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18861245481886 Lyon, Librairie Générale Henri Georg - 1886 - In-8 broché, couverture rempliée, frontispice de Jean-Marie Collot d'Herbois - 208 pages - Envoi (dédicace) de l'auteur Albert Metzger sur la page de faux-titre - Ouvrage tiré à 300 exemplaires sur papier de Hollande
1794484251794 I) CARPENTRAS, Chez chez Vincent Raphael, imprimeur du tribunal revolutionnaire - An II (1794) - Se vend chez buchet, libraire - Edition Originale - Couverture muette - In-16 - Broché - Frontispice représentant "la Montagne, au Champ de la Réunion" - 106 pages - rousseursII) SAINT-LO, chez J; Marais - VIII è année de la République (1799) - Edition Originale - In-12 - Débroché - couverture d'attente - IV-305 pages + Table XI pages - Envoi rapide et soigné - Réf.48425
179218578Paris: De l'Imprimerie de Mayer et Compagnie 1792. 8vo. Disbound. 16 pages. 8vo. The Brissotins were continuing to battle against the power and conduct of Robespierre. He had been elected public prosecutor of the criminal tribunal of Paris and resigned prior to taking his seat. He had spoken in March of the peaceful intentions of the Emperor Francois II attributing Emperor Leopold's demise as an act of Providence drawing severe criticism from the atheists and specific criticism from the Girondin deputy Guadet. On the 20th of April Louis XVI had proposed a declaration of war against the King of Bohemia and Hungary and the vote was carried unanimously. Robespierre was against it. Guadet attacked him denouncing him with an accusation of tyranny and Robespierre responded with his explanation of his behavior how he had done everything that he had done for the country to guarantee freedoms and establish equality how when his goals were reached he would retire into private life but how could he abandon the nation that needed him in its time of crisis. He also as usual strikes out at Lafayette. M & W IV 29526-61 De l'Imprimerie de Mayer et Compagnie unknown
179218578Paris: De l'Imprimerie de Mayer et Compagnie 1792. 8vo. Disbound. 16 pages. 8vo. The Brissotins were continuing to battle against the power and conduct of Robespierre. He had been elected public prosecutor of the criminal tribunal of Paris and resigned prior to taking his seat. He had spoken in March of the peaceful intentions of the Emperor Francois II attributing Emperor Leopold's demise as an act of Providence drawing severe criticism from the atheists and specific criticism from the Girondin deputy Guadet. On the 20th of April Louis XVI had proposed a declaration of war against the King of Bohemia and Hungary and the vote was carried unanimously. Robespierre was against it. Guadet attacked him denouncing him with an accusation of tyranny and Robespierre responded with his explanation of his behavior how he had done everything that he had done for the country to guarantee freedoms and establish equality how when his goals were reached he would retire into private life but how could he abandon the nation that needed him in its time of crisis. He also as usual strikes out at Lafayette. M & W IV 29526-61 De l'Imprimerie de Mayer et Compagnie unknown books
1912192670Leipzig, 1912. 67 S., 1 Bl. OBr. Rücken leicht läd.
1988500227746SOCIALES 1988 13 2x2 2x20 8cm. 1988. Broché.
195461737Berlin, Henschelverlag, 1954. 3. Auflage, 14. - 18. Tsd., 8°, 296 S., roter Leinen-Einband gebunden mit Goldprägung
ill., br. Maximilien Robespierre: tiranno, fanatico, salvatore, ideologo. Considerato da alcuni il primo, sanguinario dittatore moderno, e da altri il grande martire della Rivoluzione, da tutti stimato come uomo di incredibile fermezza l'Incorruttibile -, il teorico del Terrore è una delle figure storiche più controverse della modernità, capace di polarizzare le reazioni degli studiosi e di alimentare intorno alla propria persona un mito che spesso scolora nella leggenda. Quella di un ragazzo gracile, concepito al di fuori del matrimonio e ai margini della buona società di provincia; di un giovane che legge clandestinamente Rousseau durante gli anni del collegio, e che agli ideali di fratellanza ed eguaglianza decide di consacrare tutta la propria vita; del "difensore del popolo" che nel 1789 arriva a Versailles come rappresentate del Terzo Stato; del politico che piega il proprio sentire alle contingenze caotiche della Rivoluzione. È da questi snodi cruciali che parte Peter McPhee - fra i più autorevoli storici della Francia e dell'ancien regime - per raccontare la vicenda, personale prima ancora che politica, di Robespierre, la cui ombra si staglia imponente sulle alterne vicende della Rivoluzione: passioni, limiti, desideri confluiscono in un profilo psicologico in cui, alla volontà d'acciaio e alla distaccata carica morale, si associa una purezza idealistica a cui l'inflessibilità conferisce un minaccioso ascendente, e alla quale l'inasprirsi del conflitto diede i tratti di una ferocia estrema.
In 16°, pp. 190 con numerose ill. anche a piena pag. in nero n.t. Bross. edit.
1924196739-1Stuttgart, Hoffmann ( 1924). 175 S. Mit 12 Porträts. Original-Leinenband
Trad.di Roberto Massari.<BR>24°, pp.160, 1 tav. con ritratto, br.edit.
18377829ALeipzig, F. A. Brockhaus, 1837. XVI Seiten, 212 (2) Seiten. Pappband der Zeit.
Les sables d'Olonne Jean Huguet 1992. In-8 carré pleine cartonnage illustré de 327 pages. Reproductions. Très bon état.
br. In molti hanno provato a cambiare l'umanità applicando dei principi ritenuti perfetti, e "l'incorruttibile" Robespierre è uno degli esempi più celebri. In questa biografia scritta nel 1935 come un romanzo con uno stile quasi cinematografico, Friedrich Sieburg riflette le inquietudini della sua epoca, quella dei totalitarismi, a partire dalla barbarie del Terrore scaturita dall'applicazione delle dottrine illuministe. Ispirato da Rousseau, infatti, Robespierre portò in politica la logica totalitaria di un sistema universale di ispirazione religiosa, fatto di ombra e di luce: la sua "volontà generale" non era certo la volontà della maggioranza ma la volontà di coloro che sono virtuosi e in possesso della verità, i giacobini, setta eretta come nuova Chiesa nella Francia rivoluzionaria (Saint-Just, l'arcangelo della Rivoluzione, è qui dipinto come un protocomunista). E questo nonostante "l'incorruttibile" fosse un uomo piuttosto timido e cupo sin dall'infanzia, capace di umanità solo nelle tristi pareti dell'intimità domestica.
br. Chi era Robespierre? Un incorruttibile paladino del popolo o un sanguinario tiranno? Eroe per alcuni, contraltare negativo per altri, l'enigmatico Robespierre ha incarnato nella maniera più plastica i due volti della Rivoluzione: da campione dei diritti del popolo a fautore della ghigliottina, sotto cui egli stesso cadde. Ci sono due Robespierre: l'«incorruttibile» e il «tiranno», l'eroe e il mostro, per usare le parole dell'epoca. Le due immagini corrispondono alle due fasi della sua carriera rivoluzionaria: l'oppositore e l'uomo di governo. Il problema essenziale che gli storici, e in generale tutti coloro che riflettono sull'eredità della Rivoluzione, si trovano ad affrontare consiste nel dover raccordare tra loro questi due momenti e i due volti che hanno trasmesso alla posterità. Come si passa dall'uno all'altro? Il filo rosso che collega l'intrepido oratore della Costituente e il padrone della Convenzione va ricercato nel pensiero che li anima. Marcel Gauchet ripercorre la parabola politica di Robespierre, attraverso la lettura dell'impressionante mole dei suoi tesissimi scritti, e tenta di rispondere a questi interrogativi mostrando come la transizione dall'affermazione dei diritti del popolo alla fondazione di un sistema politico basato su di essi non sia una cesura ma appunto un passaggio, potremmo dire necessario, con tratti di rottura violenta. Fare i conti con questo apparente paradosso equivale ad accogliere l'idea che le memorie divise della Rivoluzione debbano convivere, e ad oltre due secoli di distanza, in un'Europa in cui le democrazie parlamentari sono sempre più in bilico, la lezione di Robespierre, che incarna la tensione tra i principi fondativi della democrazia e gli imperativi dettati dal suo stesso quadro politico, è più che mai utile a riflettere su una contraddizione che ci riguarda da vicino.
Milano, Casa Editrice Galli, 1897, in-16, brossura editoriale, pp. (8), 200, (2). Buon esemplare con solo qualche fioritura alla brossura esterna.
La tesi che questa nuova biografia sposa, ciò che la rende originale e di grande spessore storico, è il rifiuto di un certo approccio psicologizzante ‘emotivo’ e sensazionalista che ha caratterizzato la critica recente. L’autore ci accompagna lungo l’evoluzione dell’uomo, nel rapporto con i suoi pari e i suoi rivali, quelli che hanno condiviso con lui le stesse esperienze: un’infanzia difficile, un’adolescenza dedita allo studio, la precoce scalata sociale, mondana e letteraria. Attraverso le molteplici e successive prese di posizione politica, anche quelle considerate minoritarie, emerge l’antagonismo con i vari Danton, Marat, Sant-Just, in una perenne altalena che gli impedisce di esercitare una qualsiasi magistratura suprema. Quando infine sembra riuscire ad accedervi, viene giudicato e condannato come criminale dai suoi colleghi, il 9 Termidoro 1794. Come sappiamo, nessuna strada di Parigi porta il nome di Robespierre, passato alla storia come l’archetipo del mostro. Senza assolverlo né condannarlo Jean-Clément Martin spiega che tale reputazione fu costruita ad arte dai termidoriani, che dopo averlo sconfitto si vollero affrancare dal loro ruolo nella violenza di Stato. Il 10 e l’11 Termidoro che videro l’esecuzione di Robespierre, Couthon, Saint-Just e circa altri 100 personaggi, servono in realtà a denunciare l’”incorruttibile” come il solo responsabile del Terrore. Questa accusa ha riscritto la storia della rivoluzione ed è ancora la versione dei fatti più accreditata. L’autore smonta uno ad uno – dal punto di vista storico – i miti e la leggenda che circondano il personaggio, per ritrovare l’uomo. Una ricostruzione senza faglie, un libro che restituisce a Robespierre l’immagine dell’eminente uomo politico. Autori: Jean-Clément Martin. Traduttori: Alessandra Manzi.
br. La tesi che questa nuova biografia sposa, ciò che la rende originale e di grande spessore storico, è il rifiuto di un certo approccio psicologizzante 'emotivo' e sensazionalista che ha caratterizzato la critica recente. L'autore ci accompagna lungo l'evoluzione dell'uomo, nel rapporto con i suoi pari e i suoi rivali, quelli che hanno condiviso con lui le stesse esperienze: un'infanzia difficile, un'adolescenza dedita allo studio, la precoce scalata sociale, mondana e letteraria. Attraverso le molteplici e successive prese di posizione politica, anche quelle considerate minoritarie, emerge l'antagonismo con i vari Danton, Marat, Sant-Just, in una perenne altalena che gli impedisce di esercitare una qualsiasi magistratura suprema. Quando infine sembra riuscire ad accedervi, viene giudicato e condannato come criminale dai suoi colleghi, il 9 Termidoro 1794. Come sappiamo, nessuna strada di Parigi porta il nome di Robespierre, passato alla storia come l'archetipo del mostro. Senza assolverlo né condannarlo Jean-Clément Martin spiega che tale reputazione fu costruita ad arte dai termidoriani, che dopo averlo sconfitto si vollero affrancare dal loro ruolo nella violenza di Stato. Il 10 e l'11 Termidoro che videro l'esecuzione di Robespierre, Couthon, Saint-Just e circa altri 100 personaggi, servono in realtà a denunciare l'"incorruttibile" come il solo responsabile del Terrore. Questa accusa ha riscritto la storia della rivoluzione ed è ancora la versione dei fatti più accreditata. L'autore smonta uno ad uno - dal punto di vista storico - i miti e la leggenda che circondano il personaggio, per ritrovare l'uomo. Una ricostruzione senza faglie, un libro che restituisce a Robespierre l'immagine dell'eminente uomo politico.
Paris, Albin Michel, 1929, in-8 piccolo, brossura editoriale, pp. 316, [4]. Invio autografo dell'autore a Blanche Denège sull'occhietto.
196320759Berlin, Rütten & Loening, 1963. 1. Auflage. 466, (2) S., 1 Faltblatt. 8°, OLn. mit OSchU.
195856309Stuttgart : DVA / Dt. Verl.-Anst. 1958. 380 S. : 12 Bl. Abb. ; 8°, mit Schutzumschlag Lw., gebundene Ausgabe, Leinen, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
1946210901946 Paris, NRF, Gallimard (Collection "Leurs figures"), 1946, fort in 8° broché, 763 pages ; couverture illustrée en couleurs.
1935206247Frankfurt, Societäts-Vlg. 1935. M. 28 Faks., Portr. u. Abb. 337 S., 1 Bl. OLwd. St. u. Sign. a. Tit.
1837641Mit Beziehung auf die neueste Zeit dargestellt von einem Wahrheitsfreunde. Leipzig, F. A. Brockhaus, 1837. 8°. XVI, 212 S., 1 Bl. Eingehängt in einen alten Halblederband mit goldgeprägtem Rückentitel.
43348P., Club Français du Livre, 1956, in 8° reliure pleine toile brique de léditeur, 318 pages ; illustrations hors-texte ; complet de la planche dépliante de carte.