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Davies, Paul-Silari, Marco Il cosmo intelligente : le nuove scoperte sulla natura e l'ordine dell'universo. Milano, Oscar Mondadori 2000 italian, 279 CR32.PBrossura editorialevolume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda , 279 pagine circaCopertina come da foto
Paul Davies Il Cosmo Intelligente. Grande biblioteca Discovery. , mondadori deAgostini 1995, Il libro è in buone condizioni. Le pagine e la copertina sono leggermente ingiallite. Buono (Good) . <br> <br> <br> 279<br>
P. Davies Il cosmo intelligente. Le nuove scoperte sulla natura e l'ordine dell'universo. , A. Mondadori 1989, Brossura ed. Copertina plastificata lievemente ingiallita. Pagine ingiallite in modo lieve. Timbro all'occhietto. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br> 8804310197
L. Nardi Il cosmo, la materia, l'evoluzione nell'insegnamento del Cerchio Firenze77. , Youcanprint 2020, Libro in buone condizioni, usura angoli, segno a matita in quarta di copertina Buono (Good) . <br> <br> paperback <br> 536<br> 9788831683500
Con alcune ill. b.n. n.t., Cat. d.g.
ill., br. Cos'è la realtà? Di cosa è fatto ciò che ci circonda? È tutto, davvero, come sembra? Quando Einstein salì sul palcoscenico della fisica movimentò l'intera trama del cosmo, riducendo lo spazio e il tempo a mere prospettive dell'osservatore, cornici di uno scenario labile e ingannevole. La scienza quantistica che ne seguì si spinse addirittura oltre, svelando nelle dimensioni invisibili dell'infinitamente piccolo un regno tanto surreale quanto ambiguo, dove non esiste nulla di preconfezionato ma solo un profluvio di possibilità da trasformare nei tangibili mattoni del nostro "macromondo" attraverso la misurazione, cioè una manifestazione di coscienza. E così, l'uomo si è ritrovato al centro dell'universo o, almeno, del proprio, cucito sulle percezioni dei propri sensi, codificate e assemblate diligentemente dal cervello. Dunque, non solo non sappiamo cosa ci sia là fuori ma, addirittura, se esista, un là fuori, se non nella forma di un flusso continuo d'informazione che s'incarna in quel caleidoscopio di forme e immagini che abbiamo imparato a riconoscere e censire. Ma tali stimoli, nel suscitare nell'organismo miriadi di stati emotivi, generano anche valanghe di molecole, padrone del suo stato di salute o malattia. Eccola, dunque, la filiera che ci conduce al cosmo: il sottile intreccio tra scienza e coscienza, il canale d'accesso per una nuova e rivoluzionaria visione del nostro ruolo nel creato.
ill., br. Nel "Grande disegno" il celebre astrofisico si cimenta con la sfida scientifica per eccellenza, affrontando la questione che da sempre divide filosofi, scienziati e teologi: l'origine del cosmo e della vita stessa. Insieme al fisico Léonard Mlodinow, Hawking ripercorre le più recenti scoperte della fisica spiegando come il cosmo, in base alla teoria quantistica, non abbia una sola esistenza, e come tutte le possibili storie dell'universo esistano simultaneamente. Approdiamo così alla teoria del "multiverso", la coesistenza del nostro universo accanto a una moltitudine di universi apparsi spontaneamente dal nulla, ciascuno con proprie leggi di natura. Nel corso della storia della scienza si è scoperta una serie di teorie o modelli sempre migliori, da Platone alla teoria classica di Newton, fino alle moderne teorie quantistiche. È naturale chiedersi se si arriverà a una teoria dell'universo che non possa essere ulteriormente migliorata. Oggi disponiamo di una candidata alla teoria ultima del tutto: la "teoria M". Se confermata, sarà la teoria unitaria di cui Einstein era alla ricerca, e il trionfo della ragione umana. Quanto a un presunto creatore del Grande disegno, la scienza dimostra che l'universo può crearsi dal nulla sulla base delle leggi della fisica. Un saggio scientifico che spiega con linguaggio accessibile e attraverso eleganti illustrazioni come l'astrofisica sia ormai vicina a comprendere i segreti più nascosti della materia.
br. Gli astronomi si sono trasformati in chimici, e i fisici, oggi, sono gli astronomi della molecola, perché quello che avviene segretamente nell'infinitamente piccolo è la riproduzione esatta di quello che si svolge nell'infinitamente grande. Ma nonostante i passi giganteschi fatti dalla scienza, non sappiamo ancora dove siamo e dove andiamo e che tutto, fine, morale e coscienza dell'universo è ancora incerto in attesa di rivelazioni che verranno. Un libro nel quale Maeterlinck analizza i misteri dell'universo e della vita stessa non solo dal punto di vista scientifico, ma etico e filosofico con grande rigorosità e analitica profondità.
PERFETTO, MAI SFOGLIATO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Informazioni bibliografiche Titolo: Il Guinness dell'astronomia. Primati nello studio dei corpi celesti segnalazioni di fenomeni eccezionali con vasto catalogo delle stelle Collana: Volume 161 di Bur illustrati Autore: Patrick Moore Traduzione di: Libero Sosio Titolo originale: The Guinness book of Astronomy Editore: Milano: Rizzoli, 1990 ISBN: 8817111619, 9788817111614 Lunghezza: 496 pagine; 24 cm Peso: 1,3 Kg Soggetti: Astronomia, Cosmologia, Universo, Scienze, Sistema solare, Enciclopedie, Divulgazione scientifica, Misure, Record, Repertori, Tabelle, Cronologie, Biografie, Storia, Astrofisica, Energia, Teorie, Primati, Fotografie, Fenomeni celesti, Costellazioni, Cartine, Bibliografia, catalogo di Messier, Dati, Nebulose, Galassie, Pianeti, Stelle variabili, Doppie, Eclissi, Sole, Luna, Meteoriti, Congiunzioni astrali, Vademecum, Riferimento, Telescopio, Supernova, Osservatorio, Ursa Major, Via Lattea, Orsa Maggiore, Comete, Gamma, constellation, Betelgeuse, Fomalhaut, Asteroidi, Pegaso, Croce del Sud, Alfa, Ammassi, Orione, Magnitudine, Astronomy, Cosmology, Universe, Sciences, Solar System, Encyclopedias, Scientific Dissemination, Measurements, Records, Repertoires, Tables, Chronologies, Biographies, History, Astrophysics, Energy, Theories, Primates, Photographs, Celestial phenomena, Constellations, Maps, Bibliography, catalog of Messier, Data, Nebulae, Galaxies, Planets, Variable Stars, Double, Eclipse, Sun, Moon, Meteorites, Astral Conjunctions, Vademecum, Reference, Telescope, Supernova, Observatory, Ursa Major, Milky Way, Big Dipper, Comets, Gamma, constellation, Betelgeuse, Fomalhaut, Asteroids, Pegasus, Southern Cross, Alpha, Clusters, Orion, Magnitude
In-8 (cm. 24), brossura, titolo al dorso, pp. 177, con illustrazioni in bianco e nero e a colori, ISBN 88-344-0407-6. Prima edizione. In buono stato di conservazione (good copy).
ril. Quando siamo arrivati noi, la Luna splendeva già alta nel cielo. E senza dubbio continua a essere uno dei grandi misteri dell'universo. Quali segreti nascondono i suoi crateri? Come influisce sulle maree e sulle emozioni umane? Quante vite furono sacrificate in suo nome nelle epoche passate? E ai giorni nostri, partendo dalla famosa cagnolina Laika? Che cosa sarebbe di noi, e del nostro mondo, senza la Luna? Fatoumata Kébé, astronoma e astrofisica francese, ha dedicato la sua vita a studiare il satellite terrestre. E ora ha scritto questo splendido omaggio alla Luna e alla sua cosmogonia. Sono millenni che la Luna ispira romanzi, poesie e canzoni. Si meritava che qualcuno, finalmente, raccontasse la sua storia. Per Kébé la Luna è il romanzo della sua vita, la sua grande storia d'amore. Lei sa che presto andrà nello spazio, camminerà sul lato nascosto del satellite bianco. Grazie a questo libro, vibrante e luminoso come una notte d'estate, possiamo immaginare di accompagnarla nel viaggio che sogna fin da quando era bambina.
In-8 (cm. 21), brossura illustrata, pp. 176, con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Traduzione di Carola Lodari. Minime, ininfluenti tracce d’uso alla brossura; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
Mm 175x255 Atti del XIV Convegno del Centro di studi filosofici tra professori universitari, Gallarate, 1959 - Brossura originale di 404 pagine ancora intonse. Saggi in lingua originale, perlopiù in italiano ma anche inglese, francese, tedesco e spagnolo. Fioriture ai tagli e bruniture alla copertina, peraltro ottimo esemplare. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
COME NUOVO. La cosmologia ha una storia di millenni, ma continua a suscitare grande interesse. Gli interrogativi sull'origine dell'universo e sui suoi confini, sono oggetto di intensa ricerca. La struttura dell'universo è connessa con le condizioni necessarie per l'esistenza degli organismi e della materia. Questo può essere considerato come segno di un disegno divino, ma secondo Rees è piuttosto occasione per considerare il nostro universo come uno fra tanti universi, perlopiù privi di vita, che in qualche caso presentavano un ambiente favorevole all'emergere della complessità e della coscienza. "Se il nostro universo è un elemento scelto di un multiverso, nemmeno ci sorprende che sembri conforme ad un progetto, o che vi sia una regolazione delle sue proprietà". Domande che un tempo appartenevano alla speculazione filosofica – Che cosa c’era prima dell’inizio? Che cosa ha dato origine all'energia e alla materia? L’universo è infinito? – sono diventate, soprattutto negli ultimi trent'anni, oggetto di intensa ricerca, anche sperimentale. E, fra i molti risultati paradossali, c’è la consapevolezza che a simili domande potrebbero avere già risposto «extraterrestri inclini alla riflessione». Qualora esistessero, infatti, gli extraterrestri avrebbero in comune con noi l’ambiente cosmico: «anch'essi sarebbero fatti di atomi, e li governerebbero le stesse forze». È quel che sostiene non già un estroso visionario, ma un astronomo eminente e di indiscusso prestigio come Martin Rees. Il fatto è che le più recenti scoperte della scienza hanno rafforzato in noi il senso di appartenenza a ciò che non è terrestre: ora sappiamo che l’ossigeno e il carbonio dei nostri corpi sono stati creati entro stelle lontane, vissute e morte miliardi di anni fa. Scopriamo così, inaspettatamente, che la struttura dell’universo e le condizioni necessarie per l’esistenza, al suo interno, degli organismi viventi non sono indipendenti. Potremmo vedere in questo un disegno superiore o una semplice coincidenza. Oppure potremmo, come suggerisce Rees, considerare il nostro universo solo come uno fra tanti universi, perlopiù privi di vita, che in qualche caso presentavano un ambiente – valori delle costanti di natura, forma delle leggi fisiche – favorevole all'emergere della complessità e della coscienza: «Forse il cosmo ha qualcosa in comune con un negozio di abiti pronti dove, se la scelta è ampia, non è strano trovarne uno della nostra misura. Se il nostro universo è scelto in un multiverso, non c’è da stupirsi che le sue proprietà sembrino attentamente calibrate, ovvero conformi a un progetto». Informazioni bibliografiche Titolo: Il nostro ambiente cosmico Titolo originale: Our Cosmic Habitat Collana: Volume 37 di Biblioteca scientifica Autore: Martin J. Rees Tradotto da: G. Rigamonti Editore: Adelphi, 2004 ISBN: 8845918580, 9788845918582 Lunghezza: 227 pagine, 23 cm Soggetti: Cosmologia, Scienze, Astronomia, Fisica, Universo, Stelle, Giordano Bruno, Pianeti, Intelligenza, Galassie, Via Lattea, Extraterrestre, Seicento, Futuro, Evoluzione, Buchi Neri, Congetture, Astrofisica, Newton, Copernico, Galileo Galilei, Scoperte, Teorie, Universo, Scienza, Positivismo, Meccanica Celeste, Sistema Solare, Terra, Sole, Luna, Ufologia, Divulgazione scientifica
Rees, Martin Rigamonti, Gianni Il nostro ambiente cosmico. Milano, Adelphi 2004 italian, 227 CR32.FBrossura editoriale,volume in discrete condizioni, segni da scaffalatura agli angoli della copertina, sottolineature all'interno, strappo sull'aletta della copertina inferiore227 pagine circacopertina come da foto
br. L'umanità sta vivendo un momento critico. Il nostro mondo è in rapido mutamento, pericolosamente instabile, e l'umanità si trova ad affrontare un rischio esistenziale. Ma se da un lato all'orizzonte si delineano diversi scenari, positivi e negativi, dall'altro il nostro approccio verso il futuro è connotato da riflessioni a breve termine, dibattiti che dividono invece che unire, allarmismi retorici e pessimismo. In questo breve saggio, Martin Rees sostiene che la chiave per prendere in mano le sorti del nostro destino sia la scienza. Biotecnologie, intelligenza artificiale, ingegneria aerospaziale, robotica, sono tutti strumenti che possono aiutarci a dare la spinta necessaria per affrontare, e vincere, le sfide che ci attendono. «Il nostro futuro» è un grande affresco del presente, con uno sguardo lucido e attento rivolto al domani; una riflessione ottimista sul rapporto tra scienza e società.
br. Quasi per definizione l'universo è «tutto ciò che è». Quasi, perché c'è un'idea che sostiene che il nostro universo è solo uno tra i tanti, uno tra gli infiniti universi che esistono. Di cieli, insomma, non ce ne sarebbe solo uno, ma molti. In fisica si parla a questo proposito di «multiverso», una parola entrata ormai nel gergo comune e che deriva da un'interpretazione particolare della meccanica quantistica, resa poi popolare da libri e film di fantascienza. Le scuole di fisica e di matematica contemporanee combattono da qualche decennio una silenziosa battaglia, lontano dai media, nella quale i sostenitori e i detrattori del multiverso si affrontano a colpi di formule matematiche complesse e ingegnosi esperimenti mentali. Sembra un dibattito modernissimo, ma in effetti non si tratta di una battaglia poi così recente, tutt'altro: i filosofi della Grecia antica hanno sollevato per primi la possibilità dell'esistenza di più universi, ma già Aristotele suggellò con la sua autorità che fosse uno, e uno solo, l'universo; nel 1277 il vescovo di Parigi dichiarò eresia insegnare che Dio non poteva creare tutti gli universi che voleva, scatenando un fervido dibattito filosofico sulla possibilità che esistesse una «pluralità di mondi»; col Rinascimento le speculazioni divennero più scientifiche e fu Cartesio a definire che «il numero dei cieli» è indefinitamente grande. La differenza tra chi pensa che il nostro sia l'unico mondo e chi pensa che sia invece solo uno tra i tanti risulta quindi antica, profonda e gravida di conseguenze impreviste in molti campi del sapere. Oggi la controversia continua, mentre cosmologi e fisici esplorano la possibilità di molti Big Bang, dimensioni extra dello spazio e una serie di universi ramificati e paralleli. Tom Siegfried traccia la storia plurimillenaria di questo scontro offrendoci una lettura trasversale e affascinante della natura della scienza e del pensiero umano. "Il numero dei cieli" getta una luce inaspettata sull'istinto tutto umano, insopprimibile, di comprendere sempre meglio tutto quello che si può, tutta la realtà, l'universo o il multiverso.
ill., br. Nelle leggi e nelle costanti di natura vi sono molte coincidenze che non si sanno ricondurre a principi generali: sono dati empirici. Secondo alcuni queste coincidenze sarebbero stabilite in modo da permettere la nostra esistenza. Tale idea, detta Principio antropico, è invisa alla maggioranza dei fisici, che tuttavia sono ora obbligati a riconsiderare le proprie posizioni. A dare spazio al ragionamento antropico è la teoria delle stringhe, che si è rivelata in grado di trovare un denominatore comune tra visioni del mondo antitetiche ma irrinunciabili. La mossa decisiva fu l'aver sostituito alle particelle puntiformi un filamento unidimensionale: la stringa o corda. Tutta la varietà presente nell'universo era riconducibile ai differenti modi di vibrazione di queste minuscole stringhe. Il prezzo da pagare consisteva nel fatto che queste vibrazioni avvenivano in uno spazio a dieci dimensioni: ciò significa che vi è un numero enorme di modi in cui passare dalle diverse dimensioni accessibili, e ciascuno conduce a un "universo" con proprietà fisiche differenti e valori diversi delle costanti fondamentali. La teoria, almeno per ora, non riesce a privilegiare un singolo modo che ci porti all'universo da noi osservato. Per uscire dall'impasse, Susskind ha proposto che il "paesaggio" formato da questa moltitudine di universi abbia esistenza reale. Questo mutamento di prospettiva assurge oggi a nuovo paradigma.
Mm 150x220 Volume con legatura editoriale in tela, pagine 644, sporadiche sottolineature e note a matita, dorso un po' scolorito, sovraccoperta mancante. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY
COME NUOVO. Un’introduzione affascinante e concisa alle principali intuizioni della teoria delle stringhe, che cerca di descrivere la totalità delle forze della natura abbracciando la gravità e la meccanica quantistica in una sola teoria di unificazione. Gubser ci accompagna in un agile viaggio nelle leggi elementari della fisica così come le comprendiamo oggi, poi mostra come la teoria delle stringhe cerchi di spingersi oltre, riuscendo a essere una guida abile e premurosa, mentre il lettore esplora gli enigmi di buchi neri, brane, super-simmetria e dimensioni extra. Che relazione ci può essere tra "Fantasia-Improvviso" di Chopin e la meccanica quantistica? Che sensazione farebbe cadere in un buco nero? E perché ballare un valzer non è troppo diverso da considerare una dualità di stringhe? Questo libro di Steven Gubser introduce il lettore in modo leggero e brillante alle idee chiave della concezione delle stringhe, uno dei campi più nuovi e controversi della fisica contemporanea. Nel loro tentativo di combinare insieme relatività generale e meccanica quantistica, i teorici delle stringhe spaziano dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, non smettendo di provocare sul loro terreno matematici, fisici e filosofi con problemi nuovi e affascinanti. Informazioni bibliografiche Autore: Steven S. Gubser Titolo: Il piccolo libro delle stringhe Titolo originale: The little Book of String Theory Traduzione di: Luca Guzzardi Editore: Milano: Raffaello Cortina, 2010 Collana: Scienza e idee Lunghezza: 182 pagine; 23 cm ISBN: 8860303540, 9788860303547 Soggetti: Scienza, Divulgazione scientifica, Storia della Scienza, Scienze, Fisica, Relatività, Astronomia, Astrofisica, Cosmologia, Newton, Galilei, Orologi Atomici, Energia, Meccanica quantistica, Physics, Astrophysics, Cosmology, Ioni pesanti, Einstein, equation, E = mc2, theory of everything, Quantum Mechanics, Three gravity and Black holes, Seven Supersymmetry, supergravity, quark-gluon plasma
br. Richard Feynman lo ha definito «il linguaggio parlato da Dio». Senza, non esisterebbero i computer, i cellulari e il forno a microonde; non avremmo decifrato il codice genetico né portato l'uomo sulla Luna, e non sapremmo come far stare 5.000 canzoni in un affanno di plastica e metallo più piccolo di un pacchetto di sigarette. Il suo nome però ha spaventato, e spaventa tuttora, generazioni di studenti. Insomma, nell'immaginario popolare, nonostante sia uno dei traguardi scientifici più stimolanti del genere umano, il calcolo infinitesimale gode di una pessima reputazione. Steven Strogatz raccoglie però una sfida e la vince: convincerci che per poter apprezzare questo argomento non è indispensabile sapere come applicarlo. Con l'aiuto di immagini, metafore e moltissimi aneddoti, Strogatz racconta una storia lunga più di duemila anni che comincia nell'antica Grecia, passa attraverso il genio di Newton e Leibniz e arriva fino ai giorni nostri. E ci dimostra che il calcolo infinitesimale è davvero il linguaggio dell'universo, e svelandoci la grande, bellissima idea che ne sta alla base ci permette di guardare ancora una volta il mondo con un senso rinnovato di stupore e meraviglia.
brossura L'ipotesi del "principio antropico" venne proposta da Barrow e Tipler in questo libro apparso negli Stati Uniti nel 1986. Secondo questa teoria tutto ruota intorno a un nucleo ineludibile: se non si presentassero un numero allarmante di straordinarie coincidenze nella forma delle leggi fisiche e nei valori delle costanti di natura, la biochimica, la vita e la vita intelligente non sarebbero possibili. Non solo un universo preso a caso non consentirebbe la vita, ma non vi sarebbero possibili neppure gli oggetti astronomici comuni e la materia ordinaria. Muovendo da questa constatazione si giunge alla conclusione che vi sia una necessità, e il principio antropico debole, che si arresta al riconoscimento dei fatti, evolve in quello forte.
Opera incompleta, disponibile tomo II. Brossura commerciale, volume n. 5** della collezione, una elaborazione grafica in bicromia, decora a tutta pagina la copertina flessibile e plastificata, velata da delicati toni giallognoli e segnata da comuni sgualciture da scaffale, l'interno del volume appare privo di imperfezioni, con carte in ottime condizioni di conservazione e di fruibilità, traduzioni di Paolo Camiz, Salvo D'Agostino, Rosella De Vito e Andrea Sani, I edizione. N. pag. 264. USATO
144p. 152x214.VCondizioni nel complesso discrete, qualche segno di usura sulla sovracoperta, dorso scollato attaccato con lo scotch.