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8vo. 182 pages. First edition. Published as the war was ending, proposals for rebuilding, revitalizing, and securing the Jewish people. With the scarce dust jacket. SUBJECT (S) : Reconstruction (1939-1951) ; Jewish question; World War, 1939-1945 Jews; Zionism, Human rights. Lacking Jacket. Previous owner's stamp and small tear on flyleaf, good condition. (HOLO2-7-21)
In 8°, br. edit. con ali ill., pp. 156,(4), con riprod. autografo del diario e alcune ill. b.n.; ottimo es.. (x503) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In 8° leg. edit. sov. fig. pp. 609, con ill.ni b/n f/t, ben tenuto
Paper Wrappers, 8vo, 7 pages. 23 cm. "But the house and the Jews are there no more.../The cap is all that remains of Jack/The house is a heap-its floors burnt black. /But deep in the cellar, day after day, / his fiddle waits for someone to play. " Reprinted from The Polish review, vol. 13, no. 2, Spring, 1968, with new pagination. The translator was a leading 20th Century Yiddish poet. OCLC lists 3 copies worldwide (Michigan, SUNY-Buffalo, HUC) . Very Good Condition. (H2-1-17) xx
Mm 120x180 Brossura editoriale con sovraccoperta illustrata, 186 pagine. Opera in eccellente stato di conservazione. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
In 16°, br. edit. con sovrac. ill., pp.186,(6), buon es., un poco brunito (lib) OK
ill., br. Vittoria Nenni è una bambina che con i suoi occhi innocenti è costretta a subire la violenza becera e crudele del nazifascismo. Una violenza che l'accompagna in tutta la sua breve vita, che sembra quasi cristallizzata nei suoi vividi occhi innocenti; occhi che rappresentano un fil rouge che, come l'ordito di un prezioso merletto, sapientemente tessono le pagine e le vite dei componenti della famiglia di un grande socialista come Pietro Nenni. "Dite a mio padre che ho avuto coraggio fino all'ultimo e che non rimpiango nulla". In questo struggente messaggio affidato in punto di morte all'amica Charlotte c'è tutta la grandezza di Vivà. Quella grandezza che ci riporta alla memoria Bertold Brecht: "Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi". Fin quanto ne avremo bisogno, dobbiamo sperare che ci sia sempre un'eroina dello spessore di Vittoria Nenni.
In 8°, br. edit. ill., pp. (XL) (2) 133 (1), ottimo es.
Original Paper Wrappers, 4to. 1 of 500 limited numbered published. Personally inscribed by Tcharny. Poems written in Yiddish from 1910-1930s. Illustrations are quite unusual. Cajchenungen (dessins) by Benn. Daniel Charney (1888-1959) , was the brother of the famous Yiddish critic Shmuel Niger and also of the New York Jewish political figure (Forward newspaper; New York City Council) Baruch Charney Vladeck. He was a prominent and prolific Yiddish author. Spine repaired, some edgewear, internally fine. Nice copy. (HOLO2-101-33xx)
in-8°, 59 pp., broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire, tres frais [MI-2]
in-16, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [LP-10]
(Codice MF/1078) Quarto (28x21,5 cm) 277 pp., profusely illustrated. Pictorial softcover, as new. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Collana "Libri del tempo" n.67 - Serrata e dinamica critica storica intrisa di disincantato realismo.
in 8° br edit., pp.XIII - 422(2) - lievi sottolineature a matita - trad dall' americano di Massimo Calderazzi
trad. di Massimo Calderazzi bross. edit. con titoli a due colori, manca sovrac.
trad. di Massimo Calderazzi bross. edit., manca sovrac., lieve macchia in cop., dedica di appartenenza
bross. edit. ill.
(Codice ME/5777) In 8° 316 pp. Vicende di truppe tedesche nella seconda Guerra Mondiale in un "vigoroso romanzo". Tutta tela editoriale, titolo oro al dorso e al piatto. Lieve ingiallitura. buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
12mo. 142 pages. In Yiddish. "The Unforgotten." Translated into Yiddish by Herman Taube. Holocaust novel. Susanne Taube was born in Vacha, Germany, in 1926. Her family was deported from Berlin to the Riga ghetto in 1942; after the liquidation of the ghetto, she was in the Kaiserwald concentration camp, and thereafter suvived as a forced laborer. She met her husband Herman Taube, a Polish Jew originally from Lodz, and married in 1945. After time in the Ziegenhain displaced persons camp, her and Herman emigrated and eventually settled in Baltimore. SUBJECT (S) : Fiction. OCLC lists 19 copies worldwide. Top corners bumped. Inscribed by the translator in year of publication. Very good condition. (HOLO2-6-10) Xx
Cloth. 8vo. 119 pages. 21 cm. First Edition. Inscribed by the author on the title page, dated May 19, 1969. Herman Taube immigrated to the United States, where he wrote for the Jewish Daily Forward, from a European Displaced Persons camp in 1947. This novel is about a former German citizen who flees to Poland, and later to Russia, to escape the war. OCLC lists 14 copies worldwide. Dust jacket is lightly worn with some fading on the spine. Book itself has tight binding, in very good condition. (HOLO2-31-18)
br. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1938 con il titolo "Naissance du fascisme", a distanza dunque di più di ottanta anni dalla sua apparizione, questo libro non cessa di stupirci per la sua puntuale ricostruzione della nascita del fascismo e delle ragioni che ne permisero l'affermazione. Militante socialista dopo essere stato espulso dal Partito comunista alla fine degli anni Venti, Tasca era riparato a Parigi nel 1926. Lontano dall'Italia, per comporre l'opera si era affidato alle memorie personali e alle testimonianze degli esuli antifascisti come lui. Un materiale limitato che, tuttavia, diede origine alle pagine forse più avvincenti dal punto di vista narrativo, e più chiare nell'argomentazione storica, che siano state scritte sull'avvento del fascismo. Il libro narra degli eventi intercorsi tra il 1918 e il 1922, quattro anni destinati a cambiare la storia del nostro paese e del mondo, e ad approntare la barbarie poi naufragata nella tragedia della Seconda guerra mondiale. Quattro anni narrati attraverso una cronaca serrata, in cui le circostanze e i fatti decisivi si susseguono lasciando il lettore senza respiro: ecco dunque la «rivoluzione democratica del 1919», il movimento sorto nel primo dopoguerra con le rivendicazioni dei reduci, le proteste operaie e la richiesta di Costituente, un movimento per l'emancipazione sociale e civile del paese che non trovò alcuna espressione politica degna di questo nome; ecco il «biennio rosso», l'occupazione delle fabbriche, la fine dell'ondata rivoluzionaria e l'insorgere della violenza squadrista nelle stesse zone «rosse»; ecco, infine, la «Caporetto socialista» dell'estate del 1922, con la sconfitta definitiva del movimento operaio e la dilagante reazione fascista culminata poi nella marcia su Roma. Ciò che, tuttavia, colpisce di più in questo libro, ed è tuttora una imprescindibile lezione per la difesa della democrazia, è l'argomentazione delle ragioni sociali della sconfitta del movimento operaio e dell'avvento del fascismo. Le forze socialiste, non l'imbelle fronte liberale, avrebbero certamente potuto impedire la barbarie fascista se solo avessero fatto davvero propria l'affermazione di Marx per la quale una classe è davvero rivoluzionaria soltanto quando non è «una classe particolare, bensì la rappresentante dei bisogni generali della società». Durante tutta la crisi postbellica il socialismo, come rappresentante dei bisogni generali della società, fu del tutto assente, col risultato che, avendo la società «"orrore del vuoto", se lo si lascia sussistere troppo a lungo, le forze più selvagge, attratte e moltiplicate da esso, si affrettano a colmarlo». Prefazione di Ignazio Silone.
br. Questo libro parla del rapporto che intercorse tra Giovanni Gentile e il fascismo dal 1922, quando il filosofo fu nominato Ministro dell'Istruzione nel primo governo Mussolini, al 1944 quando venne ucciso dai partigiani. L'autrice discute le varie reazioni, in termini di sostegno o di critica, che l'opera e il pensiero gentiliani suscitarono nel mondo fascista, fra esponenti del partito e membri del governo, filosofi, storici e giuristi, giovani fascisti e docenti universitari. Alcuni videro in Gentile il principale teorico del fascismo, lo difesero dalle critiche che egli ricevette negli anni fra le due guerre e ne condivisero il progetto politico e culturale. Altri, invece, che consideravano la sua influenza sulla cultura italiana un pericolo per il regime, lo avversarono strenuamente.
br. Nel tratteggiare l'universo culturale fascista questo libro segue tre direttrici: la politica culturale del regime, la condizione delle diverse arti e discipline, l'ideologia che contrassegnò lo stato totalitario. Guardando alla politica culturale messa in atto dal partito e dal governo fascista l'autrice individua le scelte della classe dirigente al potere in Italia dal 1922 al 1945; concentrandosi sugli intellettuali e sugli artisti chiarisce la portata del contributo da essi fornito al fascismo. Viene così delineata l'ideologia fascista come un sistema di visioni, di ideali e soprattutto di miti, capace di orientare l'azione politica e di promuovere una precisa concezione del mondo.
Milano,”Saggiatore”1962. In 4° carré, pp.470n.+4nn.cartonato editoriale, Tavv.f.t.
In 16°, pp. 407 con 26 ill. su carta patinata in nero n.t. Bross. edit. Dedica anonima e timbro all'interno.