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Volantino di cm. 20x17. Propaganda comunista per il referendum del 1946
Volantino di propaganda per l'Unione Democratica Nazionale in favore del candidato pistoiese Dino Philipson, cm. 26x23.
ril. I tempi sono maturi per cominciare a interrogarsi su quella che viene chiamata "democrazia elettronica", ossia la democrazia esercitata attraverso gli strumenti dell'information technology, con la consapevolezza che, benché la tecnologia non sia né buona né cattiva né neutrale (come dice lo storico della tecnologia Melvin Kranzberg), essa inevitabilmente condiziona il nostro modo di agire creando "affordances", possibilità di azione, che prima non esistevano. Non si tratta quindi solo di studiare ciò che di nuovo è possibile fare, ma anche il modo nuovo in cui è possibile fare cose vecchie, consapevoli che il modo è in grado di determinare il senso dell'azione (secondo la lezione di Marshall McLuan "il mezzo è il messaggio"). Non si tratta ovviamente di sposare concezioni essenzialistiche della tecnologia (se tali concezioni sono pure possibili), ma di indagare il modo in cui le tecnologie vengono usate dalla popolazione e normate dal legislatore e di come, conversamente, le tecnologie modifichino l'idea di popolo e di attività legislativa.
8° volantino stampato in entrambi i lati a favore della monarchia e contro il REFERENDUM del 2 giugno 1946. Si prevedono conseguenze disastrose se vincerà la REPUBBLICA ROSSA. Raro e interessante
brossura Il nostro Paese sta per affrontare una nuova stagione politica ed istituzionale, nuove sfide che scaturiscono dalla crisi del sistema tradizionale dei partiti e da un grave morbo morale che pare aver colpito gran parte della classe politica odierna. Il sistema politico bipolare, caratteristico di questi anni, è entrato in una crisi irreversibile dovuta all'inadeguatezza del sistema politico di rispondere ai bisogni del Paese. Tali necessità non possono esser soddisfatte a causa della eterogeneità delle coalizioni. Questo volume vuol esser un contributo programmatico diretto al socialismo per l'Italia, elemento fondamentale per realizzare una proposta riformista per il Paese, con il tentativo di modificare un antico vizio della sinistra italiana che è ben identificato dalla IV scorciatoia dalle Scorciatoie e raccontini, di Umberto Saba: "Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi. Vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli". I socialisti hanno scelto di appoggiare subito Bersani, infatti a forza di fare politica con slogan e parolacce da camerate di caserma e da osteria ,si rischia di passare dal populismo berlusconiano a quello grillino, con un paese senza prospettiva politica ma "contro" e l'esser "contro" porta alla crisi delle Istituzioni e alla crisi della democrazia e a facili scorciatoie che la storia ha già visto, il fascismo, artefice un vecchio socialista di Predappio, Benito Mussolini.
In 8° br. pp. 67, ben tenuto, data presunta
Mm 135x215 Prefazione di Pier Paolo Pasolini. Volume cartonato di 344 pagine, sguardie figurate. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 8°, br. edit., pp. 38.
Mm 160x215 Volume in copertina rigida priva di sovrccoperta, 419 pagine con 15 tavole e 18 documenti fac-simile fuori testo. Buone le condizioni complessive. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
in 16°, bross. edit. ill., sovrac. con abrasioni, piccole rotture e piccole mancanze, rari segni a penna
1 20,5x13,5 cm., cucito con due punti metallici, pp. 16, prima edizione, in italiano, buone condizioni
In 16° poesia a stampa in ottava rima, 72 versi su quattro facciate (formato mm. 165x115). La poesia si riferisce alla polemica politica fra De Gasperi e Togliatti. Rara e interessante pubblicazione di questo poeta improvvisatore di Anchiari attivo e ricordato negli anni '50. Appunto manoscritto.
br. Un esame delle leggi elettorali, sganciato da qualsiasi valutazione circa l'esito politico delle elezioni, limitandosi ad illustrare in che misura l'adozione dell'una o dell'altra regola possono permettere di individuare con chiarezza quale sia lo schieramento vincitore delle elezioni e di determinare l'esistenza di stabili maggioranze in Parlamento.
In 16°, br. edit., pp. 29
br. C'era una volta una terra in cui il centrodestra era condannato all'opposizione e il tempo era scandito al ritmo placido delle feste dell'Unità. Nessuno scandalo nazionale o burrasca elettorale sembrava importante, nessuna alternanza era prevista: che il partito si chiamasse Pci o Pds, Ds o Pd, poteva andare sul sicuro perché lì, si sa, "votano tutti a sinistra". Poi un bel giorno tutto è cambiato. Alle elezioni del 2018 la cosiddetta "Toscana Rossa" ha perso nel giro di qualche mese i sindaci di Massa, Siena e Pisa, dove la Lega è cresciuta di quasi 25 punti percentuali in soli cinque anni. Nel 2019 si voterà a Livorno, finora amministrata dai Cinque stelle, e Firenze, banco di prova degli ultimi scampoli di renzismo. Intanto Susanna Ceccardi, giovane e agguerrita sindaca salviniana di Cascina, punta alle regionali del 2020, e c'è chi dice che rischia di vincerle. Partendo da Pisa e allargando lo sguardo alle macerie rosse di tutta la regione, David Allegranti costruisce una rigorosa e documentata analisi di questa sconfitta che è anche un reportage di viaggio nel paese reale, qui dove gli edicolanti vendono più "La Verità" del "Manifesto" e dove le vecchie sedi del Pd vengono dismesse e cedute alla rampante sezione locale della Lega, qui dove gli anziani si rifiutano di affittare agli immigrati, i vecchi sindacalisti Cgil si candidano con la Lega e i parroci si sentono gli ultimi a resistere all'assalto, asserragliati nelle mense della Caritas sotto continuo attacco degli assessori leghisti. Perché il cambiamento non si ferma allo stile comunicativo di Salvini e non è nato dal nulla: è figlio della stanchezza e del senso di abbandono della gente, dei circoli Arci deserti che negli anni hanno perso la comunità che li animava. Solo attraversando questa terra risvegliata da un torpore lungo cinquant'anni si può capire che cosa sta succedendo davvero a questo Paese. Con e-book scaricabile fino al 30 giugno 2019.
In 16°, br. edit., pp. 55. Compendio della legge utile per il recupero dei danni di guerra
br. In una democrazia estenuata, questa proposta non vuole concedere nulla al gioco oggi facilissimo dell'antiparlamentarismo. Punta invece ad invertire la tendenza al non voto e a recuperare una parte sempre più rilevante del Paese al coinvolgimento politico, per dare corpo alla stessa democrazia. Se i cittadini non si riconoscono più in questo sistema, devono ricominciare a dettare le regole del gioco: ad iniziare dal numero dei parlamentari. Se la scheda bianca è un voto di protesta, deve avere efficacia nei risultati elettorali.
In 16°, br. edit. pp.31
br. Affrontando con rigore e disincanto il «feticismo del voto», Dupuis-Déri fa al contempo un elogio dell'astensione che mette in causa lo stesso principio di rappresentanza, ovvero il mito fondatore delle democrazie occidentali. Un principio che per legittimarsi poggia su un ben preciso rituale - il voto - il cui scopo è alimentare la convinzione che il popolo parli davvero per bocca dei suoi rappresentanti. Ma basta uscire dalla retorica politica per accorgersi che le urne elettorali, il luogo sacro di questo rituale, sono sempre più disertate, e per una molteplicità di ragioni che vanno ben oltre quella «indifferenza» o «incompetenza» politica spesso invocate per liquidare un rifiuto che intacca le basi stesse del sistema elettorale. Oggi infatti l'astensionismo, pur continuando a essere biasimato, denigrato e talvolta persino perseguito, si va sempre più affermando come pratica politica consapevole. E in effetti, davanti a dinamiche di potere sempre più svincolate dalle cariche elettive e a «maggioranze» parlamentari che sul totale della popolazione sono di fatto esigue minoranze, oggi la domanda che ci si deve porre non è più perché la gente non vota, ma perché mai continua a votare.
br. Che fine ha fatto il referendum del 2011 sull'acqua pubblica? I governi che si sono succeduti hanno stravolto la volontà dei cittadini. Il movimento per l'acqua ha continuato a battersi, riuscendo anche a far nascere un apposito intergruppo parlamentare. Nei cassetti delle Camere dorme una proposta di legge per attuare il referendum; ma forse qualcosa comincia a muoversi. Per questo gli appelli che padre Alex Zanotelli ha lanciato da Napoli - «l'unica grande città in Italia che ha avuto il coraggio di obbedire al referendum sull'acqua» - rimangono di bruciante attualità. Perché... Introduzione di Paolo Carsetti.
Manifesto cm. 70x100. Il manifesto fa riferimento all'eccidio di 9 operai delle Fonderie riunite di Modena del 9 gennaio 1950. Piegature.
Imola, Galeati, 1986, 8vo punto metallico, pp. 32.