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In 8° (cm 15,5 x 21,3), legatura piena pergamena, dorso rifatto in pergamena, pp (6), 148. Impresa silografica al frontespizio, bella testatina, bei capilettera allegorici. Esemplare in buone condizioni, pallida gora allangolo superiore destro per le prime 87 pp di cm 8,5 x 3 circa. Bruniture lievi e fioriture, dovute alla qualità della carta. Titolo tradotto: "Il chimico scettico, ovvero dubbi e paradossi chimico-fisici, che trattano i principi spagirici comunemente chiamati ipostatici, come si vuole che siano proposti e difesi dalla generalità degli alchimisti". In quest'opera Boyle, considerato il padre della chimica moderna, attraverso il suo portavoce, Carneade, dal nome del filosofo scettico greco, polemizza contro la visione corrente degli hermetick philosophers: aristotelica dei quattro elementi incarnata da Themistius e paracelsiana di sale, zolfo e mercurio (interprete Philoponus), in quanto non basato sullevidenza sperimentale, sostenendo che la materia sia composta di corpuscoli, i quali a loro volta sono costituiti da differenti combinazioni di particelle primarie. La sua definizione di elemento stabilisce una rottura con le antiche dottrine alchemiche. Egli stesso fu tuttavia un alchimista; e credendo che la trasmutazione dei metalli potesse essere possibile, portò avanti una serie di esperimenti nella speranza di effettuarla; e si batté per ottenere l'abrogazione, nel 1689, della legge di Enrico IV contro la moltiplicazione di oro e argento. Lopera fu pubblicata a Londra nel 1661 ed ad Oxford nel 1680; le edizioni latine furono a Ginevra, la prima nel 1677, poi nel 1680 e infine a Rotterdam nel 1679. Almeno sette edizioni, tutte come si può notare in luoghi fuori dalla giurisdizione della censura, comparvero tra il 1662 e il 1682. Ferguson, Bibliotheca Chemica, I, p. 122 per altra ediz
465382Chez L Auteur Angers 1913 In-8 ( 180 X 110 mn ) de 244 pages, broché sous couverture imprimée. EDITION ORIGINALE malgré la mention "Deuxième édition de La science de Dieu, entièrement nouvelle". Bel exemplaire enrichi d'un envoi autographe signé de Jean-Pierre BRISSET. Très rare.
In-8 (15 cm) 9 voll. in 4 tomi (2) 190 (2), (4) 190; (4) 190 (2), (4) 190 (2); (4) 192, (4) 190 (2); (4) 190 (2), (4) 166 (2), (2) 168. Mezza tela con piatti rivestiti di carta marmorizzata. Marca editoriale al frontespizio diversa per ogni volume. Occhietto ad ogni volume con titolo: Biblioteca nuova pubblicata da G. Daelli: Il Mondo Secreto. Prima edizione.Giovanni De Castro (Padova, 14 agosto 1837 – Bellagio, 28 luglio 1897) è stato un giornalista, scrittore, drammaturgo, storico e docente italiano. Padovano di nascita ma milanese d'adozione, Giovanni De Castro era figlio del patriota, pedagogista e scrittore istriano Vincenzo De Castro e di Carlotta Solimbergo. Inizia molto giovane collaborando con diversi giornali e in traduzioni in inglese e soprattutto dal francese. Parallelamente all'attività di giornalista e d'insegnante si dedica a quella di scrittore pubblicando diversi drammi storici, novelle e commedie. Tra il 1861 e il 1866 fu redattore de Il Politecnico, dove molti dei suoi articoli uscirono anche non firmati, o in alternativa con la sigla Y o con lo pseudonimo Cemda Mattross. Fu compilatore e redattore unico di un giornale da lui fondato, La Patria. Fino al 1895 si dedicò all'insegnamento di storia letteraria all'Accademia di belle arti di Brera. Il De Castro è anche autore di svariati libri scolastici per diversi ordini e gradi d'insegnamento; le opere per le quali è maggiormente ricordato sono volumi di carattere storico, tra cui si ricordano: I processi di Mantova e il 6 febbraio 1853, Milano nel Settecento, In memoria, Milano e le cospirazioni lombarde dal 1814 al 1820, Il Mondo Secreto e La caduta del Regno Italico. Muore a Bellagio nella frazione di San Giovanni il 28 luglio 1897. Riposa al cimitero Monumentale di Milano. "Il mondo secreto" è un lavoro in IX volumi e tratta della storia delle società segrete e di quelle che potremmo definire "scuole iniziatiche", parte dai Magi e si dipana nello spazio e nel tempo sino al XIX secolo della nostra era. È un lavoro importante e certosino che, per completezza, può essere definito unico nel suo genere. Il lettore viene accompagnato passo dopo passo dai misteri eleusini agli alchimisti, dai templari alla massoneria, dalle società segrete cinesi ai Beati Paoli, in un percorso ricco di dettagli e particolari. L'opera edita per la prima volta nel 1864 ebbe una notevole fortuna al punto da essere tradotta in inglese nel 1875.
Fiel Jareño, Emilio Cabalgando al dragón del vientre. , Mandala Ediciones 2009-12-01, Ottimo (Fine) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 250<br> 9788483521960
In 8° (cm 10 x 16), legatura piena pelle settecentesca con spellature, dorso con titoli e fregi in oro, mancanze alle cuffie. Pp (20), 176 per la "Pars Hyemalis"; (1) c b; pp (16), 204 per la "Pars Aestivalis". Imprese tipografiche ai due frontespizi. Esemplare in buone condizioni, carte lievemente brunite, antica firma alla sguardia, ex libris manoscritto "D. Lucii Visconti MC" al primo frontespizio, su strisciolina di carta incollata. Forellini di tarlo alla sguardia e al primo frontespizio, senza perdita di testo. Al colophon della "Pars Hyemalis": "Parisiis, ec Chalcographia Ioannis Savetier, anno salutis Christianae 1553"; la data 1553 è ripetuta anche al colophon della "Pars Aestivalis", senza dati tipografici. In calce alla dedica al Lettore, troviamo "Antwerpiae 1538", luogo e data della prima edizione (Steelsius). Omelie del frate minore belga Royaard (1475?-1547) su personaggi biblici, sui quattro generi di amici che esistono; sui quattro pericoli che insidiano l'anima; sui tipi di candelabri che si usano durante le processioni; sul divieto fatto da Dio di mangiare la carne dei propri figli; contro la voluttà della carne; sulla "cervice dura Iudaei" e la loro malizia; sugli eretici e il loro uso capzioso delle Scritture, e descrizione di alcune di esse quali i Nestoriani; gli eresiarchi; esorcismi operati da santi quali S. Martino, le proprietà della luna nelle sue varie fasi, le proprietà e effetti della luce; innumerevoli i riferimenti al diavolo, ""nemico, aspide, basilisco, leone, drago" e alla classificazione delle sue insidie. Due esemplari censiti in COPAC, uno in CCF.
172924629Cologne Thomae Von Collen & Josephum Huisch 1729 in folio volume premier seul consacré à la Mythologie et aux Animaux, 17 emblêmes dans le texte. ( cuivres ) (1) frontispice - 23 ffnch -740 pp; manques de cuir aux coiffes et petit travail de vers sur le cuir, intérieur très frais. Moine des Augustins de Milan, Théologien né en 1604 à Brescia ( Livre assez peu recensé dans les collections de livres d'Emblêmes (pas dans Roger Paultre, Catalogue Jammes, etc ) . Semble être la même édition rare décrite dans le Catalogue Dorbon ( page 284 ) à la date de 1715 chez les mêmes éditeurs . Véritable recensement du vivant utilisé comme Emblêmes. Les premières Editions sont du 17 ème en Italien.
Gr. In-4, 173p. Edition au tirage limité à 390 exemplaires. Illustrée de 23 lithographies en couleurs de Jacquot, à savoir un portrait de Nostradamus en frontispice et les 22 arcanes du tarot initiatique. Celui-ci est un des 55 exemplaires sur Auvergne signés par l'artiste à la justification et accompagnés de deux suites présentées sous coffret séparé. Présentation et commentaires par Anne et André Barbault. Exemplaire en excellente condition.
1673FDC-18Hafniæ, Sumptibus Petri Haubold, Typis Georgii Gödiani, 1673, in-4 de 7 ffnch., 316 pp, vélin souple. Rousseurs.
In 16° (cm 7,5 x 14), legatura piena pelle coeva, dorso con mancanze alle cuffie, pp XII, 336, interno in buone condizioni, bruniture. Una delle edizioni originali (ce ne sono almeno due, distinguibili tra loro per i diversi fregi tipografici usati) del romanzo sentimentale, in realtà pastiche delle Lettres persanes di Montesquieu (1721) con accenti protofemministi, uscito anonimo e con luogo di stampa fittizio, dell'amica di Voltaire, Diderot, Helvétius, ristampato in più di un centinaio di edizioni (la prima traduzione italiana del 1759), fino al 1835, anno in cui comincia l'oblio anche a causa dei giudizi severi dei numerosi celebri detrattori, tra cui Turgot, Hugo, Sainte-Beuve (che definì l'A. "socialiste avant la lettre"). Denuncia sociale appassionata dei ridicoli e delle incongruenze della società francese contemporanea, attraverso le lettere scritte con nodi di cotone colorati (che potevano essere decifrati solo da chi conosceva la registrazione logico-numerica) della peruviana Zilia col fratello e fidanzato Aza Il tutto si inserisce nel filone dei Lumi che denunciano le ineguaglianze e proclamano la libertà di tutti, in questo caso delle donne. Troviamo la condanna della separazione tra i sessi, dell'assenza di un'istruzione per le ragazze, della morale diversa per l'uomo e per la donna, il rifiuto della maternità come mezzo di realizzazione per la donna (Zilia dichiara di aver amato Aza perchè ha visto in lei un essere umano pensante, al di là dell'"umiliante privilegio di dar vita alla (sua) discendenza"). Quest'opera fu strenuamente difesa da Raimondo di Sangro che scrisse una "lettera apologetica" in cui difende l'opera e fornisce una sua versione a proposito del quipqu sul quale la principessa Zila scriveva le lettere. La difesa di Sangro fu messa all'indice finchè dopo la pubblicazione di una celebre "Supplica" fu tolta dall'indice su decisione di Benedetto XIV. Barbier, vol. II, col. 1246; Debacker, 1131; Rahir, Picot, Quérard, per edizioni posteriori; Index librorum proibitorum.
1924027816Amsterdam 1924 De vrij Religieuze Tempel maatschappij tot bevordering van vrij religieuze belangen Hardcover 1st Edition
34739Jules Teycheney Bordeaux 1839 2 tomes reliés en un volume in-8 de XXXIV-336 et IV pages-401 pages + errata et tables pages, demi-basane fauve, dos lisse orné de filets dorés. Edition originale ornée de 27 planches la plupart dépliantes ( 26 dessins lithographiés un tableau synoptique dépliant ). RARISSIME. Pierre LACOUR, savant archéologue et kabbaliste très lié avec Fabre d'Olivet avec qui il collabora. Cet ouvrage très documenté, servit de base à Papus pour son Traité méthodique de science occulte. Dorbon 2423 "Très rare". - Caillet 5919 "... constitue un travail formidable d'érudition et profondément initiatique..." - Cat. Guaïta 449 "ouvrage fort documenté sur les origines de la religion et de la langue hébraïques..." De l'autorité du texte hébreu du Pentateuque tel qu'il est aujourd'hui. Le Pentateuque et son origine. Origine et accroissements successifs de l'alphabet hébreu et de la langue hébraïque. AEI, nom primitif de l'Eternel. JEOVE, analyse étymologique. BABEL. OIR. MGDL. RACH. AELOIM...Etude des Religions.
20736Paris, Marc Ducroux, 1851. Broché. 4 volumes in-8 d'environ 500 pages chacun.
In 8° (cm 11,8 x 18), copertina tratta da codice manoscritto secentesco in scrittura cancelleresca, cc (49) testo in grafia settecentesca per la quasi totalità delle pagine e ottocentesca per le ultime, perfettamente leggibile, (17) carte bianche, (2) cc con appunti al verso. Buone condizioni, a poche carte l'inchiostro ha scurito lievemente la pagina retrostante, ma testo sempre assai leggibile. Affascinante raccolta, per uso domestico e privato, di rimedi "éprouvés", "admirables", "contre tous les maux", con non infrequenti escursioni nell'orrido e raccapricciante. Il manoscritto presenta almeno tre tipi di scritture diverse, corrispondenti ai diversi possessori nel corso del XVIII° e XIX° secolo. L'ultimo è il docteur Retier, bibliotecario alla Facoltà di Medicina di Nancy, "médecin principal en retraite lauréat de l'Académie des Sciences, Officier de la Légion d'Honneur", che l'11 febbraio 1877 firma l'ultima pagina del volume scrivendo tutti i suoi titoli onorifici e accademici, dopo aver aggiunto alcune ricette di sua mano, più "scientifiche" delle prime e primissime, che sono "segreti" a base di: limacce rosse o a righe pestate; sterco di gallina preferibilmente bianco ("remède qui dispense de se faire saigner") e zampa bruciata di pernice rossa da inghiottire diluendone la cenere col vino; lombrichi mondati della terra ma non lavati, e fatti friggere fino a calcinazione; escremento di cane maschio essiccato; "teinture sympathique", variante dell'esoterica "polvere simpatica"; unguento ottenuto pestando scarafaggi in un mortaio, fino a ridurli in polpa, e fatti bollire con scaglie di sapone di Marsiglia. Possiamo individuare due epoche di stesura del testo: la prima settecentesca, con riferimenti a libri a stampa o periodici di Accademie scientifiche del XVIII° secolo che recano testimonianza di rimedi e ricette, opinioni di celebri contemporanei, come il dottor Tronchin di Ginevra amico di Voltaire; la seconda epoca, che comprende le ultimissime carte, è ottocentesca, con citazioni da periodici coevi dal 1848 al 1850. Parallelamente, abbiamo tre "filières" di contenuti: la prima, quello degli ingredienti esoterici sopra citati, facenti capo alla farmacopea popolare. In questa fascia, oltre agli ingredienti, anche le indicazioni sono meticolose e obbediscono non di rado a bizzarri rituali: l'uovo, per esaltarne l'efficacia, deve essere raccolto "il più fresco possibile": ovvero, "mentre esce dalla gallina"; se il paziente ha difficoltà a inghiottire, "bisogna farglielo fare di forza". In caso di soffocamento da vapore di carbon, bisogna trasportare la vittima in cortile o in giardino e gettarle per parecchie ore, perchè l'esercizio è faticoso, acqua gelida sul viso, mantenendo debita distanza; se il paziente desse segni di volersi muovere, bloccargli la bocca con un bastoncino di legno e introdurre a viva forza acqua con "alkali volatil fluor". Il secondo livello appartiene al filone dei vari "Alexis Piémontais" o "Grand et Petit Albert", segreti intrisi di alchimia: corallo rosso; balsamo di zolfo, contravveleno per ingestione di verderame; come fare l'inchiostro: con acqua piovana o di fonte, mallo di noce...; radice di liquerizia per il morso del serpente a sonagli; scorza di salice; come riconoscere se le acque sono ferruginose; teriaca, quinquina, salsapariglia, rabarbaro, canfora, ipecacuana, trementina, "sel ammonia", "suc de mercuriale", "suc de bourrache", piante talvolta effettivamente dotate di proprietà astringenti, lassative, antidolorifiche, seppur blande. Al terzo strato, il più recente e "scientifico", troviamo citate erbe quali la "Brayera anthelmintica", vermifuga; le foglie essiccate di "Baguenaudier" o Senna bastarda ("Colutea arborescens"), dalle virtù purgative che, se fumate, "acuiscono i sensi"; la "Belle de nuit", detta "Jalap d'Europe", dotata di proprietà purgative e antispasmodiche come l'"Ipomaea purge" del Messico. La ricetta della fabbricazione dell'oppio con il papavero bianco. Troviamo bibliografia di riferimento, tratta da opere fresche di stampa su nuovi ritrovati, quali, di Balthazar Georges Sage, "Expériences propres à faire connaître que l'alkali volatil-fluor est le remède le plus efficace dans les asphyxies; avec des remarques sur les effets avantageux qu'il produit dans la morsure de la vipère, dans la rage, la brûlure, l'apoplexie, etc.". Oppure, citazioni da vetuste ricette contenute ad es. in numeri dei "Mémoires de l'Académie Royale des Sciences" del 1701. Vastissimo il ventaglio di mali, specchio di altre epoche: scabbia, dermatite squamosa, e, ad avvenuta guarigione, "Régénération des poils dans quelque partie du corps que ce soit". Crude e realistiche le descrizioni minuziose delle carni in putrefazione, su cui deve essere applicato il miracoloso "Baume de Geneviève" che fa cadere prima il marciume ("la boue qui paraissait suinter"; i "sucs nourriciers qui coulaient de chaque fibre restante"); poi cadono le ossa rimaste e si rigenerano i tessuti perfettamente senza traccia di cicatrizzazione, sul moncherino. Compendio prezioso, senza equivalente alcuno nei libri a stampa coevi, con un plusvalore intrinseco: documentazione dell'evoluzione delle cognizioni medico-farmaceutiche-erboristiche coprenti l'arco dell'intero XIX° secolo, con un pizzico di magia (il "Balsamo Celeste" esalta le sue virtù se conservato, e smosso per sei volte al giorno, in letame di cavallo il più caldo possibile...), magari all'interno di membri di una stessa famiglia.
Londres, 1768. 2 volumes in-12 en reliure postérieure (XIXme) demi-basane rouge, dos à nerfs, titre doré. Tranches rouges. 3 feuillets blancs, titre, X + 169 pages et 3 feuillets blancs pour le tome 1. Tome 2 : 3 feuillets blancs, titre, 1 feuillet non chiffré (table) + 184 pages et 3 feuillets blancs. Ex-libris manuscrit en page de garde de chaque volume. Cet ouvrage est réellement de la composition du Baron d'Holbach. C'est pour se soustraire, lui et ses amis, à tout genre d'inquisition qu'il a annoncé, dans l'avertissement, l'avoir traduit de l'anglais de Jean Trenchard et de Thomas Gordon. Barbier : Dictionnaire des ouvrages anonymes et pseudonymes Tome 1 - page 118 - n°936. Ouvrage condamné a être lacéré et brûlé par arrêt du Parlement le 8 août 1770 : Rabbe : Biographie universelle et portative des contemporains ou dictionnaire historique : page 323.Exemplaire très propre pour cette édition originale peu courante.
235198Paris, Amyot, Garnier frères [Imprimerie de Cosson], 1853 in-12, [2] ff. n. ch., IV pp., iv pp., XVI pp., 488 pp., demi-chagrin noir, dos lisse orné de filets et d'un chiffre doré répété, tranches mouchetées (reliure de l'époque). Rousseurs.
In 4° (cm 16 x 21,7), bella legatura marocchino scuro, filettature che incorniciano i piatti, dorso riccamente ornato, tassello, dentelle, lievi tracce d'uso, tagli dorati; pp (20) , 804, (16), dieci tavole incise in rame a piena pagina, innumerevoli incisioni silografiche nel testo, raffiguranti reperti antichi e monete (due tavole solo di monete); graziosi capilettera e finalini; frontespizio bicolore; impresa: Albero, con motto: "Tandem surculus fit arbor". Iniziali "HDB", sul frontespizio. Testo in latino e greco. Esemplare in buone condizioni, etichetta alla sguardia, Dedica a Gisbert Cuper e Johann Georg Graevius; Praefatio; Sommaria capitum. Segue: Index . Dissertazioni su antichità varie greche e romane del Van Dale (m. 1708), anabattista olandese, autore di celebre opera in cui venne confutata la metafisicità degli Oracoli antichi. Nove esemplari censiti in SBN. Brunet VI, n.28963; Books on art p. 367; BNP 200, col. 456.
2 volumi in un tomo, in-16, legatura in mezza pelle coeva, pp. 320+262(2); 2 illustrazioni agli antiporta. Etichetta al dorso (piccole abrasioni e macchioline d’inchiostro marginali). Timbro d’appartenenza al frontespizio. Firma d’appartenenza al risvolto anteriore. Piccole diffuse macchie alle pagine interne e ai tagli. Difetto tipografico all’angolo basso di pag. 227/228 del secondo volume.
1839184521839 Leipsic, J. A. Barth, 1839, 3 tomes en 3 vol. in-8 de (8)-XX-312 pp. 4 planches de tableaux dépl.; (4)-462 pp. 3 planches tableaux dépl.; (4)-572 pp., rel. demi-chagrin marron clair, dos à nerfs soulignés de filets à froid, fleurons dorés, réparations anciennes et propres aux feuillets de titre et de fx-titre du tome III, bon ex.
337334 pages in8 - bon état - plis restaurés -
1854136121854 Paris, Mme Vve Pussielgue-Rusand, 1854-1855, 5 tomes en 5 vol. in 8 br., rousseurs éparses, quelques restaurations parfaites aux couvertures, sinon bel ex.
3 parti con autonomo frontespizio e paginazione in un vol. in-8° (182x117mm), pp. (16), 524, 71 [i. e. 73], (3); (2), 7-144; (2), VII-XXIII, 114, (6). Legatura coeva in p. pergamena con unghiatura, tracce di due bindelle e titolo manoscritto in antico al dorso. Frontespizio figurato inciso su rame all'acquaforte da Karel von Mallery. Testatine e capilettera ornati. 12 illustrazioni raffiguranti le Sibille incise all'acquaforte n.t., non firmate, ma probabilmente sempre dovute al Mallery. Testo greco con versione Una piccola lacuna al margine inferiore del piatto posteriore. Note di possesso secentesche al margine inferiore del frontespizio inciso. Fioriture sparse, piccolo foro di tarlo al margine bianco di alcune carte. Qualche lieve gora. Buon esemplare. Reimpressione (esemplata fedelmente sulla precedente edizione del 1599; questa è la terza edizione assoluta) di queste raccolte degli Oracoli sibillini e dei restanti principali oracoli greci e latini (nonché anche degli oracoli attribuiti a Zoroastro) a cura del Opsopaeus, dello Chateillon e di altri umanisti, alcuni dei quali con le chiose del Pletone e di Michele Psello; si tratta del più imponente lavoro della filologia del Rinascimento sulla letteratura oracolare greca. Brunet, V, col. 370. Graesse, VI, 398. British Museum, Catalogue of French books, p. 400. Caillet, III, 8135. Rosenthal, 1489. Ebert, 21172. Latino
55295aaf(La Haye, R. van Laak), (1787), in-8vo, 10 ff. (de 12: manquent faux-titre et titre) + XVI + 536 p.; 24 p., reliure en cuir noir (galuchat), triangles rouges au dos (avec titre doré) et sur les plats inférieur et supérieur. Celui du plat supérieur porte l'inscription ‘Tugend führt zum wahren Blut’, dos avec pt. manque, tranches dorées.
132342aafA Paris, chez Charles Osmont, libraire-imprimeur, ruë saint Jacques, à l'Olivier. M. DCC. XXV. Avec approbation & privilege du Roy. M. DCC. XXV, (1725), pt. in-8vo, 4 ff. + 446 p. + 1 f., qqs annotations par-ci par-là, reliure en basane d’époque, dos à cinq nerfs, coiffe tirée, pte galerie de vers en bas du dos, tranches rouges.
118126aafBerlin, Enslin, 1833, in-8vo (17:11,5 cm), VIII + 415 S. + 1 w.Bl. Mit 79 Kupfern auf 22 Tafeln (2 mit beweglichen Applikationen). Etwas stockfleckig, Titel mit Namenszug von alter Hand. Orig. Verlags-Pappband,. Rücken mit kl. Bezugsfehlstellen, Ecken bestoßen.
1 volume in-4°, pp. (24), 196, cartonato rustico d'attesa, qualche macchia ai piatti, una gora più intensa alle carte centrali del volume, complessivamente buona copia, in barbe. Antiporta incisa da Jean Colin su disegno dell'autore, raffigurante la sfinge incatenata ad un leone che regge la bandiera di Bologna, le due figure siedono sopra alla misteriosa lapide funeraria detta, la "Pietra di Bologna". Marca tipografica al frontespizio: iniziali in cerchio formato da serpente che si morde la coda, alcune incisioni all'interno raffiguranti reperti archeologici. Prima edizione della celebre dissertazione dell'erudito bolognese sulla storia di questa iscrizione marmorea su cui molto è stato scritto, a partire dal suo ritrovamento nella casa del senatore bolognese Achille Volta, citato nella tavola incisa. Sull'interpretazione paleografica di questa iscrizione (da taluni ritenuta di epoca romana) sono state fatte numerose congetture, e di queste svariate di interesse alchemico, tali da far rientrare quest'opera nella bibliografia connessa. Nicolaus Barnaudus in Theatrum Chemicum III, pp. 785 e ss.; e in Manget. Bibliotheca Chemica Curiosa (1702) II, pp. 713.