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br. Quasi 130 dipartimenti, 750.000 chilometri quadrati, 44 milioni di abitanti: queste le stime che contraddistinguono l'Impero del primo dei Napoleonidi. Torino e Genova, Firenze e Roma sono città francesi al pari di Treviri e Bruxelles, Ginevra e Amsterdam. Il vasto intarsio di lingue, dialetti, popoli e nazioni riceve una propria unità soltanto dal volere di Napoleone. E nonostante la brevità del suo regno, l'impronta lasciata risulta più profonda di quanto non avessero sospettato i contemporanei: è in quest'epoca che si consolida l'avvento della borghesia e migliorano le condizioni di vita; sorgono nuove strade, se pur destinate ai soldati e caratterizzate da sentieri fangosi, aggressioni e vetture rovesciate. Se in provincia coloro che sono sfuggiti al Terrore, fermi nel loro rifiuto di riconciliarsi con l'Impero, si ostinano a vivere come una volta, nelle città scompare a poco a poco il sistema di vita dell'ex nobiltà. Ma è la capitale quella che imprime la spinta generale, tra le cui vie si incontrano ceti sociali sconosciuti nelle campagne. Gloria, onori, moda: tutto viene da Parigi. "Gli eroi dell'avventura napoleonica so-no, in questo libro, agricoltori e impiegati, artigiani e commercianti, coscritti e briganti": l'acuto racconto della fondazione di un grande stato moderno.
brossura A duecento anni dalla morte di Napoleone (il 5 maggio 1821 come ricorda a tutti l'ode del Manzoni) è sempre attuale il «fu vera gloria?» del grande poeta italiano. Questo Napoleone dello storico, specialista di storia bellica, Sergio Valzania si pone la domanda partendo dal punto di vista militare. Napoleone fu all'altezza della situazione nella quale si trovò a vivere, della posizione che seppe raggiungere? Un punto di osservazione iniziale, quello militare, abbastanza naturale nel caso di un personaggio, modello del genio romantico, che si confrontò con i suoi tempi e il suo mondo in un ventennio di guerre quasi ininterrotte. Ma «l'anima del mondo che passa a cavallo» (così lo vide il più grande filosofo dei tempi, Hegel, dopo la vittoria di Jena) appare in queste pagine anche un uomo enigmatico. Partito dal versante militare Valzania racconta la vita di un uomo che fu molte cose insieme. Fusione di moderno e di antico, dispotismo e democrazia, capacità realizzativa e ambizione per l'impossibile, familismo e culto del valore individuale, freddezza ed entusiasmo sentimentale. Le visioni a volo d'uccello dei campi di battaglia, le scelte strategiche, le organizzazioni logistiche e i sistemi di comando, si sommano così agli scenari geopolitici, alle spinte della tradizione e dell'economia, ai nazionalismi nascenti; tutto ruota intono alla persona del protagonista, alle sue motivazioni, ai suoi amori e affetti, alle sue emozioni. Il ritratto di un grande al quale era preclusa la vittoria: condannato alla sconfitta come tutti gli eroi romantici. Il libro è il testo rivisto di un programma radiofonico realizzato da Sergio Valzania come modello per la trasmissione «Alle 8 della sera». Conserva nella scrittura la cordiale scorrevolezza del parlato.
In-8 (cm. 20.90), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 221, (3); a pagina 8, riproduzione in bianco e nero del Frontespizio del primo tomo dei Commentarj di Napoleone, da cui sono tratti i presenti Taccuini. In buono stato di conservazione (good copy).
(Codice SR/0085) In 8° (25,5 cm) 162 pp. Numero monografico interamente dedicato alla rievocazione delle vicende della rivoluzione francese, con la collaborazione di 20 tra storici e scrittori specializzati. Testo su 3 colonne con numerose illustrazioni tra cui un completo documentario a colori dei cimeli sparsi nei musei parigini. Brossura originale. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Mm 125x205 Volume rilegato in tela con titolo impresso al dorso, custodia originale, xxii-478 pagine con un saggio di Giovanni Macchia su "Il mito di Chateaubriand". Libro in ottimo stato poco o nulla consultato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
in-12, 252 pages, broche, couv. Dos très leg. dechire sinon bel exemplaire [HI-2]
in-8°, 240 pages, abdt ill. in-t. n., broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [CA-8]
(Codice MT/1974) In 4° (30 cm) 300 pp. Dedicato alle campagne napoleoniche, con moltissime illustrazioni in nero e a colori. Legatura mezza similpelle editoriale, titolo e fregi oro al dorso. Ottimo esemplare. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Mm 115x180 Troisième édition, revue et augmentée. Volume cartonato, legatura non editoriale in mezza tela rossa, titoli in oro al dorso, XVI-478 pagine. Ex libris (B. Guastella) al contropiatto, tracce d'uso alla tela, peraltro buono. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Una biografia del massimo condottiero dei tempi moderni scritta poco dopo la sua eclissi: quando Stendhal inizia a comporre la Vita di Napoleone, infatti, il vincitore di Marengo si trova ormai relegato in mezzo all'Oceano, mentre l'autore è agli esordi. Eppure, l'opera rivela un dinamismo e un talento che inutilmente si possono cercare in lavori più attendibili ed equilibrati, scritti da storici di professione. Stendhal esprime tutta la sua ammirazione per uno dei massimi geni che il mondo abbia mai avuto, pur non perdendo capacità di giudizio: non manca infatti di cogliere, con osservazioni puntuali e divertenti, le debolezze dell'eroe, i suoi errori nella sfera pubblica e privata, gli eccessi di un accentratore che l'overdose di successi ha reso troppo sicuro di sé e, quindi, vulnerabile. L'interpretazione personale dell'ascesa e della decadenza, dei tradimenti e delle sorprendenti intuizioni di Napoleone redatta in uno stile ancora acerbo ma che già preannuncia i baluginanti tratti della scrittura stendhaliana, ancora oggi capaci di incantare il lettore.
br. L'itinerario ripercorre le tappe dell'Italia napoleonica lasciando in sottofondo i campi di battaglia e restituendo, piuttosto, la fitta rete dei luoghi della memoria: monumenti, edifici, ma anche tracce di civiltà materiale. Accanto all'Italia di Napoleone vi fu, però, anche un'Italia dei Bonaparte (i Napoleonidi, come furono chiamati), che popolarono l'Italia della Restaurazione assai più della Francia. Molte città furono luogo d'azione dei fratelli di Napoleone e dei loro figli, così come delle sorelle Elisa, Carolina e Paolina. Non solo Roma e Firenze, ma anche Trieste, Bologna, Macerata, Viareggio, Senigallia e altre città ancora videro nascere e morire ville e palazzi dei Bonaparte. Una presenza giunta sino agli anni Venti del Novecento e che rese l'Italia - dopo la Francia - il paese più napoleonico d'Europa.
br. In un mondo segnato dalla permanenza dei conflitti fin dalla più alta antichità, la storia ha perpetuato solo i nomi di pochissimi signori della guerra che furono talmente esperti nel loro campo da lasciare il segno nei vertici più alti di quella che è stata considerata una scienza, se non un'arte. Lo stesso Napoleone ne individuò un certo numero: Alessandro, Annibale, Cesare, Gustavo-Adolfo, Turenne, il principe Eugenio di Savoia-Carignano, Federico II. Alcuni generali straordinari, stimati da Napoleone, hanno lasciato una formulazione più o meno completa, più o meno priva di artifici, della loro manière. Napoleone lo fece, ma in modo piuttosto parziale, nei suoi scritti di Sant'Elena e in una certa misura nei Bulletins de la Grande Armée. E dunque necessario ritrovare il nucleo essenziale della sua scienza e della sua arte della guerra nello studio preciso degli esempi tratti dalle sue campagne militari e dalle battaglie. Lo scopo di questo studio non è tanto quello di stabilire una nuova storia delle guerre napoleoniche, ma piuttosto quello di far comprendere più da vicino, attraverso l'esame delle sue principali campagne o battaglie, l'evoluzione e il carattere della scienza militare di Napoleone.
ril. Cinquecento giorni trascorrono, nella vita di Napoleone Bonaparte, tra il crollo dell'Impero, l'esilio all'Elba, i Cento Giorni e la partenza, infine, per Sant'Elena. Al loro inizio c'è un tentativo di togliersi la vita, a Fontainebleau, nelle stanze vuote di un palazzo vuoto da cui tutti si sono prudentemente allontanati, lasciando solo l'Imperatore in disgrazia. Alla fine, ancora la tentazione di un suicidio, sul vascello inglese che lo conduce, ormai prigioniero, a Sant'Elena. In mezzo, un tempo per così dire intermedio - 500 giorni non sono né pochi né molti - scandito da scelte obbligate: partire, restare, combattere, fuggire. Scelte che si sbaglierebbe a immaginare rivolte solo alla vittoria, o peggio alla rivincita. Esse sono, più spesso, dettate, al contrario, dall'idea della sconfitta, dall'incubo del congedo. Come uscire di scena è, per Napoleone, in questo finale di partita, molto più importante che restare a tutti i costi sul palcoscenico. Come uscire di scena, rendendo per sempre indimenticabile ciò che egli ha fatto nei giorni della fortuna, evitare di negarlo con un comportamento poco appropriato, fare che la propria vita, e la storia che in essa si è scritta, non perda di significato, come molti, troppi, intorno a lui vorrebbero fare e provare a fare in quei lunghi, brevi 500 giorni.
br. La ricostruzione del biennio 1796-97 come mai è stata tentata finora: al di fuori di qualunque visione di parte, riflettendo su come e perché la repubblica Serenissima sia finita nell'occhio del ciclone dei grandi conflitti euro-mondiali. Verità certe e lezioni utili oggi per noi, che occupiamo la medesima posizione geografica e siamo eredi della sua vicenda millenaria. Perché la geopolitica non è uno strano gioco di società bensì lo strumento necessario per analizzare i fatti e compiere scelte consapevoli partendo dalla realtà geografica e storica. Esistono delle costanti di lungo periodo, infatti, indispensabili da conoscere per poter agire. Le stesse dominate dai grandi statisti veneziani dal Duecento al Quattrocento per costruire un impero e di cui i discendenti nel Settecento, invece, sono rimasti vittime.
br. "So bene che ai lettori interessa solo ciò che riguarda il grand'uomo al cui servizio mi ha condotto il destino per sedici lunghi anni durante i quali non mi sono praticamente mai separato da lui". I ricordi di Constant, valet de chambre di Napoleone, posseggono una particolare amabilità più settecentesca che ottocentesca (malgrado iniziati a pubblicare a partire dal 1830). Il narratore è un puro testimone di tutto ciò che vide dal colpo di Stato del 18 Brumaio 1799 alla caduta dell'Imperatore, e non celebra se stesso. Il gossip e il sensazionale sono naturalmente estranei dai suoi interessi; come pure esclusa è di giudicare il ruolo storico e di spiegarne l'enigmatica grandezza. Niente vizi privati e pubbliche virtù, in altri termini, né servo encomio e codardo oltraggio. Constant fa ciò che sa fare, cioè raccontare giorno per giorno il Napoleone intimo e segreto perché lontano dagli occhi estranei, che si offriva genuino alla sua cura: così realizzando l'impresa romanzesca straordinaria di restituirci quello che il personaggio storico vela: l'uomo. Ciò non significa che Imperatore e battaglie, audacie del genio e costrizioni delle circostanze siano esclusi, che manchino colpi di scena ed episodi sconosciuti e sorprendenti, che siano censurati i tratti scabrosi e tragici, solo che sono visti, appunto, dalla chambre, da dove Napoleone il Grande usciva e tornava a ritirarsi un uomo semplice.
In-8 (cm. 24.30), brossura (macchioline), pp. 223, (1), con 8 illustrazioni fuori testo in bianco e nero, firma d’appartenenza. In buono stato (good copy).
Paris, Garnier, 1913, in-16, br. editoriale, pp. [8], 377, [1]. Con ritratto di Giuseppina in antiporta e illustrazioni n.t. manca il secondo volume. Ex-libris Amerigo Manzini.
Milano, Corbaccio, (1933), in-8, modesta cartonatura coeva (dorso imitante la pelle), copertina della br. orig. parzialmente rimontata, pp. 284, (8). Con tavv. f.t. Timbretti. Bruniture.
in-12, 284 pages, broche, couv., jaq. ill. plast. Bel exemplaire. [HI-7]
brossura Con questo libro l'autore offre, non solo a tutti gli appassionati di storia ma anche ai semplici curiosi, un ausilio per approfondire un interessante e poco conosciuto argomento inerente il servizio segreto francesi all'epoca dell'Imperatore Bonaparte. Ne viene fuori uno spaccato rimasto finora nascosto tra le pieghe della storia che l'autore porta a conoscenza del pubblico.
(Codice SR/0930) Oblong 8° (21x29,5 cm) 23 pp. Catalogue d'exposition, qq. illustrations. Ex libris. Très bon état. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Milano, Sonzogno, 1870, 30 gennaio, articolo e quattro illustrazioni xilografiche in fascicolo completo di 16 pagine di "L'Emporio Pittoresco".
Milano, Sonzogno, 1870, 6 febbraio, articolo e una illustrazione xilografica, stralcio di "L'Emporio Pittoresco". - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.