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2008SBS-9780754674221ASHGATE 2008. Hardcover. New. ASHGATE hardcover
19772081402109703425Sekchanomizu Shobo 1977. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Sekchanomizu Shobo paperback
In 8, pp. 424 + (2). Ampia gora non particolarmente fastidiosa che segna il margine superiore dell'opera. Piccola mancanza al margine sup. alla p. 159- 160. CarTonatura editoriale. L'edizione originale dovrebbe risalire al 1741. Questa e' la prima edizione italiana. La Compagnia dei Gesuiti venne soppressa in Portogallo (ma anche in molti altri paesi cattolici) nel 1767 per motivi politici piu' che teologici. Molti di questi si rifugiarono in Russia e Prussia dove l'ordine venne sostanzialmente ignorato.
E.O. Un volume (12x19 cm) di (8)-400-(24) pagine. In barbe. Brossura coeva d'attesa, muta. Al verso del piatto anteriore una mano coeva ha scritto un Indice sommario dell'opera: Le prince et son ministre; La Cour et l'oeconomie; Du choix et des qualités des Ministres; Des Ministres d'Etat; Des affaires et de la manière de les traiter; Conclusion. In ottime condizioni. Prima edizione (first edition) di questa opera che venne tradotta in tedesco due anni più tardi. Moser (Stoccarda 1723 - Ludwigsburg 1798) “fu prima al servizio dei principi di Assia-Darmstadt e di Assia-Cassel (fino al 1766), quindi amministratore della contea di Falkenstein, per l'imperatore Giuseppe II, e ritornò poi (1772) al servizio degli Assia-Darmstadt per riformare le finanze del principato. Scrittore politico, sostenne una politica di riforme, e disegnò il programma di uno stato "secondo ragione", muovendo da premesse illuministiche; si pronunciò anche a favore della secolarizzazione dei principati ecclesiastici tedeschi” (Treccani).
Seconde edition, augmentée et corrigée par l'Editeur de cet ouvrage. Un volume in 8o di VIII-(2)-308 pagine. Legatura coeva in piena pelle, dorso liscio ornato e dorato (angoli un po' usati). Seconda edizione, molto più corretta della prima, del saggio di Mirabeau, che polemizza con Rousseau e le sue tesi, ma in realtà attacca le monarchie del tempo e il dispotismo. Difesa della proprietà privata, dell’istruzione pubblica, del contratto sociale: il re “n’est autre chose que le salarié de l’état”. (Ined 3188).
Firenze, anno VII. della Repubb. Franc. (1799 v. st.), in-8, br. decorata coeva, pp. 43, [1]. Prima edizione italiana (l'edizione originale è del 1798). Un solo esemplare censito in ICCU, alla Biblioteca della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
97307A Londres, 1789, 2 volumes in-8 de 200x125 mm environ, iv-363 et 398 pages, plein veau marbré fauve, dos lisses portant titres et tomaisons dorés sur pièces noires, ornés de caissons à fleurons et frises dorés, plats encadrés d'une frise et filets dorés avec petit fer à chaque angle, tranches dorées, gardes marbrées. Cahier A et B inversés (tome 2), des rousseurs (fortes par endroits) et pages tachées (p. 131-131 tome 1), des frottements d'usage sur le cuir, petites auréoles brunes sur haut du dos des 2 volumes, manque la page de faux-titre du tome 1, sino bon état.
345991 page in-folio - format 34 x 21,5 cm - fentes pour le cachet - petit accroc restauré anciennement - salissure sans gêne pour le texte en marge droite - adresse au dos - bon état -
In folio (46,5×31,5 cm); 12 numeri consequenziali, più il “Programma del Nuovo Giornale” per un totale di 50 pagine che rappresenta probabilmente tutto il pubblicato di questa rivista parmense. I numeri sono conservati entro una brossura coeva. Una leggera traccia di sporco al margine esterno bianco delle prime due carte, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rarissima serie completa di questo introvabile giornale edito nel ducato parmense, durante il periodo travagliato del passaggio del Ducato di Parma e Piacenza dalla reggenza borbonica a Regno di Sardegna. L’annessione del territorio ducale al Regno di Sardegna nel 1860 fu la diretta conseguenza dei moti risorgimentali ed avvenne dopo che il 9 giugno del 1859 la duchessa reggente, Maria Luisa era stata costretta a lasciare, con il figlio Roberto I, il territorio ducale. Il giornale uscì dal 10 Novembre del 1858 al 20 aprile del 1859 con intervalli irregolari anche se nel piano originale l’opera doveva avere una periodicità mensile. Il giornale fu diretto e fondato da Carlo Marenghi che fu professore di Lettere greche e latine nella Regia Università di Parma. Amico di Pezzana con il quale intrattenne una lunga corrispondenza fondò questa rivista di satira politica presentandolo con queste parole esposte nel Programma del Nuovo Giornale: “Due guizzi ancora, e poi … come al mancar dell’alimento, Il povero nostro giornaletto è spento! Così è, Lettori pietosi; sotto questa condizione di vita brevissima siam venuti alla luce, e col decreto di morte sulle spalle andando intorno per l’Agosto, pel Settembre, eccoci sul declivio dell’ultimo Ottobre. Ora è ci conviene disporci al doloroso addio, e collo spirar del fatale trimestre in aria semiseria spirare. Il numero duodecimo suonò l’agonia, nell’altro che viene appresso … ahi! … la pallida imperatrice dalla falce tagliente … Piangete, o Veneri, piangete, Amori! […]”. Il giornale presentava, in apertura, sotto il titolo una simpatica vignetta con le quattro stagioni dove, in quella d’autunno un rubicondo “Bacco” cavalca una botte di Vino “Rusco” (Lambrusco), poi ogni numero vedeva un’intera pagina completamente dedicata a vignette satiriche firmate GL, fortemente legate a fatti ed avvenimenti del Ducato parmense. Nel giornale scrissero fra gli altri, oltre allo stesso Marenghi, Alessandro Cugini, Temistocle Gradi, il Barone Franco Mistrali e diversi altri autori sotto pseudonimi quali Patardo, Fattorino ecc. Rarissimo insieme di giornale politico-satirico già di per se assai raro. Nessun esemplare completo censito in ICCU. Sconosciuto alle principali bibliografie.
19 opuscoli, di paginazione varia, quasi sempre con brossura originale conservata, riuniti in un volume di 17x26,5 cm in tutta tela nera con titolo al dorso Miscellanea VII e sigla E.L.P. (Ettore Lombardo Pellegrino). Molti degli scritti hanno un INVIO autografo dell'Autore a Ettore Lombardo Pellegrino. -Elenco degli Opuscoli presenti nella miscellanea: 1-Paolo Valera: GIOVANNI GIOLITTI (Milano, 1909). 2-Paolo Valera: DON ROMOLO MURRI E L'ESIBIZIONISMO DI ENRICO FERRI (Milano, 1910). 3-Guglielmo Savagnone: SULLA REVOCABILITA' DELL'EXEQUATUR E DEL PLACET (Palermo, 1905, Con invio alla pagina di titolo). 4-Emanuele Sella: TITOLI DIDATTICI E SCIENTIFICI (Biella, 1914). 5- Paolo Lombardo Pellegrino: SU LA SCARLATTINA. Appunti epidemiologici (Biella, 1907, con invio al fratello alla copertina). 6- G. Cavarretta: LA PRESCRIZIONE NEL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO (Palermo, 1908). 7- Alberico Pincitore: LA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI BERLINO E LA PROTEZIONE DEGLI OPERAI (Palermo, 1891). 8- Eduardo Cimbali: LA SARDEGNA E' IN ITALIA? Pregiudizi sul regionalismo (Roma, 1907, con lungo invio alla pagina bianca). 9- Eduardo Cimbali: PROLUSIONI SUL NUOVO INDIRIZZO DEL DIRITTO E DELLA POLITICA INTERNAZIONALE (Roma, 1907). 10- Giuseppe Papa: SUL NUOVO DECRETO LEGGE DEL PIANO REGOLATORE DI MESSINA (Messina, 1913, con invio alla copertina). 11- Filippo Messina Vitrano: IL FR. 31 DE LEGIBUS i,3. Memoria. (Palermo, 1910). 12- Filippo Messina Vitrano: NOTE INTORNO ALLE AZIONI IN FACTUM DI DANNO E DI FURTO...(Palermo, 1909). 13- Filippo Messina Vitrano: PER LA STORIA DELLO IUS DISTRAHENDI NEL PEGNO (Palermo, 1910). 14- Filippo Messina Vitrano: SULLA RESPONSABILITA' DEI PUBLICANI (Palermo, 1909). 15- G. Lipari Focher: CONSIDERAZIONI CRITICHE SU L'ARTE ANTICA E L'ARTE MODERNA (Palermo, 1909, con invio alla pagina di titolo). 16- F. Caronna: L'ORDINAMENTO TRIBUTARIO DELL'IMPERO DEL GIAPPONE (Palermo, 1905, con invio alla pagina di titolo). 17- Eugenio Di Carlo: PER LA FILOSOFIA DELLA STORIA DI FERDINANDO LASSALLE (Palermo, 1911). 18- Francesco Paolo Tuccio: STUDII SULLA DOTTRINA DEGLI INCIDENTI NEL DIRITTO GIUDIZIARIO CIVILE ITALIANO (Palermo, 1898). 19- Alberto Morelli: L'IDEA UNITARIA ITALIANA (Padova, 1911, con invio alla pagina di titolo). –- Ettore Lombardo Pellegrino (Messina, 16 giugno 1866 – Roma, 12 dicembre 1952) è stato un giurista, avvocato e politico. Laureato in giurisprudenza, fu professore di Diritto Costituzionale all'Università degli Studi di Messina e fondatore del Partito Demolaburista Italiano con il quale venne eletto deputato nazionale al termine delle elezioni politiche del 1921. Dopo la caduta del fascismo e la Liberazione, fu chiamato come giurista alla Consulta Nazionale di Ferruccio Parri nel 1945. Il suo atteggiamento fu dichiaratamente antifascista: nel 1923 promosse la protesta del soldino e nel giugno del 1924 prese parte, insieme ad altri deputati dell'opposizione, alla secessione dell'Aventino a seguito del delitto Matteotti.
1767GIT113Amsterdam 1767. In-12 1f n ch 4-280pp. Pleine basane fauve, dos lisse entièrement orné de motifs végétaux dorés, tranches brique, rel époque. 3 coins émoussés, petit manque de cuir en bordure du 2e plat.
1924R120196Bordeaux, Imp. Y. Cadoret 1924 Ouvrage complet en 6 tomes (le tome 6 contient la table analytique) reliés en trois volumes physiques, 423 + 544 + 452 + 599 + 519 + 59pp., 27cm., reliures cart. uniformes (très solides, plats marbrés, dos en toile verte avec titre doré), texte et intérieur sont frais, exemplaire du savant belge Lucien Ceyssens O.F.M. (spécialiste en matière du jansénisme, avec sa signature et un cachet), bon ensemble, rare, poids: 5.1kg., R120196
1760377681760 3 volumes in-4, plein veau moucheté de l'époque, dos à 5 nerfs soulignés de filets dorés, pièces de titre et de tomaison de maroquin noir et rouge, roulette dorée sur les coupes, tranches rouges, (6), 383 p. ; vii, 456 p. et (6), 573, (49) p., 25 planches de portraits gravés hors texte. London, A. Millar, (and Edinburgh: Printed by Hamilton, Balfour and Neill), 1755-1763.
A Paris chez Pierre Cot imprimeur-libraire ordinaire de l'Academie Royale des Inscriptions & Médailles, rue du Foin, à la Minerve, 1709 (mm. 255 x 190) Pelle coeva con tassello con titolo al dorso (usure e piccole mancanze) Antiporta col ritratto inciso dell'autore, disegnata da H. Rigault, pp. (10), xxvi, 614, (2). Front. in rosso e nero Prima edizione La politica della Sacra Scrittura è un'opera di teoria politica di Jacques-Bénigne Bossuet in cui si sforza di dimostrare i legami tra politica e religione e di trarre ispirazione dalle Sacre Scritture al fine di incoraggiare uno spazio pubblico che sia pienamente conforme al legge di Dio e con la carità evangelica, nel contesto storico della monarchia assoluta di diritto divino. Nel 1670 Bossuet era stato nominato tutore del futuro re, figlio di Luigi XIV, essendo allora responsabile della formazione filosofica, politica e religiosa del giovane Delfino. Per questo importante compito, aveva anche scritto il suo Trattato sulla conoscenza di Dio e di sé (1677), un'opera di religione, così come il suo Discorso sulla storia universale (1681), destinato a trarre lezioni dal passato. Nel 1679 abbandona la composizione del libro, annotandola però con una lettera introduttiva indirizzata a papa Innocenzo XI, descrivendo i progressi fino ad allora compiuti nella stesura dell'opera. A questo punto il suo insegnamento era terminato e dovette aspettare vent'anni prima di poter finalmente riprendere a scrivere il libro. Nel 1700 aveva completato il libro X e stava per completare il suo lavoro; tuttavia, non poté completarlo completamente prima di morire nel 1704. Dopo la sua morte, suo nipote, l'abate di Bossuet, completò il suo lavoro e inserì nel libro un frammento della La Cité de Dieu di Agostino. Ulteriori controversie politiche e teologiche portarono a piccole correzioni editoriali, ma il libro fu finalmente pubblicato nel 1709. A differenza dei suoi contemporanei, Bossuet non citava frequentemente fonti classiche dalla letteratura antica o dalla patrologia, ma preferiva prendere in prestito direttamente dalla Bibbia, specialmente dai libri dell'Antico Testamento, in modo che l'autore potesse rendere possibile presentare il suo sistema come interamente derivante da legge divina. Le lezioni della Politica tratte dalle Sacre Scritture riguardano anche la socialità dell'uomo, i rapporti tra società civile, nazione e stato, governo, leggi, patriottismo, autorità, legge di conquista, monarchia, sacro, patriarcato, assolutismo, ragione, conoscenza, obbedienza, religione, relazioni Chiesa-Stato, giustizia, guerra, guerra civile, forze armate, pace, economia, famiglia, salute e felicità.
168045030Ohne Ort, ohne Verlag, o. J. (um 1680). 12°. 1 Bl., 154 S., Mod. Ppbd.
1717HIS2016MTome 1. P1 + P2 : 1717 / 650 pages. Tome 2 : 1717 / 595 pages. Tome 3 : 1717 / 558 pages. Tome 4 : 1717 / 550 pages. Reliés plein veau au format : 10 x 17 cm. Editions Jean-Frédéric Bernard.
013189Carlo Matteucci (1811-1868), physicien, homme politique, pionnier de l'électrophysiologie. L.A.S., Turin, 14 [illisible - probablement septembre 1860], 3p in-8. Entête du directeur général des télégraphe de la Toscane, poste qu'occupait Matteucci qui était à l'origine de la première ligne télégraphique italienne en 1847. « Mon cher monsieur, je vous envoie traduit à la hâte le rapport que j'ai fait au Sénat sur la loi de l'annexion [du Piémont]. Je vous envoie en même temps le texte italien et le français. Vous voulez [fin de la phrase illisible]. Nous sommes un peu troublés par un télégramme qui arrive dans le moment que [nom illisible] et [Carlo] Cattaneo ont repris le dessus à Naples. Espérer que cela ne dure pas et que la population napolitaine se débarrasse une fois [pour toute] de ces malheureux ennemis de leur Patrie ». Rappelons que Carlo Cattaneo, républicain convaincu, était allé à Naples rejoindre Garibaldi. On joint une lettre de Gaston Mühlbarher, fabricant de voiture à Paris, datée du 18 octobre 1860, envoyant cette lettre de Matteucci à un ami sans pouvoir y joindre le rapport sur l'annexion. Très beau document, signature peu commune, surtout sur un joli texte. [307]
In 8, pp. (24) + 221 + (1). Restauro al marg. sup. del fr. Gora all'ang. inf. est. delle prime 15 cc. Annotazioni manoscritte coeve all'ultima carta di sguardia. P. pg. coeva con restauro al margine superiore del p. ant. Ed. orig., rara, di questo manuale sull'arte della buona lingua parlata e scritta con precetti ortografici e grammaticali ed esempi di lettere utili al segretario di corte. Ceci fornisce una serie di regole precise per non commettere errori nel parlare e nello scrivere. Particolarmente interessanti, inoltre, i quattro capitoli dell'ultima parte, la terza, dedicati alla scienza di governo. L'A. spiega quali sono le doti necessarie al principe saggio, le precauzioni che egli deve tenere nello scegliere i ministri di cui avvalersi, i precetti utili alla prudenza militare e i rimedi da usarsi in caso di guerra civile. La guerra civile puo' scoppiare per cause diverse, la volonta' di Dio, oppure la sedizione, la fazione, la tirannide. La sedizione e' il moto della moltitudine contro il principe e nasce di solito da oppressione e da ristrettezze nel vivere. Seguono quindi una serie di consigli utili al principe per sedare la rivolta. In caso di fazioni rivali che si combattono, il principe non deve mai aderire ad alcuna fazione e rimanere neutrale quanto piu' e' possibile. I principi devono inoltre fare attenzione a non diventare tiranni, poiche' la tirannide e' un impero violento.
16640046Londres, T. Mabb, 1664. Édition originale de la traduction en anglais du livre Relation de la cour de Rome, faite l'an 1661 au conseil du Pregadi par l'excellentissime seigneur Angelo Corraro ambassadeur de la sérénissime republique de Venise auprès du pape Alexandre VII. Un in-16 de 150 x 94 mm en deux parties de (xix) 109 + (xv) 64 pp. Reliure maroquin d'époque, dos à ornements horizontaux avec manques en coiffe et en queue, portrait du pape Alexandre VII en frontispice, mention "ROME" à l'encre sur le haut du portrait. Traduit de l'italien (du français ?) par J. B. Gent. Imprimatur de 1663, dédicace à Mathias von Beuningen, index par ordre alphabétique ("Table"), texte. Bandeaux et lettrines. Accompagné d'un second relié avec le premier, "A new relation of Rome as to the Government of the city, the Noble Families thereof, the Revenue and Expences of the Pope, the Courts of Justice, the Offices, the Congregations of Cardinals, and other Particulars very Curious. Taken out of one of the Choicest Cabinets of Rom, and English'd by Gio[vanni] Torriano, an Italian and Professor of the Italian Tongue", également édité par T. Mabb la même année, décoré de bandeaux. Selon les commentateurs Willems et Goldsmid, le pseudonyme d'Angelo Corraro cache en réalité Charles de Ferrare du Tot, conseiller du roi en la chambre du parlement de Normandie à Rouen. L'ouvrage en français fut imprimé sous une fausse adresse à Amsterdam par Daniel et Lodewijk Elzevier, à partir de l'édition originale, typographiée la même année, à Rouen, par Laurent Maurry sous le pseudonyme d'Almarigo Lorens. La mention de "traduction depuis l'italien" semble poursuivre le jeu de masques initié par l'édition originale en français. ************************************************ London, T. Mabb, 1664. First edition of the English translation of the book *Relation de la cour de Rome*, made in 1661 at the Council of the Pregadi by the Most Excellent Lord Angelo Corraro, Ambassador of the Most Serene Republic of Venice to Pope Alexander VII. A 16mo (150 x 94 mm) in two parts of (xix) 109 + (xv) 64 pp. Contemporary morocco binding, spine with horizontal decorations, losses at the head and tail, portrait of Pope Alexander VII as frontispiece, "ROME" in ink above the portrait. Translated from the Italian (from the French?) by J. B. Gent. Imprimatur of 1663, dedication to Mathias von Beuningen, index in alphabetical order ("Table"), text. Headpieces and initials. Accompanied by a second volume bound with the first, "A New Relation of Rome as to the Government of the City, the Noble Families thereof, the Revenue and Expenses of the Pope, the Courts of Justice, the Offices, the Congregations of Cardinals, and other Particulars Very Curious. Taken out of one of the Choicest Cabinets of Rome, and English'd by Giovanni Torriano, an Italian and Professor of the Italian Language," also published by T. Mabb the same year, decorated with headpieces. According to commentators Willems and Goldsmid, the pseudonym Angelo Corraro actually conceals Charles de Ferrare du Tot, a councilor to the king in the Parliament of Normandy in Rouen. The French version of the work was printed under a false address in Amsterdam by Daniel and Lodewijk Elzevier, from the original edition, typeset the same year in Rouen by Laurent Maurry under the pseudonym Almarigo Lorens. The mention of "translation from Italian" seems to continue the game of masks initiated by the original French edition.
013709Charles de Morny (1811-1865), comte puis duc de Morny, financier, homme politique, alors administrateur de la compagnie de la Vieille Montagne. Manuscrit A.S., Le Havre, 5 août 1837, 13p in-4. Important manuscrit dans une chemise titrée « août 1837 - Rapport de M. de Morny sur les affaires du houx et du Hâvre ». L'usine du Houx était une usine de laminage de zinc à Valcanville (Manche). Dans cet important rapport, il donne son avis sur les deux usines. 1p sur le Houx, 3 sur le Havre puis 9 sur le Houx. En marge, une autre personne a indiqué, à l'encre ou au crayon, des notes pour indiquer le sujet de chaque paragraphe ou les choses à faire : nécessité de l'écluse, faire des logements pour les ouvriers, nécessité de changer le magasin du Havre, etc. Pour de nombreuses parties, il faut consulter le comité ou communiquer avec M. Walter. Beau document du jeune Morny qui fut un des grands acteurs de la montée en puissance de la Vieille Montagne. [315-2]
Due tomi in 8° (200x127); pagg. (4), XXVI, 556 (mal numerate 456), (1); (2), 474, (1). Legatura in mezza pelle con angoli, doppio tassello al dorso, filetti e titolo in oro. Edizione originale. Joseph de Maistre, filosofo, diplomatico francese e scrittore polemico, Ministro alla corte di Russia, il più importante esponente dell'idealismo antisecolarista, antiaristocratico e antimonarchico del XVIII secolo. Redige le Soirées a S. Pietroburgo; l'opera pubblicata qualche mese dopo la morte, è composta da undici dialoghi fra tre personaggi, il cavaliere, giovane emigrante francese, il senatore, un notabile russo e il conte, l'autore. I suoi attacchi contro le costituzioni scritte, finirono per accogliere l'opera con fervore, da parte degli estremisti, i quali ebbero una giustificazione ideologica della loro opposizione alla Carta. Buon esemplare, lievi fioriture con minime tracce d'uso alla legatura. Manca il ritratto dell'autore in antiporta. Vicaire V, 459. Brunet III, 1325.
114445Buchet/Chastel, Paris, 1967, 1 format in-8 broché de 140 x 205 mm, 221 pages. Couverture comportant des marques, écriture au stylo sur le dos, tranches légèrement salies, sinon bon état.
6 voll. in 8, pp. XLII + 286 + (8); 298 + (8); 362 + (10); 306 + (8); 336 + (8); 291 + (4). D. rifatti. Br. muta coeva. Fresco esemplare in barbe. Ed. originale di questa interessante opera del Denina sulla storia dell'Italia occidentale dai Galli a Napoleone I.
42198Paris Librairie Gaume Frères 1857 in 8 (22x13,5) 1 volume reliure demi chagrin vert, dos à nerfs, pièce de titre de cuir marron, couverture conservée (original printed wrappers), XII et 477 pages [1, erratum], avec une carte dépliante en couleurs: "Carte du Texas por les Missions et Voyages de L'Abbe E. Domenech" (Foldout engraved map with hand-colouring). Reliure XXe. Emmanuel Domenech, 1826-1903. Edition originale (First edition). Bel exemplaire, exempt de rousseurs ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
Titolo completo: Saggi politici de’ principij, progressi, e decadenza delle società. Tre tomi in un volume in 8vo (13x20 cm) di : (8)207pp; (8) 186pp; (8) 239pp. Seguito da Elogio storico di Francesco Mario Pagano scritto dal cittadino Massa: XXXVI pp. Bella legatura coeva in mezza pelle avana, dorso liscio ornato e dorato, con doppio tassello, qualche difetto (fori di tarlo alla cerniera). Edizione rivoluzionaria, ristampa milanese della seconda edizione (detta perciò anche prima edizione milanese), dei celebri Saggi del giurista e filosofo napoletano, impiccato dai sanfedisti poche settimane prima, il 29 ottobre 1799. La prima edizione è del 1783-85, in due volumi. La seconda edizione, aumentata di un volume, è del 91-92 ma in realtà stampata sette anni dopo. Importante anche l’elogio pubblicato al termine del volume, che qui compare per la prima volta. (Einaudi Supplemento, A.610, indica erroneamente un esemplare con le sole due prime parti).