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Edizione originale. Tutto il pubblicato (196 fascicoli) della prima e della seconda serie (marzo 1954 - febbraio 1958) del settimanale «Il Contemporaneo». Fascicoli sciolti in ottime condizioni conservati in eleganti astucci con titoli al dorso raccolti in 6 cofanetti in tela. Rivista di letteratura, politica e cultura d’ispirazione marxista fondata a Roma nel 1954 sotto la direzione di Romano Bilenchi, Carlo Salinari e Antonello Trombadori. Settimanale fino al febbraio 1958 (quando terminano le pubblicazioni della “seconda serie” caratterizzata dal grande formato 42 x 58 cm), il periodico - che vantava nel proprio comitato direttivo, oltre ai già ricordati Salinari e Trombadori, Abe Steiner, Glauco Viazzi, Carlo Melograni e Renato Guttuso - comincerà a uscire dal marzo di quell’anno con cadenza mensile. Con articoli, interviste e approfondimenti di altissimo livello dedicati alla letteratura, all’arte e alla politica e con le sue pregevoli illustrazioni in bianco e nero, «Il Contemporaneo» si propose, fin dal numero inaugurale, di favorire la «conquista di un modo nuovo di guardare il mondo, senza evasioni e senza pessimismo [...] ma con ferma fiducia nelle possibilità umane di progresso; la conquista di una nuova vita morale è un fatto essenziale per una nuova cultura del nostro tempo».
In -4°, pp. (8), 747, (36); (4), 201, (14); (8), 162, (14); (4), 77, (15); mezza pergamena con titolo e fregi al dorso. Manca una carta (Europa) delle quattro stampate. Ognuna delle quattro parti del libro ha il suo frontespizio con marca tipografica. La “Ragion di stato” è l’opera principale di questo gesuita, che era stato anche precettore per i Savoia: l’espressione entra nell’uso solo successivamente alla compilazione del lavoro. A map missing (Europe) on the four printed. Each of the four parts of the book has his own title.
Raccolta di 14 opuscoli di diversa dimensione riuniti in un volume in tela blu, 16x26 cm, col titolo dorato al dorso “Brochures politiques”. Elenco manoscritto dei titoli alla pagina bianca. Tutti i pamphlets, tranne uno, conservano la loro brossura originale. Su alcuni l'INVIO manoscritto dell'Autore a Gustave Fagnez, che raccolse queste brochurtes. Elenco degli opuscoli e loro paginazione. --1) - QUINET, Edgar - L’Expedizion du Mexique. Londres, Jeffs, 1862. Brossura originale blu di 39pp.- 2) - ORLEANS, Henri d’ - Lettre sur l’histoire de France. Paris, Dumineray, 1861. Brossura originale gialla di 31pp.- 3) - PREVOST-PARADOL - Les anciens partis. Paris, Demineray, 1860. Brossura originale beige di 48pp.- 4) - LAVERGNE, Leonce de - La Constitution de 1852 et le decret du 24 novembre 1860. Paris, Demineray, 1860. Brossura originale beige di 48pp.- 5) - FAVRE, Jules - Discours sur la seconde expedition de Rome. Paris, Le Chevalier, 1867. Brossura originale grigia di 71pp.- 6) - L’enciclique du Tsar. Le droit de la Russie et le tort de la Pologne. Paris, Douniol, 1865. Dedica a matita del traduttore a Fagniez. Brossura originale bianca di 47pp.- 7) - SAINT-BEUVE - A propos des bibliothèques populaires. Paris, Levy, 1867. Brossura originale bianca di 24pp.- 8) - PREVOST-PARADOL - Les elections de 1863. Paris, Levy, 1863. Brossura originale verde di 47pp.- 9) – PELLETTAIN, Eugène - La comédie italienne. Paris, Pagnerre, 1862. Brossura originale beige di 4Opp.- 10) - GREVY, Jules - Le gouvernement necessaire. (Sixième édition) “Offert par l’auteur”. Paris, Le Chevalier, 1873. Brossura originale grigia di 48pp. - 11) - GREVY, Jules - Discours sur la prolongation des pouvoirs a M; le Maréchal de Mac Mahon. Paris, Le Chevalier, 1873. Brossura originale bianca di 24pp.- 12) - EICHTHAL, Eugène d’ - Les grèves et les conseils d’arbitrage en Angleterre. Paris, Calye, 1872. Extrait de la Revue des Deux Mondes, brossura rosa di 22 pp. 13) - EICHTHAL, Eugène d’ - Les coalitions de patrons et d’ouvriers. Paris, Claye, 1872. Extrait, brossura rosa di 30 pp. Dedica autografa a Fagniez. 14) - EICHTHAL, Eugène d’ - Les lois sur le travail des enfants dans les manufactures. Paris, Claye. Extrait; brossura rosa di 24 pp. Dedica autografa a Fagniez. – Gustave Fagniez (1842-1927), storico di grande levatura, pubblicò studi in modo particolare sulla storia dell’industria e del commercio nei secoli XVI e XVII. Alcuni degli opuscoli qui raccolti sono rari, come quello di Quinet sulla tragica spedizione francese in Messico.
[12], 193, [3] p. ; in-4º, piena pelle con fregi dorati al dorso
in-4°, 226x174 mm, leg. coeva in pergamena, con titolo manoscritto al dorso; pp. [20], 753, [3]; front. inciso; finalini e iniziali xil.; numerosissime illustrazioni calcografiche. Non sono presenti i dati dell’editore. Prima edizione italiana di questa raccolta di pensieri, precetti politici e sentenze destinati all'educazione di un Principe cristiano, ma utili anche per qualsiasi persona colta dell'epoca. L’Autore dell’opera, Diego Saavedra Fajardo (1584-1648), diplomatico e scrittore spagnolo, studioso di storia e di diritto, si attiene ai principi dell'etica cristiana, confutando in alcuni punti le idee di Machiavelli. Rif.: IT\ICCU\CAGE\015573. OCLC, 920142715. Cond.: Tracce d’uso alla legatura (leggera mancanza alla cuffia sup., presenza di alcune macchie, pergamena troppo tesa ai piatti, con leggera incurvatura al taglio esterno). Carte pulite, spesse e croccanti. Esemplare decisamente in condizioni generali molto buone.
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Due parti in un volume di cm. 26, pp. xxiii (1) 326; (2) xiv, 398. Con una grande carta geografica incisa in rame e ripiegata f.t. Solida legatura coeva in piena pelle, dorso a nervi con titoli e fregi in oro. Piccole abrasioni superficiali ai comparti del dorso, una nota ms. coeva al frontespizio e qualche rada brunitura marginale, esemplare complessivamente genuino, marginoso e ben conservato. Edizione bella e non comune, apparsa un anno dopo l'originale. Dal frontespizio: "...Nouvelle édition. Corrigée par l'auteur, & augmentée d'une table des matières, & d'une carte géographique, pour servir à l'intelligence des articles qui concernent le commerce."
Memoria y ambición en Euskadi. Una profunda reflexión personal sobre la vida vasca de los últimos diez años vista desde todos los ángulos y al mismo tiempo un enfoque radicalmente subjetivo comprometido y apasionado.
Undici volumi legati in tredici (i volumi 7 ed 8 sono divisi in due tomi) di cm. 20, pp. 5.000 ca. complessive. Con 22 tavole fuori testo finemente incise in rame. prevalentemente ad illustrare la Nouvelle Héliose e l'Emile. Sono inoltre presenti 18 tavole musicali ripiegate f.t. Legatura strettamente coeva in piena pelle, dorsi a nervi con titoli e ricchi fregi in oro. Sguardie marmorizzate e tagli rossi. Genuino e ben conservato con solo qualche lieve segno d'uso ai dorsi. Esemplare appartenuto e con timbro di possesso a ciascun volume di Ernesto Augusto, Principe di Hannover, Principe Ereditario di Brunswick e Lüneburg, Principe Reale di Gran Bretagna e Irlanda.
Paris, 1880-1910, annate 30 in 31 volumi, in-4, ben rilegate in mezzo marocchino blu, con fregi ed iscrizioni oro ai dorsi. Con numerose illustrazioni nel t. e pagine di pubblicità. Asportata la cuffia ad un volume.
Due etichette di biblioteche estinte. L’opera uscì come quinto volume della collana «Neuen Enciclopedie für Wissenschaften und Künste». Prima edizione. L’autore (1816 - 1875) fu militante socialista e conobbe Marx già nel 1844 a Parigi; nel 1848 fu arrestato nel corso dello sciopero fiscale, ma tra il 1850 e il 1851 venne eletto deputato al parlamento dello Schleswig-Holstein nelle file della sinistra estrema. Ricostruzione storica dei commerci, visti con angolazione inusuale per quel tempo.
Ouvrage absolutament necessaire a tous ceux qui se pourvoiront du Cors diplomatique ou Grand recueil des traitez de paix. 4 in folio, legatura coeva in pelle bouchete, dorso a nervi con bottello rosso e titolo impresso, diffuse bruniture, testo a due colonne con fregio in centro, ampi margini; nel complesso buono stato di conservazione
Elegante legatura coeva in mezza pelle rossa con angoli, dorso con nervi, titoli su doppio tassello nero con filetti e fregi impressi in oro, piatti e sguardie marmorizzati, taglio superiore colorato in rosso, segnalibro in stoffa cucito. Nitti e Roux furono direttori della rivista dal 1894, anno della sua fondazione, all'agosto 1900, quando subentrò nella direzione anche Luigi Einaudi. Dal 1908, con l'inizio della terza serie, la rivista passò sotto la guida esclusiva di Einaudi fino al termine delle pubblicazioni nel 1935. Questa raccolta comprende tutto il pubblicato della rivista e precisamente: - tutto il pubblicato de "La Riforma Sociale" di 46 volumi in 53 tomi; - un tomo con l'"Indice trentennale" riferito alle annate dal 1894 al 1923 (non risultano censiti indici riferiti agli anni successivi); - tutto il pubblicato dei sei supplementi (in due tomi) elencati nell'indice trentennale e della "Bibliographia economica universalis" donata agli abbonati della rivista tra il 1908 e il 1909; - 11 dei 13 tomi dell'annuario "L'Italia Economica", compilato dal prof. Riccardo Bachi e pubblicato fra il 1910 e il 1922. Il primo numero, nasce come un articolo incluso nella paginazione de <em>La Riforma sociale</em>, dall'annata successiva diventa un vero e proprio supplemento indipendente. Abrasioni e piccole mancanze ai dorsi, più evidenti a quelli di 6 volumi, in generale esemplare in stato molto buono, unica mancanza alla completezza dell'opera due annate del supplemento "L'Italia economica".
Sei volumi legati in due di pp. 1600 ca. complessive. Legatura ottocentesca in mezza pelle con punte, dorsi lisci con titoli in oro su doppi tasselli. Qualche segno d'uso esterno, piccole gore marginali, peraltro esemplare ben conservato. Si tratta della raccolta che lo stampatore luganese ha pensato di proporre al fine di presentare tutto il materiale concernente il soggetto citato nel titolo e che era stato pubblicato in molti pamphlet ed opuscoli, ormai difficili e rari da reperire. Opera interessante e non comune, soprattutto quando completa come il presente esemplare (da non confondere con la scheda errata in Iccu che cita 8 volumi, un ritratto ed una tavola che invece non devono essere presenti). Cfr. C. Caldelari: Bibliografia luganese del Settecento. Le edizioni Agnelli di Lugano, scheda n. 497, p. 498.
8 voll. in-8 gr., pp. CLXXXIV, 276; 452; 325; 385; 364; 369; 419; 323, bella leg. unif. m. pelle coeva con angoli, tass. e tit. oro ai d. con nervi e picc. fregi oro, piatti in carta marmorizz. In antip. al primo vol. bel ritr. del Machiavelli inc. in rame da Lapi dal dipinto del Bronzino. Con una tab. rip. con il raffronto di alcuni passi dell’opera con altre edizioni. Rara ediz. ampliata rispetto a quella precedente del Cambiagi del 1782. Bell’esempl. [254]
Milano, 1924 (1 gennaio - 29 giugno), A. XXXIX, nn. 1-155 (ma mancano i nn. 20 e 141). I numeri 1-4 presentano macchie d'umidità a mezza pagina e ampi strappi con mancanze che interessano lievemente il testo; dei nn. 5, 10, 18, 62, 80, 86 sono presenti le sole pp. 3-4 con strappi, mancanze e macchie d'umidità; strappi al margine superiore, che talvolta tocca il testo in modo irrisorio, dei nn. 12-17; mancanze, che interessano il testo in più punti, al margine interno delle pp. 3-4 del n. 28; ampio strappo, ma nessuna mancanza, all'angolo superiore interno delle pp. 1-2 del n. 61; i nn. 64, 69 hanno uno strappo, senza mancanze, al centro delle pp. 3-4; del n. 71 sono presenti le sole pp. 1-2; strappi che interessano il testo al margine esterno del n. 83; strappi e mancanze, che toccano perifericamente il testo, ai margini del n. 116; importante mancanza con perdita di testo al margine interno delle pp. 3-4 del n. 133; per il resto i giornali hanno margini completamente integri, anche se quasi tutti i numeri sono composti da fogli sciolti, con frequentissime mancanze al margine interno che però non interessano mai il testo. Nelle pagine interne compaiono frequenti aggiornamenti sul processo a Hitler e agli altri protagonisti del Putsch di Monaco; gli Italiani sono chiamati alle urne il 6 aprile, e pertanto si seguono gli avvenimenti di un periodo pre-elettorale particolarmente caldo e difficile, contrassegnato dall'intensificarsi delle violenze fasciste contro gli oppositori, le quali culminano, in giugno, con l'omicidio Matteotti.
Collezione pressoché completa (manca il fascicolo 28 del 7 settembre 1829). cui si unisce «Necrologia» , supplmento al numero 14, l’unico supplemento stampato. Sul numero 35 la data del lunedì 2 ottobre 1829 è stata corretta ad inchiostro, da mano coeva, in lunedì 2 novembre 1829. In ottime condizioni di conservazione(fisiologiche leggere abrasioni ai piatti e leggere fioriture alle carte). Il giornale vide la luce per 48 numeri, cessando le pubblicazioni il lunedì 8 febbraio 1830. Dal numero 41 il formato si riduce leggermente. -- Fondato e diretto da Francesco Guerrazzi, su queste pagine scrisse i primi articoli il giovane Mazzini. Il primo numero apparve il 12 gennaio 1829 presso la Tipografia Vignozzi, e proseguì le pubblicazioni per 48 numeri fino al 8 Febbraio del 1830, fino cioè all’arresto di Guerrazzi e Bini che rimasero in prigione fino al 1833. Nato poco dopo la cessazione del quasi omonimo «Indicatore genovese» il periodico fu fondato e diretto da due giovani esponenti del movimento mazziniano in Toscana, il direttore Francesco Domenico Guerrazzi (1804-1873) e il suo amico Carlo Bini (1806-1842). Repubblicani entrambi i due promotori seppero raccogliere intorno alla testata numerosi intellettuali, compreso lo stesso Mazzini che, ventiquattrenne, pubblicò sette articoli firmati con la sola sigla “M”; proprio a causa di un suo scritto giudicato sovversivo e pericoloso, il giornale fu fatto cessare. Non stupisce, considerati i legami stretti con la Giovine Italia, il loro arresto con reclusione nel carcere di Portoferraio. Il Bini morì d’infarto; il Guerrazzi (amico di Byron, cui è dedicata la prima stampa, le «Stanze») fu un romanziere di enorme successo, pervicacemente repubblicano, attivo durante i moti del ’48 (condannato a 15 anni, ottenne dopo 6 mesi la conversione nell’esilio in Corsica), parlamentare dopo l’Unità nelle file della sinistra. Oltre al Mazzini fra i collaboratori ritroviamo Andrea Maffei, Filippo Bettini, Elia Benza. Carlo Poerio, Colletta, La Cecilia, Missirini e Benza. Il settimanale fu soppresso d’autorità, risultati vani i richiami all’ordine del governo granducale. Del Bini (scrittore oggetto di recente rivalutazione); il giornale era suddiviso in due parti principali, nella prima si trovano articoli relativi al commercio e delle cose che al commercio appartengono; nella seconda della morale (notevoli gli articoli sulla pena di morte), della istruzione, di lettere, arti liberali (si commentano e recensiscono le opere di Byron, Foscolo, Pellico, Schiller, Bellini. Di notevole interesse tre articoli dedicati al «Tristan Shandy». Si traducono Sterne e Byron). -- Nelle intenzioni del fondatore e direttore Francesco Guerrazzi, il giornale avrebbe dovuto avere cadenza settimanale. Il primo numero contiene soltanto un «Prospetto» di due pagine, a firma del direttore che illustrano le intenzioni programmatiche del giornale: «Ogni genere letterario può, quando un popolo abbia in animo di scuotere il giogo della servitù, divenire arma terribile contro il nemico: dalla solenne tragedia alla umile farsa rappresentata dai burattini, dal poema alla favola, tutto diviene capace di fiere invettive o di sottili ironie, che il popolo, in certi momenti, afferra con incredibile facilità. Ma il giornale è, in tali casi, strumento più di ogni altro efficace: esso corre più rapido delle tragedie, delle commedie, dei poemi da un capo all’altro del paese, esso può penetrare dovunque, esso diviene l’amico delle famiglie, dove è letto, discusso, illustrato, esso è alla portata intellettuale ed economica della massima parte delle persone». Guerrazzi aveva già fondato a Livorno il Gabinetto scientifico letterario perché la sua città natia non fosse più vituperosamente chiamata la Beozia d’Italia; fondò dunque un giornale con l’intento di riscattare il prestigio civile e culturale della sua città, di fronte a Firenze che poteva vantare l«Antologia» o a Pisa che aveva il «Nuovo Giornale de’ Letterati». Ma c’era inoltre nel Guerrazzi un riposto intendimento politico: quello di rivolgersi agli elementi più giovani e irrequieti della borghesia, o piccola borghesia, di sentimenti liberali e democratici: e in questo senso il giornale assunse un’importanza storica notevole, nel risvegliare quelle scelte forze crescenti, e però sempre minoritarie, dalle quali sarebbero poi sortiti i primo cospiratori, i primi propugnatori della nuova politica unitaria, i primi combattenti delle sommosse, come riconosceva lo stesso Mazzini. Il programma del nuovo giornale era tutto nel suo motto: «Alere flammam!»
In Venetia, [Alessandro Brucioli & fratelli], 1547, in-8, legatura settecentesca in piena pergamena, (piccolo segno di tarlo al piatto posteriore), cc. [8], 179. Con marca xilografica sul frontespizio. Al frontespizio mancano gran parte dei margini bianchi laterali e tutto quello inferiore: la parte conservata, che comprende tutta la parte stampata (il titolo, la marca tipografica il luogo e la data di stampa) è stata riapplicata su un foglio bianco in carta coeva all'edizione. Colophon in fine (con l'errore di data MDXLII corretto a mano in MDXLVII). Non è stata legata l'ultima carta, che era bianca. Prima edizione della Politica di Aristotele tradotta (e pubblicata) dal Brucioli, umanista e noto "eretico", nato a Firenze alla fine del XV secolo e morto a Venezia, dove nel 1541 aprì una stamperia coi suoi fratelli e da dove, nel 1548, fu bandito dopo esser stato condannato per eresia. La sua opera più famosa, la traduzione in volgare della Bibbia fu messa all'indice nel 1559.
4 opere legate in 1 volume in-folio (cm. 27,2); legatura coeva in p. pergamena rigida con nervi e titolo ms. al dorso, tagli spruzzati; pp. [6] 207 [5], [4] 186 [34], [4] 160 [28], [8] 212 [2] in buono stato, carta fresca e crocchiante ad ampi margini, con vignette in rame ai frontespizi (tutte di G.P. Bianchi); sporadiche fioriture, trascurabili aloni marginali, integrazione all'angolo e foro con fastidio alla carta d'indice della prima opera; prima e ultima carta bianca assenti. Censimento delle opere del cardinale Borromeo in edizione originale postuma, eccetto La gratia che è primo volgarizzamento di opera già edita in latino. «Il est fort probable que les ouvrages de Fréd. Borromeo, qui ne portent pas de nom de libraire, auront été impr. aux frais de l’A. et tirés à petit nomare» [Brunet I, 1121]. Cfr. Bozza 170-171. Buon esemplare assai genuino.
In -4°, pp. (4), 86, (2), 14 cc. Pergamena coeva con lacci; marca editoriale al frontespizio e alla fine della prima parte. Prima edizione di questo celebre trattato sul modo migliore di governare, che ne rappresenta vari aspetti, compresi due saggi sulla ‘Politica’ di Aristotele e finisce con tre lettere dell’autore riguardo le riforme della Repubblica. Il volume è completo del trattato di Erizzo sul governo civile, anch’esso qui pubblicato per la prima volta. Adams C1178, Gamba 1308 First edition of this famous work on government, including two essays on Aristotele’s Politics, and ending with three letters of the author about Republic’s reform. The volume is complete with Erizzo’s work on civil government, itself published here for the first time.
In-8 (195 x 124 mm), demi-basane fauve de l'époque, dos lisse orné de fleurons, filets et roulettes dorés, titre doré, tranches mouchetées, viij, 389 p. (faux-titre et titre inclus). Edition originale posthume de premier tirage, sans mention d’édition, publiée par Pierre Daunou et Sophie de Condorcet. "Jamais ce qu’il est convenu d’appeler les illusions du progrès n’a été exposé avec autant d’éloquence. Condorcet, à la veille de mourir par la faute de cette Révolution qu’il a préparée et servie, persiste et signe. Son testament est aussi celui des Lumières. Cette tentative d’embrasser d’un seul regard l’histoire de l’humanité pour y reconnaître les manifestations de la perfectibilité de l’esprit humain s’achève sur une extraordinaire évocation de l’avenir de l’humanité, où l’enthousiasme du philosophe s’unit à la sobriété du savant" (Alain Pons, GF, 1988). "La forme sous laquelle la pensée occidentale a assimilé l'idée que le XVIIIe siècle se faisait du progrès. Ceux qui vinrent après n'eurent d'autres alternatives que de reconnaître leur allégeance ou d'affirmer leur hostilité" (Frank Manuel, "Prophets of Paris", cité par Baker, 'Condorcet', p. 449). ('En Français dans le texte', 196. Martin & Walter, 8083. PMM, 246). Précédé de: LEQUINIO (Joseph-Marie). Les Préjugés détruits. Paris, Cercle social, 1793. (8), 367 p. Déchirure sans manque au faux-titre et travail de ver pp. 350-367. Exemplaire signé. Quelques rousseurs. Dos légèrement frotté. Un petit défaut de papier sans perte (p. 11). Très bon exemplaire, bien relié à l'époque.
in-8, pp. IV, 5-386. Leg. coeva in pelle bruna marmorizzata, tagli marmoriz. Rara edizione. L'opera uscita anonima, di chiara matrice fisiocratica, è composta da una breve Introduzione e da tre parti, con numerazione continua: L'ordre essentiel et politique des puissances, fino a pagina 108; Code des nations, ou examen philosophique and politique de l'Homme, considéré dans l'etat de nature, d'avec l'homme en société, fino a pagina 250; Essai politique sur le commerce des différentes Nations avec la France, and sur celui de la France avec quelques Nations de l'Europe and des autres parties du monde. INED 4721: "Opera fisiocratica più rivolta verso la scienza politica, e anche verso la filosofia, che verso la contabilità del prodotto netto. In particolare, l'autore svolge la nozione di lusso ottimo, e considera la popolazione come un risultato, e non come un obiettivo." Bell'esemplare.. Ined 4721..
4 volumi in-4° (cm. 24,8), affascinanti legature coeve in p. vitello maculato, dorsi con nervi, tasselli e ricche decorazioni in oro (lievi abrasioni e un'antica etichetta); tagli rossi, splendidi risguardi in carta floreale settecentesca; pp. [2], XXVIII, 656; [2], VIII, 755, [1 bb.]; [2], VIII, 746; [2], VIII, 684; tutti i frontespizi bicromi, i primi due con vignetta calcografica e i restanti con xilografia, 1 ritratto inciso da Sedelmayr in rame dell'autore f.t. al primo volume; testatine, finalini e capilettera in xilografia; carte in ottimo stato, fresche, solo sporadicissime fioriture. Prima versione francese «infidèle et mal écrite» [Graesse III, 79]. Fu verosimilmente pubblicata a Ginevra: «Le magistrat chargé des affaires de la librairie défendit pendant quelques années l'introduction en France de la traduction; elle n'y pénétra qu'en 1745» [Barbier II, 644]. L'attribuzione della traduzione è tuttora incerta tra Desmonceaux o Beddevolle. Cfr. pure Querard III, 342. Superbo esemplare. (SH5)
Prima edizione. Ottimo esemplare. Uno dei libri più rari dell’autore, la sua opera prima politica nonché uno dei primissimi libri pubblicati sotto la sigla «Piero Gobetti editore». Il libro esce nell’«anno gobettiano» 1923, appena a seguire il saggio sulla «Filosofia politica di Vittorio Alfieri» e in concomitanza con «La Frusta teatrale» (pubblicato da Corbaccio) e con la monografia su «Felice Casorati pittore». Fu tirato in sole 500 copie, come risulta da una fattura della tipografia, delle quali — data la natura effimera della placchetta — ne sono sopravvissute a oggi assai poche: delle dodici copie registrate nel censimento ICCU, la maggior parte sono confluite in fondi specialistici provenendo da biblioteche di intellettuali vicini all’autore (ISREC Bergamo, DISCI Bologna, Fondazione Feltrinelli, Fondazione Kuliscioff, Biblioteca Giustino Fortunato, Centro Studi Gobetti e Fondazione Einaudi). L’archivio vendite del sito Maremagnum.com registra un solo esemplare proposto alla vendita negli ultimi trent’anni. -- Il testo è estratto, rimaneggiato e ampliato, da un articolo già apparso in marzo sul settimanale «La rivoluzione liberale», e costituisce un primo abbozzo del pensiero politico gobettiano, che culminerà due anni dopo nel saggio omonimo «La rivoluzione liberale» (Bologna, Cappelli, 1924). Gobetti ripercorre la situazione politica italiana del primissimo Novecento — con incursioni storiche nel tardo Ottocento — per poi soffermarsi in particolare sugli anni appena trascorsi, e cioè sul passaggio dal biennio rosso al fascismo, visto con preoccupazione e come una minaccia. Accame-Lanzillotta, Le edizioni e i tipografi Gobetti, n. 5
In -8°, pp. XXII, 120, 128, 148, 148. Mezza pelle con titolo e ornamenti al dorso. Libro non banale, scritto da un autore molto popolare all’epoca anche se poi quasi dimenticato: Mercier (Parigi 1740-1814), autore di commedie e saggi di argomento fortemente repubblicano, dové fuggire in Svizzera negli anni precedenti alla Rivoluzione, proprio per il contenuto sovversivo dei suoi scritti. Fra questi “L’an 2240” (del 1781), considerato fra i precursori del romanzo di fantascienza. An interesting book, written by a then very popular french author: Mercier (1740-1814), the author of comedies and writings with a very republican content, was forced to emigrate from France to Switzerland, because of the subversive content of his publications. This book was published the year before the French Revolution, after which Mercier could go back to Paris. Mercier is also considered a forerunner of the science fiction, since he wrote a novel, in 1781, called “L’an 2240” in which he imagined the life in XXIV Century, ruled by a utopistic concept of coexistence.