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Edizione originale. Eccellente esemplare (appena un lieve accenno di scuritura ai bordi della copertina). Molto raro in queste condizioni. Raro numero unico interamente curato dal leader dei futuristi padovani Dormal, uno dei più dotati artisti grafici del secondo futurismo. Dal raffinatissimo layout alle numerose tavole interne (diverse realizzate in fotomontaggio), tra Munari e Depero (ma anche il piacentino Bot, nelle pagine con le caricature ‘sintetiche’), tutto concorre a fare di questo libro un piccolo capolavoro del genere. L’apertura è dedicata ai fasti patavini del 1848, naturalmente riletti in chiave ‘fascisti ante-litteram’, per proseguire con i profili di Alfredo Oriani, Ippolito Nievo, una sezione poetica con ‘Libia’ di M. Nicheforos, ‘Sant’Elia’ parolibera di Nino Burrasca, ‘Vorrei’ di Farfa, ‘Il’ e ‘Un terremoto’ di Gerbino, una splendida parolibera grafica a colori firmata «s.e.S.f.O.t.S. Marinetti p.c.c. Josè Schivo», il ‘racconto rotante’ ‘Un uomo impressionabile’ di Gigi Trevisanato (impaginato in quattro blocchi voltati rispettivamente a 0°, 90°, 180°, 360°), pagine di goliardia studentesca intercalate alle notevoli caricature di Agordo Ancona, Licinio Bonàt, Caldarella, Gian Paolo Garcèa, Renato Mazza, Luigi Zecchin. Salaris, Riviste, pp. 810-13; Bohn, The other Futurism, pp. 87-94
Prima edizione. Esemplare in più che buone condizioni di conservazione, privo della copertina in brossura verde e con alcuni fori di tarlo al margine interno delle carte professionalmente restaurati, che non recano danni al testo. Nel complesso, fragile e rarissimo reperto ben conservato entro astuccio su misura in carta conservativa. Rarissimo opuscolo elettorale poveramente stampato ma curato con gusto futurista e piglio diciannovista. «Thévenot» era una bomba a mano di fabbricazione francese molto usata durante la prima guerra, simbolo dell’ardito assieme al pugnale da baionetta. E dunque la “bomba” di Vecchi precede alla maniera di una prefazione il «Discorso improvvisato da Marinetti a Riese a 300 Ufficiali Arditi nei primi di Ottobre 1918» (seguito da un breve corsivo di contestualizzazione sempre di Vecchi, a sigla F.V.) e il «Discorso improvvisato al Congresso Fascista di Firenze nei primi di Ottobre 1919», articolato nei punti Lo «svaticanamento», L’«Eccitatorio», «Arditismo. – Scuole di coraggio fisico e di patriottismo», «Ferruccio Vecchi», «Il proletariato dei geniali», «Difendiamo il cervello!». I due discorsi si tennero esattamente il 15 settembre 1918 e il 10 ott 1919, e il secondo discorso apparve sul «Fascio» n. I/9 (18 ottobre 1919), quindi in «Roma futurista» II/45 (2 novembre 1919). -- A dirne la rarità, il bibliografo del Novecento italiano Lucio Gambetti ha inserito l’opuscolo delle «2 improvvisazioni» in un suo recente catalogo di «Rari, rarissimi, introvabili»: «Nessuna biblioteca italiana lo censisce, ma una copia è conservata dalla Biblioteca Nazionale di Amsterdam. Analogamente, non lo ho mai visto descritto in cataloghi di librerie, anche se una copia è comparsa nella collezione di una libreria della provincia bresciana». Aggiunge poi Gambetti che «si tratta, probabilmente, del primo libro stampato dalle edizioni del periodico omonimo, fondato a maggio dello stesso anno da Mario Carli e Vecchi stesso»: in realtà si tratta sicuramente del secondo opuscolo pubblicato dall’«Ardito», preceduto da «1 Assalto di Ferruccio Vecchi con un Razzo di Paolo Buzzi», rarissimo libretto registrato nel «Futurcollezionismo» di Pablo Echaurren, il quale tra l’altro suggerisce precisamente che il numerale incipitario di entrambi i titoli sia da considerarsi alla stregua di un numero di collana, e non parte del titolo vero e proprio. Rileva poi sempre Echaurren come i due libretti facciano da apripista di quella vera e propria collana editoriale che prese a uscire l’anno successivo, il 1920, sotto la sigla della «Libreria de “L’Ardito”». -- Il giornale, organo dell’Associazioni Arditi, uscì con alterne vicende fino al luglio del 1921, caratterizzandosi per una linea politica molto violenta e sovversiva che attirò fin da subito l’attenzione delle autorità, intervenute più volte a censurarne le uscite; sulle sue pagine ospitò molti degli scritti del Marinetti politico, successivamente raccolti nei volumi “Democrazia futurista” (1919) e “Futurismo e fascismo” (1924). Cammarota, Marinetti, V.73; Echaurren, Futurcollezionismo, pp. 83-s; Gambetti, «Rari, rarissimi, introvabili» (ALAI 1, 2015: 9-32), pp. 25-26
Milano, La Rivista illustrata del Popolo dÕItalia, 1937, in folio, cm. 45 x 30 x 7,5 legatura in cartone rigido ricoperto di celluloide nera e grande fascio stilizzato, pp. nn. con numerosissime illustrazioni di Buffoni, Carboni, Garretto, Micaelles, Nizzoli e Sironi; fotografie di Bricarelli, Patellani, Ridenti e Stefani. Parte artistica a cura di M.L. Poli. Numerose pagine pubblicitarie e taglio modernissimo. Opera monumentale in molti sensi. legatura leggermente allentata ma solida, lievissime mancanze la dorso ma buona copia.
Seconda edizione, tiratura di testa. Esemplare 607 di 2000 numerati, offerto «Al Fascista Pierluigi Suglia». In più che buone condizioni (fioriture alle prime e ultime carte). Pubblicato in tiratura limitata ad personam nell’ottobre 1939, il libro conobbe una seconda edizione aumentata e modificata nel febbraio 1940, distinta in tre serie: una rarissima «serie speciale per i Sansepolcristi»; una tiratura di testa di 2000 esemplari numerati legata in corda (presente esemplare); una tiratura normale in brossura con sovracoperta di 10000 esemplari dichiarati. -- «Il covo» è la celebrazione delle origini del fascismo nella prima sede del «Popolo d’Italia», al numero 35 di via Paolo da Cannobio in Milano, a ridosso di piazza Diaz. La palazzina, anonima e triste, militarizzata come un covo appunto, assurge dunque a simbolo delle origini umili e subitamente pugnaci del fascismo. Il libro è soprattutto fotografico, pubblicando suggestivi e inediti scatti bianco e nero degli ambienti, dei documenti, dei personaggi, impaginati con grande maestria dall’architetto Giuseppe Pagano (grafico del «Popolo d’Italia») accanto a memorabili frasi mussoliniane stampate in rosso. -- Il libro è un impressionante monumento di avanguardia tipografica fascista, con i netti contrasti nero-bianco appena intervallati dai testi rossi in grande formato, le fotografie a piena pagina, le pagine e mezze pagine ripiegate (soluzioni che si ritrovano quasi identiche in un altro coevo capolavoro grafico ‘dell’orrore’, «A passo romano» di Fortunato Depero), la legatura a spirale ma in corda grezza coordinata con l’astuccio in canapa stampiglata in nero alla maniera dei sacchi di caffè — come a rileggere in chiave intimamente fascista le moderne legature ‘spiralblock’ usati dai maestri grafici quali Munari, Ricas ecc. E non meno impressionante è la drammatica storia personale del designer, Giuseppe Pagano (passato nel fronte antifasicsta durante la guerra, venne imprigionato e morì a Mathausen pochi giorni prima della liberazione). Coronelli, Tre luoghi reali e immaginari (ALAI 4, 2017, pp. 101-116), p. 107 n. 2b; Mughini, La collezione, p. 49
Edizione originale. Collezione scompleta di otto annate (dalla I alla IX del 1942, anno di chiusura della rivista) del periodico dei G.U.F. di Torino. Fascicoli sciolti in ottime condizioni conservati in due astucci con cofanetti in tela blu e titoli oro al dorso. Numeri presenti: 10 - 11 del I anno; dal 2 al 14 - 15 del II anno; 1 -2, 3, 5, 9, 10 - 11 del III anno; dal numero 8 al 17 e numeri 23 e 24 del V anno; numeri 1, dal 3 al 13, dal 15 al 21, 23 e 24 del VI anno; dall’1 al 24 del VII anno; dall’1 al 6, dall’8 al 21, 23 e 24 dell’VIII anno; dall’1 al 5, dal 7 al 12, 17 e 18 del IX anno. Rivista dei G.U.F. (Gruppi Universitari Fascisti) di Torino fondata da Guido Pallotta nel 1932. Originario di Forlì, dove era nato nel 1901, Pallotta partecipò diciottenne all’Impresa di Fiume per poi diventare giornalista per la «Gazzetta del popolo» e il «Popolo d’Italia». Nominato segretario dei G.U.F. torinesi nel 1931, poco dopo diede vita al mensile - dal secondo anno, quindicinale - «Vent’anni», organo ufficiale degli studenti universitari fascisti del capoluogo piemontese e poi megafono del volontarismo fascista tutto che, a ridosso dell’entrata italiana in guerra, cambiò il proprio nome in «Vent’anni in armi» (poi: «Vent’anni in armi. Quindicinale di combattimento»). Partito per il fronte africano a capo della “Compagnia universitaria Principe di Piemonte” (di cui egli stesso aveva chiesto e ottenuto la formazione), Pallotta morì in combattimento nel dicembre del 1940. Alla sua scomparsa è dedicato il numero 12 del 12 aprile 1941, quando la notizia della sua morte divenne ufficiale.
Manoscritto autografo originale. In ottime condizioni di conservazione. Dallo stesso archivio di cui al lotto precedente, quello del caporedattore storico del «Popolo d’Italia», proviene anche Il manoscritto originale con cui Benito Mussolini salutava l’uscita del monumentale volume sulle «19 Province create dal Duce»: oltre 400 pagine con notizie, fotografie e statistiche sulla politica provinciale del regime. Il messaggio è vergato in grande sulle tre fogli di carta intestata nella caratteristica grafia — giunta ormai a un elevato livello di teatralità — firmato icasticamente «Mussolini» con la ‘m’ resa celebre dalle varie stilizzazioni grafiche, come fosse un logo, in un gesto che ricorda D’annunzio in tutto e per tutto: si trova infatti riprodotto in facsimile e quindi trascritto nelle prime pagine non numerate del libro, pubblicato con le insegne della Tipografia del «Popolo d’Italia» nello stesso 1928, poco dopo la data appuntata dal duce in calce al manoscritto. -- Si unisce copie del volume in esemplare eccezionale, fatto rilegare dall’autore in una solida piena tela blu scuro (col piatto della copertina applicato all’anteriore), e dedicato alla compagna di una vita (con un pensiero al figlio Arnaldo Giuliani, che sarà un ottimo cronista al «Corriere»: «Alla mia cara Giorgina in ricordo d’una fatica lieve dall’un capo all’altro d’Italia, bene auspicando per lei, per Arnaldo, per me! ... Milano, 4 marzo 1943 XXI E. F.». La dedica suona beffarda: due anni dopo, il 29 aprile 1945, Giuliani venne prelevato nella sua casa milanese e, dopo un breve processo, condannato a morte. Fu fucilato lo stesso giorno in piazza Sicilia, verso le ore 19.
19341711801934. FASCISM. Il Capo-squadra Balilla. 96 pp. 8vo 187 x 136 mm. Publisher's illustrated wrappers in a new folding box. Rome: a cura della Presidenza centrale dell'Opera balilla Pizzi e Pizio 1934. A charming little book devoted to the Italian equivalent of the Hitler Youth. The book is distinguished by its imaginative mise-en-page and delightful coloured illustrations by R. Verdine. OCLC lists University of Bologna. unknown
19401711581940. FASCISM. Littoriali dello sport: anno XVII. 133 pp. profusely illustrated. Folio 330 x 240 mm. publisher's cloth. Firenze: Soc. An. Edit. Universitaria 1940. A large format homage to the glories of sporting competitions under fascism. What differentiates this book from similar works is the loving attention given to the design. There is some inoffensive foxing which is almost exclusively restricted to the fore-edges and endpapers as well as the binding. Extremely rare with OCLC listing just one copy worldwide in Italy. hardcover
Milano, Alfieri e Lacroix, 1937. Edizione speciale della Rivista Illustrata del Popolo d’Italia. Libro “oggetto” in folio di cm. 39x45. Contiene: Storia del passato; L’Italia Fascista; Versaglia e Ginevra; Precedenti del conflitto etiopico; La conquista militare dell’Abissinia; Fondazione dell’Impero; L’economia imperiale. Fotografie e fotogrammi dell’Istituto Nazionale Luce. Fotografi: Stefano Bricarelli, Federico Patellani, Lucio Ridenti, Bruno Stefani. Pittori: Mario Sironi, Marcello Nizzoli, Erberto Carboni... La parte artistica dell’edizione è stata curata da M. Luigi Poli caporedattore. Direttore Manlio Morgagni. Eccezionale libro di propaganda del Fascismo con l’uso sapiente di una grafica d’avanguardia e foto ad altissimo livello artistico. Axs
Milano, Italica Editoriale, (1935) imperial folio (cm. 38 x 53) brossura, con nastro di cotone, pp. 62 + 114 + 35. Seconda edizione con tre frontespizi xilografici a colori di straordinaria qualità così come num. tav. xilografiche originali (tutte sempre di G. Peroli). Il vol. é dedicato all'Italia Settentrionale e vuole essere un'esaltazione di personaggi ed industrie; é corredato di numerosissime tavole fotografiche illustranti le varie attività descritte : Arte : Giannino Castiglioni, Milano (sculture) - F.lli Barovier, Murano (vetrerie) - Rizzarda, Faccioni, Milano (ferri battuti) - Salviati, Venezia (decorazioni). Scienza : Alessandro Bruschettini - Sport : Theo Rossi Conte di Montelera (motonautica) - Ippica: (razze 'Lady Victoria', 'Oldaniga' e 'R. Gualino' di Torino. Lavoro : S.A. Ing. Pizzigoni (acciai) Branca (liquori), Banco, Filippa, Oriani, Lodigiani, Scheidler, Bonfiglio, Cottini, Dell'Acqua & Martini, Baldi, Marchioro, ecc (costr. edili) - Costr. meccaniche : Carminati & Toselli, Offic. di Crema, Ajolfi ecc. - Alimentazione : Venchi, Wamar, Oleificio Costa, Caffé Franck - Aviazione, automobilismo : Aeron. d'Italia, Torino, Navig. Aerea Ital. Genova, Alfa Romeo, Fiat.
Roma, 1942, dodici volumi in-4to legature originali in tutta tela con iscrizionio dorate, pp. 431 + 375 + 521 + 744 + 300 + 253 + 759 + 387 + 440 con numerosissime tavole fotografiche fuori testo. In ottime condizioni.
Fondata a Firenze da E. Corradini nel novembre del 1903 con cadenza settimanale. La rivista rappresentò il primo strumento di propaganda delle idee nazionaliste. Il programma (apparso nel primo numero del 29/11/1903) manifestava un'avversione feroce al socialismo e al sistema liberale (si era allora appena insediato Giolitti al governo), odio congenito verso la democrazia e disprezzo del parlamento, idea dello stato forte e imperialista. Tutti motivi che passeranno in seguito ad alimentare l'ideologia fascista. L'ultimo numero uscì il 25 dicembre 1906. Vi collaborarono Papini, Prezzolini, Borgese, Ojetti ed altri. Offriamo le prime due annate (1903-1904) a fascicoli sciolti in perfetto stato di conservazione.
Edizione originale. Leggera scoloritura marginale alla copertina, uniforme brunitura ma non fragile; nel complesso un ottimo esemplare di questo fragile libretto. Rarissimo. Pamphlet militante che divenne principale manifesto del fascismo rivoluzionario e antiborghese degli anni ’30; è qui raccolto quel nucleo di giovani e giovanissimi — Berto Ricci, Bruno Rosai, Dino Garrone, Gioacchino Contri — di lì a poco animatori del mensile «L’Universale» (1931-1935), con ospite speciale Edoardo Persico. Raccoglie nove brevi scritti non firmati: un’introduzione senza titolo, ‘Firenze capitale’ (firmato in calce ALLOBORGO, pseudonimo di Dino Garrone), ‘Impressione di Rosai’, ‘Il nostro uomo’, ‘Supremazia dell’arte italiana’, ‘Paradosso della tradizione’, ‘La vena’, ‘Per Bino Binazzi’, ‘Ai giovani’. I testi sono alternati a 9 tavole a piena pagina, riproduzioni di suggestivi disegni di Bruno Rosai, nipote di Ottone. Il libretto, nel suo aspetto dimesso e nella sua impaginazione scabra e poverissima, esprime fin nelle pieghe della carta l’idea dell’«antiborghesismo fascista». -- «Figura di riferimento per questa giovane generazione, nella Firenze degli anni Venti, era il pittore Ottone Rosai [...] per il suo crudo radicalismo antiborghese. Non a caso, quando Berto Ricci e i suoi amici formularono l’idea di pubblicare i loro scritti, la scelta iniziale fu di riunirli in un pamphlet intitolato ‘Il Rosai’. Si tratta di un libretto stampato a Firenze nel luglio 1930, in cui Rosai viene esaltato come incarnazione dell’artista antiborghese, antintellettuale, nemico della degenerazione del fascismo nel conformismo e nell’opportunismo di tanti fascisti della seconda e terza ora» (Bonsaver) Bonsaver, Mussolini censore (Bari 2013), §8
Edizione originale. Ottimo esemplare (normale uniforme brunitura delle carte interne; minime tracce del tempo all’unghiatura di copertina). Opera seconda, molto rara, pubblicata in raffinata edizione formato quaderno, su carta spessa, e decorata dalle incisioni su legno dell’artista siciliano Beppe Assenza (1905-1985). Brancati iniziò la sua carriera letteraria come drammaturgo, almeno fino alla svolta antifascista del 1934 con il romanzo breve «Singolare avventura di viaggio».
Roma, Tip. Ministero Interno, 1938, 4to ril. in mezza tela, pp. 552 + 240 con centinaia di foto segnaletiche. Straordinariamente interessante testimonianza dell'epoca; i 'sovversivi' e gli 'antifascisti' ricercati, ecc. ecc. Unita lista a stampa di 11 numeri del 1937 dell' "Elenco delle pellicole cinematografiche approvate dal Ministero per la stampa e ls cinematografia". Non comune ensemble.
Edizione originale nell’emissione «Universum». Eccezionale esemplare con una firma d’appartenenza assolutamente coeva «Ernst Wasem [?] Mai 1933»: tale datazione consente di stabilire che l’emissione «Universum», già nota agli studi ma assolutamente mal collocata (D’Eramo p. 60 la dà al 1934!), fu realizzata in contemporanea a quella Oprecht & Helbling, quasi certamente a partire dall’unica tiratura di 2000 copie stampate nell’aprile 1933 dalla «Unionsdruckerei A-G Schaffhausen». Non presente la rarissima sovracoperta. L’opera prima di Silone, composta a Davos dove l’autore risedeva in incognito per curare la tisi, divenne un clamoroso successo letterario e un caso editoriale: fu tradotta istantaneamente in ventisette lingue ed «ebbe un’enorme forza d’urto sull’opinione pubblica internazionale» (D’Eramo, p. 57). Più che decine di pamphlet politici, poté il romanzo allegorico antifascista di un comunista fresco di espulsione dal partito causa purga staliniana. -- Eppure, il percorso alla pubblicazione fu costellato di rifiuti e pareri negativi, provenienti soprattutto dal circuito dei fuoriusciti italiani: furono invece gli amici svizzeri di lingua tedesca ad apprezzare il romanzo e sostenerne l’edizione. «Fontamara» apparve dunque nella traduzione tedesca di Nettie Sutro nell’aprile 1933, in 2000 copie stampate dalla «Unionsdruckerei A-G» (Società anonima «Tipografia del sindacato») di Sciaffusa, sopra Zurigo, con grafica e layout disegnati dal venticinquenne Max Bill, da poco tornato a Zurigo dopo il diploma alla Bauhaus di Dessau. Una parte della tiratura fu emessa sotto le insegne del libraio-editore Oprecht & Helbling di Zurigo, che aveva accettato di pubblicare a spese dell’autore; un’altra parte, su licenza Oprecht & Helbling, fu emessa sotto le insegne di «Universum: Società cooperativa per l'edizione e la distribuzione della letteratura moderna» di Basilea, come volume 132 della «Biblioteca Universum». Oprecht & Helbling in seguito procurò almeno una ristampa, quasi in tutto simile alla prima tiratura (le differenze principali sono: al colophon, dove per esempio la traduttrice è menzionata con le sole iniziali «N. S.»; nell’aggiunta di quattro pagine non numerate in fine, con reclame di «Der Fascismus»). -- La prima tiratura, se correttamente distinta dalla ristampa, risulta piuttosto rara: solo quattro localizzazioni in ICCU, e tre apparizioni su Marelibrorum, il database storico del sito di vendita Maremagnum, attivo dal 1996. La ricerca su OCLC, il database istituzionale delle biblioteche mondiali, è particolarmente complessa da analizzare in un caso come questo: l’impressione tuttavia è che molte delle biblioteche (4 in Germania, 2 in UK, 8 in USA) posseggano la ristampa (Staatsbibliothek zu Berlin, British Library: «translator: N. S.») o l’edizione illustrata dalle xilografie di Clément Moreau (sicuramente post 1934) nell’emissione «Verlag Oprecth Zürich/New York». Rarissima appare infine la presente emissione «Universum-Bücherei», del tutto mancante in ICCU e malcensita in OCLC. D’Eramo, Ignazio Silone (Roma 2014), pp. 58-66; Moloney, Nettie Sutro’s German Translation of Silone’s Fontamara (Modern Language Review 91:4, pp. 878-85)
Milano, La Rivista illustrata del Popolo d’Italia, 1937, folio (cm. 45 x 30) legatura in cartone rigido ricoperto di celluloide nera e grande fascio stilizzato, pp. nn. con numerosissime illustrazioni di Buffoni, Carboni, Garretto, Michahelles, Nizzoli e Sironi; fotografie di Bricarelli, Patellani, Ridenti e Stefani. Parte artistica a cura di M.L. Poli. Numerose pagine pubblicitarie e taglio modernissimo. Opera monumentale in molti sensi, in ottimo stato di conservazione.
Milano, SNEP (Società Nazionale Editrice Propaganda Anonima, 1933 e 1936, due volumi in-4to (cm. 34 x 25) legatura originale rivestita in velluto marrone, pp. 973 + 432 con ritratti a piena pagina di Mussolini, Antonio Stefano Benni e Gino Olivetti, imponente opera completamente illustrata da fotografie relative alle industrie cotoniere, laniere, seriche, canapifici, jutifici, linifici, industrie tessili varie, meccaniche, metallurgiche, siderurgiche, navali, ferro-tramviarie, automobilistiche e aeronautiche, elettriche, banche, istituti di credito e assicurazioni, industrie della gomma, alimentari, dei liquori e della birra, industrie edilizie, della ceramica e dei laterizi, dei colori e delle vernici, del vetro, industrie chimiche e profumiere, cartiere, de cuoio e affini, ecc. ecc. Legature un po’ allentate ma integre, qualche lieve traccia d’uso ma nel complesso buon esemplare. Il libro descrive il resoconto di quanto fatto dall'industria italiana (suddivisa in tutte le sue varie sezioni) a vantaggio delle classi lavoratrici, prima e durante il Regime Fascista, curata dalla Confederazione Generale Fascista degli Industriali Italiani. I dati raccolti descrivono con foto e didascalie le attività svolte nelle aziende a favore degli operai. Prefazione dell'On.Antonio Stefano Benni, Presidente della Confederazione Generale Fascista dell'Industria Italiana, corredata da pensieri del Duce Benito Mussolini. Sono presenti le maggiori Industrie italiane come la Fiat e la Pirelli, e ampio spazio viene dato alle aziende tessili biellesi dell'epoca.
Milano, Arti Grafiche Milanesi, 1927-1934, 3 annate complete + 44 fasc. (3 doppi, uno quadruplo) complessivi, raccolti in voll. 19, copp. fittizie (ma conservate le br. edit. dei fasc.), pp. da 96 a 380 ciascuno. Con ill. in b.n. e pubblicità. Asportate le pp. 1-20 dei nn. 2, 8 1927. Alcune adesioni. Grandi opere, politica sociale, economia corporativa, commercio estero e coloniale, emigrazione, turismo, viabilità, mostre e fiere, ecc. Testi di A.G. Bragaglia, E. Susmel, G. Provenzal, V. Gorresio, G. Rasi, D. Grandi, E. Bravetta, V. Ducrot, ecc. Segnaliamo articolo in due parti di R. Sacchetti sulla V Triennale, coordinata da: Sironi, Carrà, Funi, De Chirico, Severini Depero; architettura moderna, sia d'interni (Portaluppi, Fontana, Ulrich, Langer) che in istallazioni esterne: Scoccimarro, Zanini, Midena per la Casa dell'Aviatore, Portaluppi per la Casa del Sabato, la Villa per un artista di Pollini & Figini; la stazione per Aeroporto Civile di Prampolini con mobili di Colombo, decorazione murale di: Prampolini, Depero, Dottori; mostre sulle arti decorative in stile moderno; il tutto corredato da numerose ill. Inoltre un intero numero dedicato alla Bulgaria, un'altro alla Svizzera; articoli d'interesse su: gli Stabilimenti cinematografici Cines-Pittaluga, l'Istituto Poligrafico dello Stato, la IV Mostra Naz. della Radio, produzione e pubblicità (Nizzoli, Cappiello)...
Milano, Arti Grafiche Milanesi, 1927-1934, 3 annate complete + fasc. 44 (3 doppi, uno quadruplo) complessivi, raccolti in voll. 19, copp. fittizie (ma conservate le br. edit. dei fasc.), pp. da 96 a 380 ciascuno. Con ill. in b.n. e pubblicità. Asportate le pp. 1-20 dei nn. 2, 8 1927. Alcune adesioni.
Edizione originale. Uniforme, intensa brunitura; mancanze marginali senza perdite di testo, con alcune lacerazioni non estese; nel complesso, fragile documento ben conservato. Rarissima emissione sciolta della prima pagina del fascicolo I,14, destinata all’affissione murale in occasione delle elezioni politiche 1919. «Settimanale politico, “I Nemici d’Italia”, pubblicato a Milano dal 10 agosto 1919 al dicembre 1920, è diretto dal poeta futurista Armando Mazza. [...] Fin dal titolo il giornale esprime una linea di chiusura rispetto al bolscevismo, differenziandosi in tal modo dalle aperture a sinistra espresse da Mario Carli su “La Testa di Ferro”. [...] Dal punto di vista grafico, risulta particolarmente incisivo il numero pubblicato per le elezioni del 1919, a cui partecipa Marinetti come candidato del «blocco fascista» a Milano. [...] Contemporaneamente viene stampata la prima pagina del giornale con la variante del nome di Marinetti in caratteri tipografici [cubitali], per essere affissa come manifesto» (Salaris) Salaris, Riviste futuriste, pp. 436-441, con ill.; Ead., Filippo Tommaso Marinetti (Firenze 1988), p. 171 n. 271Cammarota, Futurismo, VIII.65
Stampe fotografiche vintage. Insieme in ottime condizioni di conservazione. Testimonianza unica di un’esposizione di arte giovanile fascista di guerra: «I balilla del Duce disegnano col mortaio». I tre scatti raffigurano l’entrata dell’eposizione, progettata in stile futurista così come l’allestimento interno, dominato da slogan e fasci geometrici multicolori alle pareti. In uno degli scatti ben si vede, sulla parete di fondo, il poema murale «Balilla» di Luigi Pennone.
Bologna, Impresa Mauro Toschi fu Ulisse, 1936, due album fotografici originali dell'Impresa, di cm. 34 x 24 cad. con 37 (dodici + ventuno) foto di cm. 22 x 17 cadauna.
Formato cm. 25x18. Pagine 18 non numerate. Brossura editoriale figurata a colori. Pagine sciolte a causa dell'ossidazione dei punti metallici. Alcune macchie e bruniture. Strappetti al margine esterno. Stato di conservazione complessivamente molto buono. Albo destinato alla scuola materna curato dalla scrittrice ed insegnante italiana Olga Visentini (1893-1961), completamente illustrato a colori. Esempio illuminante delle metodologie e dei contenuti educativi impiegati durante il regime fascista per l'indottrinamento dei bambini. Rarissimo ed introvabile.
193362679New Orleans: National Book Co. Inc 1933. First Edition. First printing. Octavo 20.5cm. Yellow cloth boards lettered in black and red on spine and front cover; dustjacket; 343pp; frontispiece and 15 unnumbered leaves of photographic plates halftones. A straight Near Fine copy marred only by some oxidation transfer to the spine and joints a result of the gold foil used on the dustwrapper. In the original gold foil dustwrapper with printed text on verso; unclipped priced $2.00 on front flap an exceptionally well-preserved example minutely rubbed at extremities with two small punctures to spine panel one neatly mended with tissue; otherwise the notoriously fragile jacket remains crisp bright and free of the rubbing that is endemic to this book. Housed in a custom morocco-backed cloth clamshell cse. <br /> <br /> Autobiography of Huey Long aka "The Kingfish" written shortly after assuming his seat as U.S. Senator from Louisiana and in advance of his ill-fated 1936 Presidential campaign. Illustrated throughout with scenes from the Louisiana senator's colorful career chosen to highlight his accomplishments on behalf of the poor and working-class residents of his state at whom his populist Presidential campaign was directly targeted. Long would be assassinated in 1935 just as his campaign had begun to gain him national recognition. National Book Co., Inc unknown