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br. Un ragazzo cattivo, che suona il piano come un dio, viene spedito da sua madre negli Stati Uniti, presso una famiglia di amici che vivono in una comunità guidata da un anziano guru indiano. In quel contesto di ricerca personale e sociale, Uto ha l'effetto di un virus in un organismo sano, e finisce col provocare reazioni a catena, scatenando crisi e conflitti ma anche sorprendenti illuminazioni. Denso di riflessioni sui rapporti familiari e sulla spiritualità, la vita di ogni giorno, i ruoli, i miracoli, sperimentale e sfaccettato in una serie di slittamenti prospettici, un romanzo che è stato definito "cubista".
br. Quarant'anni fa, il 27 giugno del 1980, un aereo di linea in volo da Bologna a Palermo si inabissava misteriosamente al largo dell'isola di Ustica. Ottantuno persone perdono la vita in una strage i cui autori, nonostante innumerevoli indagini e processi, restano ancora 'ignoti'. Una ricostruzione storica per andare oltre le verità giudiziarie.
br. Allontanato dal tetto coniugale un giovane padre di famiglia si rifugia nella sua vecchia baita, a un'ora dalla città. Un lavoro precario, debiti, avvocati, alcol e psicofarmaci, pericolose corse in auto e donne transitorie. Un turbine a cui deve resistere se vuole tener saldo il legame con il figlio. E mentre la vita cittadina è teatro di dispute e nevrosi, su in montagna torna via via il sereno grazie a un'umanità semplice e accogliente. Una narrazione impetuosa, a tratti allucinata, visceralmente sincera e commovente. Un vero e proprio inno all'istinto di sopravvivenza.
ill.
brossura
brossura È nella culla del Rinascimento (Firenze) dei giorni nostri, che ha inizio l'avventura di due amici giornalisti, Matteo e Luca. I due, poco più che trentenni, decidono di scrivere un romanzo, ma ben presto, scoprono che il loro romanzo sta prendendo corpo per mano di qualcun altro. Si spaventano quando trovano un libro, forse dimenticato da un vecchio, nell'argine dell'Arno. Scoprono che si tratta del loro libro. Inavvertitamente, nonostante le parole presagistiche di un vecchio conosciuto in una biblioteca Fiorentina, chiudono il libro. Per loro ha inizio un incubo. Appaiono e scompaiono asseconda dei casi in cui il libro è aperto o chiuso. Il libro viene trovato da una coppia di fidanzati che lo portano con loro a Parigi. La ragazza è attratta da quel libro e decide di farlo vedere a un vecchio bibliotecario parigino. Da questi ottiene delle informazioni preoccupanti riguardante quel libro, perché a inizio di ogni sua pagina è raffigurata l'immagine dell'uroboros (serpente che si morde la coda). Il vecchio bibliotecario consiglia ai due fidanzati di recarsi da un anziano alchimista, il quale, rivela loro i misteri che legano quel libro al simbolo dell'uroboros e come annullare l'effetto di quell'arcana alchimia. I due giovani scrittori riescono, tramite i due fidanzati, a capire il mistero e decidono di recarsi a Parigi...
(ca. 25,6 x 16,3 cm). 2 Blatt. Original-Urkundenentwurf, zweigeteilt auf Karton montiert, mit Deckeltitel und Signatur (in Kopie vorliegend). Gut erhalten. Original-Urkundenentwurf für die offizielle Übergabe von zwei Trinkwasseranlagen an die Republik Togo durch den West-Berliner Senat im Jahr 1962. Im Text der aufwändigen Urkunde heißt es: "Der Senat von Berlin übergibt der Regierung und dem Volke von Togo zwei fahrbare Trinkwasseranlagen in dem aufrichtigen Wunsche, dadurch zur Wohlfahrt des Landes und zur Vertiefung der freundschaftlichen Beziehungen zwischen der Republik Togo und der Bundesrepublik Deutschland beizutragen." Nur zwei Jahre zuvor hatte Togo die Unabhängigkeit von Frankreich erlangt, welche man hiermit unterstützen wollte. Doch natürlich war diese Schenkung auch ein wiedergutmachendes Zeichen in Hinsicht auf die zurückliegende koloniale Vergangenheit Deutschlands und Berlins, zu welcher auch die spätere Republik Togo gehörte. Der Entwurf für die Urkunde stammt aus dem Nachlaß des Berliner Gebrauchsgrafikers Werner Gruschke, sehr wahrscheinlich war dieser auch zeitgenössisch für den Urkundenentwurf verantwortlich. Er hat diese - wegen des eigenen Entwurfs - später auf Karton montiert und in seinem Portfolio-Ordner abgelegt. Die Urkunde wurde wohl verliehen und trägt im zweiten Teil auch die Signatur Willy Brandts, des damaligen Bürgermeisters von West-Berlin (in Kopie). Interessanter Urkundenentwurf im Geiste eines neuen Berlins, das zu diesem Zeitpunkt Kaiserzeit und Nationalsozialismus hinter sich gelassen hatte und infolge des Krieges als geteilte Stadt existierte!
(ca. 29,5 x 19,4 cm). 1 Blatt. Original-Urkundenentwurf auf Karton, mit Deckeltitel und Stiftungssignaturen (in Kopie). Unterer Rand leicht wellig, sonst gut. Original-Urkundenentwurf für die Bürgermeister-Reuter-Stiftung in West-Berlin von 1962. Die Urkunde wurde zur Grundsteinlegung für das sogenannte Paul-Hertz-Heim in Berlin-Wedding am 28. September 1962 unterzeichnet. Der Text der Urkunde ist sehr umfangreich und schlägt den Bogen von der kriegszerstörten Stadt und der stadtteilenden "Mauer der Schande" bis hin zum Bau eines "Arbeitnehmer-Wohnheims" an der Genter- und Antwerpenerstraße des "dichtbevölkerten Wohn- und Arbeitsbezirks Wedding". Später heißt es: "Geplant und beschlossen wurde dieser Bau eines Arbeitnehmer-Wohnheims noch unter der tätigen Mitwirkung von Paul Hertz, des Mannes, dessen Namen dieses Haus tragen wird als ein Mal seines Geistes, seines Wollens und seiner Zuversicht." Verantwortlicher Architekt für den Bau war Franz Mocken (Haus der Kulturen der Welt/Klinikum Steglitz). Der Entwurf für die Urkunde stammt aus dem Nachlaß des Berliner Gebrauchsgrafikers Werner Gruschke, und sehr wahrscheinlich war dieser auch zeitgenössisch für den Urkundenentwurf verantwortlich. Er hat diese - wegen des eigenen Entwurfs - später auf Karton montiert und in seinem Portfolio-Ordner abgelegt. Die Urkunde wurde verliehen und trägt am unteren Rand auch mehrere Signaturen aus dem Vorstand der Stiftung. Sie liegt hier in Kopie vor. Interessanter Urkundenentwurf im Geiste eines weltoffenen und in Abgrenzung zur DDR bemühten West-Berlins nur ein Jahr nach Mauerbau!
(ca. 29,7 x 20,9 cm). 1 Blatt. Original-Urkundenentwurf im Passepartout, mit illustriertem Deckeltitel und Innungssignatur (in Kopie vorliegend). Gut erhalten. Original-Urkundenentwurf für die Gold- und Silberschmiede-Innung der Stadt Berlin aus der Nachkriegszeit. Die Urkunde wurde von der Innung für ein 50jähriges Geschäftsjubiläum verliehen. Der Entwurf stammt aus dem Nachlaß des Berliner Gebrauchsgrafikers Werner Gruschke, sehr wahrscheinlich war dieser auch zeitgenössisch für den Urkundenentwurf verantwortlich. Er hat diese - wegen des eigenen Entwurfs - später im Passepartout gerahmt und in seinem Portfolio-Ordner abgelegt. Die Urkunde wurde verliehen und trägt am unteren Rand auch eine Signatur. Sie liegt hier in Kopie vor. Repräsentativer Urkundenentwurf aus den späten 40er Jahren!
brossura In questo libro, in cui la storia personale dell'autore si intreccia continuamente agli avvenimenti più importanti del secolo scorso, si percepisce, attraverso un processo empatico, come il filo di una vita si intreccia ad altri nella composizione di quell'arazzo che è la nostra esistenza.
br. In un giorno del 1987, tra le mura di Urbino si consuma una disgrazia. Due ragazze, due sorelle, Ester e Bianca, vengono trovate morte con l'ago in vena in un parco pubblico. Dieci anni dopo, venti anni dopo, oggi, Ester e Bianca vivono ancora nelle storie di tante persone comuni. Una studentessa universitaria vorrebbe portare conforto alla loro anziana madre malandata. Alcuni giovani musicisti sembrano ispirarsi alla loro collezione di dischi. Uno scrittore fallito decide di metterle in un romanzo. E poi sopravvivono gli oggetti che lasciano riaffiorare scampoli dei torbidi anni Ottanta fino ai Novanta e al primo decennio del nuovo secolo, tra droga, gloria e intransigenza - una foto sulla mensola di una cucina, un pezzo rock, un ritaglio della cronaca nera del "Resto del Carlino", l'anello barattato dalle due sorelle per l'ultima dose di eroina. Composto da quattro brani legati dal filo rosso della storia di Ester e Bianca, il nuovo romanzo di Alessio Torino racconta un luogo fisico, Urbino, che diventa, a poco a poco, luogo universale del cuore.
brossura
brossura Le case di Cammarata, un paesino del profondo sud, nell'Agrigentino stavano immobili una sopra l'altra ad aspettare che sorgesse il sole, per lasciarsi accarezzare tutti i santi giorni dai suoi caldi raggi. L'adolescenza, il passaggio dall'infanzia all'età adulta, un momento unico che porta dall'esplorazione del mondo esterno, alla ricerca delle molteplici risposte che però non si ritengono accettabili se date dai genitori, vivendo con loro, un rapporto sempre con sfida e dura competizione.
br. Questi due romanzi brevi di Bulgakov hanno in comune l'invenzione fantascientifica e la verve satirica. In "Uova fatali" uno zoologo casualmente produce un "raggio rosso" capace di indurre una rapida e abnorme crescita delle cellule; in "Cuore di cane" un celebre chirurgo trapianta l'ipofisi e altri organi di un ubriacone appena morto su un cane. In entrambi i casi, attraverso le imprevedibili e nefaste conseguenze che scaturiscono dagli esperimenti si dispiega una satira mordace della società e della vita culturale moscovita. Alle facezie scintillanti sul mondo artistico e letterario - che troverà la sua collocazione ideale ne "Il Maestro e Margherita" - si affianca l'amarezza per l'arroganza e l'ottusità del potere, che rovina le migliori risorse manipolandole e trasformandole nelle peggiori.
br. Il libro nasce dall'esigenza di ritornare sulle tracce della propria vita per scoprirne il risvolto più profondo. Il ricordo diventa per Flaminia Petrucci, l'autrice-protagonista del libro, la possibilità per riconsiderare tutte le relazioni che hanno segnato la sua esistenza e che sono state condizionate da quegli eventi che hanno cambiato il mondo. L'ammirazione nei confronti del padre, famoso architetto sotto il regime fascista; il problematico rapporto con la madre, berlinese ebrea, con due matrimoni falliti alle spalle e un figlio scomparso nei campi di concentramento; il dolore della nonna che reagisce con dignità al tragico senso di colpa per non aver salvato il nipote, delineano il desiderio di affrontare l'inganno che l'oblio porta con sé.
br. L'incredibile Innocent Smith, in completo verde-speranza, panama, borsa gialla e ombrello, plana nel giardino di Casa Beacon, pensione gestita da Mrs Duke sulle colline sopra Londra, e irrompe nella grigia esistenza dei cinque annoiati ospiti, prigionieri di mediocrità e raziocinio, con il compito di metterli alla prova con comportamenti irrazionali e incomprensibili, quindi potenzialmente "pericolosi". Per questo, subisce da loro un bizzarro processo casalingo, con le accuse di tentato omicidio, furto con scasso e bigamia. Lui accetta la parte del colpevole e si lascia docilmente processare, ma alla fine saranno proprio le sue stranezze a farlo assolvere. Sarà l'avvocato a smontare le accuse, svelando il senso del suo nome, Uomovivo.
brossura Scritto fra il 1997 e il 2000; così come "Quando le nuvole bruciano", Youcanprint 2017 (la raccolta "I racconti del canestro" Maremmi editori, è antecedente - 1995) "Uomo in carrozzina cerca donna ideale... forse una sirena" è un racconto lungo; una narrazione introspettiva che lascia spazio alla riflessione, ma che non fa sconti a nessuno. Vite. Un albero e tre uomini, due dei quali paraplegici, si raccontano, riflettendo sulle proprie esistenze, accomunate dalla condizione di creature ancorate alla terra.
ril. Nel 1947 Salvatore Quasimodo pubblicava una poesia intitolata "Uomo del mio tempo", nella quale sottolineava con forza la dolorosa immutabilità della distruttività umana. Questo romanzo di Dalia Sofer prende le mosse da quella dolente denuncia. Dopo decenni di lavoro per il regime iraniano, Hamid Mozaffarian, in missione diplomatica a New York, incontra la famiglia che non vede da anni e recupera le ceneri del padre, che desiderava essere sepolto in Iran. Le ceneri paterne, e tutti i dolorosi ricordi a esse collegati, lo spingono a ripercorrere la inattesa, tragica evoluzione della sua vita, e Hamid è costretto a fare i conti con il suo passato, con la sua adesione al regime, con il tradimento dei suoi ideali giovanili, e con la sua solitudine. Ricco di spunti politicamente complessi e di momenti emotivamente assai forti, "Uomo del mio tempo" non è solo un romanzo sulla famiglia e sulla memoria che ci racconta l'esperienza terribile della perdita (di persone, di luoghi, di ideali, di tempo e di se stessi), ma è anche un'avvincente riflessione sulle nozioni di giusto, di sbagliato, di colpa e di perdono, sulla capacità del potere di corrompere. Con sensibilità e forza, Dalia Sofer, attraverso la storia di Hamid, esplora gli angoli dimenticati della storia recente. La tensione fra l'eleganza del linguaggio dell'autrice e il disfacimento nichilista del suo antieroe ci restituisce appieno la tragica condizione morale dell'uomo, dando vita a un libro capace di coinvolgere il lettore e di mescolare destino e collettivo, romanzo e Storia.
br. "Uomo ancora non sono", nasce dall'esigenza, da parte dell'autore, di trasporre su carta ogni sfumatura del suo vissuto. Fin dai primi versi della raccolta - "Ed io che vorrei soltanto capire il pianto senza delirio" - possiamo notare una spiccata sensibilità data ad ogni singolo verso che vanno a sfociare, a loro volta, nel desiderio costante di libertà - "...ed una lacrima di nostalgia, ti lascia andare tra i satelliti del cuore" -. L'autore ha un'innata padronanza della scrittura in versi che, talvolta, va a scontrarsi con un vissuto interiore dai toni idilliaci - "
br. Un racconto in cui Laura La Sala rappresenta la Sicilia degli anni intorno al 1950, nella zona vicino Monreale, dove una famiglia che aveva un'azienda agricola viene colpita dal dolore del sequestro del figlio. "Cufù?" allora ci si chiede. Chi fu? Era il disperato interrogativo che si poneva la famiglia alla ricerca del colpevole. Non sospettavano dei lavoratori dipendenti tanto più che li avevano sempre trattati bene, rispettati, accolti con benevolenza anche largheggiando nei compensi. Ma i traditori stavano proprio là, tra di loro. La scrittrice tratta di un tema abbastanza spinoso, cioè il difficile rapporto tra padroni e servi, e mette in evidenza come serpeggi sempre nei sottoposti la invidia, la ribellione verso chi è benestante, e con queste pure la ingratitudine e la rabbia. Un altro aspetto da rilevare è la costatazione che dal dolore infine si sfocia verso la serenità, come dalle traversie della vita ci si avvii poi a una forma stabile e tranquilla della esistenza. Ciò denota la fede della scrittrice e la consapevolezza dell'esistenza di una provvidenza che poi volge il male in bene. Sempre troviamo, come in altre opere di Laura La Sala, l'intercalare di qualche poesia in dialetto della stessa autrice, che spezza il periodare in prosa italiana dove troviamo anche qualche espressione dialettale, specialmente nei dialoghi, che poi viene tradotta tra parentesi.
ril. Una bambina di tre anni e mezzo. Suo padre che lascia la famiglia perché innamorato della sorella di sua moglie. Con questo primo, crudele tradimento, inizia il cammino sentimentale della protagonista di Uomini. Un cammino che diventa, grazie ai personaggi, alle vicende, agli scenari che racconta, un irresistibile romanzo d'amore. Uomini di talento, di successo, famosi, potenti, ammirati. Per quanto diversissimi, petali della stessa margherita nel gioco del m'ama, non m'ama, una corolla al centro della quale c'è la protagonista, una donna che non riesce a farsi amare davvero, mai abbastanza ferita da arrendersi alle proprie illusioni. Che si racconta con sfacciata ironia, sapendo di aver perduto tutte le battaglie: tranne l'ultima, con se stessa.
brossura "Uomini virtuali" è la storia di Nicole, madre separata che, reduce da una delusione sentimentale, decide di avvicinarsi al mondo della rete in cerca dell'agognata anima gemella. Trascorre il tempo libero nelle chat: lì incontra molti uomini superficiali, spesso in cerca solo di sesso facile. Anche il contatto di Francesco, psicologo divorziato e single, sembra destinato a far parte di quelle fugaci conoscenze virtuali che passano subito nel dimenticatoio. Ma alla vigilia di Natale, egli ritorna nella vita di Nicole con un sms a sorpresa: sarà l'inizio di un intenso scambio di messaggi e telefonate. Le particolari circostanze come la vicinanza del Natale, la recente morte del padre, unite ai racconti di Francesco sul Canada le fanno vedere in quest'uomo il potenziale principe azzurro da lei tanto desiderato. Nei tre mesi che seguiranno, però, Nicole inizierà a nutrire dubbi sulla reale identità di Francesco e le finalità del suo interesse. Si troverà così ad affrontare il conflitto con la piccola Daisy, il proprio alter-ego emotivo, che la porterà a un estenuante braccio di ferro interiore, una dura lotta tra emotività e razionalità...
br. "Uomini sull'uscio" è una serie di brevi racconti, in un stile elegante e ricercato, dove l'autrice narra dell'uomo e del suo legame indissolubile con una terra difficile, arsa e assolata. Le quotidiane attività rivivono grazie ad un linguaggio accurato, non senza qualche punta di liricità. L'intreccio, la mietitura e la vendemmia sembrano materializzarsi, caricarsi di nuova vita. Il vocio dei mietitori, il cigolio dei carri, i canti e i balli al termine della mietitura trovano la loro ubicazione in un paesaggio che spesso non fa solo da sfondo ma diventa protagonista. L'uscio rappresenta l'apertura verso la vita ma anche il luogo in cui il protagonista diventa un osservatore del fluire del tempo attraverso le stagioni.
brossura Questo libro nasce dalla collaborazione di persone speciali, gran parte di loro sono blogger affermati, che hanno voluto mettersi in gioco e donare un racconto. Ne sono nate due raccolte: "Donne d'inchiostro" e "Uomini su Carta". Tutto per poter aiutare chi ha bisogno attraverso l'associazione Progetto Alfredo onlus a cui saranno devoluti tutti i proventi degli autori. Siamo solo sognatori che hanno deciso di cambiare un piccolo pezzo di cielo grazie anche all'aiuto di chi vorrà leggere questi racconti di vita.