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br. Il rapimento e l'assassinio per mano delle Brigate rosse, nel 1978, hanno finito per concentrare in quella fine tragica la memoria di Aldo Moro. Nell'intento di riscoprire nella sua interezza questo significativo protagonista della storia italiana, il libro ne tratteggia un profilo biografico completo: l'intellettuale, il giurista, il dirigente delle associazioni cattoliche, il costituente, il politico, lo statista. Moro fu il principale stratega del centro-sinistra e della "solidarietà nazionale", ma anche a lungo guida del governo e della politica estera italiana. La sua esperienza assunse un carattere drammatico non solo per il violento epilogo ma anche per la crescente difficoltà nel tenere assieme Stato e società, innovazione e tradizione, cambiamento e coesione, in un sistema sociale e politico messo a dura prova dalla transizione degli anni Settanta.
ill., br. Il volume presenta sinteticamente ma con le dovute attenzioni le fasi principali della vita di Aldo Moro, dall'infanzia alla morte, sottolineandone i tratti personali e l'azione politica. Particolare importanza viene data alla bibliografia, agli scritti ed ai discorsi dello statista pugliese: l'analisi degli scritti e degli editoriali può offrire una nuova, profonda chiave di lettura del pensiero di Moro, giungendo a una vera e propria filosofia politica "morotea". L'autore non manca di descrivere le difficoltà che Aldo Moro incontrò con alcuni attori politici del suo tempo, come anche la questione del compromesso storico, la terza fase, il rapimento ad opera delle Brigate rosse e le lettere raccolte nel celebre "memoriale" dalla "prigione del popolo".
ill., br. Quarant'anni fa il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro distrussero, insieme alla vita di Moro e degli uomini della sua scorta, un grande progetto organico di cambiamento e rigenerazione del nostro sistema democratico, creando nel Paese un autentico trauma. Nei decenni successivi il sistema politico italiano non ha saputo voltare pagina rispetto alle paure, ai silenzi e agli imbarazzi che hanno caratterizzato il sequestro Moro e portare a termine un coerente progetto di riforma. Il sistema dei partiti si è così destinato a una navigazione a vista e, in prospettiva, a uno sfaldamento del sistema stesso. La Commissione di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, che ha recentemente concluso i suoi lavori, ha evidenziato le lacune delle precedenti ricostruzioni e ha dimostrato che sull'operazione militare delle Brigate Rosse si innestò l'azione di una pluralità di soggetti, che per ragioni diverse, influirono sulla gestione e tragica conclusione del sequestro. In questo ambito è emersa pure l'esigenza di confrontarsi globalmente con l'opera politica di Moro, anche perché è solo a partire da questa che si può realmente comprendere - su un piano storico e politico - la vicenda del suo omicidio. La finalità di questo piccolo volume è dunque quella di consentire una migliore conoscenza dell'azione politica di Moro e, allo stesso tempo, di recuperare la sua progettualità in una fase storica in cui la dimensione culturale e progettuale della politica è stata spesso superata da una fiducia superficiale nei meccanismi di selezione della rappresentanza. Al contrario, proprio l'esperienza di Moro evidenzia la centralità del tema della costruzione di un tessuto di valori e ideali comuni e di un circuito virtuoso tra forze sociali e forze politiche. I brevi capitoli in cui si articola il saggio prendono in esame l'azione politica di Moro sin dagli anni dell'Assemblea costituente per poi giungere all'esperienza del Centro-Sinistra, alla sua azione politica interna e internazionale negli anni Settanta e infine al suo omicidio. Il filo conduttore che emerge è l'attualità del contributo di Moro, non solo per l'incisività delle soluzioni proposte alle grandi questioni dei diritti e dell'organizzazione dei pubblici poteri, ma anche per la cultura politica che è alla base della sua azione. Una cultura fondata sui principi di dignità della persona, sulla ricerca di un rapporto virtuoso tra democrazia e libertà attraverso il pluralismo delle formazioni sociali, sulla concezione dinamica del rapporto tra la politica e i mondi vitali della società.
br. Di tutto, di più. Tra società dello spettacolo, demagogia, "politica 2.0", polemica senza se e senza ma contro la "casta" e disintermediazione, il Movimento 5 Stelle è una delle espressioni per eccellenza della "grande mutazione" della politica nell'Italia di inizio Terzo millennio. Nonché, di fatto, il primo movimento-partito italiano nato dalla popolarità di Beppe Grillo, al contempo comico già televisivo, mattatore nei teatri e Savonarola della rete "oltre la destra e la sinistra". Un movimento, tanto agit-prop della democrazia diretta quanto carente di democrazia interna, in cui si possono trovare tratti riconducibili al paradigma del partito personale carismatico e a quello dei partiti populisti, ma che si mostra anche molto "mobile" e adattabile; una forma-partito - oppure "non-partito", come dicono i militanti 5 Stelle - che rappresenta il prototipo della postpolitica nell'epoca delle democrazie liquide. È, dunque, una delle manifestazioni della postmodernità e di quelle sue tendenze che stanno cambiando radicalmente (e forse per sempre) il volto della politica per come l'abbiamo conosciuta nella lunga stagione del Moderno e della Prima e Seconda Repubblica italiana. Protagonista di un inedito tripolarismo nazionale il Movimento 5 Stelle è arrivato al centro della scena senza che quasi media e politica presagissero nulla, riassemblando istanze diverse in un patchwork senza sintesi ma risultato convincente e vincente finché otterrà i voti di milioni di italiani.
br. "Prima dell'Olocausto, il sionismo non raccoglieva il consenso di tutti gli ebrei, ma persino dopo il genocidio di molti milioni di noi, godette solo di un sostegno ambiguo. Benché a gran parte della nostra gente sia stato insegnato che i sopravvissuti dell'Olocausto, raccolti nei campi profughi, non desideravano altro che rifarsi una vita in Eretz Israel, ora, al contrario, emerge che molti di quei superstiti, pur essendo favorevoli alla creazione di uno Stato ebraico, alla fine scelsero di non andarci. Gli attivisti sionisti ritenevano di conoscere quale fosse l'interesse dei sopravvissuti meglio di loro, li manipolarono e in alcuni casi li costrinsero a emigrare in Palestina e prestare servizio nell'esercito." (Rabbi Michael Lerner)
Qual'è il retroscena storico-culturale che precede e condiziona la nascita dei grandi sistemi speculativi di Kant, Fichte, Hegel? Un'ampia appendice di testi e documenti, spesso inediti e a volte del tutto ignorati, permette di accostarsi in maniera adeguata al pensiero dei grandi giacobini tedeschi.
br. «D'ora in poi il nostro impegno sarà per quegli uomini, di ogni provenienza politica e ideologica, che non si sono arresi in questi anni infami e a quei giovani che solo ora si affacciano su questo deserto di macerie e si chiedono "perché?" [...] Ci sono libri e scritti dell'altra "estrema" non passibile di riciclaggio nel "sistema" che potremmo sottoscrivere parola per parola; ci sono uomini retti e coraggiosi con i quali ci sentiremmo onorati di condividere un lungo tratto di strada. Ma sia chiaro che la nuova cultura rivoluzionaria non è quella del sincretismo onnicomprensivo fra idee inconciliabili, la cultura dell'et-et contrabbandata ad usum delphini dagli ex ribelli di tutti i fronti oggi egemonizzati e omologati dai padroni del vapore, politici e/o cattedratici. La nostra sarà allora la cultura dell'aut-aut, delle nuove e radicali contrapposizioni, con i compagni di domani contro i nemici di oggi e i falsi amici di ieri. Questi dunque i veri fronti di lotta in Italia, che attraversano in verticale i vecchi fronti del passato.»
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Il volume è sostanzialmente una antologia di testi dedicati all'Europa scritti da uomini politici cattolici, completato da una cronologia dei principali fatti relativi alla costruzione comunitaria. Si tratta, quindi, di un libro che potrebbe avere qualche utilità per gli studenti delle scuole secondarie, al fine di affrontare, in modo più approfondito, un percorso storico importante, anche ai fini della educazione civica dei giovani. Lo stesso autore, nelle conclusioni, sostiene infatti che è necessario "intervenire sul piano dell'educazione civile e dell'istruzione", poiché nel nostro paese manca una conoscenza adeguata del processo di integrazione europea (p. 279). A leggere le introduzioni ai documenti pubblicati, si ricava però l'impressione che il "contributo dei cattolici democratici in Italia" alla costruzione europea sia stato limitato a ben pochi, ancorché illustri, personaggi. Sono infatti riportati, oltre ad una enciclica di Benedetto XV, brani antologici dei soli Alcide De Gasperi, Luigi Meda, Guido Gonella e Paolo Emilio Taviani. E' pur vero che fino al 1954 l'europeismo di De Gasperi mise in secondo piano l'europeismo di altri cattolici democratici, ma ciò non toglie che almeno nelle introduzioni ai testi anche personalità diverse potessero essere ricordate. Viene così citato Luigi Sturzo, ma non compaiono nomi come quelli di Piero Malvestiti, don Primo Mazzolari, Ludovico Benvenuti, Celeste Bastianetto, Enzo Giacchero ed altri federalisti cattolici. Al di là di questi, si sarebbero dovuti ricordare almeno alcuni personaggi che ebbero un ruolo nella realizzazione delle istituzioni europee: Scelba, Segni, Colombo, Pella... Nelle parti introduttive ai testi antologici sono rimaste alcune sviste e imprecisioni. Si parla, ad esempio, di De Gasperi "presidente" del Partito Popolare Italiano di don Sturzo (p. 91), si dice che Randolfo Pacciardi avrebbe suggerito a Badoglio e a Vittorio Emanuele III il nome di De Gasperi come ministro nel primo governo dopo la caduta del fascismo (p. 92), si intitola la prima enciclica di papa Benedetto XV Ad beatorum apostolorum principis invece che, correttamente, Ad beatissimi apostolorum principis (p. 51). Qualche perplessità desta anche la bibliografia. L'autore, che pure elenca dodici pagine di testi di diversa importanza e attinenza al tema, non indica neppure uno scritto di Altiero Spinelli (che pure è ricordato in più occasioni nel testo), né la biografia di De Gasperi della figlia Maria Romana (citata però nel corpo del libro), né la raccolta di discorsi e scritti europeistici di De Gasperi, né i libri di Mario Albertini sul federalismo, per non indicare che le maggiori esclusioni. Ma quello che sorprende maggiormente è l'affermazione dell'autore (p. 86) secondo cui il "dibattito storiografico" sui temi e problemi dell'unità europea sarebbe "pressoché inesistente". Affermazione difficile da accettare, a meno che a "dibattito storiografico" non si sostituisca "attenzione dell'opinione pubblica". Il che è, si capisce, altra cosa. Descrizione bibliografica Titolo: Alle radici dell'Europa unita: il contributo dei cattolici democratici in Italia Autore: Antonio Iodice Editore: Napoli: Guida Editori, 2002 Lunghezza: 385 pagine; 22 cm ISBN: 8871885929, 9788871885926 Collana: Volume 15 di Strumenti e ricerche Soggetti: Ideologie politiche, Europa, Politica e governo, Chiesa, Cristianità, Cattolicesimo, Dopoguerra, Ricostruzione, Cristianesimo, Radici cristiane, Unità, Idea, Giovanni Paolo II, Enciclica Ad beatorum apostolorum principis, Luigi Sturzo, Ordine internazionale, pontefici, Geopolitica, Relazioni internazionali, Luigi Meda, Spirito, Federalismo, Alleanze, Bibliografia Parole e frasi comuni Alcide De Gasperi base bilancio Bruxelles cattolici Ceca civiltà Commissione Comunità Europea Comunità internazionale comunitaria Conferenza conflitto Consiglio d'Europa Chabod Consiglio europeo continente cooperazione crisi culturale decisa decisione Europa UE Democrazia Cristiana difesa diritto discorso economica euro federale firmato forza francese Gasperi Germania giustizia governo Gran Bretagna guerra mondiale Guido Gonella ideologiche iniziativa integrazione interessi intergovernativa istituzionale istituzioni Jean Monnet Italia Unione Europea unità lavoro libertà maggioranza membri Mendès France ministri Esteri mondo monetaria morale nazionale nazioni negoziati Nenni neutralità occidentale organismi organizzazione pace paesi Paolo Emilio Taviani Parlamento Patto Atlantico Piano Marshall Piano Schuman politica estera popoli potenza presidente problema progetto proposta rapporti ratifica Repubblica Schuman sicurezza sistema situazione sociale solidarietà Sovietica sovranità storia sviluppo Paolo Emilio Taviani tedesco Trattato di Maastricht Uniti vertice volontà voti
br. La biografia di Giorgio Almirante nel centenario della nascita. Montonato ne traccia il percorso umano e politico, dal fascismo alla morte, spiegando le fasi, le scelte, le amicizie, le idee anche con l'aiuto di documenti inediti. Non manca un riferimento all'eredità politica dello storico leader missino.
br. La campagna presidenziale e la vittoria di Donald Trump hanno scioccato il mondo intero e l'emersione apparentemente inopinata di suprematisti bianchi, xenofobi, milizie armate e destrorsi leoni da tastiera sulla scena americana ha suscitato stupore nei commentatori, che faticano spesso a rintracciarne le origini e a comprenderne fino in fondo le idee politiche. In realtà, l'estrema destra negli Stati Uniti è cresciuta in modo costante sin dagli anni Novanta, trovando nell'11 settembre e nel profluvio di teorie cospirazioniste e paranoiche che ne sono derivate, così come nell'elezione del primo presidente afroamericano alla Casa Bianca, le occasioni ideali per compattarsi. Il resto lo ha fatto il sostegno costante che televisione, stampa e siti online hanno assicurato a ideologi come Steve Bannon, Milo Yiannopoulos e Alex Jones, che da oggetti di dileggio si sono trasformati in veri e propri fulcri del dibattito pubblico sulla crisi e sul futuro del paese. David Neiwert ha studiato, incontrato, analizzato da vicino il nuovo estremismo di destra che negli ultimi anni, in America, si è rivelato non meno preoccupante e attivo dei vari movimenti di radice islamista. Alternando ritratti inquietanti di alcuni dei protagonisti della nuova ultradestra a un'analisi rigorosa di fatti e documenti, Alt-America ci offre un quadro lucido e al tempo stesso fosco delle pericolose derive di una nazione. O forse, dell'intera società occidentale.
br. Il libro contiene dodici brani che, nelle intenzioni del curatore, ben rappresentano il percorso di Peter Berg nell'articolazione e nella diffusione del concetto bioregionale. Dopo i primi due testi che hanno la funzione di manifesto del bioregionalismo, i successivi ne svelano progressivamente il significato, rimanendo comunque sempre ben ancorati ai luoghi e ai fatti: è il caso, per esempio, del contributo intitolato "Riabitare la California", in cui viene definito il concetto di bioregione, partendo proprio dalla realtà statunitense. La finalità del pensiero bioregionale è quella di considerare l'umanità da un punto di vista storico-antropologico e di tracciare le linee guida per un post-ambientalismo che abbia come obiettivo quello di avanzare proposte per lo sviluppo di politiche localmente appropriate nel cui ambito anche le grandi città, in cui vive gran parte della popolazione mondiale, possano diventare luoghi sempre più verdi e integrati con l'ambiente circostante. Chiude il volume un'intervista con Richard Evanoff che costituisce la sintesi degli argomenti trattati da Peter Berg nel corso di questa antologia.
br. Il libro contiene dodici brani che, nelle intenzioni del curatore, ben rappresentano il percorso di Peter Berg nell'articolazione e nella diffusione del concetto bioregionale. Dopo i primi due testi che hanno la funzione di manifesto del bioregionalismo, i successivi ne svelano progressivamente il significato, rimanendo comunque sempre ben ancorati ai luoghi e ai fatti: è il caso, per esempio, del contributo intitolato "Riabitare la California", in cui viene definito il concetto di bioregione, partendo proprio dalla realtà statunitense. La finalità del pensiero bioregionale è quella di considerare l'umanità da un punto di vista storico-antropologico e di tracciare le linee guida per un post-ambientalismo che abbia come obiettivo quello di avanzare proposte per lo sviluppo di politiche localmente appropriate nel cui ambito anche le grandi città, in cui vive gran parte della popolazione mondiale, possano diventare luoghi sempre più verdi e integrati con l'ambiente circostante. Chiude il volume un'intervista con Richard Evanoff che costituisce la sintesi degli argomenti trattati da Peter Berg nel corso di questa antologia.
Dalle lotte proletarie del primo dopoguerra alla fine degli anni Sessanta.
Mm 170x240 "LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica, gennaio/2020" diretta da Lucio Caracciolo - Brossura originale, 264 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Copia pari al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 170x240 "LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica, dicembre/2019" diretta da Lucio Caracciolo - Brossura originale, 304 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Copia pari al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Docente di Storia dell'economia all'Università Cattolica di Milano, Amintore Fanfani ha dedicato il primo periodo della sua vita agli studi, impegnandosi - come dimostrano gli scritti qui pubblicati - nella elaborazione di un modello di società aperta, incentrato sui valori di libertà e di giustizia, ai quali ha ispirato nel dopoguerra la propria attività politica. Intellettuale raffinato e insieme uomo di azione, ha saputo dare concretezza al progetto ideale attraverso scelte operative coerenti e adeguate nei vari settori della vita pubblica. Al di là dei meriti acquisiti come uomo di governo e di partito, Fanfani merita di essere ricordato per il grande rigore morale, esempio di quella "buona politica" di cui si avverte oggi in modo particolare l'esigenza.
R. Kramer - Badoni Anarchia. , Bietti 1972, Copertina uso tela. Sovraccoperta plastificata con alette informative sporca di polvere. Tagli sporchi di polvere e ingialliti. Pagine lievemente ingiallite ai margini. Sono presenti illustrazioni b/n. Collana " Caleidoscopio" . Buono (Good) . <br> <br> <br> <br> 2560025164227
terza edizione - al mio amico contadino - rarissimo pamphlet anarchico. buone condizioni - dorso leggermente rovinato in basso
br. Nel corso della storia, un filo rosso ha sempre legato i circoli occulti ai movimenti politici: dalla massoneria ai movimenti operai internazionali, dagli alchimisti ai culti esoterici, la storia del contro-potere ha sempre mostrato le zone d'ombra invisibili allo sguardo del comune pragmatismo. Non a caso, il simbolismo riveste un ruolo centrale per definire la geografia e gli equilibri delle forze tra loro in competizione. In Anarcoccultismo, Erica Lagalisse analizza come le teorie politiche, i simboli e la storia dell'anarchismo e del socialismo affondino le proprie radici anche nell'occultismo, passando attraverso la caccia alle streghe (detentrici di una scienza medica empirica), maghi rinascimentali e massoni rivoluzionari. Tenendosi alla larga da improbabili teorie del complotto e avvalendosi di una minuziosa bibliografia, Anarcoccultismo mostra come i sentieri oscuri dell'eresia di ogni epoca sono incrociati con la lotta alle disuguaglianze, all'oppressione patriarcale e alle coercizioni del potere.
br. La civiltà moderna è stata - e continua a essere - animata dallo spirito capitalistico, ma anche dal suo acerrimo e irriducibile nemico: lo spirito anticapitalistico. In questo libro si analizzano le principali fasi dello storico duello iniziato nel XIII secolo e tuttora in corso, poiché lo spirito anticapitalistico è come l'ombra del capitalismo: si manifesta, sotto diverse sembianze, non appena sulla scena sociale appaiono gli adoratori di Mammona. D'altra parte, la bancarotta planetaria del collettivismo - centrato sul piano unico di produzione e di distribuzione - costringe a giungere alla conclusione che il capitalismo non ha alternative: è l'unico modo di produzione in grado di far lievitare la ricchezza delle nazioni. È un gioco a somma positiva: se lo si distrugge - come hanno fatto i partiti comunisti al potere -, si condannano alla miseria più atroce le masse lavoratrici. È per questo che la socialdemocrazia, saggiamente, ha deciso di scendere a patti con il capitalismo, trattandolo come una pecora che deve essere tosata.
brossura Giulio Andreotti nei primi anni Sessanta era stato avversario della formula di centrosinistra ed all'inizio dei Settanta era contrario ad ogni apertura al PCI. Ma a metà del decennio, per volontà di Aldo Moro, fu chiamato a guidare i governi che si avvalsero dell'astensione e poi del sostegno esterno del PCI. Fu scelto, in uno dei momenti più difficili della storia della Repubblica, come garante della «solidarietà nazionale» nei confronti degli alleati occidentali e verso il fronte interno più problematico, quello della Chiesa cattolica. Ed è su questo tema che, in prevalenza, le pagine di questo volume fermano la loro attenzione. L'interlocuzione a vari livelli con il mondo cattolico permette di comprendere meglio quale sia stato lo sforzo di Andreotti per garantire all'esperimento uno spazio di evoluzione che si giovasse del riserbo della Chiesa e permettesse di contrastare gli avversari della collaborazione con i comunisti. Illumina, inoltre, l'atteggiamento dell'uomo politico nei confronti del PCI nel periodo della «solidarietà». Andreotti sostenne la validità di quella politica anche davanti alla Santa Sede, convinto che, dato il quadro parlamentare e la forza elettorale del PCI, la collaborazione dovesse assumere un carattere strategico per far fronte al risanamento economico-finanziario e rispondere alla minaccia terroristica che contava su una consistente area di fiancheggiamento e di consenso.
br. Il volume prende in esame, in prospettiva storica, la figura e l'opera di Angelo Tomelleri, presidente della Regione Veneto nelle prime due legislature (dal 1970 al 1980). L'attenzione è inizialmente rivolta agli aspetti demografici, economici e sociali degli anni Settanta, senza dubbio cruciali nell'evoluzione della società veneta e di quella italiana. La storia politica e personale di Tomelleri è ricostruita anche attraverso la narrazione dell'impegno profuso come ingegnere a Verona, come guida nel consolidamento del partito scudocrociato, nell'amministrazione della cosa pubblica. Gli aspetti più significativi della sua attività politica emergono dalle pagine dei suoi discorsi in Consiglio e nelle molte occasioni pubbliche. Il libro, che contiene anche numerose testimonianze di colleghi e collaboratori, offre un bilancio complessivo dell'esperienza decennale del Presidente, che ha avuto il compito di impostare e consolidare una "macchina regionale in azione", destinata poi a proseguire la sua vita istituzionale fra vicende locali e nazionali.
br. Emma Marris mette in discussione in questo saggio molti presupposti relativi alla concezione comune di «natura incontaminata» e di «riserva protetta». Tutte le specie introdotte in un ecosistema diverso sono davvero nocive? È rimasta in qualche angolo del pianeta una natura che possa dirsi davvero «selvaggia»? Se per rispetto dell'ambiente e degli animali selvatici s'intende ripristinare o conservare tutto così com'è di una determinata specie o ambiente naturale, forse non stiamo inquadrando correttamente la questione. Anime selvagge vi trasporterà dalle Ande peruviane ai deserti australiani, dalle giungle delle Hawaii alle foreste dell'Oregon, raccontando le storie di alcune specie a rischio di estinzione per fare comprendere al lettore come, al di là dei nostri sforzi, le altre specie animali stiano già risolvendo a modo loro i problemi causati dall'uomo ai loro habitat. In molti casi, suggerisce provocatoriamente Marris, la cosa migliore è non intervenire e lasciare fare al mondo non umano che ci circonda, che sia nel prato incolto dietro casa o nel parco naturale più remoto.
Firenze, Vallecchi, 2009, 8vo brossura con copertina a colori, pp. 210, (I Saggi).