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<p>23 cm, br. edit; pp. 70</p>
br. Attraverso i saggi di questa antologia seguiamo l'evolversi delle posizioni che Piero Gobetti ha assunto nella sua precoce attività editoriale e giornalistica: la situazione politica degli anni venti, lo scontro tra il movimento operaio e la marea montante del fascismo, da lui identificato come autobiografia della nazione, la necessità di promuovere la nascita di una nuova classe dirigente. Nei libri stampati dalle sue edizioni campeggiava il motto socratico "Che ho a che fare io con gli schiavi?" Collaborò con Gramsci a "L'Ordine Nuovo" in qualità di critico teatrale.
In folio, pp. 32-36. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: Mario Fubini, Henri Barbusse; Bernardo Giovenale, L'agricoltura piemontese; ecc...
In folio grande, pp. 47-50. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: Mario Missiroli, La monarchia socialista; Giuseppe Stolfi, I braccianti rurali in Basilicata; ecc...
In folio, pp. 51-54. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: B. Giuliano, Polemica nazionalista; Augusto Monti, Attivo e passivo della burocrazia; ecc...
In folio, pp. 59-62. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: C. E. Suckert, Il dramma della modernita'; Polemica fascista; ecc...
In folio, pp. 107-110. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: Natalino Sapegno, De monarchia; Novello Papafava, Caporetto. il 27o corpo d'armata; ecc...
In folio, pp. 111-114. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. la rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: Giovanni Ansaldo, Ceti medi e operai; Luigi Emery, Il congresso socialista; ecc...
In folio, pp. 139-142. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: N. Sapegno, Sorel e la disperazione eroica; C. Spellanzon, G. Sorel in Italia; S. Caramella, Bibliografia delle opere di Sorel; ecc...
In folio, pp. 4. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Mosca, Il materialismo storico; U. Ricci e P. Gobetti, Liberalismo e democrazia; G. Prato, Ferrara contro Cavour per la liberta' del credito bancario; ecc...
In folio, pp. 13-16. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Ansaldo, La democrazia tedesca nel pensiero di Weber; Stolfi, Scuole basilicatesi; P. Gobetti, Il trionfo della diplomazia: ecc...
In folio, pp. 17-20. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: P. Gobetti, la nostra cultura politica; G. Sorel, Quand Israel est roi; G. Fortunato, Il realismo di un pessimista; ecc...
In folio, pp. 37-40. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: A. Monti, Il liberalismo e le masse; L. Limentani, A. Monti, P. Gobetti, Polemica scolastica; L. Einaudi, Esegesi delle fonti; ecc...
In folio, pp. 45-48. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Berneri, Il liberismo nell'internazionale; M. Vinciguerra, Les demi-soldes; C. Rosselli, Contraddizioni liberiste, ecc...
In folio, pp. 81-84. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: L. Salvatorelli, Il problema della politica estera italiana; Bergeret, La politica di Luigi XVIII; ecc...
In folio, pp. 85-88. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Ansaldo, O la proporzionale o il polizzino del parroco; Auditor tantum, Lo spaccio della bestia trionfante; ecc...
In folio, pp. 89-92. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Ansaldo, Cittadini o gladiatori; G. Nicoletti, La politica dei blocchi; V. Porri, Note di economia. Il ministero dell'economia nazionale; ecc...
In 8°, br. edit., pp. 207,(1), coll. "Saggi. 132"; ristampa identica alla precedente del 1949; ottimo es.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Questa riedizione di "La rivoluzione meridionale" è l’anastatica della prima, apparsa nel 1925 a Torino per i tipi delle edizioni gobettiane. Recava impressa in copertina il motto in greco «che ho a che fare io con gli schiavi?». Ha scritto Vittorio Foa in "Il cavallo e la torre" (Torino, Einaudi, 1991): «La rivoluzione meridionale scaldò il mio cuore e mi aprì orizzonti nuovi [...]». Nell'osservazione di Foa si racchiudono tutte le ragioni di un’iniziativa editoriale orientata a riproporre alle nuove generazioni uno dei documenti più esaltanti e significativi del meridionalismo del Novecento, ma anche a rivelare in maniera esemplare i legami umani e intellettuali tra un meridionalista del Sud e un generoso intellettuale del Nord, entrambi impegnati in una comune battaglia di civiltà e di democrazia. Guido Dorso (Avellino, 30 maggio 1892 – Avellino, 5 gennaio 1947) è stato un politico, meridionalista ed antifascista italiano. Comprende · La rivoluzione meridionale (introduzione di) Francesco Saverio Festa; 109 pagine · La rivoluzione meridionale: Saggio storico-politico sulla lotta politica in Italia; Guido Dorso; 242 pagine Descrizione bibliografica Titolo: La rivoluzione meridionale: saggio storico-politico sulla lotta politica in Italia Autore: Guido Dorso Curatore: Francesco Saverio Festa Editore: Atripalda (AV): Mephite, 2003 Note: Ristampa anastatica dell'edizione di Torino del 1925 (editore Piero Gobetti) Lunghezza: 360 pagine; 22 cm Formato: Brossura; raccolta in due volumi ISBN: 8888655018, 9788888655017 Collana: Volume 2 di Pensare le idee Soggetti: Politica, Governo, Scienze politiche, Teoria politica, Saggi critici, Classici, Meridionalismo, Politologia, Federalismo, Autonomismo, Irpinia, Responsabilità storica, Mussolini, Conquista del potere, Dittatura, Classe politica, Classe dirigente, Partito d'Azione, Mezzogiorno, Fascismo, La Rivoluzione Liberale, Liberalismo, Sud, Italia meridionale, Sviluppo, Trasformismo, Democrazia, Cristianesimo, Chiesa, Luigi Sturzo, Cavour, Monarchia, Giolitti, Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini, Rivoluzione, Lotta politica, Stato, Unità, élite, Novecento, Intellettuali, Libri Vintage, Fuori catalogo, Scritti politici, Risorgimento, Nazionalismo, Marxismo, Ideologie, Matteotti, Marcia su Roma, Legge elettorale, Federalismo, Fallimento, Cattaneo, Ferrari, Missiroli, Pensatori, Gangale, Riformismo, Economia, Regioni, Comunismo, Destra storica, Antonio De Viti-De Marco, Aurelio Padovani, Errori, Piemonte, Vaticano, Maccanico, Cannaviello, Perugini, Pescatori, Caffè Roma, Carlo Muscetta, Gramsci, Manlio Rossi Doria, Michele Cifarelli, Vincenzo Calace, Politics, Government, Political Science, Political Theory, Critical Essays, Classics, Politics, Federalism, Autonomism, Historical Responsibility, Conquest of Power, Dictatorship, Leading Class, Action Party, Fascism, Liberal Revolution, Liberalism, Southern Italy, Development, Transformation, Democracy, Christianity, Church, Monarchy, Revolution, Political struggle, State, Unity, Twentieth century, Intellectuals, Out of print books, Political writings, Nationalism, Ideologies, March on Rome, Electoral law, Federalism, Bankruptcy, Thinkers, Reformism, Economy, Regions, Communism, Historical Right, Errors, Coffee Rome Parole e frasi comuni autonomia bolscevismo campo centrismo ceti classi dirigenti compito concezione conquista piemontese conquista regia conservazione correnti costituzionale crisi critica dati storici democrazia cristiana diretti distruggere dittatura giolittiana Dronero economica elettorale fascismo fenomeno feudale fiancheggiatori formazione formula forze frazioni funzione giolittismo giuoco Governo gruppi guerra ideale interessi liberale libertà lotta politica Luigi Sturzo maggiore marxismo masse massimalismo maturazione Mezzogiorno monarchia movimento Mussolini nazionale necessità neutralismo nord oligarchie operaio opposizioni organizzazione organo Padovani paese parlamentare piccola borghesia politica italiana popolo italiano posizione prassi processo programma proletari questione meridionale reazione regime riforme rivoluzionario rivoluzione meridionale rurale sardo d'azione sforzo sistema situazione socialismo unitario soluzioni squadrista statale storici sviluppo tentativo terreno trasformismo trasformistica vecchio
Allia, 1999, 198 pp., broché, bon état.
br. Il contributo alla nascita della nostra democrazia repubblicana fu corale e comprese tutte le forze politiche di tradizione democratica. Le "conversazioni" qui raccolte si concentrano sulla tradizione storica del cattolicesimo politico italiano, partendo dalla fine dell'Ottocento con l'opera di Giuseppe Toniolo e proseguendo poi con quella di don Luigi Sturzo e via via, passando per la Seconda Guerra Mondiale, approfondendone lo studio attraverso l'esperienza umana e politica di Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, per citarne alcuni, fino a raccontarne l'epilogo con il tragico periodo degli Anni di Piombo e l'atroce assassinio di Aldo Moro. Con il contributo di studiosi, testimoni diretti, rappresentanti dell'Azione Cattolica e di altre realtà associative locali e nazionali, ci siamo accostati alla storia personale oltre che pubblica di quei politici che per "santità di vita" hanno speso la loro intera esistenza al servizio del bene comune, ripercorrendo quasi un secolo di storia del nostro Paese.
46pp., 21cm., br.orig., peu de rousseurs, bon état, B81148
br. Perché soffermarsi, ancora nel 2021, sull'annoso dibattito sull'idea di Europa inseguita dalla classe politica democristiana dell'Italia del secondo dopoguerra? Quale rilevanza ha il mito del mare nostrum, riletto in chiave cristiana da Giorgio La Pira, nell'odierna dialettica politica? E quale relazione lega la tensione europeista alla direttrice neoatlantista della politica estera italiana tra la fine della Seconda guerra mondiale e i primi anni '60? Il saggio percorre un sentiero di ricerca decisamente meno battuto delle ricostruzioni storiche che insistono sulle ragioni politiche, economiche e strategiche che guidano la politica estera italiana nel secondo dopoguerra. Al cuore dell'analisi proposta si collocano le matrici culturali della proiezione estera del nostro Paese, che alimentarono la dialettica politica e influirono sulla conduzione delle relazioni internazionali in due fasi storiche di indubbio interesse: la "fase degasperiana" (1945-1954) e quella "post-degasperiana" (1954-1962).
Questo volume si annovera fra i più impegnativi lavori di Friedrich A. von Hayek e tra le maggiori opere del Novecento. È una compiuta ricostruzione dei principi del liberalismo classico, svolta da un autore a cui tutti hanno riconosciuto la profondità dell'acume teorico e la vastità del sapere. E ci fornisce un quadro d'insieme normalmente irreperibile. Ecco perché il testo hayekiano, sebbene apparso originariamente nel 1960, ha una sua prorompente attualità. Irriducibile avversario di Keynes, Hayek ci fa partecipi della ricerca delle condizioni che rendono possibile o impossibile la "società libera". E ci porta per mano, con un linguaggio piano e comprensibile, a esplorare le ragioni gnoseologiche, economiche, giuridiche e politiche della libertà. La base di partenza è costituita dal problema della dispersione delle nostre conoscenze di tempo e di luogo, di cui la concorrenza e il mercato rendono possibile la mobilitazione. La società libera è un irrinunziabile strumento di orientamento, che non ha destinatari privilegiati. L'arricchimento culturale che essa consente è certo: perché getta una potente luce sul mondo in cui viviamo, sulle sue origini, sui suoi travagli e sulle sue prospettive. Prefazione di Lorenzo Infantino, scritti di Sergio Ricossa. Autori: Friedrich A. von Hayek. Traduttori: Marcella Bianchi di Lavagna. Prefazione: Lorenzo Infantino.
br. Questo volume si annovera fra i più impegnativi lavori di Friedrich A. von Hayek e tra le maggiori opere del Novecento. È una compiuta ricostruzione dei principi del liberalismo classico, svolta da un autore a cui tutti hanno riconosciuto la profondità dell'acume teorico e la vastità del sapere. E ci fornisce un quadro d'insieme normalmente irreperibile. Ecco perché il testo hayekiano, sebbene apparso originariamente nel 1960, ha una sua prorompente attualità. Irriducibile avversario di Keynes, Hayek ci fa partecipi della ricerca delle condizioni che rendono possibile o impossibile la "società libera". E ci porta per mano, con un linguaggio piano e comprensibile, a esplorare le ragioni gnoseologiche, economiche, giuridiche e politiche della libertà. La base di partenza è costituita dal problema della dispersione delle nostre conoscenze di tempo e di luogo, di cui la concorrenza e il mercato rendono possibile la mobilitazione. La società libera è un irrinunziabile strumento di orientamento, che non ha destinatari privilegiati. L'arricchimento culturale che essa consente è certo: perché getta una potente luce sul mondo in cui viviamo, sulle sue origini, sui suoi travagli e sulle sue prospettive. Prefazione di Lorenzo Infantino, scritti di Sergio Ricossa.