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[Macchiavelli-Politica] (cm.25,3) ottima mz. pergamena antica ben restaurata.-- cc. 22 nn., pp. 294, cc. 8 nn. + c. 1 bianca. Stemma di Clemente VIII al titolo. Fregi e capilettera in xilografia. Edizione originale rara (tiratura con data 1594 in fine) opera molto importante e aspramente critica contro le teorie del Macchiavelli. L' autore, storico e teologo, studiò a Perugia e a Roma dove conobbe San Filippo Neri. Nei suoi scritti: "Contra Pestilentia Machiavelli Scripta" evidenzia errori e contraddizioni di Macchiavelli e la falsità della sua tesi sulla decadenza dell' impero romano (Cfr. Panella A. "Gli Antimachiavellici" 1943 p. 65 ecc.). Per notizie sull' autore di Gubbio (1548-1610) vedi: Jacobilli "Biblioteca Umbriae" 259; * Mazzucchelli 1753-63 II 1933; * Villarosa "Scritt. Congr. Oratorio S. Filippo Neri" 1837 p.74. Qualche carta interna appena brunita ma esemplare molto bello, nitido a grandi margini con barbe. Jacobilli non cita questa edizione particolare. * Adams B 2632; * Bm. Stc. 123; * Diz. Biogr. Italiani XIII 570; * Bozza "scrittori Politici" 82.[f64] Libro
Cinquecentina, della Nobiltà di Bologna di Francesco Amadi d'Agostino compresa nel suo specchio della nobiltà d'Europa Appresso Cristoforo Draconi, in Cremona 1588, cm 20,5x15,5, pp. [8]-172-[4], con alcuni capilettera xilografici, frontespizio con bella marca tipografica xilografica. Legatura d'epoca in cartoncino muto, con vecchia annotazione al margine sup. della brossura ant. Pagina 118 e ultima con integrazioni d'epoca di cognomi agli elenchi delle famiglie (vedi foto). Condizioni di conservazione Esemplare in buone condizioni con tracce d'uso, brossura con qualche marginale pieghetta e strappetto, tracce di precedenti applicazioni cartacee (vedi foto). Pochi minimi strappetti e mancanze alle cuffie. Interni buoni con alcune piccole lievi bruniture e aloni, a qualche pagina poche marginali ombre di gore, molto leggere, che non compromettono la lettura del testo, angoli di alcune pagine con minuscole pieghette o tracce di pieghette. Una piccola mancanza al frontespizio che interessa la marca tipografica. A causa di un errore tipografico le pp. 36-37 sono state nuovamente numerate 34-35, esemplare completo. Opera tra le più rare e importanti della storiografia bolognese del XVI° secolo. A due pagine integrazioni d'epoca di cognomi agli elenchi delle famiglie (vedi foto). SETT218.L20575 N
28027La Reolle, 1684. Deux tomes in-8 (250x195mm) en un volume relié en demie basane racinée, dos à nerfs ; (12) 16, 199, (11), 104, 2, 4 p. Quelques rousseurs, mouillures et trous de vers, mais etat intérieur correct. Ill. en noir. Frottements, manques de cuir sur les mors, les coins et les coiffes. Rare édition en état correct.
Collezione completa. Tutto il pubblicato, dal n. 1 del 4 settembre 1848 al n. 233 (erroneamente segnato 234) del 2 luglio 1849. Pubblicato durante la rivoluzione romana, il Don Pirlone, quotidiano di taglio satirico, ebbe un enorme successo. In copertina, il motto “Intendami chi può, ch’i m’intend’io” è una dichiarazione d’intenti contro l’ipocrisia, così come la caricatura del benpensante disegnata da Gigli a Siena nel 1711. Le 234 belle tavole litografiche (anche a piena pagina) sono anonime, per evitare di esporre i disegnatori ad inchieste e persecuzioni. Nonostante l’opposizione dell’allora ministro dell’Interno del Governo pontificio, il Don Pirlone non cessò le pubblicazioni, e anzi, con la proclamazione della Repubblica Romana nel febbraio del 1849, seguì da vicino lo sviluppo delle turbolente vicende politiche del periodo, sempre con una vena satirica e irriverente. Il 2 luglio 1849 si stampò l’ultimo numero, e il giorno successivo le truppe francesi entrarono a Roma.
Edizione originale. Collezione scompleta: tutto il pubblicato del 1944 e del 1945, numeri 17, 18, 19, 20, 27 - 28 del 1946. 1947 e 1948 non presenti. Esemplari complessivamente in ottimo stato conservati in astucci e cofanetti protettivi. Rivista di «politica, arte, scienza» fondata nel settembre del 1944 a Roma, ovvero poco dopo la Liberazione della città nel giugno dello stesso anno. Diretto dalla scrittrice e partigiana Alba De Céspedes - voce di Radio Bari da dove, con il nome di battaglia “Clorinda”, invitava alla Resistenza chiedendo, in particolare, l’attiva partecipazione delle donne - , il mensile si presentò da subito come un contenitore di interventi politici, saggi e racconti di altissimo profilo e come un luogo di rinascita culturale e civile. Seppur segnata da frequenti difficoltà economiche e organizzative, nei suoi quattro anni di vita (dal settembre 1944 al marzo-giugno 19448) «Mercurio» ospitò le parole - solo per ricordare alcuni nomi - di Moravia, Montale, Ungaretti, Vittorini, Ginzburg, Silone o ancora di Hemingway e Sartre, nonché le illustrazioni di Guttuso, Vedova, De Pisis, Carrà, Birolli, Manzù... Da segnalare i numeri speciali, a partire da quello del dicembre 1944 dedicato alle sofferenze e alla resistenza dell’Italia ancora occupata, con contributi, tra i tanti, della stessa De Céspedes, di Pratolini, Debenedetti, Natalia Ginzburg, Moravia, Montale e illustrazioni di Bartolini, Gentilini, Guttuso, Leoncillo, Scialoja. Un numero analogo comparirà nel dicembre 1945 per celebrare la lotta di Liberazione.
1830WOC-1130Contient: 1-ALEXANDRE DE LABORDE: Au Roi et aux Chambres, sur les véritables causes de la Rupture avec Alger et sur l'Expédition qui se prépare. Paris, Chez Truchy, Libraire, 1830. Ornée de 2 plans (Environs d'Alger et Plan d'Alger). VI,111 pages. 1bis:Pièces à l'Appui; LV pages. 2- De la Domination Française en Afrique, et des Principales questions que fait Naitre l'Occupation de ce Pays. Paris,Imp-Lib. De Dondey-Dupré Père et fils, 1832. 154 pages. 3 -J.M.H.B: Itinéraire du Royaume d'Alger, Comprenant: La Description des Villes, Villages, Bourgades, Tribus sujettes et indépendantes, Ruines, Antiquités, Rivières, Ruisseaux, Montagnes, Curiosités naturelles; des détails sur les Moeurs et Superstitions locales, le Climat, le Sol, le Gouvernement, la force militaire, les rapports avec les Chrétiens et les puissances chrétiennes, et un résumé de l'histoire de cette Régence depuis les Romains jusqu'à nos jours. Toulon, L. Laurent, Libraire-éditeur, sur le Port, 1830. 191 pages. 4:Notice sur le Mode de Gouvernement provisoirement établi dans Le Royaume D'Alger. Alger, le 1er janvier 1831. 32pages. 5 - J. ODOLANT-DESNOS: Possibilité de Coloniser ALGER ou Mémoire dans lequel on Démontre les Avantages Industriels que la Colonisation du Territoire d'Alger procurerait aux Cultivateurs et à la France. Paris, Chez G.-A. Dentu, Imprimeur-Libraire, 1831. 50 pages.
in-8, pp. XIV, 15-359, leg. coeva in pergamena, titolo su tassello al dorso. Apparsa in francese a Vienna nel 1792 (''De la liberté et de l'égalité des hommes...''), l'opera ebbe grande successo e vasta risonanza negli ambienti politici e culturali viennesi e fu subito tradotta in italiano dal principe Francesco Ruspoli, amico dell'autore. L'opera, che mutua ed abilmente utilizza idee di Montesquieu e risente del pensiero politico controrivoluzionario espresso dal Burke nelle sue ''Reflections on the Revolution in France'', fu scritta «per confutare le ''Massime francesi'', con il consueto proposito di incoraggiare e di appoggiare i sovrani d'Europa, nella loro crociata controrivoluzionaria, mobilitando l'opinione pubblica a loro sostegno...» (cfr. Diz. Biogr. Ital. IV, pp. 727-9). Il d'Ayala fu nobile siciliano, nato nel 1744, gesuita e poi famoso ed abile diplomatico. Opera di grande interesse socio-politico e di notevole rarità.. Melzi II, 127: De Backer-Sommervogel I, 710.2..
3 vol. in 1 tomo in-folio, solida leg. ottocentesca in m. pergamena ed angoli, piatti marmorizzati, titolo in oro su tassello al dorso, tagli spruzzati. Edizione non comune, che raccoglie le tre opere politiche di Carafa, apparse singolarmente nel 1687, 1690 e 1692. Libro primo: Il principe politico-cristiano cioe istruzione cristiana per i principi, e regnanti. Trattato primo [-secondo]. Il principe istrutto da' sentimenti cauati dalla Sacra Scrittura; pp. (12), 158, con 12 ritratti inc. in rame da Blondeau (manca il ritratto dell'A. in antiporta e una tavola f.t.). Libro secondo: L'ambasciadore politico-cristiano; pp. 10, 156, (manca una tavola f.t). Libro terzo: Scrutinio politico contro la falsa ragion di stato di Niccolo Macchiauelli. Opera... in cui si discuoprono, si detestano, e si riducono al douere, con esempi, ragioni, e sentenze di saui, gli errori, e gl'inganni promulgati nel di lui libro, intitolato: Il principe; pp. (12),134,(10), (manca una tavola f.t.). Notevoli sono sia la pregevolezza dell'edizione, curatissima a livello tipografico, con grandi iniziali ornate e figurate, testatine, finalini e bordura xilogr. che incornicia ogni pagina, sia il particolare luogo di stampa: a Mazzarino, di cui Carafa era marchese, l'A. fondò nel suo palazzo una tipografia, affidata a La Barbera, poi a Jean Van Berge, infine ad Ignazio Calabro, in cui impresse le sue opere (Fumagalli). Opera curiosa anche per la feroce invettiva contro Machiavelli nel terzo libro. Buon esemplare.. Fumagalli, p. 205-206..
Nella lettera Confalonieri si dispiace per un disguido che gli ha impedito di vedere l'amico Alessandro (si tratta certamente di A. Andryane figura di spicco della carboneria e anche lui imprigionato allo Spielberg). “Ancora una malintelligenza, mia buona amica; Alessandro venire in Parigi per vedermi ed io non vederlo! Basta, son pur disgraziato! Ecco i libri che ho d'Alessandro col picciolo dizionario che a lui pure appartiene. Non mi muoverò di casa tutt'oggi poiché pare che ciò v'agradi meglio che il venir io da voi [...]”.
in-4, ff. (8), 200- Leg. settec. p. perg., tit. e fregi oro al dorso. Marca tipogr. sul tit., fregi ed iniz. silogr., car. corsivo. Quarta edizione, in parte originale, essendovi stato aggiunto ''Del governo et amministratione del Regno di Napoli'' (inserito come libro XI), non compreso nelle precedenti edizioni. L'ultimo libro contiene, anche in quest'edizione, un sunto dell'Utopia di Thomas More. Opera d'interesse storico-politico che riguarda alcuni Stati italiani del tempo (Regno di Napoli, Stati della Chiesa, Rep. di Genova, Lucca e Venezia) e i principali Stati dell'Europa moderna, quali Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Svizzera, Polonia; vi si tratta anche di regni asiatici (Persia e Turchia) ed africani (Tunisi e Fez). Fr. Sansovino (Roma 1521 - Venezia 1583), figlio del famoso scultore ed architetto Jacopo, fu stampatore, poligrafo e traduttore dal greco e dal latino. Esempl. puro (due lievi restauri marginali ed un timbro al front.).. .
18114428234 pp. manuscrites rédigées par Walckenaer, 2 pp. par Dentu et 2 pp. d'un auteur inconnu (nom indéchiffrable) Descriptif complet fourni sur demande : 1 L.A.S. du Libraire Gabriel Dentu datée du 29 Avril 1811, 2 pp. [copie par lui-même ou projet de lettre adressées à l'Empereur Napoléon Ier ] "Sire, Permettez à l'un de vos sujets de réclamer votre attention sur une affaire d'un genre tout à fait nouveau dans la République des Lettres. Le nommé Malte-Brun, Danois, accueilli en France, n'a reconnu cette hospitalité qu'en insultant les Savans français et en les dépouillant des fruits de leurs travaux. J'ai réuni dans le petit ouvrage que je remets à Votre Majesté les preuves irrécusables des nombreux plagiats de cet étranger. Je demande à votre Majesté qu'elle veuille bien lui donner l'ordre que je puisse répondre aux attaques de cet homme, dans le Journal de l'Empire. Je saisis cette occasion pour remettre à votre Majesté un exemplaire d'une nouvelle édition des Poésies d'Officier : c'est le Chantre des Braves" ... "Agréez, Sire, les sentimens respectueux du plus fidèle et du plus dévoué de vos Sujets". / 1 L.A. par Walckenaer datée du 29 Mai 1811, 2 pp. avec adresse de Dentu Libraire, rue du Pont de Lodi n°3 : "J'irai voir Mr. de Vandebourg, c'est un homme aimable et franc que j'aime beaucoup, un véritable littérateur". ... "J'espère peu de M. Guizot - voici pourquoi : il est l'entrepreneur d'une Journal d'éducation qui commence, il a besoin du Journal des Débats. Voilà la cause de la résistance que vous éprouvez dans M. Etienne. ... Mais c'est égal, réimprimez votre brochure et répandez là, elle fera tête à tous les journaux et les discréditera parce que les journaux des départements et les journaux étrangers seront pour vous. ... Il est vrai que pour faire tranquillement ma Turquie je pense à aller passer sept ou huit jours à la campagne... " / 1 L.A. par Walckenaer adressée à Monsieur Dentu, s.d., 2 pp. : "Vous êtes un étourdi et je vous renvoye encore la copie de l'Empire Birman que vous aviez pris hier. Il y a plus de trois semaines que je vous ai observé qu'il y avait une lacune. C'est probablement les feuillets moeurs langues que Mr. Langles aura gardé" ... "Je suis désolé de l'affaire de St **** une gazette aussi ridicule et un rédacteur qui l'est autant ne peut que relever votre ennemi et vous faire du tort, ainsi qu'à votre cause. Malte Brun sera enchanté de telles attaques et fera de jolies plaisanteries. Je crois à toutes les bontés du ministre pour vous excepter à celle de vous ouvrir une seule fois [ souligné ] le Journal de l'Empire, voilà bien pourquoi je me garderai bien de perdre mon tems à préparer une réponse. ... Qu'on nous ouvre seulement tous les autres journaux pour réponses, répliques et répliques de répliques ... sera beaucoup". / 1 document de 6 pp. manuscrites par Walckenaer, s.d. intitulé : "Suite du tableau des nouveaux plagiats de Malte-Brun". Document divisé en deux colonnes opposant le T. 3 du "Précis de la Géographie Universelle de Malte-Brun" au T. 5 de la traduction française de Pinkerton dans l'édition de 1804. Walckenaer y relève notamment un passage de Malte-Brun le mettant lui-même en cause pour une traduction trop ingénieuse et il commente en regard : "tout cela paraît bien curieux à imprimer". / Importante L.A. de 2 pp. et 2 lignes par Walckenaer, s.d. : "Etant aussi peu aidé que vous l'êtes par les journaux, il n'y a pas de doutes que votre brochure ne sera pas assez répandue" ... "Non seulement votre idée pour l'Empereur est bonne mais vous devriez faire une pétition au Grand Maître de l'Université pour obtenir un règlement qui exclut les écoles des livres où le plagiat est ainsi aussi évidemment constaté. Au ministre de la Police pour qu'il écrive aux Journaux de ne pas faire l'éloge de pareils livres" ... "Au Ministre de la Justice et à la Commission du Sénat pour la liberté de la Presse pour solliciter une loi à ce sujet"... "N'oubliez pas d'en envoyer à Biquet deux exempl. Tous ceux qui aiment la géographie vont chez lui. Envoyez en aussi à Monsieur le Comte Estève, à M. Daru et au Grand Chambellan qui a le département de la Bibliothèque dans la maison de l'Empereur. N'oubliez pas le Prince Berthier et sa soeur qui demeure rue Royale n° 3. Envoyez en aussi à De Wailly les autres proviseurs et les chefs de maison d'éducation à Paris. / 1 document autographe de 6 pp. par Walckenaer, s.d. intitulé : "Projet de pétition pour le Ministre de la Police". "Excellence, un des plus grands bienfaits de votre ministère est de prévenir, de punir, et d'arrêter les délits ténébreux que les lois n'ont point prévues. Qu'il me soit dont permis de dénoncer à votre Excellence un brigandage auquel elle peut seule mettre un terme..." ... "Voici les faits : Le Sieur Malte-Brun, danois, depuis six ans copie des pages et des volumes entiers d'un ouvrage que j'ai acquis et que j'ai payé. Il en a fait d'anciens ouvrages qu'il a vendu à un librairie nommé Tardieu. Il en a composé encore très rapidement et très facilement un nouvel ouvrage qu'il a vendu au Sieur Buisson. Ces fragments de livres réimprimés dans un ordre différent sont vantés dans le Journal de l'Empire et dans tous les autres journaux. L'ouvrage original au contraire, qui a été payé par moi très cher est critiqué presque tous les jours avec acharnement et ceux qui y ont travaillé sont non seulement critiqués mais même mentionnés avec des termes injurieux et méprisants. Et cependant, ce sont des Membres de l'Institut et d'autres gens de lettres aussi recommandables par leur moralité que par leurs talents". ... "Je suis ruiné pour avoir été utile à mon pays en dénonçant des délits également nuisibles à la gloire nationale..." ... "Je demande donc à Votre Excellence justice pour le passé et protection pour l'avenir". / 1 document autographe de 4 pp. par Walckenaer, s.d., [ Brouillon de lettre à Son Excellence le Duc de Rovigo, Ministre de la Police Générale ] / 1 document autographe de 4 pp. in-4 par Walckenaer : [ brouillon de lettre à une Excellence anonyme, peut-être Charles-Guillaume Etienne, Censeur général de la Police et Rédacteur du Journal de l'Empire : "Voilà ce que j'ai griffonné. Votre brochure fait effet, ne vous découragez pas. ... N'oubliez pas M. de Fortia rue de la Rochefoucauld. ... et François de Neufchateau, mon voisin..." ] "Excellence, on s'est armé d'une de vos décisions pour exclure de toutes les institutions publiques un livre qui leur avait été précédemment recommandé, mais on avoulu chercher à le flétrir sous le prétexte qu'il était désapprouvé par vous dont l'opinion est si importante et exerce un si grand empire sur tous ceux qui cultivent les lettres".... etc. / 1 L.A. par Walckenaer, s.d., 1 p. avec adresse de Dentu Libraire, rue du Pont de Lodi n°3 : "Je vous envoye votre brouillon de lettre au ministre. Vous ferez très bien d'écrire toutes ces lettres ou pétitions et de les faire appuyer. Mais tout le monde dit que pour une chose aussi bien faite et aussi décisive vous ne l'avez pas tiré en assez grand nombre et que vous n'avez pas assez répandu cela". Lettre faisant manifestement référence à l'un des brouillons décrit ci-dessus. / 1 L.A. par Walckenaer, s.d., 1 p. in-folio adressé à Dentu :"Tout le monde est d'avis, et surtout Monsieur de Se [ Sevelinges ] que vous adressiez des pétitions aux ministres et surtout à celui de la police et à celui de la justice." ... Ne vous endormez pas auprès des puissans. Tâchez s'il est possible de gagner M.r Ett. le censeur des Débats. Consultez vos almanacs pour voir si vous n'avez pas oublié d'envoyer à de certains personnes qui l'attendent lorsque d'autres du même corps ou du même rang en ont reçu"... / 1 L.A. par Walckenaer, s.d., 2 p. in-folio adressé à Monsieur Dentu Imprimeur Librairie rue du Pont de Lodi : "Ne perdez pas un instant. Ditez que si vous n'avez pas réclamé plut tôt, cela vient de ma répugnance à cet égard. Plaignez vous de moi comme un homme apathique pour tout autre choe que pour le travail et ne se souciant de rien de ce qui se passe hors de son cabinet."... / 1 L.A. par Walckenaer, s.d., 2 pp. in-12 adressé à Dentu : "Comme je ne travaille que pour vous et qu'il est instant que je finis votre abrégé, je croirai vous voler votre temps que de l'employer à une révision que tout autre peut faire mieux que moi" ... "En comparant avec le Pinkerton, il vous sera facile de trouver ces fautes. Je vous engage aussi à relever les corrections de l'errata .... comme Malte-Brun a copié un exemplaire de la première journée, ... on pourra ajouter peut-être ajouter à cela quelques petits mots où l'on observera cela ". / 1 document autographe de 3 pp. in-4 par Walckenaer : [ adressé à Dentu qu'il exhorte au combat ] : "Je vous renvoye la lettre d'Etienne et une réponse" [ voir ci-dessus ]. " ... ce qui me désole c'est que vous n'ayiez pas répandu déjà les six mille exemplaires". ... / 1 document autographe de 1 pp. in-4 par Walckenaer [ Projet de lettre pour les présidents des trois "Classes" de l'Institut, langue, histoire, beaux-arts ] / 1 lettre manuscrite d'auteur non identifié, 2 pp. 1/2, s.d., destinée aux Rédacteur du Journal de Paris : "Messieurs, Les deux lettres que je vous ai envoyées ont excité la bile de M. Malte-Brun et ont donné lieu de sa part à une réclamation insolente..."
Cm. 15,5, pp. 354. Solida ed elegante legatura ottocentesca in mezza pelle verde con piccole punte, dorso liscio con fregi in oro e titoli su tassello. Qualche piccolo forellino di tarlo marginale e lontano dal testo peraltro esemplare ben conservato, stampato su carta forte. Si tratta della rara edizione originale di questo classico dell'illuminismo trentino stilato dal trentino Carl'antonio Pilati di Tassullo. Per quest'opera fu condannato dall'Inquisizione, in quanto affermava che il malcostume italiano fosse da ascrivere alle conseguenze della Controriforma. Cfr. Melzi II, 444 e Venturi "Illuministi Italiani", III, 565.
Tre volumi di cm. 19,5, pp. (4) viii, 495 (1); (4) 478; (4) 480. Solida ed elegante legatura coeva in piena pelle, dorsi a nervi con titoli in oro. Dentelles interne, sguardie marmorizzate e tagli dorati. Bell’esemplare, in eccellente stato di conservazione. Alcune delel preliminari del primo volume sono legate nel terzo. Edizione originale, rara di un’opera di grande interesse storico ed economico. A testimonianza, le ristampe dell'anno successivo a Londra e a Francoforte in traduzione tedesca. D'Ancona: p. 60: “Il I vol. riguarda il regno di Napoli, il II Roma e lo Stato della Chiesa, il III Lucca, la Toscana, o per dir meglio Livorno, e poi Modena (ca. 120 pp.), Parma, Genova, la Corsica (30 pp.) e il Principato di Monaco. L'opera del Conte, poi cittadino Gorani milanese (Milano, 1740 - Ginevra, 1819), è di molta importanza, e meriterebbe di essere rimessa in onore, corredandola di opportune illustrazioni. Ci possono essere degli sbagli e dei giudizi men retti, dovuti alle opinioni giacobine dell'A., ma il fondo è veridico, e le notizie abbondanti e svariate.”. L'A. ebbe una vita avventurosa e ricca di incontri proficui e importanti: formatosi nella Milano dei Verri e dei Beccaria, combatté contro i Prussiani, da cui fu fatto prigioniero. In Germania ebbe modo di seguire delle lezioni di Kant e di apprezzare la figura di sovrano illuminato di Federico II. Dopo il ritorno in patria, intraprese un lungo viaggio che lo portò in giro per l'Italia, la Corsica, la Sardegna e poi l'oriente: Grecia, Impero turco e paesi balcanici. Fu poi in Spagna, Portogallo e infine Vienna, dove divenne funzionario di Maria Teresa, finché egli non espresse con troppa franchezza all'imperatrice la sua avversione nei confronti di Firmian e di Kaunitz. Dopo un breve viaggio in Inghilterra e in Francia, raggiunse Costantinopoli, dove cercò, forse su consiglio del Voltaire, di restaurare al trono i vecchi Commeni. Soggiornò di nuovo a Milano, quindi visitò il Regno di Napoli e Roma. Fu quindi in Svizzera e poi in Francia, dove dal 1790 fissò la propria residenza, divenendo cittadino francese e avvicinandosi ad alcuni intellettuali, tra cui Condorcet, Bailly, Barthélemy e Mirabeau. Di questi tracciò poi spregiudicati profili nei suoi Mémoires. Nel 1793 riparò di nuovo in Svizzera fuggendo il Terrore. In quell'anno “...egli fece uscire a Parigi i Mémoires secrets, i quali gli suscitarono l'odio di alcuni sovrani, soprattutto di Maria Carolina di Napoli, che lo perseguitò... I Mèmoires,non sono opera di gran valore per la storia del pensiero del G., ché egli mirò a raccontare avventure, viaggi, amori e a descrivere la corruzione delle corti italiane, piuttosto che spiegare il corso delle proprie idee politiche e filosofiche.” (Diz. lett. it. Laterza, III pp. 166-169).
Cm. 21, pp. (24) 245 (3). Marchio tipografico al frontespizio. Legatura coeva in piena pergamena floscia con traccia di laccetti di chiusura. Esemplare privo delle carte di guardia e con un'antica nota di possesso manoscritta al frontespizio. Complessivamente genuino e ben conservato. Doppio ex libris (di cui uno nobiliare, inciso). Edizione originale, non comune, di quest'opera che raccoglie 563 pensieri di argomento filosofico-politico, esposti con spirito controriformista. Gli Avvedimenti ebbero immenso successo all'epoca tanto che tra il 1575 e il 1608 si contano ben sei ristampe. Cfr. Bozza (Scrittori politici italiani dal 1550 al 1650).
Cm. 29, pp. (24) 315 (1). Marchio tipografico al frontespizio e capolettera figurati. Legatura posteriore (1800 ca.) in mezza pergamena con punte (rimontata). Esemplare con frequenti annotazioni a matita ed un segno d'umidità al margine estremo delle ultime carte (lontano dal testo). Peraltro marginoso ed in buono stato di conservazione. Edizione assai rara che segue l'originale del 1579 e spesso non menzionata dalle principali bibliografie. Testo fondamentale per la comprensione della vita politica del tempo soprattutto nell'ambito della società veneziana.
Cm. 34, pp. (8) 591 (1). Con grande marchio xilografico al frontespizio, testate e capolettera ornati. Solida legatura settecentesca in mezza pelle, dorso liscio con filetti in oro e titoli su tassello. Timbro di biblioteca religiosa estinta. Esemplare marginoso, genuino ed in ottimo stato di conservazione. Edizione originale di questa trattazione che è da ritenere il primo tentativo, condotto con perizia storiografica, di gettare luce sugli avvenimenti italiani tardomedievali. Non disgiunte dalla narrazione storica sono le ampie notizie sulle famiglie nobili d'Italia, duchi, principi, marchesi, conti, vescovi, abati, ecc.
201108286Paris, Albin Michel, 1990 ; in-8, 307 pp., broché, couverture illustr. Bon état.
19141221Paris, Crès et Cie, 1914, in-8, broché, frontispice portrait de l’auteur, XII-314 pages, (2) feuillets(Achevé d’imprimer à Niort et catalogue de l’éditeur), couverture imprimée sur vergé gris, rempliée.
disponiamo di 2 annate complete della rivista rilegate in 2 voll. in folio, pp. 618; 610, leg. unif. m. pelle coeva con tit. oro ai d. Con migliaia di incis. e tavv. a colori. Famosa rivista satirica e politica fondata a Torino nel 1856 da G. Piacentini e G. A. Cesana, considerata l’antesignana dei giornali umoristici italiani. In molti numeri è presente una doppia tavv. centrale a colori disegnata dal famoso illustratore torinese Casimiro Teja (1830-1897) che diresse la rivista fino alla sua morte, e che a volte si firmava sotto lo pseudonimo “Puff”. [020]
Roma, 1925, A. IV, nn. 1-4 (1-4 gennaio), 51-81 (28 febbraio - 4 aprile; ma mancano i nn. 58, 76 e 77), 92-102 (17-30 aprile). Del n. 51 sono presenti le sole pp. 5-6; n. 52: mancano le pp. 3-4; 53, 54: mancano le pp. 1-2; n. 75: mancano le pp. 5-6; n. 78: mancano le pp. 1-2; i nn. 100 e 101 presentano importanti mancanze al margine inferiore che interessano il testo; del n. 102 ci sono le sole pp. 1-2, con una grave mancanza alla parte inferiore; i giornali sono in condizioni non buone: lo stato della carta è generalmente discreto, ma quasi tutti i numeri sono sciolti o presentano strappi e mancanze (quasi sempre ai margini) che talvolta interessano il testo, ma non gravemente. I quattro titoli d'apertura d'inizio anno, titoli a tutta pagina, sono volti alla denuncia della soppressione fascista della libertà di stampa.
Più che buon esemplare in barbe (leggere fioriture e bruniture alle carte) Le tavole rappresentano: “Concordance” e “rapport” fra il vecchio computo orario e quello nuovo deliberato dalla Convenzione (riproduzione grafica dell’orologio di Hanin et fils). Questa è la rara stampa ufficiale, a cura della presidenza della Convenzione, del nuovo calendario rivoluzionario repubblicano (dal 22 settembre 1793 al 21 settembre 1794), in esecuzione del decreto 4 Frimaire i cui XVI articoli sono riportati. Il calendario (in vigore anche negli stati italiani napoleonici) rimase applicato fino al 1 gennaio 1806 (poi soppresso dallo stesso Napoleone) e venne ripristinato per soli 18 giorni durante la Comune di Parigi. Usava il sistema decimale (10 ore di 100 minuti, 3 decadi mensili e così via). I nomi di giorni e mesi furono ideati da Fabre d’Eglantine (1750 - 1794), drammaturgo di successo presto caduto in disgrazia e ghigliottinato dopo un processo sommario. La nuova struttura del calendario fu elaborata da un collettivo prestigioso: il matematico Pierre Laplace, l’astronomo Giuseppe Lagrangia (noto come Lagrange), il padre della geometria descrittiva Gaspard Monge (sfuggito per un soffio alla ghigliottina), l’astronomo Joseph de Lalande. Erano coordinati da Gilbert Romme (1750 - 1795), che firma il decreto e che a sua volta era un matematico affermato. Il povero Romme non ebbe fortuna; condannato a morte durante il Terrore, si suicidò accoltellandosi quando già era stato condotto al patibolo, per non concedere ai suoi nemici la soddisfazione di eseguire la condanna.
Tractatio historico - polemica chronologicis tabulis monarchiarum successiones, spectabiliorumque cum sacrorum, tum prophanorum gestorum seiem, tempusque ab orbe condito ad Christum signantibus illustrata. In Regio Taurinensi Atheneo, s.a. (1720) In folio; pp.632 e 7 carte n.nn. di indice. Testo su due colonne. Pergamena coeva, dorso a cordoni, titolo calligrafato. Treccani.it: “Bencini Francesco Domenico. Nato a Malta (amava chiamarsi Maltensis o addirittura Africanus) intorno al 1664, si addottorò in teologia probabilmente a Roma, dove, titolare dell’abbazia di S. Ponzio, insegnò dal 1687 al 1720 nel Collegio Urbano de propaganda fide. Chiamato alla cattedra di teologia dogmatica dell'università di Torino rinnovata da Vittorio Amedeo, giunse nella capitale subalpina nel 1720 con i suoi duemila libri, per sistemare i quali subito chiese un alloggio migliore di quello che gli era stato assegnato. Iniziò i suoi corsi il 2 nov. 1720 e, ottenuto anche il titolo di abate di S. Costanzo, l’8 nov. 1729 diventò prefetto della Biblioteca universitaria e poi, il 25 sett. 1732, fu nominato preside delle Arti per un triennio e riconfermato per un altro trienno il 29 ott. 1735. Morì nel 1744”.
HIS1476MTOME 1 : 1812 / 398 pages. TOME 2 : 1812 / 425 pages. TOME 3 : 1812 / 403 pages. TOME 4 : 1812 / 404 pages. TOME 5 : 1812 / 355 pages. TOME 6 : 1812 / 405 pages. TOME 7 : 1821 / 457 pages. TOME 8 : 1821 / 445 pages. TOME 9 : 1824 / 456 pages. TOME 10 : 1824 / 508 pages. TOME 11 : 1825 / 483 pages. TOME 12 : 1825 / 513 pages. TOME 13 : 1826 / 441 pages. Reliés au format : 13 x 20 cm. Editions F. Buisson / Treuttel et Würtz
Cm. 16; pp. (16), 254. Cartonato rustico coevo con titoli calligrafici al dorso. Rara traduzione dell'opera di Francisco de Quevedo "La vida de Marco Bruto" pubblicata per la prima volta nel 1644 ad opera di Nicolò Serpetro da Raccuja, provincia di Messina. Solo muna copia competa in Iccu. Rarissimo. 611 / P