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Roma, 1926, A. IV, n° 1/12, rilegata in-4to mezza pelle, titolo in oro al dorso, bellissime cop. a colori (Depero, ecc.) annata completa dei 12 fascicoli di, pp. 96 cad. complet. ill. Un mito quasi, tra tutte le pur belle riviste, graficamente, del periodo.
Milano, Italica Editoriale, (1935) imperial folio (cm. 37,5 x 51,5) tre parti rilegatte in un unico volume tutta tela verde scuro con incisione e titolo in oro al piatto anteriore (un po’ stinto), pp. 64 + 256 + 120 + (12 di pubblicità in fine) del Peroli sono tutte le centinaia di ritratti xilografici di personaggi e capitani d'industria dei tre libri : Inquadramento - L'industria dagli albori della storia alla modernità - Agricoltura, con decine di grandi tavole fotografiche (stabilimenti, maestranze, prodotti) l’opera infatti vuole essere un'esaltazione di personaggi ed industrie ed é corredato di numerosissime tavole fotografiche illustranti le varie attività descritte. Edizione numerata di 2500 copie : n. 1853. Importantissima documentazione dell'Italia produttiva dell'epoca. Unito il fascicolo: Viri ac res è venuto alla luce. Praefatio. In-folio, pp. (8). Libretto di presentazione dell'opera.
Torino, Societa? Anonima Tipografico Editrice Torinese, 1941. 4to (cm.33,5x23,5), brossura editoriale (mende al dorso e al margine inferiore dei piatti), pp. 96 riccamente illustrate con bellissime fotografie in nero.. Nelle ultime pagg. spellature al marg. sup. bianco con mende in una carta ma complessivamente buon es. considerata anche l’assoluta rarita? di questa opera. Testo in italiano ed in tedesco. Ricca documentazione fotografica delle attivita? sociali della Fiat per la formazione e l’assistenza degli operai, le scuole professionali, il dopolavoro, le attivita? sportive, le colonie estive. L’opera mette in evidenza il contributo delle Officine torinesi all’industria bellica, in perfetta sintonia con il Regime ed il fronte bellico italo-tedesco; significativa le foto della “gioventu? hitleriana in visita ai reparti specializzati Fiat” e la traduzione a fronte proprio in lingua tedesca. Probabilmente questo volume ha seguito le sorti delle tante opere “fascistissime”, divenute imbarazzanti e fatte sparire con il vento nuovo del dopoguerra; inoltre le vicende belliche hanno provveduto di per se a non facilitarne l conservazione. Non risulta presente nel mercato librario almeno degli ultimi trent’anni e soltanto un esemplare e? censito nelle biblioteche pubbliche italiane.
Prima serie completa nn. 1-9 e 11 (il 10 mai pubblicato). Fascicoli in ottimo stato di conservazione, da segnalare solo minima fioritura al primo numero. IL 4 febbraio 1920 appare il numero I,1 del «Bollettino ufficiale» del Comando di Fiume d’Italia, con lo scopo principale di fare informazione e controinformazione: diffondere ai sostenitori e «agli avversari di buona fede» gli atti del Comando, e contrastare la campagna di denigrazione messa in campo dai nemici della causa fiumana. Il bollettino, che inizialmente appare con cadenza poco meno che quotidiana e via via si attesta tra il settimanale e il decadale, diventa uno strumento essenziale per registrare nel dettaglio le vicende dell’occupazione. Il suo successo fu tale che, nel maggio 1920, si provvide a stamparne una «prima serie» che ripercorre gli atti salienti del 1919: ne escono 10 fascicoli (l’ultimo erroneamente numerato «11») con l’indicazione di «prima serie» tra parentesi a seguire il numero, datati dal 12 settembre (marcia di Ronchi) al 25 ottobre. Salaris, Alla festa della rivoluzione (Bologna 2002); L’Arengario S.B., La città inquieta e diversa (2019), nn. 45-48, 60, 67; Guabello, Raccolta dannunziana, n. XXXXXX-; Gerra, L’impresa di Fiume, XXXXXX
Manifesto originale. Ottime condizioni. Atto fondativo del Movimento internazionale d’arte e cultura «L’Oceanica», che darà poi luogo all’omonimo quindicinale (breve ed esplosiva esperienza dell’inizio del 1921) — cui più strettamente il volantino stampato in rosso prelude. Prepotente e raffinato appello anti-borghese, anti-mercantilistico e anti-scientista in favore del recupero di un «sentimento oceanico della nostra umanità», passioni forti e senso dell’infinito, della tragedia della vita e della morte, del fatalismo e di una religiosità ‘umana’, primitivismo (parole chiave, non ben comprensibili ma piuttosto evocative, sono: unità vs. sgretolamento, generale vs. particolare, grandioso vs. utile etc.). Strutturato come un manifesto futurista, se ne discosta per l’impostazione (tipo)grafica che ai titoloni oppone un’intestazione più che dimessa, in corpo piccolo pari a quello del testo e tutto minuscolo. In ultima pagina un breve testo in francese «Nous disons aux etrangers» — dove si rivendica l’italianità di oggi contro quella del passato, si rifiuta il modello Parigi così come quello di Berlino e si lancia l’Ocanismo con copyright italiano contro le possibili imitazioni europee — e l’appello per le adesioni. Insieme un volantino sottomisura (cm 17 x 24,8) stampato solo recto in rosso, dall’incipit «FINITELA, BUFFONI!».
Prima edizione. Esemplare uniformemente brunito al piatto superiore, con traccia di rimozione d’antica etichetta; per il resto ottimo. Plaquette molto rara: manca per esempio ai regesti storici di Claudia Salaris e alla stragrande maggioranza della letteratura specialistica dedicata al futurismo, compreso il Dizionario del futurismo; è censita in sole quattro copie in ICCU. È una delle ultimissime pubblicazioni sotto l’insegna delle Edizioni futuriste di «Poesia». Raccoglie nove «aeropoesie» di guerra, con spunti paroliberi, a opera di questo effimero gruppo di ventenni presi da entusiasmo fascista e futurista e radunati all’insegna della città etiope Gondar e del motto «lo riprenderemo», riferito all’«impero» in Africa orientale (di cui Gondar era capitale) definitivamente perso dopo la battaglia di Amba Alagi nel novembre 1941. Il leader dell’effimero gruppo è Silvio Labella, che chiude il fascicolo con il manifesto «Come e perché è nato il Gruppo futurista romano “Gondar”». Amedeo d’Aosta, viceré d’Etiopia e — pur nella sconfitta — eroico leader ad Amba Alagi, era morto di malattia il 3 marzo 1942 prigioniero nell’ospedale militare inglese di Nairobi. «Il Gruppo romano futurista Gondar “Lo riprenderemo” è composto dei ventenni paroliberi aeropoeti aeropoetesse aeropittori aeromusicisti futuristi Silvio Labella, animatore, Gino Celli, Antonio Chiocchio, Renato Di Nicola, Vanda Macrini, Ernesto Picilocchi, Giovanni Menichino, Tullio Previtera, Ugo Piccone, Anna Maria Leoli, Paola Conti, Eugenio De Vita, Edoardo Colonelli, Marcello Giampaoli» (da p. [2]). Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv. n. 87
In 4, pp. 188 con 9 tavole f. t. stampate su carta pesante e altre tavole piu' volte ripiegate inserite nella numerazione. Centinaia di illustrazioni fotografiche e fotomontaggi. Brossura editoriale illustrata opera di Bruno Munari. Importante numero della rivista diretta da Manlio Morgagni, presenta una importante serie di tavole (7 illustrate al recto e al verso), opera di Bruno Munari, costruite attraverso l'ingrandimento fotografico di particolari (tessuti, grano ecc.). Di particolare interesse l'articolo dedicato alle opere assistenziali della Marzotto, alla XVII fiera di Milano (3 fotografie illustrano rilievi plastici di notevole importanza (Prampolini?, una tavola ripiegata (cm 69 x 33) che riporta un importante pannello propagandistico contro le sanzioni. Altre immagini di notevole interesse sono quelle che illustrano i prodotti tessili della Snia Viscosa, della Fiat (Sironi) e il padiglione dell'ottica. Il taglio generale dell'impaginazione lascia comunque presupporre un intervento 'munariano' nella composizione del volume (vedi la tavola doppia dedicata all'O.N.B.).
Prima edizione in volume. Ottimo esemplare. Rarissimo opuscolo che stampa due saggi apparsi sulla rivista «Monarchia» nel 1956, ripubblicati su autorizzazione dello stesso Evola; «Mistica della monarchia» era apparso ad aprile sul primo numero del periodico, «La monarchia e la camera alta» nel secondo (ed ultimo) a maggio - giugno. Lo stesso Evola scrisse che «della rivista, cui diedi volentieri il mio aiuto, non uscì che un paio di numeri, perché essa si trovò dinanzi a un dilemma: tenersi alla linea fissata, senza deflettere, e allora non ottenere finanziamenti; ovvero ottenere finanziamenti, ed allora passare al servigio di interessi di politicanti» («Il cammino del cinabro», Scheiwiller, Milano, 1963, pagina 69). Presente in sole 3 biblioteche nel catalogo SBN, compare estremamente raramente sul mercato.
Edizione originale. Esemplare 75 di 497 numerati, in più che buone condizioni (sfrangiature marginali alla brossura, piccola mancanza non deturpante alla testa del piatto anteriore, dorso leggermente abraso; piccole tracce di sporco all’ultima carta, altrimenti interno ottimo, privo di particolari difetti da segnalare) Rara placchetta tirata in complessivi 500 esemplari numerati a macchina, di cui i primi tre su carta diversa. Prima pubblicazione encomiastica di Govoni indirizzata al capo del fascismo, la suite del «Saluto a Mussolini» era apparsa in anteprima sul «Corriere padano» del 25 settembre 1931. Pochi mesi dopo, il poeta ne prepara due edizioni quasi contemporanee: una placchetta in formato grande legata a filo esterno, stampata dalla tipografia «Sapientia» di Roma, e questo libretto in poche copie numerate presso l’insegna «Al Tempo della Fortuna», un sodalizio editoriale «di alcune personalità» (p. [21]) animato principalmente da Girolamo Comi, che pubblica tra 1929 e 1935 diversi libri di poesia di autori quali Onofri e Moscardelli. Prima di riapparire in apertura del «Poema di Mussolini», stampato in soli cinquanta esemplari nel 1937, il «Saluto» fece tempo a essere ricompreso nella raccolta «Il Flauto magico», stampata sempre nel 1932 «Al Tempo della Fortuna», ma in novembre. Cammarota, Futurismo, 249.21; Iannaccone, Suppliche al Duce: documentazione inedita sui rapporti tra il poeta Corrado Govoni e Mussolini (Milano 2002)
Seconda edizione aumentata. CON DEDICA Straordinario esemplare donato «Al dopolavoro del Rex | Vittoria Contini Bonacossi | 5 Maggio 1937»; Vittoria fu la moglie di Alessandro Contini Bonacossi, manager della «Chicago Chemical Works» e rinomato mercante d’arte. In più che buone condizioni di conservazione, con leggeri segni d’usura perimetrale alla copertina e alcune tracce di sporco all’interno (apparentemente impronte di dita inchiostrate), ma complessivamente pulito. «Una favola vera» fu pubblicato per la prima volta nel 1933 come libro illustrato per l’infanzia che racconta la storia del fascismo in toni favolistici. La vera forza del libro risiede tuttavia nelle splendide tavole di Anna Maria Tommasini (1901-1987), sorella maggiore del trio artistico composto da Tina, di un anno più grande, e Nino, il minore. Questa seconda edizione aumentata è molto interessante poiché fu prodotta nel 1937 con una sezione interamente nuova, posta dopo pagina 26, ad aggiornare la «favola» del fascismo con la conquista dell’Etiopia e la creazione dell’Impero. Anche la copertina fu completamente rinnovata, ricorrendo ai pennelli di Tina Tommasini che crea una notevole vista geografica dall’alto dell’«Impero».
Due vol. in-4° di pp. da 96 a 120 in media a numero con alcune tav. f.t. e moltissime foto e dis. n.t. Legature in mezza tela diffrenti e parzialmente allentare; alcume pag. con tracce d'uso. Nel complesso in buono stato.
Prima edizione. CON DEDICA Straordinario esemplare: la copia di F.T. Marinetti, con bella dedica autografa dell’autore vergata in grande alla prima carta, in grafite: «Al mio grande amico grande F.T. Marinetti | Umberto Notari». Fisiologici segni del tempo data la qualità economica dell’edizione (uniforme brunitura e lievi pieghe ai bordi, con minime lacerazioni senza perdite, lontane dal testo). Rarissimo (otto copie in Iccu, ma tutte in biblioteche specialistiche, cui Oclc aggiunge le sole copie di Stanford e Oxford). Prima raccolta in volume degli articoli uscitii sull’«Ambrosiano» tra l’agosto e il settembre 1924, a proposito delle tensioni tra Luigi Albertini e il dittatore fascista. Secondo Arrigo Cajumi si trattò di una «gaffe» che non migliorò la già non buona impressione che Mussoline aveva di Notari (Colori e veleni, p. 307).
Rilegato in canapone grezzo - 26x31 - DEDICA IN FRONTESPIZIO AUTOGRAFA DI RENATO RICCI - con 39 tavole (anche ripiegate) fuori teto (tavola 20 staccata ma presente) e oltre 140 pagine di illustrazioni in appendice - edizione a cura della Presidenza Centrale dell'Opera Balilla. alcuni tratti a matita ai bordi e dorso con leggera lacerazione in basso
Edizione originale. Minima mancanza all’angolino alto esterno; qualche sfrangiatura perimetrale e principio di distacco al bordo esterno della piegatura orizzontale. Nel complesso un fragile reperto molto ben conservato. Rarissimo bifolio sciolto di «edizione straordinaria», quasi sempre mancante alle collezioni della rivista. Nel luglio 1931 si assiste a una levata di scudi anticlericale da parte delle frange più inquiete del fascismo — i cosiddetti fascisti ‘di sinistra’ o ‘antiborghesi’ — in risposta alla dura enciclica «Non abbiamo bisogno», promulgata il 29 giugno da Papa Pio XI. Il Papa reagiva a sua volta all’offensiva del governo fascista che in maggio aveva approvato un decreto volto a proibire le associazioni cattoliche, in particolare Azione cattolica. Il gruppo che gravitava attorno all’«Impero» di Settimelli e appunto all’«Universale» di Berto Ricci pubblicò diversi pamphlet dando sfogo a tutto il tradizionale anticlericalismo delle frange estreme, che aveva le sue origini nel sindacalismo rivoluzionario dei primi del Novecento. Ricci, Lo scrittore italiano, pp. 73-78
Roma, 1938, foto in nero di cm. 24 x 18 con didascalie dattiloscritte su foglietti applicati al retro (stati del terrno, cave di pozzolana (Anfiteatro Rocchi), lavori di sbancamento, Palazzo degli uffici stato dei lavori al 7/7/38, veduta aerea planimetrica dell' E42, veduta aerea di Roma e della Zona EUR, plastico dell'espansione di Roma al mare. Tutti con al retro la sigla C.V.T. (Carlo Vittorio Testi). Unita un cartolina postale dell'EUR del 1954, viaggiata.
LEGATURA EDITORIALE CARTONATA ILLUSTRATA CON DORSO IN MEZZA PERGAMENA, RISVOLTI CON M DI MUSSOLINI E SCRITTE VOLARE VOLERE VALORE, DARE ALI ALL'ITALIA E VOLARE. LA DEDICA DELLA CONTESSA CAPRONI E' ALLA SECONDA PAGINA. EDIZIONE DI SOLI 500 ESEMPLARI. BIBLIOGRAFIA DI GIUSEPPE BOFFITO CON AGGIUNTE DI PAOLO ARRIGONI. LE TAVOLE SONO 174 FRA CUI ALCUNE A COLORI numero pagine: 184 + 174 TAVOLE formato: 40.5X33 stato conservazione: BUONO, LIEVISSIME TRACCE D'USO IN COPERTINA
Milano, Edizioni Caesarea, 1926, Quaderno I, II, III, fascicoli di 30 pp. c.a cad. ril. nella brossura originale con dorsi Bellissima ed assai rara rivista, di alta qualità grafica.
Edizione originale di due racconti di Delfini. Usuali segni del tempo, nel complesso fascicoli integri e ben conservati. In questi due fascicoli appaiono per la prima volta due racconti di Antonio Delfini: rispettivamente «Passeggiata ossia divagazione» e «Fumo nei bagni». Tra le altre collaborazioni: Guandalini, Moscardelli, Beltramelli e Cavicchioli. Importante rivista culturale di carattere locale, caratterizzata da uno squisito disegno déco e da sapiente eleganza nella composizione degli interni. 2 voll.
Rara e imponente opera che illustra l’impegno quinquennale del regime fascista nella realizzazione, nella razionalizzazione urbanistica e monumentale della città di Napoli. Pubblicazione a cura dell’Alto Commissariato per la città e provincia. Napoli-ediz. Francesco Giannini, 1930 in 4° (cm. 28x36) pp. XV, 542 con centinaia di fotografie b.n. e piantine nel testo. Edizione fondamentale, corredata da accurate descrizioni delle opere realizzate e da notizie storiche, per conoscere la trasformazione e la costruzione di interi quartieri cittadini. Tra le opere esaminate: I nuovi Rioni (Vomero - Arenella, Materdei, Arenaccia orientale, Sannazzaro-Posillipo); Edifici per l’assistenza pubblica (Ospedali Cotugno, Gesù e Maria, Elena d’Aosta); Le nuove arterie stradali; La Funicolare centrale; Restauri ai monumenti e alle Chiese; Riordinamento e riassetto interno di Musei e Biblioteche; Edilizia scolastica e universitaria; Osservatorio vesuviano; Nuova sistemazione del R. Teatro San Carlo; Gli Acquedotti; I mercati; La costruzione di nuove banchine portuali e loro arredamenti. Brossura editoriale conservata. Legatura amatoriale coeva in mezza pl. con nervi e titoli in oro. Perfette condizioni.
Latta vintage originale (1928 circa) di cm. 25 x 40, a colori, in ottimo stato.
Manifesto litografico a colori di cm. 96 x 70, in eccellenti condizioni. Soldato cieco di guerra e decorato (Carlo Bersani) con mani protese.
Con una appendice polemica sulle reazioni di parte guelfa. Un volume (20,5 cm) di 160 pagine. Firma di possesso al titolo. Legatura moderna in tutta tela con tassello di titolo al dorso. Prima edizione, ormai rara, di quest'opera scritta alla vigilia, e contro, la conciliazione tra stato fascista e chiesa cattolica. Con la Conciliazione Evola vedeva spegnersi ogni aspettativa di possibile affermazione nell'Italia fascista di forme di spiritualità diverse dall'egemonia cristiano-cattolica. Critica serrata di tutti quei valori, miti e condizioni che, secondo Evola, stavano mitigando la volontà del fascismo di rinnovare la nazione e lo Stato, il suo voler essere "imperiale".
Novara, Istiturto geografico De Agostini, 1932, 4to cartonato originale, copertina illustrata a colori(di Calzavara, come altre illustrazioni nel testo) pp. VIII-296 con numerosissime tavole e cartine geografiche f.t. Bellissima e non comune opera sulle realizzazioni fasciste del primo decennio. .
Opera completa in 44 volumi. <br/> STATO: USATO, MOLTO BUONO.<br/> NOTE: timbri ex libris<br/> TITOLO: Opera omnia. Vol.I: Dagli inizi all'ultima sosta in Romagna (1 dicembre 1901- 5 febbraio 1909). Vol.II: Il periodo trentino verso la fondazione de "La Lotta di Classe" (6 febbraio 1909- 8 gennaio 1910). Vol.III: Dalla fondazione de "La Lotta di Classer" al primo complotto contro Mussolini (9 gennaio 1910- 6 maggio 1911). V
Edizione originale con réclame di «Der Fascismus» nelle pagine finali. Dorso lievemente angolato, elaborato ex libris al contropiatto anteriore (con firma di possesso «3 Marz 1937»), lievissima fioritura ai fogli di guardia; per il resto ottimo esemplare nella classica copertina «Fontamara | Roman | I. Silone». L’opera prima di Silone, composta a Davos dove l’autore risedeva in incognito per curare la tisi, divenne un clamoroso successo letterario e un caso editoriale: fu tradotta istantaneamente in ventisette lingue ed «ebbe un’enorme forza d’urto sull’opinione pubblica internazionale» (D’Eramo, p. 57). Più che decine di pamphlet politici, poté il romanzo allegorico antifascista di un comunista fresco di espulsione dal partito causa purga staliniana. -- Eppure, il percorso alla pubblicazione fu costellato di rifiuti e pareri negativi, provenienti soprattutto dal circuito dei fuoriusciti italiani: furono invece gli amici svizzeri di lingua tedesca ad apprezzare il romanzo e sostenerne la prima edizione, che avvenne a Zurigo nella traduzione di Nettie Sutro, sotto le insegne di «un commissionario che firma come editore» (ivi, p. 60), Oprecht & Helbing, nel 1933. -- Dopo una prima tiratura di 2000 copie nell’aprile 1933 (in parte emessa sotto l’insegna dell’«Universum-Bücherei» di Basilea), verso la fine dell’anno Oprecht & Helbling procurò la presente ristampa, con aggiunte in fine quattro pagine di presentazione dell’«imminente» «Fascismus»: «Der Fascismus» uscirà con data 1934 già sotto la nuova sigla editoriale «Europa Verlag», nel frattempo creata ad hoc da Emil Oprecht sulla scia del successo di «Fontamara». D’Eramo, Ignazio Silone (Roma 2014), pp. 58-66; Moloney, Nettie Sutro’s German Translation of Silone’s Fontamara (Modern Language Review 91:4, pp. 878-85)