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ill., br.
Mm 195x240 Catalogo della mostra di Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore, 4 settembre - 9 novembre 1986. Brossura originale a stampa, sovraccoperta editoriale, 106 pagine con 8 tavole a colori e 104 in nero non comprese nel testo. Copia in perfette condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ca. 18 x 12,5 cm. 270 S. Original zweifarbig illustrierter Pappeinband mit Deckel- und Rückentitel. Einband berieben. Rücken etwas angeplatzt. Mit Eigentumssstempel und Vermerken auf Vorsatz und letzter Seite. Sowie einem Eigentumsvermerk auf Titelblatt. Papierbedingt gegilbt. Einige Gebrauchsspuren. Sonst guter Zustand.
Format: 27 x 26 cm. Blattgröße: 41 x 31,5 cm. *Hans-Albert Walter (* 3. Juli 1925 in Kolberg, Pommern; † 11. Februar 2005 in Diepholz) war ein deutscher Künstler. 1940, im Alter von 15 Jahren verlor Walter sein Gehör. Dennoch studierte er bis 1952 in Stettin, an der Akademie München und an der Hochschule in Bremen. 1952 heiratete er Dorothea, geb. Mack; sie übersiedelten 1954 aus Niedersachsen nach Düsseldorf, wo er sich als Industriegraphiker betätigte. Seit 1956 beteiligte er sich an Ausstellungen. Seit 1962 agierte er als freischaffender Künstler, der enge Beziehungen zur Düsseldorfer Avantgarde hegte und sich an Ausstellungen der Gruppe ZERO beteiligte. Walter lebte und arbeitete seit 1983 in Düsseldorf und in Diepholz in Niedersachsen als Künstler. Graphiken de
Broch?. 247 pages.
br. "Viviamo in acqua" è un piccolo trattato di sopravvivenza quotidiana inscenato nei sobborghi di un'America irrancidita, infestata da una panoplia di ragazzini molesti, ladri di bmx e alcolizzati all'ultimo stadio. I suoi protagonisti sono truffatori che fingendosi di Greenpeace gabbano i colletti bianchi pieni di sensi di colpa, giornalisti che si vendicano della ex manipolandole l'oroscopo, barboni in cerca di qualche spiccio per comprarsi l'ultimo Harry Potter. Sono recidivi della vita, gente abituata a deludere le aspettative per quanto basse possano essere, padri dal cuore spezzato che vedono sfilare dinnanzi a sé una lunga carrellata di occasioni perse, uomini in cerca di redenzione che falliscono, e falliscono di nuovo, stavolta meglio. Tutti membri di una comunità «troppo povera, troppo bianca, troppo ignorante». Qual è la loro versione dei fatti? Non c'è nessuna verità né la parvenza di un'agnizione che sistemi le cose e ci faccia tirare un sospiro di sollievo procrastinando l'inevitabile. In compenso «ci sono mondi interi sotto quella superficie». Magari noi non riusciamo a vedere nulla sotto le increspature dell'acqua, ma Walter sì. Abulie, dipendenze e un certo rammaricato cinismo animano una scrittura senza epifanie consolatorie, pungente di ironia e gravida di calor bianco, in cui l'umanità finalmente emerge da sott'acqua con una consapevolezza amara, ma insperata e nuova. O nuoti o affoghi.
ril. Si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell'autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. A quasi quarant'anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre. Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall'aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare. Ma quella telefonata non arriva. E non arriva nemmeno il giorno dopo, né gli altri a seguire. Incredula, gli occhi fissi sullo schermo del cellulare che non suona, Sarah si chiede se lui l'abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave. Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l'improvvisa sparizione. Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre di aver avuto sempre ragione. C'è un motivo se Eddie non l'ha più chiamata. Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L'unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme...
br. L'impegno politico, la tragica morte, il giornalismo d'inchiesta che svela i retroscena del potere, sono tutti aspetti della vita di Rodolfo Walsh che hanno relegato in secondo piano la figura dello scrittore. Ma i suoi racconti sono unanimemente ritenuti uno dei punti più alti della narrativa breve latinoamericana del XX secolo. "Fotografie" riunisce alcuni tra i più celebri racconti: Quella donna, Nota a piè di pagina, Foto, Lettere, Irlandesi dietro a un gatto e I riti terreni.
ril. Sta calando la sera sul marciapiede di una tranquilla via di Baton Rouge, ma nemmeno la brezza notturna riesce a smorzare il caldo torrido dell'estate in Louisiana. Lindy Simpson pedala sulla sua bicicletta. Ha quindici anni e, come ogni giorno, sta tornando a casa dopo gli allenamenti. Improvvisamente una figura nascosta nell'ombra la aggredisce. Lindy cade tra le aiuole e perde i sensi. Al risveglio la sua vita non è più la stessa. La piccola comunità del quartiere è sconvolta. Tra le ordinate villette a schiera e i recinti imbiancati serpeggia l'inquietudine. Quattro sono i sospettati del crimine. Uno di questi è un ragazzino di quattordici anni, da sempre amico di Lindy, da sempre innamorato di lei. La sua casa è a poca di distanza da quella della famiglia Simpson e il suo è un amore adolescenziale, ossessivo. La spia, la segue, conosce tutte le sue abitudini e la disegna in splendidi ritratti. E quando Lindy vive quell'incubo sente di doverla proteggere, di dover cercare chi è stato a farle del male. Anche se questo significa scoprire verità scomode, che il quieto vivere teneva nascoste. Sente di doverlo fare perché c'è un'altra colpa che lui solo conosce, e che non gli dà pace. Una colpa legata alla sera dell'aggressione, una colpa legata alla paura e alla vigliaccheria di un amore acerbo...
ill., br.
br. Karl Moor, il protagonista dei "Masnadieri" di Schiller, era l'eroe preferito del piccolo Robert Walser: e proprio travestito da Karl lo ritrae, quindicenne, suo fratello. Probabilmente, dunque, non è un caso se il romanzo ritrovato fra le carte lasciate dallo scrittore (quei " microgrammi " di assai problematica decifrazione) riprende il titolo del dramma di Schiller: "Die Rauber". Più che un eroe, però, il brigante che qui si racconta è un antieroe, uno che vivacchia ai margini della buona società di Berna, corteggiando una cameriera di nome Edith, e lasciandosi corteggiare da tutta una serie di signore, che lo vorrebbero o per sé o per le proprie figlie. Quando Edith deciderà di sposarsi, il Brigante le rimprovererà dal pulpito di preferire a lui un uomo mediocre; e lei gli sparerà ferendolo leggermente. Una volta ricaduta l'ondata dei pettegolezzi, ecco il nostro Brigante che, insieme a uno scrittore di professione, si mette a raccontare la propria versione della vicenda. Ed è qui che comincia il vertiginoso gioco di rispecchiamenti fra colui che narra e colui che è narrato, fra lo stesso Robert Walser e il suo Brigante.
br. I "Prosastticke" di Walser furono pubblicati dall'editore Rascher di Zurigo nel 1916. Si tratta di diciotto prosette che l'autore scrisse appositamente per questa raccolta; quadri d'ambiente, brani "umoristici", aneddotica a sfondo moraleggiante, parabole fiabesche, ricordi e fantasie, di cui Walser scriveva all'editore: "posso dire con ferma coscienza che le ritengo buone e per questo le offro a Lei con piena fiducia. Ogni singolo pezzo è stato scritto con grande zelo e con la più scrupolosa oculatezza, mi sono dato grande fatica per poterLe presentare un lavoro ben fatto. I testi sono di natura a volte più seria, a volte più svagata, ma tutti - come sono convinto di una levatura qualitativa indiscutibile".
br. Composti tra il 1902 e il 1936, questi ritratti raccontano di Goethe, Schiller e Hölderlin, di Kleist, Dickens e Dostoevskij, ma al tempo stesso dicono molto anche di Walser, delle sue inclinazioni, idiosincrasie e gusti. Scelti per empatia o contrasto, per intima risonanza o alterità inconciliabile, gli scrittori su cui si sofferma sono protagonisti di piccole gemme o figure di quel teatro da cui lo scrittore fu sempre attratto. "Scrivere significa accalorarsi in silenzio": coerente con tale assunto, Walser è ora regista, ora attore che recita a braccio, ora sommo trasformista. Biografie immaginarie, monologhi ossessivi e commedie, questi ritratti sono approssimazioni all'immagine segreta che certi scrittori avrebbero potuto avere di se stessi.
ill., br. Quando apparvero queste Storie, nel 1914, un giovane recensore, Robert Musil, mise subito in guardia i lettori. "Uomini di spirito positivo e donne dotate di forte caritas troveranno queste trenta piccole storie un po' troppo giocose. Ad esse sarà rimproverato di non dimostrare alcun carattere, di essere capricciose, di gingillarsi con la vita, anzi magari di non avere cuore e di lasciarsi impressionare da quella sbalorditiva determinazione con cui l'insignificante, per esempio una panchina in un giardino, talvolta occupa il suo posto nel mondo". Con quella ironica precisione che era per lui la socia inseparabile dell'anima, Musil ha accennato qui alla peculiarità di Robert Walser in un genere letterario, la "prosa breve", in cui oggi lo riconosciamo maestro. Ma le Storie non contengono soltanto campioni dìsparati di "prose brevi": almeno due testi, Kleist a Thun, e La battaglia di Sempach hanno una perfetta misura dei racconti. Il primo, nella sua tensione, quasi insostenibile, è forse l'unico testo del nostro secolo che sembra proseguire il Lenz di Bùchner; il secondo è una visione grandiosa, dove il sangue sgorga da araldici fantocci e il cozzare delle armi si blocca in un sospeso miraggio. Ma dietro la giocosità di Walser, dietro l'ingiustificata euforia che a tratti erompe nel le sue pagine, c'è qualcosa di immediatamente oscuro e delicato.
br. In questo volume viene riproposta la scelta di testi walseriani, curata tradotta da Aloisio Rendi (Lerici 1961), che segnò la prima apparizione dello scrittore svizzero in Italia. Tuttavia, rispetto a quell'edizione, sono state riprese solo le sezioni dedicate agli Aufsätze (1913) e a Kleine Dichtungen (1914), due libri appartenenti alla fase più felice della produzione di Robert Walser.
brossura
Original Werbe-Leporello aus 6 beidseitig bedruckten Segmenten, eines davon als illustriertes Titelblatt Reisebüro-Stempel auf Titel, sonst in gutem Zustand. Mit zahlreichen sw Abbildungen im Kupfertiefdruck und einer kleinen sw Karte des Gebietes um den Ort.
8vo., First Edition, with 36 plates on 24 and endpaper maps; cloth, backstrip lettered in red; a fine copy in unclipped dustwrapper.
36 x 27 cm. Blattgröße: 50 x 35 cm. *"Benno Walldorf (* 26. April 1928 in Gießen; † 9. Juni 1985 in Bad Homburg vor der Höhe) war ein deutscher Maler und Grafiker, der auch als Jazzmusiker und Fotograf tätig war. Weitgehend autodidaktisch ausgebildet, gelangte er in den 1960er-Jahren zu einer eigenständigen farbenfrohen Bildsprache, die Elemente eines magischen Realismus mit Einflüssen von Surrealismus und Pop Art verband, und schuf zahlreiche Wandbilder im öffentlichen und halböffentlichen Raum" (Wikipedia). - Sauber und gut erhalten. Graphiken de
br. Andrew Jones possiede il Tocco: è il chirurgo dalle mani migliori d'America, forse del mondo intero. Andrew Jones ha anche un altro dono: Faith, la sua futura sposa, la creatura che è stata in grado di regalargli qualcosa di più grande del suo stesso talento: la fede. Quando i due rimarranno vittima di un terribile incidente stradale, Jones non riuscirà a salvarla. Quel Tocco, che gli dava la sensazione d'essere quasi onnipotente, ora diventa la sua maledizione. Fino al giorno in cui un incontro, inatteso, lo porterà alla resa dei conti col passato e soprattutto con Dio. Una storia d'amore che reca con sé le paure e gli interrogativi del cuore dell'uomo, insieme alla sua inappagabile sete di infinito.
br. Con questa raccolta, uscita la prima volta negli Stati Uniti nel 1999, Wallace fa ancora un passo avanti estremizzando ulteriormente la sua cifra stilistica. Qui le tecniche d'avanguardia sono messe al servizio di una visione crudele almeno quanto assurda è la realtà che mostrano. La scelta della formula "intervista" non potrebbe essere piú sarcastica. Come una creatura posseduta Wallace sente le voci e, da autentico sciamano, per esorcizzarle le risputa, ciascuna con il suo timbro inconfondibile, sulla pagina. Sono le voci di un'America allucinata, che per non crepare si vomita addosso tutto il veleno possibile. Questi uomini "schifosi" sono iene che - vittime o carnefici divorano il proprio fianco lacerato. Percorriamo così una galleria di tipi intimamente odiosi, laidi. Dal focomelico che si serve del proprio moncherino come arma di ricatto per portarsi a letto le donne; al depresso che riesce a far suicidare l'analista; fino al ragazzo che sta per tuffarsi in piscina, immobile in fondo al trampolino, un fermo immagine dell'irrealtà o dell'iperrealtà che ci costringe in una morsa. Tutto il non-tempo che intercorre tra il "tuffatore" del mosaico etrusco e "A Bigger Splash" di David Hockey riassunto nel brivido agghiacciato di un adolescente americano. Con un saggio di Zadie Smith. Introduzione di Fernanda Pivano.
br. Raccontare l'11 settembre, o l'ascesa della tennista Tracy Austin, analizzare l'ironia di Kafka e il suo influsso sulla mentalità degli studenti universitari, riflettere sul tragico destino delle aragoste, recarsi agli Oscar del cinema porno. Dieci anni in ascolto della voce profonda degli USA: da un talk-show reazionario condotto da un presentatore che si veste appositamente per venire bene in radio, fino alla carovana mediatica che insegue un avversario di Bush nelle primarie repubblicane.
brossura La trasfigurazione in forma narrativa di un anno che David Foster Wallace, nel bel mezzo degli studi universitari, trascorse lavorando per il Centro controlli regionale dell'Agenzia delle Entrate di Peoria, nell'lllinois. Un romanzo labirintico, che tra finte prefazioni e digressioni, minuziose descrizioni che ricordano i cataloghi dell'epica antica e sintesi fulminanti, riesce a trasformare gli eventi più ordinari in avventure miracolose. Una gigantesca macchina tra saggio e racconto, popolata da un'umanità insieme buffa e dolente e sorretta dall'ambizione quasi filosofica di raccontare la noia, ossia tutto ciò che di solito viene escluso dalle storie perché ritenuto privo di interesse. E che qui viene evocato con grande empatia, nel suo inscindibile misto di banalità e dignità.