31 174 résultats
2136o.J.
19533324533Wien, 1953. 320 S. OLwd.
188017622Wien, Staatsdruckerei, 1880. XVI, 316 S. Kl.-4°. OLwd. (Rücken lädiert).
186435503949Paris, Dumoulin, 1864 ; plaquette in-8, brochée, couv. grise imprimée. 2 ff., 43 (1) pp.ÉDITION ORIGINALE. Saffroy III, n° 47884.
193576881935 Moulins, Société d'Emulation de l'Allier, Imprimerie du Progrès de l'Allier, 1935 ; grand in-8°, demi-chagrin lissé bleu pétrole, dos à 4 faux-nerfs soulignés d'un filet doré, cernant nom d'auteur et titre dorés, roulette dorée sur les nerfs , fleuron doré au centre du dos, 1er plat de la couverture conservé ; 374pp., (1)f. Un fac-similé d'autographe et un arbre généalogique dépliant hors texte.
14220Moulins, Société d'Emulation de l'Allier, Imprimerie du Progrès de l'Allier, 1935 ; in-8, broché. 374 pp.-1 f. - 2 planches dépliantes hors-texte (fac-similé d'autographe et un arbre généalogique). Avec le feuillet d'errata en frontispice. Très bon état.
190374DfNancy Sidot 1903 In8 260 pages - bien complet de toutes les planches hors texte - bon etat
190374DfNancy Sidot 1903 In8 260 pages - bien complet de toutes les planches hors texte - bon etat
1866260066Contenant: 1°: Une étude sur la Noblesse. 2°: L'état des souverains d'Europe. 3°: L'état des ambassadeurs. 4°: L'état des ministres, sénateurs et députés français 5°: Le dictionnaire de la noblesse contemporaine, avec les noms, qualités et domicile de plus de vingt mille nobles, et un grand nombre de notices généalogiques avec blasons. 6°: La liste générale des personnes qui, depuis 1803 jusqu'à ce jour ont fait changer ou modifier leurs noms, etc...etc... Paris; Librairie Bachelin-Deflorenne, M. D. CCC. LXVI. 1 volume de format 26 x 17 cm, reliure demi basane à coins, 1230 pages, un nom à l'encre en page de garde, bon état. Frais de port en supplément.
200185Et2001 108 pages - trés bon etat
200185Et2001 108 pages - trés bon etat
HIS3997MÉditions du Chaney, 1999. In-8, broché, 477 pages. Bon exemplaire
PARIS. Chez Jean de Bonnot. 1978-1982 - 5 trés fors volumes In-4, 21,5 X 27,5 cm - Reliure éditeur pleine basane noire , dos lisses à blasons dorés , plats estampés de blasons - CDXLII + 412 + CCCXXXVIII + 525 + CLXIV + 196 + 499 + XXI + 238 + 640 + XCVI + 1.000 0 pages - & mors cassé au T. IV, Sinon Bons exemplaires Cet ensemble recense toutes les familles nobles d'Europe, il contient aussi de nombreux articles commes des notices historiques par pays ou par famille, des généalogies et une trés riche documentation bibliographique avec répertoire.
ORD-2326Paris. Durand. 1765. In-8 (125 x 194mm) pleine basane racinée, dos lisse entièrement orné, pièce de titre maroquin rouge, armes sur les 2 plats, gardes peignées, tranches marbrées, XXXII, XIII, (3), 215 pages, 14 planches hors texte (les planches VIII à XIV sont placées avant les planches I à VII). Reliure assez abîmée mais acceptable, très bon état intérieur. Aux armes de Nully de Grosserve à Beauvais (Olivier 336, 2).
20151087154Frankfurt, M. : Lang-Ed., 2015. 322 S. ; 22 cm Pp.
196627947Ettlingen/Baden : W. Spitzner, Arzneimittelfabrik 1966. 36 S. : mit farbigen Abb. kart., Softcover/Paperback, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
199134231DBMünster:, Fischer;, 1991. 21 cm. 63 S., zahlr. Abb. OKt. - Einbd. min. berieben. Kanten min. bestoßen. Sonst gut. =Ägir und Ran. Beiträge zur vorkarolingischen Genealogie.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Nel ‘400 il ducato sforzesco di Milano si segnala per l’efficienza della sua organizzazione diplomatica. La diffusione di ambasciatori residenti comportò un forte incremento della corrispondenza epistolare e un progresso nella gestione dell’informazione, dalle registrazioni cancelleresche alle procedure di archiviazione, dai servizi postali alle tecniche di manipolazione delle notizie raccolte. I dispacci in volgare – il metaforico ‘mundo de carta’ dell’inviato diplomatico – sono qui analizzati dal punto di vista grafico, formale, linguistico (caratteri intrinseci ed estrinseci, falsi, scritture segrete, volgare cancelleresco, formule epistolari). Descrizione bibliografica Titolo: «Uno mundo de carta». Forme e strutture della diplomazia sforzesca Autore: Francesco Senatore Editore: Napoli: Liguori, 1998 Lunghezza: 481 pagine; 24 cm ISBN: 8820728028, 9788820728021 Collana: Volume 2 di Mezzogiorno medioevale e moderno. Domini Soggetti: Storia medievale, Documenti, Medioevo, Cultura medioevale, Medievistica, Dispacci sforzeschi, Diplomazia, Quattrocento, Ambasciatori, Italia, Comuni, Famiglie, Sforza, Potere, Fonti, Cancelleria, Genealogia, Poste, Comunicazioni, Regno di Napoli, Relazioni internazionali, Comunicazione, Lettere, Corrispondenza estera, Ambasciatori, Politica, Sforza family, Correspondence, Naples, Kingdom, Regia Cancelleria, Diplomatics, Italy, Milan, Foreign relations, Sources, Diplomatica, Diplomacy, Sigle, Abbreviazioni, Linguaggio, Inviati, Umanesimo, Ducati, Rinascimento, Corti, Letteratura cortigiana, Archiviazione, Cicco Simonetta, Registrazione, Missioni diplomatiche, Notizie, Lingua, Topoi, Formalità, Burocrazia, Sistema informatico, Antonio da Trezzo, Manipolazione, Censura, Signore de novelle, Duca, Caratteri, Missive, Volgare cancelleresco milanese, Cifre, Cifratura, Decifrazione, Alberto de Pegri, Manoscritti, Bibliografia, Età moderna, Alfonso V, Ferrante d'Aragona, Corona, Ernesto Pontieri, Medieval History, Documents, Medieval Culture, Dispatches, Ambassadors, Municipalities, Families, Power, Sources, Stationery, Genealogy, Posts, Communications, International Relations, Communication, Letters, Foreign Correspondence, Ambassadors, Politics, Abbreviations, Language, Humanism, Renaissance, Courts, Court literature, Archiving, Registration, Diplomatic Missions, News, Language, Formality, Bureaucracy, Computer System, Manipulation, Censorship, Duke, Characters, Missives, Vulgar Milanese, Figures, Encryption, Decryption, Manuscripts, Bibliography, Modern Age, Crown
brossura Chiamato a succedere a Cavour nel giugno del 1861, Bettino Ricasoli si misurò con una realtà sostanzialmente inedita quale quella dello Stato liberale costituzionale forgiato dall'insigne scomparso. La transizione compiutasi tra il 1859-1861, infatti, segnò per i protagonisti una rottura così profonda da metterli di fronte ad un sistema politico completamente nuovo, le cui basi in molti dovevano ancora far proprie. Nello stesso tempo occorreva operare scelte decisive per il consolidamento del neonato Regno d'Italia. Bettino Ricasoli, il «barone di ferro», si confrontò con entrambe queste esigenze, spesso non trovandosi a suo agio in un mondo, quello della politica, di cui stentò a comprendere ed accettare i rituali pur rimanendo al suo interno, con passione, fino alla morte. Perciò in politica si sentì sempre «un leone alla catena corta».
ril. Una nobildonna di Rovereto, Teresa Partini Piomarta, vedova di un ricco mercante, nel 1773 perde, in seguito a grave malattia, anche il giovane figlio, sul quale riponeva grandi aspettative. Per colmare il vuoto lasciato, chiede al cognato, marchese Gabriele Dionisi, residente in Verona, di permettere che suo figlio Giovanni Francesco vada a vivere con lei. Così accade, e il giovane resta nella sua casa di Rovereto per quasi undici anni, finché, scomparso il fratello primogenito, non è richiamato in famiglia dal padre. Rimasta nuovamente sola, la baronessa Teresa avvia con Giovanni Francesco uno scambio di lettere che si protrae fino al luglio del 1793. Il carteggio, appartenente al genere delle lettere familiari, offre la testimonianza di un'esperienza singolare, in cui affetti familiari e interessi patrimoniali s'intrecciano indissolubilmente, lasciando intravedere sullo sfondo la realtà sociale di una piccola città ai confini dell'Impero, già scossa dalle notizie provenienti dalla Francia rivoluzionaria nell'ultimo scorcio dell'età dell'Antico Regime.
br. Gaetano Azzariti (Napoli 1881 - Roma 1961) fu magistrato del Regno, segretario per la revisione dei codici delle colonie e segretario particolare dei ministri Scialoja e Mortara nell'Italia liberale giolittiana. Potente direttore dell'Ufficio legislativo per tutta l'epoca fascista, consigliere di Corte d'Appello e presidente di sezione della Cassazione, dopo l'emanazione delle leggi razziste del 1938, che contribuì a redigere, divenne anche presidente del Tribunale della razza. Alla caduta del fascismo, fu brevemente ministro di Grazia e Giustizia durante il governo Badoglio. Dopo la guerra, sottoposto a procedimento di epurazione, riuscì a sottrarsi alla richiesta di messa a riposo e anzi venne cooptato da Palmiro Togliatti nel Ministero di Grazia e Giustizia, dove contribuì a scrivere l'amnistia per i reati fascisti del 1946. Dal 1957 fu giudice della Corte costituzionale repubblicana, diventandone presidente l'anno dopo e fino alla morte. In tale veste redasse la storica sentenza n. 1 della Corte, e fu protagonista di aspri scontri con i primi governi repubblicani. Gaetano Azzariti è stato dunque un uomo in grado di attraversare la storia del nostro paese sempre in posizioni di primo piano e di passare indenne attraverso tutti i cambiamenti più traumatici, dal regime liberale alla dittatura fascista, e da questa alla democrazia. Onorato da una via a lui dedicata a Napoli e da un busto al palazzo della Consulta, la sua vicenda iniziò a fare scandalo nel 2015; in seguito, la via venne cancellata e intitolata a una bambina ebrea deportata, mentre il busto venne rimosso, ufficialmente per restauro. Il nodo centrale era, naturalmente, il Tribunale della razza e il ruolo del magistrato nel regime fascista. In questo libro, Massimiliano Boni mette in luce per la prima volta, grazie anche a documenti inediti, la vicenda paradigmatica di Azzariti, uomo di apparato, la cui carriera inesorabile lo vide sempre ai vertici, inamovibile al mutare degli eventi, ogni volta proteso verso nuovi traguardi, raggiunti a costo di tanti silenzi e compromissioni.
br. Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del nuovo secolo, all'emigrazione economica si sovrappose e si mischiò anche quella politica e in particolare quella dei socialisti e degli anarchici in fuga dall'Italia di Crispi. Tra le diverse diaspore italiane, quella degli anarchici ebbe un ruolo del tutto particolare, caratterizzata da un'elevata mobilità circolare fatta, oltre che di militanti, anche di giornali, riviste, fogli unici e, con essi, editori, pubblicisti e redattori. È all'interno di questo contesto che si posiziona la figura di Roberto D'Angiò che potremmo definire come una sorta di «redattore errante». La sua attività politica ed editoriale infatti si sviluppa tra Italia, Egitto, Inghilterra, Uruguay e Argentina esprimendosi in italiano, spagnolo e francese, anche perché «pur cambiando l'idioma si parlava lo stesso linguaggio». Un segmento dell'esperienza dell'emigrazione politica di fine secolo che va ad aggiungersi ad un quadro storicamente complesso che privilegia un approccio transnazionale allo studio delle migrazioni e dei movimenti politici.
190712182BBZürich, Berichthaus, 1907. VI S. + 76 S. O.-Broschur.
132296aafArtemis Verlag, 1986, in-8vo, 398 S. Leinen, Orig.-Umschlag. Schönes Ex.