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brossura Giovanni, un giovane esuberante di diciotto anni, mentre si reca a far fieno sul Monte Grappa, salva da morte certa un personaggio del luogo che, per riconoscenza, lo accoglie in casa come figlio d'anima. La vita del ragazzo subisce un radicale cambiamento perché conosce quegli agi e quei lussi che le ristrettezze di casa sua non potevano dargli. Per cause ignote, a un certo punto, la situazione cambia e Giovanni ritorna alla sua condizione d'origine, suscitando la vile derisione e l'ironia di coloro che egli, nei tempi felici, faceva partecipi del suo stato di privilegio. Egli reagisce con "Ve pando (svelo le vostre azioni illecite)" nei confronti dei gerarchi locali, suoi amici di un tempo: minacce che apparentemente non turbano più di tanto gli interessati. Tuttavia Giovanni viene dagli stessi prelevato e condotto in manicomio a Treviso, dove muore il giorno seguente.
br. Una telefonata, un incontro inaspettato ma desiderato. Il legame è così potente che anni di solitudine e sofferenza conducono i due protagonisti a riavvicinarsi, a ripercorrere l'origine di un dolore a cui non ci si può sottrarre, perché non esiste altro modo per affrontarlo, per provare a recuperare un rapporto che il tempo ha duramente segnato. Una storia di separazione e unione in cui i due rievocano e trattano temi e fatti che appartengono all'uomo, e quell'anno, il 1985, da cui parte tutto.
(Codice VC/0002) In 16° 331 pp. Diario del giornalista presso la Santa Sede (1953-58). Legatura cartone editorile, titolo oro, sovraccoperta (lievemente usata). Volume ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
brossura
ill., ril. "Vathek" vede la luce, in lingua francese, quando l'autore aveva ventun anni. L'opera narra la storia del califfo Vathek, di sfrenata ambizione e inappagato dai piaceri che la vita permette a un buon musulmano. Vathek praticherà il delitto, la magia nera, l'occulto, il sacrificio, l'offerta alle potenze del male e, attraverso tali rituali ,conquisterà con la donna amata il Regno del Fuoco Sotterraneo. Regno che si rivelerà essere quello della loro eterna disgrazia. Il testo è percorso da invenzioni fantastiche e magnifiche, che leggono il meraviglioso e l'orribile con medesima eleganza e grazia. Questa edizione presenta il romanzo eponimo e i sette episodi che completano la narrazione Beckfordiana, alla maniera delle "Mille e una notte".
Broché. 215 pages. Format de poche.
Broch?. 276 pages.
20 x 21 cm. 24 S. Original Karton mit illustriertem Deckeltitel, guter Zustand. 32 schwarzweiße Abbildungen und Verzeichnis der 172 Exponate.
br. Amico di Cioran e curatore delle sue opere, Mario Andrea Rigoni è a sua volta un noto scrittore di aforismi. "Un libro acuto e profondo" scrisse il grande scrittore rumeno quando lesse le "Variazioni" nell'edizione francese. "Champagne della malinconia": così chiama l'aforisma Tim Parks nel saggio che accompagna le misteriose e provocanti pagine di Rigoni. Studioso del pensiero di Leopardi (del quale ha anche edito e commentato nei "Meridiani" Mondadori l'opera poetica), critico letterario e saggista, Mario Andrea Rigoni è professore ordinario all'Università di Padova e collabora alle pagine culturali del "Corriere della Sera". Tra le sue pubblicazioni: "Saggi sul pensiero leopardiano" (Liguori, 1985), "Elogio dell'America" (Liberal Edizioni, 2003) e "In compagnia di Cioran" (Il notes magico, 2004).
4°. 95 Blatt. Original Karton, Klammerbindung, mit Deckeltitel und leinenverstärktem Rücken. Einband etwas lichtrandig, papierbedingt leicht gegilbt, gut erhalten. Typoskript. Dramaturgengruppe D. Wolf.
br. L'incubo del campo di concentramento, visto dagli occhi sbigottiti di un bambino; il difficile ritorno alla vita quotidiana nella Romania del dopoguerra, sotto un regime inquisitorio e ridicolo insieme; la maturità solitaria in cerca di speranza e salvezza dallo spazio angusto di un'altra dittatura. È questo l'orizzonte esistenziale dei racconti di Norman Manea. La persecuzione razziale, il conflitto, il senso perduto degli eventi e dei legami umani pongono lo scrittore in una dimensione spirituale di esilio, riflesso di quello simmetrico che lo portò, a soli cinque anni, a essere rinchiuso in un lager in Ucraina perché ebreo, e che da adulto, vittima del regime comunista, lo costringerà a emigrare negli Stati Uniti. Ma dal caos e dalla disperazione, talvolta, può nascere il riscatto: bagliori di speranza, gesti di sfida, momenti di epifania poetica costellano la raccolta di Manea. Avvolti da cupe atmosfere kafkiane, ma sempre venati da un'inconfondibile ironia yiddish, i racconti si riuniscono in un solo vivo organismo grazie alla scrittura di Manea. Nel vortice continuo e inestricabile delle immagini, il dato biografico si intreccia alla Grande Storia, mentre l'autore si fa interprete del dramma umano dello sradicamento, fisico ed emotivo. Come a voler dire: non dimentichiamo le nostre origini, i luoghi natii, la lingua madre, altrimenti saremo ineluttabilmente perduti.
br. Il matrimonio tra Mimmo e Donata, in un paese che resta ancora indefinito ma che si fa, una volta di più, matrice di tante comunità italiane e, nel complesso, dei vizi più atavici del Paese intero, viene interrotto bruscamente dall'arrivo grottesco della pattuglia della polizia municipale nel piazzale della chiesetta della Madonna di Guadalupe. In una sorta di tenzone di manzoniana memoria, il matrimonio dei due "warriors" è osteggiato da chi ha interessi economici affinché i due non si uniscano legalmente. Filippo, il terzo "warriors", don Franco e "Vincenzoilsagrestano" sono ovviamente complici, come sempre, dei due promessi sposi.
br. Questo libro descrive l'importanza e la forza che l'amore può dare sotto tutti gli aspetti.
br. Un giornalista talentuoso e pieno di fascino, e un tourbillon di donne, alcool, sigarette, in situazioni improbabili ed estreme. Questi i principali ingredienti di "Vanilla Scent". Questi e la feroce, quasi totale, indifferenza del protagonista, un cinismo acido e surreale che corrode ogni sua esperienza, fino a renderla un mero fastidio quotidiano da annegare nell'ennesimo bicchiere di birra, vino o whisky. In uno "stream of consciousness" in spola continua tra lo stile forbito e il gergo da strada, nella nuvola effimera di un costante e sempre nuovo tiro di sigaretta, si avvicendano via via musiciste sexy, pittrici sopra le righe, capo redattrici di riviste patinate, bariste di periferia e attrici: un catalogo di veneri di varia guisa, tutte inevitabilmente attratte dal fascino noir del protagonista, che tuttavia, non riuscendo a vincere la profonda noia che lo avvolge, non fa che trascinarsi da un letto all'altro, un po' tiranno e un po' vittima, ancora irrimediabilmente legato a un passato insuperato. "Spleen", apatia e male di vivere, ma anche evanescenza, ironia e umorismo, da situazioni surreali, assurde e tragicomiche, fino a un finale capace forse di sorprenderci, noi e lui.
brossura "Il presepe riusciva sempre a stupirmi anche perché nell'allestirlo ero coinvolto in prima persona: la ricerca del muschio a figurare l'erba, la collocazione strategica dei personaggi, le montagne, il fiume, lo stagno con le oche e le straduzze di segatura". Ma il Vangelo, nella sua interezza, non è solo magia natalizia: ogni pagina è una mappa per indicare all'uomo di ogni tempo un sentiero che si snoda attorno alla più pazza delle novità: vogliatevi bene, siete fratelli. Sullo sfondo, l'ombra inquietante di una Croce e il mistero di un Sepolcro vuoto, un sepolcro che non si è svuotato per escludere o per mandare al rogo qualcuno, ma per fare spazio a tutti. Lasciando ai filosofi le profonde riflessioni e ai teologi l'enigma dei dogmi, l'autore - con linguaggio semplice ed essenziale - intende regalare una manciata di pensieri alla sua nipotina Elisa, quasi un testamento spirituale.
br. Vanessavirus è la storia di una caccia all'uomo. La storia di un assassinio. La preda è Gabriel Matzneff, scrittore francese, oggi braccato da una muta piena di odio decisa a distruggerlo. A capo della muta c'è Vanessa, una donna che, quattordicenne, visse con lui una passione e che oggi, trentatré anni dopo, dà con un libro il suo amante in pasto alle belve. Gli amori con Vanessa non hanno niente di clandestino: hanno ispirato a Matzneff un romanzo, un diario, delle poesie di cui è fiero e felice. Vanessavirus è, soprattutto, il racconto della dannazione sociale di cui lo scrittore è vittima. Un testo che ci interroga sui confini della libertà dell'individuo e che mette in guardia dagli effetti devastanti dei sinedri popolari.
br. "II vecchio uomo che da giovane giocava a calcio, mi aveva raccontato il gol come nessun altro... di più: mi aveva rivelato che se fai tutto per raggiungere un obiettivo, l'hai comunque raggiunto... Il giovane calciatore che da vecchio ancora sorrideva al cielo, del cielo stesso mi aveva svelato il segreto, di più: aveva dato un senso alla morte, ma soprattutto alla vita: la consapevolezza cioè di dover un giorno morire, ma di avere approfittato prima di beni immortali!" L'avventurosa storia di Marco, raccontata in prima persona dal protagonista, a un giornalista curioso, nel suggestivo paesaggio africano. Un campione di calcio che smette all'apice della carriera per un grave infortunio e che diventa un fisioterapista per i più disperati. Una vita che sembra smarrita ma che trova all'improvviso una felicità sconosciuta quando scoprirà che la cosa più straordinaria che può capitare nella vita è vivere, anche senza dare calci a un pallone. Tutto questo grazie a Elisabetta, un affascinante medico che gode della vita e dell'arte.
128 S. Original Leinwand mit Deckeltitel. Guter Zustand.
brossura La montagna, la musica, le letture e gli affetti sono il foglio e al tempo stesso il disegno di questi cinque racconti. La montagna - che si tratti della Valgrande delle cime alpine - non è dunque mero sfondo di ciò che vi si narra, ma è partecipe di fatiche, progetti, drammi e speranze. Mentre le amicizie e gli affetti sono guide e compagni nella ricerca del senso di ciò che la Storia e la natura si spartiscono nell'imprendibile estensione di un tempo che supera quello breve di una vita, sia essa quella individuale o di una collettività.
br. "Una volta gli eroi erano persone che dimostravano il loro valore, o la loro dignità. Oggi gli eroi sono i calciatori, non altro che mercenari, oppure gli imprenditori come Steve Jobs. Adesso che il lavoro è scarso ammiriamo i ricchi, i milionari. Siamo diventati schiavi consapevoli, rassegnati e vili". In queste parole di Clara Usón è la traccia di un romanzo di sorprendenti corrispondenze e simmetrie, in cui il destino dei personaggi diventa materia di riflessione e di passione civile. Nei nostri giorni una direttrice di banca vende ai suoi clienti azioni privilegiate ma di nessuna consistenza economica. Nel 1930 un giovane militare, fedele agli ideali repubblicani, insorge con una rivolta armata contro l'oppressione della monarchia. Durante la seconda guerra mondiale un prete rivela il suo fanatismo nel campo di con centramento di Jasenovac, in Croazia. Un legame profondo, un comune dilemma morale, accomuna queste vicende distanti solo in apparenza. Nel mettere alla prova il proprio sistema di valori, che sia l'idealismo politico, la fede religiosa o il culto della ricchezza, i tre personaggi cercano di assicurarsi un futuro, di realizzare la propria vita. Nella loro sorte si incarnano la venerazione del denaro, il prezzo della libertà, la violenza della religione che diventa dogma, e la divergenza delle loro scelte li mette di fronte alla felicità o a un baratro di disperazione, a un segno esemplare di libertà e coraggio o allo stigma della più infame colpevolezza.
brossura John, Michael, Kimberley, Jenna: questi ragazzi non si conoscono, ma hanno qualcosa in comune. Una pagina segreta della propria storia, che non riescono ad accettare. È questo che li rende simili, è per questo che si trovano all'improvviso - senza averlo voluto - in una vecchia base sovietica abbandonata a più di vent'anni dal dissolvimento dell'URSS? Dov'è questa base? E poi, è davvero abbandonata? Per quale ragione sono stati trascinati in quel luogo senza nome e senza tempo? Le risposte, presto o tardi, arriveranno. E non è affatto certo che saranno risposte rassicuranti.
br. Chi non conosce Rodolfo Valentino e la sua grande fama di latin lover? Ma come sarà mai stato essere amata da lui, dal più famoso dei seduttori? "Io e Valentino. Amore senza tempo" è il romanzo, che parla di una storia d'amore con il più famoso dei seduttori che la storia conosca. Spazia tra fantasia e realtà, amore e alchimie senza spazio e tempo, e rinnova la figura del "latin lover" Rodolfo Valentino, il divo degli anni ruggenti. Nel romanzo si affronta la capacità di abbattere ogni tipo di barriera in presenza di un grande amore. Un diario che racconta i nostri anni sconvolgendo ogni forma di pensiero, viaggiando in una realtà fuori dal tempo, dove ogni cosa si trasforma e nulla è ciò che sembra. Il personaggio vedrà la propria vita trasformata e sconvolta e tornerà nel passato con sorprese e speranze. Conoscerà Rodolfo Valentino e insieme vivranno una storia appassionante e ricca di colpi di scena sino alla fine.
br. Polonia, fine anni Cinquanta. Romek Stratos, un bambino di undici anni eccezionalmente dotato, vuole riscattare la propria famiglia dalla miseria, guarire il padre dall'alcolismo e risvegliare la sorella dalla sua apatica solitudine. Ingenuamente convinto di essere la causa di tante sciagure, non riesce a far tacere i sensi di colpa se non fantasticando su un avvenimento liberatorio, un fatto o una persona capaci di invertire il corso di una sorte avversa. Infine, armatosi di un coraggio incosciente, e guidato dalla propria fantasia inarrestabile, decide di trascinare la madre a Varsavia in cerca di fortuna. Invece che facile terra di conquista la capitale si rivela però una giungla piena di pericoli, abitata da persone volgari e senza scrupoli, un luogo di falsi mecenati e cinici imbroglioni, dove spadroneggia la nuova oligarchia comunista. Anche le persone che sembrano ben disposte e disinteressate sono in realtà rapaci avvoltoi o pericolosi depravati, da cui Romek saprà difendersi usando uno dei suoi numerosi talenti: l'abilità nel maneggiare lo spadino.