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Prima edizione. Ottimo esemplare, fresco e pulito, appena fiorito al dorso Rarissima opera seconda di Sebastiano Carta: ICCU registra solo tre copie (Centrale Firenze, Fondazione Gramsci e Fondazione Caetani a Roma) cui OCLC aggiunge la sola copia della Beinecke Library di Yale, con dedica autografa a Benedetta Cappa Marinetti; una sola inserzione nel database storico del sito di vendita Maremagnum. Esemplata formalmente come l’opera prima «Le case», con copertina interamente composta attorno a un disegno dell’artista romano di origine russa Giovanni Ketoff, altrimenti noto come «Chetof», «Chetofi» o «Chetoffi», al secolo Ivan Ketov (1916-1968), che espose con i futuristi lungo tutti gli anni trenta fino alle soglie della seconda guerra mondiale. Lo stesso artista firma il ritratto dell’autore all’antiporta. Rispetto a «Le case», in «Campo mobile» Ketoff impiega un uno stile espressionista astratto, violentemente schizzato, che ben si accorda al sorprendente contenuto del libro: dedicato «ai soldatissimi d’Africa» in occasione della campagna d’Etiopia, esso si articola in sezioni dai titoli «manifesto di stato n. 1», «tono di marcia n. 1» e «n. 2», «sosta n. 1», «battaglia navale n. 1», entro cui si svolgono «versi strozzati, caratterizzati interruzioni continue, che suggeriscono l’idea di un montaggio semiautomatico» (Salaris, Futurismo letterario a Roma, in Casa Balla e il futurismo a Roma, 1989) tipici di questo autore. Cammarota, Futurismo, n. 91.2
Edizione originale. Leggera scoloritura al dorso; una gora che interessa il piede del dorso per qualche centimetro; minuti punti di foxing; interno ottimo, con sporadici punti di foxing a qualche carta, ma molto fresco e pulito. Più che buono / ottimo esemplare. Non comune opera prima futurista, e primo libro italiano a ospitare come prefazione il testo completo della Fondazione e Manifesto del futurismo. Interessante raccolta di poesie versolibere. Cammarota, Futurismo, 98.3; Lista, Genese et analyse du Manifeste du Futurisme», p. 79 nota 15; Tonini. I manifesti, 1.19
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito, proveniente dalla biblioteca di Luce Marinetti, come da timbro ex libris «LM» al frontespizio. Rara edizione originale del noto romanzo sperimentale dell’autore; fu seguita da una seconda edizione alla fine dello stesso 1917, illustrata da Rosa Rosà, e da una terza edizione targata Alpes, nel 1929, con tavole di Ginna. Notevole il disegno della copertina, pezzo originale del pittore Ginna, fratello dell’autore. Il volume si apre con il bel ritratto dell’autore, disegno di Ginna su foto di Mario Nunez Vais, cui segue organigramma del Movimento futurista diviso nelle sezioni di Poesia, Politica, Pittura, Musica, Arte dei rumori, Intonarumori, Architettura, Misurazione, Teatro sintetico e Difesa - réclame propaganda (pugni - megafono - lancio manifesti). In fine catalogo editoriale delle Edizioni futuriste di Poesia e in quarta di copertina reclame de «L’Italia futurista» e delle altre pubblicazioni del gruppo fiorentino Ginanni Corradini. Cammarota, Futurismo, 124.9
Terza edizione, rivista e modificata. Esemplare di notevole provenienza, dalla biblioteca del critico d’arte Raffaello Giolli, come da timbro ex libris alla prima carta e scheda dattiloscritta della biblioteca applicata a pagina [6]; come usualmente, il libro si trova con difetti e segni del tempo alla copertina, qui mancante del dorso muto, efficacemente integrato con una carta facsimile; fioriture alla carte interne, nel complesso un esemplare in buone quando non più che buone condizioni. Rarissima ultima edizione rivista dall’autore, prima in questa elegante foggia, con la raffinatissima copertina impreziosita dal disegno di Veneziani, e con queste sette nuove tavole composte ad hoc dal fratello Arnaldo Ginna. Interessante prefazione originale: «Di questo racconto — scritto nel ’14, stampato nel ’15 — son già state pubblicate due edizioni, oggi introvabili. Lo ristampo quasi intatto: cambiando appena qua e là una frase, una parola. […]. Sono stato futurista, avanguardista. Non lo sono più affatto. […] Le due precedenti edizioni (tremila copie in tutto) ebbero un singolarissimo successo». Cammarota, Futurismo, 124.38
Seconda edizione. CON DEDICA Straordinario esemplare: la copia di Giannotto Bastianelli, critico musicale vociano, pregiato da lunga e bella dedica autografa dell’autore; proveniente in ultimo passaggio dalla collezione futurista di Giampiero Mughini. In più che buone condizioni (normali sfrangiature all’ampia unghiatura, fortunosamente per lo più conservata; dorso leggermente brunito e con principio di fessura in corrispondenza della cerniera tra secondo e terzo quaderno; all’interno qualche fascicolo allentato e brunitura marginale). Rara seconda edizione, ma prima edizione illustrata. Segue di pochi mesi l’edizione originale per Edizioni Futuriste di «Poesia», rispetto alla quale presenta 6 notevoli illustrazioni b.n. di R. Rosà e una «caricatura sintetica» dell'autore di N. Nannetti. Cammarota, Futurismo, 124.10
Edizione originale. Tracce del tempo e dell’usura al cartonato; interno perfetto. Contiene scritti di vari futuristi sull'architettura, con focus sull’interior design, preceduti da una prefazione di Marinetti. Straordinario l’apparato iconografico, esaltato dal formato in 4°, con moltissime fotografie in bianco e nero d’interni d’epoca, e dieci tavole a colori. Preziosa la sezione finale sulla «Plastica murale», di cui vengono offerti tutti i materiali precedentemente utilizzati per il catalogo della mostra e le notizie stampa. Cammarota, Futurismo, 201.11. Salaris, Bibliografia, p. 38
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare (traccia di ruggine alla pinzatura), pregiato da invio autografo di Marinetti in copertina; proveniente dalla storica collezione futurista di Giampiero Mughini. Rarissimo con autografo. Raro catalogo della mostra tenutasi al Castello Estense in Ferrara, 1-31 gennaio 1941. Notevole impaginazione futurista, con lo slogan in verticale al mezzo del paginone centrale: «A Inos Ferraro camicia nera futurista del Gruppo ‘Savarè’ caduto ad Alcaniz (Guerra di Spagna)». Testi di Marinetti (L'attività del Gruppo Futurista Savarè), C. Forlin (Arte dinamica del tempo fascista), I. Fasullo (Aeropittura dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo), Caviglioni, L. Zen, M. Goretti (La donna e l’aeropittura di guerra), Marga Biesenbach (resoconto dell’8va mostra Savarè a Padova, ott. 1940), U. Veronesi (Arte Vita - Arte Patrie - Arte Politica), R. Averini (Marciare non marcire), alternati alle riproduzioni di opere impaginate a fil di piede o di testa delle pagine: Forlin (Palio di Siena, Carbonia, Battaglia del grano, Italo Balbo, Dinamismo di una famiglia, Ardentismo dei palombari di donne, Sorpresa primaverile del volo, L’astronomo Mattana, Ardentismo del fondatore dell’Impero), Fasullo (Genio fascista di Marconi, Gli ubriachi - Stati d’animo), Caviglioni (Trimotori sopra le torri bolognesi), Zen (Genio fascista di Mussolini, Autoritratto sintetico), Menin (I mitraglieri a passo Uarieu). In ultima pagina una fotografia di Forlin e Marinetti intenti a declamare aeropoesie a Padova. Nuovi archivi del futurismo, I, 1941/1; Buscaroli Fabbri e Ortenzi, I gruppi futuristi Boccioni e Savarè, p. 169; Diz. Fut., pp. 466c-467c
180x130 mm. 10 cc. (scritte 12 pagine). Numerate dall’autore le pp. da 1 a 12. Manoscritto a penna nera. Carte non legate. Più che buono stato. Brano composto dopo la morte dell’amico, avvenuta durante la Prima Guerra Mondiale sul Ponte di Seghe il 27 giugno 1916. «Come navicella che salpa dal suo porto, con un mare dolce dolce, sicura di raggiungere la sua meta, quando un’improvvisa bufera la trascina giù negli abissi, così l’amicizia quando sta per raggiungere i legami più forti di essa, viene ostacolata dalla Natura, la quale si compiace di infrangerla, di romperla .... E per sempre! [...]».
Edizione originale Ottimo esemplare fresco e pulito (minime inevitabili tracce del ai bordi della copertina). Rara raccolta di prose d'arte. «... l’opera sua più originale e compiuta» (Diz. Fut. p. 329c). Cammarota, Futurismo, 236.2
In 8, pp. 360 con 1 tav. n. t. Dedica aut. dell'a. al futurista Manzella Frontini. Il poeta siciliano Manzella Frontini, fu tra i primi aderenti al movimento, schierandosi subito sulle posizioni luciniane (insieme ai suoi conterranei Cardile e De Maria), antiborghesi e antidannunziane. Con il 1912 si conclude questa prima fase con l'esclusione dei luciniani. La solita canzone del melibeo chiude la collaborazione di Lucini con le edizioni di Poesia. Questo testo peraltro e' considerato come l'esempio migliore di simbolismo italiano. Salaris, p. 25 - 26.
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare, senza particolari difetti da segnalare (angolini un po’ arricciati, carte normalmente brunite e minime fioriture alle prime e ultime carte), impreziosito dalla dedica autografa dell’autore «Alla signora [...] Adriana Battaglini | G.P. Lucini»: raro a trovarsi firmato e in queste condizioni. «Revolverate» è probabilmente la migliore raccolta poetica dell’autore, dove il pomposo dannunzianismo è abbandonato in favore dell’invettiva politica e sociale. Fu tirata dalle edizioni di F.T. Marinetti in 1000 esemplari, a pochi mesi dalla fondazione del futurismo. L’opera è introdotta da uno scritto dell’editore che fu un compromesso tra la prefazione originale dell’autore («Diffida contro certo futurismo», un esplicito attacco al neonato movimento) e il comprensibile desiderio di Marinetti di far apparire solido e coeso il gruppo dei futuristi, appena formatosi. L’originale «Diffida» luciniana si può leggere oggi nella documentata edizione curata da Edoardo Sanguineti («Revolverate e Nuove revolverate», Torino 1974). La mediazione trovata con la «prefazione futurista» di Marinetti fu l’inizio di una lunga tregua tra i due, subito ufficializzata dall’inserimento di Lucini tra i poeti futuristi a cui è dedicato «Mafarka le futuriste» (fine 1909): Lucini aveva un editore generoso e molto attivo; Marinetti poteva schierare il poeta milanese come fiore all’occhiello del suo gruppo lirico, e fare proselitismo profittando dei suoi numerosi contatti con i giovani irregolari italiani. La tregua resse fino al 1912, quando Lucini rifiutò la posizione presa da Marinetti sulla guerra in Libia e il «Manifesto della letteratura futurista», chiedendo la rimozione definitiva dagli elenchi del movimento e dalla scaletta delle declamazioni alle serate futuriste (dove mai era mancata qualcuna delle sue poesie). I rapporti peggiorarono fino al noto sfogo vociano di Lucini («Come ho sorpassato il futurismo», La Voce 5:15, 1o apr 1913), oggi documento assai prezioso per la storia del primissimo futurismo, che precedette di appena un anno la prematura morte di Lucini, stroncato da problemi di salute congeniti. Cammarota, Futurismo, 287.4
In 16, pp. 232 + (2). Dedica autografa dell'autore sulla pagina d'occhietto e sulla sguardia '...hommage d'une tres vive admiration..'. Brossura editoriale con firma di possesso al piatto ant. Piccole riparazioni marginali e tipica brunitura. Edizione originale di questa importante raccolta di poesie, testimonianza della prima fase creativa di Marinetti. Salaris, p. 44.
Edizione originale. Veniale minima mancanza all’angolino basso del piatto posteriore; per il resto eccellente esemplare. Placchetta molto rara pubblicata in tiratura limitata in occasione delle nozze dell’amico Guglielmo Anastasi. Si tratta della prima opera erotica di Marinetti. Cammarota, Marinetti, 5: «Rarissimo»
Prima edizione. Copertina originale restaurata al dorso e ai bordi; pagine interne brunite; nel complesso, più che buon esemplare. Rara traduzione russa, a cura di M. Engelhardt (autore anche di una breve prefazione), della fondamentale antologia «Le futurisme» (Paris, Sansot, 1911), raccolta di scritti teorico-programmatici e di manifesti. -- «L’interesse per il futurismo in Russia raggiunse l’apice in occasione del memorabile viaggio di Marinetti dal 25 gennaio al 14 febbraio 1914. [...] Quel soggiorno rappresentò il confronto tra Occidente e Oriente, tra le marinettiane parole in libertà e la lingua stransmentale, detta ‘zaum’ [...]» (Salaris, Futurismi nel mondo). In occasione della visita di Marinetti, che fa base a Mosca ma passa i primi giorni di febbraio a San Pietroburgo, vengono pubblicate due antologie di manifesti e scritti teorici proprio nelle due città russe principali. «Futurizm» rappresenta un importante e originale aggiornamento della prima fondamentale antologia futurista, il «Le Futurisme» pubblicato a Parigi nella seconda metà del 1911: non solo qui sono aggiunti tutti i manifesti prodotti nel 1912-13, ma notevole è anche il lavoro effettuato sul materiale già antologizzato (aggiunta date, cambio titoli, omissioni o recuperi). Salaris, Storia (2da ediz.), p. 62 (ripr.); Ead., Futurismi nel mondo, pp. 825-ss; Cammarota, Marinetti, 45: «Rarissimo»
Edizione originale, prima emissione. Esemplare in prima emissione con copertina cartonata e fogli di guardia verdi, completa di una rarissima cedola libraria per l’acquisto dell’opera, su carta intestata della «Casa editrice G. Morreale», della misura di 290 x 230 millimetri, stampata in blu solo al recto, riservata alle aziende aeronautiche: «La Ditta ... acquista N.° ... copie del Primo Dizionario Aereo portanti nel verso della copertina una dicitura di propaganda [...]» (cedola riprodotta nel celebre «Le livre futuriste» di Giovanni Lista). Dorso appena scurito e minime mancanze alle cerniere, senza perdite di testo: un esemplare in condizioni molto buone, assai raro a trovarsi così. Primo libro con Fedele Azari in qualità di autore, il «Primo dizionario aereo italiano» fu pubblicato in due emissioni a oggi non correttamente registrate negli usuali repertori specialistici: la presente, di maggior pregio, con una vera e propria rilegatura professionalmente eseguita a regola d’arte, completa di fogli di guardia in carta verde; un’emissione più economica con una finta legatura ottenuta incollando al dorso la carta rosa, come una normale brossura, ma con i piatti rinforzati da un inserto di cartone incollato tra la carta rosa e la prima e ultima carta. Non solo gli esemplari in emissione economica mancano delle sguardie originali in carta verde; dal momento che prima e ultima carta sono incollate al cartone dei piatti, cambia anche la collazione interna: ne risulta un volume che apre con l’occhietto a stampa «Primo dizionario aereo italiano», invece della prima carta bianca (non torna conseguentemente il conto delle pagine iniziali, poiché improvvisamente ne vengono a mancare ben due, e dopo sole 6 pagine non numerate si ha la pagina numero 9), e chiude con l’«Indice» applicato alla terza di copertina. -- Segnalava Glauco Viazzi (Marinetti collaudatore, p. 196 nota 2) che fin dal 1912 Marinetti preferiva «leva di direzione» piuttosto che «cloche» (La battaglia diTripoli, p. 46); un’attenzione assai precoce all’italianizzazione del gergo aviatorio, che lo porta nel 1919 a cominciare un vero e proprio lemmario per gli aviatori, stampato sulle colonne della «Testa di ferro» (il giornale fiumano diretto da Mario Carli). È da qui che dieci anni dopo riparte, portando a compimento l’opera grazie all’aiuto decisivo del geniale Azari, aviatore, editore dell’imbullonato, teorico della flora futurista e del macchinismo, che si tolse la vita nel gennaio 1930. L’intervento marinettiano non va solo in direzione dell’«autarchia della lingua» (per citare un libraccio fascisticheggiante pubblicato nel 1940, e pure prefato da Marinetti), ma anche, e soprattutto, di una risemantizzazione che porti il linguaggio verso nuove frontiere di chiarezza, tecnicismo e vivacità (sono i punti 2-4 del manifesto di presentazione): è declinazione pratica «di quelle (ri-)nominazioni metaforiche del reale, che tanta parte hanno avuto nella strategia futurista» (Viazzi, p. 195). Ne risulta un vero e proprio manualetto tascabile evidentemente destinato, di primo acchito, al pubblico in crescita dell’aeronautica (piloti, tecnici, personale aeroportuale ed aziendale — da cui la cedola che qui alleghiamo), e come tale venne preso molto su serio (si veda la dettagliata recensione su «L’Aerotecnica» n. 10,8, agosto 1929, p. 647-s, firmata nientemeno che dal direttore, l’ingegnere Ettore Pistolesi, pioniere degli studi aerodinamici e tribologici). Ma naturalmente, come pressoché tutti i libri realizzati da Marinetti e dal futurismo, il Dizionario aereo è innanzitutto un libro d’artista, il prodotto di un tipo di comunicazione intrinsecamente ambigua, multilivello, che non solo accetta ma anzi incoraggia molteplici letture: gesto artistico, preparatorio al lancio del «Manifesto dell’aeropittura» — prontuario d’aeropoesia «per contrastare il gergo dannunziano sull’aviazione (per cui l’aereo sarebbe “Il velivolo”)» (Salaris, Futurismo e mito del volo, p. 73) — necessario innesco della celebre frase «noi interveniamo nelle polemiche di stracittà e strapaese col “Primo Dizionario Aereo”, al grido di stracielo!» (Mostra di trentatré artisti futuristi, Milano 1929).
Edizione originale. Ottimo esemplare. Rarissimo. Pubblicato ‘privato more’ in poche copie fuori commercio. Foglio che raccoglie tre componimenti in ricordo di Marinetti (siglati «dopo il 2 dicembre 1944») e uno in ricordo del padre («dopo il 4 febbraio 1945»). Cammarota, Futurismo, 311.11
Rara edizione originale. Bell’esemplare. Raccolta di parolibere preceduta da una importante introduzione di Marinetti: «Sintesi della teoria delle parole in libertà». L’autore — uno dei più validi poeti del secondo futurismo — trae spunto dalla quotidiana pratica come chirurgo all’Ospedale Maggiore di Milano. Cammarota, Futurismo, 311.8
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato dalla dedica autografa dell’autore. Terza raccolta futurista dell’autore. Notevole layout interno, testo solo sulle pagine dispari, numeri di pagina collocati sulle pari (es. 8 / 9, 10 / 11 etc.). Bella copertina dell’artista triestino Mascherini. Cammarota, Futurismo, 326.3
Edizione originale. Esemplare con segni del tempo perimetrali alla copertina (qualche sbucciatura con parziale perdita di colore); interno ben conservato, piuttosto fresco stante la poverissima qualità della carta, e ancora solido alle cerniere; nel complesso in più che buone condizioni. Libro d’artista interamente concepito da Munari. Raccoglie 15 composizioni («disegni di macchine inutili») dove il grafico gareggia con il visionario — come nella migliore produzione di uno tra i geni assoluti del Novecento italiano. -- «Erano progetti di strane costruzioni fatte per muovere la coda ai cani pigri, per prevedere l’aurora, per rendere musicale il singhiozzo e altre facezie, ispirate al famoso disegnatore americano Rube Goldberg. Queste macchine umoristiche vennero poi pubblicate da Einaudi in un libro ormai introvabile intitolato: Le macchine di Munari» (Munari, Arte come mestiere, Bari 1960). Maffei, Munari: i libri, p. 62-3; Cammarota, Futurismo, 339.3
Prima edizione in armeno. Ottimo esemplare a fogli ancora chiusi (dorso normalmente scolorito con piccoli restauri). Rarissimo saggio di presentazione di Marinetti e del futurismo al pubblico armeno, favorito dall’amico Enrico Cardile. Cammarota, Marinetti, Marinettiana II, 11 (lacunoso); Salaris, Bibliografia p. 111b-112a; Tonini, La dimensione internazionale di Filippo Tommaso Marinetti (in: Futurismo ... avanguardia giuliana, 2009, pp. 125-140), fig. 2-3
Edizione originale. CON DEDICA Più che buon esemplare in brossura (segni del tempo perimetrali, particolarmente al dorso, interno lievemente brunito): la copia di Carlo Medici, il misterioso autore del romanzo horror «Gomoria», pregiata dalla dedica autografa dell’autore firmata «Milano, 10 marzo 1910». Importante raccolta di poesie, in parte inedite; compare qui, tra le altre, la famosa «E lasciatemi divertire». Apre il libro l’ampia prosa narrativa di Marinetti «Rapporto sulla vittoria futurista di Trieste», seguita dalla raccolta «Le fanfare della stampa. Il Futurismo e i Futuristi difesi da: Silvio Benco, Eda Gianelli, A. Bellotti, Paolo Arcari, A. Scocchi, V. Cuttin, Augusto Datta, G. Giacomelli, A. Tamanini», rassegna stampa ricca di interessanti contenuti. Pare che il libro sia stato messo al bando dalla censura austriaca nelle zone del triveneto, a causa del tono anti-austriaco dello scritto prefatorio marinettiano. È il primo volume a uscire con l’aggiornata sigla delle Edizioni futuriste di “Poesia”, e non più semplicemente «Edizioni di “Poesia”». Tirato in mille copie stando al carteggio Marinetti-Palazzeschi, con l’autore che sostenne le spese di stampa, l’editore quelle di diffusione; il 27 marzo ne esce un’interessante recensione sulla «Tavola rotonda» di Napoli (XX.10-12), puntualmente registrata in D’Ambrosio (Nuove verità crudeli p. 134-s, nota 38), elemento che fornisce un ‘terminus ante quem’ per localizzare il mese di stampa. Cammarota, Futurismo, 356.8; Salaris, Marinetti editore, pp. 95-ss
Paolo Buzzi fu uno dei primi firmatari del manifesto futurista insieme al suo amico Marinetti. L'ellisse e la spirale è uno dei libri fondanti delle parole in libertà. Romanzo parolibero cinematografico fantasy, la cui partenza è tradizionale ma con il proseguo della lettura le parole cominciano a degradare fino a trasformarsi in vere e proprie composizioni visive, che culminano in un ‘calligramme’ a spirale disegnato in rosso. Opera non comune
Terza edizione aumentata. Discreto timbro ex libris di biblioteca privata tecnica dell’epoca, ripetuto sul alcune pagine. Dorso lievemente scolorito; qualche immagine graffiata da sfregamento della patina; nel complesso, più che buon esemplare. Poderoso volume di architettura, riccamente illustrato. In questa terza edizione, tra le altre cose, alla prefazione di Le Corbusier e all’introduzione di P.M. Bardi è aggiunto un Collaudo di Marinetti. Cammarota, Futurismo, 425.4
Edizione originale. Ottimo esemplare. Rarissimo. «Edizione fuori commercio stampata dalla Centrale Futurista per la distribuzione di aeropoesie di guerra ai ’combattenti di terramarecielo’, a cura del Gruppo Futurista Savarè di Corrado Forlin» (Cammarota). Notevolissimo reperto del tardo futurismo, ancora vivace come al tempo di Zang tumb: paroliberismo guerresco in formato volantino (come le ‘gloriose’ Notti filtrate di Mario Carli). Uso disinvolto ed efficace di maiuscoli, onomatopee, assenza di punteggiatura, spaziatura: «Mentre ueeegggg ueeeggggg uuuuuuiiiiiinnnnn granate petulanti guizzano e sfuggono per non arrendersi subito ai desideri amorosi delle gole assetate un fante rilegge una lettera sgualcita che porta da molti giorni sotto l’elmetto [...] Il fante guarda il cielo così largo così bello e pensa alla sera in cui riuscì a carpire il primo bacio a colei che sarà sua moglie | - Pronti fuoco | - Uuuuuuuuuooommmmmm uuuuuuuoommmm gdunnnn | Primo bacio prima promessa ella lo attenderà | Anche le mitragliatrici attendono l’amplesso del 65 in questa notte di amore pericoloso che accomuna la poesia degli spazi al fango dei camminamenti». -- Al verso l’immagine/firma dello Scurto, quella specie di giullare stilizzato che sorride triangolarmente e strizza l’occhio, opera di A. Rubino. In calce di p. [2] l’annuncio pubblicitario «Leggete il nuovo romanzo di IGNAZIO SCURTO di prossima pubblicazione: - ‘UOMO CHE VOLEVA AMARE’-». Cammarota, Futurismo, 433.10
Edizione originale. Ottimo esemplare. Rarissimo. «Edizione fuori commercio stampata dalla Centrale Futurista per la distribuzione di aeropoesie di guerra ai ‘combattenti di terramarecielo’, a cura del Gruppo Futurista Savarè di Corrado Forlin» (Cammarota). Notevolissimo reperto del tardo futurismo, ancora vivace come al tempo di Zang tumb: paroliberismo guerresco in formato volantino (come le ‘gloriose’ Notti filtrate di Mario Carli). Uso disinvolto ed efficace di maiuscoli, onomatopee, assenza di punteggiatura, spaziatura: «Alla platea dei trinceroni si uniscono i palchi delle caverne in pendio e i loggioni dei fortini / Gdannnn vvv la fanteria cerca cerca reticolati con piccole armi diaboliche gdannnn vvvvv gdannnn vvvvv non trovarli ricominciare gdannnn vvvvv saltano ad un tratto i cavali di frisia vanno in paradiso tra piccole nuvole gialle [....] Dalla vallata si levano preghiere di madri spose bimbi musica penetrante che IMPONE la sua potenza alle bocche di fuoco canalizzate». -- Al verso l’immagine/firma dello Scurto, quella specie di giullare stilizzato che sorride triangolarmente e strizza l’occhio, opera di A. Rubino. In calce di p. [2] l’annuncio pubblicitario “Leggete il nuovo romanzo di IGNAZIO SCURTO di prossima pubblicazione: - ‘UOMO CHE VOLEVA AMARE’ -“. Cammarota, Futurismo, 433.9