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1934119839- Une feuille 36 x 54 cm, imprimée recto-verso.
1st edition. Original paper wrappers. 8vo; 10 pages. A call by US Jewish Chaplains and others for the Jewish refugees of Europe, sitting in DP camps, to be allowed into Palestine. "We submit as supplementary evidence on the position of the displaced Jews now in Germany, the following: a statement signed by 133 Jewish chaplains who served with the U. S. Armed Forces on land and sea and in the air; a statement by the Executive Director of the Committee on Army and Navy Religious Activities of the National Jewish Welfare Board; [and] individual testimony from five Jewish chaplains who served with U. S. Forces in the European theatre. " A kind of call to action to aid the surviving remnant. SUBJECT(S): Jews -- Palestine. Zionism. Jews. Zionism. OCLC lists 12 copies worldwide. Light wear, Good+ Condition. (HOLO2-117-66-AM)
ill., br. Andrew Nagorski - giornalista pluripremiato e grande esperto della seconda guerra mondiale, già autore di "Hitler. L'ascesa al potere" - ha ricostruito i casi dei gerarchi e dei gregari che riuscirono in un primo momento a evitare la condanna rifugiandosi all'estero. E, al contempo, racconta le esperienze degli uomini e delle donne che si misero sulle loro tracce e spesso scovarono questi criminali, riconsegnandoli finalmente alla giustizia internazionale. Alcuni "cacciatori di nazisti" divennero famosi, come Simon Wiesenthal ed Eli Rosenbaum, mentre altri operarono nell'ombra, riuscendo a trovare i ricercati solo molti anni dopo, al termine della loro vita. "Sulle tracce dei criminali nazisti" è un libro per chi ama la storia, forte di un'accurata ricerca e di documenti esclusivi, la cronaca di una vicenda rimasta a lungo avvolta dal mistero. Che fine hanno fatto i nazisti sfuggiti alla cattura e al processo di Norimberga?
bross. edit. ill., volume ancora incellophanato - data di stampa presunta
bross. edit. ill., tracce d'uso in cop., brunitura della carta - prima edizione
Timbri ex libris
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, LIEVE BRUNITURA. INTONSO. Antologia di testi scritti e letti dall'autore per la radio inglese BBC durante il conflitto mondiale. Paolo Treves: nato a Milano il 27 luglio 1908, Paolo Treves, figlio di Claudio, compì gli studi universitari a Torino ed a Milano, laureandosi in Giurisprudenza e in Scienze politiche. Intraprese la sua attività politica come segretario e collaboratore di Filippo Turati nella redazione della "Giustizia" nel 1925, a cui seguì la militanza, dal 1926 al 1938, nel Partito socialista clandestino ed il lavoro come corrispondente dall'Italia de "La Libertà" di Parigi. Vigilato speciale dal 1926 al 1932, venne arrestato e imprigionato prima nel 1929, poi nel 1935. Costretto a rifugiarsi in Inghilterra, nel 1938, continuò comunque, durante l'emigrazione, la sua lotta politica attraverso scritti, discorsi e attività radiofonica. Dal 1940 al 1945 diresse la rubrica "Sul fronte e dietro il fronte italiano" della BBC, un'antologia dei testi della quale venne poi pubblicata in volume (1945). Risale sempre al periodo londinese la sua opera politica più significativa What Mussolini did to Us (1940), alla quale seguì Italy (1942).Tornato in Italia nel gennaio 1945, per breve tempo diresse il giornale-radio e riprese la collaborazione con l'"Avanti!" e con altri giornali socialisti. Descrizione bibliografica Titolo: Sul fronte e dietro il fronte italiano Autore: Paolo Treves Editore: Roma: Sandron, 1945 Lunghezza: 305 pagine; 23 cm Soggetti: Biografie, Reportage, Storia contemporanea, Novecento, Fascismo, Militaria, Seconda Guerra Mondiale, 1939-1945, Italia, Radio-commenti, Radiocronache, Resistenza, Campagne militari, Nazismo, Occupazione nazista, Tedeschi, Hitler, Mussolini, Winston Churchill, Anzio, Esercito, Marina, 8 Settembre, Armistizio, Badoglio, Ciano, Alleati, El Alamein, Comunismo, Antifascismo, Puntate, Conversazioni radiofoniche, Radio Londra, delitto Matteotti, Socialismo, Armistizio di Cassibile, Comitato di Liberazione Nazionale, Guerra civile, Salò, Partigiani, Ferruccio Parri, Carlo Rosselli, Raffaele Cadorna, Antisemitismo, Deportazioni, Leggi razziali, Duce, Linea Gotica, Marzabotto, Stragi, Brigate Garibaldi, Polonia, Germania, Stati Uniti, Russia, Francia, Inghilterra, Asia,Sbarco, Normandia, Stalingrado, Giappone, Balcani, Eisenhower, Grecia, Albania, Africa, Asse, Vichy, CLN, Struggle for Liberation, Linea Gustav, Cassino, Napoli, Stalin, Roosevelt, Armata Rossa, Albert Kesselring, Sicilia, Armata britannica, Operazione Diadem, Togliatti, Campagna italiana, Libri rari, Libri vintage, Prime edizioni, Diario, Biographies, Reportage, Contemporary History, Twentieth Century, Fascism, Militaria, World War II, Italy, Radio-comments, Resistance, Military Campaigns, Nazism, Nazi Occupation, Germans, Army, Navy, 8 September, Armistice, Allies, Communism, Anti-Fascism, Bets, Radio conversations, Radio London, Matteotti crime, Socialism, Armistice, National Liberation Committee, Civil War, Partisans, Anti-Semitism, Deportations, Racial Laws, Gothic Line, Massacres, Brigades, Poland, Germany, United States, France, England, Landing, Normandy, Japan, Balkans, Eisenhower, Greece, Axis, Naples, Red Army, Sicily, British Army, Italian Campaign, Rare Books, First Editions, Diary
8vo.; pp. 191; brossura editoriale; cucito.<BR>Tracce d'uso alla copertina; 3 sottolineature a penna e firma di appartenenza al frontisp, per il resto in buono stato.<BR>Prima edizione.
br. Ivo Andric per circa due anni (1920-1921) assunse l'incarico di diplomatico presso l'ambasciata del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni in Vaticano. Durante il suo periodo romano un fenomeno politico e sociale non sfugge alla penna dello scrittore: la nascita e lo sviluppo del fascismo. Tutti i suoi scritti su questo tema sono stati elaborati dopo la sua permanenza a Roma e quella, brevissima, a Trieste (fine 1922 - inizio 1923) e pubblicati sulle riviste letterarie croate e serbe nel periodo 1923-1926. All'edizione italiana di questi inediti di Andric si aggiungono due ricordi dello scrittore serbo, entrambi del secondo dopoguerra: il primo è del suo amico Kalmi Baruh, ispanologo, ebreo di Sarajevo vittima dello sterminio nazista; il secondo è frutto di una sua dolorosa passeggiata per i sentieri dell'antico cimitero ebraico della capitale della Bosnia-Erzegovina. Questi saggi trasmettono intatta l'originalità dello sguardo di Andric sul fascismo e le sue conseguenze, un fenomeno che al tempo suscitò molte perplessità nelle cancellerie e nei parlamenti delle cosiddette vecchie democrazie e che oggi, travestito a volte da varie forme di populismo, conferma la sua preoccupante vitalità ideologica.
br. Questa antologia di scritti, presentati in ordine cronologico, mette in luce il pensiero di Gramsci sul fascismo. L'autore coglie i caratteri e il ruolo storico-sociale di quei fasci di combattimento, di quelle squadracce, che sulla scena italiana ed europea del dopoguerra costituivano agli occhi del movimento operaio un fatto nuovo. E nell'interpretazione del nuovo Gramsci si rifece, fra i primi in Europa, a Marx. È la prima volta che un comunista procede verso una definizione del fascismo su cui più tardi, su scala europea e nell'ambito della Terza Internazionale, fioriranno dibattiti e si confronteranno posizioni diverse.
2005ALL09C52005 / 195 pages. Broché. Editions Sylepse.
Milano, Adelphi, 2012, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 415.
Original wraps. 8vo. 19 pages. 23 cm. First Spanish edition. Abridged. Published simultaneously in English as Post-War Migrations: Proposals for an international agency (54 pages in length) , the Spanish edition title translates as Suggestions for the Regularization of Post-War Migrations. No citation of translators name. Published under the auspices of the Research Institute on Peace and Post-War Problems of the American Jewish Committee. Introduction by Paul Van Zeeland; this 1943 report intended to situate the reality of massive displacement and post-war migration of refugees and attempts to unite interested parties on a global field to begin preparations for post-war assistance. Settlement of refugees in Latin America would be an important part of the reconstruction of Jewish life after the war, but, ironically, it became the home of many Nazis fleeing post-war Europe as well. Max Gottschalk (18891976) , Belgian social scientist and Jewish leader. [ ] He directed the Research Institute for Peace and Postwar Problems of the American Jewish Committee (194049) and from 1959 the Centre National des Hautes Etudes Juives, financed by the Belgian government. As president of the Belgian Committee for Refugees from Nazi Germany (193340) , he was instrumental in the rescue of the passengers from the ship St. Louis, which was sent back from Cuba and finally permitted to land in Antwerp (July 1939) . (EJ 2007) Paul Guillaume van Zeeland (11 November 1893 22 September 1973) was a Belgian lawyer, economist, Catholic politician and statesman born in Soignies. In 1939, Van Zeeland became president of the Committee on Refugees, established in London, and was made High Commissioner for the repatriation of displaced Belgians in 1944. In 1946, he was one of the founders of the European League for Economic Cooperation. Subjects: Emigration and immigration. Migration, Internal - Europe. World War, 1939-1945 - Refugees. No listings on OCLC. Near fine condition. Rare. (HOLO2-104-13)
Dresda, Limperti, 1941, A. 16 n. 3/4, in-4to spillato, pp. 46 con illustrazioni (testo in italiano)
Klinkhammer, Lutz-Meyer, Susanne Stragi naziste in Italia : la guerra contro i civili (1943-44). Roma, Donzelli 1997 italian, 165 CR32.ZBrossura editoriale,volume in discrete condizioni, segni da scaffalatura agli angoli della copertina, segni di usura sulla copertina, interno in buono stato165 pagine circa copertina come da foto
brossura Prendendo in esame l'episodio delle Fosse Ardeatine, il ruolo di Erich Priebke, il massacro degli ebrei sul lago Maggiore, e alcuni degli eccidi più orrendi, anche alla luce dei più recenti esiti della ricerca storica, e della nuova documentazione emersa negli ultimi anni dagli archivi italiani e tedeschi, l'autore tenta di delineare una tipologia delle stragi, e di valutare il ruolo e la responsabilità degli alti quadri della Wehrmacht. Un lavoro che getta luce su problemi diversi. Qual era la posizione dell'Italia occupata nel sistema nazionalsocialista di dominio? Quali sono stati i caratteri della memoria collettiva italiana nei confronti degli eccidi? E quali le matrici mentali delle stragi in Occidente?
ril. Al centro di questo libro vi sono gli eventi tragici che nella primavera-estate 1944 hanno interessato la dorsale appenninica compresa tra le province di Forlì, Pesaro e Arezzo. La strage a Tavolicci fu compiuta il 22 luglio (64 le vittime, di cui 20 uomini, 25 donne e 19 bambini in età inferiore ai 10 anni) e quella al Passo del Carnaio il 25 luglio (26 ostaggi rastrellati in diverse località della zona di San Piero alla fine di una lunga giornata di rappresaglia contro la popolazione locale durante la quale vengono devastati poderi e compiute singole uccisioni). Ogni eccidio ha la sua dinamica: distruzione di una sola isolata frazione in un'azione rapida e intenta a seminare terrore e morte (Tavolicci), selezione degli ostaggi dopo una lunga giornata di rastrellamenti, di catture, di patteggiamenti e di rilasci (il Carnaio); tutti gli eccidi si inseriscono però in un più ampio capitolo di storia di stragi e di violenze che hanno caratterizzato tutta la fascia appenninica settentrionale lungo la Linea Gotica, o "Verde", dal Tirreno all'Adriatico, dalla Toscana alla Romagna e alle Marche tra la primavera e l'autunno del 1944.
19,7x12,4 cm; XII, (4), 265, (7) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta illustrata da Otto Pankok. Qualche imperferzione della sopraccoperta, lieve alone di umidità non fastidioso. All'interno in buone condizioni di conservazione. Breve commento di Dino Formaggio al primo risvolto di copertina. Prefazione di Antonio Banfi, introduzione di Rudolf Schröder. Con quest'opera, scritta in Germania, l'autore veronese apre una finestra sulla realtà nazista e sulle sue conseguenze, parlandone senza giri di parole o metafore, per portare alla luce la verità celata dietro il regime. Buono stato di coservazione. Prima edizione non comune.
ill., br. La 63ª Legione Tagliamento. Fu un reparto della Milizia fascista ed ebbe la giurisdizione nella provincia di Udine. Dal 1923 fino allo scoppio della 2ª guerra mondiale il reparto non fu mai impiegato in nessuna operazione militare, in colonia o in Albania. I compiti dei legionari fu il normale addestramento periodico e l'organizzazione dei corsi premilitari per la gioventù. Con lo scoppio della guerra mondiale, la legione fu mobilitata e dal maggio 1940 al settembre fu impiegata nel controllo del territorio di confine con il regno di Jugoslavia. Fino al febbraio successivo, la storia del reparto fu congelata perché la legione non era mobilitata. Da quel mese iniziò la parte più importante della storia. Dall'agosto 1941, la legione fu in Russia. Le prime battaglie sul Dnieper per arrivare alla battaglia di Natale del 1941.