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Saggi politici de’ principij, progressi, e decadenza delle società. Edizione terza corretta ed accresciuta. Quattro tomi in due volumi in 8vo (12x20 cm) di (6)-LXIV-150pp.; VIII-200pp.; (8)-264pp.; (6)-176pp (mal numerate 276). Mezza pelle del tempo, dorso liscio ornato e dorato, piatti con carta marmorizzata. Bella edizione del periodo napoleonico. Raimondi, già editore della 2° edizione del 1792, rivendica come terza edizione "ufficiale" questa di Napoli, pur conoscendo evidentemente l'edizione milanese di due anni prima.
17091731709 Couverture rigide A Utrecht, chez Guillaume van Poolsum, 1709. 3 parties en un fort volume in-12, reliure pleine basane de l'époque, dos à quatre nerfs orné, tache brune sur le premier plat, manques aux coins supérieurs des premier et second plats. Frontispice, 11 feuillets non chiffrés, 456 pages, 214 pages, 7 feuillets non chiffrés d'index et de table. Petits manques de papier dans le coin supérieur de la marge. Inscriptions manuscrites anciennes sur le dernier feuillet (blanc). Édition originale. Frontispice de J. Goerée gravé sur cuivre et vignette d'armoiries également gravée sur cuivre. L'ouvrage est consacré notamment aux batailles de Lépante et des Dardanelles, de Chypre, de Corfou, et également à des questions commerciales concernant les Vénitiens. Bon exemplaire de cette édition originale.
187018861870 Editions Abel Pilon et Lemercier, Paris, sans date (circa 1870-75). In-folio demi-chagrin, armes royales estampées sur premier plat. (xiii), 16; 5; 3; 9; 5; 5; 2; 3; 4; 3; 6;3;8;4;11; 4; 4; 4; 3; 2; 3; 2; 1; 17; 7; 2; 2; 1; 3; 3; 10;; 2; 2; 2; 2; 2; 2; 3; 2; 4; 4; 2 pages. 2 planches chromolithographiques. 43 notices biographiques, accompagnées de 43 magnifiques portraits lithographiques, et 43 fac-similés graphiques. En sus des personnes royales, Bugeaud, Cousin, Guizot, Lafayette, Casimir Périer, Thiers, Vernet, etc
42200Mexico Officina tipografica de la Secretaría de Fomento 1885 in 8 (25,5x17,5) 1 volume reliure demi chagrin vert, dos à nerfs (dos fané), couverture conservée (remontée et légèrement emmargée), IV et 474 pages III [1]. Ex-libris R. V. F. Reliure XXe. Antonio García Cubas, 1832-1912. Bon exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
Edizione originale. Esemplare in condizioni eccellenti, ancora a fogli chiusi; proveniente in linea ereditaria dal tipografo editore Lentini di Castelvetrano. Prima pubblicazione autonoma assoluta di un Giovanni Gentile appena ventunenne: opera prima nella forma della plaquette estratto autonomo dalla rivista «Helios». Rarissimo, censito in sole quattro biblioteche specialistiche (Fondo Gentile, Uni Roma; Fondo Croce, Napoli; Fondo Graf, Torino; Fondo Centonze, Castelvetrano), sconosciuto alla bibliografia gentiliana di V.A. Bellezza e alla letteratura specialistica, del resto ignara di tutta la vicenda di «Helios» fino al lavoro di Gabriele Turi del 1993. -- Come conferma la quarta di copertina della successiva plaquette/estratto dell’autore, «Arte sociale» (1896 ma post novembre), che presenta un embrionale catalogo editoriale con i due titoli di Gentile e l’analogo saggio estratto del compagno di studi normalista Abdelkader Salza (L’avvenire della letteratura in Italia), l’editore-tipografo Lorenzo Lentini organizza una vera e propria operazione editoriale pubblicando una serie di «opuscoli» con i saggi più meritevoli tratti fuori da «Helios»: non si tratta, insomma, di banali estratti ‘ad usum auctoris’, ma di edizioni vere e proprie. -- «La battaglia contro il positivismo intrapresa da Gentile sulla scia del maestro Jaja e di Bernardo Spaventa, trovò già negli anni della Normale […] uno strumento d’intervento in quello che è probabilmente il primo periodico culturale di Castelvetrano, “Helios”. Dall’autunno 1895, quando la rivista appare, […] Gentile è tra i suoi più assidui collaboratori con ampi articoli firmati o con dense notizie bibliografiche, siglate o anonime […]. Sono interventi ‘minori’ […] ma hanno il pregio di essere affidati, nel periodo tormentato della crisi di fine secolo, alle pagine di una rivista non accademica in cui la vena critica e pedagogica di Gentile è più libera di esprimersi. In questo contesto Gentile si muove comunque in piena autonomia culturale e politica, soprattutto quando, dopo il primo anno di vita, “Helios” sembra essere diventata una sua creatura. [...] “Helios” è uno dei rari luoghi in cui è possibile rintracciare, prima della “grande guerra”, le sue convinzioni politiche maturate nell’ambiente pisano [...] echi politici si avvertono anche nell’articolo “Educazione classica” del luglio ’96, in cui Gentile rivendica quel carattere formativo degli studi classici che sarà un cardine della sua politica scolastica» (Turi). -- «È proprio nell’ambito della prospettiva estetica forma-contenuto che il filosofo siciliano propone una sua prima chiara e esplicita riflessione pedagogica nell’articolo “Educazione classica” pubblicato su ‘Helios’ nel giugno 1896 che si può definire il primo organico scritto pedagogico. Considerato da Croce “Sottile e giusto” (lettera del 22 ottobre 1896), in questo articolo il filosofo siciliano, partendo dall’insegnamento delle lingue classiche, soprattutto del greco, si fa assertore di una difesa della scuola classica ritenuta, in base alle polemiche dell’epoca, superata» (Spadafora). Turi, Giovanni Gentile e la cultura siciliana, 1895-1899 («Belfagor» 48,2, pp. 189-204); Spadafora, Giovanni Gentile: la pedagogia, la scuola, p. 143-s
In 8, pp. XII + 142. Stemma inc. al f. Cart. rustica coeva. Stampato in un elegante carattere corsivo. Vi e' anteposta una vita del Guicciardini di Francesco di Raffaello Rondinelli. B. l. Seven. cent. Ital. Books, I, p. 428. Opera di Manilio Plantedio da Cosenza, letterato e filosofo della seconda meta'' del XVI secolo.
HIS964M1818 / 187 pages. Broché (reliure d'attente) Editions Gosse.
015994Jean-Marie Le Pen (1928-2025), homme politique français. L.S., Saint-Cloud, 3 octobre 1985, 1p in-4. A l'écrivain Michel de Saint-Pierre (1916-1987). Il regrette l'absence de l'écrivain à la fête Bleu-Blanc-Rouge et mentionne voir Roland Gaucher le lendemain. Gaucher était un ancien trotskystes, passé par la collaboration avant de devenir cofondateur du Front National, tout le contraire de Michel de Saint-Pierre qui fut résistant. Toutefois ils se rapprochent dès les élections européennes de 1979 et Saint-Pierre fit partie du comité de soutient en 1984. Les lettres signées de Le Pen sont rares, à la différences des signatures sur des cartons ou des photos. [294]
018317Jean-Paul Rabaut [de] Saint Etienne (1743-1793), pasteur, homme politique, président de la Convention Nationale, régicide. Poème autographe, sd, 1/2p in-8. Joli petit poème galant : « Quand j'ai loué ce vin clairet, Vous avez, dans votre pensée, Dû me croire un très fin gourmet, Ou ma louange intéressée Ah ! Puisque vous jugez ainsi, Je louerai votre coeur, votre âme simple de grande, Heureuses qualités qui font le bon ami ; Et vous devinerez aussi Le cadeau que je vous demande ». Une note indique « M. de Saint Etienne ». Rare poème de Rabaut-Saint-Etienne, autographe rare. [424]
... ou entretiens sur le gouvernement temporel de la providence: suivis d’un traité sur les sacrifices. - Due volumi (12,5x20,5) di (6) XXVI-456 (ma in realtà 526) ; (4) 475 pagine. Ritratto inciso in antiporta al primo volume. Legatura coeva in mezza pelle con dorso liscio ornato e dorato, doppio tassello di titolo e tomagione; fenditura alle cerniere del vol 2. -Edizione originale. Bell'esemplare in prima edizione di questo classico del pensiero politico e filosofico reazionario.
2 tomi in unico volume. In-16° (17 x 10 cm). . XXXII; 196 pp.167 pp. Mezza pelle coeva con filetti, fregi, tassello e titlo oro al dorso. Limitato segno d'usura alle cerniere, ottimo l'interno. Edizione originale molto rara. Stanislao (1677-1766), re di Polonia in due rprese dal 1704 al 1709 e dal 1733 al 1736 fu relegato in Lorena al termine della guerra di successione polacca. Cultore di studi filosofici e politici, amico di Voltaire fondò presso la reggia di Luneville un'accademia che accoglòieva uomini di cultura di diversa provenienza. Il testo contiene il suo programma di governo per lo stato polacco.
Senza luogo di stampa, 1789. In 8vo; mezza pelle del Settecento a 5 nervi con ricchi fregi e titolo in oro; carta colorata, tagli marmorizzati; pp. VIII, 386. Bella copia. Probabile prima edizione delle 2 dello stesso anno. Si parla anche dell’Italia, della Santa Sede, di Napoli e della Sicilia, Savoia e Sardegna, Toscana, Parma e Piacenza, Modena e Reggio, Repubblica di Venezia e Repubblica di Genova. Axs
8 volumi in 8, cm 13 x 20,5, pp. (2) + CLVI + 260 + (2) con 1 tavola fuori twesto incisa all'acquaforte all'antiporta; (4) + 432 + (2); (4) + 462; (8) + 472 con 1 tavola fuori testo incisa all'acquaforte e varie tabelle con schemi militari nel testo; (2) + 464 + (2); (2) + 566 + (2); (4) + 512; 308 + (2) con 1 tavola fuori testo piu' volte ripiegata incisa all'acquaforte. Bruniture uniformi a tratti ma ottimo esemplare, completo degli indici. Bella mezza pelle coeva con fregi oro e secco al dorso e tasselli. A detta del Gamba '...e' questa stimabile edizione corredata di ottime prefazioni di Francesco Tassi e dell'Abate Tansini. In questa spezialmente si discorre di quanto intorno al Macchiavelli erasi per l'addietro pubblicato. Gamba, 196
18187039510 vol. in-8 reliure demi-chagrin rouge, dos à 4 nerfs, Per Niccolo Conti, Firenze, 1818 - 1821,
In 8 (cm 14,5 x 20,5), pp. 77 + (2) di indice + (1 bianca). Cartonatura moderna. Ristampa secentesca (Barezzi pubblico' due precedenti edizioni nel 1625 e nel 1628) di quest'opera uscita in edizione originale nel 1578, poi in francese nel 1588. Il marchigiano Matteo Zampini, nativo di Recanati, dottore in legge, giureconsulto recatosi in Francia al seguito di Caterina de' Medici, scrive un'opera in cui mette a fuoco l'apparato istituzionale francese favorendo la conoscenza in Italia dell'ordre social della societa' francese alla fine del Cinquecento. Divenuto consigliere di Enrico III, si uni' in seguito alla Lega e con l'ascesa al trono di Enrico IV fu costretto a tornare in Italia. "After a lengthy introduction in which Zampini defends the prerogatives of the monarchy, he states that in special cases the Estates have equal power with the king. Ordinarily the king has absolute power; he need not summon the Estates to meet even once during his reign. But the Estates have extraordinary power in four cases because the king does not have the right to destroy the kingdom over which he has been given authority. If the king should alienate the royal domain, engage the nation in an illegal war, establish new taxes without the consent of the Estates, or become heretic or favor heresy in the kingdom, the Estates have the power to demand the correction of the problem. But Zampini does not make clear what redress the Estates have; previously he has noted that the Estates are valid only when called and presided over by the king. The answer seems to be that custom constrains the king to call a meeting of the Estates in any of the four cases; Zampini does not appear to allow resistance if the king should fail to call the Estates in such a situation" (F. J. Baumgartner, "Radical Reactionaries. The Political Thought of the French Catholic League", 1976, p. 91).
Lettera autografa firmata. Ottime condizioni di conservazione. Preziosa testimonianza della repressione austriaca contro gli intellettuali che aveva animato la fondamentale rivista del «Conciliatore». In questa toccante lettera autografa Porro Lambertenghi fa infatti esplicito riferimento all'arresto dell'amico e fondatore del giornale Silvio Pellico, fermato dalla polizia austriaca solo pochi giorni prima, il 13 ottobre 1820: proprio durante la detenzione scaturita da questo arresto, durata oltre dieci anni, nacque il capolavoro «Le mie prigioni». Sostenuta anche retoricamente, si veda l'iterazione di «So, che ... So, che ... So, che», che conferisce enfasi allo scritto, la lettera si conclude con una nota di grande preoccupazione: «tutto questo mi fa temere [...] rappresaglie».
17415Réunion des textes: Caen, Charles Renard, 1858. Impression des textes: Paris, Imprimerie Nationale, 1792, 1796,1797, 1799, 1801, Paris, Bacquart, 1801, 1 demi veau raciné, dos orné, pièce de titre maroquinée au dos. in-8, 1 feuillet blanc, faux-titre, titre, 4, 8, 6, 3, 8, 7, 7, 23, XXVI, 4, 10, 14, 8, 14 et 23 pages (165 pages au total) ;
2748Amsterdam, chez Marc Michel Rey, VIII, 283 p Broché, non ébarbé
359012 ouvrages reliés en un volume in-8, plein veau de l'époque, dos à 5 nerfs orné de compartiments fleuronnés, 2 pièces de titre de maroquin, guirlande sur les coupes, tranches rouges.
2 ouvrages reliés en un volume in-8, plein veau de l'époque, dos à 5 nerfs orné de compartiments fleuronnés, 2 pièces de titre de maroquin, guirlande sur les coupes, tranches rouges. 1- Edition originale. "C'est la méthode de Pascal qu'adopte André. Il voit d'emblée le point faible de Rousseau: l'état misérable de l'homme est injustifiable dans le théisme. Rousseau l'attribue bien au libre arbitre et pense avec tous les chrétiens, contre Bayle, que Dieu ayant 'voulu communiquer à ses créatures la dignité de la causalité' (Pascal), la misère avec la liberté est préférable à une servitude dorée" (Monod, p. 415). (Conlon, n° 194. Monod, p. 563). 2- Édition à la date de l'originale, conforme à la description donnée par L. Scheler dans ses annotations à Tchemerzine, de l'un des textes fondamentaux de la pensée politique de Fénelon, qu'il composa pour l'instruction du Dauphin. Cet essai avait été préalablement publié en 1734 à 150 exemplaires sous le titre de 'Examen de conscience pour un Roi', joint aux 'Aventures de Télémaque'. Il suscita la fureur de Louis XIV, fut interdit par ordre et supprimé des exemplaires de 'Télémaque'. Il fallut attendre cette année 1747 pour qu'il soit réimprimé. (France Littéraire, III, 99. Peignot, 'Livres interdits', 140. Tchemerzine-Scheler, III, 234). Exemplaire enrichi d'un portrait frontispice de Fénelon d'après Joseph Vivien, gravé par P. Dupin. Provenance: "Madame Roland de Challerange, conseillère au Parlement", avec son grand ex-libris gravé armorié (XVIIIe). Très bon exemplaire, très bien relié à l'époque.
Petit in-12, demi-veau brun à coins, dos à 5 nerfs guillochés, garnis de fleurons et roulettes dorés, pièce de titre de maroquin noir, tranches mouchetées (rel. fin XIXème), titre frontispice, (24), 753 p., 103 emblèmes gravés dans le texte. Précoce traduction italienne de ‘Idea de un príncipe político cristiano', illustrée de 103 gravures emblématiques sur cuivre et d'un beau titre-frontispice signé "S. Isabella P. F." (Elisabetta Piccini, Venise 1646 - 1734). Homme d'État et diplomate espagnol du Siècle d'or, l’auteur est considéré comme le plus grand politique du règne de Philippe IV. Composé pour l'éducation de l'infant Balthasar, fils de Felipe IV, cet essai est l’oeuvre principale de Saavedra Fajardo, "grand classique des emblèmes politiques", et l’un des traités les plus importants de la philosophie politique au XVIIe s., rapidement traduit dans les principales langues européennes. (Palau y Dulcet 283473. Pour autre éd. Cf. Praz, ‘Studies in 17th c. imagery’, p. 483-484 et Châtelain, ‘Livres d'emblèmes et de devises’, p. 147). Court de marges avec perte de quelques caractères. Exemplaire très frais.
In-4° (cm. 23), legatura coeva in p. pergamena con titolo ms. al dorso (lievi usure), tagli blu; pp. [4] 328 in buono stato, lieve rifilatura al margine superiore, lievi segni d'uso e una striscia di carta bianca al margine della sola c. Pp1 per nascondere antichi scarabocchi d'inchiostro. «Edizione più accreditata [..] probabilmente originale» [Piantanida 1053] della famosa opera politica del Sarpi sull'interdetto di Venezia, città in cui fu realmente stampato il testo. Esso difende la libertà del potere civile veneziano contro le pretese ecclesiastiche e pontificie, e nella storia delle dottrine politiche è assurto a simbolo della lotta per la laicità dello Stato. Cfr. Lozzi 6121; Cicogna 872; Gamba 2082n. che ritiene essere la seconda edizione; Melzi II, 7 per il nome di Pietro anziché Paolo al frontespizio. Buon esemplare.
In 12° (15x10,3 cm); CLXIV, (2) pp. Legatura coeva in piena pergamena rigida, qualche traccia di sporco. Un leggerissimo alone al margine basso del volume, ininfluente. Esemplare in buone condizioni di conservazione all'interno del volume. Seconda, non comune edizione, dopo la prima del 1696 anche se viene citata anche un'edizione del 1694, edizioni però che molti bibliografi dal Graesse, al Melzi a Benedetto Croce non prendono in considerazione come esistente, citando come prima quella napoletana del 1696, di questo celebre scritto del famoso poeta senese, conosciuto con lo pseudonimo di Quinto Settano, Lodovico Sergardi (Siena, 27 marzo 1660 – Spoleto, 7 novembre 1726). Appartenente a nobile famiglia senese, Sergadi, fece carriera nella curia romana dopo essere stato sotto la protezione dei Chigi. Fu uditore del celebre letterato, bibliofilo e poeta veneziano, cardinale Pietro Ottoboni. Intorno agli anni 90 del seicento iniziò la sua produzione letteraria dopo essere entrato, nel 1691, in Arcadia con il nome di Licone Trachio e di lì a poco divenne accademico d’onore dell’Accademia di San Luca. L'autore divenne famoso per l'opera qui presentata, 14 satire, scritte nel 1694 nello stile latino di Orazio e Giovenale, nelle quali l'autore satirizzava la società romana del tempo, mettendo in ridicolo la Curia pontificia e in particolare, presentato nelle satire con il nome di Filodemo, Gian Vincenzo Gravina, uno dei fondatori e noto come il "legislatore" dell'Arcadia. A Filodemo, si oppone nelle "Satire", Settano, personaggio che si allontana dall'opulenza e dagli intrighi della corte romana per trovare tranquillità e riflettere nel tranquillo paesaggio suburbano dell'Esquilino. La riposta di Gravina non si fece attendere. Prima attraverso l'erudito spagnolo Emmanuel Martí e poi lui direttamente lui stesso, sotto il nome attribuitogli da Sergadi, di Filodemo, attaccò le “Satyrae” criticandone la correttezza linguistica e poi, definendo l'opera del rivale come basse pasquinate scritte solo per spargere odio e veleno. In realtà lo scontro fra i due letterati non era solo linguistico e stilistico ma anche sull'apertura o meno alle nuove idee filosofiche e scientifiche. In questa edizione del 1698, sono ancora presenti ancora le satire V e VII che saranno poi, a causa dell'intervento della censura, eliminiate nelle edizioni seguenti. Dal 1701 Sergadi divenne anche consultore della Congregazione dell’Indice ruolo che ricoprì con un particolare riguardo nei confronti della cultura, permettendo la pubblicazione di opere che nessuno che aveva occupato tale carica prima di lui, avrebbe portato a stampa ed intervenendo anche, in aiuto di amici e conterranei che incorsero nell'attenzione dell'”Indice”. Scrive Tiziana Momigliano riferendosi alle Satire di Sergadi: "Satire.. queste, a cui è da rimproverare la troppo impetuosa passione personale, ma di grande valore come documento della vita romana dell'ultimo Seicento, a cui l'arguzia e la varietà del tono hanno permesso di conservare intatta la freschezza" (Tiziana Momigliano in Dizionario Bompiani delle Opere, VI, p. 534). Opera non comune e di grande importanze per ricostruire la storia romana della seconda metà del seicento. Rif. Bibl.: Melzi, III, 45: "Piu' corretta delle precedenti"; Gamba, 655; Vinciana, 3142; Brunet, V, 256: "Peu commune"; Graesse, VI, I, p. 338; Cian, p. 432; Pieters, Annales des Elsevier, p. 375; Croce, "Nuovi saggi sulla letteratura italiana del Seicento", passim; Voce "Sergardi" di Luigi Fassò in "Enciclopedia Italiana", XXXI, 431. Lancetti, "Pseudonimia", p. 224. Belloni, Il Seicento, pp. 230-232.
18156Paris Josse, Langlois. An 2 (1794) 1794 in 8 (20,5x13) 3 volumes reliures pleine basane fauve de l'époque, dos lisses, pièces de titre et de tomaison de cuir vert, tranches dorées, portrait gravé en frontispice, XIV et 448 pages, 418 pages- VI, 401 pages et 7 pages. Ex-libris Claude-Meriadec Pierret Chanterennes, et petit cachet ex-libris de la bibliothèque d'Emile Taillebois.
In 8, pp. (6) + 346. Stemma al f. Intonso e con barbe. Cart. coeva. Raro testo dedicato alla arte del segretariato e al servizio del principe. Molte le citazioni di altri autori quali il Guarini, il Guazzo ecc.