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brossura Perché Arturo Coiba sia finito a vivere in un lembo della costa ionica calabrese per una di quelle vie storte che ogni tanto prende la vita, e perché in tanti si ostinino a chiamarlo il Puro malgrado condotte e amicizie non esattamente adeguate, restano misteri insondabili le cui vere ragioni sono ormai sbiadite dal tempo. Perché, poi, si sia ritrovato a scalare le gerarchie di un'organizzazione 'ndranghetista, lui estraneo a legami di sangue e parentela, è un fatto che non può ricondursi al caso, ma nemmeno alla sua volontà. Almeno così gli sembra, mentre si inoltra in quel mondo che non sente suo, ma dal quale non riesce a prendere le distanze, riconoscendone i vantaggi che gli sono derivati. Ma anche i legacci che gli serrano i polsi e gli tolgono il respiro. Procede così, l'esistenza di Arturo, fra scelte incompiute, lucide visioni e deboli moti di reazione, intanto che percorre rapidamente i gradi del sodalizio criminale fino a insediarsi ai vertici dell'associazione. Ma è proprio quando è giunto all'apice del potere, che i significati più autentici della vita, che pure non gli si erano mai celati, prendono forma e concretezza restituendogli la pienezza delle sue azioni.
br. Dora Mauro implicitamente risale a Charles Baudelaire che ha reso celebre il vocabolo francese flâneur per indicare il gentiluomo d'altri tempi che vaga con ozio e con esercitato spirito d'attenzione per le vie della città, senza mai lasciarsi prendere dalla fretta delle faccende quotidiane, ma al contrario sperimenta una vivida emozione nell'osservare le cose e le persone che incontra per la strada, come se assistesse da spettatore a un varietà, che vada gustato con buona creanza e con sincero apprezzamento, per la gioia degli occhi e della mente. Tuttavia, la scrittrice calabro-occitana amplia di molto la nozione tutto sommato metropolitana del bighellone descritto da Baudelaire - il termine italiano non rende giustizia alla ricchezza lessicale dell'espressione francese.
brossura Lara è chiamata a Procida per scrivere dei suoi abitanti. Quello con l'isola si rivela un incontro fatale; sull'isola si smarrisce, poi si ritrova, se ne allontana, ma vuole tornare. Per Renzo l'isola è uno spazio mentale, un'immagine nitida che persiste solo nella sua memoria, il ricordo di una terra condannata al cambiamento. Per Vincenzo, che per tanti anni ha vissuto a Milano, tornare a Procida significa tornare in un luogo che in realtà non aveva mai abbandonato. Per Gabriele, Procida rappresenta l'inizio di una nuova vita, una zona franca dai suoi errori, in cui poter vivere da forestiero. Vagamente Procida dipana un dedalo di storie in cui l'isola si rivela partenza e punto d'arrivo, liberazione e condanna, passato e futuro insieme. Prefazione di Filippo La Porta.
br. Il girovagare senza meta; gli scherzi, più o meno pesanti, nei confronti degli amici; la favolosa notte di Italia-Germania quattroatre; la saga di Bruce Lee; la sera che Gerd Muller, capocannoniere al mondiale messicano del 1970, giocò con il Parasio al campo dei Padri Giuseppini; personaggi solitari, improbabili o normalissimi che, agli occhi degli adolescenti, assurgono a mito; le straniere sognate o conquistate al Dancing Ali Babà di Diano Marina. Non solo il 1968, i primi scioperi degli studenti e le assemblee infinite ma anche questo è stato.
br. In questo manualetto di filosofia di montagna, Morelli considera una fortuna che la terra sia corrugata e continui in futuro a corrugarsi e a generare rilievi, nonostante le acque lavorino per rendere i continenti lisci, adatti alle strade asfaltate e alla civiltà della ruota. Da pochi lustri si è appreso che le principali catene montuose, contorcendosi come vertebrati, salgono ogni anno di qualche decimillimetro. Questo libro è per chi gode di tale notizia, e spera invece che il mare si allontani, assieme alle spiagge, alle cabine e ai bagnanti, che sono concettualmente agli antipodi. Il libro si vedrà che è al fondo un po' stoico, anche un po' scettico (forse taoista, anche se l'autore certo non lo direbbe); il che serve a moderare i furori alpestri e la foga ascensionale degli zotici, ma anche a far sorgere la voglia di una fuga definitiva e felice tra i monti, con tutto l'indispensabile. (Ermanno Cavazzoni)
br. Un inguaribile romantico, un amante della natura, un idealista... Sono questi alcuni dei protagonisti della raccolta di racconti di Rocco Carella Vademecum per credere ancora, piccoli scorci di un'umanità gentile, ancora non sopraffatta dalla frenesia di oggi. I sentimenti e i valori accompagnano storie delicate che si svolgono prevalentemente in Puglia, terra dell'autore. Quello di Carella è uno sguardo libero da condizionamenti che cerca di trovare un senso ai chiaroscuri della società contemporanea.
ACHILLE CASELGRANDI VADEMECUM DEL RADIOTECNICO. , S. LATTES and C. 1933, Copertina: cartonata, brunita. Dorso: scolorito, usurato. Taglio: ingiallito, sporco. Margini delle pagine: con macchie, ingialliti. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Legatura: artigianale Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
br. La città è Modena, la «Città della Mòtta», e Francesco ci arriva in treno con i genitori, migrati da quelle campagne d'Appennino che Guccini ha cantato nel suo romanzo d'esordio, "Cròniche Epafàniche". Qui tutto è nuovo: la pronuncia dei compagni, i padri che d'inverno indossano il cappotto, la nebbia, la pianura, il cibo, e poi la scuola, Suor Carmelina... E dopo le tabelline, Coppi e Bartali, arrivano anche la bicicletta, i balli, i 45 e i 33 giri, e il gruppo con cui suonare nelle balere... Storie e ricordi personali si intrecciano in questo romanzo a metà tra la saga popolare e il racconto di formazione che trova la sua originalità in un linguaggio personalissimo, sanguigno e autentico.
brossura Platone raccontò di un popolo fantastico oltre le colonne di Ercole. Prese la storia ispirato da popoli più antichi, forse gli Egiziani o forse i Fenici, fatto sta che raccontò la leggenda della fine di questo popolo. Ma siamo sicuri che finì? Edoardo incontrerà personaggi che gli diranno la verità, che gli faranno conoscere un altro mondo, il mondo dei Atlantici, popolo eletto al servizio della continuità. Scoprirà questo mondo perché lui ha il carisma adatto, lui è Edoardo il gagliardo. Quindi riceverà la "Chiamata da Atlantide". Un racconto in tre atti dove dovrà affrontare e risolvere molteplici vicende. Il tutto raccontato con molta ironia, ma anche umanità. Vacanze fantasmatiche Attalo's hotel, Il segreto di Valle Cupa.
br. È l'ultimo giorno di scuola. I ragazzi si recano a capofitto a fare i consueti bagni nelle fontane di Piazza Castello. Luca e Sofia si scrutano di sottecchi da tutto l'anno e quella è l'ultima occasione per poter far nascere qualcosa. La timidezza però li frena entrambi e da quel giorno cercano di dimenticarsi l'un l'altra. Finalmente cominciano le vacanze tanto attese, ma nessuno dei due avrebbe mai pensato che quell'estate sarebbe diventata per entrambi la più emozionante di sempre. Il racconto di un'estate lungo le spiagge di Finale Ligure, tra falò, chitarre e stelle cadenti.
br. È l'ultimo giorno di scuola. I ragazzi si recano a capofitto a fare i consueti bagni nelle fontane di Piazza Castello. Luca e Sofia si scrutano di sottecchi da tutto l'anno e quella è l'ultima occasione per poter far nascere qualcosa. La timidezza però li frena entrambi e da quel giorno cercano di dimenticarsi l'un l'altra. Finalmente cominciano le vacanze tanto attese, ma nessuno dei due avrebbe mai pensato che quell'estate sarebbe diventata per entrambi la più emozionante di sempre. Il racconto di un'estate lungo le spiagge di Finale Ligure, tra falò, chitarre e stelle cadenti.
br. "Questa non è una storia dell'India. Di quel paese, quando salpai alla sua volta, sapevo all'incirca quanto ricordavo dagli anni di scuola: che c'era stato un ammutinamento, per esempio, e che a vederlo sulla carta somigliava un po' a un Cervino capovolto; rosa, perché lo governavamo noi". Intorno alla metà degli anni Venti, senza alcuna preparazione e nemmeno una vaga idea di quello che lo aspetta - unico requisito richiesto, oltre alla cittadinanza inglese, era la somiglianza con il vichingo Olaf, personaggio leggendario di un romanzo di Rider Haggard -, il giovane Ackerley decide di partire per l'India, accettando di rivestire l'improbabile ruolo di segretario privato del Maharaja di Chhokrapur: invisibile staterello che oggi sarà vano cercare sulle carte, "posto che sia mai esistito". Infantile, lussurioso, ossessivo, smanioso di Assoluto e occidentalista all'estremo, Sua Altezza assillerà Ackerley con le domande più impensate e sulle questioni più insondabili, non ottenendo nient'altro che una serie di evasive risposte, ma trovando quello che forse, in fondo, cercava: un amico. Degli incontri giornalieri con il Maharaja e con gli altri non meno irresistibili personaggi che frequentano la sua corte è fatto questo libro: più che un diario di viaggio, un'esilarante e indimenticabile commedia di costume, e insieme una preziosa testimonianza involontaria sull'India al tramonto della colonizzazione.
br. Nel cuore dell'inverno un'anziana coppia nordirlandese si concede una breve vacanza ad Amsterdam. Gerry e Stella si portano dietro il bagaglio di un lunghissimo matrimonio. È un matrimonio a tratti ancora denso di attenzioni e di tenerezza, che gli anni non sono riusciti a soffocare, ma la lontananza da casa e dalla rassicurante routine, dietro cui è diventato facile nascondersi, li costringe a fare i conti con la distanza che si è creata tra loro. Hanno sviluppato abitudini e convinzioni non condivise, germogliate da un seme piantato, forse, già decenni prima a Belfast, la città da cui sono fuggiti durante i disordini, preferendole la Scozia. Gerry, che una volta era un architetto, è smemorato e pieno di fisse. Stella è stanca del proprio stile di vita, preoccupata per il loro matrimonio e arrabbiata per il poco rispetto che il marito dimostra per la sua fede religiosa. Amsterdam dunque, con i suoi canali increspati dal vento gelido, con le sue case alte e strette, fa da sfondo a un viaggio nell'intimità della coppia; fa da ponte tra un lungo passato e un futuro più breve, ma ancora da progettare.
br. Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch "Scout" torna a casa da New York per visitare l'anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell'infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de "Il buio oltre la siepe", "Va', metti una sentinella" cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno. Scritto a metà degli anni cinquanta, "Va', metti una sentinella" permette una comprensione più completa e più ricca di Harper Lee.
Broch?. 79 pages.
Broch?. 109 pages.
br. Virginie, ballerina nemmeno diciottenne, vuole approfittare della propria bellezza per conquistare un buon partito e trasformarsi in una rispettabile dama dell'alta società. Commette tuttavia un errore fatale quando si promette in matrimonio a due pretendenti: uno di loro, infatti, decide di sbarazzarsi del rivale. Costretta a fuggire e cambiar vita, la ragazza deve sommare menzogne a menzogne per proteggere i propri segreti e ottenere ciò che vuole. Quello che non ha previsto è che il passato la aspetta al varco e la vendetta di tutti quelli che ha ingannato si annuncia feroce, perché la scaltra fanciulla non è l'unica a elaborare diaboliche macchinazioni...
br. Chi è V.? V. è una donna, Vittoria, Veronica, Violet; ma è anche ogni donna. V. è una città, un regno immaginario, un topo convertito da un prete nelle fogne di New York. V. è l'ossessione che attanaglia gli essere umani di tutti i tempi. V. è lo spiraglio di luce verso cui tendere, al fondo di un vicolo che sembrava cieco. E la faticosa ricerca di sé in un mondo dove è sempre più difficile restare umani. V. è un labirinto di storie in cui è meraviglioso perdersi perché ci si ritrova a ogni passo. Un romanzo vorticoso, crudele e compassionevole, spietato ed esilarante. Un insieme di frammenti impazziti, che hanno la forza di diventare un flusso avvolgente dal quale è impossibile uscire.
brossura
brossura Ultimo libro pubblicato da Chatwin, questo romanzo fu subito salutato come "una gemma squisita, compatta, luccicante, riccamente sfaccettata".
(ca. 20,4 x 14,3 cm). 111 S. Original-Broschur mit Rückentitel und illustriertem Deckeltitel. Einband etwas berieben und fleckig, Papier gering gebräunt, sonst gut erhalten. Altersentsprechend noch guter Zustand.
ril. Siamo a Londra alla fine degli anni Sessanta. Quattro giovanissimi musicisti squattrinati si trovano per caso riuniti in un gruppo da un talent scout, per sostituire una band famosa che si è sciolta. Jasper alla chitarra, Griff alla batteria, Dean al basso e Elf, unica ragazza, alle tastiere decidono di suonare insieme, sono bravi, scrivono le loro canzoni e - dopo un esordio piuttosto confuso - entrano in sintonia. E se all'inizio si chiamano Way Out (visto che hanno salvato una serata buca), ben presto decidono di cambiare nome: saranno gli Utopia Avenue. Mentre le loro vite personali si complicano - Dean si mette nei guai con donne altrui e droghe psichedeliche, Jasper sembra rivivere vite passate, in particolare quella del suo avo Jakob de Zoet, Elf si perde in storie con uomini pessimi e scrive canzoni bellissime; l'unico che sembra solido è Griff, naturalmente - la loro carriera prende il volo, in una scena musicale straordinaria. Gli Utopia Avenue incontreranno i più grandi musicisti della storia, da Dylan a Cohen, dai Beatles a Bowie, mentre il mondo cambia per sempre. E da Londra, la band parte alla conquista dell'America. Da New York alla West Coast, tra feste pazze e un mare di soldi, i quattro ragazzi britannici sono in piena corsa. Mentre il grande orologiaio conta il ticchettio del tempo.
br. È notte. Due fratelli che hanno poco più di vent'anni sono seduti in una macchina ferma nella piazzola di sosta di un'autostrada, bloccati dalla neve. Uto e Gesso sono i loro nomi, o almeno, così è come li chiamano tutti. Sono stati a cena dalla madre e dal suo nuovo compagno, ma non è andata bene. Uto accusa Gesso, il fratello maggiore, di essere un egoista, di concentrare su di sé ogni attenzione. Gesso si arrabbia e, nonostante la bufera di neve, decide di scendere dalla macchina per raggiungere a piedi la stazione di servizio lontana cinque chilometri. Lì lavora Emma, anche lei sui vent'anni, anche lei con una storia che vuole nascondere. Quella stazione di servizio diventa una tappa sul percorso che condurrà Gesso al di là del guardrail, giù fino al bosco: il luogo da cui far partire le ricerche di un fratello che ha deciso di andare a perdersi. Sarà sufficiente urlare il suo nome in mezzo alle montagne per non far franare via tutto? Gabriella Dal Lago in questo romanzo d'esordio scrive la storia di una notte che scivola nel passato e straborda nel futuro: "Uto e Gesso" racconta i fantasmi che sconvolgono il quotidiano e le persone che restano a custodirli.