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br. Le arterie stradali di Teheran sembrano i bulbi oculari tumefatti di una lucertola che cuoce al sole sulla sabbia del deserto, nello shock onirico e stralunato di una Las Vegas iraniana, come ai tempi dello Sha. Il discorso del Leder Supremo ha lasciato la sua traccia. Pensano che vogliamo americanizzare l'Iran. In TV ripetono ogni giorno che "il governo è per il popolo, che i Basij aiutano la gente, che la vera democrazia è la nostra, che in occidente non c'è democrazia. Dicono che Moussavi vuole fare una rivoluzione, e che gli americani lo appoggiano. Dicono che la ragazza morta qualche giorno fa per strada è stata uccisa dai servizi segreti americani per permettere all'inviato di BBC di screditare l'Iran e il suo legittimo governo! Nessuno vuole una rivoluzione! Vogliamo solo riforme! Ora sì che l'unico modo per cambiare le cose è una rivoluzione! Se Ahmadinejad è davvero il vincitore delle elezióni che bisogno c'è di arrestare Moussavi? Di uccidere la gente per strada? Di chiudere i partiti riformisti? Di bloccare internet e i cellulari? Non c'è più legge. Io lavoro per un partito regolare, e ora la sede del partito è chiusa. Il mio telefono è sotto controllo, e potrebbero arrestarmi da un momento all'altro. Possono trovarmi ovunque, uccidere chiunque, capisci? Questo è un colpo di stato, non sono elezioni! Mohamed guarda sua moglie. Gli occhi di Nilou sono due cerniere consumate dalle lacrime. Stanno uccidendo il mio popolo. Tutti i miei amici sono in prigione, e potrebbero essere impiccati".
brossura Il testo analizza criticamente la legge costituzionale che modifica gli artt 56, 57 e 59 della Costituzione (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 12 ottobre 2019) - oggetto del referendum oppositivo del 20 e 21 settembre 2020 - e fornisce un'appendice documentaria che consente al lettore di approfondire la materia.
br. Davvero il 3 novembre 2020 sarà eletto il Presidente degli Stati Uniti d'America? Ovviamente no. In quella data verranno votati i Grandi Elettori che il 14 del seguente dicembre effettivamente eleggeranno il Capo dello Stato USA. Ciò considerato, gli States sono la massima rappresentazione della democrazia? Un Paese nel quale i cittadini non votano direttamente per il loro Presidente ma delegano altri a farlo, lo è? È veramente il Capo dello Stato USA la persona più potente al mondo? Gerald Ford non lo pensava e ha detto che «l'unica cosa che può decidere da solo è quando andare al gabinetto!». Ma perché nel 2020 si vota il 3 novembre? E perché il Presidente verrà invece eletto il successivo 14 dicembre?
ill., br. Nel 1946 le donne italiane entrano per la prima volta in una cabina elettorale. Erano finalmente cittadine, elessero i primi Consigli comunali nell'Italia liberata e fecero nascere la Repubblica. Non è la democrazia che concede loro il diritto di voto, bensì il nuovo ruolo che hanno avuto il coraggio e la tenacia di conquistare. Uno status, quello di cittadine, che le donne richiedevano dall'unità d'Italia, ma soprattutto durante la guerra e la Resistenza, in cui lottarono per la caduta del regime fascista. "#Cittadine!" è il percorso che il Centro documentazione donna di Modena ha effettuato individuando romanzi, articoli di giornale e documenti a testimonianza del lungo percorso politico/culturale che ha portato le donne al voto. Una conquista lunga, capace di dare senso compiuto alla storia dei diritti universali e al concetto di democrazia. Una conquista ottenuta che abbiamo voluto rappresentare col linguaggio del corpo e della danza. Ne è nato prima un progetto didattico, poi uno spettacolo teatrale e, infine, il libro che tenete fra le mani.
brossura C'era una volta la Democrazia cristiana, il partito dei cattolici. C'erano i cattolici e i comunisti, due entità opposte, definite e apparentemente inconciliabili. E c'era la Politica. Oggi, di tutto questo, in questi termini, non c'è più nulla. Ci sono ancora i cattolici ma dispersi su più fronti e spesso in micro partiti, senza riuscire a farsi sentire con voce comune se non con l'intervento diretto della Chiesa. I comunisti di fatto non ci sono più, c'è una sinistra che è un'altra cosa e che - se guardiamo alle ultime elezioni del 4 marzo 2018 - rischia l'irrilevanza. Nuove forze, di rottura e antisistema, conquistano il campo e raccolgono il senso di disagio che serpeggia ormai da anni nei confronti dell'establishment. Un mondo nuovo. Con nuovi colori. Così la democrazia cambia pelle, passa da picchi di astensionismo a dilaganti voti di protesta. Alle urne, ma contro. Al voto senza comizi, senza manifesti, senza dibattiti e faccia a faccia in tv. Solo fiumi di post e tweet, per una politica virtuale di chi la spara più grossa, senza contraddittorio. La politica senza la politica. Settant'anni dopo le elezioni politiche che aprirono la cosiddetta Prima Repubblica può essere utile allora fare un passo indietro, al clima appassionato e ideologico che caratterizzò il 1948, l'anno in cui l'Italia si divise, si schierò in maniera netta da una parte o dall'altra. Democrazia Cristiana e Fronte Democratico in campo in quella che veniva considerata la madre di tutte le battaglie: perché in gioco c'erano la costruzione del nuovo corso istituzionale, i valori fondanti della società e le alleanze nello scacchiere internazionale. Cattolici contro comunisti. Comunisti contro cattolici. In un confronto che si giocava nelle piazze, con i comizi, e attraverso manifesti, radio e giornali. Una infuocata stagione elettorale che viene qui riletta attraverso le pagine di due fra le testate più vicine alla Chiesa: il quotidiano del Vaticano L'Osservatore Romano e la rivista quindicinale dei padri gesuiti La Civiltà Cattolica. Con la testimonianza inedita di Oscar Luigi Scalfaro.
br. Qual è la verità sugli ultimi giorni della Monarchia in Italia? Col distacco dello storico, Mola documenta innumerevoli brogli, sbagli, pasticci nella gestione del referendum istituzionale e nei drammatici giorni tra la partenza del Re e l'avvento effettivo della Repubblica (13-18 giugno). Il governo cercò affannosamente di "far tornare i conti" di una consultazione, che escluse dal voto tre milioni di cittadini: la vera "grande frode". Con l'incubo del punitivo Trattato di pace e per scagionarsi dei tanti errori antichi e recenti, i partiti repubblicani misero sul banco degli imputati Casa Savoia, che però era tutt'uno con la storia d'Italia... Infine, si può immaginare un nuovo referendum sulla forma dello Stato?
In-16° gr. pp. 158, bross. edit.
Roma, Libreria Politica Moderna, 1947, in-24, brossura editoriale, pp. 128. Collana "Diamante", 1. Firma d'appartennza: Patrio Parenti, in penna alla cop. anteriore.
In 8°, t.t. edit. con sovrac. ill. (minime tracce d'uso) , pp. (XVI),332,(4), con num. fot. b.n. in tavv. f.t.; prima ed., copia molto buona. (m302/d)
br. Il volume racconta una parentesi poco conosciuta della storia delle elezioni amministrative a Firenze: vicende di notabili, movimenti e partiti dal 1889 - anno in cui il Sindaco, prima nominato dal Re, venne votato per la prima volta dal Consiglio comunale - fino al 1926, quando il fascismo sostituì al Sindaco elettivo il Podestà, nominato, e al Consiglio comunale una Consulta municipale non elettiva. Una ricerca basata su fonti archivistiche e giornalistiche, di indubbio interesse per ricostruire pagine non conosciute della storia della città fra Otto e Novecento. Saggi di Salvatore Cingari, Francesco Fusi, Sheyla Moroni.
brossura La storia di questi ultimi anni dimostra che, rispetto alle nobili intenzioni dei Costituenti, poste a fondamento della ritrovata democrazia, il sistema politico sta lentamente degenerando verso una deriva oligarchica, con la sostituzione di un'elite con un'altra, dal partito unico, all'unica congrega. Gli elettori sentono questo sistema come una campana rotta, per questo si allontanano sempre più dalle urne. Altro che "fatica del voto", la fatica è quella di sopportare l'evidente esproprio di sovranità popolare attuato con il Porcellum, senza che tale sacrificio abbia portato alcun beneficio. Con la scusa della "governabilità" tutta l'attenzione è dedicata alla messa a punto di nuovi meccanismi di trasformazione di voti in seggi, mirati unicamente alla conservazione del potere. Contro tale nefasta impostazione gli Autori hanno messo a punto delle linee guida, nella scia tracciata da Gianfranco Miglio, per ritornare sulla retta via della "democrazia rappresentativa" e riportare la sovranità al popolo, con una proposta innovativa di sistemi elettorali per il Parlamento e il Governo.
brossura È storia nota: il 21 febbraio 2016 Boris Johnson annunciava che avrebbe fatto campagna per il Leave al referendum sulla Brexit. Non tutti sanno, però, che fino a poche ore prima il futuro premier britannico, tra i più accesi sostenitori della linea dura, non aveva ancora deciso con chi schierarsi: per il suo commento settimanale sul «Daily Telegraph» aveva preparato due articoli con posizioni opposte, decidendo all'ultimo di scartare il pezzo di appoggio al Remain. È solo una delle tante ambiguità che si celano dietro un evento epocale, che rischia di cambiare per sempre assetto e futuro dell'Europa: il travagliato percorso verso l'uscita del Regno Unito dall'Unione. Quanto durerà questa tempesta, ingrossata dalla minaccia del No Deal? Quanti e quali danni causerà? Quanto sarà contagiosa? Domande cui risponde Antonello Guerrera, corrispondente di «Repubblica» da Londra, proponendoci una storia della Brexit - dai sintomi iniziali, ignorati dalla classe politica, al caos totale delle fasi finali - narrata attraverso i suoi protagonisti e con l'ausilio di contenuti, interviste e retroscena esclusivi. Il risultato è un volume che analizza le cause e le possibili conseguenze di questo smottamento nel cuore dell'Occidente. Con un occhio di riguardo alla lezione che noi italiani possiamo trarre da un simile, gigantesco azzardo storico. Perché, stando agli ultimi rilevamenti, italiani e britannici condividono le posizioni più scettiche sulle istituzioni di Bruxelles. E, in fondo, quanto successo in Gran Bretagna è solo una delle tante manifestazioni del vento sovranista e autoritarista che scuote il mondo intero, facendo leva sulla promessa di abbattere le élite al potere e porre fine alle sofferenze del popolo. Ecco allora che la Brexit si rivela anche un'ottima occasione per riflettere sulla nostra situazione, su quanto siamo vicini a compiere gli stessi errori, e su cosa ci sia da imparare da ciò che accade oltre la Manica.
Mm 120x200 Collana "I libri del Borghese". Volume nella sua brossura originale con alette, 275 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e leggere fioriture. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Affrontando con rigore e disincanto il «feticismo del voto», Dupuis-Déri fa al contempo un elogio dell'astensione che mette in causa lo stesso principio di rappresentanza, ovvero il mito fondatore delle democrazie occidentali. Un principio che per legittimarsi poggia su un ben preciso rituale - il voto - il cui scopo è alimentare la convinzione che il popolo parli davvero per bocca dei suoi rappresentanti. Ma basta uscire dalla retorica politica per accorgersi che le urne elettorali, il luogo sacro di questo rituale, sono sempre più disertate, e per una molteplicità di ragioni che vanno ben oltre quella «indifferenza» o «incompetenza» politica spesso invocate per liquidare un rifiuto che intacca le basi stesse del sistema elettorale. Oggi infatti l'astensionismo, pur continuando a essere biasimato, denigrato e talvolta persino perseguito, si va sempre più affermando come pratica politica consapevole. E in effetti, davanti a dinamiche di potere sempre più svincolate dalle cariche elettive e a «maggioranze» parlamentari che sul totale della popolazione sono di fatto esigue minoranze, oggi la domanda che ci si deve porre non è più perché la gente non vota, ma perché mai continua a votare.
Firenze, 1946, in-folio: si tratta della prima pagina del giornale quotidiano (organo del Comitato di Liberazione Nazionale), con titolo su otto colonne: "Gli scrutini elettorali in pieno svolgimento. La tendenza repubblicana prevale [...]".
Volantino di cm. 21 x 15 con "matrimonio indissolubile", "rispetto e libertà per la religione", "tutela della proprietà".
di cm. 24,5x17,1, impresso solo recto con solo testo senza simboli, con timbro di Istituto religioso cattolico; gualcito. La Francia "a grande maggioranza ha votato contro la costituziane [sic, e in corsivo] rossa". Accusa comunisti e socialisti di preparare una costituzione "contro la religione" e di "preparare la dittatura". Il 2 giugno 1946 si celebrarono libere elezioni, le prime dal 1924. Ebbero diritto di voto tutti i cittadini italiani maggiorenni (cioè, all'epoca, d'età superiore a 21 anni) di entrambi i sessi. Per la seconda volta nello Stato Italiano si votò con suffragio universale (la prima volta fu nelle elezioni amministrative del 1946). Vennero consegnate contemporaneamente agli elettori la scheda per la scelta fra Monarchia e Repubblica, il cosiddetto Referendum istituzionale, e quella per l'elezione dei deputati dell'Assemblea Costituente, a cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale, come stabilito con il Decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo. Dunque si tratta di volantino diffuso prima del 2 giugno 1946.
OTTIME CONDIZIONI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Informazioni bibliografiche Titolo: Mutamento sociale e comportamento elettorale: il caso del referendum sul divorzio Collana: Volume 30 di Sociologia Autori: Renato Mannheimer, Giuseppe A. Micheli, Francesca Zajczyk Editore: Milano: Franco Angeli, 1978 Lunghezza: 147 pagine; 22 cm ISBN: 8820457539, 9788820457532 Generi: Politica e Società, Istituzioni, Elezioni e referendum, Strutture e processi politici, Self Help, Famiglia Scuola e Università, Famiglia e Figli, Relazioni interpersonali, Separazione, Cultura, Anni settanta, Storia d'Italia, Contestazione, Movimenti, Elettorato, Donne, Femminismo, Chiesa, Scienze sociali, Social sciences, Analisi elettorali, Comportamento, Divorzio, Sociologia dei fenomeni politici, Statistiche, Sondaggi, Libri rari, vintage, Radicali, Marco Pannella, Emma Bonino Indice • Tipologie di voto No e processi sociali sottostanti • Sul criteri di interpretazione del voto del 12 maggio • Uso del dati aggregati e analisi ecologica del comportamento elettorale • Dalle ipotesi alla loro verifica: il problema degli Indicatori • Dalle ipotesi alla foro verifica: il ruolo del contesto • Motivazioni del voto e tipologia dei sistemi socioeconomici di appartenenza • Motivazioni del voto, modello di sviluppo e localismi • Appendice I: Un'analisi del comportamento elettorale nelle venti zone del decentramento milanese • Appendice II: Il sondaggio: possibile strumento di analisi del mutamento. Parole e frasi comuni 12 maggio Alberto Asor Rosa alcuni analisi antidivorzisti aree Arturo Parisi atteggiamento capoluoghi caratteristiche caso categorie classi di età complesso componenti comportamento elettorale concreto considerazione consultazione consumistica contesto correlazione correlazione spuria dati aggregati definito elettorato Democrazia cristiana differenti diffusione dimensione distribuzione diverse domande ecologica economico effetti elettorato elezioni esempio fattori fenomeno flussi formulate Giorgio Galli grandi città gruppi occupazionali gruppi sociali impiegatizia indicatori individuare industriale influenza intervistati ipotesi ipotizza Italia legge istituente livello logica maggiore Marradi marxismo mass media misura modello modernizzazione motivazioni Nord occasione referendum operai osservazioni particolare percentuale di favorevoli piccole città politica popolazione possibile precedenti processi culturali province pubblica amministrazione quartieri reddito pro-capite relativa relazione ricerca risultati elettorali scelte elettorali Sivini socioeconomiche sociologia sostanzialmente sottostanti specifica spostamento successive sviluppo tipologia trend ideologico urbanizzazione valori verifica
CAROCCI 2002 304 PP. FONDO DI MAGAZZINO: TRACCE DI POLVERE AI TALI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI FOGLIATO La prima ricostruzione organica e pienamente documentata delle più recenti vicende politiche italiane, dalla crisi della Prima Repubblica all'ultimo governo Berlusconi. Combinando una dettagliata narrazione degli eventi con una originale ipotesi interpretativa d'insieme, gli autori ripercorrono le fasi convulse e drammatiche dell'inchiesta Mani pulite, il crollo dei tradizionali partiti di governo DC e PSI, le complesse trasformazioni del PCI, l'emergere di nuovi soggetti politici come la Lega Nord di Bossi e Alleanza nazionale, per arrivare a un esame ragionato delle ultime elezioni del 2001. Simon Burgess Ha insegnato nelle Università di Reading, Brunel e Londra. Vittorio Bufacchi Insegna Filosofia all'Università di Cork in Irlanda. Indice Prefazione all´edizione italiana/ Introduzione. Capire la politica italiana negli anni novanta / Partitocrazia/ Definire la democrazia italiana/ 1.´LItalia alla fine della guerra fredda (novembre 1989-aprile 1992)/Il contesto internazionale e la politica estera/Le difficoltà dei partiti politici/Il presidente Cossiga, il picconatore della Costituzione/La minaccia della mafia/ ´Laggravarsi della crisi economica/´Lavvio della campagna elettorale/ 2.Le elezioni politiche dell´aprile 1992/I risultati/Le prime fratture nello scudo crociato/Il grande balzo in avanti/Il fallimento della sinistra/Conclusioni/ 3.Lo scoppio della tempesta (aprile-settembre 1992)/Le conseguenze delle elezioni del 1992/Mani pulite/´Lelezione del nuovo presidente/Amato al comando/Il tracollo della lira/Conclusioni/ 4.Corruzione: un´analisi razionale/La scoperta di Tangentopoli/Una spiegazione politica/Una spiegazione culturale-morale/Una spiegazione giuridica/Una spiegazione economica/Conclusioni/ 5.La fine di un´era (settembre 1992-aprile 1993)/I partiti politici alle corde/Bossi parte all´attacco/La caduta di Craxi/La settimana di fuoco/La cattura di Riina/La caduta di Andreotti/Il fallimento della "soluzione politica" per Tangentopoli/Conclusioni: la questione della riforma/ 6.Vox populi: il referendum dell´aprile 1993/La riforma e i referendum/Schieramenti partitici/La fase preparatoria e i risultati/Democrazia diretta/Il referendum sulle riforme elettorali/Il referendum dimenticato: il finanziamento pubblico dei partiti/ Conclusioni/ 7.Quali riforme' (aprile 1993-dicembre 1993)/ Da Amato a Ciampi/Una nuova campagna di bombe da parte della mafia/Le elezioni amministrative di giugno/La riforma del sistema elettorale/La fondazione del Partito popolare italiano/Le politiche economiche del governo Ciampi/Le elezioni amministrative di novembre/Preludio alle elezioni politiche del marzo 1994/Conclusioni/ 8.Le elezioni politiche del marzo 1994/La campagna elettorale/I risultati/´Limportanza delle elezioni del 1994/Berlusconi/Il modello di Schumpeter e di Downs/Il PDS, ovvero come perdere le elezioni/Conclusioni/ 9.Chi governa' Il primo governo Berlusconi (marzo-dicembre 1994)/Come (non) creare un governo in 30 minuti/Potere e politica/Il controllo dell´informazione di stato/Il controllo della magistratura/´Leconomia entra in (un´ulteriore) fase recessiva/Berlusconi, i giudici e i sindacati/ Berlusconi si dimette/Conclusioni/ 10.Il governo Dini: "un governo di tregua"/Un governo di tecnocrati/Quattro obiettivi/I referendum di giugno/Le dimissioni di Dini/Verso le elezioni/ Conclusioni/ 11.Le elezioni politiche dell´aprile 1996/ Liberaldemocrazia e alternanza politica/I risultati delle elezioni del 1996: incidente di percorso o progetto'/Chi ha vinto, chi ha perso/ 12.´LUlivo al potere/La corsa all´euro/Si prepara D´Alema/Primavera, tempo di elezioni/Processo alla storia/D´Alema esce di scena/ 13.Le elezioni politiche del 2001/I risultati/Un giorno buio per la democrazia'/La teoria democratica: due pilastri fondamentali/Mancanza di ethos democratico/Conclusioni/ Bibliografia/ Indice dei nomi
brossura Cosa spiega i sorprendenti risultati delle elezioni politiche? Quali strategie hanno messo in campo leader e partiti nella campagna elettorale, dai grandi vincitori Di Maio e Salvini a Renzi, Berlusconi e Grasso? Il libro affronta il voto del 4 marzo sotto due aspetti: come si è sviluppata la campagna elettorale dal punto di vista della comunicazione politica? E quali motivazioni stanno dietro all'affermazione del Movimento 5 Stelle e della Lega e alla débâcle del PD? Osservatori privilegiati e specialisti della comunicazione politica e dell'analisi elettorale esaminano messaggi e strategie dei vari schieramenti e analizzano mappe e risultati del voto, aiutando a comprendere a fondo i risultati delle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Con i dati esclusivi del sondaggio svolto da Quorum/YouTrend a ridosso del voto per capire chi ha votato chi e perché. Prefazione di Marco Damilano. Con un'intervista a Enrico Mentana.
br. Il 2 giugno 1946, giorno del referendum istituzionale monarchia-repubblica, in Italia si svolgono anche le elezioni per l'Assemblea Costituente. Entrambe le consultazioni sono caratterizzate, per la prima volta, dall'estensione del diritto di voto all'elettorato femminile. Già il 10 marzo dello stesso anno si svolgono le prime elezioni amministrative del dopoguerra. Con il 1946, dunque, comincia la "storia elettorale" democratica del nostro Paese. Il volume non è solo un manuale di dati e statistiche elettorali, soffermandosi anche sul quadro storico, politico, di cronaca e di costume nel quale le varie consultazioni si sono svolte: dall'esplosione demografica del dopoguerra al boom economico, dalla grande emigrazione alla grande immigrazione, dalla fine della "prima repubblica" alla delicata transizione attuale. Rubriche, curiosità e approfondimenti informano il lettore sui redditi delle famiglie, sulla vita media degli italiani, sull'istruzione, sul prezzo della benzina, delle sigarette, dei prodotti alimentari, fino ai principali programmi radiofonici e televisivi che hanno accompagnato la vita del paese.
ill., br. Per spiegare il carattere non comune delle elezioni del 2013 e del 2018 si è invocata la reazione degli elettori alle trasformazioni epocali dei nostri tempi: su di esse avrebbero gravato gli effetti della Grande Recessione, della globalizzazione o della crisi migratoria. La tesi avanzata nel libro è invece che la motivazione decisiva della scelta di tantissimi di cambiare voto sia da ricercare nella caduta verticale di reputazione dell'intero ceto politico tradizionale. Una crisi di autorità, dunque, serpeggiante da ben prima della Grande Recessione e alimentata dalla diffusa convinzione che entrambi i partiti-cardine del sistema politico della Seconda Repubblica fossero incapaci di attrezzare il paese alle sfide epoca!i da fronteggiare. Formazioni come il M5s e la nuova Lega di Salmi hanno poi permesso a questi risentimenti di esprimersi sul piano elettorale. Alzare il velo su tale giudizio negativo, e capire le sue ricadute sulla vita democratica italiana, è l'obiettivo di questo lavoro.
in-8°, pp. 158. Bross. edit. con lievi tracce del tempo sui piatti.