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In-8 (cm. 21.20), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. VI, 424, (2). Prima edizione. Prefazione di Jacques Le Goff. Taglietto e minime abrasioni alla sovracoperta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
In 8°, br. edit. ill., pp. 170,(6); prima ed., ottimo es.. (a003)
br. Joseph de Maistre muore il 26 febbraio 1821, dopo una vita non certo facile, lasciando un'enorme eredità ai posteri, il proprio pensiero. Sulla filosofia demaistriana si svilupperà la linea di pensiero controrivoluzionaria, che analizzerà e smonterà sistematicamente, di epoca in epoca, le logiche rivoluzionarie e la modernità. In modo profetico, il conte savoiardo capisce subito che dal processo innescato nel 1789 e dalle azioni giacobine non verrà nulla di buono e, pagando personalmente lo scotto della propria scelta, sviluppa un pensiero fortemente critico verso la Rivoluzione francese, individuando nel Papato l'ancora di salvezza per l'Europa. Il presente volume vuole introdurre allo studio di un pensatore straordinario e celebrarne l'opera dopo due secoli.
br. Il pensiero politico islamico è stato messo alla prova dalle rivolte o rivoluzioni che hanno coinvolto il mondo arabo negli ultimi anni. L'adeguatezza delle vecchie categorie politologiche elaborate in età classica è stata messa alla prova dalla necessità di confrontarsi con le sfide della gestione dello stato moderno e della transizione dall'autoritarismo alla democrazia. In questo quadro, il ruolo dei movimenti e dei partiti islamisti prefigura un percorso che può andare "oltre la democrazia" alla ricerca di nuove forme di organizzazione politica. Il volume raccoglie un certo numero di saggi e articoli precedentemente pubblicati e si prefigge di analizzare i presupposti teorici di siffatta progettualità politica indagando i caratteri e le forme del pensiero politico islamico classico e contemporaneo. Le promesse e le potenzialità di questo pensiero sono studiate sia dal punto di vista storico sia dal punto di vista strettamente teorico delineando alcuni paradigmi di interpretazione a lungo termine e interrogandosi sulla funzionalità del pensiero politico islamico a venire a patti con la modernità.
brossura Lo studio del pensiero politico è fondamentale per comprendere i caratteri di una cultura, quella islamica, in cui la religione ha evidenti ricadute nell'ambito pubblico, sociale e istituzionale. Il libro raccoglie quindici saggi di studiosi affermati e di giovani ricercatori, italiani e non, che ricostruiscono le tappe principali della storia del pensiero politico islamico dal profeta Muhammad ad oggi. Prima opera di questo genere pubblicata in Italia, il libro si occupa non solo dei consueti temi del pensiero politico islamico (il califfato, la distinzione tra sunniti e sciiti, il confronto con la modernità), ma anche di aspetti di solito poco considerati (i rapporti tra mistica e politica, le donne e la politica, il pensiero politico di aree apparentemente periferiche come il mondo turco e mongolo). Gli argomenti sono ordinati tematicamente in modo diacronico, più che per correnti o singole personalità.
ill., br. Il volume presenta sinteticamente ma con le dovute attenzioni le fasi principali della vita di Aldo Moro, dall'infanzia alla morte, sottolineandone i tratti personali e l'azione politica. Particolare importanza viene data alla bibliografia, agli scritti ed ai discorsi dello statista pugliese: l'analisi degli scritti e degli editoriali può offrire una nuova, profonda chiave di lettura del pensiero di Moro, giungendo a una vera e propria filosofia politica "morotea". L'autore non manca di descrivere le difficoltà che Aldo Moro incontrò con alcuni attori politici del suo tempo, come anche la questione del compromesso storico, la terza fase, il rapimento ad opera delle Brigate rosse e le lettere raccolte nel celebre "memoriale" dalla "prigione del popolo".
br. Il mito della Sicilia tollerante sotto la dominazione araba, l'inquisizione criminale, le crociate portate dai cristiani cattivi, il medioevo delle streghe e dei roghi: miti che fanno parte di una "leggenda nera" ormai radicata e diffusa e di cui gli stessi cattolici parlano con imbarazzo, cercando addirittura di evitare l'argomento, quasi vergognandosene. Ma l'ignoranza della storia non serve a niente, anzi, è controproducente, tanto più che molto spesso le cose non sono come ci vengono raccontate. In questo libro Rino Cammilleri racconta le cose come stanno, o come sono sempre state, al di là della vulgata dominante, nella convinzione che i cattolici di oggi abbiano bisogno di essere nuovamente istruiti, nella storia come nella fede.
In-8° pp. 299, bross. edit. con piegatura sulla parte superiore e piccoli guasti.
In 8°, br. edit. ill., pp. 359,(1); copia molto buona. (m088)
br. Un «saggio militante» che affronta da una prospettiva antropologica storica e critica le ragioni di quella che va sempre più assumendo le forme di una catastrofe: una catastrofe di dimensioni planetarie e globali che investe l'ambiente, inteso come milieu in cui si inserisce la vita degli uomini e di tutti gli altri esseri viventi, e più concretamente gli ambienti a misura dei quali tutti i viventi si conformano. Posto «al cospetto della catastrofe», l'ellenista sembra avere quasi una marcia in più, perché in grado di posare sul presente e sulle prospettive del futuro uno sguardo altro, alternativo, a partire dal concetto greco antico di physis. Esso, inteso come processo dinamico, permette di superare il paradigma moderno di una natura opposta alla cultura. Di fronte alla catastrofe, l'Autore non si accontenta dello sguardo rassicurante dei classici, ma li interroga nel vivo confronto con i filosofi dei Lumi e con il pensiero antropologico della modernità, per valorizzarne il ruolo di rottura: nei confronti del sistema politico e finanziario imperante, nei confronti dei modi di pensare e di agire quotidiani delle singole persone, senza infingimenti e concessioni ad una ipocrita green economy. L'ostacolo non è di facile superamento: si tratta di passare dal modello di ambiente e di natura concepiti come insieme di risorse da sfruttare al servizio dell'uomo, ad un modello antropo- ed eco-poietico, che tenga conto della complessità delle relazioni tra le società degli uomini, le loro pratiche tecniche e gli ambienti in cui vivono. Ciò significa porre le premesse perché si attui l'auspicato cambio di paradigma sociale ed ecologico, ossia ecosocialista. È in gioco la sopravvivenza degli uomini e dei loro ambienti. Insomma, la natura non può che essere cultura.
Mm 170x240 Collana "Storia e Politica" - Volume nella sua brossura originale, 194 pagine. Copia come nuova, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Cosa vuol dire "essere animali"? Questa domanda, apparentemente semplice, si manifesta invece, a una accurata analisi, in tutta la sua problematicità. L'umano si è pensato, da sempre, come in opposizione all'animale rimanendo, tuttavia, "innanzitutto e perlopiù" un animale. Attraverso l'analisi di due paradigmi diversi, quello di René Descartes e di Martin Heidegger e quello di Jacques Derrida, l'autore ripercorre la storia di un'idea, di un concetto e di un sogno che si caratterizza come un "necessario paesaggio morale per il futuro". Cosa è successo agli animali mentre ci pensavamo come altro da loro? Quello che abbiamo fatto agli animali, non solo è gravissimo, ma è eterno. Creiamo la vita per distruggerla. Inoltre, il gesto che dipinge la più grave e ignorata delle sofferenze, è il "fondamento della miseria" e ciò che ricerchiamo quando, con altrettanta miseria, discriminiamo anche gli animali umani. Ebrei uccisi come ratti, e Tutsi uccisi come scarafaggi, sono solo la sentinella di un avvertimento: eventi storici isolati per l'umano hanno come paragone quel soggetto che, dopo il "come", continua a morire in eterno e senza attenzione alcuna.
ill., br. Che rapporto esiste tra la costruzione delle nostre società e la costruzione del concetto di "umanità" in opposizione, e dunque per negazione, a quello di "animalità"? La questione animale non è tanto, o soltanto, quella dei "diritti animali" quanto, piuttosto, quella dell'animalità dell'umano e dell'idea di mondo che potrebbe derivare contrastando radicalmente l'opposizione "noi/loro" che caratterizza la presunta superiorità di Homo Sapiens.
br. Con le sue battaglie Marco Pannella ha caratterizzato sia la Prima che la Seconda Repubblica italiana. Battaglie che hanno visto al centro le libertà e la nonviolenza: diritti civili, rappresentanza politica, legalizzazione delle droghe, divorzio, aborto, eutanasia, abolizione del finanziamento pubblico ai partiti politici, disobbedienza civile. Ha anticipato e rivoluzionato modi, contenuti e metodi con i quali la politica può comunicare con i cittadini. La filosofia è un utile mezzo per pensare il presente e con gli strumenti che questa possiede il volume offre alcuni ragionamenti sull'eredità che Pannella, e con lui il Partito Radicale, lascia agli albori della Terza Repubblica. Quante di quelle battaglie sono ancora incompiute? Quanto la società del nostro paese è debitrice nei suoi confronti? È evidente che senza Pannella la storia politica d'Italia sarebbe stata molto diversa, visto che ha cambiato il verso del sentire comune di una parte consistente della società italiana. Con lui si sono dischiusi nuovi mondi possibili.
C. Bernadac Sterminateli! Adolf Hitler contro i nomadi d'Europa. , Libritalia 1996, Copertina plastificata. Tagli sporchi di polvere e ingialliti. Pagine ingiallite in modo lieve. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br> 8840381880
C. A. Sacheli Rousseau. , D'Anna 1941, Copertina: con margini stanchi, in cartoncino goffrato. Pagine testo: con sottolineature a matita. Testo di riferimento. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> <br>
1 Vol. In-16 pag. 396 PROG 33550 CATT_ATT 45
A clean, unmarked book with a tight binding. 588 pages. Previous owner's name label inside.
ill., br. Mai come oggi avvertiamo la necessità di creare un habitat sostenibile e nuove forme di relazioni fra uomo e natura. Perché questa urgenza diventi realtà, è necessaria una educazione al pensiero ecologico che tocchi anche, e soprattutto, bambini e ragazzi. Ciò che serve è un nuovo paradigma educativo che coinvolga scuole e famiglie, basato sulla combinazione fra principi etici e sviluppo cognitivo. Il saggio di Rosa Tiziana Bruno, sociologa e autrice per ragazzi, propone il percorso sperimentato nella scuola dell'infanzia per sviluppare la cosiddetta ecosaggezza, ovvero l'intima consapevolezza della connessione che ci lega a tutti i viventi. Il terzo volume della collana "I topi saggi" è rivolto a insegnanti, educatori ma anche genitori, studenti, librai, bibliotecari, psicologi e terapeuti.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, LIEVE BRUNITURA. RARO. Giacinto de' Sivo (Maddaloni, 29 novembre 1814, Roma, 19 novembre 1867) è stato uno scrittore e storico italiano, alto funzionario dell'amministrazione del Regno delle Due Sicilie. Descrizione bibliografica Titolo: Il primato napolitano: studi su Giacinto de' Sivo e la dialettica della Controrivoluzione. Autore: Bruno Iorio Nota introduttiva di: Franco Compasso Prefazione di: Giuseppe Coniglio Editore: Marina di Minturno (LT): Arti grafiche Caramanica, 1988 Edizione: 2, seconda (Gennaio 1990) Lunghezza: 85 pagine; 24 cm ISBN: 8880969749, 9788880969747 Collana: Volume 1 di Quaderni di Sud Europeo Soggetti: Cultura, Sud, Meridionalismo, Risorgimento meridionale, Storia moderna, Studi culturali, Ottocento, Patrioti, Liberalismo, Ideologie politiche, Pensiero, Giacinto De' Sivo, Impegno civile, Mezzogiorno, Gioberti, Europa, Intellettuali, Borboni, Regno di Napoli, Saggistica, Due Sicilie, Storiografia, Benedetto Croce, Pensiero politico, Edmondo Cione, Codice si San Leucio, Caserta, Basilio Puoti, Napoletani, Napoli romantica, Corrado Capece, Governo, Cospirazioni, Monografie, Libri Vintage, Fuori catalogo, Documenti, Biografie, Bibliografia, Politica ferdinandea, Terra di Lavoro, Sanfedisti, 1799, Rivoluzione partenopea, Anti-giacobinismo, Cardinale Ruffo, Reazionari, Costanza Gaetani dell'Aquila d'Aragona, Amministrazione dello Stato, Nino Bixio, 1848, Unità d'Italia, I napolitani al cospetto delle Nazioni civili, Chiesa, Brigantaggio, Partigiani, Combattenti, Unificazione, Scritti politici, Controrivoluzione, Borbone, Mazzini, Culture, South, Southernism, Southern Risorgimento, Modern History, Cultural Studies, Nineteenth Century, Patriots, Liberalism, Political Ideologies, Thought, Civil Engagement, Europe, Intellectuals, Bourbons, Kingdom of Naples, Non-fiction, Two Sicilies, Historiography, Political Thought, Neapolitans, Romantic Naples, Government, Conspiracies, Monographs, Books out of print, Documents, Biographies, Bibliography, Sanfedisti, Neapolitan Revolution, Anti-Jacobinism, Reactors, State Administration, Unity of Italy, Church, Brigantage, Partisans, Fighters, Unification, Political writings, Counter-revolution Parole e frasi comuni Airola Analisi decisionismo Bari Barruel Bologna Bonald Borboni di Napoli brigantaggio briganti Bruno Iorio Canosa Carlo Alianello Caserta Controrivoluzione Corrado Capece cospetto delle nazioni critica cultura usurpazione dialettica diritto egemone eroe borbonico federalismo filosofia Firenze Galazia campana Garibaldi Garibaldini Generale Giacinto giacobini Gioberti giobertiana Giosuè Ritucci Giuseppe GlUSSO Godechot Gramsci intellettuali italiana lettera libertà MACK SMITH Maddaloni MAISTRE J Manzoni Marx MENDELLA Milano moderno Monaldo Leopardi monarchia Montella napoletana napolitani al cospetto napolitano naturale nuovo pensiero controrivoluzionario pensiero politico piccola patria polemica popolo Principe di Canosa Progresso Mezzogiorno questione meridionale reame Regno di Napoli Restaurazione Risorgimento italiano Rivoluzione francese saggio Saint Simon SALVATORELLI San Leucio SANTONASTASO Schmitt setta Sicilie 1847 socialismo sovranità sovrano Galazia storico reazionario storiografia tema Torino Tragedie Tragicommedia trono uomini usurpazione vecchia Italia Volturno
br. La Terra è malata, sovrappopolata, degradata; gli ecosistemi stanno per collassare; mutamenti climatici e cataclismi inauditi semineranno morte e distruzione. E i colpevoli siamo solo e unicamente noi, sperperatori di risorse, consumatori accaniti, inquinatori seriali. Per causa nostra le generazioni future riceveranno in eredità un ambiente impoverito e saranno costrette a rivedere drasticamente il loro stile di vita, se non addirittura a lasciare il pianeta. Così recitano i fanatici dell'Apocalisse, invocando, in nome di fosche previsioni ripetute con insistenza, la necessità di rinunce immediate e spietate autopunizioni collettive. Tutto questo, fa notare il filosofo Pascal Bruckner, rientra in un canovaccio già noto, dai tempi del millenarismo cattolico con il suo contorno di pauperismo e culto della frugalità, fino agli strali marxisti contro il capitalismo e al disprezzo terzomondista per l'Occidente sfruttatore, ovviamente condannato all'autodistruzione. Secondo l'autore, questo ecologismo intransigente, chiuso e ostile verso tutto ciò che è progresso, ci condanna a un presente di terrore e rinunce in nome di un futuro che forse nemmeno ci sarà... Non è tornando indietro, dice Bruckner, che risolveremo i nostri problemi. È senza dubbio importante salvaguardare l'ambiente in cui viviamo, ma lasciando spazio a un ecologismo audace, aperto e democratico, che sostenga un cambiamento affidato alla ragione più che ai fanatismi e al catastrofismo irrazionale...
br. Questo libro parte dalla definizione di "liberale" quale sostantivo e non aggettivo. In Italia quasi tutti coloro che si definiscono liberali intendono il termine come aggettivo, ma spesso sono tutt'altro che liberali. L'abuso da parte di coloro che si spacciano per liberali, ha prodotto una confusione pericolosa, che rischia di legittimare ambienti opposti e nemici delle democrazie liberali. Gli autori ripercorrono la diffusa regressione della società occidentale e la degenerazione politica e culturale degli ultimi decenni, che, come indicato da Sir Graham Watson nella sua prefazione, ha trasformato i cittadini in consumatori. Prefazione di Sir Graham Watson.
br. Nessuno (o quasi) ricorda più l'ostracismo, l'odio e, spesso, il prezzo del sangue pagato da tanti italiani e, fra essi, da non pochi cattolici, a causa del terrorismo. Oltre al dovere della memoria, questo saggio dedica un'attenzione inedita ad alcuni dei protagonisti che rimasero "con la schiena dritta" durante gli anni di piombo. Si parte dai promotori delle riviste cattoliche "Carattere" (Verona 1954-1963) e "Adveniat Regnum" (Roma 1963-1975), alla testata politico-parlamentare "Europa Settanta" (1968-69). Espressione culturale della destra DC, il gruppo riunitosi attorno a questa rivista, diretta da Bartolo Ciccardini, si impegnò in tempi non sospetti contro l'incipiente "partitocrazia" e "sindacatocrazia" della Repubblica, oltre che per il rilancio dell'identità nazionale battendosi per il presidenzialismo e la ripresa dell'autorità dello Stato.
br. Come combattere il fascismo? Come ripensare la politica nel vortice della crisi che sconvolse la società italiana ed europea degli anni trenta? Come progettare un nuovo ordine post-fascista, a partire dalla cesura della Grande guerra e delle sue tragiche conseguenze? A queste e altre domande Giustizia e Libertà offrì risposte tanto originali quanto radicali nel panorama dell'antifascismo internazionale, intrecciando in forme innovative le tradizioni socialiste e liberali. Il gruppo, fondato da Carlo Rosselli in esilio a Parigi nel 1929 e scioltosi nel 1940, rivendicò diverse concezioni della nazione e dell'Europa e maturò una riflessione lucida sulle tirannie, senza rinunciare a molteplici (e talvolta contraddittorie) prospettive rivoluzionarie. Il volume propone la prima lettura complessiva della vicenda di Giustizia e Libertà e delle sue reti transnazionali nell'emigrazione e nella cospirazione. I percorsi e i dibattiti dei giellisti sono inquadrati nella storia politica e intellettuale del Novecento italiano ed europeo, seguendone le sotterranee e controverse eredità fino a oggi.