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77, [3] p.; 14,5 cm. Brossura editoriale. Antica firma di possesso al frontespizio, piccola etichetta in copertina, abrasioni al dorso. Buono. Opuscolo contro il potere temporale
In 8, pp. 7 + (1b). Br. ed. Ed. orig. di questo discorso tenuto nel circolo del 'Genio Democratico' negli anni del governo giacobino a Bologna, sotto la Repubblica Cisalpina. I frequentatori potevano esprimere idee e punti di vista negli incontri domenicali presso la Sala della Scuola delle Arti nel Palazzo dell'Archiginnasio. In questo discorso, venato da un forte spirito anticlericale, l'autore si scaglia contro la religione equiparata alla superstizione ed esalta il solo valore della ragione.
Genova, 1950 circa,foglietto a stampa, cm. 23 x 12 su carta azzurro/grigia, riproduce da volume del 1933 un testamento fortissimamente antireligioso.
(Milano) Kaos, 2005, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 195 (firma di possesso).
(cm. 20,0) 7 voll. leg. coeva in Mz. Tela con titoli oro al dorso, pp. 503(1), VIII; 714 (le due parti a num. continua), 942, IV; 571(1), DLXI(1),6. Leggere abrasioni ai piatti. Rara raccolta completa delle XXX veglie che furono pubblicate nel corso di sei anni. L'opera fu messa all'indice dalla chiesa e sequestrata dal governo austriaco di Milano. Si tratta di un'opera monumentale ed erudita, ma nello stesso tempo di tono satirico e scherzoso. Non siamo riusciti a conoscere il nome dell'autore - manca al Barbier ed al Melzi nonchè al Parenti "Falsi luoghi".
In 16, pp. 43 + (1b). Br. rifatta con carta d'epoca. Libello anticlericale pubblicato anonimo, traduzione italiana dell'originale francese 'Tiare (Plus de)! Par un catholique' attribuito a Louis Allemand e a Felicite' R. Lamennais e messo in seguito all'indice.
Firenze, Tip. P. Faverio e Comp., 1870, in-8, br. edit., pp. 31, [1]. Lievi tracce di vecchia umidità. Due soli esemplari di questa edizione censiti in ICCU.
Ginevra [ma: Firenze], presso la Libreria Filosofica di N. Ghisletty [ma: E. Carlo Usigli], 1868-73, voll. 5, in-8, per il primo volume legatura di poco successiva in mezzo marocchino, titolo in oro al dorso, conservate le coperte della brossura editoriale, per gli altri br. editoriale (difetti ai dorsi), pp. 503, VIII, CLII - [4], 338 - [4], da 339 a 711, CLII, XL - da [5], da 610 a 941, [1], XIV - [5], da 506 a 571, DLXI, 6. Vera e propria miniera di argomentazioni anticlericali: messo all'Indice dei libri proibiti con decreto del Sant'Uffizio del 27 gennaio 1869. Mancano i volumi terzo parte prima (veglie da XVI a XXI) e il volume IV parte prima (veglie da XXIV alla prima parte della XXX).
33 cm, brossura illustrata; pp. 238, numerose illustrazioni satiriche
4°, pp. 12. Scritti di Umberto Cipollone, Fabio Luzzatto, Tommaso Fiore, Domenico Saudino, ed altri.
In-folio, pp. 16 (da pag. 225 a 240), indirizzo coevo a penna con francobollo da 2 centesimi a p. 225. Con due illustrazioni a colori a piena pagina, una in prima e una in sedicesima pagina, raffiguranti “Le Musmè davanti alla caserma giapponese a Seul” (in prima pagina) e “Una fiera dimostrazione a Morlupo contro il vescovo di Sutri” (in sedicesima pagina). All'interno gli scritti e gli articoli: Da una settimana all'altra: "Periodi di attesa e di preparazione - Odi fra clericali e socialisti"; "Intorno alla guerra russo-giapponese", con tre illustrazioni fotografiche raffiguranti "Un generale coreano in uniforme di gala", "Una famiglia mancese in toilette da visita" e "L'incrociatore russo Variag sommerso nella rada di Cemulpo"; "Tradizioni religiose del Mezzogiorno - La Madonna dell'Arco", il cui santuario sorge fra Cercola e S. Anastasia, vicino a Napoli; "Un combattimento navale di cento anni fa", con due incisioni raffiguranti "La Confiance attacca il Kent (7 agosto 1800)" e "Il bombardamento di Port Arthur (disegno di un artista giapponese)"; "Francesco Spano", con un ritratto fotografico; "Un vescovo minacciato a Morlupo", monsignor Giuseppe Doebbimg, vescovo di Nepi e Sutri, duramente contestato dai contadini "I poeti cantori dell'esercito russo"; "Il carosello volante di Sir Hiram Maxim"; Varietà e curiosità: "Usi ... diversi - Premi pericolosi - La fine dei ladri - Attività spaventosa"; "Conflitto fra clericali e socialisti a Cagliari", con una incisione raffigurante "La processione del martedì santo turbata dai socialisti a Cagliari"; "Un ottimo mezzo per sopprimere la malaria"; "Il varo del Caprera", con due illustrazioni fotografiche raffiguranti "Il Caprera prima del varo" e "Il varo"; "Busse igieniche per le giovinette incurvate"; "Il terremoto nella Marsica", con due illustrazioni fotografiche raffiguranti alcune abitazioni danneggiate a Magliano dei Marsi; "L'imperatore Guglielmo II e la principessa ereditaria di Svezia e Norvegia a Capri", con una illustrazione fotografica; Corriere agrario: "La potatura razionale degli olivi - La conservazione dei fieni". A pag. 234 tavola umoristica di Scarpelli. Le illustrazioni fotografiche e le incisioni ospitate nelle pagine interne sono in bianco e nero. Segni di vecchia piegatura centrale. Fascicolo completo proveniente da rilegatura.
Milano, F. Gareffi Tipografo-Editore, 1872, annata completa in 38 fascicoli raccolti in un volume unico, in-8, legatura coeva in mezza pelle verde con titolo e filettature oro al dorso, pp. 624, (2). Margine inferiore rifilato alle prime pagine, minima mancanza all'ultima carta bianca. Il giornale, per voce dei collaboratori: D. Benelli, M. Macchi, A. Mazzoleni, B. Cairoli, Q. Filopanti, N. Condorelli, Maria Serafini, Ernesta Margarita, ecc., si dichiara d'idee repubblicane (d'ascendenza sia mazziniana che confederalista); anticlericale (per la separazione fra chiesa e stato e per la libertà di coscienza); ha simpatie per l'Internazionale socialista e si occupa di pacifismo, emancipazione femminile animalismo, cremazione, ecc.
8°gr., mz. pelle coeva, pp. 588 + 74 tavole incise da vari litografi (Perrin, Iunck, Vergnano, Verginio). Antiporta seppiata a colori. Opera pubblicata anonima e quasi sicuramente scritta da Felice Govean e Alessandro Borella, massoni e fondatori nel 1848 della “Gazzetta del Popolo”. I "misteri" del libro sono eminentemente "misteri politici", infarciti di notazioni antigesuite derivate dal giobertiano Gesuita Moderno (i Gesuiti sono individuati come i principali responsabili dei mali della società subalpina) e di accenti di viva simpatia per la sinistra radicale. Dopo un preambolo di cui è protagonista Santorre di Santarosa a Sfacteria, le vicende vanno dal settembre 1847 alla battaglia di Custoza del luglio 1848, con un accenno alla definitiva sconfitta del marzo seguente a Novara e all'esilio di Carlo Alberto ad Oporto. Narrazione romanzata ma molto aderente alla realtà storica. Le litografie sono pregevoli per accortezza descrittiva e documentaria. Cfr. P. M. Prosio in Bibliofilia Subalpina, Quaderno 2000, pp. 43-50.
Ginevra, 1862, in-8 piccolo, br. edit., pp. 107, [3]. Pubblicazione anticlericale.
In-8° (cm. 22), brossura editoriale a stampa, pp. 12 in ottimo stato.