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br. Limes indaga la tempesta che agita gli Stati Uniti. Partendo dalle ultime elezioni presidenziali, ne scava le convulsioni interne, ne illustra le faglie. A determinare rabbia e incomprensioni è la condizione imperiale, sfruttata da alcuni Stati, subìta da altri, respinta da altri ancora. Cui si somma la diffidenza esistente tra la popolazione profonda e gli apparati federali. Per immaginare come la bufera potrà rovesciarsi sul pianeta. Nella prima parte "Americani vs Americani" approfondiamo le differenze tra le principali regioni della superpotenza. Ovvero le coste, post-storiche e massime beneficiarie dello status egemonico; il Sud, orgoglioso dell'impero e rabbioso verso il resto del paese che ne misconosce l'alterità; il Midwest, stretto tra l'istinto di estinguere l'impero e la voglia di custodirne la gloria. Quindi analizziamo la dimensione demografica, economica, elettorale dell'America attuale e futura. Nella seconda parte "Stati emersi vs Stati profondi" ci dedichiamo allo scontro tra l'amministrazione politica e gli apparati, tra il potere centrale e gli Stati federati, tra i complottisti e i media. Con passaggi sulla crisi della tecnocrazia e dell'università. Nella terza e ultima parte "La tempesta nel mondo" proviamo a stabilire il grado di maturità dell'impero, la distanza tra la superpotenza e gli alleati, le possibili conseguenze sul mondo del malessere statunitense. Descrivendo quale sarà l'approccio americano alla Cina, alla Russia, alla Germania, all'Anglosfera, all'America Latina. Limes si basa sull'incrocio di competenze e approcci molto diversi. Ad essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista. Essa si fonda infatti sul confronto contrastivo di rappresentazioni e progetti geopolitici diversi o anche opposti. L'essenziale è che essi siano riconducibili a conflitti di potere nello spazio (terrestre, marittimo, aereo), e che siano quindi cartografabili. L'uso di cartine geopolitiche è quindi essenziale per sviluppare il confronto, e su Limes infatti la cartografia abbonda.
br. Scindere ecologia e geopolitica si può. Il risultato è però un esperimento in vitro che mal si presta a illustrare e interpretare la realtà. Da questa convinzione prende le mosse l'ultimo numero di Limes del 2020, Il clima del virus, il cui impianto contesta la visione "globalizzante" delle problematiche - cambiamento climatico, Covid-19 - che oggi più di altre dominano il nostro orizzonte strategico. Non perché esse non sussistano, o non abbiano carattere internazionale. Ma perché il loro impatto finisce inevitabilmente per declinarsi in modo più o meno locale, a seconda dell'intensità e degli effetti di breve-medio termine che producono. Così il cambiamento climatico: minaccia esistenziale per alcuni, potenziale beneficio per altri. Così il virus, la cui variabile incidenza ha già prodotto uno sfasamento psicologico e strategico, visibile in particolare nel confronto Cina-Occidenti (al plurale).Il filo logico è sviluppato nelle tre parti del volume: la prima dedicata al collegamento funzionale e filosofico tra "Ambientalismo e viralismo"; la seconda ai diversi esiti socioeconomici e geostrategici del coronavirus ("Virus lag, il Covid-19 non è uguale per tutti"); la terza alle differenti visioni e declinazioni della problematica ambientale ("L'ambiente come arma"). Il punto d'approdo del ragionamento non è negazionista. È il suo esatto contrario. Prendere atto che i catastrofismi distopici, al pari delle utopie palingenetiche, servono a poco per mobilitare individui e società in un'azione convergente. Meglio riconoscere che, a tal fine, l'agente mobilitante di gran lunga più efficace resta la nazione-Stato. A partire da interessi diretti e immediati (il benessere e la protezione della sua popolazione), lo Stato può dar vita a forme di collaborazione internazionale - negli ambiti scientifico, economico, tecnologico, politico-strategico - capaci di prospettare soluzioni a problemi che eccedono le sue dimensioni e capacità. Ma che non per questo sono percepiti in modo unanime, uniforme e concorde. "Globale", nel gergo corrente. In appendice, due articoli scritti da una prospettiva francese fanno il punto sull'impostazione strategica della "guerra al terrorismo". Mettendone in dubbio, dati alla mano, l'efficacia e il rapporto costi-benefici. Limes si basa sull'incrocio di competenze e approcci molto diversi. Ad essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista. Essa si fonda infatti sul confronto contrastivo di rappresentazioni e progetti geopolitici diversi o anche opposti. L'essenziale è che essi siano riconducibili a conflitti di potere nello spazio (terrestre, marittimo, aereo), e che siano quindi cartografabili. L'uso di cartine geopolitiche è quindi essenziale per sviluppare il confronto, e su Limes infatti la cartografia abbonda.
br. Ogni comunità che aspiri ad assumere un ruolo centrale sullo scacchiere geopolitico mondiale plasma la propria identità secondo una precisa idea di se stessa, un determinato racconto. A tal fine, le collettività adattano le proprie tradizioni, saldandole nella memoria, organizzando e razionalizzandone il culto. Le maggiori potenze sono tali perché curano il fondamento mitico della loro identità per farsi soggetti geopolitici. Creano il mito per trarne il proprio scopo, la propria strategia. Usano la storia per proiettarvisi dentro. L'autolegittimazione del proprio credo diviene così metro per misurarne il progresso o il declino. Questi i temi del numero, affrontati in tre diverse sezioni. La prima parte - Miti fondanti - passa in rassegna alcuni tra i miti più rilevanti dei principali attori mondiali: Stati Uniti, Russia, Cina, Iran, Francia e Gran Bretagna (più l'Italia, la Turchia, il Giappone e la Polonia). A partire da quello di Roma, pietra angolare della mitologia imperiale. La seconda parte - Miti infondati - ritrae invece i miti solo presunti, privi di fondamento nella realtà. La terza parte - Mitopoietiche - è incentrata sui linguaggi che producono miti: dalle bandiere agli inni nazionali fino a concetti quali la fine della storia. Limes si basa sull'incrocio di competenze e approcci molto diversi. A essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista. Essa si fonda infatti sul confronto contrastivo di rappresentazioni e progetti geopolitici diversi o anche opposti. L'essenziale è che essi siano riconducibili a conflitti di potere nello spazio (terrestre, marittimo, aereo), e che siano quindi cartografabili. L'uso di cartine geopolitiche è quindi essenziale per sviluppare il confronto, e su Limes infatti la cartografia abbonda.
br. La rivista Limes nasce nel 1993 e si impone rapidamente come prodotto di alto valore culturale. Frutto di varie e trasversali componenti intellettuali, e impreziosita da ricche cartine tematiche, Limes è un punto di riferimento imprescindibile per chi ha interesse per la geopolitica nazionale e internazionale.
ill., br. La rivista Limes nasce nel 1993 e si impone rapidamente come prodotto di alto valore culturale. Frutto di varie e trasversali componenti intellettuali, e impreziosita da ricche cartine tematiche, Limes è un punto di riferimento imprescindibile per chi ha interesse per la geopolitica nazionale e internazionale.
ill., br. La rivista Limes nasce nel 1993 e si impone rapidamente come prodotto di alto valore culturale. Frutto di varie e trasversali componenti intellettuali, e impreziosita da ricche cartine tematiche, Limes è un punto di riferimento imprescindibile per chi ha interesse per la geopolitica nazionale e internazionale.
ill., br. Rinnegando le onde, risorsa incredibilmente negletta perché considerata foriera di sciagure e di fastidi. E facendoci scadere a paese dei campanili dalle tante rivalità intestine. Col rischio di precipitare nell'irrilevanza o, peggio ancora, a trasformarci nella preda altrui. A complicare le cose c'è la trasformazione del (fu) mare nostrum da bacino incuneato fra le terre di Europa, Africa e Asia a via acquatica di collegamento fra le masse oceaniche. Dunque mera sezione locale di un sistema d'estensione planetaria dispiegato dall'Atlantico all'Indo-Pacifico, dove si deciderà la partita per l'egemonia planetaria fra Stati Uniti e Cina e in cui presto potremmo esser chiamati a recitare una parte anche noi. Navigando molto, molto lontano dai mari di casa, fin dentro al cuore incandescente del Mediterraneo asiatico. Questi i temi affrontati dal volume. Limes si basa sull'incrocio di competenze e approcci molto diversi. Ad essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista. Essa si fonda infatti sul confronto contrastivo di rappresentazioni e progetti geopolitici diversi o anche opposti. L'essenziale è che essi siano riconducibili a conflitti di potere nello spazio (terrestre, marittimo, aereo), e che siano quindi cartografabili. L'uso di cartine geopolitiche è quindi essenziale per sviluppare il confronto, e su Limes infatti la cartografia abbonda.
Gallimard. Limes 1998. In-8 broché de 245 pages . Parfait état
Roma, 2001, 8vo brossura, pp. 128 con alcune cartine geografiche. Supplemento della rivista pubblicato all’indomani dell’11 settembre.
Gallimard. Limes 1997. In-8 broché de 288 pages . Bon état
Roma, L’espresso, 2003, bross.
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Silvio Berlusconi, una geopolitica molto personale, di Ilvo Diamanti - Il sovrano e l' eletto, di Massimo Nicolazzi - Modello Turchia, di Paolo Quercia. Numero pagine 304. USATO
Volume brossurato in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Barack Obama, prima le priorità, di D. Bandow - Dopo la globalizzazione, di G. sacco - Il Vaticano teme il dopo - Bush, di M. Franco. Numero pagine 288. USATO
Volume brossurato in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Tra Europa e mare aperto, di Giuseppe Sacco - In Asia la partita è perduta, di Luca Birindelli - Come spezzare la spirale del terrorismo suicida, di Giorgio Gomel. Numero pagine 296. USATO
Volume brossurato in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Il sogno cinese è quello americano, di F. Mini - Noi e i cinesi ci capiamo davvero? di F. rampini - Il drago ha sete, di M. Paolini. Numero pagine 319. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo I grandi cicli migratori europei, di M. Livi Bacci - L' Europa che non c'è, di A. golini - Il mondo in diaspora, di L. Muscarà. Numero pagine 334. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo L' isola numerosa, di L. M. Garcìa - Il castrianesimo, di E. Patterson - Perchè non muore il mito del Che, di A. Garzia. Numero pagine 279. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Tutti i colori del Sudafrica, di R. W. Ronza - Solo neri in Paradiso? di S. Picciaredda - Le anime di Durban, di S. Etzo. Numero pagine 287. USATO
Volume brossurato in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo La Cina invade l' Africa, di Irene Panozzo - Eurafrica, di Andrea Riccardi - L' Etiopia da centro a periferia, di Riccardo Fabi. Numero pagine 320. USATO
Volume brossurato in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo La guerra segreta di Blackwater, di K. Siddiqi - La crisi dello Stato afghano, di A. Deledda - Le chiavi di Kabul non sono a Delhi, di P. Swami. Numero pagine 287. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia, come i tagli, con alcune carte geografiche, nel testo. Nel sommario, tra i veri articoli, troviamo Kosovo dietro le quinte - Come rifare i Balcani - Lo stato d' Europa. Numero pagine 284. USATO
Volume brossurato in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Il prezzo della libertà, di J. C. Hulsman - Un Bush addomesticato, di D. Bandow - Gli Stati Uniti e la geopolitica, di L. Muscarà. Numero pagine 288. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Perchè il colonnello si sentiva al sicuro, di K. Mezran - Chi comanderà al Cairo, di P. Caridi - La rivoluzione islamicamente corretta, di P. Pizzo. Numero pagine 318. USATO
Volume brossurato con copertina lucida flessibile, leggermente lisa ai margini. Ben conservato con pagine ambrate come i tagli, arricchite da illustrazioni e carte geografiche in nero nel testo. Alcune mappe a colori fuori testo. Tra gli articoli troviamo Il terrorismo non si vince solo con le bombe, di Rosario Aitala nonostante Parigi Obama resta fuori dalla mischia, di Dario Fabbri - La battaglia di Parigi di Virgilio Ilari. Numero pagine 240. USATO