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br. Il patrimonio dei proverbi friulani viene qui proposto sotto forma di abbecedario, che in una cinquantina di "voci" raccoglie oltre 1500 proverbi e modi di dire facenti parte del suo vasto repertorio paremiologico. Con questa sistematica raccolta, Mario Martinis presenta nella koiné, o lingua comune normalizzata, una ricca tradizione popolare, orale e scritta, in grado di contrastare la perdita degli autoctoni modelli culturali di fronte a quelli "globali". Con questo libro, quindi, l'autore sottolinea la straordinaria importanza della riscoperta dei proverbi nella necessaria riaffermazione dell'identità culturale di una civiltà di "frontiera" come quella friulana, oggi inevitabilmente integrata nella società interculturale e quindi aperta all'abbraccio del mondo intero.
brossura Chi è Peppe Nappa? Quali sono i suoi tratti esteriori e le sue peculiarità psicologiche e culturali? Quando e come nasce la maschera moderna dei siciliani? Essa ha origini messinesi, palermitane o trapanesi? E perché il siculo "servo" - fannullone, pigro, furbastro, famelico, gaudente giullare... - della Commedia dell'Arte è stato trascurato, se non dimenticato, da quasi tutti i grandi scrittori siciliani dell'Otto-Novecento? Questo originale volume di Salvatore Mugno prova a colmare un inesplicabile vuoto e a rispondere a tali quesiti e ad altri ancora, proponendosi come la prima, ampia e dettagliata, indagine monografica dedicata a questo personaggio. La personalità di Peppe Nappa può, insomma, ritenersi speculare e rappresentativa dei vizi e delle virtù del popolo siciliano? Il saggio è accompagnato da una gradevole galleria iconografica della nostrana maschera carnacialesca.
ill., br.
br. Attingendo ad antiche tradizioni popolari, leggende, romanzi d'avventura e vecchi poemi, Maria Savi Lopez ci introduce in un mondo fantastico popolato da nani e folletti: figure "meravigliose e diverse" provenienti da regni lontani e misteriosi, dotate di poteri magici, forza sovrumana e grande astuzia. Spiriti benefici cari agli uomini ma anche spiriti maligni e perversi devoti alle tenebre, le creature protagoniste di queste storie offrono l'occasione per una riflessione sul diverso, sulle paure da esso generate e sulla capacità di esorcizzarle grazie anche alla forza del loro intrinseco fascino.
ill., br. La cultura del "mangiare per strada", oggi nuovamente in auge, trovava la sua massima espressione in epoche in cui la strada fungeva anche da luogo di incontro tra gli abitanti della via, della piazza, del quartiere. Una cucina (se così si può chiamare il cuocere o il friggere all'aperto) sobria, fatta di poche e povere cose, presenti nei luoghi di passaggio della gente.
br. A Carnevale ogni scherzo vale! Chi non conosce questo motto, e quanti altri ne esistono sulla festa più colorata e mattacchiona d'Italia? Abbiamo cercato per voi le filastrocche della tradizione, scoprendo un tesoro di rime, giochi, scherzi e colori che insieme compongono un ricco mosaico del nostro Paese, che rivive attraverso le maschere di Arlecchino, Colombina, Gianduja, Pulcinella, Pantalone, e tanti altri ancora. Venite a conoscerli con noi!
ill., br. Matelda e la Torre dei diavoli di Poppi. Diavoli e fantasmi a Castel San Niccolò. Le manifestazioni miracolose della chiesa di Santa Maria del Sasso a Bibbiena. La leggenda della foresta: la Buca della Fate di Badia Prataglia. La Macìa dell'Ommorto e la leggenda di Mastro Adamo. La leggenda del crocefisso di Cetica. Il cappellano di Romena. La ragazza della lanterna. Le Chiappe di Marco. La signora Maria di Dama detta la Fusaia. La leggenda della Mea e il carnevale storico di bibbiena. La capra ferrata di Casalino. Mostri e mostriciattoli della tradizione. Il Crocifisso del Canto di Pratovecchio. Il vitello d'oro di Vogognano. Il palazzo del Falterona
ill., br. Per Santa Lucia si saldano i conti in sospeso e si mangiano i granchi alla fiera; a Natale si brucia il "Pater noster" e si indossa una camicia nuova per tenere lontani i malanni. Contro la grandine si accende il cero della Candelora; di venerdì non si semina. Queste sono alcune delle indicazioni di cui è ricca la tradizione contadina, argomento di questo libro. Leggendone le pagine ci si addentra in un mondo già scomparso, vi si ritrova una società legata fortemente alla vita rurale, ai ritmi delle stagioni e delle colture agricole, conosciuta dalle generazioni meno attempate solo in parte, fatta intuire ai più giovani solo attraverso i ricordi di nonni o genitori.
br. Il ritrovamento di un piccolo volume del 1872 di Proverbi italiani delle varie regioni d'Italia inerenti al cibo e all'alimentazione. Un esempio: L'inverno pan, l'estate gabban. Gennaio e febbrajo, tienti al pollajo, marzo ed aprile, capretto gentile, maggio e giugno, erbette col grugno, luglio ed agosto, piccioni arrosto, novembre e dicembre, buon vetel sempre. Quando il Sole è in leone, buon pollastro col piccione, e buon vino col popone. Luglio dal gran caldo, bevi ben e batti saldo. Giugno, luglio e agosto, né acqua, né donna, né mosto. Anonimo
ill., br. Badia Prataglia e il ceppo di Natale, Cantar maggio, Il Bello Pomo, Il Bruscello di Casalino, il "foco agli sposi", cantar di poesia, Le croci di Maggio, Il lume a marzo di Compito, La croce del Falterona, la Madonna della Neve, "Pandolfo e la Cuccagna", Stregoneria e superstizione, La befana vien di notte..., La scottiglia, Pieve a Socana e la sua Festa, a veglia nel seccatoio, Il Venerdì Santo, L'albero della Cuccagna a Serravalle, Venerdì Santo, il pranzo di Carnevale, La festa dell'Angiolino, La Corsa del Saracino di Talla, Oh che bel tortello...
br. Esperto del mondo magiaro, l'Autore ricostruisce le intricate questioni internazionali che videro Ungheria e Romania rivendicare la leggendaria patria di Dracula.
br. Il proposito della guida è fornire al lettore, genovese e no, ciò che le guide non dicono.
ill., br.
br. Tradizionalmente, se si esclude l'ambito militare, la banda è stata considerata una manifestazione musicale popolare e folklorica legata a usi e costumi civili, rituali, religiosi e, soprattutto, locali. Questa ricognizione storica sulla diffusione del fenomeno a livello mondiale, seppur con modalità, concentrazioni e significati differenti mette in luce non solo un dato importante, ovvero che la banda è il fenomeno di aggregazione musicale più diffuso a livello globale, ma anche tante analogie, contaminazioni e intersezioni storiche tra i complessi di tutto mondo. In un periodo in cui la memoria storica si perde alla stessa velocità con cui è possibile reperire informazioni nella rete di internet, una disamina comparativa e di sintesi può essere utile a recuperare tutti quei significati simbolici e culturali che proprio con la banda sono stati interiorizzati, contribuendo, spesso in maniera evidente e fondamentale a modellare l'attuale società.
In-8, brossura, pp. 201. In ottimo stato (nice copy).
ill., ril. Il libretto narra di come nell'arte presepiale napoletana, oltre l'uso di raffigurare le scene della Natività, venne introdotto anche l'uso di realizzare delle scenografie "presepiali" Pasquali. Le stazioni della Via Crucis e il ciclo della Passione di Gesù, ospitate in scarabattole e campane di vetro, infatti, si trasformarono in "presepio", assumendo i tratti "astratti" del simbolismo e della metafora, già usati nel presepio della Natività.
br. Su tutte le cime, svettava la maestosa Rosalya (Marmolada) ammantata dai suoi ghiacci perenni e, non molto lontana, s'innalzava con orgoglio la cima Ombretta. Si trattava di un territorio aspro e selvaggio, dove gli animali selvatici abbondavano, liberi di vivere nel loro ambiente naturale. Invece per gli uomini, rappresentava un'ardua impresa anche solamente attraversarlo. Pochi erano i sentieri che segnavano questi luoghi aspri, impervi e quasi sempre coperti di neve. I transiti più importanti erano quelli che conducevano ai Passi di Ombretta e di Ciarèlles. I temerari viandanti che vi camminavano, oltrepassati gli scaglioni di Sonchìves, improvvisamente si trovavano di fronte le maestose e possenti mura del Castello di Contrin, con i suoi merli coperti d'oro che brillavano al sole...
brossura
bross. edit. ill. - 14 illustrazioni di Alberto Maria Barbero in b.n. a tutta pagina nel testo
tela edit. con titoli al dorso e sovrac. ill. - sguardie illustrate, numerose illustrazioni in b.n. nel testo
tela edit. con titoli al dorso e sovrac. ill., minime fioriture al taglio di testa - numerose illustrazioni in b.n. nel testo, sguardie illustrate