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br. Cos'è il liberalismo? Difesa della libertà personale, della libertà privata, anti-statalismo, concorrenza, bene comune, tolleranza, sussidiarietà? Niente di tutto questo. Il liberalismo è una ribellione nei confronti della legge naturale, in particolare delle sue declinazioni morali e religiose. Durante la Guerra Fredda l'ideologia liberale e il cattolicesimo hanno avviato un processo di avvicinamento in funzione anti-sovietica. Ora, a trent'anni dalla caduta del muro di Berlino, questa alleanza ha ancora senso? Cattolicesimo e liberalismo sono compatibili? È possibile essere contemporaneamente cattolici e liberali? Quali sono i punti di contatto, e quali le differenze tra queste due filosofie? L'ideologia che ha vinto il confronto con il comunismo e che, dopo la caduta della «cortina di ferro» sembrava destinata a governare il mondo, pare aver perso gran parte del suo fascino. Liberato da quello che sembrava essere il suo antagonista, il comunismo marxista, il liberalismo ha mostrato ai popoli un volto meno amichevole e invitante, sempre più simile a quello dell'antico avversario. Quale, quindi, può essere il giudizio della Chiesa sul liberalismo e sulla sua versione economica, il liberismo? Che rapporto può intercorrere tra i cattolici e il liberalismo? La risposta è nella definizione di liberalismo che lo psicologo Roberto Marchesini fornisce con questo suo lavoro approfondito e documentato, tuttavia semplice e accessibile a chiunque. Una Introduzione di Stefano Fontana, direttore dell'Osservatorio Internazionale Cardinale van Thuân, impreziosisce il volume.
Milano, "Lo Stato Moderno", 1948, in-8 piccolo, br. editoriale, pp. 15.
Friedrich A. von Hayek è stato nel Novecento il maggiore esponente della cultura liberale. Egli offre qui un suggestivo e agile affresco delle idee che si trovano alla base del liberalismo e delle vicende storiche prodotte dal movimento liberale. Il liberalismo è libertà individuale di scelta, che si rende possibile solo tramite la limitazione della sfera d'intervento del potere pubblico. È il "governo della legge", che si sostituisce al "governo degli uomini". E tuttavia lo schieramento liberale ha due anime: quella rigorosamente evoluzionistica, prevalente nella tradizione britannica, e quella razionalistica, prevalente nella tradizione continentale europea. Esse hanno trovato convergenza su alcuni "postulati essenziali", quali la libertà di pensiero, di parola, di stampa. Ma l'accordo ha carattere "meramente verbale": perché il liberalismo di tipo britannico ha assunto come "valore supremo" la libertà individuale, mentre il liberalismo di tipo continentale si è venuto quasi a identificare con il movimento democratico. Il che complica le cose. La democrazia e il liberalismo si occupano infatti di due differenti problemi. La prima si chiede a chi spetti governare; e la sua risposta è che tocca ai cittadini nel loro insieme. Il secondo pone invece la questione relativa all'estensione dell'intervento del potere pubblico; e la sua risposta è che quel potere deve svolgere un compito residuale, in modo da dare spazio alla più libera cooperazione sociale. Prefazione di Lorenzo Infantino. Autori: Friedrich A. von Hayek. Traduttori: G. Minotti.
br. Friedrich A. von Hayek è stato nel Novecento il maggiore esponente della cultura liberale. Egli offre qui un suggestivo e agile affresco delle idee che si trovano alla base del liberalismo e delle vicende storiche prodotte dal movimento liberale. Il liberalismo è libertà individuale di scelta, che si rende possibile solo tramite la limitazione della sfera d'intervento del potere pubblico. È il "governo della legge", che si sostituisce al "governo degli uomini". E tuttavia lo schieramento liberale ha due anime: quella rigorosamente evoluzionistica, prevalente nella tradizione britannica, e quella razionalistica, prevalente nella tradizione continentale europea. Esse hanno trovato convergenza su alcuni "postulati essenziali", quali la libertà di pensiero, di parola, di stampa. Ma l'accordo ha carattere "meramente verbale": perché il liberalismo di tipo britannico ha assunto come "valore supremo" la libertà individuale, mentre il liberalismo di tipo continentale si è venuto quasi a identificare con il movimento democratico. Il che complica le cose. La democrazia e il liberalismo si occupano infatti di due differenti problemi. La prima si chiede a chi spetti governare; e la sua risposta è che tocca ai cittadini nel loro insieme. Il secondo pone invece la questione relativa all'estensione dell'intervento del potere pubblico; e la sua risposta è che quel potere deve svolgere un compito residuale, in modo da dare spazio alla più libera cooperazione sociale. Prefazione di Lorenzo Infantino.
London, 1999, in-8, cartone editoriale. Ottime condizioni.
L'azione umana cosciente e responsabile - e quindi come atto distinto dal comportamento istintivo; l'individualismo ontologico quale difesa della persona umana dalle infondate pretese liberticide delle svariate forme di collettivismo; l'individualismo metodologico proposto come procedura adeguata della ricerca empirica nelle scienze sociali; le ragioni logiche, epistemologiche ed economiche della società aperta; la competizione considerata come la più alta forma di collaborazione (nella scienza, nella vita di una democrazia e in economia); l'indissolubile nesso tra economia di mercato e libertà politiche; Fiedrich A. von Hayek e la difesa dei più deboli; i "valori" del mercato; il contributo della tardo-scolastica spagnola alla genesi del capitalismo; la grande tradizione del cattolicesimo; la grande tradizione del cattolicesimo liberale (da Toqueville a Novak, attraverso Rosmini, Lord Acton, Röpke, Sturzo, Einaudi, Sirico, Tosato, ecc.); il principio della sussidiarietà orizzontale ("lo Stato - o comunque il 'Pubblico' - non faccia quello che i cittadini sanno fare da soli") quale diga contro le tentazioni onnivore dello statalismo; Sturzo: liberale e solidale questi gli argomenti di fondo affrontati nel presente lavoro. Autori: Dario Antiseri.
Il volume, scritto in un linguaggio vivace ma rigoroso, è un esempio istruttivo di come i liberali non appartengano a nessuna Chiesa ideologica e applichino anche a loro stessi l'assunto centrale della loro visione del mondo: "la consapevolezza - come dice Antiseri con Alfred North Whitehead che lo scontro tra idee non è un dramma, quanto piuttosto un'opportunità". Corrado Ocone propone, sul modello delle very short introduction, un profilo agile ma essenziale della vicenda storica della cultura politica liberale italiana nel Novecento: da Croce ed Einaudi, passando per Sturzo e Salvemini, fino a Nicola Matteucci. Come tutte le ricostruzioni storiche anche quella di Ocone, che è un laico, opera scelte ed esclusioni a partire da un'idea generale di cosa sia il liberalismo. Un'idea per molti aspetti differente da quella di un Maestro del liberalismo come il cattolico Dario Antiseri, che puntualmente, nel suo intervento, critica l'impostazione di Ocone e molte sue idee particolari. Prefazione di Giulio Giorello. Autori: Corrado Ocone, Dario Antiseri.
In-16°, pp. 300, copert. edit.
Roma, 1962, un fascicolo in-4, br. editoriale, copertina anteriore illustrata a colori da Bruno del Basco con una caricatura di Amintore Fanfani, pp. II, 56, da III a IV.
Roma, 1962, un fascicolo in-4, br. editoriale, copertina anteriore illustrata da Domenico Buscemi, pp. 48.
Roma, 1962, un fascicolo in-4, br. editoriale, copertina anteriore illustrata a colori da Domenico Buscemi, pp. II, 48, da III a IV.
Roma, 1962, un fascicolo in-4, br. editoriale, copertina anteriore illustrata a colori da Bruno del Basco, pp. 24, [16], da 25 a 48. Le 16 pp. non numerate sono l'inserto sull'industria dell'abbigliamento in Italia.
Roma, 1961, un fascicolo in-4, br. editoriale (copertina ant. illustrata a colori da Bruno del Basco), pp. XII, 40, da XIII a XXIV. Le 24 pp. in numerazione romana sono l'inserto sulla distribuzione organizzata in Italia.
Roma, 1968, un fascicolo in-4, br. edit. (vignetta di Fremura in copertina, titolo in copertina: Operazione Montedison), pp. numerate da 481 a 528. Articoli di Panfilo Gentile, Atos Macchi, Franco Rocchi, Mario Missiroli, ecc.
Roma, 1968, un fascicolo in-4, br. edit. (vignetta di Fremura in copertina, titolo in copertina: Dopo le dimissioni del governo Leone), pp. numerate da 529 a 576. Articoli di Alfredo Signoretti, Mario Missiroli, Panfilo Gentile, Athos Macchi, Vittorio Fedele, ecc.
Roma, 1968, un fascicolo in-4, br. edit., pp. numerate da 97 a 144. Articoli di Paolo R. Andreoli, Piero De' Lorenzi, Alfredo Recanatesi, Giulio Carli, ecc.
Roma, 1969, un fascicolo in-4, br. edit., pp. numerate da 49 a 96. Articoli di Alfredo Signoretti, Panfilo Gentile, Antonio Sabbatini, Franco Rocchi, ecc.
Roma, 1969, un fascicolo in-4, br. edit., pp. numerate da 145 a 192. Articoli di Alfredo Signoretti, Mario Missiroli, Corrado Pizzinelli, Panfilo Gentile, Federico Orlando, ecc.
Roma, 1969, un fascicolo in-4, br. edit., pp. 48. Articoli di Alfredo Signoretti, Panfilo Gentile, Mario Missiroli, Athos Macchi, Carlo Monotti, Alfredo Recanatesi, ecc.
Roma, 1969, un fascicolo in-4, br. edit., pp. numerate da 193 a 240. Articoli di Alfredo Signoretti, Panfilo Gentile, Mario Missiroli, Athos Macchi, P. Filo della Torre Patrik Penn, ecc.
Roma, 1969, un fascicolo in-4, br. edit., pp. numerate da 97 a 144. Articoli di Alfredo Signoretti, Panfilo Gentile, Mario Missiroli, Paolo R. Andreoli, Athos Macchi, Alfredo Recanatesi, Alberto Guglielmi, ecc.
Mm 120x185 Collana "NUE - Nuova Serie". Nota introduttiva di Federico Caffè. Volume nella sua brossura originale, xxvii-343 pagine. Copia evidentemente mai letta, solo un piccolo timbro commerciale in quarta di copertina. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-16° gr. 19,8, pp. 57 on testo francese a fronte. Bross. muta.
ill., br. Frutto di un pluriennale lavoro di ricerca in vari archivi americani e italiani, questa raccolta di lettere inedite, curata da Renato Camurri, copre un arco cronologico corrispondente al periodo dell'esilio americano di Gaetano Salvemini. Docente all'Università di Harvard dal 1934 al 1948, per la fama di cui godeva già prima di arrivare nel prestigioso ateneo di Cambridge e per l'impegno profuso attraverso la collaborazione a giornali, riviste italiane e americane e la pubblicazione di numerosi libri, Salvemini costituì un punto di riferimento fondamentale all'interno della comunità composta dagli intellettuali europei impegnati nella comune battaglia contro i totalitarismi e nel dibattito sulla crisi e il futuro della democrazia. Contrariamente, infatti, a una vecchia e superata immagine trasmessaci da alcuni biografi, il Salvemini che emerge da queste lettere non è l'eremita chiuso nel suo studio della Widener Library di Harvard. Il suo profilo è piuttosto quello di un intellettuale pienamente inserito nella vita accademica e scientifica americana, al centro di una vasta rete di relazioni sociali e culturali, un refugee capace di interpretare la traumatica esperienza dell'esilio come occasione per ritrovare una nuova vitalità umana e scientifica.
Le lettere del grande liberale CONSTANT allo storico SISMONDI, acquistate dalla Bibliteca di Pescia, vanno dal 1806 al 1827 e sono riportate in francese e commentate in italiano. Constant si oppose alla guerra (che riteneva superflua) e a Napoleone, affermò la Libertà dei Moderni, basata sul godimento delle libertà civili, sul dominio della legge, e sulla libertà dall'ingerenza dello Stato.n Il fasc. in-8° (cm. 24,2), bross. edit. (dorso cucito ma scollato), è completo delle sue 128 pagine e contienen inoltre: 1) Luigi CHIARINI, "La Domenica del Fracassa", 13 pagine. 2) 12 pagine di un Anonimo giornalista sulle atmosfere caotiche di PIETROGRADO nel novembre 1917 e su un camriere italiano. 3) Santo RAPISARDA "Il gatto tarmato", racconto su un gatto malato di avitaminosi. 9 pp. 4) Bonaventura TECCHI, "L'annata GOETHIANA in Italia", 10 pp. 5) 6 pagine di Leone GINZBURG sugli scrittori sovietici costretti a "prendere posizione nella creazione artistica accettando una retorica puerile e inefficace". 6) 6 pp. di Domenoco BULFERETTI su Luigi PULCI.