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br. Il mito della Sicilia tollerante sotto la dominazione araba, l'inquisizione criminale, le crociate portate dai cristiani cattivi, il medioevo delle streghe e dei roghi: miti che fanno parte di una "leggenda nera" ormai radicata e diffusa e di cui gli stessi cattolici parlano con imbarazzo, cercando addirittura di evitare l'argomento, quasi vergognandosene. Ma l'ignoranza della storia non serve a niente, anzi, è controproducente, tanto più che molto spesso le cose non sono come ci vengono raccontate. In questo libro Rino Cammilleri racconta le cose come stanno, o come sono sempre state, al di là della vulgata dominante, nella convinzione che i cattolici di oggi abbiano bisogno di essere nuovamente istruiti, nella storia come nella fede.
br. Nel mondo della Brexit, di Donald Trump e di Matteo Salvini ogni giorno porta con sé una gaffe, una polemica, un colpo di scena. Eppure, dietro le apparenze sgangherate del carnevale populista si nasconde il lavoro accanito di decine di spin doctors, di ideologi e, sempre più spesso, di scienziati ed esperti di Big Data senza i quali i nuovi leader non sarebbero arrivati al potere. Giuliano da Empoli traccia il ritratto dei personaggi che da dietro le quinte stanno reinventando le regole del gioco politico: dai fisici che hanno assicurato la vittoria della Brexit agli strateghi della nuova destra americana, fino ai comunicatori che hanno cambiato il volto dell'Europa orientale. Senza dimenticare i dottor Stranamore italiani che su questo fronte sono all'avanguardia e hanno fatto del nostro paese la Silicon Valley del populismo. Un'interpretazione inedita e brillante dell'ascesa globale dei nazional-populisti che sovverte tutti i principi, trasformando i difetti dei leader in qualità, la loro incompetenza in una prova di autenticità, le tensioni che creano a livello internazionale in dimostrazioni di indipendenza e le fake news che ne punteggiano i discorsi in manifestazioni della loro libertà di spirito.
br. "Questo libro tratta della critica al capitalismo, a livello sistemico e nell'ambito italiano, dei suoi risultati e dei suoi limiti. Questi ultimi motivano il titolo di "anticapitalismo imperfetto", che richiama anche il titolo del mio libro del 1966 "Il bipartitismo imperfetto", dove precisavo: «La critica più sistematica e più seria alla democrazia parlamentare, che è una democrazia rappresentativa e che può anche essere definita "borghese" per le sue origini e per il tipo di società nella quale si è sviluppata, è quella formulata dal pensiero marxista. Questa critica si sostanzia nell'asserzione che il carattere di classe della società capitalistica, il fatto che i mezzi di produzione e di scambio siano di proprietà, o gestiti o controllati solo da un gruppo sociale determinato, e non dall'intera collettività, colloca tutti gli altri gruppi in una posizione di inferiorità. L'eguaglianza giuridica non corrisponde a una situazione di pariteticità in fatto di potere decisionale. Questo giudizio, nelle sue linee fondamentali, rimane esatto». Ma, a metà dello scorso secolo, il "marxismo" non consisteva solo in quell'asserzione, relativa alla società capitalistica. Si dicevano ispirate e orientate dal pensiero marxista altre società, come l'Urss e la Cina, che sostenevano di aver superato la fase capitalistica e di essere alle prese con la costruzione del socialismo, in vista del comunismo, mentre personalità e correnti di pensiero che pure si richiamavano al "marxismo" negavano quest'altra asserzione. A mezzo secolo di distanza, la situazione socio-culturale è completamente diversa. La Russia ha accantonato il marxismo. Vi rimane fedele il partito comunista cinese (col semi-satellite nord-coreano), che definisce il "continental State" imperiale di cui è al governo un «capitalismo armonioso», preludio del socialismo. [...] Il fatto è che, in sole due generazioni, il pensiero marxista, dominante in un terzo del pianeta e impegnato a costruire il socialismo, si è ridotto, salvo che in Cina, a essere appannaggio di piccolissimi gruppi politici e di pochi singoli studiosi, confermato come analisi economica del capitalismo, ma privo di conseguenze appunto politiche nel mondo globalizzato delle multinazionali..." (Giorgio Galli)
br. Il giorno in cui si riordina la soffitta della memoria saltano fuori dalla scatola dei ricordi anche frasi che hanno significato qualcosa. E supponiamo che la frase di tale professoressa Rapposelli "supponiamo di supporre un metro lungo due metri", suggerisca che certi fatti non funzionino con il sistema bianco/nero o vero/falso. La realtà difficilmente si presta a letture unilaterali e il giudizio, di conseguenza, si fa incerto. Supponiamo che Mauro Orletti decida che sia conveniente adottare la logica di "un metro lungo due metri" per affacciarsi in modo eccentrico sulle vicende personali e nell'intimità domestica di un notabile di stazza della Prima Repubblica, personaggio buffo e antipatico, innocuo e autoritario, senza cercare di dirimerne le ambiguità. Sembrerebbe poi che la stessa logica sfocata, svincolata dal criterio giusto/sbagliato, pigiama/non pigiama caratterizzi anche le scelte del nostro uomo. E in questo girare attorno alla vita di Remo Gaspari, sconosciuto ai più ma sedici volte ministro, protagonista assoluto nella gestione dell'alluvione in Valtellina, emerge un passato recente, in parte già finito nel dimenticatoio: la guerra, gli anni '40, la Democrazia cristiana, i dorotei, le Brigate rosse. De Mita e il 2rinnovamento", gli anni '80, il rampantismo socialista, Craxi e Nilla Pizzi, Lupo Alberto e l'amaro Ramazzotti. Vicende e figure che costringono a osservare anche solo un pezzo di mondo in un'ottica e in una postura del tutto particolari: quelle del collezionista di storie.
br. Che fine ha fatto la Dc? È davvero scomparsa, superata dagli eventi politici e da nuovi protagonisti, archiviata con la crisi dei partiti tradizionali? Gianfranco Rotondi, che ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia cristiana, ne ricostruisce la storia in queste pagine concentrandosi sulla parabola discendente della «Balena bianca» ma anche sulle sue molteplici mutazioni e resurrezioni susseguitesi in trent'anni di vita politica. Ne emerge un racconto appassionato e sinceramente di parte. La testimonianza di un protagonista che ha vissuto la dissoluzione del partito e la racconta senza peli sulla lingua e con una prospettiva privilegiata sulla storia politica italiana nazionale. Si va dalla morte ufficiale della Dc alla seconda vita dei democristiani fuori dal partito dello scudo crociato, dal centrosinistra al centro-destra, dal Patto Segni al Partito popolare, da Martinazzoli a Buttiglione, dall'Ulivo al Ccd, da Forza Italia alla Balena verde e oltre. Per scoprire che forse la Dc non è mai finita e i suoi eredi non sono solo i nostalgici.
ril. Ha fatto sembrare i politici tradizionali dei matusalemme. Ha schiacciato e spedito nel reparto delle anticaglie i tentativi di nuovo centrodestra destinati a diventare flop. Ha annichilito gli avversari parlando in modo chiaro e concreto. Tutto nel volgere di pochi mesi, con un succedersi di blitz, di guerre lampo senza paragoni in Italia. "Sono in estasi davanti alla sua energia" ha detto di lui Marine Le Pen. "È un uomo estremamente coraggioso e può andare al governo." L'avanzata fulminea di Matteo Salvini ha sorpreso tutti, eppure la sua storia con la Lega è cominciata quando era ancora un ragazzino, nella Milano degli anni Ottanta. È una storia profondamente intrecciata alla scoperta di una politica fatta tra la gente e per la gente, a partire dai chilometri in bicicletta per attaccare i manifesti elettorali, passando per i microfoni di Radio Padania e il Parlamento europeo, fino alla nomina a segretario federale della Lega, che lo ha fatto diventare uno dei personaggi chiave della scena politica italiana.
About The Book : This book contained that The struggle for Indian Home Rule which was started with the inauguration of the Indian National Congress has many difficulties to encounter; has strong and powerful opponents and has received many checks. But its strongest opponent is Mr. Gandhi and perhaps the most severe check it has received is the adoption by the National Congress at his instance in Calcutta and Nagpur of the so-called-Non-violent Non-co-operation. Non-co-operation as advocated by Mr. Gandhi may be a weapon to be used when constitutional methods have failed to achieve our purpose. Non-violence and passive suffering will lead to bloodshed or be unfruitful of any satisfactory results. Moreover; nothing shows the lack of statesmanship more than practically basing the claim for Swaraj upon the Punjab and the Khilafat grievances. About The Author : Sir Chettur Sankaran Nair, CIE (1857 – 1934) was a lawyer who also served as a President of the Indian National Congress in 1897 at the meeting held at Amravati. He wrote Gandhi and Anarchy (1922). Nair started as a lawyer in 1880 in the High Court of Madras. In 1884, the Madras Government appointed him as a member of the committee for an enquiry into the district of Malabar. Till 1908, he was the Advocate-General to the Government and an Acting Judge from time to time. In 1908, he became a permanent Judge in the High Court of Madras and held the post till 1915. He was a part of the bench that tried Collector Ashe murder case along with C. A. White, then the Chief Justice of Madras, William Ayling, as a special case. He played an active part in the Indian National movement which was gathering force in those days. His official life from 1908 to 1921 interrupted his activities as a free political worker. In 1928, he was the President of the Indian Central Committee to co-operate with the Simon Commission. The Committee prepared a well-argued report asking for Dominion Status for India. When the Viceregal announcement came granting Dominion Status as the ultimate goal for India. The Title 'Gandhi and Anarchy written/authored/edited by Sir C. Sankaran Nair', published in the year 2022. The ISBN 9788121267045 is assigned to the Hardcover version of this title. This book has total of pp. 278 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Ideology and Theory . Size of the book is 14.34 x 22.59 cms Vol:-
br. Dopo la crisi del 2008, e più di recente con la Brexit e con l'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, spira nel mondo un vento favorevole a movimenti sbrigativamente catalogati come «populisti». Tra questi, il Front national è senza dubbio il più robusto e vicino al potere in un paese chiave del mondo. Non a caso. Di tutte le destre storiche, quella francese può infatti vantare una continuità senza eguali. Tanto che - sostiene Marco Gervasoni - «non è Marine Le Pen ad aver imitato i populisti europei, semmai è il contrario». Per capire la cultura politica di cui il lepenismo è l'erede occorre risalire al 1789, l'anno cruciale da cui tutto prende avvio. Dalla Rivoluzione francese, la «matrice della politica contemporanea» che definisce il senso degli schieramenti, si dipana il filo rosso che porta da Napoleone III alla «destra rivoluzionaria» del 1914, con l'ondata di antisemitismo e nazionalismo, dal fascismo francese al collaborazionismo, dalle epurazioni alla guerra d'Algeria, dalla Nouvelle Droite alla nascita del lepenismo, fino alla sua crisi apparente e alla rinascita. Una storia indispensabile per cogliere gli elementi che hanno reso il volto della destra francese il più noto sulla scena internazionale e rispondere a molti interrogativi. Uno su tutti: può un simile modello nazional-populista manifestarsi in una versione italiana?
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. BUONE/OTTIME CONDIZIONI GENERALI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, SPORADICHE SOTTOLINEATURE A MATITA LEGGERA. Come si studia la storia? E come si racconta? Sono le due domande che stanno dietro ogni riflessione possibile sulla cosiddetta 'metodologia della ricerca storica'. Domande semplici all'apparenza, delicate nella sostanza. Così delicate da spingere gli storici, professionisti del passato, alla formulazione di risposte fin troppo tecniche, complesse, da addetti ai lavori: istruzioni per l'uso che finiscono spesso per annoiare piuttosto che aiutare. Ma riflettere su come si studia e si racconta la storia può diventare una sfida affascinante se i professionisti del passato invitano il pubblico di oggi - i lettori, gli studenti - dentro la loro officina, per mostrare concretamente come si maneggiano i ferri del mestiere. Per iniziativa di Sergio Luzzatto, una decina di storici italiani fra i più autorevoli: Alessandro Barbero, Roberto Bizzocchi, Alessandro Casellato, Antonio Gibelli, Miguel Gotor, Giovanni Levi, Salvatore Lupo, Ottavia Niccoli, Lisa Roscioni hanno scelto ciascuno una fonte, l'hanno lavorata, ne hanno fatto la base per il racconto di una storia metodologicamente istruttiva. Fonti notarili, pubblicistiche, contabili, epigrafiche, cronachistiche, oratorie, iconografiche, diaristiche, orali, elettroniche, dall'Italia del Medioevo al mondo globale di internet. Descrizione bibliografica Titolo: Prima lezione di metodo storico Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Sergio Luzzatto Editore: Roma, Bari: Gius. Laterza & Figli, 2010 Edizione: Seconda (Febbraio 2011) Lunghezza: 208 pagine; 19 cm; illustrato a colori ISBN: 8842092207, 9788842092209; 8858122607, 9788858122600 Collana: Volume 900 di Universale Laterza: Prime lezioni Soggetti: Storiografia, Metodo storico, Lezioni, Libri illustrati, Miti, Mitologia, Studi storici, Fonti, Iconografia, Ideologie politiche, Scritti, Raccolte, Antologie, Archivi, Memorie, Consultazione, Riferimento, Bibliografia, Notizie, Passato, Teorie, Metodi storiografici, Periodizzazione, Periodi, Novecento, Medioevo, Umanesimo, Rinascimento, Guerra, Vincitori, Vinti, Guerre mondiali, Notai, Documenti, Mestiere, Storico, Analisi, Genealogia, Manuali, Guide, Libri universitari, Umanistica, Diari, Memorie, Autobiografie, Fonti diaristiche, Discorsi pubblici, Diplomazia, Lettere, Resoconti, Racconti, Prove, Esame, Cronache, Date, Cronologia, Stratificazioni, Rivoluzione francese, Gergo specialistico, Crociate, Risorgimento, Riforma, Resistenza, Fascismo, Nazismo, Dilettanti, Errori, Interpretazione, Originali, Folklore, Atti contabili, Oralità, Negazionismo, Comunismo, Revisionismo, Imparzialità, Propaganda, Manipolazione, Fake news, Historiography, Historical method, Lessons, Illustrated books, Myths, Mythology, Historical studies, Sources, Iconography, Political ideologies, Writings, Collections, Anthologies, Archives, Memories, Consultation, Reference, Bibliography, News, Past, Theories, Historiographic methods, Periodization, Periods, Twentieth century, Middle Ages, Humanism, Renaissance, War, Winners, Losers, World wars, Notaries, Documents, Profession, History, Analysis, Genealogy, Manuals, Guides, University books, Humanities, Diaries, Memories, Autobiographies, Diary sources, Public speeches, Diplomacy, Letters, Reports, Stories, Evidence, Exam, Chronicles, Dates, Chronology, Stratifications, French Revolution, Specialist Jargon, Crusades, Risorgimento, Reform, Resistance, Fascism, Nazism, Amateurs, Errors, Interpretation, Originals, Acts accounting, Orality, Denialism, Communism, Revisionism, Impartiality, Manipulation, Fuori catalogo, Out of print vintage books Parole e frasi comuni Adelmo Alcide Alcide Cervi alcuni Alessandro Casellato Anne Frank Antonietta Ariccia Auschwitz Bibliografica Biblioteca Bongiovanni caso Cinquecento comune consumo contabilità contesto Crispi critica culturale Europa Ivrea alloggio segreto età diario dito puntato documento domande Einaudi enciclopedia esempio famiglia familiari Faurisson feudo figli fodro Francesco Guicciardini francese fratelli Cervi genealogie giovane Gribaldo guerra immagini informazioni internet iscrizioni italiana Ivrea Jimmy Wales Kitchener idea immagine Italia omicidio uomo lavoro lettera lettere libro lire Lord Kitchener manifesto moderna neerlandese Archivio Italia nobili nonno notizie originali Otto Frank padre paese Paesi Bassi passato politica presente Prinsengracht prodotto pubblico racconto relazione rivoluzione Robert Faurisson Rondissone ronzino Savelli scritto servizio Shoah sociale società spese Stendhal storia storiografia successo tecnologico testimoni testo trasformazione opera vassalli vescovo vescovo Richard Cobb Gaimario Villachiara wiki Wikipedia
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L'intreccio fra capitalismo e democrazia ha fatto guadagnare alla fine di questo secolo un enorme successo al liberalismo. La sua conquista si può dire "globale" nel campo economico grazie ai mercati aperti, alla libera concorrenza, mentre in campo politico, con la separazione dei poteri, il decentramento delle istituzioni, inizia a far sentire i suoi effetti. Nei cinque saggi che compongono il volume viene preso in esame il liberalismo di filosofi quali Croce, Carlo Antoni, Guido De Ruggiero, Hannah Arendt e Isaia Berlin. "La ricostruzione della mappa intellettuale del liberalismo si può formare seguendo tracciati diversi. Il presunto eclettismo del pensiero liberale non è un punto debole, semmai è una ragione di forza". Così Valerio Zanone nella presentazione al volume "Critica della ragion liberale", che si richiama, evidentemente, alla Critica kantiana come simbolo del tentativo di rileggere senza pregiudizi la teoria liberale per affermarne la validità. La ricchezza del liberalismo a cui si riferisce Zanone consiste nell'aver presentato diverse dottrine riferibili, in ultima istanza, a diverse concezioni filosofiche del mondo. Il liberalismo tradizionale si rifà, com'è noto, all'empirismo lockiano, al razionalismo e, in senso lato, all'Illuminismo. Ed è qui che si situa l'originalità del volume, sintetizzabile nell'interrogativo che si pone Paolozzi nell'Introduzione: "E' possibile - si domanda - una filosofia liberale non illuminista? O meglio, è possibile pensare una filosofia della libertà fondata sulla ragione dialettica, senza con ciò pregiudicare le acquisizioni teoriche fondamentali dell'Illuminismo e del liberalismo tradizionale?". A questa domanda i cinque autori del volume rispondono sostanzialmente di sì. L'idea di fondo, che rende unitario il percorso compiuto dagli autori, consiste infatti nel porre in relazione il liberalismo politico con lo storicismo e con la filosofia del giudizio della grande studiosa ebrea la quale, non a caso, si richiama frequentemente a Kant e a Tocqueville. Sappiamo che Berlin è tributario della filosofia di Giambattista Vico, dello stesso croce e del grande storico inglese, di origine crociana, Collingwood. Sappiamo che Guido De Ruggiero si formò filosoficamente fra Gentile e Croce e sappiamo, com'è ovvio, che Croce è il primo grande filosofo che cerca, attraverso una profonda riforma della dialettica hegeliana e dello storicismo ottocentesco, di coniugare la filosofia trascendentale con il liberalismo moderno. Descrizione bibliografica Titolo: Critica della ragion liberale Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Ernesto Paolozzi Presentazione di: Valerio Zanone Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2000 Lunghezza: 109 pagine; 20 cm ISBN: 8871883349, 9788871883342 Collana: Volume 5 di Quaderni della Fondazione Einaudi: Saggi Soggetti: Filosofia politica, Storia contemporanea, Ideologie, Partiti, Masse, Scienze politiche, Sociali, Political Science, General, Collected essays, Liberalism, Social sciences, Philosophy, History, 20th century, Critics, Idealismo, Cicerone, Machiavelli, Storiografia, Universalismo, Empirismo, Ermeneutica, Marxismo, Modernità, Libertà, Novecento, Correnti Parole e frasi comuni arendtiana astratta attività Benedetto Croce Carlo Antoni classica comune comunitarismo concetto concezione concreto condizione confronti Critica della ragion crociana culturale agire individuo democrazia diritti visita dottrina economico empirista Etica etico-politico filosofia forme giusnaturalismo Guido De Ruggiero Hannah Arendt Hegel ideale idee ideologia individuali intrinseca Isaiah Berlin Kant kantiana legno storto liberalismo politico sociale negativa positiva libertà-per logica Matteucci mente metafisica moderna mondo morale natura nazismo nozione pensatore pensiero politico personalità pluralismo polemica pratica principio Prodromo pubblico ragion Rawls razionalità repubblicanesimo riflessione ritorno rivoluzione scienza sfera società specifica spersonalizzazione spirito storia storicismo storicistici teoretico teoria giudizio teorico totalitarismo tradizionale tradizione trascendentale umana universale uomini valore Viroli
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Questo libro racconta una storia in ombra dell'Occidente: la storia della libertà che lungo evoluzioni e rivoluzioni giunge dal Sinai ai nostri giorni. Il patto tra Dio e gli uomini che lì ha luogo non ha solo un valore teologico: è un patto tra uomini liberi per limitare e dividere il potere politico. Lo Stato moderno unitario, invece, con la sua espansione burocratica e la sua militarizzazione, rende gli uomini atomi senza diritti e genera la guerra totale. Il terrorismo - grado estremo della logica politica "amico-nemico" e della massima intensità dell'odio politico - ne è la conseguenza diretta, anche quando "arruola Dio sotto le proprie bandiere". Oggi vi sono solo il totalitarismo ed il federalismo. Il totalitarismo è semplice e rigido, come la guerra, come la morte. Il federalismo è complesso e flessibile, come la pace, come la vita. Dopo la lunga notte del Novecento, rinasce da qui la civiltà dell'individualismo e della libertà. Descrizione bibliografica Titolo: Dal Sinai alla rivoluzione cibernetica: l'ordine individualistico della libertà Autore: Mauro Maldonato Presentazione di: Carlo Lottieri Editore: Napoli: Alfredo Guida Editori, 2002 Lunghezza: 263 pagine; 21 cm ISBN: 8871885341, 9788871885346 Collana: Volume 4 di Sfere delle libertà, élites Soggetti: Filosofia politica, Scienze politiche, Saggi, Geopolitica, Gerusalemme, Atene, Levinas, Althusius, Istituzioni, Stato, Realismo libertario, Sionismo, Ebraismo, Ideologie, Altro, Federazioni, Volontarismo, Poleis, Storia culturale e sociale, Diritto, Etica, Political Philosophy, Political Sciences, Essays, Geopolitics, Jerusalem, Athens, Levinas, Althusius, Institutions, State, Libertarian Realism, Zionism, Judaism, Ideologies, Other, Federations, Volontarism, Poleis, Cultural and Social History, Law, Ethics Parole e frasi comuni Alessandro Vitale Althusius americana Arendt assoluta Bibbia biblico Bologna Bruno Leoni Carl Schmitt Carlo Lottieri città civile comunità politica concetto conflitto controllo costituzionale costituzione Creonte decisioni democrazia differenza dimensione dinamiche Dio e l'uomo diversità divina ebraico economica Elazar etica federalismo filosofia fondamento Franz Rosenzweig Gianfranco Miglio giuridica governo greco guerra Hayek ideologie Israele istituzioni Jahvè idea legalità legge legislazione legittimità Leoni Lévinas liberale libertari logica Ludwig von Mises Luigi Marco Bassani Miglio Milano moderno mondo morale naturale nazione nemico nómos normativa norme occidentale ordine originaria patto pensiero politico pluralità polis popolo potere principi privata pubblico radicale radici rappresenta razionale regime relazioni religiosa rivoluzione rivoluzione americana Rosenzweig Rothbard senso sfera sistema sociale società sovranità spontaneo statale storia storica Talmon teologia teoria teorico Tocqueville Torah Torino totalità totalitarismo tradizione trascendenza valori XX secolo
1 Vol. In-8 pag. 311 PROG 42690 CATT_ATT 56
ril. Nel presupposto dell'inevitabile "morte" delle civiltà quando si esauriscono i princìpi che le animano, anzitutto quelli religiosi, il volume, che è stato originariamente scritto nel 1935, costituisce un'analisi delle crisi culturali che in epoca moderna e contemporanea hanno minato l'edificio della civiltà occidentale e alle loro ricadute socio-politiche. L'Autore esamina dunque la dinamica storica del comunismo sovietico, del fascismo e del nazionalsocialismo, ai quali associa il New Deal statunitense e il laburismo britannico, insieme come esito e come reazione alla disgregazione provocata nella società occidentale dalla filosofia liberale.
br. L'esegesi coranica e il corpo agiografico musulmano hanno reso la figura del profeta Maometto un riferimento assoluto per l'islam. Sulle bandiere dell'Isis si legge la frase «Dio è Messaggero di Maometto». Ma come può Dio diventare Messaggero del proprio profeta? È questa la domanda da cui riparte il dibattito tra Adonis e la psicoanalista Houria Abdelouahed, un confronto che mira a dimostrare come in questa religione la nozione stessa di profezia, con i suoi aspetti simbolici e i dogmi religiosi, sia utilizzata al fine di camuffare e sorreggere le strutture del potere. Per farlo Adonis svela come mistificazioni, omissioni e imposizioni abbiano permesso alle leggende di mescolarsi alla Storia fino a diventare realtà. Ed è quando Storia e leggenda divengono indistinguibili, sostiene, che si genera una violenza ai danni del pensiero, che fa da sfondo a quella fisica. Dopo "Violenza e islam" - che ha messo a fuoco il fallimento della Primavera araba, gli attentati terroristici e la nascita dell'Isis - Adonis prosegue il tentativo di elaborare una comprensione oggettiva dell'islam, che permetta di distinguere tra «chi legge il Corano per interesse personale e chi per avvicinarsi a Dio».
br. Vera Aleksandrova, titolare per circa 40 anni della rubrica di critica letteraria del giornale menscevico dell'emigrazione "Socialisti?eskij Vestnik" e autrice di studi pionieristici sul rapporto tra letteratura, società e vita sovietiche, ha rievocato in queste memorie gli anni della sua formazione politica, gli incontri con i militanti delle organizzazioni operaie che lottavano per affermare la propria indipendenza, le scelte compiute da una giovane intellettuale nella Mosca dei primi anni post-rivoluzionari. Il testo di Aleksandrova è introdotto da un saggio di Agnese Accattoli, "Una fanciulla nella rivoluzione: l'apprendistato menscevico di Vera Aleksandrova", sul contesto storico e sul punto di vista delle donne che si trovarono a decidere della propria vita in quell'epoca. Chiude il volume una nota bio-bibliografica sull'autrice.
br. Sviluppare potenzialità inespresse e creare circoli virtuosi è possibile: lo capiremo quando sapremo vedere gli altri, più che come minaccia, come risorsa o, ancor meglio, come coloro senza i quali non possiamo essere felici. Questo libro farà scoprire al lettore, sballottato dalle tempeste dei mercati finanziari, che il mercato siamo noi e il voto con il portafoglio dei cittadini responsabili può portarci all'obiettivo della felicità economicamente, socialmente e ambientalmente sostenibile. Lavorare per aumentare il benessere degli ultimi è la via faticosa ma gratificante che consente di risolvere la nostra povertà di senso e di raggiungere l'equilibrio ambientale.
ill., br. Il cerchio di gesso è il segno che gli inquirenti tracciano, dopo una sparatoria, intorno ai fori prodotti dai proiettili. Un cerchio di gesso delimitò, su un muro della via Mascarella a Bologna, i fori causati dai colpi esplosi dalle forze dell'ordine che la mattina dell'11 marzo 1977 uccisero lo studente Francesco Lorusso, provocando la rivolta di migliaia di giovani, alla quale seguì una pesante repressione. «Il Cerchio di gesso» è il titolo che un gruppo di intellettuali provenienti da esperienze politiche e culturali diverse, ma accomunati da un atteggiamento critico verso la politica di compromesso storico e di unità nazionale, volle dare ad una rivista il cui primo numero apparve qualche mese dopo, nel giugno del 1977. «Il Cerchio di gesso» volle essere una voce indipendente, che dissentiva dalla politica e dalla cultura egemone per ricercare nuovi criteri di lettura della realtà.
brossura Il libro raccoglie commenti pubblicati dall'autore su riviste, giornali e blog fra il 2018 e il 2021. Tutti d'impronta liberale, ma fondati su un'idea della libertà che individua nelle re-gole non solo il suo limite, ma anche il suo fondamento. Dunque una libertà il cui "siste-ma operativo" e i cui "algoritmi" sono regole, da cui le scienze informatiche hanno eredi-tato, non casualmente, il significato di "codice". A questa concezione, oggi in crisi, si op-pone quella di una libertà senza regole o di regole che hanno dimostrato di non funzionare e dovrebbero dunque essere morte. Invece risorgono come gli "zombie" dell'ultimo libro di Paul Krugman con il loro trito repertorio di ritornelli di musica leggera, anzi leggerissima. Parole senza mistero, che conducono al nulla
brossura Questo libro adotta un approccio originale allo studio del radicalismo politico, affrontato in termini di quei dilemmi e compromessi strategici che accomunano il percorso degli attori politici "dall'identità stigmatizzata". Allo scopo di far luce sulle dinamiche di radicalizzazione delle organizzazioni di estrema destra, l'analisi ruota intorno a un interrogativo centrale: possono gli stessi fattori di opportunità politica determinare scelte analoghe per organizzazioni che, costrette a mantenersi su un equilibrio precario tra identità e legittimazione, potrebbero non essere ugualmente interessate all'accesso alla sfera dell'influenza politica? Concentrandosi sull'anello mancante tra i paradigmi di struttura e azione, l'analisi guarda attraverso la lente dei protagonisti della destra radicale in Italia e in Spagna a quei meccanismi interpretativi che specificano il rapporto tra il livello macro dei fattori esogeni e l'ambito delle scelte strategiche delle organizzazioni della destra radicale. Così facendo, intende far luce sui meccanismi interni di questi attori politici, agenti chiave nelle dinamiche dei loro successi o insuccessi, piuttosto che semplici astanti, destinatari passivi delle opportunità politiche sul loro percorso.
br. Joseph de Maistre muore il 26 febbraio 1821, dopo una vita non certo facile, lasciando un'enorme eredità ai posteri, il proprio pensiero. Sulla filosofia demaistriana si svilupperà la linea di pensiero controrivoluzionaria, che analizzerà e smonterà sistematicamente, di epoca in epoca, le logiche rivoluzionarie e la modernità. In modo profetico, il conte savoiardo capisce subito che dal processo innescato nel 1789 e dalle azioni giacobine non verrà nulla di buono e, pagando personalmente lo scotto della propria scelta, sviluppa un pensiero fortemente critico verso la Rivoluzione francese, individuando nel Papato l'ancora di salvezza per l'Europa. Il presente volume vuole introdurre allo studio di un pensatore straordinario e celebrarne l'opera dopo due secoli.
br. Da fossile a rinnovabile, da lineare a circolare, da rifiuti a materiali, da usa-e-getta a riutilizzo, da obsolescenza a riparazione, da responsabilità a corresponsabilità... Ogni vero cambio culturale parte sempre da una nuova comprensione delle parole e dei concetti che queste esprimono. In Le Parole della Transizione Ecologica, i maggiori esperti ambientali italiani analizzano per la prima volta la transizione delle parole e dei verbi ciel passato verso il futuro, facendo riferimento al quadro delineato dalla Direttiva europea 851/2018. Quest'ultima, parte del Pacchetto economia circolare, mira ad assicurare che gli stati membri favoriscano modelli di produzione, aziendali e di consumo innovativi, che riducano la presenza di sostanze pericolose nei materiali e nei prodotti, e ne favoriscano l'estensione del ciclo di vita e il riutilizzo. Il libro vuole condurre il lettore ad allontanarsi da un glossario che ha condizionato, anche culturalmente, il nostro rapporto con i materiali: per farlo, sviluppa un insieme di vocaboli più adatti alle pratiche rigenerative e circolari a cui devono puntare le nostre economie.
ill., br. Gli anni Sessanta segnano una trasformazione della società italiana senza precedenti, con un rapido sviluppo economico e i primi effetti della cosiddetta società dei consumi. Il decennio è denso di eventi di grande rilevanza religiosa, culturale e diplomatico-militare, e vede mutare linguaggi, argomenti e riflessioni di una generazione. Questo saggio si concentra sui rapporti tra la classe politica democristiana e il mondo della cultura cattolica, analizzando i grandi temi del dibattito culturale e sociale: dalla musica alla tecnologia, dalle migrazioni interne allo sviluppo industriale, dal "benessere" al nuovo ruolo che sta assumendo la famiglia, dalla protesta alla "violenza". Basata su un'ampia documentazione d'archivio, in gran parte inedita o poco conosciuta, la ricerca di Cioncolini si sofferma sulle difficoltà culturali e pastorali del pensiero cattolico nel decifrare i grandi cambiamenti di quegli anni, facendo emergere nuove letture delle principali ideologie del Novecento e ampliando la riflessione su alcuni protagonisti di quell'epoca come Giorgio La Pira, Amintore Fanfani, Corrado Corghi e monsignor Giuseppe D'Avack.