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br. Da oltre vent'anni Naomi Klein coniuga la lotta al capitalismo con la difesa dell'ambiente. Secondo la giornalista canadese, le soluzioni adottate fino a ora per contrastare la crisi climatica si sono rivelate inefficaci perché messe in atto in un contesto di libero mercato, che per natura porta l'uomo (prima di tutto un consumatore) a compiere gesti inquinanti. Ma il problema è reale e, se vogliamo evitare il peggio, è necessario sfruttare la paura di un futuro invivibile per reagire e dare vita a una società migliore e più sostenibile. Non possiamo aspettare oltre, e il cambiamento dovrà essere radicale.
br. Questo libro è stato scritto per il cristiano chiamato ad affrontare le sfide della lotta politica e culturale in un tempo che pare determinato a costruire una società senza Dio, quindi senza rapporto fra Creatore e creatura, senza princìpi assoluti né verità condivise. In ultima analisi, senza quella pienezza di significato e di speranza che secondo l'Autrice, nel maturare della sua conversione in età adulta, solamente il cristianesimo possiede. Perché non c'è salvezza, non c'è vita eterna nella scienza, nella tecnologia, negli uomini che pensano di bastare a sé stessi. Queste pagine richiamano chi ha il dono della fede a comunicarla in ogni àmbito della società in cui è chiamato a spendersi: «Si tratta di messaggi estremamente importanti per chi nella battaglia politica e giuridica si confronta con resistenze inaudite», ha scritto Johannes Hartl nel suo invito alla lettura, sottolineando come le armi imprescindibili con cui scendere in campo siano la preghiera e il digiuno, per favorire il discernimento e il rinnovamento interiori. E poco importa se oggi la presenza cristiana è fortemente minoritaria, poiché, come evidenzia l'autrice, «i trend sociali non sono irreversibili», ma soprattutto chi abbraccia Cristo sa che Egli ha già vinto il mondo e vive, pertanto, nella prospettiva dell'eternità, preoccupandosi unicamente di ciò che davvero conta davanti a Dio.
br. Serge Latouche, economista bretone che a oggi preferisce definirsi filosofo, ci racconta la sua idea di crisi, analizzando il rapporto tra ecologia, economia e filosofia in un interessante e denso dialogo palermitano con uno degli antropologi più contemporanei del momento, il siciliano Franco La Cecla. Durante la conversazione emerge che quello che sta accadendo in campo ambientale, economico e sociale, è di fatto il risultato di una concezione di progresso che non tiene conto dei limiti naturali e temporali della realtà, che alla cooperazione tra gli umani preferisce competizione e conflitto. Secondo Latouche, invertire la rotta prima di emergenze e disastri a cui potrebbero corrispondere svolte autoritarie forse è ancora possibile, ma ciò implica un cambiamento culturale e una presa di coscienza urgente e di portata globale. La parola "decrescita" è stata scelta in maniera provocatoria, uno slogan coniato da Serge e da una serie di pensatori affini, discepoli di Ivan Illich all'inizio del nuovo millennio, per porre attenzione alla necessità di uscire non dalla crescita, ma dalla società della crescita. Una conversazione a due voci ricca di stimoli e suggestioni, dove si afferma la necessità di imparare a ricostruire i rapporti sociali ascoltando davvero quali siano i reali bisogni umani e abbandonando la fame di consumo infinito a favore di una consapevolezza collettiva per decrescere serenamente senza estinguersi come specie.
brossura Nel pensiero di Giuseppe Mazzini (1805-1872), la religione occupa un posto centrale ed è strettamente legata, tramite il disegno provvidenziale, alla lotta politica per l'Unità d'Italia. La sua concezione religiosa e la sua profonda spiritualità emergono con chiarezza nei quattro saggi proposti in questo volume, risalenti al periodo 1832-1870, che sostanzialmente racchiude l'intero arco della sua vita attiva. Vi emergono con chiarezza molti temi chiave del pensiero mazziniano: la critica del papato, che ostacola l'unificazione e l'indipendenza della nazione oltre che l'emancipazione civile e religiosa del popolo; lo stretto nesso tra religione e politica e, contemporaneamente, la distinzione tra potere politico e potere spirituale; gli ideali democratici e repubblicani, la religione del Progresso...
br. Com'è possibile che l'umanità, che ha raggiunto un progresso tecnologico senza precedenti, non riesca a fare in modo che ogni uomo sul pianeta possa disporre di una casa, di cibo, degli indumenti essenziali, di cure adeguate, di un lavoro dignitoso commisurato alle sue possibilità? A questa domanda fondamentale - e sempre più urgente visti il degrado della nostra società e l'acuirsi delle disuguaglianze fra poveri e ricchi - la lettura di questo libro fornisce alcune risposte. Per l'autore la società potrà cambiare soltanto quando un'etica diversa guiderà le nostre azioni, sapremo instaurare un nuovo rapporto con la natura e abbandoneremo l'odierna "logica della crescita e della produttività", che si è rivelata rovinosa e incapace di risolvere i problemi, per una logica economica alternativa, davvero a misura d'uomo (con la creazione di fattorie e di piccoli centri abitati in cui si pratichi un'agricoltura di sussistenza, ad esempio, e una produzione industriale limitata ai beni veramente necessari). Con il suo stile semplice e diretto, Pierre Rabhi trasmette ai lettori una profonda simpatia per la terra e per il suo ideale di una sobrietà felice.
br. Per un certo mondo che conta le politiche egualitarie sono un grave handicap per l'economia e un pericoloso "azzardo morale": un grado di diseguaglianza è necessario per garantire lo sviluppo economico. Nella stessa ottica, un elevato tasso di inquinamento iniziale, nella fase del decollo, sarebbe accettabile perché destinato a essere riassorbito con la crescita del benessere e il miglioramento delle tecnologie. A oggi, le diseguaglianze hanno continuato a crescere, la crisi economica globale è gravissima e lo stato ambientale del pianeta continua a peggiorare. Marco Revelli smonta pezzo a pezzo l'hardware teorico dell'ideologia neoliberista.
Mm 150x210 Collana "Scaffale Romantico - Saggi" - Volume nella sua brossura opriginale, 245 pagine. Libro in condizioni di nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8 (cm. 21.10), brossura editoriale illustrata, pp. 327, (9), Timbro di biblioteca estinta in antiporta. Prima edizione. In buono stato di conservazione (good copy).
Mm 140x215 Collezione "Saggi Rizzoli". Brossura editoriale di pagine 175. Etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. volume in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 105x180 Collana "PBE" - Brossura originale, xii-468 pagine. Saggi di Farneti, Castronovo, Villari, Galli della Loggia, Foa e altri. Opera in buone-ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALL'ORDINE.
Sans lieu ni date, 1921. Brochure in-12 carré agrafée de 32 pages, Peu courant
Mm 140x220 Brossura editoriale con bandelle, pagine 189, numerose sottolineature a penna ma testo ben fruibile. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY
Mm 155x215 "Collana di politica economica" - Brossura editoriale con bandelle, 460 pagine. Una firma in apertura, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 155x210 Brossura editoriale di pp. 161, copertina un po' scolorita. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x210 Collana "Economia politica società". Volume nella sua brossura originale con alette, x + 141 pagine. Opera in condizioni molto buone, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa al frontespizio e leggere fioriture al risguardo posteriore. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Paris, Hartmann . 1936. Plaquette in 8 brochée de 31 pages non coupée, couverture rempliée, envoi .
Mm 110x180 Collana "Saggi" - Nuova edizione ad un anno dalla precedente. Brossura editoriale, 373 pagine. "Programmi e utopie degli anni Settanta alla prova dei fatti". Opera in condizioni di nuovo con ancora la fascetta editoriale. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Oggi non sarebbe sostenibile pensare che parlare di ecologia e di ecosistemi siano argomenti che non riguardino l'individuo, ma siano problemi da demandare esclusivamente alle istituzioni governative. Tutti abbiamo sotto gli occhi cosa sta succedendo di devastante e irreparabile alla nostra terra, alla nostra unica casa, a tutti noi, uomini e animali che l'abitiamo. Non possiamo permetterci di continuare a inquinarla senza un adeguato ravvedimento sui consumi e sullo smaltimento dei rifiuti che produciamo. Non possiamo far finta d'ignorare la gravità del problema! Saremmo complici della totale disfatta. I giovani, oggi, coscienti di tale problematica, scendono in piazza per protestare contro le Nazioni che non si danno delle leggi specifiche per porre rimedio all'inquinamento del pianeta. Con questo testo desidero offrire il mio modesto contributo per aiutare a mantenere desta l'attenzione su questa drammatica e allarmante situazione. Lo considero un omaggio e un dovere verso la nostra Terra.
br. Henry David Thoreau non fu mai l'eremita dei boschi che viene dipinto in certi ritratti frettolosi. Nel grande filosofo americano, la difesa della natura è strettamente connessa alla riflessione politica. Si potrebbe dire infatti che la sua intera produzione abbia un carattere essenzialmente politico, essendo votata allo studio dei mezzi concessi all'uomo per migliorare la civiltà, non solo per sopravvivere al suo interno. In questa serie di saggi - che completano e approfondiscono la teoria espressa in "Disobbedienza civile" - Thoreau denuncia i rischi di un riformismo blando e poco coraggioso, incapace di vincere le tendenze conservatrici e di determinare un vero cambiamento. La politica morbida non è politica, e in "Resistere" Thoreau lo sostiene con forza, esaltando il valore di un impegno radicale per la difesa dell'individuo e dei suoi diritti, un impegno da mantenere, se necessario, fino all'estremo sacrificio.
About The Book : This book contained that The struggle for Indian Home Rule which was started with the inauguration of the Indian National Congress has many difficulties to encounter; has strong and powerful opponents and has received many checks. But its strongest opponent is Mr. Gandhi and perhaps the most severe check it has received is the adoption by the National Congress at his instance in Calcutta and Nagpur of the so-called-Non-violent Non-co-operation. Non-co-operation as advocated by Mr. Gandhi may be a weapon to be used when constitutional methods have failed to achieve our purpose. Non-violence and passive suffering will lead to bloodshed or be unfruitful of any satisfactory results. Moreover; nothing shows the lack of statesmanship more than practically basing the claim for Swaraj upon the Punjab and the Khilafat grievances. About The Author : Sir Chettur Sankaran Nair, CIE (1857 – 1934) was a lawyer who also served as a President of the Indian National Congress in 1897 at the meeting held at Amravati. He wrote Gandhi and Anarchy (1922). Nair started as a lawyer in 1880 in the High Court of Madras. In 1884, the Madras Government appointed him as a member of the committee for an enquiry into the district of Malabar. Till 1908, he was the Advocate-General to the Government and an Acting Judge from time to time. In 1908, he became a permanent Judge in the High Court of Madras and held the post till 1915. He was a part of the bench that tried Collector Ashe murder case along with C. A. White, then the Chief Justice of Madras, William Ayling, as a special case. He played an active part in the Indian National movement which was gathering force in those days. His official life from 1908 to 1921 interrupted his activities as a free political worker. In 1928, he was the President of the Indian Central Committee to co-operate with the Simon Commission. The Committee prepared a well-argued report asking for Dominion Status for India. When the Viceregal announcement came granting Dominion Status as the ultimate goal for India. The Title 'Gandhi and Anarchy written/authored/edited by Sir C. Sankaran Nair', published in the year 2022. The ISBN 9788121267038 is assigned to the Paperback version of this title. This book has total of pp. 278 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Ideology and Theory . Size of the book is 13.34 x 21.59 cms Vol:-
ill., br. Questo Almanacco del Buon Vivere parla di noi, delle nostre giornate, dell'andare e tornare delle stagioni, di piccoli gesti che possono cambiare il mondo. Ma c'è di più perché nelle sue 4 parti, Primavera, Estate, Autunno, Inverno, l'edizione è figlia dell'Almanacco Barbanera, celebre "esperto di quotidianità. Così queste pagine, utili e dilettevoli, ci dicono come fare la cosa giusta al momento giusto, ricche di consigli, segreti, buone pratiche, seguendo la Luna e i cicli del tempo.Casa, balcone, orto e giardino, benessere, famiglia, tempo libero, imparando a non sprecare, riciclare, differenziare, amare l'ambiente.
brossura Le dittature soft non impediscono il voto alle elezioni: lo rendono un gesto vuoto. Riducono la scelta fra liste e candidati a un fatto di tifoseria. In realtà, per quanto attenuate, restano le differenze ideologiche - o ideali fra opposte concezioni dell'uomo, della società, dello Stato, dell'economia, dell'educazione, della religione: sono tali "visioni del mondo" che questo libro analizza. Infatti presenta - a tutti i cittadini, ai giovani in particolare - una rassegna sintetica, chiara e oggettiva delle principali opzioni ideologiche cui si ispirano gli schieramenti attuali in Europa: il liberalismo, il comunismo, la socialdemocrazia, il fascismo, la dottrina sociale cattolica, l'ambientalismo, il conservatorismo e l'anarchismo...
br. Al principio del Ventunesimo secolo il populismo sembra essere l'unica opzione politica capace di mietere successi. Ma cosa è davvero il populismo? Può essere considerato un'ideologia, con un contenuto ben preciso, oppure si tratta semplicemente di un insieme di efficaci dispositivi retorici? È un fenomeno nuovo o solo un termine diverso per definire l'antica demagogia? Deve essere inteso come un pericolo o può rappresentare una risorsa perii rinnovamento delle istituzioni democratiche? Facendo il punto sulla discussione contemporanea, questo saggio propone una ricostruzione puntuale dei diversi volti che il populismo ha mostrato a partire dalla fine dell'Ottocento a oggi e cerca di spiegare quali sono le ragioni che negli ultimi due decenni hanno favorito l'ascesa di leader, movimenti e partiti definiti populisti.
brossura La tradizione occidentale ha sempre mantenuto la rigida separazione tra natura e cultura come caposaldo del suo pensiero filosofico e antropologico. Negli ultimi anni, tuttavia, questa opposizione è stata messa in discussione, in favore di prospettive aperte all'idea di coinvolgimento attivo e reciprocità nella definizione della dimensione culturale. Sulla scena antropologica si delinea gradualmente il rifiuto delle ontologie dualiste che a lungo hanno costituito il punto di partenza delle scienze umane. Nella comune critica fondamentale alla dicotomia natura-cultura, Dario Agostinetto presenta la riflessione di Tim Ingold con particolare attenzione al suo approccio ecologico e all'indissolubile associazione che intercorre tra l'organismo e il suo ambiente. Beatrice Del Monte e Mara Misiti ripercorrono invece la storia dell'antropologia ecologica presentando, infine, il cyberfemminismo di Donna Haraway come possibile progetto etico-politico.
ill., br. Umberto Bossi è il politico dei gesti: il dito medio, le corna, il pugno e l'avambraccio, la pernacchia, o la famosa canottiera sfoggiata su una spiaggia della Sardegna nel 1994, e più volte indossata in luoghi pubblici. Marco Belpoliti si chiede perché il capo leghista esibisca comportamenti tanto provocatori, rompendo una tradizione di stile misurato dei politici italiani della Prima Repubblica. Perché Bossi è un "vitellone", come Alberto, il personaggio del celeberrimo film di Fellini. Il leader leghista, futuro capo di partito e ministro, non ha terminato gli studi né ha rivelato particolari attitudini, salvo poi diventare, nelle opinioni di seguaci ed elettori, e persino uomini di cultura, un genio della politica. Com'è stata possibile una tale trasformazione? L'autore rilegge Bossi attraverso i suoi gesti, esplorandone l'origine e il significato, mostrando come il suo eloquio e i suoi atteggiamenti abbiano profondamente condizionato il comportamento morale dei politici e degli italiani in genere. Da queste pagine viene fuori più un cantante rock che un capo di partito, più un predicatore scomposto che un sottile tessitore: un ragazzotto di paese che arriva in Parlamento e incarna quello che Sciascia chiamava "l'eterno Fascismo italiano", acquattato nel grembo stesso della provincia, al Nord come al Sud, e di cui la nostra cultura è impregnata; fa parte di noi, per quanto ce ne distanziamo, lo rinneghiamo, cerchiamo di strapparcelo di dosso.