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QWA-21448La Bibliothèque Française, 1945,pet. in-4 en feuillets sous chemise cartonnée (21,5 x 24,5),11 p. + 110 fnch , 1ère édition, tirage à 3214 exemplaires numérotés, celui-ci l'un des 510 exemplaires sur vélin pur fil du Marais (après les 104 sur vélin de Rives et avant les 2600 sur papier de châtaignier), préface de Julien Cain, reproduction à pleine page de 100 dessins en n. et b., 6 portraits en n. et b. et 5 aquarelles en couleur ; les titres des dessins sont traduits en langues anglaise et russe ; la plupart des dessins sont des esquisses au crayon ; seule la série de portraits (Julien Cain, Émile Chevalier, Roger Arnoux, Maurice Hewitt, Salme, Madiot), plus travaillée, semble être un travail à l'encre ; bel envoi autographe signé de l'auteur à Marcel Blanc (ancien résistant et déporté, préfet de Corrèze de 1968 à 1971) : "Pour mon camarade L. Blanc parce qu'il a su conserver une attitude impeccable à Buchenwald dans la misère et dans la boue, et avec mon (....) amitié Boris Taslitzky 1946" (on joint une carte de voeux de 1997 adressée au même, signée Boris, l'ouvrage provient de la bibliothèque de M. Blanc), cartonnage passé avec rabats comportant des déchirures réparées, intérieur très propre, exemplaire bien complet, bon état.
br. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1938 con il titolo "Naissance du fascisme", a distanza dunque di più di ottanta anni dalla sua apparizione, questo libro non cessa di stupirci per la sua puntuale ricostruzione della nascita del fascismo e delle ragioni che ne permisero l'affermazione. Militante socialista dopo essere stato espulso dal Partito comunista alla fine degli anni Venti, Tasca era riparato a Parigi nel 1926. Lontano dall'Italia, per comporre l'opera si era affidato alle memorie personali e alle testimonianze degli esuli antifascisti come lui. Un materiale limitato che, tuttavia, diede origine alle pagine forse più avvincenti dal punto di vista narrativo, e più chiare nell'argomentazione storica, che siano state scritte sull'avvento del fascismo. Il libro narra degli eventi intercorsi tra il 1918 e il 1922, quattro anni destinati a cambiare la storia del nostro paese e del mondo, e ad approntare la barbarie poi naufragata nella tragedia della Seconda guerra mondiale. Quattro anni narrati attraverso una cronaca serrata, in cui le circostanze e i fatti decisivi si susseguono lasciando il lettore senza respiro: ecco dunque la «rivoluzione democratica del 1919», il movimento sorto nel primo dopoguerra con le rivendicazioni dei reduci, le proteste operaie e la richiesta di Costituente, un movimento per l'emancipazione sociale e civile del paese che non trovò alcuna espressione politica degna di questo nome; ecco il «biennio rosso», l'occupazione delle fabbriche, la fine dell'ondata rivoluzionaria e l'insorgere della violenza squadrista nelle stesse zone «rosse»; ecco, infine, la «Caporetto socialista» dell'estate del 1922, con la sconfitta definitiva del movimento operaio e la dilagante reazione fascista culminata poi nella marcia su Roma. Ciò che, tuttavia, colpisce di più in questo libro, ed è tuttora una imprescindibile lezione per la difesa della democrazia, è l'argomentazione delle ragioni sociali della sconfitta del movimento operaio e dell'avvento del fascismo. Le forze socialiste, non l'imbelle fronte liberale, avrebbero certamente potuto impedire la barbarie fascista se solo avessero fatto davvero propria l'affermazione di Marx per la quale una classe è davvero rivoluzionaria soltanto quando non è «una classe particolare, bensì la rappresentante dei bisogni generali della società». Durante tutta la crisi postbellica il socialismo, come rappresentante dei bisogni generali della società, fu del tutto assente, col risultato che, avendo la società «"orrore del vuoto", se lo si lascia sussistere troppo a lungo, le forze più selvagge, attratte e moltiplicate da esso, si affrettano a colmarlo». Prefazione di Ignazio Silone.
br. Questo libro parla del rapporto che intercorse tra Giovanni Gentile e il fascismo dal 1922, quando il filosofo fu nominato Ministro dell'Istruzione nel primo governo Mussolini, al 1944 quando venne ucciso dai partigiani. L'autrice discute le varie reazioni, in termini di sostegno o di critica, che l'opera e il pensiero gentiliani suscitarono nel mondo fascista, fra esponenti del partito e membri del governo, filosofi, storici e giuristi, giovani fascisti e docenti universitari. Alcuni videro in Gentile il principale teorico del fascismo, lo difesero dalle critiche che egli ricevette negli anni fra le due guerre e ne condivisero il progetto politico e culturale. Altri, invece, che consideravano la sua influenza sulla cultura italiana un pericolo per il regime, lo avversarono strenuamente.
br. Nel tratteggiare l'universo culturale fascista questo libro segue tre direttrici: la politica culturale del regime, la condizione delle diverse arti e discipline, l'ideologia che contrassegnò lo stato totalitario. Guardando alla politica culturale messa in atto dal partito e dal governo fascista l'autrice individua le scelte della classe dirigente al potere in Italia dal 1922 al 1945; concentrandosi sugli intellettuali e sugli artisti chiarisce la portata del contributo da essi fornito al fascismo. Viene così delineata l'ideologia fascista come un sistema di visioni, di ideali e soprattutto di miti, capace di orientare l'azione politica e di promuovere una precisa concezione del mondo.
Milano,”Saggiatore”1962. In 4° carré, pp.470n.+4nn.cartonato editoriale, Tavv.f.t.
In 16°, pp. 407 con 26 ill. su carta patinata in nero n.t. Bross. edit. Dedica anonima e timbro all'interno.
Storia e documenti dei campi di sterminio. 88 fotografie. Buon esemplare. Legatura in tutta tela editoriale, titoli al dorso, pp. 469, in 8° grande
In-8° quadrotto (cm. 25x21), pp. 473 con 88 grandi e sconvolgenti riproduzini di FOTOGRAFIE ini bianco e nero perlopiù a tutta pagina. Ampi testi di 55 autori (tra cui molte testimonianze di sopravvissuti, ma anche di alcuni assassini nazisti: Eichmann, Goebbels, Höss). In fine, in ben 101 fittissime pagine, le schede, alcune molto ampie e rivelatrici di dettagli di efferatezze e di nomi dei vari responsabili (pochissimi puniti!) e dei molti di solito ignorati gruppi di Resistenza e tentativi di RIBELLIONE) dei ben 1188 CAMPI di STERMINIO; preziosa da Accini a Zeiger, la bibliografia, con 236 titoli di libri. Da leggere e rileggere le "Considerazioni sulla violenza moderna", la "pubblicità deformatrice, la scuola del successo e della venalità... gli uomini mutili [di umanità], l'assolutismo esclusivista, e le radici lontane e occulte del nazismo. Da rileggere l'ampio capitolo di Giovanni MELODIA "I complici di Hitler", che offre anche una spiegazione della veloce rinascita economica tedesca nei capitali accumulati dalle aziende tuttora esistenti, ma anche nei depositi di molti ufficali e di cittadini privati, arricchiti all'inverosimile dalla spoliazione dei deportati. Un libro da valorizzare e diffondere.
Mm 205x280 Volume in tela editoriale, titolo in oro impresso al dorso e al piatto, 600 pagine, illustrazioni nel testo. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Newsletter, Legal Sized. 2 pages. The Seven Arts Feature Syndicate was a weekly, New York-based, Ango-Jewish weekly periodical in the 1930s. Recently there was a published novel, The Spectacle of a Man, written by a New York physician under the pseydonym [sic] of John Coignard. Mr. Coignard has definite views on how to cure the Jews so as to kill anti-Semitism. In this interview he presents his views, which in many respects have a rather humorous though not always intentionally so aspect. Read it think it over and smile, if you feel like it. Editor. OCLC lists one copy (National Library of Israel) , although which issue is unclear. Crease through middle of sheets and some wear to edges, but all text is clear. Very good condition. (HOLO2-37-29)
bross. edit. ill. con bandelle, lievi tracce d'uso in cop. e al dorso, alcune sottolineature a penna rossa
in 8°, pp. 163, bross. edit. ill. con sguardie. Collana: Gli specchi della memoria. Il destino di uno dei seicentomila militari italiani che rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale e che furono internati nei campi tedeschi senza la tutela riservata ai prigionieri di guerra. Con alcuni disegni in nero dell'A. Lievi fior. 339-39
Stapled. 8vo. 6 pages. Reprinted from, Hebrew Union College Annual, Vol. XX, 1947 with an inscription from the author on the cover. Chushan-Rishathaim was king of Aram Naharaim, or Northwest Mesopotamia. In the book of Judges God delivers the Israelites into his hand for eight years. They are delivered from him by Othniel, son of Kenaz. Eugen Täubler (October 10, 1879 August 13, 1953) was a German historian born in Gosty? . He studied history in Berlin under Otto Hirschfeld (1843-1922) , receiving his doctorate in 1904 with a dissertation titled Die Parthernachrichten bei Josephus. From 1910 to 1914 he worked as a lecturer at the Hochschule für die Wissenschaft des Judentums (Higher Institute for Jewish Studies) in Berlin. From 1922 to 1925 he taught classes at the University of Zurich, and in the years 1925 to 1933 was a professor of ancient history at the University of Heidelberg. In 1933 he was removed from his position at Heidelberg by the Nazis, and returned to teach at the Hochschule für die Wissenschaft des Judentums. After the institute's forced closure in 1941, Täubler emigrated to the United States, where he became a professor at Hebrew Union College in Cincinnati. OCLC lists one copy (University of Basel Universitatsbibliothek) . Slight discoloration to cover at edges with some edgewear. Internal pages are darkened but all text is clear. Very good condition. (HOLO2-37-21)
br. Qual è stato l'atteggiamento della stampa del tempo fascista nei riguardi della danza teatrale? Quali i discorsi, le istanze e l'immaginario che, sull'argomento, emergono dalle colonne di quotidiani e periodici? Il volume affronta simili questioni mediante l'analisi di un'imponente mole di documenti quasi totalmente inediti e capaci di aprire prospettive inusuali sulla danza italiana del primo Novecento. Dal riconoscimento della danza come autentica forma d'arte alla contrapposizione (spesso violenta) fra "tradizione" italiana e "modernità" straniera, dalla difesa della tecnica accademica all'apprezzamento per forme di danza "libera", infatti, la stampa intercetta, filtra e rielabora processi culturali di ampia portata, la cui complessità è qui presa interamente in carico e restituita mediante una costante lettura critica delle fonti. Ne risulta un lavoro intimamente "corale", in cui le voci di anonimi cronisti si intrecciano con quelle di uomini di teatro e di artisti di spicco e che, proprio in virtù del suo carattere polimorfo, riesce forse ad aprire uno squarcio sulla contraddittorietà di un'intera epoca storica, il tutto mantenendo sempre fermo il punto di vista, volutamente e proficuamente "minore", sul corpo che danza.
Cofanetto editoriale contenente due volumi uno dedicato al fascismo, uno al nazismo In 4° . Ricco corredo illustrativo
Vol. in -8 (15 x 22 cm.), legatura editoriale telata azzurra e nera con titoli in bianco sul piatto e al dorso, pp. 398, (2) con 3 cartine in nero nel testo. In buone condizioni. Collana: DIAPASON - Traduzione di Luciano Bianciardi.1
in 8° grande, bross. edit. ill. - volume in lingua francese - illustrazioni in b.n. e a colori nel testo
Albin Michel, Bibliothèque histoire, 2009, 524 pp., broché, bon état.
56712Albin Michel, Bibliothèque histoire, 2009, 524 pp., broché, bon état.
In 8° br. fig. col. pp. 239, ben tenuto
Robert Laffont, 2002, 264 p., suivi d'extraits du Journal de Wilm Hosenfeld, postface de Wolf Biermann, présentation d'Andrzej Szpilman, broché, annotation en première page, bon état.
Pamphlet, 24 pages. In Yiddish. Sermons from England from the DP period. SUBJECT (S) : Jewish sermons, Yiddish. Festival-day sermons, Jewish. OCLC lists 1 copy (NATIONAL LIBRARY OF SCOTLAND) . (HOLO2-13-15)
Softcover, xiv, 396 pages, 8vo, 25 cm. SUBJECT (S) : Holocaust, Jewish (1939-1945) -- Bibliography. Joden. Holocaust. Edited by David M. Szonyi. Very good condition. (Holo2-19-56) xx