18 463 résultats
In 8° (cm 11 x 16), suggestiva legatura coeva in vitello bruno decorato a secco, fasci di filetti delimitano una cornice decorata a volute, arabeschi e piccoli gigli; fregi fogliati e conchiglie stilizzate gremiscono lo specchio, al centro del quale, su entrambi i piatti, campeggia uno scudo, ornato alle estremità di gigli. Dorso ed angoli restaurati Cc (1) bianca, (195), (1) bianca, segnatura AZ8, AA8 BB4. Gore d'umido e macchie diffuse, più fragili le primissime cc al margine superiore destro, interno peraltro sano.Testo gotico di 50 righe su due colonne, bei culs-de-lampe a frontespizio e colophon, dove troviamo impresse le indicazioni circa stampatore, luogo, data. Si tratta dell'Octava Sectio della Tabula Generalis ac Maremagnu(m) Scotice Subtilitatis , quinto volume dello Scriptum Joannis Duns Scoti doctori subtilissimi Ordinis minorum super primo [quarto] Sententiarum..., esame dell'opera di Pietro Lombardo. La nostra Octava Sectio, completa e a se stante con frontespizio proprio con bel titolo in cul-de-lampe, fa parte delle opere del Doctor Subtilis stampate in quell'anno presso Giacomo Pocatela a Pavia, edite da Antonio de Fantis di Treviso (1460-1533), letterato, filosofo, autore di libri di astrologia, allievo di Antonio Trombetta, il vescovo di Urbino principale figura della scuola scotista. Studioso di Aristotele, Alberto Magno, Avicenna, Averroè, Alessandro di Afrodisia, in contatto con le personalità ermetiche del suo tempo, l'irrequieta personalità del Fantis non poteva non essere attratta dal corpus controverso del filosofo scolastico, del quale si fa esegeta e apologeta, con interpretazioni originali. Come chiarisce nella Digressio in calce al volume, il Fantis ha inteso enucleare il pensiero di S. su vari soggetti, tramite questa Epitome strutturata in ordine alfabetico, dimodochè gli "ingegni degli Studiosi" non vengano esposti al naufragio, navigando nel "maremagnum", nel "pelagus Subtilitatis" delle speculazioni scotiste. Troviamo nei testi l'antiaverroismo degli scotisti del tempo; considerazioni, espresse in diverse voci, sui Dannati, consci della Beatitudine e di essa invidiosi; gli Eretici, e il loro battesimo degli infanti e degli adulti; quattro pagine dedicate al Peccato e alle varie gradazioni di gravità; osservazioni su Eucaristia, Sacerdozio, Simonia; sui Cadaveri, che diventano più pesanti dei corpi vivi, pur non avendo "più materia" di questi; considerazioni su società e famiglia, improntate alla consueta misoginia: se il marito accusa la moglie, si creda al marito, che è "caput mulieri". Sul frontespizio, un panegirico di Giovanni Antonio di S. Angelo in Vado in onore del Fantis, "phoenix unica in Italia", che fa rifulgere i "lucidi dogmi" dello Scoto, "nullo tempore nota prius". Adams 1125 cita questo stesso titolo nell'ediz. di Venezia
In-8 p. (mm. 204x150), p. pelle coeva (lievi abras.), dorso a cordoni con titolo oro su tassello dipinto (piccole manc. alle cuffie), cc.nn. 20, pp.num. 787, ornato da grandi iniziali e finali inc. su legno. L’opera divisa in “diece appartamenti, secondo i vari & ammirabili oggetti, cioè di mostri, prodigii, prestigii, sorti, oracoli, sibille, sogni, curiosità astrologica, miracoli in genere e meraviglie, narrate da’ più celebri scrittori e descritte da’ più famosi historici e poeti, le quali talhora occorrono, considerandosi la loro probabilità, ovvero improbabilità, secondo natura.. Con tre copiosissime tavole“. "Prima edizione postuma", uscita a cura del fratello Bartolomeo, di un’opera “sorpendente e bizzarra usata a illustrare argomenti strani e inusitati e con gusti e modi che preannunciano il Seicento.. di Tommaso Garzoni da Bagnacavallo (1549-1589), uomo assai colto, avidissimo ricercatore e collezionista di dati, notizie e aneddoti del più vario genere..” (così Diz. Opere Bompiani, p. II,29). Cfr. Graesse,III,32 - Parenti p. 253 - Caillet,4352 bis. Corto di margini, con pagine brunite o arrossate interc. nel t., due macchie margin. a p. 593, ma complessivam. buon esemplare.
1847818841847 Paris, Comptoir des Imprimeurs Unis, 1847,2 volumes in 8° reliés demi-chagrin rouge, dos à nerfs ornés, XV-387 et 379 pages ; 2 planches dépliantes ; des rousseurs ; trace marginale de mouillure claire.
Quattro tomi in 4° (cm 16 x 22,2), ottime legature coeve in pergamenaa puntinata, tasselli al dorso con titoli e filettature dorate, pp numerate229: 359 per il primo tomo; 242 per il secondo; 223; 222 per il terzo; 166; 194 per il quarto. In realtà le pagine sono molte di più: quelle enumerate sono quelle manoscritte, ma spesso il verso (più raramente il recto) della pagina scritta è bianco, e i fogli scritti sono interfogliati da carte bianche, con un rapporto di 1:1, a a volte anche 1:3. Tagli rossi. Testo in latino, vergato con minuta, uniforme, grafia settecentesca, precisa e nitida come una stampa. Volumi in ottime condizioni, carta bianchissima. Alla fine di ogni parte, "Index Titulorum" con l'indicazione delle pagine. Il primo tomo contiene un trattato di filosofia, suddiviso in capitoli: il nome, la natura, l'esistenza, l'oggetto ed il fine di tale disciplina, le sue parti, che vengono poi analizzate minutamente: logica, ovvero l'"ars cogitandi", ove sono riportati i divertenti sillogismi, quali: "Sinenses non sunt Turca/Turca non sunt Christiani/Ergo, Sinenses sunt Christiani". A questo punto del discorso la Logica sfocia nella Grammatica e Sintassi, di cui viene fornito ampio excursus, sempre con una certa insistenza sui sillogismi, e l'analisi di molti. Troviamo riferimenti ai Manichei, a Malebranche, e frasi esemplificative su "Ludovicus XV Rex" (il quale viene esortato ad onorare la legge divina), che ci permettono forse di datare il ms. Poi, "Metaphysica", che inizia significativamente con un capitolo "De dubitatione", ove viene esaltato il dubitare come regola per gli uomini che vogliano risalire alle cause prime e agli intenti del "Geometra" che formò l'Universo. La seconda parte della Metafisica si intitola "Theologia Naturalis": il concetto di divinità, è, nella mente umana, innato, oppure fittizio ed avventizio? La Teologia naturale si apre con numerose pagine dedicate alle obiezioni contro idea di Dio come innata e non indotta dalla cultura. Poi: l'esistenza di Dio, argomenti pro e contro (desunti dalle proposizioni degli ateisti). Ancora: della natura di Dio, della sua incorporeità, dei suoi attributi. Il secondo tomo si apre con la terza parte della Metafisica: Pneumatologia, ovvero scienza degli spiriti creati, con capitoli su mente e memoria, e uno sull'essenza degli Angeli. Segue l'Etica, ovvero scienza dei costumi: bontà e malizia delle azioni umane. Il terzo tomo si apre con una nuova disciplina, la "Physica, seu scientia naturae": la materia, il moto, contrapposto allo stato di quiete, e le sue leggi per la prima parte; astronomia per la seconda, i massimi sistemi tolemaico, copernicano, ticonico, Cartesio, i pianeti, gli anelli di Saturno, la fasi lunari; poi, i terremoti e le precipitazioni. L'ultimo capitolo del terzo volume riguarda l'influsso degli astri e l'astrologia giudiziaria. Il terzo tomo contiene anche un disegno a piena pagina di soggetto astronomico. Il quarto tomo tratta delle Scienze della Terra: l'acqua, il mare, il fuoco, i meteoriti, i fossili, poi piante, animali ed infine corpo umano descritto minuziosamente nei suoi organi e nella varie parti: anatomia e fisiologia. Ogni parte si chiude con una prece rivolta a Dio, e la formula "Amen". Impressionante "summa" redatta con certosina pazienza probabilmente in anni di assiduo lavoro, da ignoto trascrittore delle conoscenze scientifiche dell'epoca, in grafia armoniosa e comprensibile.
188391021883 Paris, Maisonneuve et Cie, 1883, in folio en feuilles de 49-(3) pp., 42 planches hors-texte en héliogravure d'après les photographies de l'auteur - XXXII pp., sous couverture d'éditeur imprimée de pleine percaline grise (réparation ancienne), bon ex.
883833De L Imprimerie De Migneret Paris 1802 In-8 ( 200 X 130 mm ) de XVI-472 pages, demi-basane fauve à coins, dos lisse orné de roulettes dorées, pièce de titre de maroquin miel, ( Reliure de l'époque ). EDITION ORIGINALE. Coins émoussés, rousseurs passim, bon exemplaire.
In 8°. Pagine 552; 808. Rarissimo testo di magia del celebre esoterista francese Stanislas De Guaita, ricco di illustrazioni e splendidamente conservato. Bella e pregiata legatura coeva in mezza pergamena con titoli su tasselli in oro al dorso. All'interno annotazioni di antica mano anche in lingua ebraica. Introvabile.
120583aafAmsterdam, Van Backenes et Cie / Leipzig, J.A. Brockhaus / Saint-Petersbourg, Dufour et Cie. / La Haye, Belinfante / Paris : E. Dentu. Typographie Morris et Cie, Paris. 1862, gr. in-8vo, 2 ff. (faux-titre et titre) + 330 p., envoi manuscrit de 4 lignes en-tête de la page du titre, difficile à lire, mais semble-t-il, signé par L. Schauer. Ticket de libraire à l’int. du 1er plat ‘Lucien Bodin, libraire en sciences occultes et philosophiques... Paris’, petite remarque au crayon papier ‘Rarissima’, reliure en d.-toile simple (XIXè), pièce de titre en cuir au dos, couvertures de la brochure d’origine conservée (ceci avec des petites manques aux coins et bords).
17905855A paris et Lausanne, Chez les Libraires Associés / Henri Vincent, 1790. 2 vol. in-8 de [2] de titre-X-340; et [2] de titre-348pages, cartonnages d’attente gris de l’époque, étiquette de titre imprimées aux dos, non rogné.
118036aafo. Ort, o. Verleger, 1742, in-4to, Kupfertitel + 148 S, Einfacher-Pappband d. Zeit.
In-16 p. (mm. 150x98), 2 parti in 1 vol., mz. pelle settecentesca, filetti e tit. oro su tassello (rifatto) al dorso, 8 cc.nn., 152 cc.num.; 8 cc.nn., 152 cc.num., marca ai due frontespizi, ornato da grandi iniziali silografate. Nella Prima parte vi sono contenuti i "Secreti" “Si per huomini, & donne d’alto ingegno, come ancora per Medici, & ogni sorte d’Artefici industriosi, & ad ogni persona virtuosa accomodate” - Nella Seconda i "Secreti" “Ne’ quali si contengono i rimedi utili à l’infermità, & altre cose bellissime, ingeniose & artificiose, come nella Tavola potrai vedere”. Vi sono contenute ricette assai curiose. Opera non comune, più volte ristampata. Cfr. Wellcome,5573 che cita l’ediz. di Venezia, 1561 (probabilmente la prima) - Adams,II, p.160 e Durling,3948, un’ediz. del 1575 - Krivatsy, p. 1009 e Michel,VII, pp. 51 e 52 citano 4 ediz. del XVII sec. - Caillet,III,9602. Leggerm. corto del margine super.; una carta sapientemente restaur. per fori di tarlo e con trascriz. di alcune parole del testo; lieve alone margin. solo su alc. carte, altrimenti ben conservato.
1843156811843 Paris, imp. litho. de Leroy, 1843.,in 4°,plein velin de 2ff. 115pp., le tout entièrement autographié en lithograp3hie avec figures in t., (4pp. interverties par l'imprimeur, de 66 à 70) bel exemplaire grand de marges. Rarissime édition originale autographiée et tirée en lithographie à seulement 100 exemplaires. C'est un des rares commentaires ésotériques sur la numérologie propre à la représentation cosmologique enseignée par Martinès de Pasqually. Le texte de Saint-Martin est précédé d'un avertissement signé Léon Chauvin, qui est l'auteur de la copie reproduite en lithographie. Dorbon n°4313 "Edition originale autographiée par les soins de M. Schauer (sic) et tirée à 100 exemplaires seulement, inconnue à Guaita et à Caillet qui ne citent que l'édition de 1861."
158014835Rouen, Thomas Mallard, 1580 ca. In-16 de 89-(6)-49 ff., veau fauve, dos lisse orné, pièce de titre en maroquin rouge, filet et frise dorés d'encadrement sur les plats, tranches dorées (relié vers 1800).
158720901Lyon Pillehotte 1587 in-12 plein-veau 1 volume, reliure plein veau raciné moucheté et coloré havane petit in-douze (binding full calfskin in-12) (12,5 x 8,6 cm), RELIURE D'EPOQUE, dos à nerfs (spine with raised band) décoré "or" (gilt decoration) à filets et roulettes "or" (gilt line), titre et tomaison frappés "or", pièce de titre et de tomaison (label of title and volume numbering) sur fond bordeaux avec double filet "or" en encadrement, roulette "or" en place des nerfs avec un filet"or" de part et d'autre des nerfs, entre-nerfs à fleuron "or" dans un encadrement à double filets "or" avec fleuron "fleurette" "or" aux angles, roulette "or" en tête et en pied, la coiffe inférieure manque, plats décorés "or" d'une roulette "chaînette" "or" en encadrement, toutes tranches lisses rouges, Texte en Latin, sans illustrations (no illustration) excepté une marque de l'Editeur en bas du titre gravée sur bois en noir avec la devise : "nomen domini laudabile" (le nom du Seigneur soit loué) + orné de bandeaux et lettrines historiées (and illuminated of headpieces and dropped initials) gravés sur bois en noir, [Liber I : 322 + Liber II : 150 + Liber III : 200 (de la page 151 à la page 350) + i ff. blanc + 31 ff. d'Index , privilège et errata] pages, 1587 Lugduni : apud J. Pillehotte Editeur,
In folio (cm 21,6 x 35), suggestiva legatura piena pelle coeva con filetto dorato ai piatti e stemma floreale impresso al centro dei piatti. Pp (16), 357 (la paginazione passa da p 124 a 145, ma completo, come segnalato anche da COPAC), per la prima opera; (24), 112, (8) per i "Labores"; (108) di "Emendationes" ed Indici. La collazione delle ultime cc differisce da quella degli esemplari censiti in COPAC, ma quanto presente pare completo: COPAC avverte che esistono varianti con numero diverso di carte. Bellissimo frontespizio architettonico, testo su due colonne, latino e greco. Splendidi testatine, finalini, capilettera; marginalia impressi ai lati della pagina. Esemplare in discrete condizioni: bruniture dovute alla qualità della carta; integrazioni con striscioline di carta al frontespizio; da pag 309 della prima opera alla 99 dei "Labores", gallerie di tarlo da restaurare nel margine bianco inferiore, senza perdita di testo; Tarletti al fondo senza gravità nella parte superiore; il "Registrum" è incollato su sguardia moderna al verso dell'ultima carta, . De Billy, erudito francese, teologo, giurista, linguista, abate benedettino, nacque nel 1535 a Guise in Piccardia; morì a Parigi nel 1581. Dal giorno in cui entrò novizio, abbandonò ogni studio profano per dedicarsi ai Padri della Chiesa, coadiuvato dalle eccezionali abilità linguistiche -scriveva greco e latino con eccezionale purezza, e come il francese. L'esegesi biblica gli deve molto: molto fece nel'ambito della collazione dei testi e comprensione di parecchi passi oscuri dei Padri. Le opere principali sono su Gregorio Nazianzeno, Giovanni Damasceno, Ireneo, Epifanio, e il nostro Isidoro
In 8° (cm 10,7 x 16,9), legatura piena pergamena coeva con titolo su tassello manoscritto al dorso, pp (2), 169 per la prima opera; (3), 173-254, (2) bianche, (8) per la seconda ("Dichiarazione fatta al Serenissimo Duca del Maine Intorno a gli onori, che i Cinesi fanno a Confusio, e a i Morti."); fregio silografico al frontespizio, esemplare in buone condizioni, bruniture uniformi ad alcuni fascicoli, dovute ai tipi diversi di carta utilizzata; meticolosamente conservato e ben completo anche della carta bianca tra le due opere, della prima edizione in italiano (la seconda stesso stampatore, 1699) del gesuita francese di origine bretone Le Gobien (1671-1708), Procuratore della Missione franco-cinese, il quale seppe risvegliare l'interesse delle classi intellettuali verso la missione di evangelizzare l'Asia dell'Est; sul tema delle violente diatribe letterarie allora in corso riguardo i cosiddetti "Riti cinesi" ("Le Père Gobien entra dans la trop fameuse querelle entre les missionnaires, sur les cultes que les Chinois rendent à Confucius et aux morts", De Feller), nonchè sull'importante Editto "registrato ne' primi Tribunali", riguardante "la libera facoltà di predicare, e di abbracciare la Religione Christiana in tutti i suoi Stati", pubblicò quest'opera (titolo originale: "Histoire de l'édit de l'empereur de la Chine en faveur de la religion chrétienne avec un éclaircissement sur les honneurs que les Chinois rendent à Confucius et aux morts"). La seconda opera riguarda la composizione delle relazioni politiche tra Cinesi e Moscoviti, e traccia le tappe dell'evangelizzazione da parte dei Padri della Compagnia nel Paese, a partire dal 1581. Sfogliando Cordier, "Bibliotheca Sinica" troviamo la cronistoria dell'elenco di opere riguardanti la presente opera; innanzitutto questa prima edizione italiana Zapata, non presente in SBN, con notizie sul traduttore, il gesuita Giacinto Ferrero: nato a Valperga 1648, morto a Torino nel 1730. Alcune delle proposizioni contenute nell'opera, uscita in francese nel 1698 (Paris, Anisson), furono censurate dalla Sorbona; ne seguì un libello dei gesuiti contro la predetta censura; nel 1700, addirittura queste proposizioni vennero deferite alla Santa Sede, e Le Gobien palesa nel 1701 il suo risentimento, in un "Parallèle de quelques propositions dont les unes ont été déférées au Saint Siège et à la Sorbonne et les autres nel'ont pas été, quoiqu'elles méritassent beaucoup plus de l'être". Sei esemplari in SBN della seconda edizione, uno della presente in Biblioteca Vaticana, entrambe collazionano numero di carte inferiore al fondo; Cordier, "Bibliotheca Sinica", 836, 837, 900, 248, 779; Sommervogel III, 1512; De Feller, Tome V, p 489.
5009P.H. Vrayet de Surcy, 1863-1865. 25 x 16 cm, 482-189-437-503-468-534 et 486 pp. Brochés, couvertures légèrement usées, dos consolidés, des rousseurs. Vol. 1 Premier Mémoire : Manifestations fluidiques devant la science moderne - Vol. 2 : Appendices du premier mémoire Manifestations fluidiques - Vol. 3,4,5 et 6 : Deuxième Mémoire : Manifestations historiques dans l'antiquité profane et sacrée rapprochées des faits de l'ère actuelle. Vol 7. Troisième mémoire : Manifestations thaumaturgiques. Complet en 7 volumes. Caillet, 7599-7600. Charles, Jules Eudes de Catteville de Mirville, marquis de Mirville est né le 24 avril 1802 au château de Filières à Gommerville et y est décédé le 11 septembre 1873. Écrivain érudit, illuministe et médium, dernier marquis du nom. Il joua un grand rôle dans la propagation de l'histoire de la maison hantée de Cideville. Il eut alors une correspondance très importante avec Théodore Lacordaire, avec le médecin catholique de Bolbec Charles Hélot qui publia en 1897 Névroses et possessions diaboliques, comme avec des numérologues tels que le comte de la Villinouet. Provenance : M. de Lacroze, Prêtre de Saint-Sulpice (tampon ex-libris). Matthieu Dumontet de Lacroze, prêtre sulpicien, ancien directeur des grand séminaire de Bourges et de Reims. Aumônier du 332e Régiment dinfanterie. Né le 24 octobre 1866 à Saint-Jory-de-Chalais, tué le 22 avril 1916, à Esnes-en-Argonne, devant Verdun (Meuse).
5009P.H. Vrayet de Surcy, 1863-1865. 25 x 16 cm, 482-189-437-503-468-534 et 486 pp. Brochés, couvertures légèrement usées, dos consolidés, des rousseurs. Vol. 1 Premier Mémoire : Manifestations fluidiques devant la science moderne - Vol. 2 : Appendices du premier mémoire Manifestations fluidiques - Vol. 3,4,5 et 6 : Deuxième Mémoire : Manifestations historiques dans l'antiquité profane et sacrée rapprochées des faits de l'ère actuelle. Vol 7. Troisième mémoire : Manifestations thaumaturgiques. Complet en 7 volumes. Caillet, 7599-7600. Charles, Jules Eudes de Catteville de Mirville, marquis de Mirville est né le 24 avril 1802 au château de Filières à Gommerville et y est décédé le 11 septembre 1873. Écrivain érudit, illuministe et médium, dernier marquis du nom. Il joua un grand rôle dans la propagation de l'histoire de la maison hantée de Cideville. Il eut alors une correspondance très importante avec Théodore Lacordaire, avec le médecin catholique de Bolbec Charles Hélot qui publia en 1897 Névroses et possessions diaboliques, comme avec des numérologues tels que le comte de la Villinouet. Provenance : M. de Lacroze, Prêtre de Saint-Sulpice (tampon ex-libris). Matthieu Dumontet de Lacroze, prêtre sulpicien, ancien directeur des grand séminaire de Bourges et de Reims. Aumônier du 332e Régiment dinfanterie. Né le 24 octobre 1866 à Saint-Jory-de-Chalais, tué le 22 avril 1916, à Esnes-en-Argonne, devant Verdun (Meuse).
17084354Vetero-Pragae (Prague), Wolfgang Wickhart, 1708 ; in-4 ; cartonnage de papier marbré, pièce de titre havane (reliure fin XVIIIe - début XIXe siècle) ; (4) ff., 167 pp., (1) p. d'errata ; 8 magnifiques planches hors-texte de Johann Leonhard Winkelman, gravées par Antoine Kohl.
1593DEZ-6524Hanoviae (Hanovre), Apud Guilielmum Antonium, impensis Petri Fischeri Fr., 1593. Petit in-8, plein vélin à rabats postérieur (XVIIème). Titre, 7 ff non chiffrés, 534 pp, 29 ff non chiffrés (index). Ouvrage illustré de 2 portraits en frontispice, de nombreux bois in-texte et orné de culs-de-lampe. Vélin sali, marge supérieure rabotée, travail de ver de la page 207 à 222 (avec petites atteintes au texte) et en fin de volume, mouillures claires, marges raccourcies.
1903212851903 Paris, Librairie Chacornac pour les 2 premiers tomes, 1903 et 1904, in-8 brochés de (4)-375 pp. ; (4)-380 pp. couverture jaune imprimée. Le tome III, aux Publications Cosmiques, 380 pp., les tomes V et VI aux mêmes éditions, respectivement de 153 et 88 pp., les 3 premiers tomes sont brochés sous couvertures jaunes imprimées, les 2 derniers sous couvertures beige. Couverture du tome 2 réparée, tomaisons proprement effacées sur le tome 1, le tome IV manque à cet ensemble, néanmoins rare et bon exemplaire, bien complet des 3 premiers volumes attribués à Max Théon et à son épouse Alma.
85848J.-J. Blaise Paris 1829 2 volumes in-8 ( 240 X 160 mm ) de XX-317 et 467 pages, demi chagrin cerise, titre et tomaison dorés sur dos à 5 nerfs ornés de filets dorés droits et perlés, petits fers dorés dans les caissons ( Reliures de l'époque ). Bel ex-libris gravé en contre plat. 69 planches simples hors-texte et 12 planches dépliantes in fine soit 81 planches. Edition originale rare. Rares rousseurs, très bel exemplaire, finement relié.- Monumens des grands-Maîtres de l'Ordre de Saint-Jean de Jérusalem ou Vues des Tombeaux élevés à Jérusalem, à Ptolémaïs, à Rhodes, à Malte, etc... accompagnés de notices historiques dur chacun des Grands-Maîtres, des inscriptions gravées sur leurs tombeaux, de leurs armoiries, etc...- Tome I. XX, 317 pages.Faux-titre, titre gravé, titre, introduction, texte.Gérard Tunc ( 1113-1121 ) jusqu'à Fabrice Carrette ( 1513-1521 ). Notes et pièces justificatives.Frontispice, Portrait de Gérard Tunc et Planches I à XLI, Vues de Jérusalem, de štolémaïs, de Rhodes et de la Loge des Chevaliers.- Tome II. 467 pages.Faux Titre, titre gravé, titre, texte. Villiers de L'Ile-Adam ( 1521-1534 ) jusqu'à Antoine Busca ( 1821-1829 ).Notes et pièces justificatives.Frontispice, Planches XLII à LXIX. 2 vues de Maltes, vue de l'Eglise de Saint-Jean à Malte, vue de la chapelle souterraine de Saint-Jean, Vue du Palais Magistral, 6 fresques du Palais Magistral, Monument du Comte de Beaujolais.
In 8° (22x16cm), leg. coeva in piena pergamena molle con titolo su antica etichetta al dorso, ritratto dell'a. f.t.; pp. 6, 184, 5, capilettera, testatina incisa, fori di tarlo al margine delle ultime carte, lievi bruniture. interessante e curiosa opera seicentesca sui copricapo e sui cappelli nelle varie epoche e nelle più svariate fogge; i cappelli sacri di vescovi e cardinali, la kippà ebraica, il cappello dottorale, la corona regale, i copricapi femminili etc... In fine "Index autorum qui in hoc opere laudantur vel emendantur". Non comune (Sconosciuto al Graesse, e alle bibl. consultate) Ediz. orig.
Cm. 16,5, perg. rigida, pag. (20) 228 (12) più 1 tavola in rame f.t.. Occhiello con vignetta in rame rappresentante Edipo e la Sfinge. Ottimo esemplare. Ferguson, vol. 1, pag. 89 cita solo l'opera rimandando a Manget e Roth-Scholze. Verginelli, Bibliotheca Hermetica, riporta l'edizione del 1664. Non in Rosenthal
In folio (cm 21,5 x 31), cartonatura mod., cc (6), 94, grande impresa tipografica al frontespizio: Ancora unisce rami di palma e di olivo germoglianti da tronco, congiunti in basso dalla sigla SOS, motto: "In tenebris fulget", dedica al principe salernitano Fernando Sanseverino, testo latino su due colonne con chiose laterali, parentesi riassuntive che uniscono capoversi. Grandi capilettera allegorici. Esemplare in buone condizioni, firma settecentesca di appartenenza al frontespizio, rade lievi gore, integrazione ben fatta al margine inf. della carta A. Opera composta nel 1523 dal filosofo averroista nativo di San Pietro in Galatins (Lecce) che trasportò la traduzione ficiniana di Averroè ad opera di Platone e Plotino in questi Theoremata che sono la sua opera maggiore. In ICCU altre edizioni;. Adams II, 165 per ediz. del 1564