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407pp., 19cm., br.orig., non coupé, qqs.rousseurs, bon état, rare, R81590
52pp., 22cm., br.orig., pour la plupart non coupé, bon état, rare, B81154
E' ancora possibile comprendere e valutare la legittimità delle scelte politiche e istituzionali assumendo il pensiero liberale come riferimento normativo ed empirico? Per mettere in rilievo le ragioni per le quali il liberalismo continua ad avere pertinenza nell'analisi dei processi sociali e rilevanza normativa nella ricerca della legittimità degli ordini politici, l'autrice ricostruisce i tratti comuni che sono alla base di alcuni pensatori liberali (Adam Smith, Alexis de Tocqueville, Friedrich von Hayek). Nei loro schemi esplicativi un ruolo cruciale viene attribuito alla conoscenza e alle idee. Autori: Daniela Piana.
In-8° (cm. 23,2), pp. 31. Broiss. edit. con 2 vistosi aloni in cop., ottimo l'rno. SOLERI, politico e ufficiale degli Alpini; con Giolitti, Croce e Einaudi, il quarto grande liberale italiano del Novecento, nel 1912 sindaco di Cuneo, fautore della nuova stazione ferroviaria sull'altipiano e del grandioso viadotto all'ingresso della città, deputato dal 1913, interventista; Nel 1921, nel governo Bonomi, ministro delle Finanze e nel 1922, nel secondo governo Facta, ministro della guerra, il più giovane tra i ministri, scrisse nell'ottobre del 1922, la proclamazione dello stato d'assedio che avrebbe permesso di bloccare i fascisti nella marcia su Roma, ma il Re sciaguratamente non lo firmò, anzi chiamò Mussolini a formare il nuovo governo. Né aventiniano, né fascista, si ritirò. Nel 1944 ministro del Tesoro di Bonomi poi di Parri, europeista con Einaudi . Raro discorso liberale, alla vigilia del Fascismo; censito in 4 bibl.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. La figura di Giovanni Manna (1813-1865) è stata spesso confinata dalla storiografia nella dimensione del grande amministativista (il "Romagnosi dell'Italia Meridionale"); ovvero collocata all'interno di una corrente di un pensiero "autonomista", assai debolmente unitaria. Appaiono invece dimenticati - e non solo per la morte precoce - l'ampio respiro liberale della sua cultura e la qualità del suo impegno politico (fu Ministro nel '48, nel '60, e poi tra il 1862 e il '64 nel ministero Farini-Minghetti, allorché provò a ridare forza al progetto cavourriano). Questa sotto valutazione non è stata casuale. Da un lato la sua riflessione politica, maturata dopo l'esperienza quarantottesca, era approdata ad un disegno che fondava su una lunga transizione in grado di garantire la coesione territoriale della nuova nazione: smentendo il diffuso presupposto di un'omogeneità del paese resa incerta solo dal malgoverno borbonico. Un'idea che, messa in crisi prima dalla rapidità inaspettata degli eventi del '60, si scontrò successivamente con la volontà piemontese di estendere a tutto il paese le istituzioni amministrative delle antiche province. Quel disegno, dall'altro lato, concepito come una nuova storia nazionale cui avrebbero dovuto contribuire paritariamente tutte le parti del paese, si svolgeva nel quadro di un liberalismo economico e politico ampio e corrispondente ai tempi di quella "rivoluzione commerciale" che aveva rappresentato lo sfondo e la vera cifra degli avvenimenti unitari. Informazioni bibliografiche Titolo: Le due Italie: Giovanni Manna e l'unificazione liberale Collana: Volume 9 di Storici e storia Autore: Ennio Corvaglia Editore:: Napoli: Alfredo Guida, 2012 ISBN: 8866661406, 9788866661405 Lunghezza: 396 pagine, 23 cm Soggetti: Risorgimento, Storia Moderna e contemporanea, Storiografia, Biografie politiche, Ottocento, Liberalismo, Rattazzi, Sella, Banca d'Italia, Trattati, Unità, Costituzione, Regno d'Italia, Pietro Calà Ulloa, Enrico Cenni, Federico Persico, Napoli, Minghetti, diritto amministrativo, Carlo Troja, CHABOD, GALASSO, MAZZINI, CAVOUR, FARINI, MASSARI, TORINO, Piemonte
Un accurato studio sulla condizione dell'economia italiana alla fine della Grande Guerra. Buon esemplare totalmente coevo. Brossura editoriale cartacea a stampa, pp. 23, in 8°
br. Per la prima volta, Noam Chomsky, dedica un libro alla natura e alle conseguenze tragiche della diseguaglianza, svelando i dogmi fondamentali del neoliberalismo e gettando così uno sguardo se possibile ancora più lucido e profondo sul funzionamento del potere a livello globale. Quali sono le leggi che governano la concentrazione della ricchezza e del potere negli Stati Uniti e in generale in tutto il mondo infestato dal turbocapitalismo? Ridurre la democrazia, scaricare i costi sui poveri e sulla classe media, distruggere la solidarietà fra le persone, manipolare le elezioni, usare la paura e il potere dello Stato per tenere a bada la «plebaglia»... Dieci principi - trattati in altrettanti illuminanti capitoli - che, se non sapremo reagire, porteranno alla catastrofe ambientale e alla guerra globale nucleare. Questo libro dà seguito, ampliandone i contenuti con la collaborazione dei tre registi, al grande successo del documentarioRequiem for the American Dream (2015). Il risultato è una mappa concettuale di vitale importanza per comprendere il funzionamento del mondo di oggi, e un monito fortissimo all'azione collettiva e, se necessario, alla rivolta: solo una rete di movimenti dal basso può contrastare lo strapotere economico delle élite.
In-12, broché, couverture de l'éditeur, (4), 464 p. Edition à la date de l'originale. Dans cet ouvrage dirigé contre l'Empire Jules Simon établit un parallèle entre le devoir et la justice; le "devoir" qu'il faut honorer et servir comme valeur citoyenne qui permet de mettre les intérêts d'autrui au-dessus de ses intérêts propres: famille, société, Etat... Comme Proudhon ou Vacherot, Jules Simon voulut livrer sa vision d'une philosophie populaire, pratique, politique, mobilisée contre l'Empire. Rousseurs.
22,5x14,4 cm; (4), 282, (2) pp. Brossura editoriale con titolo in nero impresso al piatto anteriore entro cornice (una piccola mancanza all'angolo superiore del piatto anteriore, e qualche piccolo difetto e mancanza al dorso). Prima edizione in buone condizioni di conservazione di questa monografia dedicata alla figura di Charles De Montalembert, politico, giornalista, storico e filosofo francese nato a Londra nel 1810. Pari di Francia dal 1831, parlamentare della Seconda Repubblica nata dalla Rivoluzione del 1848, membro del Corpo legislativo del Secondo Impero, fu liberale e monarchico costituzionale. Teorico del cattolicesimo liberale, difese la libertà di stampa e d'associazione e il diritto dei popoli all'autodeterminazione e all'indipendenza. Fu amico anche di Daniel O'Connell, fondatore della Catholic Association irlandese, il quale ottenne nel 1829 l'emancipazione politica dei cattolici irlandesi e che personifica, agli occhi di Montalembert la libertà e la fede trionfanti, una vittoria oltre tutto pacifica e fondata sul diritto e non sulla violenza. Montalembert ammira anche la Chiesa cattolica irlandese, «libera e povera come nella sua culla», che si mantiene con il solo sostegno economico dei fedeli e il governo non si intromette nell'elezione dei vescovi, una situazione del tutto diversa da quella della Chiesa francese, regolata dal Concordato del 1801, tradizionalmente unita al governo della Restaurazione, essa è esposta agli attacchi dell'opposizione liberale. Non comune.
in-8, 236 pp., broche, couv. ill.- 9782226142207 Excellent etat. [NV-34]
in-8 etroit, 93 pages, broche, couverture illustree pell. Tres bel exemplaire. [MI-18]
br. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro. E proprio nel lavoro le diverse culture politiche hanno trovato il punto di caduta più simbolico della Costituzione. Questo riferimento a un laburismo di ispirazione cattolica conserva tutta la sua attualità perché continua a essere il fondamento di una cultura politica popolare, di una comunità internazionale ispirata ai valori dell'interdipendenza e della solidarietà, nella quale sia impossibile il ricorso alla guerra in quanto strumento impraticabile e anacronistico. Un lavoro plurale e dalle conclusioni aperte, caratterizzato dalla consapevolezza che un contrasto fra idee non è mai un dramma, bensì un'opportunità.
Autori: Dario Antiseri.
br. Che fine ha fatto la Dc? È davvero scomparsa, superata dagli eventi politici e da nuovi protagonisti, archiviata con la crisi dei partiti tradizionali? Gianfranco Rotondi, che ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia cristiana, ne ricostruisce la storia in queste pagine concentrandosi sulla parabola discendente della «Balena bianca» ma anche sulle sue molteplici mutazioni e resurrezioni susseguitesi in trent'anni di vita politica. Ne emerge un racconto appassionato e sinceramente di parte. La testimonianza di un protagonista che ha vissuto la dissoluzione del partito e la racconta senza peli sulla lingua e con una prospettiva privilegiata sulla storia politica italiana nazionale. Si va dalla morte ufficiale della Dc alla seconda vita dei democristiani fuori dal partito dello scudo crociato, dal centrosinistra al centro-destra, dal Patto Segni al Partito popolare, da Martinazzoli a Buttiglione, dall'Ulivo al Ccd, da Forza Italia alla Balena verde e oltre. Per scoprire che forse la Dc non è mai finita e i suoi eredi non sono solo i nostalgici.
in-16, 317 pp, broche, couverture illustree.- 9782010088100 Tres bel exemplaire. [PM-LP8]
372pp., 23cm., br.orig. illustrée, bel état, G79261
grand in-8°, 368 pp, index, reliure demi-chagrin, dos a 5 nerfs, titre dore, ttes tranches jaspees. Epidermures, sinon tres bel exemplaire dans une belle demi-reliure solide et intacte. [TX-15] [F]
PERFETTO, MAI SFOGLIATO; LIEVISSIMA ABRASIONE ALLA SOVRACCOPERTA. Informazioni bibliografiche Titolo: La stampa italiana dall'unità al fascismo Prefazione di: Guido Quazza Collana: Storia e società Autore: Valerio Castronovo Editore: Bari, Roma: Laterza, 1970 Lunghezza: 467 pagine; 22 cm Soggetti: Fascismo, Editoria, Stampa, Quotidiani, Giornalismo, Opinione pubblica, Propaganda, Testate, Storia d'Italia, ILVA, ANSALDO, FIAT, Industria, Corporazioni, Sonzogno, Sommaruga, Politica, Ideologie, Destra, Sinistra, Socialismo, Comunismo, Liberalismo, L'Avanti, l'Unità, Corriere della Sera, Resto del Carlino, Secolo, Messaggero, Gazzetta, Cavour, Finanza, Depretis, Ottocento, Novecento, scandalo Oblieght, Mezzogiorno, Meridionalismo, Colonialismo, Editoriali, Resistenza, Opposizione, Finanziamenti, Albertini, Mussolini, Modigliani, Naldi, STATUTO ALBERTINO, LEGGI FASCISTE, Mass media in generale. Telecomunicazioni, Tecnologia delle comunicazioni Parole e frasi comuni Affari generali ambienti amministrazione Augusto Turati azioni Banca Benito Mussolini borghesia busta capitale carta Castronovo Commerciale confronti Consiglio controllo copie Corriere della Sera crisi democratico Depretis deputato Destra storica direttore Direzione generale economica editoriale esponenti fascista finanziamento finanziaria fogli fondo Frassati Gazzetta del Popolo pubblica generali riservati gerente gestione Giolitti giolittiana Giornale giornalistica governo gruppo guerra Idea Nazionale industriali iniziativa interessi liberale lire locali lombardo Luigi Albertini Mattino milanese Milano milioni Ministero dell'Interno moderata Mussolini Napoli opinione pubblica organi organizzazioni Paese parlamentare Duce periodo Perrone piemontese politica Popolo posizioni prefetto presidente programma pubblicistica quotidiani rapporti regime Resto del Carlino Salandra Scarfoglio Secolo siderurgici Sinistra situazione socialista società editrice stampa cattolica sviluppo tiratura torinese Torino Tribuna vecchio
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Le esemplari vicende della stampa inglese, nel suo sviluppo storico dalle prime battaglie per la libertà d'espressione e di critica sino agli attuali processi di concentrazione, non sono state sinora oggetto di analisi soddisfacenti da parte di studiosi italiani, né ciò deve meravigliare, visto che anche in Inghilterra l'interesse degli storici «accademici» si è rivolto solo tardivamente alla storia della stampa, nel suo intreccio con la problematica economica e sociale. L'ampio ed approfondito studio di Adriano Bruttini, condotto sulla scorta di una completa rassegna delle fonti e di un ricco materiale di prima mano, pur incentrandosi soprattutto sull'ultimo periodo (dalla «rivoluzione» di Northcliffe alle tre inchieste della Monopolies Commission), rende conto anche dei precedenti che consentono di comprenderlo a fondo: stampa, censura, Parlamento, Corona, pubblicità, nel loro dialettico rapporto, sono seguiti sin dai grandi esempi di Milton, Steele, Addison, Defoe. Il presente volume costituisce un inevitabile punto di riferimento per ogni discussione sui processi di concentrazione delle testate e sul problema della libertà di stampa anche nel nostro paese, oltre che un insostituibile strumento di consultazione per gli specialisti. Adriano Bruttini è nato e vive a Siena ove ha un incarico di lingua inglese alla Facoltà di Scienze Economiche e Bancarie sin dalla sua fondazione. Dopo la laurea ha soggiornato per tre anni negli Stati Uniti ove ha ottenuto un M.A. in giornalismo alla Pennsylvania State University con una tesi sulla stampa comunista in Italia, e due incarichi di insegnamento. Per molti anni è stato il corrispondente dagli Stati Uniti e dall'Inghilterra, ove ha risieduto per lunghi periodi, per giornali e riviste italiane. Adriano Bruttini ha pubblicato un lavoro su Hemingway un suo saggio sulle origini del giornalismo inglese in Inghilterra è apparso nella rivista jugoslava «jdeje» ed uno sulla stampa comunista in Italia nella rivista americana Pennstater. La sua attività scientifica attuale verte specialmente sui legami fra stampa, economia, pubblicità in Gran Bretagna, Stati Uniti, Paesi socialisti e Italia, analizzati mediante una metodologia comparativa. Bruttini è membro della K.T.A. americana. Indice CAPITOLO I: Lo sviluppo della stampa quotidiana CAPITOLO II: La rivoluzione di Northcliffe CAPITOLO III: Il consolidamento delle «catene» tra le due guerre CAPITOLO IV: La prima inchiesta parlamentare CAPITOLO V: La seconda «Commissione Reale per la Stampa» CAPITOLO VI: Gli sviluppi recenti: monopoli e fusioni CAPITOLO VII: La stampa inglese oggi CAPITOLO VIII: Pubblicità ed economia dell'impresa giornalistica CAPITOLO IX: Conclusioni Appendice Nota bibliografica Bibliografia Indice dei nomi Indice delle tabelle nel testo Indice dei documenti e delle tabelle in appendice Informazioni bibliografiche Titolo: La stampa inglese: Monopoli e fusioni. 1890-1972 Collana: Volume 4 di Studi e ricerche sul giornalismo Autore: Adriano Bruttini Editore: Parma: Ugo Guanda, 1973 Lunghezza: 265 pagine; 22 cm Soggetti: Stampa inglese, Storia del giornalismo, Editoria, Gran Bretagna, Inghilterra, Cultura, Società, Titoli, Quotidiani, Giornali, Periodici, Liberalismo, Ottocento, Novecento, Rivoluzione, Herald Tribune, Daily Mail, Sviluppo, Tassa, Cultura Anglosassone, Censura, Corona, Pubblicità, Parlamento, Opinione pubblica, Milton, Steele, Addison, Defoe, Libertà, Espressione, Comunicazione, Grandi giornalisti, Testate giornalistiche, Fonti storiche, Bibliografia, Riferimento, Consultazione, Propaganda, Inchieste, Dossier, Articoli, Elzeviri, Prime pagine, Potere, Monopolio, Critica, Examiner, Spectator, Commissione reale, Economia, Capitalismo, Finanza, Alfred Charles William Harmsworth, Lord, Scandalistica, English press, History of journalism, Publishing, Great Britain, England, Culture, Society, Headlines, Newspapers, Newspapers, Periodicals, Liberalism, Nineteenth century, Twentieth century, Revolution, Development, Tax, Anglo-Saxon Culture, Censorship, Crown, Advertising, Parliament, Opinion public, Freedom, Expression, Communication, Great journalists, Newspapers, Historical sources, Bibliography, Reference, Consultation, Inquiries, Articles, Elzeviri, Front pages, Power, Monopoly, Criticism, Royal Commission, Economy, Capitalism, Finance, Reportage, Scandalism Parole e frasi comuni Advertising Alfred Harmsworth Associated Newspapers aumento azioni Beaver brook Newspapers Berry catene classe controllo Daily Express Herald Daily Mail Mirror group Daily News Sketch Daily Telegraph Worker diminuzione Dispatch domenicali nazionali entrate pubblicitarie Financial Times finanziaria fusioni Gazette giornali nazionali giornali provinciali giornali settimanali Gran Bretagna Guardian Harmsworth Hulton imprese forti inserzionisti interessi Kemsley Express laburista lettori Limited Londra Lord Rothermere Manchester milioni copie sterline monopolio Morning Star nazionali mattino Newspapers Ltd notizie numero giornali Odhams Press People percentuale periodo politica popolari posizione prezzo profitti provinciali qualitativi quota quotidiani nazionali quotidiano raggiungere rapporto serali londinesi società stampa inglese sterline Sunday Express Graphic Pictorial Sunday Telegraph Sunday Times sviluppo tasse tendenza Thomson totale Trust United vendita Williams World
In 8°, brossura editoriale, pp. 205, collana "Il Cammeo", volume 101, nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Mm 130x210 Collana "La politica. Metodi storie teorie". Volume nella sua brossura originale con sovraccoperta, 195 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 115x165 Collana Instant. Brossura editoriale di 141 pagine con etichetta di biblioteca dismessa al foglio d'apertura e lieve ondulazione alla quarta di copertina, peraltro ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Questo volume si annovera fra i più impegnativi lavori di Friedrich A. von Hayek e tra le maggiori opere del Novecento. È una compiuta ricostruzione dei principi del liberalismo classico, svolta da un autore a cui tutti hanno riconosciuto la profondità dell'acume teorico e la vastità del sapere. E ci fornisce un quadro d'insieme normalmente irreperibile. Ecco perché il testo hayekiano, sebbene apparso originariamente nel 1960, ha una sua prorompente attualità. Irriducibile avversario di Keynes, Hayek ci fa partecipi della ricerca delle condizioni che rendono possibile o impossibile la "società libera". E ci porta per mano, con un linguaggio piano e comprensibile, a esplorare le ragioni gnoseologiche, economiche, giuridiche e politiche della libertà. La base di partenza è costituita dal problema della dispersione delle nostre conoscenze di tempo e di luogo, di cui la concorrenza e il mercato rendono possibile la mobilitazione. La società libera è un irrinunziabile strumento di orientamento, che non ha destinatari privilegiati. L'arricchimento culturale che essa consente è certo: perché getta una potente luce sul mondo in cui viviamo, sulle sue origini, sui suoi travagli e sulle sue prospettive. Prefazione di Lorenzo Infantino, scritti di Sergio Ricossa. Autori: Friedrich A. von Hayek. Traduttori: Marcella Bianchi di Lavagna. Prefazione: Lorenzo Infantino.
br. Questo volume si annovera fra i più impegnativi lavori di Friedrich A. von Hayek e tra le maggiori opere del Novecento. È una compiuta ricostruzione dei principi del liberalismo classico, svolta da un autore a cui tutti hanno riconosciuto la profondità dell'acume teorico e la vastità del sapere. E ci fornisce un quadro d'insieme normalmente irreperibile. Ecco perché il testo hayekiano, sebbene apparso originariamente nel 1960, ha una sua prorompente attualità. Irriducibile avversario di Keynes, Hayek ci fa partecipi della ricerca delle condizioni che rendono possibile o impossibile la "società libera". E ci porta per mano, con un linguaggio piano e comprensibile, a esplorare le ragioni gnoseologiche, economiche, giuridiche e politiche della libertà. La base di partenza è costituita dal problema della dispersione delle nostre conoscenze di tempo e di luogo, di cui la concorrenza e il mercato rendono possibile la mobilitazione. La società libera è un irrinunziabile strumento di orientamento, che non ha destinatari privilegiati. L'arricchimento culturale che essa consente è certo: perché getta una potente luce sul mondo in cui viviamo, sulle sue origini, sui suoi travagli e sulle sue prospettive. Prefazione di Lorenzo Infantino, scritti di Sergio Ricossa.
br. Perché soffermarsi, ancora nel 2021, sull'annoso dibattito sull'idea di Europa inseguita dalla classe politica democristiana dell'Italia del secondo dopoguerra? Quale rilevanza ha il mito del mare nostrum, riletto in chiave cristiana da Giorgio La Pira, nell'odierna dialettica politica? E quale relazione lega la tensione europeista alla direttrice neoatlantista della politica estera italiana tra la fine della Seconda guerra mondiale e i primi anni '60? Il saggio percorre un sentiero di ricerca decisamente meno battuto delle ricostruzioni storiche che insistono sulle ragioni politiche, economiche e strategiche che guidano la politica estera italiana nel secondo dopoguerra. Al cuore dell'analisi proposta si collocano le matrici culturali della proiezione estera del nostro Paese, che alimentarono la dialettica politica e influirono sulla conduzione delle relazioni internazionali in due fasi storiche di indubbio interesse: la "fase degasperiana" (1945-1954) e quella "post-degasperiana" (1954-1962).