanese (i racconti di "Per le vie"), su su fino alla dichiarazione di fallimento del verismo ("Don Candeloro e C.i") passando attraverso lo studio delle "classi alte" ("I ricordi del capitano d'Arce"), la novellistica raccolta in questo volume affronta le grandi tematiche sviluppate nei "Malavoglia" e in "Mastro-don Gesualdo": la lotta incessante e disperata per la sopravvivenza, il conflitto per il bisogno e per il possesso della "roba", il dibattersi impotente dei vinti prima di essere trascinati nel gorgo immutabile segnato dal destino.
ril. Un oggetto misterioso, più grande e più rapido di una balena, solca gli oceani a fine Ottocento. Tutti si interrogano su questa apparizione incredibile. Se ne parla dovunque: nei caffè, nei teatri e sulle pagine dei giornali. Poi l'oggetto misterioso comincia ad affondare alcune navi, e la paura si sovrappone alla curiosità. Di cosa si tratta? Lo scoprirà un gruppo di naufraghi, e sarà una scoperta straordinaria. Non è un pesce mostruoso, né un gigantesco cetaceo a spargere il terrore nei mari. È un sommergibile, il Nautilus, guidato dall'indimenticabile figura del capitano Nemo, un uomo solitario in lotta con il mondo. Ma saliti a bordo del Nautilus le avventure sono appena cominciate: in compagnia del capitano Nemo si attraverseranno le profondità degli oceani, si visiteranno città sommerse, si combatterà contro polpi giganteschi. Un susseguirsi di vicende appassionanti che hanno fatto di questo romanzo uno dei capolavori immortali nati dalla fantasia di Verne. Introduzione di Fabio Giovannini.
ril. Al centro di questo romanzo c'è una figura di donna tenera, eppure volitiva, desiderosa di affermare la propria individualità, disposta ad affrontare molto in nome della libertà di amare l'uomo che ha scelto e destinata a veder naufragare il suo sogno contro l'ostile rifiuto di una società schiava dei pregiudizi. La cornice è il dorato mondo dell'aristocrazia newyorkese di fine secolo, un mondo brillante e animatissimo che però condanna senza remissione alla solitudine chiunque voglia sottrarsi alle sue convenzioni.