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1942WIRT1228Berlin, Lehrmittelzentrale der Deutschen Arbeitsfront 1942. 54 S., 1 Bl., OBrosch.
ril. Questa storia ha inizio a New York quando, appena ventenne, Barack Obama riceve la notizia della morte di suo padre in un incidente stradale. È una scomparsa improvvisa che scatena un inarrestabile flusso di ricordi: la partenza della famiglia materna da un piccolo villaggio del Kansas verso le Hawaii; l'amore, nutrito dall'innocenza della gioventù e dallo spirito libertario dei primi anni Sessanta, tra sua madre e un giovane e promettente studente keniota; la separazione dal padre quando il piccolo Barack ha solo due anni; i dubbi e le paure che ben presto maturano in lui per l'incapacità di dare un senso al suo tormentoso passato. Questa emozionante odissea, alimentata dal profondo desiderio di comprendere le forze diversissime che hanno contribuito a plasmare la sua personalità, può terminare solamente dove tutto è iniziato: in Kenya. Qui Barack incontra la parte africana della sua famiglia, si confronta con le amare verità sulla vita di suo padre, e nella scelta di condividere le lotte delle sue sorelle e dei suoi fratelli africani si riconcilia finalmente con il proprio passato. Introduzione di Walter Veltroni.
br. La Grande Guerra fu una questione di vita o di morte per la classe politica liberale. Sia al momento dell'ingresso dell'Italia nel conflitto, sia dopo Caporetto il 'mondo liberale' si divise, ma la spaccatura tra giolittismo e antigiolittismo non è sovrapponibile a quella tra neutralismo e interventismo: quest'ultimo rappresentò un nuovo cleavage che passò non solo all'interno della classe politica, ma nell'intera società italiana. La guerra, inoltre, portò per la prima volta a una nazionalizzazione delle masse, contribuì a innescare un processo di 'emancipazione' delle donne, un grande take over industriale e un significativo progresso tecnologico e realizzò quell'unità territoriale che era un'aspirazione dei padri fondatori del Risorgimento. Furono risultati che ebbero tuttavia un prezzo molto alto. Le fratture dell'unità nazionale, che già durante la guerra si erano manifestate, deflagrarono subito dopo, prendendo forma sociale, politica ed istituzionale. E mutati erano anche i rapporti di forza internazionali. Solo alcuni settori minoritari della classe dirigente liberale avevano presagito questi esiti, ma una consapevolezza dei problemi da affrontare non era maturata. Cosicché, attraverso un complesso processo storico, già avviato dalle vicende della guerra, che sono oggetto delle pagine di questo libro, invece del passaggio dallo Stato liberale alla democrazia liberale, si ebbe l'avvento del fascismo.
br. Come raccontano le testimonianze e la documentazione biografica raccolte in questo volume, Vittorio Sora è stato un amministratore pubblico preparatissimo e apprezzato. Aveva competenze economiche, studi raffinati di economia politica, buone letture di filosofia, di teologia, di urbanistica, di programmazione territoriale. Appassionato della politica, concepita come il dovere di un servizio alla vita in comune, era un abile organizzatore, un fedele costruttore di amicizie, un catalizzatore di energie, un collante di gruppo. Aveva il carattere di chi guarda al futuro, mai rassegnato. Insegnava che c'è sempre qualcosa di buono, qualcosa di meglio. Basta lasciarsi scaldare il cuore. Era fedele ai principi di universalità cristiana, di laicità dello Stato, di responsabilità individuale del cattolicesimo democratico. Credeva nelle utopie che danno speranza agli uomini. Non fu mai avaro di sé stesso. La vita non gli risparmiò durezze e fatiche, ma gli donò il respiro leggero di un uomo probo che continua a vivere nelle storie della Bassa, nelle memorie di una stagione politica quasi esemplare perché non si allontanò troppo dalla vita.
br. La civiltà moderna è stata - e continua a essere - animata dallo spirito capitalistico, ma anche dal suo acerrimo e irriducibile nemico: lo spirito anticapitalistico. In questo libro si analizzano le principali fasi dello storico duello iniziato nel XIII secolo e tuttora in corso, poiché lo spirito anticapitalistico è come l'ombra del capitalismo: si manifesta, sotto diverse sembianze, non appena sulla scena sociale appaiono gli adoratori di Mammona. D'altra parte, la bancarotta planetaria del collettivismo - centrato sul piano unico di produzione e di distribuzione - costringe a giungere alla conclusione che il capitalismo non ha alternative: è l'unico modo di produzione in grado di far lievitare la ricchezza delle nazioni. È un gioco a somma positiva: se lo si distrugge - come hanno fatto i partiti comunisti al potere -, si condannano alla miseria più atroce le masse lavoratrici. È per questo che la socialdemocrazia, saggiamente, ha deciso di scendere a patti con il capitalismo, trattandolo come una pecora che deve essere tosata.
br. Si discute del "lascito" dell'Expo di Milano. I contributi di questo volume danno una risposta che solo pochi anni fa sarebbe apparsa assurda, più che provocatoria. In termini incalzanti, il volume dimostra la rinnovata centralità dell'agricoltura, del concreto rapporto degli esseri umani con la terra. E ciò non solo dove si lotta per la sopravvivenza, ma dappertutto, in Italia e nel mondo. Prefazione di Carlo Petrini.
br. Con la fine della Guerra Fredda, il sistema delle relazioni internazionali parve destinato ad un definitivo assetto unipolare dominato dagli Stati Uniti, con una Russia ormai incapace di mantenere il ruolo di superpotenza globale e, forse, persino di preservare la propria integrità statuale. Dopo alcuni anni, però, la situazione è mutata e Mosca è progressivamente tornata a giocare un ruolo da protagonista sull'arena mondiale. Il presente volume rappresenta una rara occasione per il lettore italiano di conoscere il punto di vista russo su alcune delle maggiori questioni della politica internazionale e con innumerevoli riferimenti alle vicende interne della Federazione. Dalla crisi in Kosovo alla guerra in Iraq del 2003, dalla minaccia dell'integralismo islamico ai non semplici rapporti fra Mosca e Washington fino al conflitto arabo-israeliano, le attente analisi di Primakov costituiscono un contributo di indubbio interesse.
br. Provocatorio fin dal titolo, I grandi scrittori? Tutti di destra è un articolo che Giovanni Raboni (non proprio un reazionario...) scrisse sul Corriere della Sera del 27 marzo 2002, sfatando uno dei più usurati luoghi comuni dei salotti culturali, ossia che tutti gli intellettuali siano più o meno strettamente "di sinistra". Se ci si rivolge «a quanto è successo durante gli ultimi cento anni in ambito mondiale», sostiene Raboni, si constata invece facilmente come «moltissimi tra i protagonisti o quanto meno tra le figure di maggior rilievo della letteratura del '900 siano collegabili a una delle diverse culture di destra». Tra i nomi (molti anche italiani), i suoi amati Céline e Pound... L'articolo di Raboni, che dice molto sia sulla cultura del '900 (che nelle sue punte più alte è essenzialmente non di sinistra) sia sull'approccio ideologico di un mondo che ha preferito l'egemonia alla qualità e il consenso alla libera creatività, scatenò reazioni che si susseguirono per settimane sui giornali con interventi in difesa o contro le parole del poeta milanese. A vent'anni di distanza il testo di Raboni non ha perso la sua lucidità e la carica polemica, soprattutto se si constata come poco o nulla sia cambiato, in termini di (pre)giudizi, nel mondo culturale italiano.
br. I processi di trasformazione mondiale che segnarono il contesto di modernizzazione neoliberista degli anni '80, come l'ampliamento del mercato finanziario, la liberalizzazione dell'economia, la deregulation e la formazione di blocchi economici regionali, si imposero in Messico nel mezzo di un'acuta crisi economica. La crisi richiese risposte che si concretarono nell'apertura economica al mercato internazionale, con l'incorporazione al Tratado de Libre Comercio de America del Norte (NAFTA), ma fece altresì da volano per la revisione del sistema politico messicano. Caratterizzato come corporativista, paternalista e autoritario, dalla fine degli anni '60 esso ha visto deteriorarsi le basi sulle quali si sosteneva la sua legittimità. Il suo riesame si è costruito attraverso l'imposizione di diverse riforme dello Stato, che tendevano a rivitalizzare il sistema corporativo nel quale si assicurava il suo potere, usando la politica sociale come meccanismo per la creazione di un consenso di massa non necessariamente per via elettorale. Prefazione di Massimo De Giuseppe.
br. Contadini e migranti: sono questi i protagonisti del volume, che connette questioni globali come il cambiamento climatico ai problemi della piccola agricoltura familiare in Africa. Connessioni che possono essere lette sulla base del concetto di ecologia integrale, proposto da Papa Francesco nell'enciclica Laudato si'. Il filo logico parte dallo studio delle pratiche di diversi organismi di FOCSIV per rafforzare le comunità agricole in Africa, e prosegue sulle conseguenze dei fenomeni del cambiamento climatico, anche in termini di migrazioni. Rispondere a questi fenomeni richiede una nuova politica europea più consapevole, coerente e solidale. Per questo viene presentata una serie di critiche alle recenti decisioni europee, di riflessioni e di orientamenti. Da tutto ciò emerge un work in progress di analisi e proposte per la costruzione di una politica di ecologia integrale focalizzata sui contadini e i migranti. Il libro intende contribuire al dialogo sollecitato da Papa Francesco, a partire da casi concreti di solidarietà discussi nel quadro di fenomeni di ampia dimensione per costruire un mondo più giusto e sostenibile.
br. È ormai diventato un luogo comune affermare che l'uomo ha avuto un impatto devastante sulla natura del pianeta. Ha alterato il clima, acidificato gli oceani, avviato quella che probabilmente sarà la sesta estinzione di massa. Una visione negativa dalla quale l'ecologo inglese Chris D. Thomas si distanzia in maniera provocatoria, chiedendosi se in questo scenario catastrofico non si nasconda invece qualcosa di buono. Numerose specie di piante e animali stanno infatti reagendo, traendo beneficio dalla presenza dell'uomo, aumentando la biodiversità e la velocità evolutiva, che probabilmente non ha mai raggiunto livelli di crescita così alti nella storia della Terra. Thomas ci conduce quindi in un viaggio avventuroso intorno al mondo per farci conoscere le creature più intraprendenti che hanno saputo sfruttare le nuove condizioni e continuano a prosperare: dalla farfalla virgola ai sialia (gli uccellini azzurri), dai bisonti ibridi al pukeko neozelandese. Ci troviamo già immersi in un nuovo ecosistema in cui il continuo trasporto di animali, piante e persone ha causato vere e proprie collisioni biologiche: non sarà quindi strano incontrare negli Stati Uniti e nei prati della Gran Bretagna alcune farfalle che, come i grilli australiani che ora vivono alle Isole Hawaii, stanno sviluppando nuove modalità evolutive per sopravvivere nel mondo alterato dall'uomo. Chris Thomas apre, dunque, le porte a un approccio più ottimistico per liberarci dalle catene di una visione carica di pessimismo e di smarrimento, invitandoci a riconsiderare il rapporto dell'uomo con la natura e ricordandoci che in fondo la storia della vita è da sempre una storia di diversificazione e rinnovamento. Forse non tutto è compromesso nell'età dell'Antropocene...
ril. Il volume, qui presentato in edizione italiana, era parte di una storia delle idee politiche scritta da Voegelin negli anni cinquanta, ma da lui lasciata inedita. Il manoscritto fu però visionato da John H. Hallowell il quale ne estrapolò alcuni capitoli, "Crisis and apocalypse of man" e "Revolution and the new science", giudicandoli sostanzialmente autonomi dal resto dell'opera e di enorme importanza per la comprensione dei processi politici contemporanei. È così che nasce l'edizione del 1975 di "From Enlightenment to Revolution", analisi organica e puntuale di quegli aspetti del pensiero politico del settecento e dell'ottocento che, secondo Voegelin, rappresentano le premesse ideologiche all'affermazione delle ideologie totalitarie.
1940471040Leipzig: Breitkopf & Härtel. 1940. 184 S. 24,5 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut gering gebräunt u. wellig (Innen); Minischildchen (2x1cm) auf dem Vorsatzblatt, läßt sich wohl entfernen, mir gelang das einmal; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Buchrücken ist leicht lichtrandig; Schutzumschlag fehlt; Gewebe (Blau)
1981217572Berlin: Duncker und Humblot. 1981. 408 S. 24 cm. Zustand: Gut min. gebräunt (Innen); Besitzerstempel; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Sauberes Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Buchrücken wurde professionell mit einer schwarzen Tesaleiste (foliert) versehen; Schnitt wurde mit JS-Stempeln versehen (Schnitt ist zerstempelt); Broschiert
1981490805San José: Ed. Univ. de Costa Rica. 1981. 193 Seiten. 25x19,5cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Broschiert
1980490798La Habana: Centro de Estudios sobre America. 1980. 208 Seiten. 27x21cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Broschiert
1979490801Managua: Biblioteca Banco Central de Nicaragua. 1979. 83 Seiten. 27x21cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Vorderdeckel hat seitlich oben kleinen Riß im Rand; Broschiert
2009855417Baden-Baden: Nomos. 2009. XXIV.; 398. 23cm. Zustand: Sehr Gut; 1. Aufl. Broschiert
1984626045Göttingen: Vandenhoeck und Ruprecht. 1984. VIII, 311 S. : 1 Ill., graph. Darst., Kt. 24 cm. Zustand: Gut, eher ungelesen (Innen); Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Buchrücken ist leicht lichtrandig; Broschiert
1990626176München: Hanns-Seidel-Stiftung. 1990. 121 S. : graph. Darst. 23 cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Großer Schrifteintrag vor dem Titelblatt; Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Vorderdeckel ist unten links gering weißfleckig; Broschiert
1985626000Göttingen: Vandenhoeck und Ruprecht. 1985. 443 S. : 34 graph. Darst. 24 cm. Zustand: Gut, eher ungelesen aber leicht gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Eine Gelenkseite nahe Hinterdeckel oben u. unten min. bestoßen; Broschiert
1985702831Kiel :: Arndt. 1985. 278; 286; 278. 21cm. Zustand: Sehr Gut, eingeschweißt; Mit Schuber (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Broschiert
1939113131Berlin: Eher. 1939. 70 Seiten. 29,5x21cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; (hier nur saubere Kopie des Buches) Gelocht
ril. Bella e ammaliante e allo stesso tempo misteriosa e indecifrabile. Ammirata e invidiata, ma anche derisa e duramente criticata. Che tipo di donna e first lady è Melania Trump? Molti osservatori e commentatori si chiedono: è felice? Perché non sorride quasi mai? Cosa si cela dietro quella sua algida freddezza? Secondo Kate Bennett, volto della CNN e giornalista con accesso a lei e alla sua famiglia, Melania è un grande enigma. Il libro racconta il dietro le quinte della first lady più insolita della storia degli Stati Uniti e ripercorre le tappe fondamentali della sua vita e della sua relazione con Donald Trump. Dall'infanzia comunista in Slovenia, al mestiere di modella, prima a Milano e Parigi poi a New York, fino all'incontro galeotto con l'attuale presidente americano. E poi gli anni alla Casa Bianca e i suoi rapporti con Ivanka, figlia prediletta di Trump, e con lo staff presidenziale. Per scoprire che forse la first lady non è così ininfluente, come molti credono, sulle scelte del celebre marito. Un racconto popolare che mescola scandali e retroscena, ambizioni e fragilità del personaggio («Non compatitemi. Posso affrontare qualsiasi cosa»), scelte di vestiario oramai iconiche e discorsi divenuti celebri (nel bene e nel male). Prefazione di Marianna Aprile.
ill., br. Il progetto Clean Everest nasce nel 2016 per iniziativa di Marion Chaygneaud-Dupuy ed è stato creato, afferma l'autrice, "con i tibetani per i tibetani". Lavorando insieme a un team locale di cinquanta guide, in tre anni è stato possibile rimuovere oltre otto tonnellate di rifiuti dalla montagna più alta della Terra. I campi in quota sono stati ripuliti dall'immondizia accumulata da decenni di spedizioni alpinistiche e dal campo base i sacchi di rifiuti sono stati trasportati a valle a dorso di yak. La logistica del progetto si è perfezionata grazie al supporto delle autorità locali che ben presto sono subentrate nella gestione, attivandosi anche per il recupero dei rifiuti riciclabili. Un altro passo importante nella tutela dell'ecosistema montano è stato la redazione della "Carta ambientale per gli himalaisti" che detta le regole e educa tutti gli attori dell'industria della montagna in Tibet. Il progetto Clean Everest è presto diventato un modello per altre vette, nonché patrimonio collettivo della popolazione locale, la cui cultura porta con sé una spiccata coscienza ecologica.