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Mm 170x240 "LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica, novembre /2019" diretta da Lucio Caracciolo - Brossura originale, 344 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Copia pari al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 170x240 "LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica, gennaio/2017" diretta da Lucio Caracciolo - Brossura originale, 240 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Copia pari al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. È noto che il cinema costituisce un veicolo fondamentale nella costruzione dei nostri immaginari geografici, nella elaborazione di immagini forti di luoghi "desiderati" o "temuti", di topofilie, di stereotipi paesaggistici. Meno strettamente analizzata è invece la funzione che il cinema di intrattenimento può svolgere come veicolo per l'informazione ecologica, per la sensibilizzazione nei confronti delle tematiche ambientali, in qualità di monito educativo nei confronti delle prassi quotidiane. Tuttavia, il cinema spesso si ispira proprio a tematiche di carattere ambientale, enfatizza il timore di catastrofi legate a questo o quell'evento "naturale", oppure presenta possibili futuri gravidi delle conseguenza della cattiva gestione delle risorse. Ma anche quando non mette in primo piano l'ambiente, il cinema parla d'ambiente, per il semplice fatto di avere una location, e costituisce in tal modo una risorsa per la costruzione di una sensibilità nei confronti dei beni ambientali di un dato territorio.
supplemento a Orion. a cura di Claudio Mutti
br. La biografia attenta e documentata che Alexander Stille ha dedicato a Silvio Berlusconi è stata subito accolta come un libro fondamentale per capire le ragioni di un successo imprenditoriale, politico e mediatico che dura da decenni. "Citizen Berlusconi" è un'inchiesta condotta secondo il modello del miglior giornalismo anglosassone, ma allo stesso tempo un avvincente racconto. Silvio Berlusconi, con le sue luci e le sue ombre, è anche l'eroe di uno straordinario romanzo popolare. Intorno alla sua figura ruota uno dei grandi enigmi della politica contemporanea: che cosa può accadere alla democrazia nell'era dei grandi conglomerati dell'informazione, delle enormi fortune personali, delle vertiginose ambizioni? Le vicende mediatiche e giudiziarie di questo libro sono un tassello utile per capire l'equilibrio dei media nel nostro paese e come si possono usare le aule di tribunale per intimidire le voci scomode. Soprattutto, "Citizen Berlusconi" racconta gli ultimi anni dell'Italia berlusconiana e il declino del paese. Questa edizione è arricchita da una nuova prefazione dell'autore.
Mm 220x250 Catalogo della mostra di Milano. Volume in copertina rigida con sovraccoperta, custodia editoriale, 339 pagine profusamente illustrate in nero e a colori. Copia pari al nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. Il volume, oltre ai disegni della coppia Zap e Ida, raccoglie i pareri di cittadini bolognesi sull'operato di Cofferati a due anni dall'elezione. Le osservazioni che, alla fine, gli autori ne hanno dedotto, è che Cofferati risulta gradito alla quasi totalità dei pensionati interpellati. Piace anche a tanti che avevano votato per Guazzaloca. Non piace ai giovani e ai lavoratori delle categorie piú diverse che avevano votato per lui; ovviamente non a tutti, ma sicuramente alla stragrande maggioranza di loro.
Emilio Ludwig Colloqui con Mussolini. Milano, Mondadori 1932, Sovraccoperta mancante. Copertina in piena tela con fregio in oro al piatto e titolo in oro al dorso, molto consumata e scolorita. Abrasioni al piede e alla testa del dorso. Interno in buone condizioni con pagine brunite ai margini. I tagli sono irregolari e sporchi. Il risguardo in terza di copertina è scollato in cucitura Mediocre (Poor) . <br> <br> Copertina rigida <br> 222<br>
br. Un nuovo rapporto con la natura non può non prescindere da una ridefinizione del concetto di educazione ecologica. In questo libro, Daniel Goleman e i suoi collaboratori raccontano le storie di attivisti, educatori e pionieri che tracciano per noi la via verso una nuova sostenibilità educativa attraverso l'utilizzo dell'empatia per ogni altra forme di vita, la responsabilità delle nostre azioni e lo sviluppo dell'intelligenza emotiva, sociale ed ecologica che tutti possediamo.
ill., br. Cosmetici, detergenti e profumi accompagnano l'umanità da migliaia di anni. Oggi, dove quasi tutto è industrialmente preconfezionato e pronto sugli scaffali del supermercato, si assiste al desiderio di tornare a profumi e pratiche perduti nel tempo. I motivi sono i più disparati: la salute personale, l'ambiente, l'etica o anche solo il puro piacere di "spignattare" con le proprie mani. Questo manuale illustra come prendersi cura del corpo e della casa, con semplicità e un rinnovato occhio scientifico. Perfetto per chi si avvicina per la prima volta all'argomento, oltre a proporre ricette illustrate passo a passo, da realizzare con quello che comunemente si ha in casa, non manca di una parte informativa per orientarsi criticamente nel mondo contemporaneo della cosmesi e della detergenza.
br. C'era una volta una terra in cui il centrodestra era condannato all'opposizione e il tempo era scandito al ritmo placido delle feste dell'Unità. Nessuno scandalo nazionale o burrasca elettorale sembrava importante, nessuna alternanza era prevista: che il partito si chiamasse Pci o Pds, Ds o Pd, poteva andare sul sicuro perché lì, si sa, "votano tutti a sinistra". Poi un bel giorno tutto è cambiato. Alle elezioni del 2018 la cosiddetta "Toscana Rossa" ha perso nel giro di qualche mese i sindaci di Massa, Siena e Pisa, dove la Lega è cresciuta di quasi 25 punti percentuali in soli cinque anni. Nel 2019 si voterà a Livorno, finora amministrata dai Cinque stelle, e Firenze, banco di prova degli ultimi scampoli di renzismo. Intanto Susanna Ceccardi, giovane e agguerrita sindaca salviniana di Cascina, punta alle regionali del 2020, e c'è chi dice che rischia di vincerle. Partendo da Pisa e allargando lo sguardo alle macerie rosse di tutta la regione, David Allegranti costruisce una rigorosa e documentata analisi di questa sconfitta che è anche un reportage di viaggio nel paese reale, qui dove gli edicolanti vendono più "La Verità" del "Manifesto" e dove le vecchie sedi del Pd vengono dismesse e cedute alla rampante sezione locale della Lega, qui dove gli anziani si rifiutano di affittare agli immigrati, i vecchi sindacalisti Cgil si candidano con la Lega e i parroci si sentono gli ultimi a resistere all'assalto, asserragliati nelle mense della Caritas sotto continuo attacco degli assessori leghisti. Perché il cambiamento non si ferma allo stile comunicativo di Salvini e non è nato dal nulla: è figlio della stanchezza e del senso di abbandono della gente, dei circoli Arci deserti che negli anni hanno perso la comunità che li animava. Solo attraversando questa terra risvegliata da un torpore lungo cinquant'anni si può capire che cosa sta succedendo davvero a questo Paese. Con e-book scaricabile fino al 30 giugno 2019.
Numero unico a cura del Gruppo Anarchico "Il Pensiero" di Roma nel diciottesimo anniversario della morte di Malatesta. copertina leggermente logorata. interno ottimo
LLUSTRATO illustrato nel testo e con inserti fotografici anche a colori la repressione oltre la "cortina di ferro" stato buono
FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO: LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA; LIEVISSIMA BRUNITURA. MAI SFOGLIATO. Informazioni bibliografiche Titolo: Comunismo, compromesso storico e società italiana: profilo di un innesto fallito Collana: Volume 7 di Occidente : Collana di studi sulla civiltà occidentale Autore: Giuseppe Are Editore: Lungro di Cosenza: Costantino Marco, 2004 ISBN: 8888897356, 9788888897356 Lunghezza: 333 pagine, 22 cm Soggetti: Politica, Ideologie politiche, Storia, Liberalismo e ideologie democratiche di centro, Partito comunista italiano, History, 20th century, Communism, Italy, Politics and government, 1945-1976, Novecento, Dopoguerra, Berlinguer, Togliatti, DC, Democrazia Cristiana, Chiesa, Unione Sovietica, USA, Anni settanta, Stalinismo, Mosca, Prima Repubblica, Elezioni, Aldo Moro, Andreotti, Riformismo, Politica estera, Imperialismo, NATO, Varsavia, Guerra Fredda, Sindacalismo, URSS, Democrazia, Sinistra Parole e frasi comuni amministrazioni Anarchia sindacale atteggiamenti attività autonomia base blocco capacità capitalismo capitalistico centrale centralismo democratico certo ceti medi classe compromesso storico comunisti italiani condizioni conquista considerare controllo crescita crisi critica cultura culturale economia URSS democrazia dibattito diretta dirigenti diventare economica elettorale elezioni europei fattori formule forze politiche funzionari funzione governo Gran Bretagna gruppi ideologica industriali intellettuali interna internazionale iscritti Krusciov kruscioviana Europa laburista lavoro leninista livello lotta maggiore marxista massa mercato mondo nazionale operaia organismi organizzazione PCUS politica estera posizioni potere problemi processo proprio pubblica realtà rispetto rivoluzionario sembra serpente monetario Settanta settore sezioni sindacali sindacati sinistra sistema situazione socialdemocratici socialismo socialisti europei società sovietico stalinismo storia strategia strumenti struttura successi sviluppo tasso tendenze Vietnam voti Welfare
Adalberto Minucci Comunismo, illusione e realtà. , Editori Riuniti 2006, Legatura: editoriale. Copertina in cartoncino plastificato, illustrato. Piccola macchia nella parte interna del taglio superiore. Formato 21 x 12 Collana "Dibattito Politico", 12 Ottimo (Fine) . <br> <br> <br> <br> 8835957559
br. Il Liberalismo con la sua astrattezza e incapacità di affermare il mondo nella sua complessa condizione reale, non è forse divenuto il cavallo di Troia di tendenze e fenomeni che stanno portando all'autodistruzione della civiltà occidentale?
br. Davvero pochi pensatori politici spagnoli sono stati ammirati e detestati in tutta Europa e America come Juan Donoso Cortés. Riscoprire il principio religioso, denunciare la strada senza uscita del progressismo, proclamare che dietro ogni grande questione politica vi è una grande questione teologica, professare che una società che rinuncia alla propria religione presto o tardi perde la propria cultura, enunciare che la storia non ha altro senso se non quello della salvezza, affermare che all'origine dei disordini vi è la dimenticanza del cattolicesimo: da ciò scaturiscono le ragioni profonde, sebbene non confessate, della sua ammirazione o esecrazione. Il nostro mondo postmoderno sembra accettare il declino ineluttabile delle profezie secolarizzate che fino a ieri annunciavano il raggiante futuro dell'uomo moderno. Giudicata arcaica, la critica donosiana dell'individualismo, del collettivismo, dell'economicismo, del materialismo e della grande mescolanza mondialista, oggi è più attuale che mai.
br. Cosa significa esattamente merito? Questa parola seducente mantiene ciò che promette? Oppure è una parola ambigua? Grattando la superficie, il merito mostra la sua vera natura: quella di una ideologia che sta trasformando la scuola, l'università, il sistema sanitario, la pubblica amministrazione, il mondo del lavoro nel nome della concorrenza e del mercato. Il concetto di cittadinanza è messo a rischio, e con esso il principio dell'uguaglianza sociale. Dietro al merito si nascondono questioni cruciali per comprendere il nostro tempo.
br. Tra tutti i sistemi politico-economici, il liberalismo è quello che più volte nella sua storia ha subito sconfitte epocali e rinascite inaspettate. Già «orfana» dell'Ottocento, secolo del trionfo della cultura e delle abolizioni di antichi privilegi, con l'affermarsi dei totalitarismi e di ambiziosi progetti di ingegneria sociale, l'idea di una rigida limitazione dei compiti e degli strumenti della politica apparve del tutto anacronistica, così come l'ambizione di fondare la pace fra nazioni attraverso il libero scambio di merci e persone. In questo contesto l'economista austriaco Friedrich von Hayek (1899-1992) fu tra i primi a comprendere la necessità di rifondare una teoria politica in cui non solo il mercato, ma anche il diritto e il suo linguaggio fossero considerati istituzioni in continua evoluzione, regolate dall'incontro fra domanda e offerta e non da governi o intellettuali. Dal trasferimento in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale al premio Nobel, in questo ritratto a tutto tondo Alberto Mingardi prende spunto dalla biografia dell'autore della "Via della schiavitù" per raccontare il percorso del pensiero liberale dal secondo dopoguerra a oggi, in cui il riaffacciarsi di nuove forme di nazionalismo sembra mettere a repentaglio ancora una volta un modello di società aperto e plurale.
br. In tutta Europa è in atto una vera e propria contro-rivoluzione che attacca i fondamenti liberali del continente. Alcuni dei 'controrivoluzionari' sono neofascisti, altri sono neocomunisti; alcuni sono contro l'austerità, altri contro i musulmani; alcuni sono secessionisti, altri nazionalisti; alcuni sono moderati, altri estremisti. Ma tutti hanno una cosa in comune: sono contrari all'ordine liberale e ai suoi progetti chiave come l'integrazione europea, il liberalismo costituzionale e l'economia liberista. In tutta l'Europa il sistema liberale pare sgretolarsi. Non solo a Varsavia o Budapest, ma anche a Londra, Roma, Atene e Parigi. I cittadini europei si sentono arrabbiati e in pericolo. La violenza politica è in aumento. Come è possibile che un continente prospero e pacifico stia andando in pezzi? Jan Zielonka, liberale di lungo corso, riflette in modo critico e autocritico sulla caduta del liberalismo e sulla nascita di movimenti populisti in tutto il continente partendo da un dato: i populisti guadagnano voti perché i liberali hanno completamente screditato il loro nobile progetto. La lista delle colpe dei liberali dal 1989 è lunga: le diseguaglianze sono drammaticamente cresciute, l'evasione fiscale si è diffusa, i tagli alla spesa sociale sono ben noti. I liberali non hanno davanti una strada facile: quanto prima capiranno il senso di quel che sta accadendo, tanto maggiori saranno per loro le possibilità di rendere di nuovo credibile il loro progetto.
br. Il liberalismo sottolinea il valore positivo della libertà individuale, l'autonomia del singolo, l'opposizione al conservatorismo sociale. Sorto come una giustificazione teorica della necessità della limitazione del potere statale, il liberalismo non è però riuscito a declinare in termini universalistici il suo discorso ideologico. Come per ogni movimento storico, si tratta di indagare sì i concetti ma anche in primo luogo i rapporti politici e sociali in cui esso si è espresso. E la storia dei paesi in cui il liberalismo ha gettato radici più profonde risulta inestricabilmente intrecciata con la storia della schiavitù e dello sfruttamento.
br. Tutti, almeno a parole, vogliono una vita più "naturale". Più a contatto con la natura e che la salvaguardi. Ma che cos'è la natura? In un'epoca dominata da nuove scoperte, dalla crescita tecnologica, da una nuova sensibilità ecologica, ma anche da nuovi fenomeni inquietanti, come pandemie globali e squilibri dell'ambiente, risuona potente la domanda su cosa sia un comportamento veramente naturale nella vita di una persona. La parola "natura" è inevitabilmente fonte di confusione e tensioni, spesso usata per motivare scelte opposte. Forse, allora, per riaccostarci veramente alla natura (e alla nostra natura) occorre una sapienza antica e sempre nuova. Vogliamo una vita più naturale? Chiediamo ai poeti. E loro ci guideranno. Con uno stile che unisce saggio e narrazione, Davide Rondoni perlustra gli interrogativi che sorgono intorno al tema della natura, senza pregiudizi e senza censure, sfidando molti luoghi comuni e toccando temi che oggi occupano la nostra quotidianità e le frontiere dei nuovi saperi. Una riflessione personale sulla natura che prende spunto dal pensiero e dalle parole dei grandi poeti. Un libro attuale che ragiona sui temi della modernità attraverso le voci di autori classici e contemporanei come Lucrezio, Keats, Leopardi, Szymborska, Luzi, per una visione del mondo più completa che possa indagare al meglio il rapporto inevitabile dell'uomo con la natura.
br. Il presente studio è centrato sulla crisi della civiltà liberale fra le due guerre, così come si è presentata nella sua molteplicità di aspetti filosofici, etici, politici e ideologici: l'impatto del conflitto mondiale nell'universo della cultura, la problematica idea di libertà, il dibattito sulla natura dei regimi totalitari, la critica del comunismo e del fascismo, l'avvento della società di massa, la ricerca di un'alternativa all'esistente, la controversa questione circa l'identità storico-culturale dell'Europa e, più in generale, dell'Occidente e del suo destino. Dall'esame complessivo di questo insieme emergono le ragioni per cui, a fronte di visioni del mondo radicalmente avverse alle sue finalità ideali (come lo sono stati il comunismo, il fascismo e il nazismo), la civiltà liberale non è stata in grado di difendere la sua ragion d'essere, la libertà; ciò a conferma della sua precarietà e fragilità. Risulta chiaro altresì come in questo trentennio la vera divisione politica e ideale non sia passata tra il fascismonazismo e il comunismo, o tra il fascismonazismo da una parte e il comunismo e la democrazia liberale dall'altra, ma tra la civiltà liberale e i nemici della "società aperta", ovvero, indistintamente, fra tutti i totalitarismi e la libertà. È questa la contrapposizione - libertà o non-libertà - che costituisce il vero criterio di spiegazione e valutazione per tutta l'età contemporanea, a partire dalla rivoluzione francese.
K. Marx - F. Engels Critica dell'anarchismo. , Einaudi 1972, Legatura ed. Copertina tutta tela ombrata. Sovraccoperta plastificata con alette informative ingiallita, con segni lievi d'usura ai margini. Pagine ingiallite ai margini. Firma con data alla guardia libera ant. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L'intreccio fra capitalismo e democrazia ha fatto guadagnare alla fine di questo secolo un enorme successo al liberalismo. La sua conquista si può dire "globale" nel campo economico grazie ai mercati aperti, alla libera concorrenza, mentre in campo politico, con la separazione dei poteri, il decentramento delle istituzioni, inizia a far sentire i suoi effetti. Nei cinque saggi che compongono il volume viene preso in esame il liberalismo di filosofi quali Croce, Carlo Antoni, Guido De Ruggiero, Hannah Arendt e Isaia Berlin. "La ricostruzione della mappa intellettuale del liberalismo si può formare seguendo tracciati diversi. Il presunto eclettismo del pensiero liberale non è un punto debole, semmai è una ragione di forza". Così Valerio Zanone nella presentazione al volume "Critica della ragion liberale", che si richiama, evidentemente, alla Critica kantiana come simbolo del tentativo di rileggere senza pregiudizi la teoria liberale per affermarne la validità. La ricchezza del liberalismo a cui si riferisce Zanone consiste nell'aver presentato diverse dottrine riferibili, in ultima istanza, a diverse concezioni filosofiche del mondo. Il liberalismo tradizionale si rifà, com'è noto, all'empirismo lockiano, al razionalismo e, in senso lato, all'Illuminismo. Ed è qui che si situa l'originalità del volume, sintetizzabile nell'interrogativo che si pone Paolozzi nell'Introduzione: "E' possibile - si domanda - una filosofia liberale non illuminista? O meglio, è possibile pensare una filosofia della libertà fondata sulla ragione dialettica, senza con ciò pregiudicare le acquisizioni teoriche fondamentali dell'Illuminismo e del liberalismo tradizionale?". A questa domanda i cinque autori del volume rispondono sostanzialmente di sì. L'idea di fondo, che rende unitario il percorso compiuto dagli autori, consiste infatti nel porre in relazione il liberalismo politico con lo storicismo e con la filosofia del giudizio della grande studiosa ebrea la quale, non a caso, si richiama frequentemente a Kant e a Tocqueville. Sappiamo che Berlin è tributario della filosofia di Giambattista Vico, dello stesso croce e del grande storico inglese, di origine crociana, Collingwood. Sappiamo che Guido De Ruggiero si formò filosoficamente fra Gentile e Croce e sappiamo, com'è ovvio, che Croce è il primo grande filosofo che cerca, attraverso una profonda riforma della dialettica hegeliana e dello storicismo ottocentesco, di coniugare la filosofia trascendentale con il liberalismo moderno. Descrizione bibliografica Titolo: Critica della ragion liberale Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Ernesto Paolozzi Presentazione di: Valerio Zanone Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2000 Lunghezza: 109 pagine; 20 cm ISBN: 8871883349, 9788871883342 Collana: Volume 5 di Quaderni della Fondazione Einaudi: Saggi Soggetti: Filosofia politica, Storia contemporanea, Ideologie, Partiti, Masse, Scienze politiche, Sociali, Political Science, General, Collected essays, Liberalism, Social sciences, Philosophy, History, 20th century, Critics, Idealismo, Cicerone, Machiavelli, Storiografia, Universalismo, Empirismo, Ermeneutica, Marxismo, Modernità, Libertà, Novecento, Correnti Parole e frasi comuni arendtiana astratta attività Benedetto Croce Carlo Antoni classica comune comunitarismo concetto concezione concreto condizione confronti Critica della ragion crociana culturale agire individuo democrazia diritti visita dottrina economico empirista Etica etico-politico filosofia forme giusnaturalismo Guido De Ruggiero Hannah Arendt Hegel ideale idee ideologia individuali intrinseca Isaiah Berlin Kant kantiana legno storto liberalismo politico sociale negativa positiva libertà-per logica Matteucci mente metafisica moderna mondo morale natura nazismo nozione pensatore pensiero politico personalità pluralismo polemica pratica principio Prodromo pubblico ragion Rawls razionalità repubblicanesimo riflessione ritorno rivoluzione scienza sfera società specifica spersonalizzazione spirito storia storicismo storicistici teoretico teoria giudizio teorico totalitarismo tradizionale tradizione trascendentale umana universale uomini valore Viroli