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Mm 115x180 Collana "Sagitta". Brossura editoriale di 229 pagine, etichetta di biblioteca dismessa in apertura. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. Al civico 14 di via della Chiosa Nuova, a due passi da piazza Navona e da Montecitorio, c'è un elefante palazzo con le persiane in legno laccato e un portoncino a volta. In apparenza, uno dei tanti edifici del centro storico di Roma; in realtà, luogo di ritrovo di uno dei più straordinari cenacoli del dopoguerra: la Comunità del porcellino. Tra fine anni quaranta e inizi anni cinquanta, il periodo delle grandi speranze della neonata Repubblica italiana, alcuni fra i massimi rappresentanti del cattolicesimo politico italiano trovarono in quel palazzo la calorosa accoglienza delle sorelle Portoghesi. Nella Comunità del porcellino transitarono molti protagonisti dell'irripetibile stagione dell'Assemblea costituente: da Giuseppe Dossetti a Giorgio La Pira, da Laura Bianchini ad Amintore Fanfani, che nella casa di via della Chiesa Nuova viveva con moglie e figli. Nella Comunità del porcellino si poteva passare per mangiare un piatto di pasta e fagioli, essere ospitati a lungo, discutere, programmare, dissentire, proporre. E fare la Costituzione. Il libro è il ricordo appassionato - e privato - di quella singolare comunità, il ritratto degli uomini che ne fecero parte e il resoconto di una delle esperienze più influenti e meno conosciute della nostra storia politica. Attraverso ricordi, testimonianze, lettere e foto d'epoca, Telemaco Portoghesi Tuzi, nipote delle sorelle Pia e Laura Portoghesi, rievoca insieme alla figlia Grazia quegli anni straordinari.
Mm 125x205 Collana "Einaudi Paperbacks. Storia". Volume nella sua brossura originale, xliv + 265 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e una leggera fioritura in copertina. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
24 cm, br. editoriale; p. 308, diverse ill. in nero e a colori
In-8 (cm. 25), mezza pelle, titolo oro al dorso, pp. 670, (2), con ritratto all'antiporta. Importante saggio sulla storia dell'eresia sociniana. In buono stato (good copy).
Il liberalismo è al centro, ormai da un paio di decenni, di un crescente interesse, accentuato dalla crisi per molti versi irreversibile di tutte le culture politiche e ideologie concorrenti. Ma che cosa si deve intendere esattamente con il termine "liberalismo"? Il libro di Manent, brillante filosofo della politica cresciuto alla scuola di Raymond Aron, ha il merito, rispetto ad altre opere dedicate alla storia del pensiero liberale, di richiamare l'attenzione del lettore sui fondamenti storici e filosofici di questa corrente politico-intellettuale. Il liberalismo, a suo giudizio, non è riducibile al libero scambio, dunque ad una teoria economica, o al principio della separazione dei poteri, dunque ad un modello costituzionale. La sua caratteristica principale è di essere una dottrina politica che, sin dalla sua comparsa, si è posta come problema quello di organizzare le libertà individuali all'interno di un sistema di regole vincolante per l'intera comunità. Fondamentale, nella sua genesi, è quello che Manent definisce il problema teologico-politico. Nato in Europa come reazione alle guerre civili di religione, il liberalismo si è dato come obiettivo la costituzione di uno Stato neutrale ed agnostico rispettoso di tutte le opinioni e di tutte le fedi, in grado altresì di salvaguardare, al tempo stesso, il bisogno di autonomia dei cittadini e il bisogno di ordine proprio di ogni forma di regime politico. Autori: Pierre Manent. Curatori: A. Campi, G. De Ligio. Traduttori: Lorenza Caracciolo di San Vito.
Autori: Piero Vernaglione.
Autori: Pierluigi Barrotta.
In-16° gr. pp. 114, bross. edit. Ottimo stato.
brossura In questa prima parte di una ricerca biografica complessiva su Marco Minghetti (1818-1886), la formazione politica e culturale dell'uomo politico bolognese, futuro ministro e presidente del Consiglio del nuovo Regno d'Italia, viene inquadrata alla luce della complessiva storia europea del tempo. Dal decisivo ruolo della madre e della famiglia, che lo indirizzano fin da subito verso una concezione liberale dell'esistenza, agli studi condotti con maestri e precettori che gli forniscono solide basi culturali, la giovinezza di Minghetti si svolge lungo direttrici plurime, sia per quanto riguarda le materie di studio che per le esperienze di vita. Lo studio dell'Economia politica, verso la quale ben presto s'indirizzò influenzato dalle teorie di Sismondi, gli fornì le categorie interpretative per comprendere le dinamiche di quella grande trasformazione ottocentesca nella quale era immerso. I viaggi in Europa avevano il duplice scopo di osservare direttamente la modernità industriale in atto e di familiarizzarsi con il funzionamento dei regimi liberali rappresentativi. Trovò nel liberalismo moderato la piattaforma politico-programmatica per avviare il processo riformistico e l'elezione di Pio IX gli spalancò le porte della carriera politica. Giornalista, Consultore e poi Ministro del papa, con l'emergere nel 1848 dei limiti del riformismo pontificio Minghetti prese atto del fallimento del tentativo di conciliare religione e nazione e si recò al fronte a combattere per la guerra d'indipendenza.
Mm 150x230 Volume cartonato di pp. 330 rilegatura posticcia ma coeva in tela verde con titolo ed etichette di vecchia biblioteca al dorso. Bruniture e fioriture alle carte. Raro. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Milano, Daelli, 1864, volumi 4, in-16, brossura editoriale, pp. 207, [3], 196, [2] - 152, [2] - 162, [10]. Prima edizione. Coll. "Biblioteca Nuova". Salvo una macchia alla copertina anteriore del vol. IV, le condizioni sono molto buone, internamente ed esternamente.
in-8 etroit, 93 pages, broche, couverture illustree pell. Tres bel exemplaire. [MI-18]
Mm 135x215 Collana "Metodologia delle scienze e filosofia del linguaggio". Volume nella sua brossura originale con alette, 166 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, piccoli timbri al frontespizio, colophon e in chiusura del volume, leggere fioriture e un'abrasione al dorso che non rende leggibile parte del titolo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Leggi vergogna, telefonate segrete e altro dell'uomo che da anni prende in giro gli italiani, ossia B.
br. Pubblicato nella primavera del 1945, "Per la comunità cristiana. Principi dell'ordinamento sociale" a cura di un gruppo di studiosi amici di Camaldoli ha segnato il percorso di maturazione democratica del cattolicesimo italiano. Seguendo il magistero di Pio XII, gli intellettuali del Movimento Laureati di Azione Cattolica, in particolare Sergio Paronetto e Pasquale Saraceno, diedero in quelle pagine una compiuta forma dottrinale all'ansia di rinnovamento sociale che attraversava il paese. Nel "Codice" furono travasate eterogenee esperienze - l'attivismo spirituale dei giovani cattolici, la scuola marginalista anglosassone, l'aziendalismo dell'IRI, la riflessione sulla programmazione economica - convergenti nel tracciare una "terza via" sociale allo sviluppo, mediana fra Stato e mercato. Il volume ricostruisce la storia di questa proposta, partendo dalle sue radici culturali negli anni Trenta e allargando successivamente l'orizzonte alla sua ricezione nel secondo dopoguerra, dalla rinascita repubblicana del paese durante la fase dell'Assemblea Costituente fino alla fine della Prima Repubblica. Rapidamente dimenticato dopo la vittoria dell'aprile 1948, di fronte alla crisi del modello di economia mista e alla crescente divaricazione fra politica e società civile, alla fine degli anni Settanta "Per la comunità cristiana" fu riscoperto quale momento dottrinalmente genetico del partito cattolico, un utopico ritorno al passato...
35pp., 22cm., br.orig., bon état, B81173
Mm 130x200 Volume nella sua brossura originale, 119 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e gore al dorso. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 135x210 Volume in copertina flessibile, ix-248 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Dedica e piccola etichetta in apertura, ma buona copia; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Bologna, Re Enzo, 1992, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 191 con numerose tavole fotografiche in nero e a colori nel testo (con dedica autografa originale firmata dell'Autore) .
Bologna, Re Enzo, 1992, 8vo (cm. 24 x 17) brossura con copertina illustrata a colori, pp. 191 con numerose tavole fotografiche in nero e a colori nel testo (con dedica autografa originale firmata dell'Autore) . Volume in condizioni eccellenti
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Il testo aiuta a comprendere il processo di modernizzazione iniziato in Guatemala con la rivoluzione liberale del 1871 e proseguito nei tre decenni successivi. L'autrice analizza con particolare attenzione le conseguenze a livello istituzionale, economico e sociale innescate dalla transizione da un regime conservatore post-coloniale a un regime liberale oligarchico moderno. Questo libro analizza alcuni aspetti del processo di modernizzazione in Guatemala, dalla rivoluzione liberale del 1871 alla fine del secolo XIX, nei suoi risvolti istituzionali, politici, economici e sociali. La ricerca si incentra in particolare sulle dinamiche, le contraddizioni, i limiti con cui avvenne la transizione da un regime conservatore post-coloniale a un regime liberale oligarchico moderno. Dall'analisi emerge come il modo in cui fu realizzata la costruzione della nuova nazione liberale abbia comportato la prosecuzione della dipendenza dal mercato estero e il mantenimento ed aggravamento della segmentazione sociale ed etnica. Patrizia Salvetti Insegna Storia dell'America Latina presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza di Roma; è autrice di numerose pubblicazioni di storia politica e storia sociale in età contemporanea, in particolare di storia dell'emigrazione italiana nelle Americhe: negli Stati Uniti, in Nicaragua, in Cile, in Argentina. Tra i suoi lavori più recenti: Immagine nazionale ed emigrazione nella Società Dante Alighieri, Roma 1995; La massoneria italiana a Buenos Aires, "Italia Contemporanea" n.214, marzo 1999. Descrizione bibliografica Titolo: Guatemala, nascita di una dipendenza (1871-1898) Autore: Patrizia Salvetti Editore: Roma: Jouvence, 2001 Lunghezza: 250 pagine; 21 cm ISBN: 8878013005, 9788878013001 Collana: Volume 9 di Politica e Storia Soggetti: Storia contemporanea, Americhe, Etnologia Politica, Colonialismo, Decolonizzazione, Dipendenza, Economia, Potere, Etnie, Saggi storici, America Latina, Liberalismo, Conservatorismo, Geopolitica, Guatemala, Studi Politici, Analisi, Riforme, Stato, Partito liberale, Rivoluzione, Lavoro, Indigeni, Indios, Fincas, Caffè, Vagabondaggio, Ozio, Problemi, Esercito, Professionalizzazione, Scuola Politecnica, Formazione, El Salvador, Nicaragua, Messico, Costa Rica, Honduras, Province Unite, Federalismo, Aziende agricole, Finqueros, Terra, Manodopera, Contadini, Milpa, Mais, Coltivazioni, Cocciniglia, Mandamiento, Lavoratori, Arretratezza culturale, Cafetaleros, Oligarchie latine, Odio di classe, Lotta, Suffragio universale, Diritti civili e sociali, Coloranti artificiali, Progresso, Miri, Cultura locale, Scontri, Sacra Congregazione, Vaticano, Chiesa, Ladinos, Meticci, Lavoro salariato, Immigrazione, Politica agraria, Produzione, Trasporti, Commercio internazionale, Documenti, Bibliografia, Libri Vintage Fuori catalogo, Cronologia, Ottocento, Novecento, Censimento, Popolazione, Granados, El Reformador, Justo Rufino Barrios, Manuel Lisandro Barillas, José Maria Reyna, Manuel Estrada Cabrera, Dittatura, Capitale straniero, Indipendenza, Giustizia, Spagna, Nativi spagnoli, Peninsular, Peso, Portreros, Operai, Zapadores, Contemporary history, Americas, Political ethnology, Colonialism, Decolonization, Dependence, Economy, Power, Ethnicities, Historical essays, Latin America, Liberalism, Conservatism, Geopolitics, Political studies, Analysis, Reforms, State, Liberal party, Revolution, Labor, Indigenous, Coffee, Wandering, Leisure, Problems, Army, Professionalization, Polytechnic School, Training, Mexico, United Provinces, Federalism, Farms, Land, Labor, Peasants, Corn, Crops, Cochineal, Workers, Cultural backwardness, Latin oligarchies, Hate class, Struggle, Universal suffrage, Civil and social rights, Artificial dyes, Progress, Local culture, Clashes, Sacred Congregation, Vatican, Church, Mestizos, Wage labor, Immigration, Agricultural policy, Production, Transport, International trade, Documents, Bibliography, Out of print books, Chronology, Nineteenth century, Twentieth century, Census, Population, Dictatorship, Foreign capital, Independence, Justice, Spain, Spanish natives, Workers
Roma, Armando editore, 1985, in-8, br. editoriale con sovraccoperta, pp. 135, (1). Con bibliografia. (Filosofia e problemi d'oggi, 91).
br. Come raccontano le testimonianze e la documentazione biografica raccolte in questo volume, Vittorio Sora è stato un amministratore pubblico preparatissimo e apprezzato. Aveva competenze economiche, studi raffinati di economia politica, buone letture di filosofia, di teologia, di urbanistica, di programmazione territoriale. Appassionato della politica, concepita come il dovere di un servizio alla vita in comune, era un abile organizzatore, un fedele costruttore di amicizie, un catalizzatore di energie, un collante di gruppo. Aveva il carattere di chi guarda al futuro, mai rassegnato. Insegnava che c'è sempre qualcosa di buono, qualcosa di meglio. Basta lasciarsi scaldare il cuore. Era fedele ai principi di universalità cristiana, di laicità dello Stato, di responsabilità individuale del cattolicesimo democratico. Credeva nelle utopie che danno speranza agli uomini. Non fu mai avaro di sé stesso. La vita non gli risparmiò durezze e fatiche, ma gli donò il respiro leggero di un uomo probo che continua a vivere nelle storie della Bassa, nelle memorie di una stagione politica quasi esemplare perché non si allontanò troppo dalla vita.