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NANTES, Imp. Vincent Forest & Emile Grimaud - 1884 - Tiré à part en petit nombre - In-8 - broché - 28 pages - Ex. non coupé - très propre Envoi manuscrit au Marquis de Beaucourt
Precisa e minuziosa ricerca della storia familiare della grande scrittrice fiorentina...una saga che che copre gli anni dal 1773 al 1889, con incursione nel passato (tra un'antenata leggendaria messa al rogo dall?inquisizione a un avo rapito dai pirati di Algeri) e in un futuro che precipita verso il bombardamento di Firenze del 1944... 1 21,5x13,5 cm., legatura editoriale cartonata, sovraccoperta, segnalibro, pagg. 859 (5), albero genealogico della saga riprodotto alle sguardie anteriore, in fine riproduzione di appunti e dattiloscritti, prima edizione, in italiano, buone condizioni.
cm. 13,5 x 19,5, 64 pp. 84 gr. 64 p.
Librairie Alphonse Picard & Fils. 1909. In-12 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur acceptable. 308 pages. Premières années et premières armes. Campagnes de France et de Piémont. Cérisoles et Boulogne. La défense de Sienne...
EXCERPTA MANEANTT. 1989. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 73 pages - Nombreuses illustrations couleur dans et hors texte. Notes et commentaires de Jean FLOURET et Michel ROTH - Illustrations de Vincent BRUNOT.
in-16, pp. 56, (6), broch. edit. Antiporta inciso, titolo in rosso e nero con vignetta, testatine, finalini, iniziali ornate. Ricerca genealogica incentrata sul bisnonno di Molière, che per parte di madre discendenva dalla famiglia di musicisti Mazuel, legati alla corte di Francia. Graziosa edizione.. .
P., Claudin, 1878. In-18 broché, frontispice-58 pages, dos fragile.
LYON, imp. E. Vitte - 1916 - in-12 Broché - Frontispice -Avant-Propos & préface XXIV & 229 pages - Propre - Ex-libris "Huon de Penanster" - - Envoi rapide et soigné
Alsatia. 1940. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Coins frottés. Dos abîmé. Quelques rousseurs. 187 pages. 1er plat se détachant. Vignette collée au dos du 1er plat (Offert par le Secrétariat général de la Jeunesse). Traces de scotch en page de garde. Petit article collé en 1re page. En France. Au Tonkin (1894-1897). A Madagascar (1897-1902)...
ill., br. Attraverso 89 lettere è possibile comprendere la guerra dei soldati italiani durante il secondo conflitto mondiale e seguire il percorso dell'alpino Luciano Trefiletti della 9° compagnia del Battaglione Mondovì del 1° Reggimento Alpini della Divisione Cuneense. Dal 17 aprile 1941 al 3 gennaio del 1943 Luciano scrive a casa con il sorriso dei vent'anni smarrendo lentamente la leggerezza e maturando nuove sensazioni; scrivendo ogni giorno senza mai raccontare tutta la verità, perché troppo cruda, perché intollerabile. Partito per il fronte sovietico l'8 agosto del 1942 alle ore 10 dalla stazione nuova di Cuneo, il caporale alpino Luciano Trefiletti scomparirà, con altre migliaia di commilitoni, inghiottito dall'inverno russo. Dì lui solo alcune fotografie, le lettere e l'attesa della madre.
brossura
cm. 15,5 x 21, 476 pp. con 19 tavv. f.t. Archivio della corrispondenza degli scienziati italiani 758 gr. 476 p.
2 Bl., 132 S. Kartoniert Umschlag d. Zt. Bücher de
Lodi, Wilmant e figli, 1841-1848, in-4, privo di brossura, pp. [10]. Con un bello stemma accuratamente miniato a mano all'epoca, in vividi colori, con particolari dorati, su una tavola f.t. Fascicolo a fogli sciolti, dedicato alla storia della famiglia, tratto da "Teatro araldico, ovvero Raccolta generale delle armi ed insegne gentilizie delle più illustri e nobili casate che esisterono un tempo e che tuttora fioriscono in tutta Italia" di Leone Tettoni e F. Saladini, Lodi, Wilmant e figli, 1841-1848. Ottime condizioni.
ill., br. «La mostra "Ubaldini. Signori degli Appennini", promossa dal Comune di Apecchio, rappresenta non solo la prima importante mostra d'arte che si tiene nel paese, ma anche la prima mai realizzata su questa nobile stirpe. Si può ben dire che questo progetto è stata un'avventura ambiziosa, in quanto tutto era da costruire e l'emergenza sanitaria che ha investito il mondo intero ha causato modifiche e rimandi, ma non ha fermato l'entusiasmo che ha contraddistinto ogni collaboratore. Ciascuno è stato realmente mosso dal desiderio di riscoprire questa storia, che di fatto rappresenta l'essenza del territorio che ne è stato teatro. Si è scelto Palazzo Ubaldini, in quanto residenza della famiglia e sede naturale atta ad ospitare le pregevoli opere giunte da tutto il territorio e da privati. Per la prima volta dopo secoli le stanze si sono trovate ad accogliere nuovamente le collezioni Ubaldini. Per questa mostra si è scelto di realizzare un allestimento sobrio che lasciasse parlare le opere, le vere testimoni narranti. Gli Ubaldini dunque, stirpe di origine gotica giunta nella penisola italiana al tempo della guerra tra l'Impero bizantino e gli Ostrogoti (535 - 553) e stanziatasi nell'Appennino toscano, giunse ad abitare nelle zone di Apecchio già dalla fine del Duecento. Ne ottenne il titolo comitale nel 1514 e lo detenne fino al 1752 con la morte dell'ultimo conte Federico II. Il loro apporto fu di natura economica, in quanto famosi capitani di compagnie composte da valorosi soldati provenienti dall'Appennino, ma anche culturale. Negli ultimi anni il mondo della ricerca si è occupato di riportare alla luce e studiare i personaggi e gli eventi in cui sono stati protagonisti. La loro storia infatti era rimasta in ombra nella tradizione storiografica a causa della damnatio memoriae subita da Ottaviano Ubal-dini, uno dei più illustri esponenti. In realtà le personalità della famiglia hanno partecipato agli eventi più importanti del Medioevo e del Rinascimento italiano. L'obiettivo di questa mostra è stato quindi quello di raccogliere gli ultimi studi fatti in merito per ritracciare la storia, ricostruendone i tratti salienti e dando voce ai personaggi che hanno segnato le fasi di svolta dell'ascesa della casata ed il suo ruolo nella storia italiana. Si è lavorato al fine di ricostruire il contesto in cui la famiglia ha vissuto il suo periodo di massimo splendore dando voce alle personalità più pregevoli, attraverso una raccolta di testimonianze artistiche...» (Dall'Introduzione di Elisabetta Carlino)
231pp. 24 cm. Hardcover Very good condition good
119 p. Highly illustrated in color. Oblong 8vo. Original printed wraps. The captivating story of two unusual late 19th century folk artists. Both were Old Order Amish and disabled. Henry Lapp (1862-1904) built simple, beautiful furniture, and painted wonderful folk-art water colors. Barbara Ebersol (1846-1922) is famous for her fraktur bookplates and paintings. A great resource for any one interested in American folk art and/or Amish life.
(8)p. Includes wraps. Illustrated. Ruled in black throughout. List of Catechumens. (RON: have no idea what church or if it is Slatington) 12mo. Original pictorial wraps. GER-ENG PAMPH BX1 BAG 4
xii, 303 p. 22 cm. Hardcover Very good condition Notes: "The story on one of the islanders [of Blasket islands] written by himsef."--Pref., p. ix. "Translation from the original Irish by Moya Llewelyn Davies and George Thomson."
xii, 303 p. 22 cm. Hardcover Good condition, spine label chipped Notes: "The story on one of the islanders [of Blasket islands] written by himsef."--Pref., p. ix. "Translation from the original Irish by Moya Llewelyn Davies and George Thomson."
ill., br. Il viaggio inizia nella Primavera 2020, quando Nico, aspirante giornalista, si ritrova chiuso in casa come milioni di altre persone. Il computer diventa la sua nave, la tastiera è il suo timone; poi, spiegate le vele della fantasia, l'autore approda di volta in volta nelle vite di alcuni personaggi del mondo del giornalismo, dello sport, dell'arte, dello spettacolo, della musica. Ventitrè interviste, con introduzione del giornalista sportivo Riccardo Mancini, in cui tante sono le domande che Conte pone ai suoi famosi interlocutori e che, come scrive il preparatore atletico Carlo Nicolini nella postfazione, sono da "leggere tutto d'un fiato".
Arthème Fayard. 1945. In-12 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 307 pages. 'Les Grandes études historiques'.
ill., br. Figlia del cardinale Luigi d'Aragona e della cortigiana Giulia Campana, Tullia d'Aragona (1510-1556) fu una donna di cultura apprezzata per l'eleganza e la raffinatezza. Il salotto letterario che aprì a Roma era frequentato da letterati, intellettuali e personaggi in vista della società dell'epoca. Nel 1535 scrisse la sua opera più famosa, il dialogo filosofico "Della infinità d'amore", dove prendeva le distanze dai pensatori classici sviluppando una concezione originale dell'eros. L'autrice del saggio mette in luce i punti chiave del dialogo, consentendo al lettore di accostarsi al pensiero di Tullia e di comprenderne la peculiare concezione dell'amore, sia sul piano intellettuale che su quello della vita quotidiana. In appendice l'opera è integralmente riportata. .
CERCLE DU BIBLIOPHILE. 1971. In-8 Carré. Relié. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 329 pages. Nombreuses illustrations en couleurs et noir et blanc hors texte. Collection Les femmes célèbres.