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brossura
Mm 230x300 Tutto il pubblicato. Sei volumi in nove tomi rilegati in tela con sovraccoperta editoriale, custodia originale muta, oltre 5500 pagine profusamente illustrate in nero e a colori lungo l'intero testo. Opera in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Il libro è pensato come una ricostruzione della storia del Partito di Dio a partire dalla sua nascita (1985) sino ai giorni nostri e più nello specifico sino al 2009, anno di pubblicazione dell'ultimo manifesto ideologico ufficiale ad oggi disponibile. L'opera è immaginata con lo scopo di ripercorrere l'evoluzione di Hezbollah contestualizzando di volta in volta il suo agire ed il suo pensiero, mantenendo come principale punto di riferimento i documenti in arabo pubblicati dagli organi ufficiali del Partito di Dio. Introduzione di Massimo Campanini.
br. Aldo Moro è rimasto nei cuori di molti italiani. Sicuramente è il politico di cui si è parlato più di ogni altro, dagli anni Settanta in poi. Ma si è parlato di Moro soprattutto per la tragedia che lo ha visto coinvolto e che lo ha portato alla morte, rischiando di appannare la valenza etica e la capacità dell'uomo di governo. Moro si è mosso sullo scenario politico con la consapevolezza che solo la Democrazia Cristiana poteva garantire all'Italia il permanere di un sistema democratico, a tutela delle libertà. E questo suo progetto si è articolato con una Dc, affaticata, che a volte cercava di galleggiare nella prospettiva di rinnovarsi. Aldo Moro è stato grande protagonista, fino al rapimento e all'uccisione. Con questo libro ridiamo la parola allo Statista democristiano, attraverso i suoi discorsi, i suoi articoli e le sue gesta. È un modo per capire direttamente dalle sue parole il suo pensiero, superando tutte le libere interpretazioni di cui si è arricchita la pubblicistica in questi decenni a partire dalla sua scomparsa.
br. La storia dei Collettivi politici veneti per il potere operaio narrata da due tra i suoi principali protagonisti. Una vicenda che prende avvio nell'autunno del 1974, dopo l'esaurimento dell'esperienza di Potere operaio. Un progetto fondato sui presupposti strategici di un forte radicamento territoriale, l'unità politico-militare della militanza e una direzione che poteva vantare una ricca e raffinata formazione teorico-culturale di provenienza operaista. Infatti, in quel laboratorio, che si poteva avvalere di un forte presenza in ambito universitario, di una radio (Sherwood) e di un periodico (Autonomia), furono elaborate inchieste e analisi sui processi della ristrutturazione produttiva in atto che coniarono il concetto della «fabbrica diffusa» produttrice dell'«operaio sociale», la figura del moderno precario destinato a occupare un ruolo centrale nei conflitti politici di classe. I Collettivi organizzarono in vaste aree della loro regione azioni politico-militari di massa contro fascisti, responsabili della gerarchia di fabbrica e della repressione potendo contare su una serie di sigle, ognuna corrispondente a un determinato livello d'organizzazione. L'accumularsi di quelle pratiche sfociò nelle famose «notti dei fuochi»: decine di attacchi in contemporanea in varie città della regione. L'operazione repressiva del 7 aprile 1979, e quelle degli anni successivi, ebbero a mira la distruzione anche di quella specifica rete organizzativa e del suo progetto rivoluzionario, tra i più forti, consolidati e intelligenti della galassia autonoma.
ill., br.
COME NUOVO, MAI SFOGLIATO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Informazioni bibliografiche Titolo: L'internazionale nera: fascisti e nazisti oggi nel mondo Titolo originale: Fascistes et nazis d'aujourd'hui Collana: Volume 16 di Problemi e documenti Autori: Dennis Eisenberg Curatore (Appendice di documenti): Cesare De Simone Traduzione di: Emilio Boeri Traduzioni dell'appendice: Adriana Dell'Orto Editore: Milano: Sugar, 1964 Lunghezza: 358 pagine, [12] c. di tav. ; 22 cm; illustrato Soggetti: Neofascismo, Razzismo, Storia Dopo il 1945, Studi, Neonazismo, Studi e documenti, Antisemitismo, Storia del fascismo e nazismo, Biblioteca Franco Antonicelli, Antifascismo, TEORIE E IDEOLOGIE POLITICHE, Stati Uniti, Gorilas, America Latina, Gerarchie militari, Francia, Germania, Italia, Bonn, Berlino, Colonialismo ultra, Legami internazionali, Piazzale Loreto, Mussolini, Hitler, Naziskin, Reazionari, Estrema destra, Politica, Croci celtiche, Copte, Gammate, Svastiche, Aquile, Simbologia, RAU, SS, Collaborazionisti, Seconda Guerra Mondiale, Ebrei, Odio razziale, Tacuara, Argentina, Generali, Gerarchi, Spagna, Portogallo, Totalitarismo, Copenaghen, Dachau, Terrorismo, Shoah, Violenza, Libri rari, Vintage, Oswald Mosley, The re-emergence of fascism, Attualità, Nazisme et fascisme, Neo-fascism, Racism, History After 1945, Studies, Neonazism, Documents, Anti-Semitism, Antifascism, THEORIES AND POLITICAL IDEOLOGIES, United States, Latin America, Military Hierarchies, France, Germany, Italy, Berlin, Ultra Colonialism, International Ties, Reactionary, Extreme Right, Politics, Celtic Crosses, Copts, Gammate, Swastikas, Eagles, Symbology, Collaborationists, World War II, Jews, Racial hatred, Hierarchs, Spain, Portugal, Totalitarianism, Terrorism, Violence, Rare books, Vintage, The re-emergence of fascism, Current affairs
Denis Mack Smith Le guerre del Duce. , Laterza 1976, Ottimo stato. Legatura editoriale in tela. Sovraccoperta con alette informative ombrata. Storia. Fascismo. Fascismo Nazismo Denis Mack Smith Le guerre del Duce Laterza 1976 Fascismo Nazismo Ottimo (Fine) . <br> <br> <br> <br>
br. È un fenomeno sempre più rilevante: pezzi interi della «generazione perduta» cercano rifugio e possibilità in montagna. Costretti da una crisi e da una precarietà infinite, uomini e donne si spostano fuori dalla città, in un complesso movimento migratorio «al contrario», tutto da scoprire e interpretare. Nascono così progetti di vita innovativi, basati su modelli alternativi di sviluppo, sulla green economy e sulla soft economy. Nascono nuove storie e nuove creatività. Vecchi borghi vengono ripopolati. Antiche strade vengono risvegliate. Questo è un libro di paesaggi, di ritratti e di racconti. Un libro di montagna, e di inchiesta.
Editions du monde libertaire, 2000. In-8 broché de 77 pages. Bon état.
br. La pandemia dà ragione agli ecologisti, all'idea che l'Homo sapiens abbia devastato la natura e ora ne paghi il prezzo? O al contrario dimostra che gli ecologisti hanno torto, che solo un uomo sempre più "tecnologico" e "artificiale" può sconfiggere la natura "ostile"? A partire da queste due opinioni contrapposte ed entrambe correnti, si snoda una riflessione sul pensiero ecologico, che vede l'uomo come "intruso" nel mondo naturale ma al tempo stesso, nel solco di Darwin, come specie animale integrata nei processi evolutivi. Questa contraddizione non ha impedito alle idee degli ecologisti di conquistare l'opinione pubblica, di penetrare nella mentalità contemporanea e soprattutto delle nuove generazioni. Ma di fronte alla pandemia e a una crisi ancora piú grave, quella climatica, gli ecologisti devono sciogliere le loro ambiguità, mettendo da parte pregiudizi e diffidenze verso la scienza e la tecnologia: oppure, da soluzione della crisi ecologica, il pensiero green rischia di diventare esso stesso parte del problema.
br. La biografia di Oscar Luigi Scalfaro è in larga misura una "biografia della Nazione". E questo libro - dovuto ad uno dei giornalisti più attenti al ruolo della Presidenza della Repubblica nel delicato equilibrio tra poteri disegnato dalla nostra Costituzione - dopo i primi capitoli dedicati alla formazione, alle vicende familiari, e all'ingresso in magistratura di Scalfaro, ci offre un attento e acuto esame della vita politica italiana durante tutto l'arco dei primi sessanta anni della nostra storia repubblicana: dalla felice era della ricostruzione e delle grandi scelte di politica economica ed internazionale al miracolo economico; dalla fine del centrismo alla nascita del centrosinistra; dagli anni di piombo del terrorismo alla crisi della prima repubblica e ai nuovi equilibri. Durante tutto l'arco di questi decenni Scalfaro si rivela un democristiano anomalo, lontano da logiche correntizie, fedele in primo luogo alle istituzioni. Non a caso, è a Scalfaro che i partiti si rivolgono nei momenti di crisi eleggendolo alle massime cariche, dalla Presidenza della Camera alla Presidenza della Repubblica. Dell'Aquila, che negli anni della presidenza Scalfaro seguì le vicende del Quirinale quale capo della redazione politica per il TG3, tratteggia la figura di questo grande protagonista della nostra storia politica, sottolineando il suo rapporto con i grandi leader del dopoguerra, da De Gasperi a Fanfani; gli aspetti salienti dello scontro tra le correnti democristiane; il rapporto tra la DC di Moro e il PCI di Berlinguer; il conflitto con Berlusconi negli anni del settennato. Né vengono tralasciati alcuni degli episodi più famosi che hanno caratterizzato l'esperienza politica di Scalfaro: il "non ci sto" televisivo a reti unificate con cui rintuzzò il tentativo di coinvolgerlo in una falsa accusa di improprio uso di fondi riservati; il rifiuto opposto a Berlusconi di nominare Previti ministro della giustizia; l'analogo rifiuto di sciogliere le Camere dopo il cosiddetto "ribaltone"; il famoso supposto "schiaffo" ad una signora scollacciata; la sua attività di giovane giudice e la condanna a morte pronunciata contro i responsabili di alcuni efferati delitti commessi durante la guerra di liberazione. Ne risulta un ritratto che non è solo l'immagine di un uomo integerrimo e di forti principi, ma il quadro del divenire e progressivo mutare della nostra repubblica.
br. È noto che il cinema costituisce un veicolo fondamentale nella costruzione dei nostri immaginari geografici, nella elaborazione di immagini forti di luoghi "desiderati" o "temuti", di topofilie, di stereotipi paesaggistici. Meno strettamente analizzata è invece la funzione che il cinema di intrattenimento può svolgere come veicolo per l'informazione ecologica, per la sensibilizzazione nei confronti delle tematiche ambientali, in qualità di monito educativo nei confronti delle prassi quotidiane. Tuttavia, il cinema spesso si ispira proprio a tematiche di carattere ambientale, enfatizza il timore di catastrofi legate a questo o quell'evento "naturale", oppure presenta possibili futuri gravidi delle conseguenza della cattiva gestione delle risorse. Ma anche quando non mette in primo piano l'ambiente, il cinema parla d'ambiente, per il semplice fatto di avere una location, e costituisce in tal modo una risorsa per la costruzione di una sensibilità nei confronti dei beni ambientali di un dato territorio.
ill., br. Delfino è riuscito in questo lavoro a "legare" i temi locali con quelli nazionali, in una logica che gli è sempre stata propria ed è stata tipica anche del mondo politico di cui è stato ed è parte. La territorialità non è mai sinonimo di divisione rispetto alla nazione, così come lo Stato non è mai qualcosa di avulso dal dato locale. Molto spazio del volume è dedicato, e non potrebbe essere così, alla vicenda di Democrazia Nazionale, che vide Raffaele Delfino tra i protagonisti.
br. Il C.I.R.B. (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica), cui aderiscono tutte le Università campane, è un organismo di ricerca nel quale - con metodo rigorosamente scientifico, grazie al concorso di qualificati cultori delle varie discipline interessate e in un clima di costante e costruttivo dialogo con i rappresentanti delle diverse posizioni culturali - è possibile delineare le trame di una serena e ponderata riflessione comune su tematiche che coinvolgono l'identità stessa della persona umana e il destino delle generazioni future.
br. Il volume pubblica gli Atti di AmbientaMente 3 e 4, Meeting internazionale di Bioetica ambientale, promosso da FNOMCeO, UEMS, Istituto Italiano di Bioetica-Campania, Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica (C.I.R.B.) Il C.I.R.B., cui aderiscono tutte le Università campane, è un organismo di ricerca nel quale è possibile delineare le trame di una serena e ponderata riflessione comune su tematiche che coinvolgono l'identità stessa della persona umana e il destino delle generazioni future.
br. Il volume pubblica gli atti di AmbientaMente, il meeting internazionale di Isernia che, negli anni 2016 e 2017, ha messo a tema le correlazioni tra tecnica e possibili sofferenze dell'ambiente. Con un approccio olistico, tutte le molteplici discipline coinvolte nell'ottica bioetica (dalla filosofia e teologia al diritto, dalla biologia all'ingegneria, dall'ecologia alla zoologia, alla botanica...) esaminano scientificamente le realtà che definiamo biosistemi, cioè sub-sistemi d'interconnessione tra vivente e non vivente, ciascuno interagente nel complesso cosmico. Il meeting è promosso da FNOMCeO, UEMS, Istituto Italiano di Bioetica-Campania, Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica (C.I.R.B.), a cui aderiscono tutte le università campane. Il C.I.R.B. è un organismo di ricerca nel quale è possibile delineare le trame di una serena e ponderata riflessione comune su tematiche che coinvolgono l'identità stessa della persona umana e il destino delle generazioni future.
brossura
in-8°, 309 pp., broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [DV-17]
Ramsay 1979, In-8 broché de 280 pages. Bon état.
Mm 145x225 Brossura editoriale, copertina a stampa, 165 pagine. Ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Antonio Gramsci e Piero Sraffa sono tra i grandi intellettuali del Novecento europeo. La figura e le idee dell'uno, capo del Partito Comunista, sono state una stella polare per generazioni di teorici e militanti politici. Economista originalissimo e di raffinata cultura, l'altro fu parte di una rete intellettuale che includeva pensatori come Keynes e Wittgenstein. Per vent'anni i due furono legati da una grande amicizia. Cosa li univa? Quali ideali e quali circostanze permisero l'incontro di due uomini così diversi, il figlio di una poverissima famiglia sarda e quello di uno dei principali giuristi italiani del tempo, rettore della Bocconi? Cosa continuò a legarli mentre l'uno era chiuso nel carcere fascista e l'altro era a Cambridge? Questo libro indaga sull'origine della loro amicizia, dal senso di riforma morale che emanava da un liceo e dall'università torinese, e dal sommovimento delle classi subalterne all'inizio del Novecento, arrivando poi all'opposizione al fascismo e alle vicende della prigionia di Gramsci e ai suoi dissensi col partito. Esso si attiene il più strettamente possibile all'evidenza documentale che è invece stata del tutto o quasi ignorata da molti di quelli che si sono occupati di questi problemi.
traduzione di Paolo Castruccio