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br. Il corporativismo in Portogallo fu l'elemento fondamentale dell'ideologia dell'Estado Novo (1933-74). Asse portante della Costituzione, questo rappresentò una potente arma di propaganda del governo salazarista, che raffigurandolo, nella teoria, come frutto del decennale dibattito cattolico e laico-democratico, sviluppatosi tra la fine del XIX secolo e gli anni venti del successivo, nella pratica, lo modellò secondo l'esempio del corporativismo dell'Italia fascista. Questa ricerca parte, dunque, dal pensiero cattolico sulla materia corporativa di fine Ottocento, per giungere ai primi dieci anni (1933-1943) del governo guidato da Antonio Oliveira Salazar, esplicando il processo evolutivo di un fenomeno che in varie forme sorse in tutta Europa tra le due guerre e che in Portogallo si sviluppò in modo piuttosto originale.
18183602289Rostock, Adler, 1818. 24 S. Lose Blätter. Folio. (etwas staubig und mit Randläsuren).
27572Paris, France Loisirs, Le bibliothèque du XXe siècle, 1989. In-8 (205x135mm) relié en toile d'éditeur sous jaquette, 408 p. Bon état général.
5074éditions yves michel 483 pages In8 broché 491 pages
2004191403Armand Colin Armand COlin, 2004. In-8 broché de 453 pages; Bon état
19662844Plon 1966 405 pages in8. 1966. Reliure Editeur avec jaquette. 405 pages.
QWA-16523Editions du Rocher, 2006, in-8 br. (15 x 24), 494 p., coll. "Démocratie ou Totalitarisme", bon état.
201912326Perrin 2019 450 pages 15x22x4cm. 2019. Broché couverture rempliée. 450 pages. Cet ouvrage collectif dirigé par Olivier Guez analyse le phénomène des dictatures au XXe siècle en particulier l'émergence des totalitarismes après la Première Guerre mondiale et leur expansion durant la crise de 1929. Il présente des portraits de dictateurs à travers le monde examinant comment des régimes idéologiques ont présidé aux guerres et exterminations de ce siècle
Supplemento alla rivista Italia Nuova numero 97 del 24 aprile 1946. Collana "Le verità per la storia". Responsabilità della monarchia negli eventi del fascismo. Pubblicato in occasione delle elezioni a favore o contrari alla monarchia "Prendere conoscenza dei fatti e degli argomenti per votare". pamphlet dell'epoca. piccola strappo sul retro di copertina.
ill., br. Si chiamavano Clara, Nadia, Magda, Felismina, Jang Qing, Elena, Caterina, Mira... Sono state spose, amanti, muse, ammiratrici... Si sono innamorate di un uomo crudele, violento e tirannico, l'hanno convinto che era bello, affascinante, onnipotente. A volte l'hanno dominato, a volte sono state tradite e ingannate. Alcune di loro sono state quasi più feroci del loro uomo. Spesso l'hanno seguito fino alla morte. Hanno tutte contribuito a plasmare le personalità più potenti e terribili del XX secolo. Del resto, uno degli ingredienti fondamentali del successo politico dei grandi dittatori è proprio il fascino esercitato sulle donne, che li inondavano di lettere d'amore. Come aveva capito Adolf Hitler, "l'importante è conquistare le donne, il resto arriva dopo". Diane Ducret ricostruisce gli incontri, le strategie seduttive, gli amori, il peso politico, il destino delle donne che hanno intrecciato le loro vite con quelle di Mussolini, Lenin, Stalin, Salazar, Bokassa, Mao, Ceausescu, Hitler, fino a entrare nel loro letto. "Le donne dei dittatori" esplora così i meccanismi più profondi e segreti del rapporto che lega sesso e potere. E, raccontandoci la storia da un'angolatura inedita, ci aiuta a capire l'attualità.
Mm 110x180 Collana " Universale Laterza ". Brossura originale, copertina illustrata a colori, 222 pagine. Copia in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Questo testo di Gheddafi contiene la dottrina politica e sociale elaborata dal leader libico, una dottrina che stride con i precetti della cultura occidentale, ma che evidenzia anche i limiti del modello politico ed economico dei sistemi liberaldemocratici. Si tratta di un testo ideologico, pensato per masse incolte, in larga parte ispirato alla tradizione socialista, che attinge a piene mani dal pensiero filosofico e politico degli ultimi 2.500 anni, adattando teorie elaborate dai maggiori pensatori del passato. Nel pamphlet il Rais espone la Terza teoria universale, che vorrebbe essere alternativa al capitalismo, ma anche al socialismo, esattamente come il fascismo nel Novecento: una dottrina populista, demagogica, funzionale alla retorica e alle politiche opportuniste del regime attualmente più detestato al mondo.
br. "Le origini del totalitarismo" (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Per la Arendt il totalitarismo rappresenta il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell'epoca moderna e insieme la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo. Le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell'etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo realizzato, ma richiede una spiegazione "innovativa". Lungi dal presentare una struttura monolitica, l'apparato istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la più assoluta discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l'apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e, infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.
309pp. + planches hors-texte, 24cm., br., qqs.cachets, bon état, G69778
Brossura fresata, stato interno ottimo, copertina segnata da classiche mende alle estremità, toni da ombre di polvere, patinato usurato da manipolazione e sfregamento, puliti i tagli. N. pag. 463. USATO
Paris, 2001, in-16, br.
Seuil 2001, collection Points, 930 pages avec index. Très bon état
br. Un racconto coinvolgente ed entusiasmante dei primi giorni della rivoluzione egiziana, un personale resoconto degli avvenimenti contestuali e successivi alle dimissioni di Mubarak. A parlarne è un giornalista che vive dal 2006 a Il Cairo. Un quadro complesso e realistico viene dipinto dalle voci dalla gente di piazza Tahrir, scrittori, artisti, bloggers ma anche politici, i protagonisti della Primavera araba. Emblematica è l'intervista all'allora non ancora Presidente della Repubblica, Mohamed El Morsi, che mostra la mediazione e la sagacia politica dell'intera organizzazione dei Fratelli Musulmani. La post-rivoluzione con i suoi interrogativi e i suoi attori politici prende forma nell'analisi sviluppata da Vincenzo Mattei che, con estrema lucidità, trae le somme di una situazione ancora in bilico. La valutazione socio-politica delle forze in campo, dagli Shabab, i ragazzi della piazza, ai Fratelli Musulmani, relativi vincitori, fino ai militari, inizialmente alleati della Rivoluzione e successivamente abili destabilizzatori sociali, evidenzia quanto l'Occidente non abbia realmente compreso cosa si urlava nella piazza della capitale egizia.
ril. Due delle maggiori religioni politiche del Novecento, il fascismo italiano e il comunismo sovietico, si fondano su corpi defunti, eletti a sacre reliquie. Nello stesso anno 1924, infatti, Mussolini poneva le spoglie di Alfredo Oriani (morto nel 1909) in un sarcofago di pietra, creando un luogo cerimoniale al Cardello (dov'era nato) e la figura del "precursore" del fascismo; Stalin invece patrocinava l'immortalizzazione di Lenin, appena deceduto, ponendolo in un mausoleo sulla Piazza rossa a Mosca. Il culto del capo era impersonato da due vivi: la retorica intorno a Oriani parava il culto di Mussolini; l'imbalsamazione di Lenin quella del culto della personalità di Stalin. I totalitarismi ponevano così la loro legittimazione non sulle elezioni ma sulla pubblica condivisione dei corpi sacri dei "fondatori". Ne discendeva l'indiscutibilità delle ideologie ridotte a catechismi, un modello di leadership di tipo mistico, il primato dei dirigenti sui militanti. Un "lutto" prolungato impregnava sotterraneamente due morali sociali antindividualistiche, al fine di impedire che la formazione dell'io, propria della modernità, potesse scivolare verso l'individualismo e il corpo "edonista" dell'Occidente liberale. Questo libro ripercorre, attraverso l'attenzione alla sacralizzazione della politica, il ruolo del corpo del capo nella formazione del consenso.
20001241082000 Editions de Paris, Paris - 2000 - Fort in-8, cartonnage illustré - 741 pages
19368948Grasset 1936 381 pages in8. 1936. broché. 381 pages. Ouvrage de John Gunther analysant l'Europe contemporaine des années 1930 mettant en lumière le rôle des personnalités politiques et la montée des régimes totalitaires en particulier en Italie fasciste en URSS et dans l'Allemagne nazie
19702888Le cercle du nouveau livre 1970 334 pages in8. 1970. reliure editeur pleine toile. 334 pages.
1987162506Seuil Seuil 1987, In-8 broché, 380 pages. Très bon état
6488La Table Ronde Broché sous jaquette au format approx de 14x20cm , couverture souple éditeur, 248 pages , ensemble défraichi mais intègre . Bon état
500361822JULLIARD Sans date. Les compagnons de la Forêt-Noire est un livre de Michel Droit publié chez Julliard en 1966. Il s'agit d'un récit historique décrit comme une chanson de geste qui traite de la fin d'un monde et de l'avènement d'un nouveau après la chute des totalitarismes