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In-8°, pp.311, legatura in mezza pelle. Jean Charles Leonard de Sismondi (1773-1842), storico ginevrino, fu autore di numerose opere di taglio storico-politico; Quest'importante saggio, improntato ad un forte spirito liberale, è dedicato al panorama politico europeo ed ai relativi equilibri istituzionali e legislativi. Sismondi esprime vigorose riflessione sull'esigenza di democraticità dei sistemi politici attraverso l'evoluzione dei principi di sovranità, suffragio universale, autodeterminazione dei popoli; il saggio trova il suo motivo dominante proprio nella necessità di equilibrio fra il potere dello Stato e l'esigenza di libertà ed autodeterminazione dei popoli. In-8°, pp.311, half calf binding. Jean Charles Leonard de Sismondi (1773-1842), a historian from Geneva, was the author of numerous historical-political works; this important essay, marked by a strong liberal spirit, is dedicated to the European political landscape and to the relative institutional and legislative balances. Sismondi expresses vigorous reflection on the need for democracy of political systems through the evolution of the principles of sovereignty, universal suffrage, self-determination of peoples; the essay finds its dominant motif precisely in the need for balance between the power of the state and the need for freedom and self-determination of peoples.
grand in-8°, 381 pp, broche, couv. Décharges d'adhésif aux 1ères et dernières pages sinon bel exemplaire. [CL-2][SO-8+]
2 voll. in un tomo in-16° grande, pp. VI, 392; 438, (2); legatura coeva m. pelle verde con titolo, filetti e ornamenti in oro al dorso. Etichetta del tempo di libraio torinese. Fioriture, qualche alone minimo. Bell'esemplare. Seconda edizione di questa appassionata trattazione del famoso uomo politico e scrittore francese (Lorient, Morbihan, 1814-Parigi, 1896) sulla libertà, il liberalismo e i diritti di libertà e i loro rapporti con l'autorità costituita: libertà del focolare, del capitale, di impresa (in economia egli fu convinto propugnatore del libero scambio), libertà civili, libertà pubblica, libertà di culto, libertà di pensiero. Francese
383pp., br.orig., 25cm., bon état, B86477
In-12, broché, couverture de l'éditeur illustrée, (4), 369, (1) p. de table. Edition illustrée dans le texte par Loewitz. Recueil des nouvelles et de textes littéraires. Dans l'une d'entre elles: "Le péché originel", Jules Simon relate les mésaventures de Louis Harmel, comme lui breton, normalien et député à l’Assemblée constituante... Rousseurs éparses.
In-8, demi-chagrin noir, dos à nerfs filetés or, titre doré, (4), vii, 426 p. Edition à la date de l'originale. Agrégé de philosophie, Jules Simon avait été le suppléant de Victor Cousin à la Sorbonne et mena de front activités philosophiques et politiques. L'auteur, qui se disait dans les dernières années de sa vie "profondément conservateur et profondément républicain" consacre ce dernier ouvrage à la "question religieuse" : "La question religieuse pendant la Révolution et l'Empire" - "L'université et la liberté d'enseignement" - "L'école neutre", etc. Il s'élève contre la laïcisation de l'enseignement et prend position contre la politique scolaire de Jules Ferry. Très bon exemplaire, frais, bien relié.
2 volumes in-8, broché, couverture imprimée de l'éditeur, viii, 515 p. et (4), 572 p. Édition originale. L'ouvrage de Jules Simon qui contient "l'essentiel de l'exposé de sa doctrine politique" (A. Jardin, 'Histoire du libéralisme', p. 388). Moraliste et philosophe, Jules Simon a été l'un des principaux théoriciens de la liberté de sa génération. Son œuvre, dont le retentissement fut considérable en son temps, joua un rôle central dans la diffusion des idées libérales. Sur l'importance de cet ouvrage et son influence, cf. G. Weill, 'Histoire du parti républicain', p. 336 sq. (Vicaire, VII, 546). Exemplaire très frais, tel que paru.
In-12, demi-chagrin bleu nuit de l'époque, dos à 5 nerfs soulignés de filets dorés, titre doré, tranches mouchetées, (4), 396 p. Troisième édition, publiée l'année de l'originale, de ce recueil des principaux discours et interventions de J. Simon jusqu'en 1868. L'exposé du programme des Républicains, selon Jules Simon: séparation de l'Eglise et de l'Etat, liberté de la presse, abolition des armées permanentes, enseignement, droit de réunion..., programme qui deviendra, très largement, celui de la Troisième république. (Cf. Weill, "Histoire du parti républicain", p. 372). Très bon exemplaire, très bien relié à l'époque.
In-12, demi-chagrin bleu nuit de l'époque, dos à 4 nerfs orné, titre doré, tranches mouchetées, (2) f., xxxi, 410 p. Troisième édition parue un an après l'originale. L'auteur reprend les points fondamentaux de la religion naturelle des temps modernes, tout en insistant sur sa dimension éducative (cf. J. Lagrée, 'La Religion naturelle', Paris, PUF, 1991, p. 93-101). "Simon expose la religion naturelle qui convient au philosophe (...). Il recommande un culte personnel mais renonce volontiers au culte public" (G. Weill, 'Histoire du parti républicain', p. 335-336). Mors fendus, coiffes usées, quelques rousseurs et auréoles éparses. Reliure frottée. Cachets de bibliothèque.
In-12, broché, couverture de l'éditeur, (4), 464 p. Edition à la date de l'originale. Dans cet ouvrage dirigé contre l'Empire Jules Simon établit un parallèle entre le devoir et la justice; le "devoir" qu'il faut honorer et servir comme valeur citoyenne qui permet de mettre les intérêts d'autrui au-dessus de ses intérêts propres: famille, société, Etat... Comme Proudhon ou Vacherot, Jules Simon voulut livrer sa vision d'une philosophie populaire, pratique, politique, mobilisée contre l'Empire. Rousseurs.
In-12, broché, couverture éditeur, (2), III, 435 p. Edition originale posthume publiée par les fils de Jules Simon, Gustave et Charles, d'après les papiers de leur père, complétés par quelques lettres. Jules Simon relate, sur un ton personnel et intime, ses premiers souvenirs, son enfance en Bretagne, le collège, l'Ecole Normale, le professorat, les débuts dans le journalisme, l'élection en Bretagne, la monarchie de Juillet et la Révolution de 1848. Rousseurs.
Discorsi politici di Berlusconi.
br. Da dove vengono le idee sulle quali è stato costruito lo Stato moderno? Qual è la vera origine di ideali come uguaglianza e libertà? In che punto della nostra storia, e perché, abbiamo iniziato ad adorare la crescita economica come se fosse una divinità? Con "L'invenzione dell'individuo", Larry Siedentop fa piazza pulita delle teorie storiche precedenti, e presenta una nuova, radicale prospettiva sulle sorprendenti origini delle credenze e delle convinzioni che ci hanno reso ciò che siamo. In un racconto che attraversa 1800 anni di storia europea, Siedentop presenta un rifiuto netto del consueto resoconto sulle origini del liberalismo occidentale - ossia sul suo emergere in opposizione alla religione nella prima età moderna. "L'invenzione dell'individuo" racconta come un nuovo ruolo sociale egualitario, l'individuo, sorse e prese gradualmente il posto della famiglia, della tribù e della casta come base dell'organizzazione sociale. Un lavoro intellettualmente provocatorio e una richiesta a ciascuno di noi di ripensare e riconsiderare le idee stesse sulle cui basi le società e i governi occidentali sono stati costruiti. Prefazione di Marco Ventura.
Il libro è parte della Collana Mondadori: I Classici della Storia
<p>23 cm, br. edit; pp. 70</p>
xxvi + 131pp., 25cm., in de reeks "Universiteit te Leuven. Publicaties op het gebied der Geschiedenis en der Philologie" 3de reeks 24ste deel, orig.omslag, mooie staat, G74295
xxvi + 131pp., 25cm., gesigneerd door de auteur, G68657
173 p.; 20 cm. Brossura editoriale. Margini delle pagine leggermente bruniti
ill., br. Gli amori, le passioni, i segreti, le perversioni delle donne che hanno legato la loro storia a quella di John Fitzgerald Kennedy. Marylin Monroe, Jackie Onassis, Maria Callas, affascinanti e desiderate, invidiate ed emulate, sono le donne messe a nudo nella tragica ricostruzione di vite turbate, malate, impaurite, abbandonate. Come lo scienziato Albert Einstein, sogno segreto di Marilyn, che non solo fu una donna in anticipo con i tempi, ma amava profondamente la cultura e la poesia, prediligendo Joyce, Camus e Dostoevskij. Oppure scoprire che fu Ted Kennedy probabilmente il vero grande amore di Jackie. E Maria Callas innamorata di Pier Paolo Pasolini con un amore che andò oltre gli stereotipi, morta di crepacuore per il tradimento di Onassis. Infine un cameo: le pagine sconvolgenti su Lady D. Dall'uomo alla guida della Uno Bianca che speronò l'auto di Dody e Diana a Parigi fino alla terribile frase di Grace Kelly: «Andando avanti sarà peggio!».
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 218, (4), coll. "Saggi", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Mm 145x225 Collana "Saggi" - Brossura editoriale con bandelle, xxviii-330 pagine. Segni d'uso e del tempo, timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro buona-ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Il carcere si è affermato nell'età moderna come la pena per eccellenza: come lo strumento più efficace per il controllo della criminalità e la rieducazione del condannato. Nelle società liberal-democratiche il carcere continua a essere un problema aperto, con rilevanti implicazioni giuridiche, politiche e umane. Ci si chiede quali siano le sue reali finalità, quali effetti fisici e psichici produca sui detenuti, quale sia il suo rapporto con una società in rapido cambiamento. Particolare attenzione è dedicata alla spiegazione del recente aumento della popolazione detenuta in quasi tutte le democrazie. Questi temi sono discussi in dialogo con autori, fra i quali Tocqueville, Durkheim, Garfinkel, Ignatieff e Mead.
Collana “I fatti della Storia”, 1. Un volume di 273 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 13,5x21 cm. Minime tracce d'uso alla brossura, lieve gora al margine inferiore delle due pagine finali (senza compromissione del testo), per il resto ottime condizioni.
Mm 140x220 Saggi. Brossura editoriale di pagine 211, utilizzo di matita quasi esclusivamente nelle prima 60 pagine, testo ben fruibile. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. Frutto di un pluriennale lavoro di ricerca in vari archivi americani e italiani, questa raccolta di lettere inedite, curata da Renato Camurri, copre un arco cronologico corrispondente al periodo dell'esilio americano di Gaetano Salvemini. Docente all'Università di Harvard dal 1934 al 1948, per la fama di cui godeva già prima di arrivare nel prestigioso ateneo di Cambridge e per l'impegno profuso attraverso la collaborazione a giornali, riviste italiane e americane e la pubblicazione di numerosi libri, Salvemini costituì un punto di riferimento fondamentale all'interno della comunità composta dagli intellettuali europei impegnati nella comune battaglia contro i totalitarismi e nel dibattito sulla crisi e il futuro della democrazia. Contrariamente, infatti, a una vecchia e superata immagine trasmessaci da alcuni biografi, il Salvemini che emerge da queste lettere non è l'eremita chiuso nel suo studio della Widener Library di Harvard. Il suo profilo è piuttosto quello di un intellettuale pienamente inserito nella vita accademica e scientifica americana, al centro di una vasta rete di relazioni sociali e culturali, un refugee capace di interpretare la traumatica esperienza dell'esilio come occasione per ritrovare una nuova vitalità umana e scientifica.