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61514Paris, Calmann-Lévy, 1969. 14 x 21, 363 pp., broché, bon état.
1982his11mFrance Loisirs / Edita. 1982. In-4. Relié. 178 pages augmentées de nombreuses illustrations en noir et blanc et couleurs dans et hors texte. Texte sur deux colonnes. Avec Jaquette. Classification Dewey : 940.53-Seconde Guerre mondiale 1939-1945 Préface d'Alain Weill Classification Dewey : 940.53-Seconde Guerre mondiale 1939-1945
ill., br. Il processo di transizione che è in atto in Afghanistan è di assoluta rilevanza storica. Partendo da questa considerazione, in occasione di un media tour di una decina di giorni, svoltosi tra Herat, Shindand e Bala Boluk, un gruppo di giornaliste hanno pensato bene di immortalarlo in un quadro più ampio, in maniera da poter lasciare una traccia tangibile che non vada perduta nelle pieghe, a volte marginali, di un articolo di cronaca. Oltre alla parte testuale, il progetto che le giornaliste Samantha Viva, Katiuscia Laneri e la fotoreporter Elisabetta Loi hanno realizzato, comprende una vasta raccolta di foto e un video, per documentare in maniera completa e non univoca, ma avvalendosi di tre diversi livelli comunicativi, un viaggio in un universo meno noto di un paese che vive ancora sotto l'etichetta di avamposto dei talebani...
New York, St.Martin's Press, 1998, 8vo (cm. 24 x 16,5) legatura mezza tela con fregi e titoli dorati al dorso, sovraccoperta illustrata a colori, pp. XXIV-583 con illustrazioni nel testo e 8 tavole fotografiche fuori testo (stato di nuovo) .
DOMENICO FISICHELLA ANALISI DEL TOTALITARISMO. , G. D'ANNA 1978, Seconda edizione riveduta e ampliata in copertina morbida cartonata rivestita di sovracopertina editoriale illustrata con aletta informativa anteriore mancante, minime fioriture ai bordi, normali segni del tempo.Interni in caldo color avorio, lieve accentuazione dell' indoratura ai margini, si notano segni a matita cancellabile che lasciano comunque la lettura fruibile e scorrevole. Piccole fioriture ai tagli, rilegatura senza imperfezioni. Nella Collezione Biblioteca di cultura Contemporanea/CXXIV. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 245<br>
In-8° pp. 234, bross. edit. Segnature a matita all'interno.
MOLTO BUONO, COPERTINA VISSUTA
500309166Istra élémentaire Sans date. Rhinocéros est une pièce de théâtre de l'absurde où Ionesco utilise la métaphore d'une épidémie de transformation en rhinocéros pour dénoncer la montée des totalitarismes et le conformisme social. À travers cette farce tragique l'auteur procède à un réquisitoire contre la folie collective et défend la liberté individuelle face à l'oppression
Cm. 13x19, pp. 306, brossura editoriale illustrata. Buone condizioni.
br. L'amicizia tra il futuro papa e la dottoressa che parlava di Marx scoppiò per caso negli anni Cinquanta. Esther Balestrino era un medico biochimico farmaceutico, con un passato in Paraguay come attivista del Partido Revolucionario Febrerista, un movimento di ispirazione socialista; Jorge Mario Bergoglio era un perito chimico appena diplomato. Esther, costretta all'esilio in Argentina, assunse Bergoglio nel suo laboratorio di analisi chimiche. Da lei, donna colta e intelligente, Bergoglio imparò la cultura e l'etica del lavoro. Tra le tre fondatrici delle Madres de Plaza de Mayo, Esther temeva ritorsioni dal regime militare del generale Videla e affidò a Bergoglio, nel frattempo diventato provinciale dei gesuiti dell'Argentina, la sua copiosa biblioteca marxista. I timori di Esther erano fondati: desaparecida nel 1977, fu assassinata dai militari con un volo della morte. Per quattro decenni, della biblioteca marxista di Esther si persero le tracce. Un mistero ora risolto.
Mm 135x210 Collana "Bordi". Brossura originale, 308 pagine con una folgorante introduzione di Eugène Ionesco. Copia in perfette condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 135x210 Collana Bordi. Brossura editoriale di 308 pagine, etichetta di biblioteca dismessa al primo foglio bianco. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. La violenza è il primo strumento degli stupidi, ma anche l'ultima possibilità per i poveri di ogni epoca e di ogni paese. La reazione violenta, condannata da tutti in teoria, ha spesso delle valide ragioni. Questo libro le indaga con acume teorico e uno stile piacevole da libello polemico. Quando la distanza tra i potenti e la gente si fa troppo grande, quando il popolo senza pane e dignità viene mandato a mangiare brioches, il rispetto per il governo non è più dovuto. La rivolta è dietro l'angolo, quando il potere dei pochi diventa sopruso sui molti. Senza incitare all'insurrezione, questo libro esorta la collettività a difendersi dal totalitarismo, ossia dal disprezzo per i bisogni delle classi più povere.
2010178782François Xavier de Guibert François Xavier de Guibert, 2010. In-8 broché de 310 pages. Très bon état
2008179200François Xavier de Guibert François Xavier de Guibert, 2008. In-8 broché de 309 pages. Très bon état
br. Ece Temelkuran è una delle voci politiche europee più influenti del momento. Turca, vive in esilio dopo aver visto il suo paese sgretolarsi sotto l'onda d'urto del regime sanguinario di Erdogan. Da questa sua traumatica esperienza ha deciso di partire per denunciare in che modo una nazione possa, in breve tempo, scivolare nel baratro della dittatura. I passaggi salienti che hanno condotto la Turchia al suo deprecabile e sanguinoso stato attuale sono ben riconoscibili in tutto il mondo e sono una costante della politica contemporanea in moltissime nazioni, compresa la nostra. Le «mosse» per sfasciare un paese sono le stesse ovunque. 1. Crea un movimento (si badi bene, non un partito, ma un movimento, al limite una lega); 2. Disgrega la logica, spargi il terrore nella comunicazione; 3. Abolisci la vergogna: essere immorali è «figo» nel mondo della post-verità; 4. Smantella i meccanismi giudiziari e politici; 5. Progetta i tuoi cittadini e le tue cittadine ideali; 6. Lascia che ridano dell'orrore; 7. Costruisci il tuo paese. Dove siamo arrivati in Italia? Forse al punto 4? Siamo già al 5? A che punto è la Gran Bretagna della Brexit e di Nigel Farage? E la Russia di Putin? L'Ungheria di Orbán? Gli Stati Uniti di Trump? Perché una cosa si comprende amaramente bene, leggendo queste pagine: il percorso è sempre lo stesso, inizia senza allarmare, ma poi procede sempre, inesorabile, verso il punto nel quale ci si accorge che ormai la democrazia è svanita. I populisti, in crescita in tutto il mondo, fanno più o meno gli stessi discorsi ovunque. Li fanno a nome delle «persone perbene», del «popolo», sottintendendo così che chi non li appoggia non fa davvero parte del popolo, quindi è un «nemico interno». "Come sfasciare un paese in sette mosse" è un appello al mondo: fate attenzione - ci dice Temelkuran - il populismo e il nazionalismo non marciano trionfalmente verso il governo, ci strisciano dentro di nascosto. Bisogna essere vigili più che mai o ce li ritroveremo in casa senza accorgercene fino al punto d'arrivo finale: la dittatura.
19623344712New York, Random House, 1962. XVI, 704 S. OKart.
br. L'ascesa al potere in Europa dopo la Grande Guerra dei regimi totalitari, portatori di concezioni dell'uomo e della vita contrarie alla dottrina e all'etica cristiane, obbligò le Chiese e i credenti ad affrontare il problema della compatibilità tra totalitarismo e cristianesimo. Se il bolscevismo suscitò la quasi unanime condanna da parte cristiana, più complesso e ambivalente fu il confronto con fascismo e nazionalsocialismo. Ci furono credenti che seppero comprendere subito la gravità della minaccia dei totalitarismi per il cristianesimo e la civiltà umana, e li combatterono con decisione e convinzione. Tuttavia la Chiesa cattolica in Italia e le Chiese protestanti in Germania cercarono di stabilire un dialogo e un rapporto con gli Stati totalitari. In Italia, il primo paese occidentale con un regime a partito unico che sacralizzava la politica e celebrava il culto del capo, Mussolini si era presentato con il Concordato come difensore della Chiesa, la quale considerava il fascismo, come poi il nazionalsocialismo, un "baluardo" contro il bolscevismo, la modernità liberale e la democrazia laica, ma trovava insieme nella religione politica fascista un potenziale concorrente. In Germania, le componenti neopagane che proponevano il nazionalsocialismo come nuova religione anticristiana indussero vescovi cattolici ed esponenti delle confessioni religiose protestanti alla presa di distanza dal regime di Hitler. Il volume indaga gli ambigui rapporti tra chiese e stati totalitari.
Mm 155x215 Brossura editoriale con bandelle di pp. 198, a cura di gennaron Auletta. In buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Qual è la differenza tra un regime autoritario e uno totalitario? Come spiegare la progressiva crisi della democrazia liberale nell'Europa occidentale e il processo di brutalizzazione della politica conseguente alla fine della prima guerra mondiale? Quali strategie consentirono a Hitler, Mussolini, Franco e Salazar di sedurre le popolazioni suscitando la loro adesione? In questo libro, che rifiuta ogni scorciatoia deterministica - per cui ogni dittatura sarebbe da considerarsi un arcaismo, una tragica e mostruosa parentesi, superata da un ineluttabile processo di civilizzazione che sfocerebbe nella democrazia - Johann Chapoutot, basandosi sulle più recenti acquisizioni della storiografia, rintraccia le principali ragioni sociali, economiche e culturali che hanno consentito ai diversi regimi totalitari l'occupazione dello spazio politico europeo, in Germania, Italia, Francia, Spagna e Portogallo, tra il 1919 e il 1945 e oltre.
br. "Dovunque arrivassi, mi sono trovata a dover convivere con questo mio doppio. Non si limitavano a mandarmelo al seguito, succedeva anche che mi precorresse. Benché sin dall'inizio io abbia scritto sempre e soltanto contro la dittatura, il mio doppio continua fino ad oggi a battere la sua strada per i fatti propri. Si è reso autonomo". Solo dopo insistenti richieste e ripetuti tentativi nel 2004 Herta Müller ha potuto visionare il suo doppio, ovvero il fascicolo che la Securitate di Bucarest aveva costruito ai suoi danni. Nome in codice "Cristina", novecento pagine di un dossier incompleto, sottoposto ad accurata "pulizia" da parte dei nuovi servizi rumeni, quelli non più comunisti. E seguendo il fascicolo l'autrice ha scritto questo, da lei stessa definito "racconto autobiografico". Lucida testimonianza letteraria sull'arma più micidiale in mano al potere opaco, che domina mediante il possesso esclusivo dell'informazione: l'arma della disinformazione. Più sottile della semplice calunnia che agisce soprattutto tra i nemici, la disinformazione invece punta a distruggere le vittime nel campo degli amici, seminando quei dubbi e sospetti che proprio gli amici debbono temere. Herta Mùller ne fu vittima, perché tedesca in terra rumena e perché scrittrice "ai margini".
Roma, 1952, 16-23 marzo, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 20 de "La Tribuna illustrata" .
br. La transizione dalla dittatura fascista allo Stato democratico repubblicano è questione cruciale dell'Italia contemporanea, ancora oggi alle prese con una sua complicata vicenda civile. L'analisi di quel passaggio, già affrontata da autorevoli storici in anni passati (Pavone, Gallerano, Quazza, Franco De Felice), viene ora ripresa in questo volume attraverso nuove indagini su apparati dello Stato di grande rilievo (Prefetture, Pubblica Sicurezza, Magistratura) e su ambienti poco "illuminati" dalla ricerca precedente (archivi, istituti bancari, forze socio-economiche, sindacali e culturali, giornali, istituzioni sportive). L'intento è di scavare nei dettagli quantitativi e biografici senza però rinunciare ad analisi e interpretazioni critiche di largo respiro, per restituire a quella fase fondamentale un posto di rilievo nel dibattito storiografico. Le domande non si fermano al quesito primario, ovvero quanta parte del personale fascista sia riemersa in posizioni chiave dopo il 1945, ma si spingono fino a chiedersi quanto del modello illiberale e della formazione ricevuta nel regime sia filtrato nella nuova vita democratica del Paese.