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19733382903Paris, 1973. 410 S. Mit zahlreichen, teils farbigen Abbildungen. Lwd (mit OUmschlag). Gr.-8vo.
In 8, pp. 201, br. Fioriture. Sottolineature e note (6520/ TOTALITARISMO - DITTATURA - FASCISMO - NAZIONALISMO)
br. "Le origini del totalitarismo" (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Per la Arendt il totalitarismo rappresenta il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell'epoca moderna e insieme la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo. Le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell'etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo realizzato, ma richiede una spiegazione "innovativa". Lungi dal presentare una struttura monolitica, l'apparato istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la più assoluta discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l'apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e, infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.
18183602289Rostock, Adler, 1818. 24 S. Lose Blätter. Folio. (etwas staubig und mit Randläsuren).
1969118980R.H.E. Publications Universitaires de Louvain 1969 Bureaux de la R.H.E., Bibliothèque de l'Université, Publications Universitaires de Louvain, Bibliothèque de la Revue d'Histoire Ecclésiastique, Fascicule 48, 1969, 161 p., broché, environ 25x16cm. Haut et bas du dos et coins des plats frottés, coin supérieur des pages un peu froissé, bon état néanmoins.
12066HITLER Discours prononcé à Munich pour le 21ème anniversaire de la fondation du parti national socialiste le In 8 broché, faux-titre, titre, 30 pages, sans mentions. Ouvrage de propagande-document historique
12065proclamation du Führer au peuple allemand et notes du ministère des affaires étrangères au gouvernement soviétique, avec annexe. In 8 broché, 95 pages. Titre manuscrit en long, au dos. Proclamation: titre et 13 pages. Note : titre pages 19 à 95 (dernière page) 22/06/1941.Avec rousseurs et salissures
19643096432München, 1964. 217 S. Kart.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Al presente volume, l'autore ha dedicato riflessioni e cure da molti anni, da quando avviato al lavoro di ricerca nell'Università "Federico II" di Napoli, sotto la guida dell'indimenticabile Prof. Pietro Piovani - seguì il suggerimento di approfondire la cruciale e sterminata tematica legata al problema del l'altro, che si colloca come perno teoretico della filosofia della morale esposta in uno dei volumi più profondi e caratteristici scritti dal Piovani [Principi di una filosofia della morale, 1972]. Chi ricorda la temperie della filosofia universitaria italiana agli inizi degli anni Settanta, può rendersi conto del significato di tali circostanze. La pronta disponibilità manifestata dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, i cui inizi portano impressa la traccia delle intuizioni e della presenza di Piovani, ad accogliere in una delle sue prestigiose collane questo lavoro di un antico allievo del compianto Maestro, rinnova un legame che i venticinque anni trascorsi dalla sua morte non hanno attenuato. In termini più ravvicinati, possiamo rilevare come il volume che qui si presenta costituisca il risultato profondamente rielaborato e ampliato dei corsi di filosofia teoretica che l'autore ha tenuto negli anni scorsi nell'università della Basilicata, tutti dedicati al "problema dell'altro" così come si è posto e imposto al pensiero occidentale, e comunque in modo decisivo ad opera del cristianesimo; dopo un cenno alla maggiore espansione teoretica possibile nell'ambito del pensiero classico, il problema è stato trattato con particolare attenzione sia nella rivelazione dell'altro nel grido supremo del Dio crocifisso sul Golgotha sia nelle forme fondamentali e caratteristiche in cui si pone nel contesto culturale del secondo Novecento: dal totalitarismo moderno, indagato nelle sue radici filosofiche e analizzato in particolare all'evento Auschwitz, al nichilismo contemporaneo, all'analisi teoretica della ontologia egologica dell'Occidente quale è stata tematizzata e denunciata in modo particolare da Emmanuel Lévinas. INDICE 1. Il dio mancato: il nulla. Itinerario teoretico introduttivo 2. Auschwitz 3. Golgotha 4. L'altro: l'identità rimossa del pensiero moderno 5. L'incontro nel tempo della storia con l'altro nella solidarietà della colpa Descrizione bibliografica Titolo: L'altro: l'identità rimossa della modernità Autore: Giuseppe Mario Pizzuti Editore: Napoli: La Città del Sole, Giugno 2005 Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 290 pagine; 23 cm ISBN: 8882922782, 9788882922788 Collana: Volume 114 di Il pensiero e la Storia Soggetti: Filosofia, Nichilismo, Modernità, Responsabilità, Colpa, Ideologie politiche, Totalitarismo, Altro, Religione, Cristianesimo, Persona, Dio, Crocifissione, Morte, Rivelazione, Teologia, Morale, Etica, Libertà, Identità, Pensare, Pensiero, Metafisica, Angoscia, Ebraismo, Giudaismo, Monoteismo, Critica, Storia, Storicismo, Provvidenza, Germania, Nazismo, Heidegger, Karl Barth, Sant'Agostino, Bultmann, Cartesio, Eckhart, Fabro, Feuerbach, Fichte, Jaspers, Hegel, Kant, Lutero, Kierkegaard, Moltmann, Nietzsche, Leibniz, Parmenide, Kueng, Platone, Plotino, Prometeo, Sartre, Schelling, Spinoza, Tommaso d'Aquino, Ricoeur, Hegel, Wolfgang Sofsky, Kojeve, Spirito, Fenomenologia, Stato, Volontà, Ordine, Terrore, Male, Hannah Arendt, Demonio, Distruzione, Disprezzo, Abolizione, Eliminazione, Lager, Carnefici, Vittime, Campi di concentramento, Dignità, Martirio, Dostoevskij, Disperazione, Thomas Mann, Anticristo, Ateismo, Dialettica, Deicidio, Shoah, Genocidio, Umanità, Umanesimo, Rimozione, Alterità, Individualismo, Egologia, Ontologia, Riferimento, Bibliografia, Philosophy, Nihilism, Modernity, Responsibility, Guilt, Political ideologies, Calvario, Calvary, Totalitarianism, Other, Religion, Christianity, Person, God, Crucifixion, Death, Revelation, Theology, Ethics, Freedom, Identity, Think, Thought, Metaphysics, Anguish, Judaism, Monotheism, Criticism, History, Historicism, Providence, Germany, Nazism, St. Augustine, Descartes, Luther, Parmenides, Plato, Plotinus, Prometheus, Thomas Aquinas, Spirit, Phenomenology, State, Will, Order, Terror, Evil, Demon, Destruction, Contempt, Abolition, Elimination, Executioners, Victims, Concentration camps, Dignity, Martyrdom, Despair, Antichrist, Atheism, Dialectic, Deicide, Genocide, Humanity, Humanism, Removal, Otherness, Individualism, Egology, Ontology, Reference, Bibliography
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Nel volume l’autore affronta, in diretta prosecuzione dal precedente, l’impasse filosofico-teologica in cui si è cacciato il pensiero moderno nel punto cruciale della propria teoresi: il problema di Dio, a causa dell’essenzialismo che lo struttura. Accettando la diagnosi di Heidegger al riguardo, l’autore sostiene che fin dalla metafisica platonica il pensiero occidentale ha risolto il rapporto dell’uomo al reale nella flessione del concetto, così che fin dalla antichità classica per l’uomo occidentale Dio è diventato il concetto di Dio, così come l’essere è diventato il concetto dell’essere. Il vicolo cieco in cui il pensiero occidentale si è cacciato non è stato superato nemmeno con l’avvento del Cristianesimo, in ragione della sua contaminatio con la metafisica classica, che caratterizza persino la sintesi teologica dell’Aquinate. Una sola forma alternativa è stata tentata, ed è quella che ha costruito Heidegger, nel tentativo di pensare un Dio senza i vincoli esistenzialistici della tradizione metafisica dell’Occidente e quindi senza cadere nel tranello di ‘catturare’ Dio nella storia, secondo il modello cristiano della Incarnazione, secolarizzato nel totalitarismo moderno. Ma Heidegger ha fallito anche in questo, dimostrando con ogni evidenza che egli stesso – discepolo della tarda Scolastica di Suarez – era condizionato fino in fondo da quella flessione essenzialista da lui rinfacciata alla tradizione metafisica occidentale. Di conseguenza, negare ogni rapporto di Dio con la storia sostituendolo con i ‘cenni’ dell’ultimo Dio, non va oltre il blocco teoretico da lui stesso denunciato: il suo ultimo Dio, infatti, è ancora una esigenza del pensiero umano, totalmente altro dal Dio del cristianesimo. Descrizione bibliografica Titolo: L'ultimo dio: ultimità e ulteriorità del pensiero teoretico Autore: Giuseppe Mario Pizzuti Editore: Napoli: La Città del Sole, 2007 Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 336 pagine; 23 cm ISBN: 8882923495, 9788882923495 Collana: Volume 122 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia, Teologia, Saggi, Male, Die Not der Notlosigkeit, Auschwitz, Dio, Totalità, Esistenza, Prove, Etica, Morale, Dialettica, Libertà, Assoluto, L'altro: l'identità rimossa della modernità, Metafisica, Nichilismo, Der letze Gott, Heidegger, Foresta Nera, Teoretica, Ermeneutica, Pensiero Occidentale, Karl Barth, Philosophy, Ontologie, Nazismo, Question of Being, Dasein, Metaphysics, Metaphysik, Husserl, Phenomenology, Hegel, Fenomenologia, God, Hermeneutical, Theology, Epistemology, Jaspers, Ateismo, Nietzsche, Shoah, Holocaust, Moltmann, morte di Dio, Zarathustra, Totalitarismo, Superuomo, Schelling, Libri rari
br. La transizione dalla dittatura fascista allo Stato democratico repubblicano è questione cruciale dell'Italia contemporanea, ancora oggi alle prese con una sua complicata vicenda civile. L'analisi di quel passaggio, già affrontata da autorevoli storici in anni passati (Pavone, Gallerano, Quazza, Franco De Felice), viene ora ripresa in questo volume attraverso nuove indagini su apparati dello Stato di grande rilievo (Prefetture, Pubblica Sicurezza, Magistratura) e su ambienti poco "illuminati" dalla ricerca precedente (archivi, istituti bancari, forze socio-economiche, sindacali e culturali, giornali, istituzioni sportive). L'intento è di scavare nei dettagli quantitativi e biografici senza però rinunciare ad analisi e interpretazioni critiche di largo respiro, per restituire a quella fase fondamentale un posto di rilievo nel dibattito storiografico. Le domande non si fermano al quesito primario, ovvero quanta parte del personale fascista sia riemersa in posizioni chiave dopo il 1945, ma si spingono fino a chiedersi quanto del modello illiberale e della formazione ricevuta nel regime sia filtrato nella nuova vita democratica del Paese.
brossura La ricerca, condotta negli archivi italiani e portoghesi, analizza le strategie adottate dal fascismo per favorire la deriva autoritaria portoghese e attirare nella propria sfera di influenza il regime di Salazar. Per agevolare il lettore italiano, il primo capitolo fornisce un quadro della situazione politica portoghese nell'epoca dei fascismi, in cui vengono ripercorse le tappe fondamentali dell'ascesa al potere del salazarismo e le caratteristiche assunte dal regime. Il lavoro si sofferma sull'azione di singoli agitatori politici, intellettuali e movimenti dottrinari portoghesi che fecero del fascismo il proprio punto di riferimento, per poi entrare nel cuore della relazione fra fascismo e salazarismo; ai primi, fallimentari approcci, seguì una più complessa e lungimirante strategia di esportazione dell'"idea" fascista, finalizzata a favorire la fascistizzazione dell'Estado Novo e a destabilizzarne i legami con la Gran Bretagna e la Francia. I principali strumenti di questa diplomazia parallela furono i rapporti tra le polizie politiche e la diplomazia culturale. L'azione degli emissari di Mussolini venne favorita da un partito informale filofascista presente all'interno dell'elite locale.
ill., br. Il processo di transizione che è in atto in Afghanistan è di assoluta rilevanza storica. Partendo da questa considerazione, in occasione di un media tour di una decina di giorni, svoltosi tra Herat, Shindand e Bala Boluk, un gruppo di giornaliste hanno pensato bene di immortalarlo in un quadro più ampio, in maniera da poter lasciare una traccia tangibile che non vada perduta nelle pieghe, a volte marginali, di un articolo di cronaca. Oltre alla parte testuale, il progetto che le giornaliste Samantha Viva, Katiuscia Laneri e la fotoreporter Elisabetta Loi hanno realizzato, comprende una vasta raccolta di foto e un video, per documentare in maniera completa e non univoca, ma avvalendosi di tre diversi livelli comunicativi, un viaggio in un universo meno noto di un paese che vive ancora sotto l'etichetta di avamposto dei talebani...
Mm 155x215 Collana "Biblioteca di cultura storica". Volume rilegato in tela con titolo al dorso, sovraccoperta figurata, xi-944 pagine con indice dei nomi in chiusura. Copia ottima. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 160x220 Volume rilegato con sovraccoperta originale, 423 pagine. Ordinari segni di usura alla sovraccoperta, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 145x225 Collana "Saggi" - Brossura editoriale con bandelle, xxviii-330 pagine. Segni d'uso e del tempo, timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro buona-ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
19423342508New York, Dutton, 1942. 288 S. Mit Kartenskizzen. OLwd.
19333169647Berlin, Vowinckel, 1933. 154 S. Mit 47 Tafeln und 11 Schaubildern. OKart.
Editions du Rocher, 2003. In-8 broché de 532 pages. Rares passages discrètement osulignés au crayon de papier sinon Bon état
In 8°, brossura editoriale illustrata con alette, pp.321, collana "Studi Superiori Nis / 229. Storia contemporanea", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
19543342981Chicago, Regnery, 1954. VIII, 304 S. OLwd.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Nel volume l’Autore si sofferma su alcuni risvolti caratteristici di quel fenomeno vastissimo e pluridimensionale chiamato con una categoria insanabilmente ambigua, la modernità. Per un verso si esamina la strutturale valenza antropocentrica del Dio del pensiero moderno, in quanto dio totalitario, a cui fa riscontro la concezione di Dio definita dalla teologia dialettica, e in particolare da Karl Barth. Il capitolo successivo indaga sulle radici della valenza totalitaria che innerva la cultura della modernità, e dunque dell’uomo contemporaneo: ci riferiamo alla riflessione che la filosofia moderna ha fatto del giornalismo, e quindi dell’uomo-massa, da Hegel attraverso Kierkegaard, Nietzsche, Barth. La seconda parte del volume è dedicata alla analisi di alcune fondamentali figure che rappresentano l’opposto del dio totalitario della modernità e dunque dell’Ordine stabilito: -la figura dell’uomo comune, del tutto ignorata dalla filosofia moderna, quale troviamo delineata in Kierkegaard e in Newman, -Antigone, giudice e martire dell’Ordine stabilito -L’evocazione del daimon nella musica di Mozart, nonché nella sua lotta contro l’Ordine stabilito, attraverso un tentativo di ricostruzione biografica. Descrizione bibliografica Titolo: Giuseppe Mario Pizzuti Autore: Metamorfosi della modernità. Il nuovo nome dell'idolo: l'Ordine stabilito. Editore: Napoli: La Città del Sole, 2009 Collaboratore: Dipartimento di Scienze storiche, linguistiche, antropologiche del Consiglio di Amministrazione dell'Università degli Studi della Basilicata Lunghezza: 311 pagine; 22 cm ISBN: 8882924467, 9788882924461 Collana: Volume 23 di Passato e Presente Soggetti: Filosofia, Dialettica, Teologia, Karl Barth, Idolatria, Giornalismo, Kierkegaard, Newman, Uomo comune, Totalitarismo, Antigone, Daimon, Mozart, Nichilismo, Individuo, Libertà, Modernità, Politica, Democrazia, Dio, Formalismo, Lutero, Scolastica, Globalizzazione, Ordine stabilito, Philosophy, Dialectics, Theology, Idolatry, Journalism, Common Man, Totalitarianism, Nihilism, Individual, Freedom, Modernity, Politics, Democracy, God, Formalism, Luther, Scholasticism, Globalization, Order established
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp.XII, 406, (12), collana "Biblioteca Universale Laterza 331", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
br. La marcia su Roma nell'ottobre 1922 rappresenta un vero e proprio spartiacque per le destre rivoluzionarie e conservatrici di tutta Europa. A partire da questo momento, infatti, il fascismo diviene un modello vincente: non una proposta teorica ma una nuova forma di governo, autoritaria e golpista. La crisi del regime liberale e l'avvio delle dittature in Italia, Spagna e Portogallo, esperienze considerate spesso come non confrontabili e non significative dell'Europa tra le due guerre, si rivelano in realtà paradigmatici di una crisi che negli anni Trenta si manifesterà nel continente con tutta la sua forza distruttiva.