119 664 résultats
Z1-V-021-00902University of YorkNHS Centre for Reviews & Dissemination. Used - Good. Ships from UK in 48 hours or less usually same day. Your purchase helps support Sri Lankan Children's Charity 'The Rainbow Centre'. Ex-library so some stamps and wear and may have sticker on cover but in good overall condition. 100% money back guarantee. We are a world class secondhand bookstore based in Hertfordshire United Kingdom and specialize in high quality textbooks across an enormous variety of subjects. We aim to provide a vast range of textbooks rare and collectible books at a great price. Our donations to The Rainbow Centre have helped provide an education and a safe haven to hundreds of children who live in appalling conditions. We provide a 100% money back guarantee and are dedicated to providing our customers with the highest standards of service in the bookselling industry. University of York,NHS Centre for Reviews & Dissemination unknown
199914275Autrement / Mémoires 1999 229 pages 17cmx24 8cmx1 8cm. 1999. Broché. 229 pages. Cet ouvrage collectif dirigé par Catherine Nicault retrace l'histoire de Jérusalem entre 1850 et 1948 période marquée par la transition de la domination ottomane à la présence britannique. Il analyse les dynamiques de coexistence spirituelle entre les communautés religieuses et les tensions politiques qui ont conduit à la déchirure de la ville
66136à Genève, Chez Barillot & Fils, sans date, 2 volumes in 4° reliés plein veau marbré ancien, dos à cinq nerfs très ornés, pièces de titre et de tomaison maroquin rouge et fauve, (8)-XXIV-522 pages et une page non chiffrée (errata) pour le Tome I et (2)-XVI-564 pages pour le Tome II ; quelques rousseurs et petites mouillures marginales ; petits défauts d'usage aux reliures.
Tutto il pubblicato con eccezione dei nn 3 dell’anno I e 3/4 dell’anno II. Fascicoli in due volumi in mezza pelle blu, titoli oro al dorso, in ottimo stato di conservazione. Ideato da Leo Longanesi per Rizzoli, uscì con il primo numero il 3 aprile 1937, anno primo, fino al nr. 39 del 25 dicembre; anno secondo 1938 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 53 del 31 dicembre; anno terzo 1939 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 4 del 28 gennaio. Formato folio grande, con cadenza settimanale, ospitò interventi letterari e politici. «Omnibus» rappresentò il primo esempio di rotocalco ben illustrato da belle fotografie, curato in ogni dettaglio, arricchito dai sapienti disegni di Mino Maccari. Tra i collaboratori: Alvaro, Barilli, Benedetti, Bacchelli, Palazzeschi, Praz, Landolfi, Malaparte, Moravia, Pannunzio e tanti altri. Primo in Italia, «Omnibus» pubblicò scrittori allora oscurati dalla censura fascista, come Ernest Hemingway (tradotto da Elio Vittorini), Erskine Caldwell, David H. Lawrence, Dashiell Hammett, James Cain, Joseph Roth e John Steinbeck. Importanti gli articoli sulla guerra di Spagna. Nel gennaio 1939, per insuperabili contrasti, il regime ne sospende le pubblicazioni. 2 volumi
In -12°, pp. (8), 86, 2 cbb, 60, 248, 80, (2), 58. Quattro opere legate assieme in pergamena, tagli rossi, titolo manoscritto al dorso. Composita raccolta di opere: la prima edizione di una raccolta di romanzi considerati alle origini della letteratura americana legata con un’insieme di opere di carattere anticattolico e severamente critiche nei confronti dello strapotere francese nella seconda metà del XVII secolo: tutte stampate probabilmente ad Amsterdam. Il trattatello che apre l’insieme (“L’Europa schiava se l’Inghilterra non divincola [dalla Francia]”), stampato in prima edizione nel ’77, circolava in varie lingue alla fine del XVII secolo per le corti d’Europa, attribuito a uno pseudonimo Jean-Paul Comte de Cerdan. A sua volta di tenore fortemente antifrancese è anche il trattato seguente (“Mauvaise foy...”): entrambi gli scritti portano un luogo di stampa e uno stampatore fittizio. In prima edizione i tre romanzi che compongono le “Nouvelles de l’Amerique” e trattano storie di pirati, fra i primi esempi di letteratura narrativa americana. Chiude la raccolta una biografa anch’essa anonima (Nella dedica l’autore si firma come “Troussière”) e anch’essa di spirito anticattolico: François D’Usson, funzionario e militare di una blasonata famiglia francese, è descritto come “ardente calvinista”. A various gathering of different works, the first edition of a novels’ collection considered an earliest exemple of American litterature, bound with political and anticatholic works, strongly against French power in XVII century. The opening work is (“Europe slave if England doesn’t break chains [from France]”) was widely circulating around Europe at the end of the Century. Strongly against France is also the following booklet (“Mauvaise foy…”): both scripts bring a false printer and place (probably it was Amsterdam). In first edition the “Nouvelles de l’Amerique”, stories about pirates and freebooters, are between the first examples of american narrative litterature. An anticatholic biography closes the collection: François D’Usson, an important military french man, has been described as a “fiery calvinist”.
DICO50M1763, chez Briasson, David, Le Breton, Durand, Paris. Édition originale. In-folio, reliure de l'époque demi-veau marbré à coins, dos à 6 nerfs, 233 planches illustrant les entrées depuis Balancier à Charpente en passant par Blason, Boulanger et Caractère et Alphabets. Volume en tous points conforme à celui de la Mazarine (L'Encyclopédie. Volume 23. Planches 2). Reliure fatiguée à restaurer. Nombreux manques. Intérieur frais et complet malgré d'anciennes traces de menu travaux de vers.
ARISTOTELE - LES POLITIQUES. Esquelles est monstree la science de gouverner le genre humain en toutes especes d’estats publiques. Tarduictes de Grec en François, Par Loys Le Roy dict Regius... Augmentees du IX & X livres, composez en Grec au nom d’Aristote par Kiriak Strosse, Patrice Florentin... Paris, Claude Morel; 1600. - Seguito da: PLATONE - LA REPUBLIQUE. Divisee en dix livres, ou Dialogues, Traduicte de Grec en François, & enrichie de commentaires par Loys Le Roy. Plus, quelques autres traictez Platoniques... Ouvre non encore mis en françois, & fort necessaire & profitable tant aux Roys, Gouverneurs & magistrats, que à toutes autres sortes d’estats, & qualitez de personnes... Paris, Claude Morel; 1600. - - Due opere in un volume in folio. Per Les Politiques: (8nn) 499pp (41nn di table). Per La Republique: (8nn) 420pp (10nn di table). Piena pelle dell’epoca, fili d’inquadramento ai piatti. Leggerissime gore alle ultime pagine. Bella insegna tipografica (una fontana) xilografata alle pagine di titolo. Prima traduzione francese della Republique di Platone. La traduzioe è di Le Roy, Regius, che bilancia l’opera di Platone con quella meno discussa di Aristotele, già pubblicata in francese nel 1576 (qui sono aggiunti i libri 9 e 10). È considerato il volume che riapre lo studio del pensiero politico all’alba del XVII secolo.
Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali, direttore Napoleone Colajanni, aa. II-XVI, 15 luglio 1896- 31 dicembre 1910 (dal n. 1 del 1896 al n. 24 del 1910), Tip. Tiberina, poi Tip. I. Artero, poi Tip. Pansini, Roma, poi Roma-Napoli, quindici annate complete rilegate in 14 voll., pp. 8164 totali (20 pp. a fascicolo fino al 1901, 28 pp. a fascicolo dal 1902), ill. b.n., cm 30, legature in mezza tela con piatti in carta blu e angoli in tela per il primo volume, in carta rossa per gli altri 13 voll., per tutti i volumi titoli e filetti in oro al dorso. Il lotto comprende anche: Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali, a. XVIII, nn. 1-24, gennaio-dicembre 1912, annata completa rilegata, Tip. Pansini (Napoli) Roma-Napoli, paginazione varia (per un totale di pp. 804), ill. b.n., cm 30, legatura in mezza tela con piatti in carta marmorizzata e titoli e filetti in oro al dorso. Il lotto comprende anche: Rivista popolare. Politica, economica, scientifica, letteraria, artistica, direttore Antonio Fratti, aa. I-III, 15 luglio 1893-15 dicembre 1895 (quindicinnale fino al n. 16 a. II, mensile dal n. 17 a. II in poi), Tip. Dell’Unione Cooperativa Editrice, poi Tip. Fratelli Centenari, poi Stabilimento Tipografico, poi Stabilimento Tipografico dell’Opinione, poi Tipografia Tiberina, Roma, pp. 1872 totali (32 pp. per fascicolo fino al n. 16 a. II, ca. 64 pp. per fascicolo dal n. 17 a. II in poi), ill. b.n., cm 20 fino al fasc. 16 a. II, cm 24 dal n. 17 a. II, legatura in mezza tela con angoli e titoli e filetti in oro al dorso. La Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali, pubblicazione quindicinnale diretta da Napoleone Colajanni, fu edita dal 1896 al 1925 per un totale di trentuno annate. Essa nacque dalla fusione della Rivista popolare. Politica, economica, scientifica, letteraria, artistica, fondata da Antonio Fratti (1893-1896), con la Rivista di politica e scienze sociali di Napoleone Colajanni (1895-1896), la quale appunto dall’a. II, n. 1, 15 luglio 1986, prese il nuovo nome di Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali. La Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali fu tra le espressioni più complete e durature della corrente positivista, antropologica e sociologica in quegli anni dominante nel pensiero filosofico, nonchè delle idee politiche della democrazia radicale, ovvero dell'estrema sinistra democratica dell’epoca, che aveva i suoi maggiori rappresentanti in Cavallotti, Imbriani, Pantano e Bovio e che si batteva per l'allargamento del suffragio politico e amministrativo, contro la legge antianarchica, contro la politica coloniale e per la necessità di un controllo costante sugli atti del governo. La rivista dava spazio alla cronaca del movimento operaio e alla recensioni della letteratura sociale dell’epoca, tuttavia, col passare degli anni accentuò la critica nei confronti del socialismo del comunismo, finendo con l’assumere posizioni filofasciste e reazionarie, poiché vedeva nel fascismo l’unica forza in grado di fermare l’avanzata socialista e comunista. Il presente lotto comprende le annate I-III (manca la quarta e ultima annata, che va dal 1 gennaio al 1 luglio 1896) della Rivista popolare. Politica, economica, scientifica, letteraria, artistica (1893-1895), le annate II-XVI (ovvero le prime 15 annate, 1896-1910) della Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali e l’annata XVIII (1912) della stessa, completa quest’ultima del doppio numero monografico Aspromonte (Aspromonte. Il più grande delitto della Monarchia italiana. 29 agosto 1862-29 agosto 1912, numero doppio monografico della Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali, a. XVIII, nn. 16-17, Roma-Napoli, 20 settembre 1912, pp. 188, ill. b.n., finalini ill. b.n.), dedicato alla commemorazione degli eventi calabresi che a ridosso dell’Unità d’Italia videro protagonisti Garibaldi e i suoi uomini. Ogni volume della Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali è completo dell’indice generale per annata. L’a. XI della Rivista popolare di politica, lettere e scienze sociali comprende infine il doppio numero monografico dedicato a Mazzini in occasione del centenario della nascita, nn. 11 e 12, giugno 1905, pp. 96 in carta spessa, ill. b.n.. Eccezionale insieme, di estrema rarità. Tracce d’uso più evidenti su un paio di volumi che presentano ai piatti macchie di umidità che però non intaccano l’interno dei volumi, per il resto minime abrasioni ai dorsi (e in un caso una piccolissima mancanza), qualche sporadica annotazione a margine, qualche strappetto senza mancanze, minime fioriture e bruniture, ma nel complesso insieme in ottimo stato, con legature solide e interni freschi e puliti. Raro insieme.
ORD-7888Recueil politique, religieux, philosophique et littéraire. Montpellier. Tournel. 1831 - 1834. Gérants Chambon puis Garnier. Collection complète. 12 tomes en 12 volumes.in-8 (133 x 207mm) dos lisses parchemin écru, pièces de titre maroquin rose ou rouge, plats jaunes mouchetés soit de brun soit de rose, tranches jaunes, 420, 420, 416, 328, 420, 424, 420, 420 et XX + XX (tables des matières des tomes 1 à 8, 416, 416, 436 et 448 et XX pages (tables 9 à 12).(Le tome 1er porte la mention de 2°édition). Outre leur discours politique, les Mélanges consacrent de nombreux articles aux événements de la région. Petits défauts mais bel exemplaire. Très rare complet.
Collezione completa in edizione originale. Collezione completa di 114 numeri dal maggio 1979 al dicembre 1988 in ottimo stato di conservazione. Nel 1979 la casa editrice milanese Multhipla diretta da Gino Di Maggio decise di riprendere l’esperienza del periodico «AlfaBeta. Laboratorio di critica delle arti visive, di storia dell’arte e …» terminata nel marzo del 1976 dopo soli otto numeri, dando vita ad «Alfabeta. Mensile di informazione culturale». Rispetto alla rivista originaria, più strettamente legata all’ambito artistico, la nuova serie ha interessi - come del resto il sottotitolo dichiara – culturali in senso più ampio, concentrandosi in modo particolare nel campo letterario e in quello politico. Animatori del progetto furono, oltre allo stesso Di Maggio e a Gianni Sassi nella vesta di art director, Nanni Balestrini, Umberto Eco, Paolo Volponi, Antonio Porta, Maria Corti, Francesco Leonetti, Pier Aldo Rovatti e Mario Spinella. Più avanti, il comitato di redazione includerà anche Omar Calabrese, Carlo Formenti, Vincenzo Bonazza, Marisa Giuffra, Nino Trombetta e Maurizio Ferraris. Volontà di Nanni Balestrini – che a ragione può essere considerato come una delle figure fondamentali della rivista, se non la più importante – era quella di creare un gruppo caratterizzato da interessi culturali e posizionamenti politici diversi tra loro così da cogliere e restituire criticamente e nel modo più completo possibile i mutamenti in atto e i movimenti emergenti generando, seppur nella differenza, un fronte comune contro la crisi e il ritiro dalla scena pubblica degli intellettuali e contro il disimpegno politico venuti dopo la stagione del fermento culturale e delle lotte. L’avventura di «Alfabeta» terminerà nel 1988 con il numero 114. Solo nel 2010 Balestrini e Di Maggio cercheranno di recuperare il senso di quell’avventura tanto importante fondando «Alfabeta 2 - mensile di intervento culturale».
In -8°, cc. (8), 179, (1). Pergamena, tit. ms. al dorso, marca editoriale al frontespizio. Prima edizione della Politica di Aristotele tradotta (e pubblicata) da Brucioli, umanista e noto “eretico”, nato a Firenze alla fine del XV secolo e morto a Venezia, dove nel 1541 aprì una stamperia coi suoi fratelli. L’anno dopo la pubblicazione di questa traduzione aristotelica il Brucioli fu processato dalla Serenissima per eresia, condannato e bandito dalla città per due anni. Le sue opere che trattavano di fede furono date alle fiamme (è celebre la sua traduzione della “Bibbia”, fra le prime in volgare, messa all’indice nel 1559). Nel 1555, tornato a Venezia dopo aver scontato l’esilio, fu processato nuovamente e condannato ancora per eresia. Opera rara e ben conservata, bella marca al frontespizio. The first and only edition of Aristotle’s Politics translated and published by Antonio Brucioli, a well known “heretic” and humanist, born in Florence at the end of XV century and dead in Venice, where he established a tipography with his brothers. In 1547 he was convicted of heresy by Venice authorities and banished from the city for two years. His religious works were burned (his notorious translation of the Bible, between the first ones in Italian, was put on the banned books list in 1559). In 1555, still in Venice, he was convicted again of heresy. A rare and well preserved book, with a nice publisher’s mark on title page.
48 p., f.to cm 22x14, brossura. Buono stato. Il volume, stampato in proprio a Ginevra in lingua serba, contiene uno scritto politico dello statista serbo Milan Stojadinovic ( 1888- 1961).Dopo la laurea in Giurisprudenza ( 1910) e un dottorato in Economia (1911) presso l'Università di Belgrado, S. frequenta università tedesche, francesi e inglesi dove approfondisce i suoi studi. Negli anni Venti e Trenta è più volte ministro delle Finanze nel suo paese d'origine. In prosieguo di tempo, sempre da ruoli apicali, la sua azione politica si caratterizza per la vicinanza ai paesi dell'Asse ma anche per la ricerca di accordi, contestualmente ai rapporti con Mussolini Hitler e Cian, con la Francia e la chiesa di Roma. Figura ambigua, sostenitore, nel suo paese, di squadracce dette 'camicie verdi' pare che uno dei suoi intenti politici fosse rendere la Jugoslavia la 'Svizzera dei Balcani'. Tuttavia dal titolo e dal disegno che decora la copertina del presente volume- raffigurante un sinistro personaggio in marsina e cilindro, che s'innalza sopra proletari dai volti infelici- sembrerebbe che S., nel 1917, conoscesse e fosse orientato verso gli eventi rivoluzionari russi.
1377091Montevideo: Imprenta del Nacional, 1846 in-8 (19,5 x 12,5 cm), titre, (2 ff)-ciii-84 pp-(2 ff). Reliure d'époque, pleine basane noire, dos lisse orné, filets d'encadrement dorés sur les plats (couverture non conservée). Bel exemplaire de l'édition originale de ce texte fondamental du développement institutionnel de l'Argentine. Contient: Dedicatoria -- Ojeada retrospectiva sobre el movimiento intelectual en el plata desde el año 37 -- Dogma socialista de la Asociación de Mayo. Esteban Echeverría est un poète et un écrivain argentin né le 2 septembre 1805 à Buenos Aires et mort le 19 janvier 1851 à Montevideo. Il a joué un rôle important dans le développement de la littérature argentine et est l'un des plus importants auteurs romantiques de l'Amérique latine. Une des principales figures de la génération 37, il fonde en 1838 l'Asociacion Mayo, une institution opposée au gouvernement de Juan Manuel de Rosas.
1558B121010Paris, Galliot du Pré 1558 [Continuation of the title : "Semblablement y sont traictées les descentes & genealogies des roys de Naples & de Sicille, & des Princes & Ducz de Milan, & quel droict ont les Roys de France aus dictz Royaumes & Duché."], [16] + [304] (= 152 numbered leaves) + [1] pp., 2nd and last edition (first ed.: Paris Regnault, 1522), with engraved printer's mark on last page, 18cm., solid and intact modern brown full-leather hardcover binding, gilt title on spine, marbled endpapers, beautiful typography with ornamental capitals, very slight waterstaining in margin of most pages (not affecting the text), good condition, [Anonymous legend dealing with the history of the county of Flanders, and its wars], B121010
Firenze, Vallecchi, 1948. In 16° picc. pp. 217n. legat. cartonata editoriale e sovracop. a colori.
Milano, 1924 (19-31 dicembre), A. XXVIII, nn. 303-312. Mancano le pp. 1-2 del n. 303; mancanze e strappi che interessano il testo al n. 312; per il resto, nonostante piccoli strappi ai margini, il testo dei giornali è sempre integro. Il titolo d'apertura del n. 310 recita: "Il memoriale di Cesare Rossi accusa esplicitamente il capo del Governo" (come mandante dell'omicidio Matteotti).
in-4, ff. (12), pp.245, (2, uiltima b.), legatura coeva piena pergamena flessibile, titolo manoscritto al dorso. Carattere tondo, impresa tipogr. al tuitolo, tre capilettera istoriate, in silografia. Edizione originale, postuma, curata dal fratello di Giovanni Lottini, Gerolamo. Nacque a Volterra nel 1512 ove visse e studiò sino ai venti anni, Visse poi a Roma e in varie città d'Italia presso varie famiglie nobili (Torelli, Este, Orsini, Sforza) frequentò molti intellettuali del tempo, tra i quali Michelangelo. Negli anni quaranta entrò al servizio di Cosimo I de Medici e la sua vita ebbe una svolta importante. Ebbe delicate missioni come segretario del Duca. Gli Avvedimenti Civili sono opera di rilievo nel pensiero politico italiano del cinquecento, composti nella classica forma di consigli al principe. La sezione più significativa è quella relativa al potere legislativo. Bell'esemplare.. Gamba, Testi di Lingua, n.1495. B.M. Sh. T., p.394. Diz. Biogr. It., v. 66., pp.105-200..
Documento autografo originale. In ottime condizioni di conservazione. La lettera proviene da un lotto di autografi indirizzati al presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Boselli. Lo stesso Boselli è con ogni verosimiglianza il destinatario di questa importante lettera di Guglielmo Marconi, in cui lo scienziato ringrazia il Presidente del Consiglio per le sue parole di plauso personale e di incoraggiamento per l'apertura del nuovo giornale londinese «National News». -- Siamo nel 1917 e la guerra imperversa in tutta Europa. Dal giugno dell'anno precedente Paolo Boselli è alla guida del governo italiano, chiamato a sostituire Antonio Salandra a seguito degli scarsi successi bellici. Marconi, già celebre in tutto il mondo per l'invenzione del radiotelegrafo, si è arruolato volontario nel 1915, prestando servizio nell'Istituto Radiotelegrafico della Marina con il grado di Ufficiale (il 31 agosto del 1916 sarà nominato Capitano di Corvetta). Da tempo aveva affiancato l'attività scientifica e imprenditoriale a quella politica, al punto che il 30 dicembre 1914 era stato nominato senatore. Non stupiscono dunque toni amichevoli, per quanto formali, impiegati nella lettera al capo del governo Boselli. Marconi inoltre, è cosa nota, intratteneva ormai da molti anni strettissimi rapporti con Londra (dove aveva fondato la sua società), collaborando con i più importanti politici e imprenditori della città. Naturale dunque che Boselli si rivolgesse a lui per fare in qualche modo da tramite tra il governo italiano e il nascituro giornale, espressione della nuova linea politica di Lloyd George: «At this time the demand was for tabloids, not more newspapers. Two less well known names to appear, each a one penny Sunday paper, were the "Sunday Evening Telegram" in September 1916 and the "National News" in February 1917, and both survived until 1921. The latter reflected the change of government and the character of the Lloyd George ministry, for it was described as: 'A journal introduced to support the policy of the National Government and advocate closer Imperial Unity'» (J. M. McEwen, The National Press during the First World War: Ownership and Circulation, in «Journal of Contemporary History», 17/3, Jul. 1982, pp. 459-486: 479). --- «Ecc.mo Presidente / Tengo a ringraziarla vivissimamente del cortese e premuroso invio fattomi del suo messaggio a me diretto, per la prossima pubblicazione di un nuovo giornale a Londra. L’E.V. ha voluto anche in questa occasione onorarmi delle sue espressioni tanto lusinghiere, ed io non ho parole bastevoli per manifestarle tutta la mia gratitudine. Sono sicuro di interpretare fin d'ora i sentimenti di riconoscenza di quanti si occupano della redazione del "National News" nel leggere il suo elevato e patriottico messaggio. Accolga l’E.V. le più distinte espressioni di ossequio dal suo devotissimo Guglielmo Marconi».
Ampia Collezione. Collezione dei numeri 2, 3, 4, 5, 6, 9, 10 della prima serie (su 9 fascicoli pubblicati) e dei numeri 3, 6, 9, 11 della seconda serie (su 12 fascicoli pubblicati), in più che buone condizioni. La prima serie (formato 320 x 220 mm) uscì regolarmente ogni 15 giorni fra 1 novembre 1918 e il 31 marzo 1919, dieci numeri in totale, di cui uno doppio (7 - 8, febbraio 1919) per un totale dunque di 9 fascicoli, tutti di 16 pagine. La seconda serie composta di 12 numeri uscì fra 5 maggio 2019 e il 12 febbraio 1920, con numero di pagine variabile fra un minimo di 8 (il numero 7) e un massimo di 32, con una media di 24.. La rivista veniva stampata presso la tipografia Mittone, la cui redazione era, sempre a Torino, in Via XX settembre 60, sede storica delle iniziative editoriali del Gobetti. Gerente veniva indicato il padre dell’allora diciassettenne Piero, mentre la redazione comprendeva (nei primi due numeri) anche Ada Prospero, Levi e Manfredini. Questa è la rivista d’esordio, con una leggera copertura grigio-azzurra dopo i primi numeri; seguirono «La rivoluzione liberale» e infine «Il Baretti». Assai raro, questo foglio di formazione intellettuale e politica del pensatore liberaldemocratico torinese, ebbe la collaborazione di firme prestigiose quali Croce, Einaudi, Lombardo Radice, Pareto, Prezzolini; il gruppo di giovani della redazione oscillava alquanto fra l’una e l’altra idea del tempo, con entusiasmo e qualche ingenuità; ma già allora emergeva il talento di una costruzione teorica profonda e destinata a segnare il suo tempo, scatenando la rabbia violenta del Mussolini e la repressione che non si limitò alla chiusura delle riviste ma prese la vita di questo rivoluzionario liberale. Rende bene l’importanza che l’intera comunità piemontese attribuiva al giovanissimo pensatore il caustico attacco che Palmiro Togliatti sferrò contro Gobetti dalle colonne di «Ordine Nuovo» (anno I, numero 2, 15 maggio 1919) scrivendo fra l’altro: «avesse un po’ di spirito (S minuscola) o un poco della diabolica agilità che ci faceva ammirare lo stroncatore Papini, ma è pesante, greve tedioso peggio di un professore e saltella intorno alle sue frasi con la sveltezza di un Atta Troll».
18737Genève, Barrillot & fils, 1749. 2 parties en 1 vol in-4, XXIII-326-[2]-XIV- 398 pp. 1 carte, basane marbrée havane, dos à nerfs orné de caissons et fleurons dorés, pièce de titre rouge, tranches rouges (manques aux coiffes, 1 mors fendu, petits manques, coins émoussés, épidermures, taches et rousseurs, petites déchirures marginales à la carte sans atteinte à l'image).
182378Paris, 1814-1822 39 pièces en cinq volumes in-8, demi-basane prune, dos lisses ornés de filets dorés, pièces de titre cerise, tranches marbrées (Kleinhans). Bel exemplaire.
3 volumes in-8 (199 x 123 mm), plein veau granité de l'époque, dos lisses ornés de compartiments garnis d'un riche décor romantique de fers spéciaux, filets et palettes dorés, pièces de titre et de tomaison de maroquin rouge et vert bronze, filets d'encadrement à froid sur les plats, coupes et coiffes filetées, tranches marbrées, (4), 444 et (1) p. ; (4), 425 p. et (4), 422 p. Troisième édition, revue et corrigée, publiée dans l'édition collective des oeuvres. 'Législation primitive' est l'un des ouvrages majeurs de Bonald. Il renferme la critique radicale de la doctrine de la souveraineté populaire, rejetée comme "essence même de l'erreur moderne dont elle récapitule tous les aspects". Contient également le 'Traité du ministère Public', 'De l'Éducation dans la Société' et 'Discours sur l'état actuel de l'Europe'. Exemplaire du comte de Marcellus avec un bel envoi autographe de Louis de Bonald: "A M. le Cte de Marcellus, Hommage du père et du fils qui ne font qu'un dans leur sentiment pour lui". On joint un poème manuscrit de Bonald: "Vers faits par Mr le Vte de Bonald pour M. de Marcellus à son départ de Paris en Juillet 1830": "Salut aimable colonie / Vous allez regagner vos champs…". Feuille séparée (200 x 160 mm), 2 colonnes de 24 lignes, copie d'une autre main que celle de Bonald, avec quelques corrections et repentirs sans doute de sa main. Bonald composa ce poème à l'occasion du départ du comte de Marcellus qui se retira dans ses terres dès juillet 1830 pour avoir refusé de prêter serment à Louis-Philippe lors de son accession au trône. On joint également 3 petits fragments de papier portant des corrections et précisions sur l'ouvrage, de la main de Bonald. Importante personnalité politique de la Restauration, fervent légitimiste, Marie Louis Auguste de Martin du Tyrac comte de Marcellus (1776-1841) a été député de 1815 à 1823 puis pair de France. Il était un très très proche ami de Louis de Bonald et de sa famille. Marcellus leur dédia un recueil de poèmes: 'Bouquet de cyprès offert aux nobles enfants de feu M. le Vte de Bonald'. En retour Henri de Bonald, le fils aîné, lui dédira la notice biographique qu'il consacra à son père. Quelques infimes accrocs à la reliure. Bel exemplaire, frais, bien conservé.
In-folio, (4), pp240, (4), legatura coeva in pelle, . Trattato volto a illustrare le virtù civiche di sentimento del bene comune e di partecipazione alla vita pubblica, dato alle stampe nel 1617. Il Cebà, di nobile famiglia genovese, fu fecondo poeta in volgare, prevalentemente imitatore, con esiti non disprezzabili, del grande modello del Petrarca, con una quantità di liriche dedicate all’amata Aurelia Spinola, morta giovane nel 1596, e a Geronima di Negro, poi fattasi monaca. Dopo gli studi a Genova e a Padova, ove ebbe maestri lo Speroni e Giasone di Nores, nel 1591 entrò nell’Accademia degli Addormentati, dedicandosi da allora esclusivamente alla professione letteraria. Traduttore di Teofrasto, lasciò anche un altro poema sacro, “Lazzaro il mendico”, nonché il dialogo teorico “Il Gonzaga ovvero del poema epico”. Treaty aimed at illustrating the civic virtues and feeling for the common good and participation in public life, first published in 1617. Ansaldo Cebà, of a noble Genoese family, was a fruitful poet in vulgar, mainly imitator, with non-despicable results, of the great model of Petrarch, with a quantity of lyrics dedicated to his beloved Aurelia Spinola, who died young in 1596, and to Geronima di Negro, who became a nun. After his studies in Genoa and Padua, with Speroni and Giasone di Nores as teachers, in 1591 he entered the Academia degli Addormentati, focusing from then on exclusively to the literary profession. Translator of Theofrastus, he also left another sacred poem, “Lazzaro il mendico”, as well as the theoretical dialogue “Il Gonzaga ovvero del poema epico” Vinciana 364, Gamba 1853,Bozza scrittori politici
Edizione originale. Tutto il pubblicato in fascicoli sciolti raccolti in due astucci e cofanetti protettivi divisi per annate con tassello verde e titoli oro al dorso. Tutti i fascicoli (14 per il 1864 e 29 per il 1865) sono in ottime condizioni (carte pulite e sovracoperte con normali e lievi segni del tempo). Raccolta estremamente rara in questo stato di completezza. Giornalista, scrittore, commediografo, Scapigliato capace di ironico equilibrio tra spregiudicatezza e moderazione, fondatore e direttore dello storico settimanale «Cronaca grigia», autore del celebre «La Scapigliatura e il 6 febbraio» (romanzo che diede il nome all’intero movimento) nonché uomo politico, Cletto Arrighi – al secolo Carlo Righetti – intendeva offrire con questa voluminosa opera uscita a fascicoli tra il 1864 e il 1865 «una storia accurata, imparziale e fedele della vita parlamentare» di tutti i rappresentanti della Camera dei deputati del Regno d’Italia eletti nel 1861 «la quale serva di norma nelle future elezioni e di esempio ai nuovi che occuperanno il posto dei non eletti». Il risultato – che si sarebbe in verità fermato a 373 dei 450 profili che Arrighi si proponeva di realizzare – fu una straordinaria raccolta di biografie legate al primo parlamento post-unitario, tutte raccontate senza temere affondi canzonatori o più esplicitamente polemici affinché si realizzasse, nell’immediato avvenire, “una società di egregi uomini politici, letterati e giornalisti”. Proseguendo idealmente – per ammissione dello stesso autore – il lavoro intrapreso nel 1861 da Ferdinando Petrucelli con il suo «I moribondi del Palazzo Carignano» (benché all’Arrighi mancassero il «coltivato scetticismo» e lo «smagato distacco» che riconosceva invece con fastidio nel Petrucelli), i ritratti qui presentati – tra cui si ricorderanno almeno quelli di Garibaldi, Cantù, Lamarmora, Brioschi, Crispi, De Sanctis, Sella, Spaventa – rappresentano un importante documento di quegli anni fondamentali per la storia politica italiana visti attraverso lo sguardo acuto dell’Arrighi. Ad accompagnarli, diverse litografie in bianco e nero fuori testo riproducenti molti dei parlamentari descritti. Cfr. G. Carnazzi, “Cletto e la ‘Cronaca grigia’”, in «Da Rovani ai “perduti”. Giornalismo e critico nella scapigliatura», LED, Milano 2003, p. 101. 5 voll.
1572000658Paris Gautier 1572