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19341691211934. FASCISM. La lotta contro tubercolosi in Italia. 114 pp. illustrated throughout with photographs and diagrams. Small folio 282 x 211 mm. bound in publisher's illustrated wrappers. Rome: Federazione italiana nazionale fascista per la lotta contro la tuberculosi 1934. A fine copy of a book where the imaginative design is in dramatic contrast to the dreary contents. A rare book with OCLC listing only one copy in the U.S. at the International Labor Office in Washington D.C. unknown
104 fascicoli di cm 29x22, ognuno nella bella brossura editoriale decorata da Vittorio Grassi, insieme complessivamente in eccellente stato di conservazione, eccetto i seguenti difetti: l'annata 1927 danneggiata da umidità , con le carte di alcuni fasicoli attaccate, i due numeri di settembre-ottobre e novembre dicembre particolarmente danneggiati. L'annata 1928 con analogo difetto che colpisce solo i numeri di maggio, novembre e dicembre; infine il fascicolo X anno 1923 con due strappi alla brossura che ledono le prime pagine anche al testo. Nell'insieme eccellente stato di conservazione. Iniziata con i direttori Piacentini e Giovannoni nel 1921, nel 1927 diviene l'organo ufficiale fascista del Sindacato nazionale architetti con il direttore Alberto Calza Bini. A partire dal gennaio 1932 la rivista muta e viene pubblicata dai Fratelli Treves, prendendo il nome di Architettura. Rivista del Sindacato Nazionale Fascista. Certamente il migliore e piùù ampio documento bibliografico delle innovazioni stilistiche portate dall'architettura del Ventennio. Raro in queste condizioni di assoluta completezza e nel complesso di genuina conservazione. Per foto sui difetti o altri dettagli contattarci via mail grazie.
Prima edizione in volume. CON DEDICA Straordinario esemplare pregiato da lunga e bellissima dedica autografa di Marinetti «al grande aeropittore futurista Acquaviva consigliandogli di pubblicare tale quale il magnifico suo libro su Santo Gesù e gridando a lui e ai suoi amici Farfa Desiderio Rosa Arconti [?] Braviii! Così Sempre Così | FTMarinetti»; la dedica dovrebbe far riferimento al poema di Annaviva illustrato da Acquaviva, «Il sentiero dell’universo», pubblicato nel settembre 1944 in una limitatissima tiratura, e più in generale alla fervida attività del gruppo futurista savonese “Sant’Elia” tra 1943 e 1944 a rimarcare la «continuità futurista» e «veloci annunciamenti d’altri orizzonti» in un mondo che andava sgretolandosi a causa della tragedia del secondo conflitto mondiale (si cita dal «Manifesto della continuità futurista» pubblicato su cartolina in occasione del «47° quarto d’ora di poesia» del 28 dicembre 1944). Celebrazione lirica della morte eroica del tenente Rino Cozzarini, avvenuta il 10 novembre 1943 sul fronte meridionale. Rara edizione pubblicata per i tipi della Repubblica Sociale Italiana. Cammarota, Marinetti, 253
In-8 p., 13 volumi (di cui 1 di Indice), bella legatura in piena pelle con brossure originali conservate, con 12 ritratti di Mussolini. Piano dell'opera: "Dall'intervento al fascismo (1914-1919) - La rivoluzione fascista (1919-1922) - Inizio della nuova politica (1922-1923) - Il 1924 (incluso il "Preludio" al Machiavelli) - Scritti e discorsi dal 1925 al 1939". Edizione su carta "Sparta" recante nella filigrana il Fascio littorio e la firma autografa del Duce. in ottimo stato di conservazione.
Milano, Mondadori 1934, due volumi in 8vo legatura editoriale in tutta tela rigida celeste con titolo e fregi in oro impressi riportati anche al dorso, pp. XXXI-1776 a numerazione progressiva con 791 riproduzioni fototipiche, 189 carte geografiche e topografiche, 159 rappresentazioni grafiche. Quest'opera comprende una rara raccolta di studi e documentazione che descrivono le numerose attivitˆ intraprese dall'Italia in Libia, Somalia ed Eritrea. Fra i molti contributi : La riconquista della Tripolitania e della Cirenaica, la sua valorizzazione agraria con la Somalia e l'Eritrea.; La realizzazione di opere pubbliche, la conquista morale delle colonie, la politica finanziaria, l'organizzazione dell'amministrazione locale e delle scuole coloniali italiane. Molto tempo prima che l'Italia prendesse possesso della libia (1876), funzionava a Tripoli una scuola nostrana, fondata da un maestro pioniere Giannetto Poggi. Fu il primo passo di un impegno a promuovere l'elevazione culturale dei nativi. A quella prima scuola ne era seguita, sempre a Tripoli, un'altra destinata alle ragazze. Un fatto rivoluzionario per tutto il mondo arabo. Fu il primo passo di un impegno finalizzato a promuovere l'elevazione culturale dei nativi nel rispetto delle tradizioni e abitudini locali, tale da non trovare nessun corrispettivo nella politica scolastica delle altre e piu' ricche potenze coloniali. Ad incoraggiare l'istituzione di quelle prime scuole era stato Francesco Crispi, sempre piu' convinto che anche l'Italia dovesse assumere un proprio futuro coloniale. Angelo Piccioli, sovrintendente all'istruzione in Tripolitania, fu anch'egli convinto assertore che la realizzazione delle nostre colonie non poteva avvenire senza la partecipazione degli indigeni, e che non la forza delle armi ma l'esempio avrebbe assicurato lunga e pacifica convivenza nei nostri territori d'oltremare. Con queste premesse di politica illuminata, fu proposto nel 1922 al Governatore Conte Volpi di Misurata dai beduini della Tripolitania di estendere l'insegnamento della lingua italiana anche alle prime tre classi delle elementari. Bella e rara seconda edizione con ricca veste tipografica in ottimo stato di conservazione.
1933864j1583London: Victor Gollancz Ltd. Good with no dust jacket. 1933. Second Printing. Hardcover. "Aims at keeping alive the memory of the criminal acts of the Nazi Government. A contribution to the fight against Hitler Fascism. This fight is not directed against Germany; it is a fight on behalf of the real Germany." - Introduction. Accuses Goebbels of planning the Reichstag fire and Goering of carrying out the plan. Argues the Nazis needed the fire to motivate Hindenburg to give Hitler the emergency powers needed to crush his political opponents. 351 pages. Black and white reproductions of photos including images of several victims of Nazi violence. Includes an appendix which provides detailed particulars of 250 of over 500 Nazi murders since March 3rd based upon official German announcements press reports which have not been denied and authenticated witness reports. 19 x 13.5cm. Second printing of this work first issued earlier in the same year. Tight and unmarked with moderate wear to original red cloth partially sunned at spine. No dust jacket. A sound example of this violent history. Madden p.180 Kehr & Langmaid 1082 The Weiner Library - Catalogue Series No. 7 #188.; 12mo - over 6¾" - 7¾" tal; Nazi Party Reichstag Fire Germany - History Hindenburg Goering Goebbels Adolf Hitler Nazi Persecution . Victor Gollancz Ltd. hardcover
Volume in folio,Legatura con dorso cartonato ricoperto da lamina (?) nera. Pagine bianche,legatura salda, Ill. a colori e in b.n. nel testo, 600 pagg. ca. COMPLETO. HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO TRA GLI ALTRI: Erberto Carboni,Mario Sironi,Marcello Nizzoli,Paolo Garretto, etc....
Roma, 1923, A. I, nn. 1/3 - 1924, A. II, nn. 1/12, quindici fascicoli in-4°, ciascuno di pp. 96 ca. completamente illustrate, rilegati in un ponderoso volume in mezza pelle, dorso a cinque (pseudo-) nervi con fregi e titoli in oro. Le brossure originali, con le splendide copertine a colori, sono conservate all’interno. Le prime due annate complete di una delle più belle riviste, graficamente parlando, del periodo. Profonda fenditura alla cerniera posteriore, peraltro ben conservato.
Album in pelle marron, 1933, cm. 26 x 34 con cordone pure in pelle, pp. 55 in cartoncino nero, ognuna con una foto 17,5 x 23, in nero, e con didascalia in inchiostro bianco. Alla manifestazione presente il Re, Mussolini, ecc.
Milano, Bompiani, 1940-1942 In-4 gr., brossura figurata a colori, ogni numero di ca. 120 pp., molto ben illustrato in nero e con tavole a colori. Tutto il pubblicato in 11 fascicoli, dall’aprile 1940 (Anno I, n. 1) all’ottobre 1942.
Ottimo esemplare. Importante documento che svela le linee di ispirazione dello scultore Ernesto Thayaht nella realizzazione della celebre opera “Dux”, effige sintetica del Duce, e della successiva medaglia. Il destinatario della lettera è Antonio Pagani, grande numismatico, autore di note pubblicazioni sull’argomento. -- «Il maestro Giorgio Nataletti», citato da Thayaht in apertura della missiva, era un etnomusicologo molto legato al fascismo. «Il Maestro Giorgio Nataletti, mi scrive da Roma chiedendo notizie sulla Medaglia da me coniata nel 1932 per la Prima Adunata dei Professionisti e Artisti in Roma, Anno Decimo. Sono lieto di inviarvi le seguenti indicazioni: Nel 1928 modellai la EFFIGE SINTETICA del DUCE; un insieme di linee compenetrate esprimenti la VOLONTÀ’ e la VEGGENZA del DUCE figurate con i simboli dell’ARATRO + ARCHI ROMANI + FASCIO LITTORIO + OBICE + PRUA ARMATA + ESAGONO = (LAVORO COSTRUTTIVO). Nel 1929, presentato da MARINETTI, ebbi l’onore di potere offrire personalmente la EFFIGE al CAPO DEL GOVERNO in Palazzo Chigi il 3 Giugno 1929 VII. Nel 1930, alla 17 Biennale Veneziana presentai la “PRUA D’ Italia”, e partecipai al Concorso per una medaglia del DUCE. Mi fu assegnato il Premio dei Bancari. In seguito mi fu ordinato il CONIO della Medaglia, e vi apportai le necessarie variazioni nella iscrizione per adattarla allo scopo. Sul recto “PRIMA ADUNATA PROFESSIONISTI E ARTISTI”; sul verso “ROMA ANNO DECIMO”. La riduzione col pantografo e l’incisione dei coni in acciaio speciale, fu eseguita a Firenze dall’Ingeniere [sic] CARLO BAESE, che curò anche lo stampaggio degli esemplari in argento e in bronzo, che furono distribuiti a tutti gli intervenuti al Teatro Adriano. Un esemplare speciale in oro 900, massiccio, fu eseguito per il Duce e fu a LUI consegnato in apposito astuccio di cuoio, contenente un esemplare in argento e uno in bronzo. Vi accludo alcune riproduzioni delle opere mie derivate dalla Effige Sintetica: Vi renderete conto, meglio che dalle parole, come è avvenuta la Genesi della Medaglia che suscitò a suo tempo tante discussioni. Lo speciale e assai noto autografo di Benito Mussolini che io conservo come cosa sacra, dimostra quanto il Duce abbia compreso il significato che ho rachiuso [sic] in forma plastica così semplificata. Se altre notizie o schiarimenti potessero esserVi utili per l’opera che preparate sarò ben’ lieto di trasmetterle se di mia competenza. Gradite il mio saluto fascista. Ernesto Thayaht Michaelles – Ernesto Thayaht». ---- Allegata la velina (copia carbone) – con incollato il talloncino di spedizione – della raccomandata dattiloscritta di risposta del Rag. Antonio Pagani, datata 24 marzo 1942, ricca di informazioni sulla medaglia del Duce di Thayaht. -- «Vi sono assai grato della gentilissima Vostra del 21 corr., già preavvisatami dall’amico Nataletti, e delle notizie che mi favorite in merito alle medaglie, notizie che mi interessano moltissimo per il lavoro che sto curando sulle medaglie del Duce. Debbo confessarvi che tra il migliaio e più di medaglie e distintivi in mio possesso, la Vostra è la sola in modellazione sintetica, mentre un qualche cosa di simile è stato tentato nella medaglia per la Mostra Autarchica di Torino, di cui però ignoro fino ad ora l’artista […]. Da quanto risulta dalle Vostre indicazioni, la medaglia per l’Adunata dei Professionisti ed Artisti di Roma (1°Ottobre 1932) non è la prima del genere, ma fu preceduta dall’altra simile da Voi presentata al Concorso della 17° Biennale di Venezia (probabilmente senza diciture). Non potrei, naturalmente pagandola, avere una copia di detta medaglia? O Voi sapete dove potrei procurarmela? Inoltre mi occorrerebbe sapere la data in cui fu preparata (mese ed anno), e lo stabilimento che la ebbe a coniare [...]».
In-4 p. (mm. 285x200), 3 volumi in mz. tela che contengono una raccolta completa dei primi 37 numeri di quesa rivista, ciascuno con proprio “Bollettino di Supplemento”. La raccolta (conserv. le copertine orig. figurate a colori), ben illustrata da immagini fotografiche in b.n. nel t., è così composta: - 1938 ( Anno I): N. 1 (novembre) “Colonizzazione demografica”, pp. 28 + XII (di Bollettino) - N. 2 (dicem.) ”Comunicazioni con l’Impero”, pp. 28 + XV. // 1939 (Anno II): N. 3 (genn.) “Sahara Libico”, pp. 32 + XX - N. 4 (febbr.) “Impero e autarchia”, pp. 28 + XX - N. 5-6 (mar./apr.) “Cinque anni di progresso libico”, pp. 40 + XXIV - N. 7 (magg.) “Conoscenza scientifica dell’A.O.I.”, pp. 32 + XXVIII - N. 8 (giu.) “Poesia dell’Africa”, pp. 24 + XXIV - N. 9-10 (lugl./ago.) “Cinquantenario aereo”, pp. 60 + XXVIII - N. 11 (settem.) “Le isole italiane dell’Egeo baluardo orientale dell’Impero”, pp. 32 + XXIV - N. 12 (ott.)“Racconti d’Africa”, pp. 20 + XVI - N. 13 (novem.) “Clima e pioggie dell’Africa italiana”, pp. 32 + XVI - N. 14 (dicem.) “Strade di Roma in Africa”, pp. 32 + XVI. - 1940 (Anno III): N. 15 (genn.) “Disciplina e tutela delle razze nell’Impero”, pp. 32 + XVI - N. 16-17 (febbr./mar.) “Donne italiane in Africa”, pp. 64 + XVI - N. 18 (apr.) “L’Amara”, pp. 44 + XVI - N. 19 (magg.) “La Libia e l’autarchia”, pp. 32 + XVI - N. 20-21 (giu./lugl.) “Conti da regolare”, pp. 48 + XVI - N. 22 (ago.): “Oltre le nostre frontiere”, pp. 32 + XVI - N. 23 (settem.) “La Germania in Africa”, pp. 32 + XVI - N. 24 (ott.) “Impero e levante”, pp. 32 + XVI - N. 25 (novem.) “La Somalia che fu britannica”, pp. 32 + XVI - N. 26 (dicem.): “La crisi imperiale britannica”, pp. 32 + XVI. - 1941 (Anno IV): N. 27-28 (genn./febbr.) “Forze armate d’Italia in Africa”, pp. 52 + XX - N. 29 (mar.) “Richiami di passione africana”, pp. 32 + XVI - N. 30 (apr.) “Centri italiani di cultura coloniale”, pp. 36 + XVI - N. 31-32 (magg./giu.) “La Spagna in Africa”, pp. 60 + XXIV - N. 33 (lugl.) “Inframmettenze americane e russe in Africa”, pp. 36 + XVI - N. 34-35-36 (ago./settem./ott.) “I Savoia in Africa”, pp. 32 + XX. A partire dal numero successivo, il 37 (novem./dicem./genn. 1941-42) “Il trentennale della Libia: 1911-1941)”, di pp. 112, la rivista diventa trimestrale e senza il Bollettino. Tutta la raccolta è molto ben conservata.
Roma, 1927, A. VII - 1928, A. VIII - 1929, A. IX - 1930, A. X - 1932, A. XII - 1933, A. XIII - 1934, A. XIV. Tutte annate complete di 12 fascicoli cad. in eccezionale stato di conservazione. Le sette annate (84 fascicoli) a :
Livorno, 1931/1933, 4 volumi in 3 tomi in-4° (cm 34 x 24): pp. 204, primo tomo con particolare rilegatura cartonata ricoperta di carta increspata con titoli e fregi in oro al piatto anteriore; secondo e terzo tomo in cartonato editoriale con copertina illustrata, pp. 204 totali (numerazione continua), con decine di illustrazioni in nero nel testo. Nel primo volume si legge che l'opera sarebbe stata composta di 12 fascicoli, ma le pubblicazioni furono interrotte con l'uscita del quarto fascicolo; piccolo difetto al dorso del III t. (voll. III-IV); il vol. I inizia a pagina 7, mancano quindi 3 carte iniziali, tra le quali il frontespizio. Al vol. I, ritratto del Re entro cornice illustrata (di Anichini), presentazione dell'opera e brevi cenni riassuntivi sulle materie da trattare; vol. II: Forze armate, La politica coloniale e il fascismo, Delle organizzazioni politiche e sindacali, I Veliti: Le nuove arterie della grande Genova, Costruzioni eseguite dalla Impresa Liberti Felice, dalla Impresa Santo Malatto di Genova, dalla impresa Ing. G. Ghersi, A.V. Sanguineti di Genova, Impresa Poretti Genova, Achille Orzali di Lucca, L'impresa Marini e i brevetti A.U.G.I.A.S., Cooperativa Pisana Tabacchicultura, Società Anonima Calza Emma; vol. III: Il Fascismo nella ricostruzione politica, sociale, economica ed edilizia. Edilizia Fascista: Le case popolari di Livorno, L'Ospedale Costanzo Ciano di Livorno, Sanatorio Umberto I di Livorno, I Nuovi palazzi delle Scuole Secondarie di Livorno, Il nuovo palazzo delle RR Poste e Telegrafi di Livorno, Le città fondate dal Fascimo: Tirrenia; vol. IV: L'opera nazionale per la protezione della maternità e dell'infanzia, Arte Fascista. RARA opera; interessante inoltre.
Edizione originale. Esemplare eccezionalmente ben conservato. Rarissimo: manca completamente ai repertori istituzionali tipo ICCU e OCLC. Nona uscita del periodico/collana di Bernasconi, una delle più interessanti espressioni del fascismo cosiddetto ‘di sinistra’, stampata dal luglio 1933 («Colpo alla borghesia» di M. Gallian) al 1935 per una decina scarsa di fascicoli. Il progetto, unitario ma articolato in fascicoli monografici su vari temi di attualità tra politica e cultura, trova particolare coesione nel formato quadrotto e nella grafica modernissima, a tratti futur-costruttivista, di Daniele Crespi. -- Il presente quaderno ospita il lungo saggio del Generale Baldini (esperto di teoria e tattica militare che ebbe modo di mettersi in luce già durante la prima guerra mondiale) originariamente pubblicato nel numero di ottobre 1933 della rivista specialistica «Esercito e nazione», seguito da una coda integrativa apparsa nel maggio ’34 sul «Giornale d’Italia». Nelle pagine paratestuali, stampate su leggera carta colorata, articoli degli abituali redattori dei «Quaderni»: Bernasconi (Creare forze antiborghesi), Ernesto Marchiandi (segnato come co-direttore, firma «Elementi per la rivoluzione continua»), Edgardo Sulis (Da guerriero a soldato), Manlio Pompei, V. Branzoli-Zappi, P.M. Bardi (L’architettura delle caserme), Guglielmo Scalise, Amedeo Tosti, Nino Guglielmi, Ugo Manunta (L’utopia del salario giusto), Eugenio Morosini.
In 4 (cm 25 x 30 circa), pp. (28) con 98 tavole con riproduzioni fotografiche perlopiu' in bianco/nero e 1 tavola ripiegata. Legatura editoriale in iuta grezza (leggero alone al margine interno del piatto anteriore, un paio di parole dell'introduzione sottolineate con matita colorata, ma buon esemplare nel complesso). Testi introduttivi in italiano/inglese/tedesco/francese di Corrado Puccetti (direttore generale dell'OND dal 1935 al 1939) e di Leonardo A. Spagnoli (direttore della mostra). Poco comune pubblicazione con bell'apparato iconografico della prima mostra del Dopolavoro organizzata presso il Circo Massimo e tenutasi da maggio ad agosto 1938. La mostra fu fortemente voluta da Achille Starace, segretario del P. N. F., e organizzata e gestita direttamente dall'Opera Nazionale Dopolavoro che decise di affidarne l'organizzazione artistica a Cipriano Efisio Oppo, gia' responsabile artistico della Mostra della Rivoluzione Fascista del 1932 e della Mostra delle Colonie estive tenutasi sempre al Circo Massimo nel 1937. Oppo sara' coadiuvato da Guerrini, Alfio Susini e dall'ingegnere Raffaello Lolli Ghetti. "Accanto alle strutture preesistenti, riadattate all'uopo, vengono realizzati un Villaggio Rustico (con l'esposizione, in apposite costruzioni in muratura, di cucine appartenenti alla tradizione italiana), su progetto di Puppo e Susini, uno stabilimento balneare dotato di tre piscine, ad opera di Annibale Vitellozzi, un'arena per le feste per manifestazioni sportive e spettacoli teatrali, disegnata da Claudio Longo, e una pista di pattinaggio; viene inoltre sistemato da Luigi Orestano un nuovo ingresso monumentale, contraddistinto dalla presenza di quattro enormi statue in gesso raffiguranti il lavoro, il teatro, lo sport, e la cultura, elementi cardine dell'organizzazione del Dopolavoro. Nonostante siano oltre cento gli artisti chiamati da Oppo a illustrare la vita e le opere dell'istituzione, stranamente l'esposizione trova scarso riscontro nelle riviste di architettura del tempo, che invece riservano ampio spazio alla successiva Mostra del Minerale. Franco Petrucci e' l'autore dell'allestimento del padiglione dell'organizzazione generale il cui vestibolo era arricchito da un pannello con una sintesi pittorico-plastica di Sironi" (Cristiana Volpi, "Il Palazzo delle Poste di Alessandria. Franco Petrucci architetto negli anni del regime"). Nel catalogo presente una tavola doppia in apertura con fotografia dell'ingresso monumentale, il pannello di Sironi, foto dei diversi padiglioni anche mediante la giustapposizione delle immagini mediante la tecnica del fotomontaggio, le piscine, immagini di folla, l'affresco di Gino Severini dal titolo "L'apoteosi del lavoro fascista", il padiglione del teatro, della musica, della cultura, immagini di gare sportive, l'arena delle feste, balli in abiti tradizionali nel villaggio rustico, la cucina romagnola, la cucina napoletana, il carretto romano che porta il vino dei Castelli, e molto altro.
Un volume broché de format in 8° de 176 pp.; jaquette illustrée; bande éditeur conservée. Jointe une photographie de 13,5x21 cm , dédicacée et signée par Fellini. Ensemble en très bel état. Voir photo.
Rarissima edizione originale. Perfetto esemplare. «Pamphlet di feroce tono antimonarchico» (Cammarota). In copertina la grafica «saBoia», e all’interno i capitoli «Umberto luogormaiscomodotenente», «Ministri poverissimi», «Sembravano stranezze», «L’intuizione crociana», «Vittorio Savoia il magnifico: anzi il prodigo» ecc. «Ah! maledetto nàno! Maledettissimo aborto! Ma nell’abisso hai gettata l’Italia invece, che ti aveva accolto e coronato Re! Ah! turpissimo omuncolo degenere, forse in quello stesso momento meditasti l’infamia e la mascherasti da stoica virtuosa veggenza!» (dalla conclusione). Cammarota, Futurismo, 441.26 (ma non indica la paginazione, segno che non ha potuto consultare un esemplare)
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito, completo della rarissima sovracoperta disegnata da Max Bill, molto ben conservata (minimi segni del tempo perimetrali; dorso brunito). Secondo libro pubblicato da Silone, nella traduzione non accreditata ma di Gritta Baerlocher. Grazie alle notizie che si leggono nel «Meridiano» curato da Falcetto, si apprende che il nucleo dell’opera era già pronto nell’estate del 1930, «scritto per i tedeschi e per una casa editrice di agitazione antifascista, com’è il Mopr-Verlag [...]» (p. 1541). Tra fine 1930 e maggio 1931 si profilò una più che concreta possibilità di pubblicarne una versione francese, modificata e arricchita, con le Éditions du Carrefour di Paul Nizam. Né l’edizione con la berlinese Mopr né quella con i parigini di Carrefour, sebbene entrambe in uno stadio già avanzato, ebbero poi seguito. Un anno dopo, fra il maggio e il giugno 1932, estratti del libro, con modifiche e aggiunte minori, apparvero come articoli autonomi sul mensile «Information», pubblicato proprio da Emil Oprecht, l’editore di «Fontamara» e il proprietario dell’Europa Verlag, sigla editoriale esplicitamente creata nel 1933 per la saggistica antifascista. Europa Verlag finalmente darà alle stampe il libro nel dicembre 1933 (ma con data 1934), facendolo annunciare da due anteprime pubblicate su «Die neue Weltbühne», periodico indipendente di orientamento socialista fondato e diretto da Willi Schlamm: il 14 settembre (II,37) e il 7 dicembre (II,59). Grafica editoriale e disegno della sovracoperta sono di Max Bill, come nel caso di «Fontamara»: qui però il maestro sceglie volutamente uno stile più classico a impaginazione centrata, dominato dal nero sia sulla tela che sulla sovracoperta, rivestendo il libro dello stesso colore e stile del soggetto trattato. -- Silone non ritenne che fosse utile dare di quest’opera una versione italiana (è stato pubblicato solo nel 1992 da SugarCo, quindi nel 2002 da Mondadori, ma sempre in traduzione italiana dal tedesco), essendo nel frattempo tornato sull’argomento con un taglio più letterario in «La scuola dei dittatori» (1938): «A parer nostro [...] l’interesse del saggio non si riduce a questo. Lo scrittore vi ha applicato e portato alle ultime conseguenze la tecnica dei reperti di partito, fino a toccarne i limiti. In tal senso il libro esaspera e conchiude un’esperienza espressiva di Silone saggista e polemista, cioè quella partitica, e ne apre un’altra: la metodologia è ancora marxista, ma l’informa una necessità d’approfondimento già sganciata da schemi pregiudiziali. È un lavoro di indagine, che precede e prepara la creazione di “La scuola dei dittatori», senza che quest’ultima però gli tolga il suo significato» (D’Eramo, p. 127). Voigt, Silone e la stampa tedesca dell’esilio, p. 132 n. 2 e passim; Falcetto (cur.), Silone: Romanzi e saggi 1927-1944 (I Meridiani), pp. 1541-s; D’Eramo, Ignazio Silone (Roma 2014), pp. 127-131
Album fotografico oblungo, cm. 26x36, piena pelle con decori a secco e sbalzo, leg. con cordoncino. L'album è composto da 16 cc contenenti 15 fotografie (cm. 18x23). Sulla prima p. dedicatoria manoscritta (inchiostro bianco): "Fascisti e popolo di Ponteginori Offrono al R. Provveditore agli studi insieme all'espressione della loro riconoscenza e devozione. 9 Ottobre XVI. Il Segretario Politico ..". Ogni foto è accompagnata da didascalia manoscritta: "Aspetti dello schieramento delle organizzazioni"; "La fanfara delle cc.nn. di Solvay Rosignano"; "L'arrivo dell'autorità"; "La benedizione della Casa Littoria"; "Durante il rito dell'Alza Bandiera .."; "Parla il Segretario Federale; "Il Segretario Politico legge la relazione ..."; "La benedizione dei gagliardetti del Fascio Femminile, Giovani Fasciste e Massaie Rurali"; "Il Direttore generale della Solvay premia i dipendenti che hanno compiuto 25 anni di servizio"; "Le autorità fra gli ex combattenti"; "Dopo la visita ai locali"; "Le autorità si recano ad iniziare i lavori di costruzione della scuola"; "Il R. Provveditore agli studi dà il primo colpo di piccone per lo scavo delle fondazioni del nuovo edificio scolastico"; "Il lato ovest della Casa del Fascio". Ben conservato.
Edizione originale. CON DEDICA Straordinaria copia d’associazione: l’esemplare di Remo Chiti, compagno di battaglie futuriste entro la compagine della cosiddetta “pattuglia azzurra” dei futuristi fiorentini animatori dell’«Italia futurista» (1916-1918), pregiato dalla dedica autografa dell’autore vergata in seconda di copertina: «A Remo Chiti con tanta amicizia | Arnaldo Ginna | Roma 3 Maggio 1933 - XI°-». Brossura e pagine leggermente e uniformemente brunite, come normale: un esemplare in più che buone condizioni di conservazione, quasi ottimo. «Il saggio di Ginna costituiva l’emblema della temperie in cui erano venuti a trovarsi i futuristi negli anni del fascismo maturo, tra incomprensioni, frustrazioni e speranze illusorie. La tesi portata avanti era quella della difesa dell’anima “di sinistra” del fascismo, di cui i futuristi si sentivano i principali interpreti […]. Ginna scriveva: “Purtroppo il concetto di reazione come base essenziale della rivoluzione fascista è quello più accreditato, è quello accettato dalla maggioranza dei gregari, i quali, figli di un movimento spirituale eminentemente innovatore e teso verso un ideale posto infinitamente lontano nell’avvenire, non ne vedono, di giorno in giorno, che le manifestazioni puramente materiali.” L’autore, schierandosi apertamente “contro i principi guerrafondai”, descriveva il movimento marinettiano come una grande corrente non solo artistica ma di pensiero, che rispondeva all’evoluzione stessa della psicologia delle masse. […] Il testo venne pubblicato anche a puntate su “Futurismo” di Mino Somenzi […] la prima puntata sul numero II/37 (21 maggio 1933), preceduta da questa nota: “-L’uomo futuro- di Arnaldo Ginna continua ad avere un successo ascendente, tanto da essere giù esaurita la prima edizione mentre si sta preparando una seconda italiana e una prima edizione in lingua tedesca.” […] Il testo continuava a puntate sui numeri seguenti: 38-39, 41-44 e 37/48 fino al 6 agosto 1933» (Salaris). Salaris, Marinetti editore, pp. 321-22 e n. 67; Cammarota, Futurismo, 237.9
Alba, Field Educational, 1996, in-folio (cm. 42 x 32) bella legatura in piena pelle nera con titoli argentati al piatto anteriore ed al dorso, sbalzo laminato in foglia di argento eseguito a mano al piatto anteriore, custodia in seta moire, pp. 379 con numerosissime illustrazioni fotografiche nel testo. Tiratura di 2999 copie numerate, il ns esemplare n. 417. Stato di nuovo.
Domenica Napoletana Anno I n°1-12-15-16-20 Anno II n°2-3 sett.le umoristico 1945 La Domenica Napoletana, fu un settimanale artistico-letterario umoristico musicale, stampato a Napoli. Il primo numero uscì il 12 agosto 1945, direttore responsabile Giuseppe Buonaiuto. Di questo raro giornale non abbiamo trovato riferimenti bibliografici Anno 1° primi 12 numeri usciti, seguono anno 1 numero 15 - 16 - 20, anno 2° numero 2 numero 3. In totale 17 numeri. Primi 12 numeri misure cm 43 X 32, i numeri anno I° numero 20. Anno II° numero 2 - 3 misure cm 49 x 35, anno I° numero 16 misure cm. 40,5 x 30. Discrete condizioni generali, i numeri da 1 a 12 più 15 e 16, hanno qualche piccolo strappo e manca ai margini alcune fioriture leggere a volte diffuse Ma che non disturbano la lettura. I numeri dall' 1 al 15 numero pagine 8, il numero 16 uscì in formato ridotto e con 6 pagine a causa della carenza della carta come descritto nel giornale stesso. Anno 1 numero 20, strappi e mancanze, massimo di cm 3, leggere ma diffuse fioriture su tutte le pagine, numero pagine 6. Anno II numero 2, precarie condizioni, un grosso strappo di circa 15 cm al margine destro di tutte le pagine strappi e mancanze ai margini mancanza di circa 5 cm all'angolo inferiore destro della prima pagina, numero pagine 4. Anno II numero 3, discrete condizioni strappi e mancanze ai margini, massimo di cm. 3, numero pagine 4.
Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1940-XVIII E.F. - 1943-XXI E.F., voll. 2 + 1 fascicolo, in-4, copertine fittizie, in cui sono raccolti c. 440 fogli (stampati prevalentemente al recto). I fogli con firma a stampa del Segretario del P.N.F. Starace (poi Vidussoni) contenengono varie disposizioni in materia di: adunanze di popolo, celebrazioni, nomine ufficiali, concorsi, cerimonie inaugurali di manifestazioni, corsi di formazione all'interno delle organizzazioni fasciste, assegnazioni di premi ai Littoriali, Befana fascista, ispezioni alle colonie, disciplina dei mercati alimentari e dei prezzi, citazioni per i caduti in combattimento...
Edizione originale. Ottimo esemplare, ex libris alla prima carta. Rarissimo libello autopubblicato; celebra l’«Ala azzurra» in occasione del conferimento della medaglia d’oro all’Arma aeronautica il 1° giugno 1936. Ambrosi pubblica «L’artefice dell’Ala fascista [o: Ritratto fisico-psichico del Duce]», «Bombardamento aereo in A.O.», «Il volo su Vienna», «Madonna di Loreto», «Crociera del Decennale [o: Seconda crociera atlantica]». Solo tre esemplari in Iccu; uno in Oclc (NYPL). Cammarota, Futurismo, 210.1