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0366245651.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
br. Il 2 giugno 1946, giorno del referendum istituzionale monarchia-repubblica, in Italia si svolgono anche le elezioni per l'Assemblea Costituente. Entrambe le consultazioni sono caratterizzate, per la prima volta, dall'estensione del diritto di voto all'elettorato femminile. Già il 10 marzo dello stesso anno si svolgono le prime elezioni amministrative del dopoguerra. Con il 1946, dunque, comincia la "storia elettorale" democratica del nostro Paese. Il volume non è solo un manuale di dati e statistiche elettorali, soffermandosi anche sul quadro storico, politico, di cronaca e di costume nel quale le varie consultazioni si sono svolte: dall'esplosione demografica del dopoguerra al boom economico, dalla grande emigrazione alla grande immigrazione, dalla fine della "prima repubblica" alla delicata transizione attuale. Rubriche, curiosità e approfondimenti informano il lettore sui redditi delle famiglie, sulla vita media degli italiani, sull'istruzione, sul prezzo della benzina, delle sigarette, dei prodotti alimentari, fino ai principali programmi radiofonici e televisivi che hanno accompagnato la vita del paese.
1 20,5x13,5 cm., cucito con due punti metallici, pp. 16, prima edizione, in italiano, buone condizioni
Mm 240x305 Volume cartonato rigido di pagine 200, ricco apparato iconografico in bianco e nero, sovraccoperta figurata, leggere fioriture alle prime ed ultime carte. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 16°, br. edit. pp.31. Buon es.
br. Il racconto del clima politico prima e dopo le recenti elezioni e un'analisi in tempo reale del fallito tentativo di Netanyahu di formare un governo. E così in Israele è impasse. Per la prima volta nella sua storia il Paese è chiamato due volte al voto nello stesso anno e, come per le precedenti tornate, si tratterà di un altro referendum pro o contro Netanyahu, il leader della destra populista. Lui che, cavalcando verso l'incoronazione dopo il voto che ha sancito la débâcle di una sinistra entrata ormai in profonda crisi, ha finito per attorcigliarsi nella trattativa di coalizione, rinviando all'autunno l'eventuale suo quinto mandato da Premier.
br. Pochi libri possono celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia meglio del "Viaggio elettorale" di Francesco De Sanctis, arricchito da un'ampia introduzione del grande storico Denis Mack Smith, perché, per citare lo stesso Mack Smith, "De Sanctis si occupò della realtà politica e sociale non meno che di letteratura, e la sua penetrante diagnosi degli anni attorno al 1870 è, ancor oggi, di notevole interesse e utilità pratica". Tornato nelle sue terre d'origine dopo più di quarant'anni, in occasione delle elezioni del 1875, De Sanctis stilò questo straordinario, puntuale documento sulle condizioni di vita della società meridionale dell'epoca, il mondo dei proprietari terrieri, dei borghesi 'galantuomini', delle masse contadine, delle alleanze e degli intrighi di un periodo della politica italiana noto appunto come il periodo del 'trasformismo'. Mack Smith dunque analizza la figura del grande critico letterario mettendone in rilievo la straordinaria modernità, l'attualità della sua visione politica e, soprattutto, mostrando come al fondo della sua insoddisfazione politica fossero problemi che, oggi come allora, sono ben lontani dall'essere risolti. Insomma, una storia italiana che è molto più attuale di quanto indichi il calendario.
br. Davvero il 3 novembre 2020 sarà eletto il Presidente degli Stati Uniti d'America? Ovviamente no. In quella data verranno votati i Grandi Elettori che il 14 del seguente dicembre effettivamente eleggeranno il Capo dello Stato USA. Ciò considerato, gli States sono la massima rappresentazione della democrazia? Un Paese nel quale i cittadini non votano direttamente per il loro Presidente ma delegano altri a farlo, lo è? È veramente il Capo dello Stato USA la persona più potente al mondo? Gerald Ford non lo pensava e ha detto che «l'unica cosa che può decidere da solo è quando andare al gabinetto!». Ma perché nel 2020 si vota il 3 novembre? E perché il Presidente verrà invece eletto il successivo 14 dicembre?
di cm. 24,5x17,1, impresso solo recto con solo testo senza simboli, con timbro di Istituto religioso cattolico; gualcito. La Francia "a grande maggioranza ha votato contro la costituziane [sic, e in corsivo] rossa". Accusa comunisti e socialisti di preparare una costituzione "contro la religione" e di "preparare la dittatura". Il 2 giugno 1946 si celebrarono libere elezioni, le prime dal 1924. Ebbero diritto di voto tutti i cittadini italiani maggiorenni (cioè, all'epoca, d'età superiore a 21 anni) di entrambi i sessi. Per la seconda volta nello Stato Italiano si votò con suffragio universale (la prima volta fu nelle elezioni amministrative del 1946). Vennero consegnate contemporaneamente agli elettori la scheda per la scelta fra Monarchia e Repubblica, il cosiddetto Referendum istituzionale, e quella per l'elezione dei deputati dell'Assemblea Costituente, a cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale, come stabilito con il Decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo. Dunque si tratta di volantino diffuso prima del 2 giugno 1946.
grand in-8°, XXXIV-191 pp., broche, couv. Bel exemplaire, en partie non coupe. [NV-11] [F]
198019879Montréal Québécor 1980
br. Affrontando con rigore e disincanto il «feticismo del voto», Dupuis-Déri fa al contempo un elogio dell'astensione che mette in causa lo stesso principio di rappresentanza, ovvero il mito fondatore delle democrazie occidentali. Un principio che per legittimarsi poggia su un ben preciso rituale - il voto - il cui scopo è alimentare la convinzione che il popolo parli davvero per bocca dei suoi rappresentanti. Ma basta uscire dalla retorica politica per accorgersi che le urne elettorali, il luogo sacro di questo rituale, sono sempre più disertate, e per una molteplicità di ragioni che vanno ben oltre quella «indifferenza» o «incompetenza» politica spesso invocate per liquidare un rifiuto che intacca le basi stesse del sistema elettorale. Oggi infatti l'astensionismo, pur continuando a essere biasimato, denigrato e talvolta persino perseguito, si va sempre più affermando come pratica politica consapevole. E in effetti, davanti a dinamiche di potere sempre più svincolate dalle cariche elettive e a «maggioranze» parlamentari che sul totale della popolazione sono di fatto esigue minoranze, oggi la domanda che ci si deve porre non è più perché la gente non vota, ma perché mai continua a votare.
Roma, Libreria Politica Moderna, 1947, in-24, brossura editoriale, pp. 128. Collana "Diamante", 1. Firma d'appartennza: Patrio Parenti, in penna alla cop. anteriore.
in 8° leg. ed. sovrac. fig. a col. pp.332, molte tavv. f.testo. Opera importante e ricercata, ben tenuto
In 8°, t.t. edit. con sovrac. ill. (minime tracce d'uso) , pp. (XVI),332,(4), con num. fot. b.n. in tavv. f.t.; prima ed., copia molto buona. (m302/d)
1958boz_003687Photographie argentique de 1958 Guinée ou Rwanda : un moment clé de l’histoire africaine. 17,8 x 23,9 cm Photographie de presse originale - Référendum de 1958 et indépendance de la Guinée et quelques une du Rwanda. Caractéristiques des photographies : Tampons et annotations au verso : Chaque photographie porte un tampon de l'agence de presse, comme "PHOTO EUROPRESS" ou "Raymond Darolle", avec des mentions obligatoires de crédit au dos. Thématiques des clichés : Scènes de danses traditionnelles Portraits en gros plan Vues de foules et rassemblements Scènes de cérémonies officielles (Rwanda) et de vie quotidienne Ambiances capturant l'esprit de l'indépendance et des traditions locales Détails sur l’état : Les photographies sont en bon état général. Quelques traces d’usure peuvent être observées au dos en raison du stockage et de l’âge des documents, mais rien qui ne nuise à leur lisibilité ou à leur qualité. Elle ne tient pas à plat. Cette vente fait partie d’un lot de 29 photographies originales liées à cet événement historique.
br. Il 2014 è stato l'anno della chiamata alle urne per le penultime elezioni europee che, con tutte le cautele del caso, hanno rappresentato in Europa l'exploit dell'avanzata populista. In questo saggio si affronta il tema della performance populista-comunicativa di tre partiti durante tale occasione: Lega Nord in Italia, Podemos in Spagna e UKIP in Gran Bretagna. Il pianeta più luminoso, Venere, è stato utilizzato a lungo come metafora per capire il modo in cui gli europei intendessero la politica: dialogo, soft power, pace duratura. È ancora così? Il 2014 ha mostrato una nuova mappa spaziale. È il populismo dell'Europa, il populismo di Venere: i tre Paesi in esame presentano storie molto diverse ma sono accumunati dal trovarsi in prima fila nella trincea populista, ove si combatte contro le élites, la casta, gli stranieri e l'Europa stessa. Proprio tenendo conto di questo, la domanda cui quest'opera a carattere divulgativo ha provato a rispondere è stata: che tipo di populismo comunicativo è stato quello dei partiti presi in considerazione?
Autori: Fabio Ratto Trabucco.
brossura Il volume presenta un quadro analitico del voto referendario del 2-3 giugno 1946, muovendosi nella cornice della storia politico-istituzionale e della geografia elettorale, in proficuo dialogo con la politologia storica. L'approccio metodologico privilegia il punto di osservazione delle istituzioni da Sud a Nord e muove dalla raccolta dei dati nei singoli comuni della penisola, quali basi naturali di tutte le circoscrizioni elettorali. Comparando il voto istituzionale con quello amministrativo e politico nel 1946, si individuano le linee di continuità con i flussi elettorali del primo dopoguerra e le più marcate faglie politico-sociali, sia nelle aree a prevalenza repubblicana che in quelle a maggioranza monarchica. La ricca varietà geografica delle due opzioni istituzionali mostra le peculiarità politico-amministrative nel processo di costruzione della democrazia repubblicana.
br. Il 2-3 giugno 1946 con il voto della maggioranza degli italiani nel referendum istituzionale l'Italia passò dalla monarchia alla repubblica, concludendo una lunga transizione dal fascismo alla democrazia, iniziata il 25 luglio 1943. Per la prima volta nella storia d'Italia le donne poterono votare al pari degli uomini e ventuno di loro furono elette all'Assemblea Costituente. Come ha scritto Piero Calamandrei: «Mai nella storia è avvenuto, né mai ancora avverrà che una repubblica sia stata proclamata per libera scelta di popolo mentre era ancora sul trono il re». Dalla dittatura alla repubblica: si tratta di una fase complessa e contraddittoria, che qui viene riletta alla luce del dibattito sulla questione istituzionale e del controverso approdo alla scelta referendaria, oltre che analizzando la competizione tra gli alleati inglesi e americani per l'egemonia sul Mediterraneo. Regno del Sud e Resistenza convissero fino alla Liberazione, in un dualismo destinato ad alimentare la tesi secondo cui si sarebbe potuto fare di più e meglio per garantire una reale discontinuità con gli apparati burocratici e amministrativi del vecchio regime fascista. Ma il radicale rinnovamento dello stato fu frenato dalle forze della conservazione, largamente compromesse con il fascismo e, soprattutto, dal delinearsi all'orizzonte della guerra fredda e della competizione globale tra Stati Uniti e Unione Sovietica.
In 16°, br. edit. pp. 26
199510693Hurtubise-HMH In-8 Couverture souple Montréal 1995
ril. Il 1946 è una data densa di avvenimenti per la storia italiana, tanto da poter essere letta come l'anno in cui tutto ricomincia. La ricostruzione economica è appena iniziata e i problemi sembrano insormontabili, ma la vita politica si va incanalando lungo il difficile sentiero della democrazia e non mancano grandi speranze; i partiti inaugurano un'attività febbrile, dirigenti e militanti si tuffano nel vortice dei comizi, delle riunioni, della diffusione dei materiali di propaganda. Ma soprattutto le italiane si recano per la prima volta alle urne, votano e sono elette: irrompono di prepotenza sulla scena della politica nazionale. Il volume ricostruisce il clima di quelle giornate elettorali, gli orientamenti dell'opinione pubblica, l'intensa attività di pedagogia politica dispiegata dalle associazioni femminili di massa e la loro significativa presenza nei processi di integrazione delle italiane e degli italiani nella democrazia. Particolare attenzione è rivolta alle elette, alle difficoltà incontrate nel lavoro istituzionale e nella costruzione di un'autorevole rappresentazione della donna politica frontalmente osteggiata da una parte della stampa decisa a svilire e a svuotare, attraverso il richiamo a canoni estetici, le competenze e la professionalità delle elette. Un'angolatura originale per guardare alla nostra storia recente, e all'anno di nascita della Repubblica.
brossura La storia di questi ultimi anni dimostra che, rispetto alle nobili intenzioni dei Costituenti, poste a fondamento della ritrovata democrazia, il sistema politico sta lentamente degenerando verso una deriva oligarchica, con la sostituzione di un'elite con un'altra, dal partito unico, all'unica congrega. Gli elettori sentono questo sistema come una campana rotta, per questo si allontanano sempre più dalle urne. Altro che "fatica del voto", la fatica è quella di sopportare l'evidente esproprio di sovranità popolare attuato con il Porcellum, senza che tale sacrificio abbia portato alcun beneficio. Con la scusa della "governabilità" tutta l'attenzione è dedicata alla messa a punto di nuovi meccanismi di trasformazione di voti in seggi, mirati unicamente alla conservazione del potere. Contro tale nefasta impostazione gli Autori hanno messo a punto delle linee guida, nella scia tracciata da Gianfranco Miglio, per ritornare sulla retta via della "democrazia rappresentativa" e riportare la sovranità al popolo, con una proposta innovativa di sistemi elettorali per il Parlamento e il Governo.
In-8° pp. 207, bross. edit. ill. Lievi tracce d'uso.